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Inaugurato ieri il “Diario della Terza Dimensione Relazione tra Conscio e Inconscio 364giorni+1” di Antonella Mason

 

Grande folla di pubblico ieri sera all’inaugurazione della Mostra Evento dell’artista Antonella Mason Diario della Terza Dimensione Relazione tra Conscio e Inconscio 364giorni+1, a Palazzo Rota Ivancich, Venezia.

 

La mostra si è aperta con le parole dell’assessore regionale al Turismo e Federico Caner e della delegata del Sindaco di Venezia Deborah Onisto che, rappresentando le istituzioni, hanno espresso grande apprezzamento per il contenuto artistico, la forza comunicativa e per il messaggio sociale e di questa installazione.

 

 

Secondo lo storico e critico dell’Arte Ernesto Luciano Francalanci che ha presentato l’opera, il Diario della Terza Dimensione di Antonella Mason “è unopera emblematica del nostro tempo, un Polittico delle icone del giorno, che ha qualcosa di mistico e di sacro. Nel tempo presente in cui l’arte è diventata estetica diffusa e non più produzione visiva, la comparsa di unOPERA come questa, apparentemente tradizionale, è un avvenimento importante che ci porta a ridiscutere da zero tutti i parametri dell’arte.“

 

 

Francalanci ha concluso lanciando un appello alle istituzioni presenti, affinché non perdano quest’opera dal significato così  importante e gli diano la giusta collocazione nei musei cittadini.

 

Il 30 novembre parte la mostra “Natura in posa” che durerà fino al 31 maggio 2020, e vedrà l’arrivo a Treviso di 50 capolavori, per lo più capolavori fiamminghi inediti del ‘500 e ‘600, provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, che saranno esposti in dialogo con importanti opere venete e avanguardie della fotografia contemporanea, ponendo l’accento in particolare sull’affascinante tema delle “Vanitas” e su come esse siano diventate una delle più forti fonti d’ispirazione anche per i grandi artisti contemporanei.

 

La rassegna è curata per la sezione antica da Francesca Del Torre, Gerlinde Gruber e Sabine Pénot – curatrici del Kunsthistorisches Museum di Vienna rispettivamente per la pittura italiana, fiamminga e olandese – e da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, per la sezione fotografica.

 

 

L’artista poliedrica Manuela Mollwitz, attualmente ospite della mostra di arte contemporanea “PERSONAL STRUCTURES – Identities” di European Cultural Centre, presenterà ai nei Giardini della Marinaressa di Venezia un’iniziativa artistico-culturale legata al suo progetto scultoreo “OTTO”.

Un invito ai bassotti veneziani e ai loro padroni

L’artista desidera invitare tutti i bassotti della città lagunare e i loro padroni a sfilare con lei nelle calli di Venezia, per trascorrere qualche ora all’insegna dell’arte, della convivialità e dell’amore per gli animali.

 

Il nome dell’evento, “BassOTTO Day”, è dedicato al piccolo bassotto a pelo lungo di nome OTTO, per molti anni compagno di vita dell’artista: lo scopo della giornata è creare un punto di incontro tra gli appassionati di Arte e gli amanti degli animali, esplorando alcuni suggestivi angoli di Venezia nel rispetto assoluto dei luoghi di questa città singolare. 

 

L’evento è gratuito e aperto a tutti, tuttavia sono gradite le prenotazioni entro il 1° ottobre a uno dei seguenti indirizzi mail: 

[email protected]
[email protected]
[email protected]

 

In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato al 13 ottobre.

Per altre info: www.manuelamollwitz.com 

 

 

Programma

10.00 incontro alle colonne di Piazza San Marco, video e servizio fotografico; 

10.30 passeggiata con soste culturali: Colonne piazza san Marco Ponte dei sospiri Campo San Zaccaria Chiesa San Giovanni in Bragora Chiesa San Martino Porte dell’Arsenale Riva degli Schiavoni Giardini della Marinaressa 

12.00-13.30 aperitivo, presentazione del progetto Giardini della Marinaressa, Riva dei sette Martiri.

 

Un’artista trevigiana alla Biennale di Milano, l’evento artistico dell’anno curato dal professor Vittorio Sgarbi. La rassegna è in programma da giovedì 10 a lunedì 14 ottobre presso Brera Site.

 

Ideata e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la Biennale di Milano, alla terza edizione, si inserisce nel palinsesto dei grandi appuntamenti internazionali dell’arte contemporanea, offrendo uno spazio ad artisti conosciuti ed emergenti per presentare lo “status quo” dell’arte moderna.

 

La Commissione artistica, nei mesi scorsi, ha valutato migliaia di artisti italiani ed esteri candidati per il grande evento. E, nella rosa delle opere scelta da Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, Roberto Villa e Maria Rita Parsi, c’è anche la trevigiana Eleonora Bottecchia. Una grande sorpresa.

 

L’avevamo lasciata a Parigi, qualche anno fa, alle prese con il Tour de France, ma questa volta la Città di partenza della classica Milano-Sanremo le ha davvero portato fortuna.

 

“Ancora non ci credo – commenta Eleonora Bottecchia – per me è un grande onore poter partecipare alla Biennale di Milano. Mi sono iscritta l’ultimo giorno, quasi per gioco. Non avevo aspettative. È la prima volta che mi candido a un evento artistico: dipingo da sempre, ma tutto questo per me è davvero una grande sorpresa”.

 

Il motto di Eleonora è “colore in movimento”. Materica e passionale, dipinge natura, prevalentemente mare. Tre le opere selezionate per la Biennale, tutte marine: una però ha una dedica particolare. Eleonora Bottecchia infatti porta a Milano il suo “Giallo Bottecchia”, un quadro rotondo del diametro di 1 metro e 80 centimetri.

 

Davanti è dipinta un’onda del mare, ma dietro il telaio è tagliato come la ruota stilizzata di una bici. Nascono così i suoi telai rotondi “Giallo Bottecchia”, ruote di bici forgiate nel legno, piene della passione di Eleonora per il ciclismo, che dedica alla maglia gialla di Ottavio Bottecchia al Tour de France e al nonno Sante.

 

La stessa dedica che la animava quando era impegnata con la Candidatura per la Grand Depart del Tour de France dall’Italia. “L’arte riflette quello che sei, il ciclismo ce l’ho dentro, era inevitabile”, aggiunge Eleonora Bottecchia.

 

L’appuntamento con la Biennale è davvero dietro l’angolo. Per la rassegna artistica di Vittorio Sgarbi, tantissime le personalità presenti: il cantautore Morgan, il soprano Katia Ricciarelli, la coreografa Carolyn Smith, il sociologo Francesco Alberoni, il giornalista e direttore di TgCom Paolo Liguori, il giornalista e conduttore Bruno Vespa, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista Silvana Giacobini, il direttore del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri e il curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia Milovan Farronato. E ancora l’artista Josè Dalì, figlio di Salvador Dalì, lo stilista Alviero Martini, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la giornalista Rai Antonietta Di Vizia e molti altri ancora.

Negli ultimi due anni si sono susseguite decine di iniziative in via Verdi, tanto che la zona ha assunto un nuovo carattere e una nuova identità. Da spazio pregevole ma ancora senz’anima e quindi scarsamente vissuto, oggi la zona è diventata – grazie ai tanti nuovi ricordi – una piccola piazza, strada di transito ma anche di sosta e di incontro tanto che il lungo muretto oggi è una sorta di lunghissima panchina.

 

Non poteva così mancare anche quest’anno, grazie alla collaborazione del Comune di Venezia – Le Città in Festa, l’appuntamento che riassume tante delle caratteristiche della nuova via Verdi. Saranno infatti l’arte e la creatività i temi centrali di Dire Fare Creare, nonché la partecipazione e la condivisione. Perché tutte le proposte della festa arriveranno dalla volontà di condividere esperienze e competenze di tante persone conosciute nei negozi, per strada o che hanno espresso la volontà di partecipare all’evento.

 

Laboratori manuali per tutti i gusti

Nascono così i tanti laboratori manuali, da quello per imparare a costruire l’Ojo de Dios messicano, a cura di Morena Balbi, a quello che propone di recuperare e rinnovare gli abiti grazie ai timbri indiani per tessuti con Marina Salvato, da quello di Arterìa Cornici e Dintorni che vuole far giocare con i colori e la pittura i bambini a quello di Arabook che insegna la scrittura in arabo. Ci saranno poi le esperienze che insegneranno le proprietà benefiche di tanti rimedi naturali, a cura di Leda Cossu, il disegno dinamico di Cristina Mulinacci e Linda Bobbo e una proposta per il recupero del lavoro a maglia e uncinetto

 

Spazio alla spiritualità con lo yoga

Anche lo Spazio Kundalini Yoga, attività da poco arrivata in via Verdi, proporrà un originale collegamento tra spiritualità e creatività offrendo una particolare esperienza presso la propria sede a quanti vorranno partecipare.

 

E poi… poesia

Non solo manualità ma anche tanta poesia, con Eros Rovoletto, danza con Aurora Gionco, musica con il menestrello Bruno Serracino, un signore di ottant’anni che da una vita scrive canzoni popolari in veneziano dedicandole agli amici, ma anche quella della Banda Vittoria, consolidato gruppo mestrino di musicisti professionisti che si cimenterà prima in un originale Street Performance di percussioni e poi si esibirà con un gruppo di più di 20 musicisti in un repertorio molto variegato di musica contemporanea. Particolare sarà la performance di Patrizia Maria Sentieri “La natura diventa dipinto”.

 

Musiche popolari a chiudere la giornata

Chiuderà l’evento il concerto di musiche popolari di Monica Giori assieme agli Emincanto Triodurante il quale l’artista Giorgia Carraro si cimenterà in una performance pittorica.

 

Cibo, premiazioni e guest star

Per tutto il pomeriggio e poi la sera sarà attivo uno stand nel quale grazie alla collaborazione del Lee Copper’s Pub sarà possibile degustare i piatti tipici dell’October Fest.

 

Durante l’evento si terrà anche la premiazione del concorso fotografico WALK – Camminare in Città, promosso da Via Verdi Viva e dall’Ecoistituto del Veneto Alex Langer.

 

Durante la manifestazione inoltre ci sarà la presenza del mitico Chewbecca, personaggio di Star Wars, splendidamente interpretato con il costume ufficiale dal professionista Leonardo Fudo. L’evento sarà possibile grazie all’impegno dei tanti negozi e attività di via Verdi in collaborazione con il Comune di Venezia.

 

Informazioni e contatti:
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Il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso organizza per il mese di settembre un ciclo di tre visite guidate tematiche alla mostra “Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio”, allestita fino al 13 ottobre 2019.
L’iniziativa è a cura del personale del Museo.

 

La visita guidata, destinata a un pubblico adulto, si propone di approfondire alcuni temi legati alla produzione del cartellonista, illustratore e pittore Leopoldo Metlicovitz (Trieste 1868 – Ponte Lambro 1944), dialogando con le opere esposte in mostra.

 

 

Calendario

Mercoledì 11 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E LA MODA. Cartelloni aristocratici per un pubblico di Grandi Magazzini

Dopo una breve introduzione sulla nascita del grande magazzino in Italia, verranno prese in rassegna le celebri affiches create da Metlicovitz per l’azienda napoletana dei fratelli Mele, all’insegna del “massimo buon mercato”. Fin dal 1890 la ditta Mele si affiderà per la propria promozione all’affissione murale di elevata qualità, garantita dallo stabilimento cromolitografico Ricordi di Milano. Anche Metlicovitz verrà ampiamente coinvolto in questa operazione di pre-marketing.

 

Mercoledì 18 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E L’OPERA. I manifesti musicali per Casa Ricordi

Grazie a Giulio Ricordi, patron dell’omonima azienda e melomane convinto, Metlicovitz si accosta al mondo della musica: avrà modo di conoscere i grandi compositori dell’epoca (compresi Verdi e Puccini). A lui il compito di pubblicizzare i debutti di opere divenute poi “classici” della lirica italiana, da Madama Butterfly (1904) a Turandot (1926). La visita guidata alternerà l’illustrazione dei celebri cartelloni “musicali” all’ascolto di brani d’opera e operetta.

 

Mercoledì 25 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E IL PROGRESSO. Creare nuovi bisogni, vendere nuovi prodotti

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, sviluppo industriale e innovazioni tecnologiche rivoluzioneranno gli stili di vita di ampi strati della società. Tra le creazioni Metlicovitz, numerose quelle ideate per promuovere i più moderni prodotti: dalla piccola lampadina a bulbo (Tantal Lampe 1908-10), ai ritrovati dell’industria chimica (Sunlight Sapone 1910-12) e alimentare (Vero estratto di carne Liebig 1911). Non mancherà l’illustrazione del celebre cartellone ideato per l’Esposizione milanese del 1906, dedicato all’inaugurazione del traforo del Sempione.

 

 

Info utili

La prenotazione è obbligatoria a[email protected] | 0422.591936 – (max 20 persone)

Durata: 60′

Costo: attività gratuita + biglietto ingresso (€8 intero | €4 ridotto | €2 giovani dai 18 ai 25 anni)

Indirizzo: via Carlo Alberto, 31 – 3110 Treviso
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Che già dire Palazzo Reale a Milano ti snatura dentro in maniera forte, adrenalina e piacere uniti, alchimia perfetta per recarsi a una Mostra, in una città che ha sempre qualcosa che ci farà poi tornare.

Dal 25 settembre proprio a Palazzo Reale approda uno dei pittori più celebrati del XX secolo che con il suo genio sconvolse la pittura con l’invenzione della Metafisica e gettò le basi per quello che sarebbe diventato il Surrealismo, si proprio lui Giorgio De Chirico con una mostra curata da Luca Massimo Barbero promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio ed Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
È da 50 anni che in queste sale manca il “Pictor Optimus”, quando il Palazzo ospitò una sua personale, e il percorso espositivo si preannuncia ricco e intrinseco, dal suo primo soggiorno a Parigi nel 1912 al periodo con le avanguardie, le contaminazioni di Picasso e Apollinare e poi New York nel 1938 e la Biennale nel 1940.
Le opere che si contano sono almeno 100 e provengono da Musei straordinari quali la Peggy Guggenheim Collection di Venezia piuttosto che la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale (Gnam) di Roma, The Menil Collection di Houston e Il MAC USP di San Paolo in Brasile senza dimenticare il Museo del Novecento, la Pinacoteca di Brera e la Casa Museo Boschi di Stefano e Villa Necchi Campiglio.
Il tutto suddiviso in 8 sale che ci offriranno l’artista a tutto tondo, unico e originale, mai imbrigliato in cliché e in correnti artistiche, con un refrain tutto suo, icona surreale e popolare, misterioso e sempre attento all’emozione e alle mutevoli variabili dell’animo.
Giorgio De Chierico a Palazzo Reale Milano
Dal 15 settembre 2019 al 19 gennaio 2020.
Mauro Lama

Anche in pieno agosto, non si ferma l’attenta opera di restauro della “Madonna del Parto e San Tomaso D’Aquino”, affresco della metà del XIV secolo, sito sulla seconda colonna meridionale della navata del Tempio di San Nicolò di Treviso, che la restauratrice Benedetta Lopez Bani sta eseguendo per conto del Rotary Club Treviso e dell’Ateneo di Treviso, che hanno finanziato l’intervento.

 

 

Tornano in luce preziosi dettagli

Proprio in questi giorni, l’affresco – eseguito tra il 1352 e un 1355 da un maestro emiliano – ha riservato alla restauratrice una felicissima sorpresa: «Il restauro ha messo in evidenza piccoli ma lucenti e corposi frammenti di lamina dorata sulla corona a raggiera del San Tomaso, che prima della delicata e minuziosa pulitura, non erano facilmente distinguibili.

 

È raro trovare ancora la presenza, anche se molto lacunosa e frammentaria, di queste preziose finiture di lamina con le quali l’artista ha realizzato ed arricchito l’opera più di 650 anni fa. Anche quella di Maria era dorata, in origine, ma ne rimane solo un’esile traccia. Per lo stato di conservazione generale in cui versano le colonne affrescate del Tempio, la considero una nota positiva». L’affresco, oltre ad aver fatto i conti con la patina del tempo, con l’umidità, con caratteristiche incisioni vandaliche ed alcuni iscrizioni eseguite a grafite grassa e sanguigna, presenta infatti un importante fenomeno di caduta del colore e un cattivo stato di conservazione generale.

 

 

 

 

Ma già l’accurata pulizia effettuata sulla superficie, effettuata dopo lo studio della superficie e l’adeguato progetto diagnostico – finanziati dal Rotary Treviso a corredo del restauro – hanno determinato la natura, la successione e lo spessore delle impurità e consentito un’operazione più accurata, che ha messo in rilievo dettagli prima appena percettibili, come i decori dell’abito della Madonna e alcuni caratteri nel libro aperto che il domenicano sostiene tra le mani.

 

Il lavoro della restauratrice, seguito in ogni fase dal dott. Luca Majoli (Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso) e da don Paolo Barbisan (Direttore Ufficio Beni Culturali), si concluderà a fine settembre.

 

Il restauro restituirà quindi numerosi particolari sorprendenti del magnifico affresco e infine l’integrazione pittorica, sempre riconoscibile e calibrata nel pieno rispetto della superficie originale e della sua storia, farà convivere i diversi gradi di conservazione del variegato tessuto pittorico trecentesco.

 

L’affresco

La scena raffigurata nell’affresco rappresenta Maria in tunica cangiante rosata, veste ampia tagliata sotto il seno, che evidenzia il suo stato di gravidanza. Le spalle sono coperte da un ricco mantello grigio – azzurro che le ricade morbidamente sulle gambe. Maria è adagiata, quasi abbandonata, su un avvolgente ed elegante trono con colonnine in marmo e capitelli ornati, è serena e quasi assorta nei suoi pensieri. È una madre. Il suo volto è incorniciato da un’elegante acconciatura raccolta, un finissimo velo trasparente le ricade sulla fronte; lo sguardo è attento e dolce, rivolto a chi la guarda.

Al suo fianco, San Tomaso d’Aquino veste il saio domenicano e sostiene un grande libro aperto.

 

 

A rendere particolare questo affresco, non è solo l’infinita dolcezza del volto della Madonna, ma anche il suo inequivocabile stato di gravidanza e la sua vicinanza a San Tomaso d’Aquino, richiamo alla dottrina tomistica sull’incarnazione.

 

La “Madonna del Parto”, soggetto ripetuto due volte nel tempio di San Nicolò, è uno degli affreschi trecenteschi di carattere votivo sulle colonne del tempio di San Nicolò, tutti accomunati dall’essere stati eseguiti da pittori, di scuola locale o di ambito emiliano, influenzati da Tomaso da Modena.

Nonostante il caldo, l’afa, l’umidità e le piogge, continua inarrestabile l’affluenza di pubblico nel mese di agosto presso la Elle galleria di Preganziol. Segno che l’arte non va mai in vacanza, nemmeno d’estate. Appassionati d’arte, pittori, professori dell’Accademia delle Belle arti di Venezia lasciano una loro testimonianza della loro arte, di cosa voglia dire fare arte oggi e di quanto importante sia l’arte oggi anche per vivere meglio.

 

Il tutto verrà trasmesso in due puntate nel sito www.ellegalleria.it, nella Pag Fb Elle Galleria e su venetodoggi.it.

Il Museo nazionale Collezione Salce (via Carlo Alberto 31 – Treviso) propone nel mese di agosto una nuova offerta di visite guidate dal titolo “Una vita da collezionista. A tu per tu con Nando Salce”.

Primo appuntamento: giovedì 8 agosto alle ore 11.30. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo: [email protected]

 

La visita guidata, destinata a un pubblico adulto, si propone di ripercorrere le tappe principali della vita del collezionista trevigiano Nando Salce, dialogando con le opere esposte nella mostra temporanea allestita all’interno del museo “Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”.

 

 

Ferdinando detto Nando Salce

Nato il 22 marzo 1877 a Treviso, il ragionier Ferdinando detto Nando, maturò giovanissimo un’incontenibile passione per i manifesti illustrati. A soli 18 anni, folgorato dall’avvenenza di una fanciulla coperta di soli veli, acquistò Incandescenza a gas brevetto Auer di Giovanni Maria Mataloni, la prima affiche della sua collezione. Non si fermerà più arrivando a raccogliere circa 25.000 pezzi conservati nella soffitta della sua casa in piazza Mazzini. Con testamento del 26 aprile 1962 Nando Salce donò l’intera collezione allo Stato Italiano.

 

Calendario

Giovedì 8 agosto, ore 11.30
Mercoledì 14 agosto, ore 15.00
Giovedì 22 agosto, ore 11.30
Mercoledì 28 agosto, ore 15.00

 

Info utili

Costi: attività gratuita + biglietto ingresso (8 euro intero, 4 euro ridotto)
Si ricorda che per tutto il mese di agosto il museo sarà regolarmente aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18, compreso Ferragosto.
Tel. 0422.591936
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