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Chi ha seguito con passione le precedenti edizioni della mostra “La bellezza rivelata – Un viaggio nella terra d’Etiopia sulle orme degli antichi esploratori”, sicuramente non vedrà l’ora di conoscere i dettagli che riguardano la prossima tappa in programma, che sarà inaugurata tra non molto nella splendida città di Addis Abeba.

 

Lo straordinario successo riscosso con la prima esposizione presentata a Roma lo scorso inverno, cui ha fatto seguito una seconda esposizione allestita a Napoli questa primavera, ha infatti contribuito ad alzare l’asticella delle aspettative per questa terza tappa, ospitata nelle prestigiose sale del Museo Etnografico della capitale etiope.

 

La mostra aprirà le porte lunedì 5 novembre e sarà visitabile tutti i giorni fino al 31 gennaio 2019, con orario 9.00-17.00.

 

Anche questa volta il visitatore troverà l’occasione di lasciarsi incantare dalla molteplicità di fotografie, disegni e dipinti che ritraggono le bellezze di questa terra di antica civiltà, da sempre brama di esploratori e viaggiatori europei.

 

Lo scopo della mostra sarà appunto condurre i visitatori nelle terre d’Etiopia attraverso un viaggio immaginario, con l’auspicio che, una volta lì, essi decidano anche di avventurarsi in un viaggio – questa volta reale – per questa magnifica terra di varietà e bellezze, tradizioni e cultura.

 

Il progetto, ancora una volta a cura di Carlo e Marcella Franchini, con il prezioso contributo dell’artista Francesca Borro e in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, è frutto del patrocinio della Società Geografica Italiana, dell’Ambasciata Etiopica di Roma e dell’Istituto Italiano di Cultura Addis Abeba.

 

Webtechnet, il nostro editore, è fiero di essere sponsor di questo meraviglioso progetto, che mira a rivelare le bellezze di una terra ancora poco conosciuta, ma così ricca di storia e di cultura, che anche il nostro Presidente del Consiglio sta avendo il piacere di scoprire in questi giorni.

 

 

L’esposizione rimarrà visitabile al Centro Sociale fino al 12 novembre, con ingresso libero.

 

Dopo esser stata ospitata a Vittorio Veneto fino alla scorsa settimana, giunge a Mogliano Veneto la mostra itinerante “Mappe in guerra. Il fronte del Piave e del Grappa nella cartografia militare della Grande Guerra”. L’esposizione sarà inaugurata domenica 14 ottobre alle ore 10.30 al Centro Sociale e rimarrà aperta fino a lunedì 12 novembre.

 

“Nel centenario della Grande Guerra, come Amministrazione abbiamo accolto con slancio e interesse l’invito da parte della Regione del Veneto ad ospitare questa esposizione di rilevante valore storico. Si tratta di una grande opportunità per la cittadinanza e, in particolare, per gli studenti delle nostre scuole. Ci fa inoltre particolarmente piacere questo passaggio di testimone: questa mostra itinerante proviene da Vittorio Veneto, città con la quale abbiamo siglato un “Patto di amicizia” lo scorso maggio proprio prendendo spunto dalle celebrazioni per il centenario della fine della Grande Guerra. Il filo di questa amicizia continua, anche grazie a questa iniziativa”, ha dichiarato il Sindaco Carola Arena, insieme agli Assessori alle politiche educative, Daniele Ceschin, e alle politiche culturali, Ferdinando Minello.

 

Il progetto è a cura di Francesco Ferrarese e Aldino Bondesan, del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova ed è promosso da Regione del Veneto insieme al Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra, al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità e al Dipartimento di Geoscienze tutti dell’Università degli Studi di Padova, a Marco Polo System geie, all’Osservatorio del Paesaggio “Medio Piave”, alla Società Italiana di Geografia e Geologia Militare e all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia-Sezione Basso Piave.

 

La mostra consta di 29 pannelli e ha l’obiettivo di portare il visitatore all’interno del paesaggio di guerra attraverso la cartografia militare con l’ausilio di brevi testi descrittivi, testimonianze scritte e fotografiche. Sono riprodotte le carte italiane, austroungariche e britanniche pubblicate dall’ottobre 1917 al novembre 1918 e relative al fronte del Piave, mettendo di volta in volta in luce l’efficacia della simbologia, l’uso del colore e la tecnica di aggiornamento. Territorio, rappresentazione e scelte militari strategiche e tattiche creano un insieme espositivo di particolare impatto e profonda conoscenza storica. L’apparato cartografico è integrato da altri documenti storici come ordini dei comandi, fotografie aeree e terrestri, diari di militi e letteratura militare.

 

In occasione dell’apertura, sarà presente il dott. Ferrarese, curatore, per una presentazione della mostra. Nei fine settimana e nei lunedì di mercato saranno garantiti, grazie alla collaborazione delle associazioni combattentistiche e d’arma moglianesi, i seguenti orari di apertura: il sabato dalle 15.30 alle 17.30,  la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 17.30; il lunedì dalle 10.00 alle 12.00.

 

Inoltre saranno rese possibili visite infrasettimanali, dal martedì al sabato mattina, per gli studenti delle scuole del territorio, da programmarsi di volta in volta previa prenotazione. L’ingresso è libero.

Cento arazzi per il valore di 50 milioni di euro in un’esposizione inedita e originale presentata a Venezia per la prima volta al mondo

 

 

Venice Exhibition realizza l’ultimo sogno di Ugo Scassa, il più grande arazziere italiano.

 

Quando Vassily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astratta, nel 1925 dipinse Rosso, Giallo, Blu, mai avrebbe immaginato che un italiano, innamorato dell’arte contemporanea, avrebbe fatto del suo quadro un arazzo talmente bello da sembrare un dipinto.

 

Il capolavoro dell’artista franco-russo è il simbolo della mostra “Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo” che aprirà i battenti il 1° novembre a Palazzo Zaguri in Campo San Maurizio a Venezia.

 

Un evento di respiro internazionale, un’esposizione mai vista finora con un testimonial d’eccezione del panorama artistico-culturale italiano, Vittorio Sgarbi, voce delle audioguide gratuite che accompagneranno i visitatori in un percorso dove espressione artistica, artigianato di bottega e scuola trovano nell’arazzo l’espressione più preziosa e antica e, al contempo, mai così moderna e attuale.

 

Cento gli arazzi esposti nei quattro piani del palazzo veneziano, per un valore complessivo di circa cinquanta milioni di euro. La maggior parte proviene da una delle ultime arazzerie italiane, quella fondata nel 1960 da Ugo Scassa, il cui sogno, mai realizzato in vita, era proprio di esporre le proprie opere a Venezia.

 

È una gioia per gli occhi e per l’anima: cento manufatti, tessuti per ore da abili mani femminili al telaio ad alto liccio per decenni, grazie all’intuizione e alla lungimiranza di questo italiano che abbandona l’edilizia per fare della propria passione, l’arte contemporanea, un mestiere. Sono opere capaci di stupire e “catturare” chiunque, per la finezza dell’ordito, la maestria nel miscelarne i colori sulla tela, filo dopo filo, intreccio dopo intreccio, per dar vita a capolavori che hanno arredato i grandi saloni delle feste nella grande stagione delle turbonavi italiane, dalla Leonardo alla Michelangelo passando per la Raffaello.

 

Per evocare il mondo scintillante dei viaggi transoceanici dei primi del Novecento, saranno proiettate parti e immagini del film “La leggenda del pianista sull’oceano” così che percezione visiva e uditiva traportino il visitatore in mezzo al mare, in un clima fiabesco e quasi surreale.

 

Da Kandinskij a Botero, passando per De Chirico, Mastroianni, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Wharol, solo per citare alcuni dei grandi maestri presenti alla mostra. Perfino Renzo Piano fece “tradurre” alcuni suoi disegni con questa tecnica, a imperitura memoria. Tutti in un filo.

 

Insomma, è quasi un ritorno alle origini, un forte richiamo alla storia del tessuto cittadino veneziano: il palazzo, infatti, fu eretto tra il XIV e il XV secolo per volontà della famiglia Pasqualini, famosi commercianti della seta. E sono proprio le trame e gli orditi, i protagonisti di questa nuova e inedita mostra, in un continuum spazio temporale che lega storia e attualità.

 

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Visto lo straordinario successo di pubblico, la Produzione “Navigare S.r. l.” ha previsto di dare la possibilità ancora per un breve periodo, a gruppi di turisti e soprattutto di scolaresche, di visitare la mostra multimediale “Van Gogh – Multimedia Experience”.

 

Ospitata presso Palazzo Cà Faccanon Mercerie San Salvador – 5016, la mostra multimediale permette di conoscere e approfondire la vita e le opere più importanti del genio olandese.

 

Un percorso espositivo bilingue in italiano e in inglese che riesce a essere unico, coinvolgente e immersivo. L’arte va di pari passo alla multimedialità grazie a supporti tecnologici avanzati, in grado di far letteralmente entrare il pubblico fin dentro ai maggiori capolavori di Van Gogh. Una mostra che va fruita nel buio, immersi in un’atmosfera unica che si traduce in esperienza visiva entusiasmante.

 

Poter ammirare su schermi ad altissima risoluzione tutti i dettagli nascosti nei capolavori di Vincent Van Gogh è quanto propone l’ esposizione multimediale. Visto il riconosciuto valore artistico e didattico, la mostra si avvale inoltre del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Veneto e del Comune di Venezia. Un suggestivo percorso tra ritratti, autoritratti, paesaggi e nature morte cui si aggiunge l’emozione di trovarsi all’interno della celebre “Camera di Arles”, ricostruita in scala reale. Luci, atmosfere, suoni e sofisticatissime tecnologie accompagnano il visitatore alla riscoperta del più grande artista di tutti i tempi che con la sua arte ha impresso un segno indelebile nella Storia dell’Arte e nell’immaginario collettivo dell’uomo moderno.

 

L’assessore comunale al Turismo, Paola Mar, è intervenuta ieri sera al Museo Correr all’inaugurazione della mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”.

 

L’esposizione, visitabile al Museo Correr fino al 7 gennaio 2019, con una sezione nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (fino al 30 settembre), documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Attraverso mappe digitali, videostorie, libri storici, la mostra propone un percorso in dieci sezioni che permette di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti nell’ambito del progetto europeo 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford, diretto da Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford e curatrice della mostra. Alla ricerca, che ha riguardato 50mila libri prodotti tra il 1450 e il 1550, sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane, hanno collaborato oltre 130 editors.

 

Per maggiori informazioni, si consiglia di visitare la pagina dedicata sul sito del Museo Correr.

 

 

A meno di un mese dalla chiusura di Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition, i numeri parlano da soli: oltre 45mila i visitatori, con un indice di gradimento del 95 per cento per gli strumenti di tortura e morte a raccontare la Serenissima. Una rassegna sviluppata in quattro piani e 36 spazi espositivi per un totale di 2.500 metri quadrati. Un evento che “ha testato” il nuovo polo espositivo permanente veneziano di Palazzo Zaguri.

 

Senza l’intervento di Venice Exhibition, l’edificio sarebbe diventato sede di appartamenti per turisti, sottraendo alla città e ai suoi visitatori la dimora storica in cui soggiornò anche Giacomo Casanova. Invece il grande palazzo gotico del 1353, che si affaccia in Campo San Maurizio, ha ritrovato appieno la propria collocazione nel panorama culturale veneziano, come polo museale permanente.

 

Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition chiuderà i battenti il 14 ottobre prossimo.

 

Palazzo Zaguri riaprirà poi il 1° novembre con un evento di respiro internazionale, un’esposizione mai vista finora e un testimonial d’eccezione del panorama artistico-culturale italiano. Opere del valore complessivo di circa cinquanta milioni di euro, per la cui tutela serviranno quindici giorni di chiusura, necessari alla messa in sicurezza dei manufatti.

 

Non a caso si parla di manufatti, tessuti per ore da abili mani femminili per decenni, grazie all’intuizione e alla lungimiranza di un italiano appassionato di cultura contemporanea, il cui ultimo desiderio era proprio quello di esporre tutte le sue realizzazioni a Venezia. Non sono stoffe, non sono costumi di scena. Sono opere capaci di stupire e “catturare” chiunque, per la finezza dell’ordito e la maestria nel miscelarne i colori sulla tela… che non è una tela nella normale accezione del termine.

 

Da Kandinskij a Botero, passando per De Chirico, Mastroianni, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Wharol, solo per citare alcuni dei grandi maestri presenti alla mostra. Perfino Renzo Piano fece “tradurre” alcuni suoi disegni con questa tecnica, a imperitura memoria. Tutti in un filo.

 

Insomma, è quasi un ritorno alle origini, un forte richiamo alla storia del tessuto cittadino veneziano: il palazzo, infatti, fu eretto tra il XIV e il XV secolo per volontà della famiglia Pasqualini, famosi commercianti della seta. E sono proprio le trame e gli orditi, i protagonisti di questa nuova e inedita mostra, in un continuum spazio temporale che lega storia e attualità.

 

Venice Exhibition ha all’attivo mostre che hanno saputo coinvolgere milioni di persone, come Real Bodies in questi giorni a Milano, la mostra sull’Egitto a Jesolo e altre esposizioni culturali e scientifiche. “Il nostro obiettivo – spiega Mauro Rigoni, amministratore delegato della società – è portare a Venezia eventi di ampio respiro anche e soprattutto nel periodo invernale, perché Venezia va vissuta in ogni stagione. Vogliamo far sì che Palazzo Zaguri diventi uno dei punti di riferimento culturali della città, un importante polo museale privato sul percorso che dalle Gallerie dell’Accademia porta il visitatore fino a Piazza San Marco”.

Tredici fornaci di Murano interpretano le barriere di cemento armato che, da strumenti di prevenzione stradale e sicurezza urbana, grigi e anonimi, si trasformano in opere d’arte capaci trasmettere la potenza comunicativa del vetro, divenendo così materia viva ed espressiva. Le opere sono esposte fino al 16 settembre 2018 alla Bugno Art Gallery di Venezia, nell’ambito del festival The Venice Glass Week

 

Murano Glass Beyond the Barricades è più di un progetto artistico, è una sfida: applicare la potenza propulsiva e comunicativa del vetro di Murano per interpretare la realtà, trasformando le barriere jersey, anonimi e grigi strumenti di prevenzione stradale e di sicurezza urbana in cemento armato.

La sfida è stata raccolta da tredici maestri vetrai che hanno interpretato le barriere jersey, trasformandole in opere d’arte ricche di significati, cultura e bellezza, capaci di esprimere libertà, arte e vita andando contro e oltre qualsiasi barriera fisica o mentale.

 

Le tredici opere sono esposte e visibili al pubblico gratuitamente, fino al 16 settembre 2018, alla Bugno Art Gallery di Venezia, punto di riferimento per appassionati e collezionisti di arte moderna, contemporanea e di fotografia d’autore.

L’esposizione è inserita nell’ambito degli eventi di The Venice Glass Week e ha lo scopo di porre l’attenzione del pubblico sull’importanza e sulla vitalità dell’attività artistica e creativa dei maestri vetrai.

 

Queste le tredici fornaci di Murano che vi partecipano:

Leonardo Cimolin e Andrea Salvagno – Berengo Studio 1989, Costantini Glassbeads, Effetre Murano, Fornace Ferro Murano, Gambaro & Tagliapietra, Laguna B, Massimiliano Schiavon Art Team, Nicola Moretti, Ongaro e Fuga, Seguso Gianni, Simone Cenedese, Tiozzo Sergio, Vetrate Artistiche Murano.

Le fotografie delle opere e la loro descrizione sono raccolte nel catalogo 2018 (Anteferma edizioni, costo €8) con la prefazione  del Professor Jean Blanchaert che scrive: «Fedeli alla lezione di Paolo Venini, che cento anni fa insegnò ai muranesi ad interpretare le idee contemporanee con tecniche antichissime, le tredici fornaci che hanno aderito al progetto hanno assecondato la necessità fisiologica di rinnovarsi, senza false modestie, attingendo al virtuosismo di cui sono capaci. L’artigianato artistico del vetro a Murano è più vivo che mai e questa mostra alla galleria Bugno ne è la prova, ogni tecnica ne è rappresentata».

Dal vetro soffiato al vetro massiccio, dalla lavorazione a piastra alla lavorazione in vetro colato, dalle lavorazioni tradizionali a quelle più d’avanguardia: in queste tredici opere realizzate da famosi maestri vetrai prendono forma idee, messaggi, visioni. Missili fermati dalla forza dell’arcobaleno simbolo della pace, piante e fiori che sbocciano tra le fessure del cemento, oceani divisi tra acque pulite e acque inquinate. Sono solo alcuni dei temi di grande attualità interpretati dagli artigiani del vetro di Murano, eccellenza italiana celebre in tutto il mondo.

Murano Glass Beyond the Barricades è un progetto nato da un’idea di Luciano Gambaro, che ha coordinato il lavoro delle tredici vetrerie di Murano: «L’obiettivo del progetto – ha spiegato lo stesso Luciano Gambaro – è di mostrare al pubblico la capacità comunicativa del vetro: la sua forza innovativa d’interpretare le tematiche contemporanee in maniera dirompente e vitale. Con Murano Glass Beyond the Barricades portiamo il vetro di Murano a confrontarsi con l’attualità, lo rendiamo materia viva, fluida, in evoluzione. Con questo progetto vogliamo ancora una volta ribadire qual è la grande abilità dei nostri maestri, una sfida che ritengo sia stata egregiamente vinta».

Murano Glass Beyond The Barricades è organizzato in collaborazione e con il patrocinio del Consorzio Promovetro di Murano gestore del marchio della Regione del Veneto Vetro Artistico di Murano, Confartigianato Venezia, Bugno Art Gallery.

 

 

 

Grande attesa per la rassegna lagunare che partirà il 16 settembre con quarantacinque artisti scelti tra pittori, scultori, fotografi, per rappresentare il patrimonio culturale del continente europeo.
Il piano nobile del prestigioso Palazzo Albrizzi Capello (Cannaregio, Venezia) ospiterà fino al 26 novembre un ciclo di tre mostre rientranti sotto l’autorevole manifestazione “Padiglione Europa”, curata da Gianni Dunil con la direzione artistica di Nevia Capello, le esposizioni accoglieranno i migliori artisti del continente europeo.

 

La mostra sarà presentata il 19 ottobre (ingresso riservato) presso la sala stampa della Camera dei Deputati in Roma, rientrando nel programma di eventi volti all’affermazione dell’arte come guida illuminata della cultura europea. In tale occasione a ogni artista verrà conferito un Riconoscimento alla Carriera.

 

Così è descritta la manifestazione dal curatore Gianni Dunil: “Nella prima esposizione si indaga l’approccio con il Sacro attraverso opere cariche di sublimazione e elevazione spirituale, fondate sul culto della natura e sulla trasmissione di messaggi mistici. La tavolozza cromatica si avvale principalmente del bianco e di una gamma di colori eterei. La seconda mostra è connotata prevalentemente da sperimentazioni linguistiche personali in cui i colori e i segni gestuali, liberi e magmatici, si fanno pastosi, densi, portatori di istanze emotive e interiori. La terza esposizione, al contrario delle precedenti, segna un ritorno a stilemi estetici figurativi riletti in chiave innovativa e originale. Le composizioni divengono ricerca di uno stato primordiale della pittura, un ritorno a una tradizione classica. Inoltre gli affreschi presenti sulla volta del Salone Nobile rappresentano un interessante scambio artistico tra passato e contemporaneo”.

 

L’iniziativa è promossa dalla società romana Start.

 

INFO

La mostra è a ingresso libero, presso Palazzo Albrizzi Capello (I piano, Sala della Pace), Cannaregio 4118 Venezia.
Orari di Apertura: martedì/domenica, ore 10.00/18.00; lunedì chiuso.
Opere di: Ambrosoli Annemarie; Bachiocco Piera; Barberio Mirella; Barscigliè Ivana; Bertolelli Sabrina; Bitonti
Francesco; Carradori Remo; Caserta Giuseppina; Cosoleto Domenica; DiDiF; Di Pietro Carmine; Falli Francesca;
Ferrante Giusy Cristina; Firrincieli Giovanni; Giapponesi Tarenghi Antonella; Giusto Diana; Grasselli Stefano;
Guerrisi Elena; Larini Bruno; Licheri Livia; Macchia Michele; Marin Federica; Marin Walter; Mastropietro Sery;
Misirocchi Valentina; Moiso Carla; Pazzaglia Carlo; Panfoli Michele; Parasole Feny; Perrone Nino; Pica Nicola;
Polizzi Silvia; Ridolfini Vincenzo; Rigato Carla; Rosalia Costanza; Scaglione Antonella; Schiavon Alessio; Silano Luigi;
Testa Gianni; Toniatti Michele; Vagu; Vescovo Lucienne, Vitale Tommaso Maurizio; Wesch Alessandro, Zenu.

 

                   

 

 

Domani a Palazzo Querini (Venezia), hub e polo espositivo di The Venice Glass Week, il Consorzio Promovetro Murano s’interroga sul futuro utilizzo del vetro, presentando i primi dati di un’indagine sulla percezione che hanno i turisti del vetro di Murano.
A seguire, alle 18.00, l’inaugurazione dell’installazione Glass Archipelago

La tavola rotonda organizzata dal Consorzio Promovetro Murano, partendo dall’analisi della concezione attuale del vetro, ha l’ambizione di indagare sulle sue future evoluzioni e applicazioni. Qual è il futuro del vetro di Murano e quali saranno i settori futuri nei quali potrà essere impiegato? Qual è la percezione che hanno i turisti stranieri di questa prezioso materiale? Proprio per rispondere a quest’ultima domanda sarà presentata la parte iniziale della ricerca commissionata e sviluppata dal professor Michele Tamma, del Dipartimento Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, sulla percezione che hanno i turisti del vetro di Murano.

 

Domani, martedì 11 settembre, a partire dalle ore 15.30, il Consorzio Promovetro Murano inaugura “Glass Archipelago”, a Palazzo Querini (in calle Lunga San Barnaba a Dorsoduro, 2691, Venezia) hub e polo espositivo di The Venice Glass Week.

Glass Archipelago è organizzato, grazie al contributo della Regione del Veneto, dal Consorzio Promovetro Murano, in collaborazione con Adiconsum e Federconsumatori, nell’ambito delle manifestazioni previste per The Venice Glass Week.

 

Programma
Alle ore 15.30 si svolgerà la tavola rotonda per una Murano 4.0.

 

 

Saluti
– Roberto Marcato, Assessore allo Sviluppo Economico ed Energia della Regione del Veneto,

– Giorgio Busetto, Direzione Fondazione Ugo e Olga Levi ONLUS,

– Luciano Gambaro, Presidente del Consorzio Promovetro Murano.

 

 

Intervento introduttivo

– Professor Michele Tamma, del Dipartimento Management dell’Universitŕ Ca’ Foscari di Venezia.

Primo tavolo tematico: la tutela del vetro e l’innovazione nella tutela

– Valter Rigobon, Presidente Adiconsum,

– Avv. Mario Feltrin, Dirigente Camera di Commercio di Venezia e Rovigo,

– Cap. Giuseppe Armani, Nucleo di Polizia – Finanziaria della Guardia di Finanza,

– Luciano Gambaro, Presidente Consorzio Promovetro Murano.

 

 

Secondo tavolo tematico: innovazione del prodotto e innovazione nella comunicazione
– Jean Blanchaert, gallerista, scultore del vetro, curatore e membro del Comitato scientifico della The Venice Glass Week,

– Architetto Marco Zito, designer e professore all’Universitŕ di design e Arti dello Iuav di Venezia,

– Architetto Matteo Silverio e il visual artist Martin Romeo, curatori della mostra installazione Glass Archipelago;

– Dottor Teodoro Russo, Amministratore Unico Dogale Costruzioni accompagnato dall’Architetto Claudio Rebeschini per l’opera d’arte di Joe Tilson installata nella facciata est dell’Hotel Ausonia & Hungaria al Lido di Venezia.

 

Moderatore
– Luca Ginetto, Giornalista Rai TGR Veneto.

 

 

Alle ore 18.00 si svolgerà l’opening dell’installazione ideata dall’architetto Matteo Silverio e il visual artist Martin Romeo, ospitata al primo piano di Palazzo Querini.

 

La mostra sarà aperta al pubblico (a ingresso gratuito) dal 9 al 16 settembre 2018.

 

Info: www.theveniceglassweek.com

 

 

Curata da Claudia Meneghin, la mostra sarà presentata dal critico d’arte Corrado Castellani e resterà aperta fino al 30 settembre

Presso la galleria d’arte moderna e contemporanea dell’Antico Eremo Camaldolese di Rua di Feletto, sabato 1º settembre alle ore 17.30 sarà inaugurata la mostra personale di pittura di Luca Truccolo intitolata “Memorie corrose”.

 

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 30 settembre rispettando i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 18.30; il sabato dalle 9 alle 12.

 

L’artista propone opere caratterizzate da una figurazione intensa ed essenziale, realizzata con monotìpi in metallo ottenuti mediante tecniche corrosive sperimentali, disegni a fusaggine, dipinti di bitume. Si concentra sulla resa dei contrasti tra la luce l’ombra o sulle rarefatte dissolvenze del chiaroscuro, senza derogare ad una estrema sobrietà monocromatica.

 

Nonostante il suo ascetismo e il suo rifuggire da facili effetti, Truccolo si collega consapevolmente all’eredità della grande tradizione pittorica. Il suo proposito di rigenerarla con risorse che ne mettano in evidenza le possibilità di ripresa e di sviluppo è evidente sia nella vitalità delle figure e dei ritratti, sia nei paesaggi dedicati ad un Veneto intensamente amato, ma anche sofferto e rivelato nelle sue asprezze segrete.

 

I soggetti si rifanno prevalentemente a temi e figure del mondo affettivo dell’artista, tra cui spiccano scene di maternità, che colgono momenti privati di intimità familiare assunti come simboli di valore universale: la nascita come rivelazione, la madre come contenitore del segreto dell’esistenza. I paesaggi delle grave del Piave e delle colline intorno a Conegliano, l’orizzonte visivo in cui l’autore è abitualmente immerso, abbandonata l’apparenza di dolcezza e morbidezza, si offrono come scenari tesi e contrastati, spesso intravisti come attraverso uno schermo di interferenza.

 

Luca Truccolo, nato nel 1984 a Conegliano, dove vive e lavora, si è diplomato al liceo artistico di Treviso e all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente si occupa di didattica museale, collaborando con i musei di Oderzo, Conegliano e Treviso. Svolge inoltre attività artistiche di laboratorio e insegna discipline pittoriche a bambini ed adulti. Espone regolarmente dal 2007 in mostre collettive e personali.

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