Home / Senza categoria  / “(Im)permanenza” di Leonardo Checchia al Brolo

“(Im)permanenza” di Leonardo Checchia al Brolo

Di tutto è rimasto un poco / Rimane sempre un poco di tutto / A volte un bottone / A volte un topo.   Questi versi, tratti da una bellissima poesia del poeta brasiliano Drummond De Andrade, rimandano in qualche

Di tutto è rimasto un poco /
Rimane sempre un poco di tutto /
A volte un bottone /
A volte un topo.

 

Questi versi, tratti da una bellissima poesia del poeta brasiliano Drummond De Andrade, rimandano in qualche modo al tema dell’impermanenza / permanenza, motivo predominante di questa riflessione pittorica. La tela bianca, smisurata – a prescindere dalla sua grandezza –, ci rammenta che comunque resterà sempre qualcosa (dopo), ma anche ora che sono dinanzi ad essa e provo a risolverla scrutandone attento la trama, che ne occulta l’accesso.

 

Resta sempre qualcosa persino nel gesto iniziale, di “attacco” alla tela, per sottrarle il dipinto, che scandisce il mio tempo addomesticato, o il presente sospeso in un gesto, che tarda a svelare l’ignoto appena trascorso nei segni. A volte un quadro permane. A volte l’emozione indistinta, che ravviva un ricordo negletto, forse un viso, che è anche un suono o un profumo di un altro ricordo. Certe linee che alterano un equilibrio cromatico, mi procurano angoscia, il disagio medesimo percepito a Madrid un mattino d’estate ad un incrocio di strade ostruito. Ogni cosa che passa pure un poco permane, ci racconta del tempo che abbiamo trascorso, che forse allora non abbiamo “afferrato”, ma ci può capitare d’incontrarlo di nuovo, di riviverlo nei soliti gesti, che ci sorprendono ancora.

 

I quadri, prevalentemente di grande formato, documentano un periodo di lavoro piuttosto lungo nel quale il motivo dell’impermanenza, ma anche di ciò che resta della nostra esperienza sensoriale e dell’incontro con gli altri, vengono rappresentati attraverso temi meramente emozionali (dipinti astratti), o più facilmente riconoscibili quali il sogno o la rivisitazione in forma simbolica della maternità. La parola, poi, si rende “visibile”, si espone, accompagnando due quadri a rinnovare l’impegno, l’azzardo, di un’espressione possibile, necessaria al di là di ogni forma.

 

Con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto, al Centro d’Arte e Cultura Brolo (via Rozone e Vitale n. 5) sarà ospitata la mostra (Im)permanenza di Leonardo Checchia, a ingresso libero, visitabile dal 24 al 27 luglio, in orario 10-12 e 18.30-21.

Questo giornale è gratuito ma, se vuoi, puoi sostenerlo donando un piccolo contributo di 1 euro al mese, impostando un pagamento periodico a questo link.

Commenta la news

commenti

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni