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Giovedì 30 maggio si è inaugurata, presso lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al Premio Canaletto, apertasi con una cerimonia di premiazione commovente ed emozionante. Testimoni della consegna delle prestigiose targhe sono stati il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la direttrice Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, la nota curatrice della galleria di Monte Carlo Maria Lorena Franchi e il delegato del sindaco, il consigliere Giancarlo Giacomin. Presentatore, ideatore e organizzatore dell’esposizione il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

 

Ciascuno degli artisti presenti è stato premiato “per l’impegno profuso nel panorama artistico contemporaneo e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”. Al momento della consegna del riconoscimento ognuno ha potuto esprimersi liberamente sulla propria personale visione artistica, sulle proprie ragioni stilistiche, regalando al pubblico un momento ricco d’emozioni intense. Tra i membri della giuria, oltre ai già citati Gattinara, Villa, Nugnes e Rizzolo, figura anche il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna.

 

Gli artisti a cui è stato consegnato il Premio Canaletto e che rimarranno esposti allo Spoleto Pavilion fino a sabato 22 giugno sono:Patrizia Almonti, Daniele Beretta, Renata Bertolini, Ronnie Brogi, Dario Calì, Luca Cameli, Paola de Gregorio, Raffaella Di Benedetto, Davide Favaro, Giusy Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Luigi Gattinara, Diana Giudici, Gabriella Legno, Luigi Lucernini, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Milo, Salvatore Natale, Pietro Olivieri, Giuseppe Pasqualetto, Oliviero Passera, Amelia Perrone, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Rolando Rovati, Fedor Kuz’mic Suskov, Maria Velardi e Italia Vogna.

 

La galleria è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Laboratorium-Venezia è orgoglioso di presentare la mostra Anese Cho: Fragmentation, organizzata dalla curatrice newyorkese Thalia Vrachopoulos.

 

La mostra sarà inaugurata il 21 giugno alle ore 19.00 e sarà visitabile fino al 22 luglio 2019.

 

In questa serie di opere, Cho vuole mettere in evidenza la condizione della donna oppressa ed esclusa non tanto attraverso un’interpretazione, ma dimostrando che la sua vita è condizionata da uno stato di incertezza. Per molte generazioni le donne hanno dovuto lottare per i propri diritti in un mondo patriarcale e dominato dagli uomini, dovendo dividersi tra la loro carriera e la vita domestica come mogli e madri. In modo molto concreto, questa è la frammentazione che si ritrova nelle opere di Cho che, come artista, deve concentrarsi sulle sue creazioni, ma come madre deve prendersi cura del proprio figlio. Questo ruolo “frammentato” della donna come madre, moglie, figlia, donna in carriera è stata una delle ispirazioni che stanno alla base di questa serie di sculture.
Contemporaneamente, attraverso la sua opera, Cho fa riferimento alla cura della “Dea Madre” come evidenziato nella sua Fragmentation # 7.

 

Questa monumentale scultura, eseguita in lacca nera con un cut-out negativo di un seno femminile in rosso, ridimensiona di rimando le proporzioni dello spettatore quasi per costringerlo a riconoscere l’importanza del soggetto. Fragmentation # 4 è una scultura più giocosa in cui vengono ripetuti diversi cerchi che rappresentano un soggetto simile e che fanno riferimento a Several Circles di Kandinsky, opera del 1925. Cho ha lavorato per molti anni nell’ambito dell’astratto ed ha utilizzato forme circolari anche nei suoi lavori passati. Si può quindi comprendere come questa scultura murale rappresenti una continuazione logica del suo lavoro artistico e contestualizzi alla sua attuale produzione e alla tematica trattata le sue precedenti esperienze. Le sculture 3D e murali di Cho sono realizzate con superfici molto lisce, come il raso di seta, e su tonalità contrastanti come il rosso e il nero ottenendo una consistenza scintillante. Le sue scelte di colore, rosso e nero, sono come i due lati della stessa moneta, proprio come nella ruota dei colori in cui il nero, che è mix di tutti i colori, rappresenta la morte, e il rosso può significare al contempo sia la vita che la morte.

Informazioni

Telefono: +39 333 862 1953

Sede espositiva: Calle de Mezo (Santa Croce), 1592 Venezia

Domenica 9 giugno, alle 11, presso la ELLe galleria d’arte di Preganziol (via Saragat, 13/A), verrà presentata la mostra dal titolo “Pathos”: una mostra incentrata sulla capacità di suscitare un’intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico e affettivo.

 

Gli artisti in mostra sono:

• Arisa, pittore spoletino già presente nella rosa della galleria riscuotendo grandissimo successo

• Giò Ferrante pittrice amata nel nostro territorio

• Teresa Miccichè,nel suo ritorno in territorio preganziolese.

 

L’esposizione vede la presenza di 15 pezzi molto distribuiti sapientemente nei due piani della galleria, fino al 21 giugno.

 

A inaugurare la mostra sarà presente il prof. Siro Perin.

Ai presenti verrà offerto un piccolo drink.

 

In foto: Giorgio Celiberti (collezione privata)

 

Alan Ford, quel ragazzino biondo, smilzo, sempre vestito di nero che, dal 1969 grazie al genio di Luciano Secchi, in arte Max Bunker ha di  fatto segnato a suo modo il fantastico mondo del fumetto.

Si, un nuovo modo di fare il fumetto che Max ci ha regalato da sempre, a volte sgualcito, satirico e surreale.
Il gruppo Tnt appunto, che da un vecchio negozio di fiori di New York, indaga e si avventura sciorinando personaggi a tutto tondo  quali il leader indiscusso il Numero uno, Bob Rock, il Conte Oliver, la Cariatide, Grunf, Geremia, il Cirano e il giovane protagonista Alan Ford timido e suggestivamente ingenuo, ma non troppo, che incolla e conquista i lettori.
Era appunto Max Bunker che insieme a Roberto Raviola Magnus, diede alla luce questa scompaginata squadra che, episodio dopo episodio, si impose come un vero e proprio cult.
La Mostra “Alan Ford – 50 anni insieme” racconta questa straordinaria storia editoriale che dedica ampio spazio ai suoi protagonisti con tavole originali e documenti inediti in un contesto deliberatamente celebrativo onorando 50 anni di pubblicazione ininterrotta e 600 numeri all’attivo.
In evidenza anche gli artisti che hanno storicamente raccolto il testimone di Magnus come Paolo Piffarerio e Dario Perucca.
Nella parte finale la mostra ci propone illustrazioni e tavole originali create dai soliti noti, Magnus, Piffarerio e Perucca che trasudano amore verso questo gruppo di agenti segreti  a dir poco bislacchi, trasandati e sempre alla ricerca di sbarcare il lunario, al di là del proprio piccolissimo negozio di fiori.
“Alan Ford – 50 anni insieme”dal 25 maggio al 29 settembre 2019, chiuso nel mese di agosto, Wow Spazio Fumetto – Viale Campania, 12 Milano.
Mauro Lanza

Domenica 26 maggio alle ore 11 presso al Elle Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea di Preganziol (TV), in Via Saragat, 13/A, verrà presentata la mostra dal titolo “Effetto fisico”.

 

Espongono i pittori Vincenzo Matarazzo, Davide Poloni, Franca Sacchi. Presenta Sirio Perin.

 

La mostra si articola sui due livelli della Galleria nella quale saranno presenti 15 opere di vario formato e di genere. Ai presenti verrà offerto un piccolo drink.

 

L’evento sarà aperto fino al 7 giugno.

 

Per info: 0422633745

Domenica 26 maggio il Museo nazionale Collezione Salce (via Carlo Alberto 31) compie due anni.

 

Per festeggiare la giornata l’ingresso sarà gratuito per tutti dalle 10 alle 18. I visitatori potranno visitare la mostra, da poco inaugurata, dedicata al cartellonista, illustratore, pittore e scenografo Leopoldo Metlicovitz (Trieste 1868-Ponte Lambro 1944).

 

Alle ore 11.30 verrà offerto un aperitivo.

 

La giornata si concluderà alle 18.30 con il concerto su musica di J. P. Rameau per clavicembalo, violino e viola, nella vicina chiesa di San Gaetano, promosso da Antiqua Vox nell’ambito della rassegna “Restituire Bellezza”.

Alla vista improvvisa sull’ascensore dei due cadaveri in amplesso dell’opera anatomica L’orgasmo di Leonardo Da Vinci, le sono cedute le gambe.

 

È avvenuto martedì mattina al polo museale privato di Palazzo Zaguri. Una visitatrice di nazionalità francese di 71 anni all’apertura della porta dell’ascensore è caduta a peso morto sul pianerottolo di disimpegno al III piano, appena sotto il mansardato sottotetto dove lo staff stava completando l’allestimento di Authentic Human Bodies, Leonardo Da Vinci. La mostra sarà presentata in anteprima venerdì 17 maggio.

 

Difficile definirla sindrome di Stendhal, piuttosto per la dinamica è un caso di spavento quello accaduto alla turista in vacanza a Venezia col marito mentre stava visitando l’altra mostra ospitata da Palazzo Zaguri: Tutti in un filo, da Kandisky a Botero. Un allestimento di 100 opere in arazzo dei più grandi artisti del ‘900 realizzate dall’arazzeria Scassa di Asti.

 

La dinamica dei fatti

Seguendo il percorso espositivo, la 71enne si trovava accidentalmente ad attendere l’ascensore quando si è aperto mostrandole improvvisamente il suo passeggero.

 

“Stavamo trasferendo con l’ascensore le opere anatomiche all’ultimo piano” – ricostruisce lo staff di Palazzo Zaguri – “quando abbiamo caricato in cabina l’installazione dell’orgasmo. Non ci è stato possibile salire con l’opera perché qualcuno ha richiamato l’ascensore dal terzo piano. Dopo una manciata di secondi abbiamo udito un urlo e siamo immediatamente accorsi salendo le scale”.

 

All’arrivo del personale, la turista si trovava ancora a terra, pallida, appoggiata su un fianco. “L’abbiamo assistita nell’immediato, mettendola distesa e sollevandole le gambe finché non ha riacquistato il colorito”, fa sapere lo staff. “Poco dopo si è ripresa e ha raccontato che aveva chiamato l’ascensore perché voleva raggiungere la toilette al II piano. La vista del reperto anatomico che mostra due cadaveri umani durante l’atto sessuale proprio non se l’aspettava”.

 

Appena la visitatrice si è rialzata da terra, la coppia di francesi ha rifiutato la chiamata al 118 interrompendo la visita e portandosi verso la reception al piano terra. Lì hanno richiesto al personale quando fosse possibile visitare tutta l’esposizione dedicata a Leonardo Da Vinci. Per questo la direzione, contro ogni scaramanzia, ha accordato loro l’invito per la presentazione in anteprima di venerdì 17 maggio.

 

“Siamo felici che la visitatrice non abbia avuto conseguenze e per questo l’abbiamo invitata”, ha commentato l’amministratore di Venice Exhibition srl, Mauro Rigoni.

 

“Sarà fra i primi visitatori che potranno ammirare 50 installazioni autoptiche ispirate ai bozzetti anatomici del grande artista, che da secoli affascinano per la meticolosità del tratto e la fedeltà dei dettagli autoptici. Al tempo Leonardo poteva conoscerli solo sezionando cadaveri”.

 

In tutti i casi l’esattezza dei disegni di Leonardo Da Vinci, dimostra come essi si basassero sullo studio analitico di reali salme dissezionate e non soltanto sulla riproduzione di studi contemporanei e precedenti. “La loro ricchezza espressiva esaltata dai veri corpi plastinati. Sarà per la prima volta esposta a Venezia assieme a una collezione di attrezzi chirurgici originali e la ricostruzione di una sala di dissezione dell’epoca”, ha concluso Rigoni.

Un percorso espositivo non lineare, che offre allo spettatore la possibilità perdersi, tornare sui propri passi, indugiare, scegliere il proprio itinerario; sta proprio nel carattere imprevedibile e creativo la caratteristica principale del progetto “Né altra Né questa: La sfida al Labirinto”, la mostra del Padiglione Italia inaugurata questa mattina nell’ambito della 58. Esposizione Internazionale d’Arte.

 

All’inaugurazione sono intervenuti: Alberto Bonisoli, il ministro della Cultura; Paolo Baratta, presidente della Biennale; Federica Galloni, commissario del Padiglione Italia; Milovan Farronato, curatore della mostra; Luigi Brugnato, sindaco di Venezia.

 

Il progetto, con le opere degli artisti italiani Chiara Fumai, Liliana Moro e Enrico David, si concretizza in un grande labirinto senza direzioni. È lo spettatore infatti a scegliere il percorso di visita: dove andare, quali sale visitare prima, dentro quali spazi e progetti perdersi, a cosa dedicare più o meno attenzione.

 

“Vi auguro di navigarlo, non di perdervi, perché sarebbe banale, né di ritrovare voi stessi, ma che attraverso il nostro labirinto possiate scoprire qualcos’altro o qualcun altro – ha invitato Ferronato – Spero che siate voi ad avere un’esperienza performativa. Lasciatevi guidare dal vostro intuito e dalla vostra curiosità. Se riuscirete a dimenticarvi della necessità di trovare una via d’uscita forse riuscirete a godere anche di un tempo che si dilata”.

 

“Ringrazio e saluto il ministro e tutto il suo staff e il presidente Baratta per l’opera meritoria, che spero continui a fare – ha dichiarato poi il primo cittadino – Il ringraziamento va anche alla città, perché tutto quello che vedete è del Comune e poi dato alla Biennale per raccontare il meglio che questo Paese può raccontare”.

 

“Ho apprezzato molto la descrizione che ha fatto il curatore, compresa la sua idea di fermezza della mostra e di movimento che mette al centro le persone: scoprirsi, ribaltare i punti di vista, in tanti modi. Questo concetto vale per qualsiasi aspetto: bisogna sapersi mettere anche nelle posizioni degli altri”.

 

“L’arte ci insegna ad ascoltare, a capire e ad arrivare a delle conclusioni. Come ha detto il presidente Baratta è un problema di scelta. Io scelgo ogni anno di essere qua. L’arte non può essere soltanto ammirazione, stupore o un ragionamento avulso dalla vita di tutti i giorni, anzi”.

 

“Si sceglie per tutta la vita e le istituzioni hanno il compito di scegliere e in questo ognuno deve fare la propria parte mettendosi in discussione; com’è nella logica della democrazia. Spero – ha concluso il sindaco – che il presidente Baratta continui a fare del bene per Venezia, come ha sempre fatto; perché chi ama l’arte ama per forza Venezia, e per questo è un veneziano”.

 

Nell’ambito della mostra verrà inoltre realizzato un programma di attività educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo; iniziativa promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC. Ciò si articolerà in un ciclo di appuntamenti, curati da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, ospitati all’interno del padiglione.

Da mercoledì 24 a domenica 28 aprile saranno gli ultimi cinque giorni per visitare la  mostra “Illustri persuasioni. Verso il boom 1950-1962 ” (orario 10-18), allestita al Museo nazionale Collezione Salce di Treviso (via Carlo Alberto 31).

 

Ultimi appuntamenti:

• venerdì 25 aprile, ore 15: visita guidata

• sabato 27 aprile: ingresso gratuito in occasione della Festa del patrono della città di Treviso + visita guidata a pagamento

 

Per info e prenotazioni visite guidate: [email protected], oppure 340 2814124 (anche tramite whatsapp o sms)

Link:

http://www.collezionesalce.beniculturali.it
https://www.facebook.com/museocollezionesalce/

A Venezia, dal 7 maggio al 7 settembre 2019, Marignana Arte presenta la mostra IDEAL-TYPES [Chapter 2],
a cura di Alfredo Cramerotti e Elsa Barbieri.

 

La mostra

Ispirandosi alla teoria del sociologo Max Weber, secondo cui per studiare un’azione sociale senza ridurne le
particolarità a una collezione di singoli eventi si deve partire dalla percezione che l’individuo ha del mondo
reale, questo progetto espositivo ongoing è pensato come uno strumento speculativo che permette di
misurare la realtà: il tipo-ideale (Idealtypus).

 

Gli artisti

Gli otto artisti internazionali invitati a confrontarsi con le rispettive opere, tra loro e con lo spazio della
galleria, per formulare il linguaggio artistico che traduca visivamente le relazioni nel pensiero quando si cerca
di enunciare un concetto, sono: Athanasios Argianas, Maurizio Donzelli, Nancy Genn, Artur Lescher, James
Lewis, Alice Pedroletti, Antonio Scaccabarozzi e Verónica Vázquez.

 

Il metodo

Paradigma metodologico mai rintracciabile empiricamente nella sua purezza concettuale, il tipo-ideale è
inteso come un’utopia che condivide caratteristiche con gli oggetti reali, pur non corrispondendo ad alcun
esempio specifico. Con esso deve essere comparata la materialità dell’esistenza per illustrare gli elementi
significativi del suo contenuto empirico.

 

Si tratta, quindi, di adottare qualcosa di immaginario o intangibile per capire meglio il concreto. Il concetto
non copia la vita reale, ma ne sottolinea le connessioni più intrinseche. Senza alcuna pretesa di oggettività,
gli artisti costruiscono un tipo di verosimiglianza seducente, meticoloso e inconsistente con cui verificarlo
empiricamente. Isolando dal complesso delle interazioni un particolare fenomeno e cogliendo nella
ripetizione del medesimo gli elementi uniformi, procedono ognuno nella costruzione del tipo-ideale, che
opera come dispositivo di misurazione unilaterale e razionale della realtà.

 

Le opere

Le opere esposte nella collettiva interrogano lo spettatore stimolandolo a sempre nuove letture dell’essere,
in una conversazione visiva e spaziale. I tre bassorilievi a parete della serie “Clay Pressings” (2016-18) di
Athanasios Argianas suggeriscono uno spazio liminale, in cui i sistemi e i meccanismi si scambiano
liberamente con l’intuizione. L’arazzo “Angelicato” (2014) di Maurizio Donzelli è il risultato di un’approfondita ricerca sulla manipolazione dell’immagine. Le opere in carta di Nancy Genn, “Construct Blu I” (2003), “Construct Yellow” (2003) e “Rainbars 6” (2011), sono lavori corposi, ricchi, stratificati, carichi di spiritualità.

 

Il loro materiale semplice, grezzo, si accorda alle peculiari variazioni di cromie e trame emanando un acuto e sensibile lirismo. La scultura di acciaio “Sem Título, Da Série Nexus #2” (2013) di Artur Lescher è composta da pezzi singoli in sospensione, che mettono in luce il loro volume e negano l’azione della forza di gravità.

 

Il lavoro in legno, vernice, resina e piombo di James Lewis, “Diseases of Warm Lands (Rhombus)” (2018), corrisponde ad un’estinta costellazione di stelle ed è un monumento visivo all’impossibilità di definire i parametri della comprensione e degli sforzi umani. “Study for a sculpture” (2016-19) di Alice Pedroletti è una serie di sculture di carta colorate, temporanee e fragili, come prototipi senza uno scopo ma con tutte le possibili funzioni.

 

I lavori della serie “Essenziali” (1990-95) di Antonio Scaccabarozzi sono autorappresentazioni del corpo pittorico; libere pennellate di puro colore, ampie, oblique, esatte e potenti, senza supporto. Risultato dell’interpretazione dell’esercizio dell’assemblage e della tessitura contemporanea, “De la série tapices con metales” (2016), “Escultura en acero I” (2016) e “Sin Título” (2018) di Verónica Vázquez esprimono il valore re-performing della materia.

 

Artisti in mostra

  • Athanasios Argianas (1976, Atene, Grecia; vive e lavora a Londra)
  • Maurizio Donzelli (1958, Brescia, Italia; vive e lavora a Brescia)
  • Nancy Genn (1930, San Francisco, Stati Uniti; vive e lavora a San Francisco)
  • Artur Lescher (1962, San Paolo, Brasile; vive e lavora a San Paolo)
  • James Lewis (1986, Londra, Inghilterra; vive e lavora a Vienna)
  • Alice Pedroletti (1978, Milano, Italia; vive e lavora a Milano)
  • Antonio Scaccabarozzi (1936 – 2010, Lecco, Italia)
  • Verónica Vázquez (1970, Treinta y Tres, Uruguay; vive e lavora in Uruguay)

 

Co-curatori:

Alfredo Cramerotti, direttore MOSTYN Wales, capo curatore MutualArt / APT Artist Pension Trust, curatore
associato CCANW – Centre for Contemporary Art and the Natural World
Elsa Barbieri, curatrice indipendente
Accompagna la mostra un catalogo bilingue italiano / inglese.
IDEAL-TYPES [Chapter 2]

 

La mostra

A cura di Alfredo Cramerotti e Elsa Barbieri
Marignana Arte
Venezia, dal 7 maggio al 7 settembre 2019
Inaugurazione: martedì, 7 maggio ore 17.00 – 22.00
Aperture straordinarie: da mercoledì 8 a domenica 12 maggio ore 10.00 – 20.00
Dorsoduro, 141
Rio Terà dei Catecumeni
Orari: martedì e mercoledì, 14.00 – 18.30; da giovedì a sabato, 11.00 – 13.30 / 14.00 – 18.30; domenica e lunedì
chiuso o su appuntamento
Fermate vaporetto: Salute – Linea 1, Spirito Santo – Linee 5.1 / 5.2

 

Tel.: +39 041 5227360
[email protected]
www.marignanaarte.it

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