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Il materiale raccolto conta complessivamente oltre 800 disegni, 54 disegni-scultura, 13 sculture, 76 pensieri-messaggi

 

Speravano di allestirla questo autunno, ma le misure anti Covid degli ultimi DPCM hanno in qualche modo costretto gli organizzatori a rimandarla alla prossima primavera.

 

“È un impegno preso con tutti i giovani e giovanissimi che durante il lockdown hanno mandato i loro disegni o altri elaborati alla Regione. Da essi viene una testimonianza viva, un invito a condividere e rielaborare attraverso gli occhi dei bambini le emozioni vissute da tutti. La mostra, che coinvolgerà ogni provincia, la faremo a primavera. Ma quest’attesa renderà ancora più significativa la riflessione su quanto è accaduto alla luce delle esperienze di bambini e ragazzi”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha annunciato che uno dei primi appuntamenti culturali nella nostra Regione del nuovo anno sarà l’esposizione delle opere realizzate dai giovanissimi durante la chiusura delle scuole a causa della pandemia.

 

Il materiale raccolto conta complessivamente oltre 800 disegni, 54 disegni-scultura, 13 sculture, 76 pensieri-messaggi: tutte opere cui il Presidente ha già dato in parte risalto durante il punto stampa quotidiano che ha tenuto regolarmente durante il lockdown.

Fu proprio in una di quelle circostanze che un creativo lanciò al Governatore l’idea di un’esposizione riassuntiva e ragionata. L’idea fu subito accolta dalla Regione, ed ora – insieme al Teatro Stabile del Veneto – messa in pratica.

 

 

Una mostra in tour

La mostra è stata pensata per fare sosta in ogni capoluogo di provincia della regione, ospitato in un edificio altamente rappresentativo del territorio (più una significativa permanenza a Vo’ Euganeo, comune divenuto simbolo dell’impegno dei cittadini in questo momento storico).

 

Queste le tappe individuate per il percorso espositivo:

  • Vicenza, Basilica Palladiana, dal 16 novembre al 4 dicembre;
  • Venezia, M9 (Mestre), dall’11 dicembre al 1° gennaio;
  • Treviso, Palazzo dei Trecento, dall’8 al 29 gennaio;
  • Rovigo, Pescheria e Gran Guardia, dal 5 al 26 febbraio;
  • Verona, Castelvecchio, dal 5 al 26 marzo;
  • Belluno, Palazzo Bembo dal 2 al 23 aprile;
  • Padova, Palazzo della Ragione, dal 30 aprile al 21 maggio;
  • Vo’, Villa Contarini, dal 29 maggio al 18 giugno.

 

 

“I giovani e i giovanissimi – ha commentato il Governatore – hanno dimostrato grande serietà di fronte alla pandemia. Responsabilmente hanno subìto la mancanza di quella vita relazionale che è fondamentale alla spensieratezza della loro età. Il dialogo empatico che si è instaurato tramite i loro messaggi e disegni con chi era impegnato a livello istituzionale sono la conferma che non sono stati degli spettatori inerti e insensibili ma, a modo loro, hanno preso a cuore la vita collettiva con grande partecipazione”.

Di tutto è rimasto un poco /
Rimane sempre un poco di tutto /
A volte un bottone /
A volte un topo.

 

Questi versi, tratti da una bellissima poesia del poeta brasiliano Drummond De Andrade, rimandano in qualche modo al tema dell’impermanenza / permanenza, motivo predominante di questa riflessione pittorica. La tela bianca, smisurata – a prescindere dalla sua grandezza –, ci rammenta che comunque resterà sempre qualcosa (dopo), ma anche ora che sono dinanzi ad essa e provo a risolverla scrutandone attento la trama, che ne occulta l’accesso.

 

Resta sempre qualcosa persino nel gesto iniziale, di “attacco” alla tela, per sottrarle il dipinto, che scandisce il mio tempo addomesticato, o il presente sospeso in un gesto, che tarda a svelare l’ignoto appena trascorso nei segni. A volte un quadro permane. A volte l’emozione indistinta, che ravviva un ricordo negletto, forse un viso, che è anche un suono o un profumo di un altro ricordo. Certe linee che alterano un equilibrio cromatico, mi procurano angoscia, il disagio medesimo percepito a Madrid un mattino d’estate ad un incrocio di strade ostruito. Ogni cosa che passa pure un poco permane, ci racconta del tempo che abbiamo trascorso, che forse allora non abbiamo “afferrato”, ma ci può capitare d’incontrarlo di nuovo, di riviverlo nei soliti gesti, che ci sorprendono ancora.

 

I quadri, prevalentemente di grande formato, documentano un periodo di lavoro piuttosto lungo nel quale il motivo dell’impermanenza, ma anche di ciò che resta della nostra esperienza sensoriale e dell’incontro con gli altri, vengono rappresentati attraverso temi meramente emozionali (dipinti astratti), o più facilmente riconoscibili quali il sogno o la rivisitazione in forma simbolica della maternità. La parola, poi, si rende “visibile”, si espone, accompagnando due quadri a rinnovare l’impegno, l’azzardo, di un’espressione possibile, necessaria al di là di ogni forma.

 

Con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto, al Centro d’Arte e Cultura Brolo (via Rozone e Vitale n. 5) sarà ospitata la mostra (Im)permanenza di Leonardo Checchia, a ingresso libero, visitabile dal 24 al 27 luglio, in orario 10-12 e 18.30-21.

Sarà visitabile fino a domenica 19 luglio (tutte le sere dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito) nelle sale di Spazio Arte Urbano di Mogliano la mostra fotografica JAZZ SPIRIT di Pino Ninfa, inaugurata lo scorso 11 luglio nell’ambito di SILE JAZZ.

 

Jazz Spirit, la mostra-progetto dell’Olympus Ambassador Pino Ninfa, fotografo già riconosciuto a livello internazionale per i suoi progetti sociali. Attivo soprattutto nei più rinomati contesti musicali e jazzistici, Ninfa è anche operatore culturale nell’ambito della fotografia musicale d’arte.

 

 

Da anni, con la sua Olympus, Ninfa immortala il mondo del jazz, i concerti e gli spettacoli; ritrae l’anima dei musicisti e lo spirito dei loro strumenti per fonderli in un’unica entità: la musica. «JAZZ SPIRIT è una linea immaginaria su cui sostare aprendo le ali della nostra fantasia – spiega Ninfa a proposito del progetto – per cercare di cogliere qualcosa che sta intorno a noi e restituirlo nella sua bellezza e nella sua profondità».
E a proposito del suo rapporto con la fotografia di scena, e in particolare con la musica jazz, continua «ogni cosa si muove in una sorta di danza a cui mi piace partecipare come spettatore e fotografo».

La mostra allestita allo Spazio Arte Urbano Brolo è composta da 20-25 fotografie in vari formati dal 70×100 al 40×60. Le foto 70×100 sono stampate su carta Hanemule e montate su Dbond le altre sono montate su cornici.

 

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Raffaello, se parliamo di genio e arte alzi lo smartphone, il tablet, l’app chi non lo ha mai sentito nominare. La grande mostra alle scuderie del Quirinale a lui dedicata, inaugurata il 5 marzo e sospesa dopo solo tre giorni in seguito all’emergenza Coronavirus trasloca online con un programma allettante.

 

Sono ben 500 anni dalla scomparsa del genio di Urbino e questo è il più grande evento espositivo a lui dedicato. 204 dipinti, di cui ben 120 firmati dal protagonista che restano ben custodite nel museo con l’attesa febbrile di aprire per fruire. Perché la cultura unisce e accalora, e serve per vivere, sognare, amare. Che poi è il migliore dei modi per sostenere la vita.

 

Oggi per ingannare piacevolmente il “live”, approfondimenti, videoracconti, backstage sono pronti a tenerci compagnia sui social sotto l’hashtag #Raffaellooltrelamostra: per contemplare e ammirare i segreti sull’arte del Divin Pittore.

 

Inoltre per la mera e indissolubile cronaca due importanti progetti si inerpicano all’orizzonte. Il primo è quello del regista britannico Phil Grabsky che ci promette un nuovo racconto in esclusiva per il cinema. Un altro porta la firma di Sky Arte per La Grande Arte al Cinema. Diretto da Maurizio Ferrari, Raffaello.

 

Il giovane prodigio dovrebbe avere un mood particolare ed esplorare il mondo del genio urbinate a partire dai suoi favolosi ritratti femminili. 10 metri avanti e capolavori assoluti, Raffaello promette e mantiene, sempre.

 

Mauro Lama
#Instacult

Disegnate, disegnate, disegnate, andrà tutto bene!

 

In questo periodo di emergenza Coronavirus, a Preganziol nasce una bellissima iniziativa: tutti i bambini e ragazzi sono invitati a conservare i disegni realizzati in queste settimane. L’idea è di fare una mostra presso lo Spazio dell’Arte, quando l’emergenza sarà finita.

 

Si può usare un foglio A3, A4 o un foglio da disegno normale (cm 24×33), con tecniche varie e tema libero.

 

Parte il ciclo di video #pilloledimuseo, terapie d’Arte e Bellezza. Lunedì 16 marzo (alle 18) la pubblicazione del primo video

 

Il mondo della cultura fa la sua parte per “arrivare” alle persone nel periodo di emergenza sanitaria.

Ancora pochi giorni e poi l’arte entrerà nelle case grazie all’iniziativa digitale dei Musei Civici di Treviso #pilloledimuseo, che permetterà di godere attraverso lo smartphone o lo schermo del pc dei luoghi dell’arte temporaneamente chiusi, rinfrancando gli appassionati con piccoli e informali viaggi attraverso alcuni capolavori di Treviso raccontati in maniera diversa.

 

Anche i Musei Civici di Treviso intendono continuare a fornire l’usuale servizio pubblico proponendo piacevoli momenti di scoperta attraverso letture originali delle preziose opere custodite: per questo si è pensato a vere e proprie social stories, pubblicate nei profili Facebook e Youtube dei Musei Civici e del Comune di Treviso, per portare un’ondata di bellezza e positività nelle case dei cittadini.

 

Si parte con la “Natura in Posa – Capolavori dal Kunsthistorisches Museum in dialogo con la fotografia contemporanea” 

Le prime #pilloledimuseo, a cura di Elisabetta Gerhardingher e Paola Bonifacio grazie al sostegno degli Amici dei Musei Civici di Treviso (riprese di Giulio Grespan), offriranno un percorso di approfondimento collegato alla Grande Mostra “Natura in Posa – Capolavori dal Kunsthistorisches Museum in dialogo con la fotografia contemporanea” ospitata nel complesso di Santa Caterina.

 

Si articoleranno inizialmente in tre mini video di circa 5 minuti, con appuntamento ogni lunedì alle 18, che racconteranno aneddoti, dettagli e storie sui temi e gli oggetti di tre quadri famosi del Museo Santa Caterina: “Invisibili armonie” (Santa Cecilia e angeli musicanti, di Antiveduto Gramatica), “Rebus” (Ritratto di Domenicano di Lorenzo Lotto) e “Ah l’amore” (Ritratto di gentiluomo, di Ludovico Pozzoserrato).

 

“Ritratto di domenicano”

Si potrà scoprire dunque cosa rappresentano le monete sul tavolo del “Ritratto di domenicano” di Lorenzo Lotto o perché troviamo due succose pesche adagiate davanti a Santa Cecilia nel particolare dipinto di Antiveduto Gramatica. Inoltre, dal confronto con la grande mostra temporanea “Natura in Posa Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea” nasceranno approfondimenti e storie poco noti, in grado di favorire momenti di gioia intesi a evidenziare il valore anche sociale ed etico di un patrimonio culturale e artistico condiviso.

 

Assessore Lavina Colonna Preti: «Una mostra “nella mostra”»

«Avevamo pensato a questa iniziativa come una mostra “nella mostra”», afferma l’Assessore ai beni Culturali e Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti. «Abbiamo comunque scelto, nell’attesa di poterla riproporre, di portarla nelle case di tutti gli amanti della cultura per regalare una pausa d’arte e di bellezza. La cultura non si ferma e anzi questo doveroso momento di pausa forzata rappresenta il momento ideale per cercare qualche momento di conforto nella bellezza dell’arte insieme ai propri familiari, un libro, un film o, perché no?, un tour virtuale al museo».

 

La mostra “vituale” continua anche nella pagina FB dei Musei Civici e Mostre Santa Caterina Treviso dove vengono pubblicati quotidianamente spunti, aneddoti e storytelling relativi alle opere delle collezioni permanenti e della mostra Natura in Posa, Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea.

Domenica 16 febbraio, alle ore 12.00, il Museo ebraico di Venezia inaugurerà la mostra Sogno e Surreale dell’artista Igor Skaletsky, che resterà aperta al pubblico fino al 17 maggio. Il centro del periodo di tempo che il museo dedica a questa mostra sarà segnato dalla festa di Purim, festa gioiosa, dai molti e complessi significati, che tanto spazio lascia al gioco e alla fantasia e al travestimento, divenendone il fulcro.

 

Il giovane e già affermato artista israeliano grazie alla manipolazione di immagini trasporterà il visitatore in un altrove incantato, surreale, giocando con la liberazione dell’onirico, del fantastico e del magico che c’è in ognuno di noi.

 

L’artista, di origine russa, gioca liberamente con immagini facilmente riconoscibili della storia dell’arte e dell’alta cultura mescolandole ironicamente alle immagini tipiche delle riviste di moda. Le sue opere ci riportano ai modelli archetipi della nostra percezione e allo stesso tempo li distrugge sconvolgendo le abitudini visive creando un passaggio segreto nell’inconscio che ci porta a elaborazioni e interpretazioni funamboliche.

 

Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali di pittura con la tecnologia moderna. Skaletsky trae ispirazione da opere d’arte iconiche e dando loro una personale interpretazione, creando l’immagine di un ibrido, separato da tempo, luogo e contesto.

 

Skaletsky combina simboli di religione, cultura pop, animali e immagini di tatuaggi destreggiandosi come un “giocoliere” tra le consuetudini visive e il subconscio dello spettatore; fornendo un’interpretazione intrigante di storie famose. Il piacere di Skaletsky è quello di creare occasioni di incontro – scontro tra i primi pittori olandesi e i maestri del Rinascimento italiano con top model e icone della cultura del tatuaggio alla moda.

 

Inaugurazione domenica 16 febbraio alle ore 12.00. La Mostra sarà visitabile in orario di apertura del museo fino al 17 maggio. La mostra è creata e organizzata dal Museo Ebraico di Venezia, in collaborazione con Comunità ebraica di Venezia Coopculture.

La mostra dell’artista israeliana Patricia Shira Mano Tolentino Niñez rubata, s’ispira ai ritratti dei bambini presenti nel Museo della Memoria di Gerusalemme Yad Vashem e sarà allestita presso lo spazio Magazzino Gallery a piano terra di Palazzo Contarini Polignac ai piedi del Ponte dell’Accademia a Venezia che è stato messo a disposizione per gentile concessione della proprietà.

L’iniziativa si inserisce fra quelle ufficiali promosse dal Coordinamento per la Giornata della Memoria, l’opening sarà martedì 21 gennaio alle ore 17.30, dopodiché la mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 febbraio 2020.

 

 

L’idea

“L’idea del progetto Niñez Rubata è nata quasi un anno fa mentre guardavo le foto delle vittime della Shoah, nello specifico quelle del Ghetto di Varsavia – dice la Tolentino – Mi ha colpito vedere un bambino nella foto intitolata “Un bambino vestito di stracci seduto in una strada del ghetto” e ho deciso di dipingere un piccolo ritratto del solo volto, della sua espressione impaurita. Successivamente ho iniziato a cercare altri bambini da ritrarre e mi è venuta l’idea di creare un muro composto di ritratti ad olio sul Ghetto di Varsavia, ispirato all’opera dell’artista francese Christian Boltansky. Questo progetto riguarda la memoria, e si propone di combattere la caduta nell’oblio, nell’antisemitismo e nel negazionismo della Shoah”.

 

Il 22 gennaio alle ore 17.00, è previsto l’incontro: “Niñez rubata” per ricordare i bambini vittime della Shoah e contro le ingiustizie di ieri e di oggi presso il Museo ebraico di Venezia (in Campo di Ghetto Nuovo), durante il quale sarà presentato il piccolo catalogo della mostra. Interverranno Michela Zanon, codirettrice del Museo ebraico di Venezia, e Roberta Semeraro, curatrice della mostra; Iris Peynado, organizzatrice del progetto, Patricia Shira Mano Tolentino che, in dialogo con la lettura delle poesie da parte di Rosalia Ramirez, racconterà la sua esperienza/presa di coscienza e la necessità e di esprimersi sul tema della Shoah.

 

Un contributo speciale all’incontro sarà dato inoltre da Lia Finzi Federici testimone e autrice del libro “Dal buio alla luce”.
“Niñez rubata” a cura del critico d’arte Roberta Semeraro, è presentata e sostenuta da Iris Peynado, Vicepresidente dell’associazione culturale Ro.Sa.M. che da diversi anni si dedica a progetti di sostenibilità. “Rubare di per sé è un reato, e diventa ancora più grave quando il corpo del reato è il bene più prezioso che ciascuno di noi possiede: la vita – scrive Roberta Semeraro nella sua presentazione – Ma rubare la vita a dei bambini innocenti, va oltre qualsiasi reato immaginabile e si può considerare una vera e propria follia umana. Alcuni di questi volti sono completamente sfigurati dalla sofferenza tanto da aver perso la loro freschezza. Altri sono velati di tristezza. Le poesie seguono l’andamento di questo coro di personaggi, diventando più acute in alcuni versi e melanconiche in altri. La pittrice Tolentino da una parte e la poetessa Ramirez dall’altra (considerando anche che le due autrici vivono in due parti diverse del mondo, l’una in Israele e l’altra nella Repubblica Dominicana!), in dialogo tra loro, sembrano rispondersi ad un ritmo andante nel ricordo. Le loro voci echeggiano nel Giorno della Memoria, evocando il ricordo. Il coraggio di ricordare e rivivere la Shoah, rinvigorisce la forza necessaria ad invocare nel mondo: comprensione, responsabilità, sensibilità e saggezza perché l’infanzia non sia mai più rubata a nessun bambino”.

 

La mostra s’inserisce in un ciclo di mostre spirituali promosse dallo spazio espositivo Magazzino Gallery di Palazzo Contarini Polignac nella persona di Bikem de Montebello che afferma:
“Alcuni artisti creano per nessun altro motivo che sia la loro arte. Ma consciamente o inconsciamente sono ispirati da qualcosa di più grande di loro e della loro arte: il fondamento spirituale della vita…Tutti hanno in comune il fatto di cercare le fonti della loro arte, la loro visione della vita e il loro modo di rappresentarla… Il nostro ciclo di mostre si propone di mostrare questi pensieri diversi tra loro che mescolano insieme spiritualità e arte”.

 

Coinvolgimento delle scuole

Durante il periodo espositivo saranno organizzati alcuni incontri con classi delle Scuole veneziane dedicati al tema della memoria della Shoha e saranno mostrati al pubblico, materiali d’archivio provenienti dal Centro Mondiale per la Memoria della Shoah Yad Vashem di Gerusalemme. Sarà pubblicato un catalogo/libro dedicato a “Niñez rubata”, edizione a cura di Marianne Tolentino.

 

 

Photo Credits: Pedro J Bonilla Fotocasual

Una grande mostra, un tripudio di colori, un omaggio alla Natura. La qualità dei nostri giorni passa anche da qui

 

Una bella opportunità per i cittadini di Preganziol che, grazie alla collaborazione con la Città di Treviso e Civita Tre Venezie, potranno accedere alla mostra “Natura in posa” ospitata al Museo di Santa Caterina a Treviso, con un biglietto d’ingresso ridotto fino al 6 gennaio 2020: € 6,00 anziché € 12,00.

I vantaggi non finiscono qui: dal 7 gennaio al 31 maggio 2020 l’ingresso sarà di € 8 anziché € 12,00.

Per l’ingresso ridotto è necessario esibire un documento di identità.

 

Si svolgerà a Venezia, dal 3 al 10 novembre, presso Palazzo Albrizzi Capello la prestigiosa mostra omaggio a Gianni Dunil, tributo ai suoi cinquanta anni di carriera. Gli spazi dedicati alla rassegna saranno le sale della Biblioteca del Teatro Contemporaneo Europeo che ospiteranno i trenta migliori artisti italiani, scelti direttamente dal curatore. In scena un arte che approfondirà la sensibilità dell’epoca contemporanea provando a dare risposta all’incessante mancanza di ideologia propria dei tempi attuali. Si passerà dall’astratto al figurativo laddove le tavolozze cromatiche varieranno da scambi di colori vibranti a toni sorprendenti conferendo in una sfera spirituale trascendente nuova luce ad una bella e rara pittura. In stretto legame con la ricerca informale è presente una selezione figurativa, con tendenze innovative, capaci di sorprendere: immagini surreali e modelli classici conferiranno vigore ai virtuosi cromatismi dalla veemenza iconica. Non mancheranno raffigurazioni di paesaggi eterei e ricchi di idilliaci sentimenti dove sarà possibile per i visitatori lasciare liberi i pensieri e addentrarsi in nuove visioni. Tra i partecipanti in mostra si segnalano Anna Maria Li Gotti, Antonella Iannilli, Bernarda Visentini, Emanuela de Franceschi, Fedora Spinelli, Gian Luigi Castelli, Giuliana Maddalena Fusari, Giusy Cristina Ferrante, Laura Longhitano, Liliana Scocco Cilla, Luigi Silano, Maria Adelaide Stortiglione, Mauro Martin, Michele Macchia, Michele Panfoli, Michele Toniatti, Paolo Braccini, Sabrina Bertolelli, Vincenzo Ridolfini, Zenu (Lorenzo Zenucchini).

 

Gianni Dunil è stato organizzatore di eventi televisivi e teatrali, co-produttore presso i teatri Olimpico, Argot, Agorà, Sistina. Ha maturato collaborazioni con significativi Enti religiosi tra cui la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, il Chiostro del Sacro Cuore, la Basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Durante la sua carriera ha partecipato ad eventi culturali con altre personalità di spicco tra cui Giorgio Albertazzi, Riccardo Muti e Carla Fracci. E’ stato direttore artistico nel 2017 dell’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma al Vittoriano e attualmente riveste la carica di curatore alla Biennale di Venezia con il Padiglione Repubblica Dominicana. Dal 2018 fa parte della Redazione dell’Atlante dell’Arte Contemporanea, edito dalla casa editrice De Agostini, incarico confermato nel 2019/2020.

 

 

Info mostra

Titolo: “Cinquanta anni di carriera di Gianni Dunil, i migliori artisti italiani”

Sede: Palazzo Albrizzi Capello, Cannaregio 4118 (Venezia)

Mostra dal 3 al 10 novembre 2019

Ingresso libero tutti i giorni (orario 10-18)

Chiuso il lunedì

Contatti: 041.2410491

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