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Domani, domenica 21 luglio alle ore 11, presso la Elle galleria d’arte di preganziol (in via Saragat, 13/A), verrà presentata l’ultima esposizione prima delle vacanze estive.

 

La galleria propone 3 artisti le cui opere sono distribuite sui due piani della galleria. Potremmo vedere 4 opere dell’artista d’Imperia Florkatia, artista dallo spiccato talento e dalla spiccata varietà. Le sue opere spaziano dalla pittura figurativa, al bianco e nero, al paesaggio, alla natura morta. Di fronte a lei 4 opere di medie dimensioni dell’artista catalana Carmen Selvas, dalla quale se ne possono ammirare paesaggi e ritratti (dal 20 luglio al 6 settembre).

 

Nel piano inferiore si potranno inoltre vedere 15 pezzi dell’artista Antonio Moreno Saivezzo (dal 20 luglio al 28 agosto).

 

Presenta Siro Perin.

Per info 042263374

 

 

 

In foto, un’opera dell’artista Gino Di Prospero

Nella giornata di oggi, sabato 22 giugno, e in un secondo appuntamento, sabato 13 luglio, presso la piazza eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione “La Torre” allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo. Il tema trattato sarà quello dell’arrivo dell’estate, con i suoi fiori e colori.

 

L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”. Un appuntamento ormai consolidato per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte. I pittori sono a disposizione degli interessati per spiegare le loro idee artistiche, dipingendo dal vivo e trasformando la piazza Eventi in un vero e proprio atelier. Dopo la pausa estiva del mese di agosto, i pittori riprenderanno il ciclo di appuntamenti domenica 15 settembre.

 

L’associazione “La Torre” è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse manifestazioni di carattere regionale. Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

Domenica 23 giugno alle 11.00, presso la Elle galleria d’arte di Preganziol (via Saragat, 13/A), verrà presentata la mostra dal titolo “Sintesi”, nella quale espongono gli artisti Barbara Crimella, Daniela Leone, Lorenzo Ludi, Annarita Santise, Angelo Sblendore, Saffo Venturi, Ksenia Yarosh.

 

L’esposizione sarà suddivisa sui due livelli della galleria e vedrà protagoniste 30 opere di vario genere e formato nelle quali, come dice il titolo stesso, il fil rouge è la sintesi, ovvero togliere ciò che è superfluo per cogliere l’essenza.

 

La mostra sarà aperta e visitabile fino al 5 luglio 2019.

Per info: 0422.633745

 

Il nudo in fotografia è un’opera dell’artista Mauro Martin.

In occasione di Art Night Venezia 2019, l’European Cultural Centre propone l’apertura serale della mostra PERSONAL STRUCTURES – Identities presso la sede di Palazzo Mora. E lo fa offrendo un programma di eventi speciali che include un approfondimento sul recente restauro di un antico affresco all’interno del palazzo, un incontro con l’artista ospite Marietta Patricia Leis e due performance a cura di Francesca Jesi e del sound artist Mario Guida.

Negli spazi esterni sarà inoltre allestita l’esposizione del progetto fotografico Lost in Clicking.

 

A partire dall’11 maggio Palazzo Mora ospita, assieme a Palazzo Bembo e ai Giardini della Marinaressa, la quinta edizione della mostra d’arte contemporanea PERSONAL STRUCTURES – Identities. Accessibile al pubblico tutti i giorni – escluso il martedì – dalle 10.00 alle 18.00, l’allestimento presenta un’ampia selezione di lavori di artisti, fotografi, scultori emergenti e di fama internazionale e progetti realizzati da università provenienti da tutto il mondo. Durante i mesi di apertura della mostra, l’European Cultural Centre offre ai propri visitatori la possibilità di fruire di visite guidate gratuite su prenotazione che in questa occasione verranno effettuate anche dopo il consueto orario di chiusura.

 

“PERSONAL STRUCTURES BY NIGHT”

Sede: Palazzo Mora, Strada Nuova 3659, 30121 Venezia
Data e Orario: 22 giugno 2019, 17.00 – 21.00
Ingresso gratuito

Alle 17.00 nel primo piano di Palazzo Mora la poliedrica artista Marietta Patricia Leis, ospite della corrente edizione di PERSONAL STRUCTURES – Identities, presenterà ai visitatori il suo progetto The Silent Road, con un focus sulle tecniche da lei adottate nel corso della creazione dell’opera.

Seguirà alle 17.30 un approfondimento a cura del personale di mediazione culturale sul meraviglioso affresco di Scuola Veneta del XVIII secolo recentemente restaurato da Mauro Vita.

Alle 18.00 nel Giardino del Palazzo la ballerina Francesca Jesi proporrà una performance di danza indiana mentre a partire dalle 19.00 si potrà’ assistere alla cerimonia di premiazione di Lost in Clicking. Il progetto, una maratona fotografica svoltasi l’8 giugno dedicata a fotografi e appassionati, viene presentato interamente attraverso una mostra temporanea allestita negli spazi esterni del Palazzo.

La serata si concluderà con una performance musicale del sound designer Mario Guida, con inizio alle 20.00 nella terrazza adiacente all’installazione Back to the Black Forest di Marcello Martinez Vega.

 

Per maggiori informazioni: [email protected]

M9 – Museo del ‘900 organizza a giugno tre giornate di lavoro e studio sulla fotografia contemporanea condotte da Alessandro Cinque e Maurizio Galimberti in occasione della conclusione della mostra L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore, prodotta per M9 dalla Casa dei Tre Oci – Civita Tre Venezie.

 

Dopo il primo incontro di ieri, in cui Alessandro Cinque ha approfondito le scelte narrative e iconografiche che hanno guidato i suoi progetti ma anche le tecniche più efficaci per realizzare un valido fotoreportage, il programma prosegue con due ulteriori appuntamenti.

 

15 giugno, ore 17.30 – 18.30

Maurizio Galimberti. Tra la Polaroid del ’900 e la contemporaneità della Fuji Square

Fotografo italiano tra i più noti e affermati del panorama internazionale, Maurizio Galimberti terrà una lezione sull’evoluzione della fotografia negli ultimi trent’anni. Accostatosi alla fotografia istantanea fin da giovane, nel 1991 Galimberti inizia a collaborare con Polaroid Italia, di cui diventa testimonial ufficiale. Accanto ai lavori composti da istantanee singole, sviluppa la tecnica del mosaico fotografico che applica prima ai ritratti e poi alle immagini del paesaggio architettonico e urbano.

 

16 giugno, ore 17.30 – 19.30

Maurizio Galimberti. Workshop alla scoperta di Instax Square

Galimberti guiderà un workshop in collaborazione con Fuji per provare le nuove macchine fotografiche Instax Square. Illustrerà le qualità delle nuove macchine e le innumerevoli espressioni artistiche che le fotografie istantanee rendono possibili. Presenterà il metodo di lavoro a mosaico che lo ha reso un artista riconosciuto a livello internazionale.

 

 

Cenni biografici

Alessandro Cinque (Orvieto, 1988) Si specializza fin da giovane nel fotogiornalismo, collaborando con diverse ONG che lo portano a viaggiare in giro per il mondo (EMERGENCY, Amnesty International, COSPE). Le sue foto sono apparse su molte testate internazionali: The New York Times, Lens Blog NY Times, MarieClaire, Libèration, Corriere della Sera, Sette, Sunday Times, Africa, Eastwest, Focus.

Nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro monografico “INCIPIT” in cui racconta dei reportage compiuti in Uganda, Giappone e Cuba. Nello stesso anno è diventato Ambassador e docente Lica. Nel 2019 ha vinto il prestigioso POYI – Pictures of the Year International per la sezione Reporting Picture Story.

 

Maurizio Galimberti (Como, 1956) Tra i più noti fotografi italiani in attività, è riconosciuto in tutto il mondo per l’uso delle fotocamere istantanee. Fin dai primi anni Ottanta si specializza nell’uso della Polaroid, arrivando a perfezionare la tecnica del mosaico di immagini istantanee (o “ad ali di farfalla” o “a grappolo” come l’ha definita lui stesso) che applica ai ritratti di personaggi famosi e ai paesaggi italiani. Ha lavorato per alcune dei brand italiani più prestigiosi al mondo e a lui sono state dedicate molte mostre personali in Italia e all’estero. È stato invitato alla Biennale di Venezia nel 2017. Da alcuni anni lavora con il marchio Fuji e le fotocamere istantanee Instax Square.

 

 

Info utili

Iscrizione obbligatoria

Costo di partecipazione ai tre incontri più ingresso alla mostra L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore: 80 euro

Riduzione per studenti universitari (previa presentazione regolare iscrizione), iscritti FAI 2019, soci CRA A.C.T.V.: 65 euro

Il pagamento può essere effettuato presso la biglietteria del Museo M9 dal 25 maggio al 6 giugno o con bonifico bancario, scrivendo a [email protected] per ricevere il codice prenotazione da inserire nella causale

Per informazioni e iscrizioni: 041.3036337, [email protected]

Giovedì 30 maggio si è inaugurata, presso lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al Premio Canaletto, apertasi con una cerimonia di premiazione commovente ed emozionante. Testimoni della consegna delle prestigiose targhe sono stati il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la direttrice Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, la nota curatrice della galleria di Monte Carlo Maria Lorena Franchi e il delegato del sindaco, il consigliere Giancarlo Giacomin. Presentatore, ideatore e organizzatore dell’esposizione il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

 

Ciascuno degli artisti presenti è stato premiato “per l’impegno profuso nel panorama artistico contemporaneo e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”. Al momento della consegna del riconoscimento ognuno ha potuto esprimersi liberamente sulla propria personale visione artistica, sulle proprie ragioni stilistiche, regalando al pubblico un momento ricco d’emozioni intense. Tra i membri della giuria, oltre ai già citati Gattinara, Villa, Nugnes e Rizzolo, figura anche il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna.

 

Gli artisti a cui è stato consegnato il Premio Canaletto e che rimarranno esposti allo Spoleto Pavilion fino a sabato 22 giugno sono:Patrizia Almonti, Daniele Beretta, Renata Bertolini, Ronnie Brogi, Dario Calì, Luca Cameli, Paola de Gregorio, Raffaella Di Benedetto, Davide Favaro, Giusy Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Luigi Gattinara, Diana Giudici, Gabriella Legno, Luigi Lucernini, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Milo, Salvatore Natale, Pietro Olivieri, Giuseppe Pasqualetto, Oliviero Passera, Amelia Perrone, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Rolando Rovati, Fedor Kuz’mic Suskov, Maria Velardi e Italia Vogna.

 

La galleria è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

La mostra sarà visitabile fino a mercoledì 19 giugno. L’ingresso è libero

 

Sabato 8 giugno, alle ore 17, presso la Piazza Eventi Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “Light Painting – dipingere con la luce” a cura di Alessandro Cirella.

 

Le fotografie esposte sono realizzate mediante la tecnica “Light Painting”, o luce pennellata, senza nessun tipo di filtro o elaborazione in post-produzione. L’artista Cirella sarà a disposizione del pubblico per dare informazioni sulle sue opere e guidarlo lungo il percorso mostra.

 

Il Light painting, anche se potrebbe sembrare una tecnica decisamente moderna, nacque tra la fine del 1800 e i primi del 1900 ad opera di pionieri della sperimentazione fotografica che, con l’ausilio di sorgenti luminose di vario tipo, iniziarono a giocare con la luce creando degli effetti assolutamente sorprendenti per l’epoca. Degni di nota sono gli scatti pubblicati nel 1949 sulla rivista LIFE in cui Pablo Picasso, ispirato e affascinato da questa tecnica conosciuta grazie al fotografo Gjon Mili, si fece ritrarre mentre disegnava con la luce grazie ad una piccola lampadina.

Laboratorium-Venezia è orgoglioso di presentare la mostra Anese Cho: Fragmentation, organizzata dalla curatrice newyorkese Thalia Vrachopoulos.

 

La mostra sarà inaugurata il 21 giugno alle ore 19.00 e sarà visitabile fino al 22 luglio 2019.

 

In questa serie di opere, Cho vuole mettere in evidenza la condizione della donna oppressa ed esclusa non tanto attraverso un’interpretazione, ma dimostrando che la sua vita è condizionata da uno stato di incertezza. Per molte generazioni le donne hanno dovuto lottare per i propri diritti in un mondo patriarcale e dominato dagli uomini, dovendo dividersi tra la loro carriera e la vita domestica come mogli e madri. In modo molto concreto, questa è la frammentazione che si ritrova nelle opere di Cho che, come artista, deve concentrarsi sulle sue creazioni, ma come madre deve prendersi cura del proprio figlio. Questo ruolo “frammentato” della donna come madre, moglie, figlia, donna in carriera è stata una delle ispirazioni che stanno alla base di questa serie di sculture.
Contemporaneamente, attraverso la sua opera, Cho fa riferimento alla cura della “Dea Madre” come evidenziato nella sua Fragmentation # 7.

 

Questa monumentale scultura, eseguita in lacca nera con un cut-out negativo di un seno femminile in rosso, ridimensiona di rimando le proporzioni dello spettatore quasi per costringerlo a riconoscere l’importanza del soggetto. Fragmentation # 4 è una scultura più giocosa in cui vengono ripetuti diversi cerchi che rappresentano un soggetto simile e che fanno riferimento a Several Circles di Kandinsky, opera del 1925. Cho ha lavorato per molti anni nell’ambito dell’astratto ed ha utilizzato forme circolari anche nei suoi lavori passati. Si può quindi comprendere come questa scultura murale rappresenti una continuazione logica del suo lavoro artistico e contestualizzi alla sua attuale produzione e alla tematica trattata le sue precedenti esperienze. Le sculture 3D e murali di Cho sono realizzate con superfici molto lisce, come il raso di seta, e su tonalità contrastanti come il rosso e il nero ottenendo una consistenza scintillante. Le sue scelte di colore, rosso e nero, sono come i due lati della stessa moneta, proprio come nella ruota dei colori in cui il nero, che è mix di tutti i colori, rappresenta la morte, e il rosso può significare al contempo sia la vita che la morte.

Informazioni

Telefono: +39 333 862 1953

Sede espositiva: Calle de Mezo (Santa Croce), 1592 Venezia

Domenica 9 giugno, alle 11, presso la ELLe galleria d’arte di Preganziol (via Saragat, 13/A), verrà presentata la mostra dal titolo “Pathos”: una mostra incentrata sulla capacità di suscitare un’intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico e affettivo.

 

Gli artisti in mostra sono:

• Arisa, pittore spoletino già presente nella rosa della galleria riscuotendo grandissimo successo

• Giò Ferrante pittrice amata nel nostro territorio

• Teresa Miccichè,nel suo ritorno in territorio preganziolese.

 

L’esposizione vede la presenza di 15 pezzi molto distribuiti sapientemente nei due piani della galleria, fino al 21 giugno.

 

A inaugurare la mostra sarà presente il prof. Siro Perin.

Ai presenti verrà offerto un piccolo drink.

 

In foto: Giorgio Celiberti (collezione privata)

 

Quest’anno la Giuria della 58esima Esposizione Biennale Arte di Venezia ha assegnato il Leone d’Oro al Padiglione Lituania per la rappresentazione Sun & Sea (Marina) ad opera delle artiste lituane Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite a cura dell’italiana Lucia Pietroiusti.            

 

 

 

Le vincitrici hanno di recente indetto un Open Call che dà la possibilità di prendere parte all’opera come performer-bagnanti intenti ad intonare canti e nenie struggenti, su una spiaggia ricreata dentro uno spazio dell’Arsenale diventando protagonisti così in prima persona della rappresentazione artistica.

 

Come ha espresso il Presidente della Biennale, Paolo Baratta, “la Biennale deve essere il luogo nel quale il singolo visitatore sia fortemente cimentato nel confrontarsi con l’arte.” Quale modo migliore quindi per farlo se non prendere parte personalmente all’opera vincitrice della Biennale premiata in questa edizione?

 

Nel momento in cui viene effettuata l’iscrizione si può decidere se partecipare anche al canto o solo alla rappresentazione. Per quanto mi sarebbe sempre piaciuto diventare cantante, ahimè l’intonazione non è mai stata il mio forte e così ho optato per la seconda scelta.

 

Così un sabato mattina, armata di costume, ho raggiunto l’Arsenale di Venezia dove si trova il Padiglione. Ci è voluto un po’ di tempo dalla stazione per capire la  fermata giusta in cui scendere. Alla fine ce l’ho fatta scendendo alla fermata della Celestia e in qualche minuto a piedi ho raggiuntola la location.

 

Si è accolti con gentilezza e simpatia dallo staff che ti conduce a una stanza dove è possibile cambiarsi.

 

 

Ai performer viene chiesto di dare la disponibilità per 3 ore, queste in realtà scorrono veloci accompagnate dai meravigliosi canti che sono il fulcro dell’opera.

 

Entrare nella performance significa entrare in una spiaggia, con le persone al  suo interno pigramente distese in mezzo ai colori dei tipici degli accessori da mare.

Risate, bambini che giocano, rumori in sottofondo. E’ come essere dentro a una bolla in cui il mondo si è fermato, proprio nel bel mezzo del momento più rilassante in cui una persona si potrebbe trovare.

 

I canti nella perfomance durano 70 minuti. Nel corso della canzone il ritornello si ripete per poi terminare con un suono metallico e stridulo che indica la sua fine e poi tutto ricomincia, come in un loop continuo.


 

Mentre si è comodamente distesi improvvisamente inizia il canto di una persona accanto a te, la melodia è bellissima e malinconica.

 

Il testo del canto, in inglese, invita a non pensare ai problemi della vita, lasciare andare la negatività e rimanere sereni nel proprio presente.

 

Una folla di persone ti osserva dall’alto, ma in realtà non ci si da’ peso, rilassati dalla melodia e dalla serenità del momento.

 

Le artiste, gentilissime, danno inizialmente ai performer le varie indicazioni da seguire, come ad esempio non guardare mai in alto verso il pubblico. Prendono anche parte alla rappresentazione per monitorare il giusto andamento, per giocare con i loro bambini e sistemare eventuali cose che “stonano” con il progetto come ad esempio il colore nero, che è vietato.

 

I canti affrontano temi come la critica del tempo libero e del cambiamento climatico. Inizialmente si parla della vita dei vari personaggi che compongono l’opera ma verso la fine il pensiero si fa più profondo percorrendo il concetto di come l’attività umana stia influenzando la flora e la fauna del nostro pianeta.

Il mare, inoltre, è il grande assente di tutta la rappresentazione.

 

 

Il tema di quest’anno, “May You Live in Interesting Times”, è stato creato con l’intento di dare un’esperienza a tutto tondo, un profondo coinvolgimento, trasporto e apprendimento creativo resi possibile dall’arte.

 

Il presupposto era coinvolgere i visitatori per in un momento ludico perché è in quell’attimo che siamo davvero compiutamente ’umani’. Ed è per questo che “Sun & Sea” è riuscita ad esprimere meglio di ogni altra opera questo concetto.

 

Altra affermazione di Rugoff è stata “La Biennale sarà fondata sulla convinzione che la felicità umana deriva da conversazioni reali, perché in quanto animali sociali siamo spinti a creare, trovare significati e metterci in relazione l’uno con l’altro.” Di fatto la spiaggia è uno dei principali posti in cui l’essere umano crea relazioni con gli altri.

 

Analizzando anche questa frase del curatore americano e direttore della London’s Hayward Gallery “La mostra si proporrà di sottolineare l’idea che il significato delle opere d’arte non risieda tanto negli oggetti quanto nelle conversazioni – prima fra l’artista e l’opera d’arte, poi fra l’opera d’arte e il pubblico, e poi fra pubblici diversi.” Qui pubblico e opera fanno parte di un unico elemento in cui l’uomo è artefice del proprio destino prendendo coscienza del suo essere parte di un mondo in cui le proprie azioni possano essere fondamentali per salvaguardare il pianeta e preservare la natura.

 

Quello che più ha contato in questa Biennale Arte non è quello che è esposto, ma come il pubblico possa usufruire dell’esperienza per analizzare la realtà quotidiana con un diverso approccio, per pensare a noi stessi e al nostro universo con una visione che mai avremmo potuto prendere in considerazione, accompagnati dalla frenesia della nostra esistenza.

 

Questo il link per partecipare: Sun & Sea Partecipate

 

 

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