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Domani, alle ore 17, presso la Piazza Eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “Ricky Mr.Selfie” a cura di Riccardo Scalise.

 

 

Le fotografie esposte sono selfie realizzati dall’autore stesso con i personaggi più famosi del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport. 

 

 

Scalise, pur non essendo un fotografo professionista, ha trovato grazie alla sua Reflex  il modo di distinguersi dalle più comuni metodologie di autoscatti tramite telefono cellulare e ha dato inizio a questa passione trasformandola quasi in una professione. Dopo migliaia di scatti eseguiti, si può tranquillamente affermare che Scalise sia arrivato al punto di invertire i ruoli e se prima era lui a cercare i VIP per chiedere gentilmente di posare per un selfie, ora sono i VIP che cercano lui per ritrarcisi assieme!

 

 

Durante l’evento inaugurale, Scalise sarà presente per dare informazioni, illustrare il percorso mostra e raccontare i simpatici aneddoti che hanno caratterizzato la maggior parte dei suoi “appostamenti” ai VIP immortalati. L’artista sarà inoltre a disposizione per simpatici selfie con i visitatori del centro commerciale.

 

 

Durante le settimane della mostra, che si protrarrà fino a domenica 25 agosto, oltre alle foto esposte, si potranno liberamente visionare gli album di fotografie che saranno presenti alla postazione Infopoint Infovox, in Piazza Eventi Unieuro, tutti i pomeriggi dalle ore 16 alle 20.

 

 

Da notare che in questi stessi giorni Scalise espone i propri scatti pure a Los Angeles, dove un’intera parete del Museum of Selfies in Hollywood Boulevard è dedicata ai suoi lavori.

Continua ad avere successo di pubblico e di critica la mostra dal titolo INDAGINI, inaugurata domenica scorsa presso la Elle Galleria d’Arte di Preganziol, in via Saragat, 13/a, nella quale si possono ammirare meravigliose opere degli artisti Florkatia: pere intimiste che raccontano il vissuto dell’artista rappresentando soggetti perlopiù femminili.
Carmen Salves, pittrice catalana la quale descrive in maniera strabiliante con pochi pezzi, ma molto chiaramente, il mercato nella Ramblas e altri momenti di vita quotidiana. Al secondo livello si posso ammirare 20 opere della mostra personale del pittore Antonio Moreno Saivezzo nelle quali si può vedere il perfetto connubio di due artisti che l’artista ama molto: Dalì e Canaletto. Non c’è altro da aggiungere se non quello di andare personalmente ad ammirare dal vivo e da vicino queste 30 opere di vario formato e genere.

 

In foto l’opera dell’artista Antonio Moreno Saivezzo.

A Venezia nel Palazzo Ca’ Zenobio, Salone Sala degli Specchi, si terrà dal 1° al 14 agosto la mostra del pittore Lionello Trabuio.

 

Trabuio ha soggiornato per anni a Mogliano Veneto e il suo ricordo è ancora vivo in città. È per questa ragione che l’amministrazione comunale è stata invitata al vernissage che si terrà oggi alle 18.

 

Il sindaco Davide Bortolato ha delegato Giuliana Tochet, assessore al Sociale, a rappresentare la città di Mogliano.

 

Lionello Trabuio ha dato vita a una nuova corrente, quella del Trasvisismo dove tutto è nel colore e nell’incognita. Il Trasvisismo è definito da Trabuio come “vedere e non vedere per poi rivedere”, un enigma che si risolve quando si incontrano le sue opere.

 

Le opere di Trabuio hanno convinto critici e pubblico e vengono esposte in  Italia e all’estero. L’attività dell’artista è stata molteplice in tantissime città italiane, ma negli ultimi anni il pittore ha rafforzato la sua presenza nella sua regione di origine, il Veneto.

Nell’ambito della XXX edizione del Premio Carlo Scarpa, dedicata a I giardini del tè di Dazhangshanla Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due documentari che raccontano la Cina. Due viaggi nel tempo e nello spazio dei suoi paesaggi contrastanti e nei mosaici della sua umanità. 

 

Giovedì 25 luglio e giovedì 1° agosto alle ore 21, nell’auditorium delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due serate di cinema documentario sulla Cina

 

Dopo la proiezione di Mingong, film documentario di Davide Crudetti, giovedì 1° agosto alle ore 21 sarà proiettato Blank Lands (Italia 2016, 82’): un docufilm del collettivo Blank Lands.

 

Tutte le epoche e storie hanno le loro terre bianche, territori non tracciati sulle mappe, avvolti dal mistero. Le terre bianche della Cina degli anni trenta erano le remote regioni ai confini occidentali, abitate nell’immaginario collettivo da “barbari cannibali”.

 

Zhuang Xueben, un giovane fotografo di Shanghai, fu il primo a raccontarle con migliaia di fotografie e ricchi diari, raccolti in dieci anni di viaggio, a partire dal 1934. Il suo lavoro all’epoca aprì una finestra su una Cina poco conosciuta, spesso inesplorata e avvolta da pregiudizi, rivelando la bellezza delle culture locali: Tibetani, Yi, Qiang, Tu, Salar sono solo alcuni dei gruppi etnici con i quali entrò in contatto e che riuscì a svelare con sguardo curioso e umano. Prima di sparire: inghiottito dai tumulti della rivoluzione culturale, il suo nome e il suo lavoro sono riemersi solo recentemente.

Oltre al cinema

Gli appuntamenti sono organizzati nel contesto della mostra documentaria e di arte contemporanea The Ground We Have in Common, realizzata dalla Fondazione Benetton e dalle Gallerie delle Prigioni, e dedicata alla trentesima edizione del Premio Carlo Scarpa, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan e il tema della cura della terra bene comune. 

Nei giorni delle due proiezioni, la mostra The Ground We Have in Common sarà visitabile dalle ore 15 fino alla fine dell’evento.

 

L’esposizione, a cura di Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, aperta fino a domenica 1° settembre 2019 (martedì-venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13 e 15-19, ingresso libero), affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre inoltre idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni del Premio Carlo Scarpa, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

 

Ingresso libero sia alle proiezioni che alla mostra.

Per maggiori informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, www.fbsr.it 

Una mostra che ragiona sul cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna

 

Nell’inverno del 1609, che le cronache del tempo dicono molto rigido, Galileo Galilei decide di trascorrere “la maggior parte delle notti […] più al sereno et al discoperto, che in camera o al fuoco” (Opere, a cura di A. Favaro, Firenze, Barbera, ristampa 1968, p.302) per puntare il suo cannocchiale in direzione del cielo; e con quel gesto spalanca l’era della Nuova Scienza.

 

Nel 1969, cinquant’anni fa, l’Apollo 11 scende nel Mare della Tranquillità e Armstrong lascia la prima impronta umana sulla luna, inaugurando l’era della colonizzazione visiva e fisica della nostra galassia.

 

La luna è l’oggetto cosmico dirimpetto alla casa dove viviamo, la Terra. Lo sguardo della nostra razza le deve molto. Satellite e sorella, dea della caccia e sovrana delle notti per mare, collocata in uno spazio che da sempre dice come l’universo sia in alto e tutt’intorno a noi, la Luna compie nel 2019 cinquant’anni di consapevolezza. Non sappiamo se lei si renda conto di questo genetliaco magnifico, ma certo lo scorso 20 Luglio è stata un’occasione da parte nostra per ripensare, con la calma della distanza temporale, al significato dell’essere arrivati fin lì, a incontrare la vicina di casa alla quale Leopardi fa dire “Se io sono coltivata, io non me accorgo e le mie strade io non le veggo”. (Operette morali, Dialogo della Terra e della Luna, Napoli, 1835).

 

Il tema è vasto e percorre la storia del pensiero in senso filosofico, letterario, artistico, scientifico.

La mostra 50 anni di Luna nuova affronta per sommi capi e attraverso la lettura e l’indagine di 14 artisti, tra scultori, pittori, fotografi e performer, come sia cambiato il nostro senso dell’essere qui e ora in un luogo preciso, la Terra, rispetto al cielo appena sopra di noi.
Le conoscenze intorno all’Universo sono nei secoli mutate e progredite e ancor più sono aumentate quelle riguardanti la compagna di viaggio del nostra pianeta. Da una percezione armoniosa e di contemplazione, siamo passati a una lettura in termini di spazio-tempo. Da luogo del sogno la Luna è anch’essa divenuta riferimento tecnologico e non è improbabile stia per compiere un altro passo, trasformando la propria condizione di cosa luminosa da guardare, a spazio fisico da abitare.

La mostra – a cura di Anna Caterina Bellati e Antonella Nota – dice in filigrana la sua lunga storia leggendaria.

 

 

Info utili

Organizzato da: Bellati Editore
Località evento: Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, Venezia (ACTV stop Zattere)
Data evento: 05 agosto 2019
Orari evento: da lunedì a venerdì • 10.00 – 17.00
Durata dell’esposizione 5 – 30 agosto 2019
Visite guidate su richiesta
Tel. +39 333.2468331

 

 

Artisti

Massimo Barlettani
Marco Bolognesi
Donato Frisia jr
Ettore Greco
Susanna Magrin
Mario Paschetta
Riccardo Roiter Rigoni
Alberto Salvetti
Marialuisa Tadei
Sara Teresano
Dany Vescovi
Alessandro Zannier
Dania Zanotto
Elisabetta Zanutto

 

Domani, domenica 21 luglio alle ore 11, presso la Elle galleria d’arte di preganziol (in via Saragat, 13/A), verrà presentata l’ultima esposizione prima delle vacanze estive.

 

La galleria propone 3 artisti le cui opere sono distribuite sui due piani della galleria. Potremmo vedere 4 opere dell’artista d’Imperia Florkatia, artista dallo spiccato talento e dalla spiccata varietà. Le sue opere spaziano dalla pittura figurativa, al bianco e nero, al paesaggio, alla natura morta. Di fronte a lei 4 opere di medie dimensioni dell’artista catalana Carmen Selvas, dalla quale se ne possono ammirare paesaggi e ritratti (dal 20 luglio al 6 settembre).

 

Nel piano inferiore si potranno inoltre vedere 15 pezzi dell’artista Antonio Moreno Saivezzo (dal 20 luglio al 28 agosto).

 

Presenta Siro Perin.

Per info 042263374

 

 

 

In foto, un’opera dell’artista Gino Di Prospero

A questo non ci avevo proprio pensato”. Sarebbe costretto ad ammettere Leonardo da Vinci, se fosse stato fisicamente presente ieri all’ingresso della mostra a lui dedicata nei locali della Camera di Commercio di Treviso, vedendo arrivare otto pinguini. Non dall’Antartide, s’intende, ma dallo stabilimento De’ Longhi, gruppo industriale trevigiano associato indelebilmente da più di trent’anni al piccolo e potente climatizzatore portatile. Se le temperature eccessive dei giorni scorsi, non mitigate dagli spazi chiusi creati nella Sala contrattazioni di Piazza Borsa per allestire la “Da Vinci Experience”, hanno indotto molti a desistere dall’intenzione di visitare l’esposizione, e se più di qualcuno ha affrettato l’itinerario interno per la difficoltà nel sopportare l’afa, ecco il rimedio per le ultime settimane. Grazie anche all’interessamento diretto di Assindustria Venetocentro e del presidente della Cciaa, Mario Pozza, la multinazionale della climatizzazione di Fiera ha inviato in comodato gratuito una batteria di silenziosi quanto efficienti “Pinguino”. I piccoli e discreti climatizzatori, distribuiti nei vari spazi, hanno così restituito alla mostra il comfort necessario ai visitatori per trattenersi senza disagi in tutti i circa 45 minuti richiesti mediamente dal percorso per essere esaustivo.

 

Nei primi 70 giorni la “Da Vinci Experience”, curata dall’agenzia fiorentina Cross Media Production, ha registrato 25 mila ingressi e rimarrà aperta fino al 4 agosto. La rassegna consente di acquisire una prima conoscenza diretta dell’uomo considerato il maggiore e il più completo genio italiano oppure di viverlo secondo un approccio inedito, sotto il profilo emozionale, rispetto al Leonardo Da Vinci incontrato sui banchi di scuola o nelle esposizioni tradizionali. L’apice dell’esperienza è una immersione tridimensionale negli ambienti abitati dal connazionale di mezzo millennio fa. Attraverso gli “Oculus”, cioè visori  capaci di trasmettere con grande realismo la simulazione di uno sguardo a 360 gradi, si ottiene l’impressione di entrare in stanze, laboratori e spazi aperti in cui  hanno preso ispirazione o si sono concretizzate opere d’arte ed invenzioni di Leonardo. Del tutto reali e tangibili, invece, le riproduzioni fedeli,  in legno, ferro, cuoio e tela, dei prototipi primitivi concepiti dall’inventore di quelli che, nei secoli successivi, sarebbero diventati oggetti di uso comune come  il cric, la bicicletta, il cambio di velocità ed il pistone.

 

Si ricorda che la “Da Vinci Experience” Crossmedia Group, fino al 2 agosto, praticherà uno sconto di tre euro sul biglietto d’ingresso, sabato e domenica esclusi, a chi risieda nel territorio comunale.

A Treviso la mostra rimarrà aperta quasi quattro mesi, fino al 4 agosto.

Giovedì 30 maggio si è inaugurata, presso lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al Premio Canaletto, apertasi con una cerimonia di premiazione commovente ed emozionante. Testimoni della consegna delle prestigiose targhe sono stati il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la direttrice Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, la nota curatrice della galleria di Monte Carlo Maria Lorena Franchi e il delegato del sindaco, il consigliere Giancarlo Giacomin. Presentatore, ideatore e organizzatore dell’esposizione il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

 

Ciascuno degli artisti presenti è stato premiato “per l’impegno profuso nel panorama artistico contemporaneo e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”. Al momento della consegna del riconoscimento ognuno ha potuto esprimersi liberamente sulla propria personale visione artistica, sulle proprie ragioni stilistiche, regalando al pubblico un momento ricco d’emozioni intense. Tra i membri della giuria, oltre ai già citati Gattinara, Villa, Nugnes e Rizzolo, figura anche il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna.

 

Gli artisti a cui è stato consegnato il Premio Canaletto e che rimarranno esposti allo Spoleto Pavilion fino a sabato 22 giugno sono:Patrizia Almonti, Daniele Beretta, Renata Bertolini, Ronnie Brogi, Dario Calì, Luca Cameli, Paola de Gregorio, Raffaella Di Benedetto, Davide Favaro, Giusy Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Luigi Gattinara, Diana Giudici, Gabriella Legno, Luigi Lucernini, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Milo, Salvatore Natale, Pietro Olivieri, Giuseppe Pasqualetto, Oliviero Passera, Amelia Perrone, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Rolando Rovati, Fedor Kuz’mic Suskov, Maria Velardi e Italia Vogna.

 

La galleria è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Laboratorium-Venezia è orgoglioso di presentare la mostra Anese Cho: Fragmentation, organizzata dalla curatrice newyorkese Thalia Vrachopoulos.

 

La mostra sarà inaugurata il 21 giugno alle ore 19.00 e sarà visitabile fino al 22 luglio 2019.

 

In questa serie di opere, Cho vuole mettere in evidenza la condizione della donna oppressa ed esclusa non tanto attraverso un’interpretazione, ma dimostrando che la sua vita è condizionata da uno stato di incertezza. Per molte generazioni le donne hanno dovuto lottare per i propri diritti in un mondo patriarcale e dominato dagli uomini, dovendo dividersi tra la loro carriera e la vita domestica come mogli e madri. In modo molto concreto, questa è la frammentazione che si ritrova nelle opere di Cho che, come artista, deve concentrarsi sulle sue creazioni, ma come madre deve prendersi cura del proprio figlio. Questo ruolo “frammentato” della donna come madre, moglie, figlia, donna in carriera è stata una delle ispirazioni che stanno alla base di questa serie di sculture.
Contemporaneamente, attraverso la sua opera, Cho fa riferimento alla cura della “Dea Madre” come evidenziato nella sua Fragmentation # 7.

 

Questa monumentale scultura, eseguita in lacca nera con un cut-out negativo di un seno femminile in rosso, ridimensiona di rimando le proporzioni dello spettatore quasi per costringerlo a riconoscere l’importanza del soggetto. Fragmentation # 4 è una scultura più giocosa in cui vengono ripetuti diversi cerchi che rappresentano un soggetto simile e che fanno riferimento a Several Circles di Kandinsky, opera del 1925. Cho ha lavorato per molti anni nell’ambito dell’astratto ed ha utilizzato forme circolari anche nei suoi lavori passati. Si può quindi comprendere come questa scultura murale rappresenti una continuazione logica del suo lavoro artistico e contestualizzi alla sua attuale produzione e alla tematica trattata le sue precedenti esperienze. Le sculture 3D e murali di Cho sono realizzate con superfici molto lisce, come il raso di seta, e su tonalità contrastanti come il rosso e il nero ottenendo una consistenza scintillante. Le sue scelte di colore, rosso e nero, sono come i due lati della stessa moneta, proprio come nella ruota dei colori in cui il nero, che è mix di tutti i colori, rappresenta la morte, e il rosso può significare al contempo sia la vita che la morte.

Informazioni

Telefono: +39 333 862 1953

Sede espositiva: Calle de Mezo (Santa Croce), 1592 Venezia

Domenica 9 giugno, alle 11, presso la ELLe galleria d’arte di Preganziol (via Saragat, 13/A), verrà presentata la mostra dal titolo “Pathos”: una mostra incentrata sulla capacità di suscitare un’intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico e affettivo.

 

Gli artisti in mostra sono:

• Arisa, pittore spoletino già presente nella rosa della galleria riscuotendo grandissimo successo

• Giò Ferrante pittrice amata nel nostro territorio

• Teresa Miccichè,nel suo ritorno in territorio preganziolese.

 

L’esposizione vede la presenza di 15 pezzi molto distribuiti sapientemente nei due piani della galleria, fino al 21 giugno.

 

A inaugurare la mostra sarà presente il prof. Siro Perin.

Ai presenti verrà offerto un piccolo drink.

 

In foto: Giorgio Celiberti (collezione privata)

 

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