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Il mondo dell’arte c’è, e fa sentire alta la sua voce nel nostro territorio. Il noto scultore trevigiano Francesco Stefan ha messo a disposizione un’opera d’arte in terracotta, per raccogliere fondi da destinare alla Regione Veneto

 

La riscoperta dei nostri valori passa anche per l’arte, come mezzo di solidarietà. A dare il via al progetto “Dono un’opera d’arte” è Francesco Stefan, noto scultore trevigiano, che ha istituito una raccolta fondi per sostenere la Regione Veneto nel contrasto all’epidemia.

 

Sarà la Suonatrice di flauto a diffondere un messaggio di speranza, in un momento così difficile per l’intera comunità: l’opera in terracotta (25x12x12 cm), del valore commerciale di 800 euro, sarà disponibile a partire da un contributo minimo di 200 euro.

 

L’offerta sarà quindi indirizzata direttamente al conto corrente di riferimento della Regione Veneto (IBAN IT 71 V 02008 02017 000105889030).

Per info su come ricevere l’opera e donare il contributo: + 39 339.7697362.

 

“Servono aiuti concreti per la Sanità e il Paese – sostiene Francesco Stefan – nelle mie opere ho sempre cercato di dare risalto all’uomo e alla sua essenza, intrisa di valori. Quei sentimenti, quelle emozioni che nell’attuale situazione stanno emergendo più chiari che mai: è giunto il momento di aiutarsi”. Un artista fortemente ancorato ai valori della sua terra d’origine, promotore in diverse occasioni dell’arte veneta.

 

L’obiettivo primario del progetto “Dono un’opera d’arte” è mantenere vivo il senso di appartenenza al proprio territorio e promuovere l’inestimabile valore umano che ci contraddistingue, soprattutto nei momenti di difficoltà.

 

L’artista

Il percorso artistico di Francesco Stefan vede le sue origini negli anni Settanta e sono numerose le collaborazioni con artisti conosciuti nel panorama nazionale e internazionale, come Pierluigi Sopelsa, Angeli Costa Radovani, Susan Luppino e Agusto Murer. L’artista è mosso da una ricerca personale in cui gli spunti provenienti dai diversi scultori contemporanei si fondono con gli stimoli formali derivati dalla tradizione plastica trevigiana, condizionata in particolare dall’opera di Arturo Martini.

 

Egli partecipa a mostre collettive di scultura nel Veneto ed entra in contatto con gli artisti locali, riunendosi nel “Gruppo Veneto di Ricerca Plastica”, volto a promuovere il contributo degli artisti veneti all’arte italiana.

 

Nelle sculture di Stefan colpiscono i segni di un’autentica passione che l’artista dimostra nei confronti delle vicende umane e trapela, dalla sintesi delle sue figure, la continua ricerca dell’individuo verso l’essenza dei valori umani.

 

“Francesco Stefan, ricercatore della forma, ritrova nello spazio la struttura più adatta ad esprimere l’essenza umana delle sue opere, sempre stilizzate ma anche aperte, come un libro di preghiere della vita stessa: opere espressive, ben strutturate, che ricercano l’effusione, la forma che non taglia né decapita, piuttosto culla ed accompagna.”

 

Joan Lluìs Montanè

Oltre 100 opere, 11 paesi e 30 città. Musement propone un percorso digitale alla scoperta di Raffaello, per scoprire le opere dell’artista nel Cinquecentenario della sua morte

 

Musement, il servizio leader per la prenotazione di esperienze di viaggio in tutto il mondo, celebra l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello, lanciando un messaggio forte e chiaro: non dimenticare la cultura, soprattutto in occasione di questa importante ricorrenza. Proprio per questo motivo la piattaforma inaugura Raffaello500, un percorso museale virtuale alla scoperta dei capolavori più famosi ed alcune delle gemme artistiche meno conosciute dell’artista, custodite ora nelle più celebri istituzioni culturali del mondo. Un museo virtuale che associa arte e scoperta e, allo stesso tempo, uno strumento in grado di far viaggiare stando comodamente seduti davanti al proprio laptop, tablet o smartphone, tra 11 paesi e più di 30 città che ospitano oggi oltre 100 delle più importanti opere che hanno segnato la carriera artistica del genio di Urbino. L’intento è quello quindi di ispirare tutti gli esploratori virtuali e dare loro la possibilità di lasciarsi incantare da uno dei geni più importanti della storia, in occasione di una ricorrenza degna di ogni nota.

 

 

 

Tra Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Scozia, Ungheria, Austria, Russia, Stati Uniti d’America e Brasile sono più di 30 le città incluse in questo lungo viaggio digitale alla scoperta dell’evoluzione artistica di Raffaello. Per partire non serve nemmeno allacciare la cintura di sicurezza o acquistare un biglietto aereo: il viaggio infatti inizia con un semplice clic e, proprio come se ci si trovasse ai Musei Vaticani, al Louvre, alla Galleria degli Uffizi, al Prado, a Villa Borghese o al Museo dell’Ermitage, ogni appassionato d’arte potrà fare un salto nel tempo di 500 anni alla scoperta della propria opera preferita o scoprirne di nuove.

 

Musei e opere

L’Italia guadagna il podio. Anche in questa occasione, il Bel Paese occupa un posto d’eccezione nel viaggio all’insegna dell’arte. Da nord a sud, passando per Milano, Brescia, Bergamo, Modena, Bologna, Firenze, Urbino, Città di Castello, Roma, Città del Vaticano e Napoli, sono 18 i centri culturali che si possono visitare virtualmente per ammirare opere del calibro della Stanza della Segnatura, dello Sposalizio della Vergine, della Dama col licorno e molti altri ancora.

 

Allargando il raggio d’azione e puntando verso la Francia, Parigi, Strasburgo e Chantilly sono le mete in cui l’aereo virtuale con livrea Musement farà tappa. Qui sono 18 le opere custodite nelle sale del Louvre, Museo Condé e Museo delle Belle Arti: Angelo, le Tre Grazie, San Michele e il drago, San Giorgio e il drago, Madonna d’Orleans, Belle Jardinière, Madonna del Diadema blu, Madonna del velo, Ritratto di Baldassarre Castiglione, Dio Padre benedicente tra due angeli, San Giovannino nel deserto, San Michele Sconfigge Satana, Sacra Famiglia di Francisco I, Ritratto di Dona Isabel de Requensens, Santa Margherita, Autoritratto con amico, Piccola Sacra Famiglia e Ritratto di giovane donna.

 

Per rivelare l’evoluzione del percorso artistico di Raffaello nel corso del tempo, necessario un pit-stop a Londra dove, tra la National Gallery ed il Victoria and Albert Museum, sono custodite 15 opere di altissimo spessore culturale. Ad aggiungersi all’appello delle più importanti istituzioni museali europee restano a questo punto solo il Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo di Belle Arti di Budapest, National Gallery of Scozia di Edimburgo e alcuni importanti centri culturali della Germania come il Gemäldegalerie e il Bode Museum di Berlino e l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

 

Per Musement il mondo non ha confini e per questo, con pochi click, sarà possibile lasciarsi incantare anche dalle tante opere di Raffaello custodite negli Stati Uniti d’America, in Brasile e in Russia dove, tra Detroit, New York, Pasadena, Worcester, Baltimora, Boston, Washington, San Paolo e San Pietroburgo, sono disponibili moltissime tavole di finissima pittura.

 

A tutti gli effetti un viaggio che, partendo da Urbino, conduce ai confini del mondo per riscoprire l’autenticità del pittore e architetto che in solo 37 anni di vita seppe cambiare le sorti della storia dell’arte a livello mondiale.

 

Parte il ciclo di video #pilloledimuseo, terapie d’Arte e Bellezza. Lunedì 16 marzo (alle 18) la pubblicazione del primo video

 

Il mondo della cultura fa la sua parte per “arrivare” alle persone nel periodo di emergenza sanitaria.

Ancora pochi giorni e poi l’arte entrerà nelle case grazie all’iniziativa digitale dei Musei Civici di Treviso #pilloledimuseo, che permetterà di godere attraverso lo smartphone o lo schermo del pc dei luoghi dell’arte temporaneamente chiusi, rinfrancando gli appassionati con piccoli e informali viaggi attraverso alcuni capolavori di Treviso raccontati in maniera diversa.

 

Anche i Musei Civici di Treviso intendono continuare a fornire l’usuale servizio pubblico proponendo piacevoli momenti di scoperta attraverso letture originali delle preziose opere custodite: per questo si è pensato a vere e proprie social stories, pubblicate nei profili Facebook e Youtube dei Musei Civici e del Comune di Treviso, per portare un’ondata di bellezza e positività nelle case dei cittadini.

 

Si parte con la “Natura in Posa – Capolavori dal Kunsthistorisches Museum in dialogo con la fotografia contemporanea” 

Le prime #pilloledimuseo, a cura di Elisabetta Gerhardingher e Paola Bonifacio grazie al sostegno degli Amici dei Musei Civici di Treviso (riprese di Giulio Grespan), offriranno un percorso di approfondimento collegato alla Grande Mostra “Natura in Posa – Capolavori dal Kunsthistorisches Museum in dialogo con la fotografia contemporanea” ospitata nel complesso di Santa Caterina.

 

Si articoleranno inizialmente in tre mini video di circa 5 minuti, con appuntamento ogni lunedì alle 18, che racconteranno aneddoti, dettagli e storie sui temi e gli oggetti di tre quadri famosi del Museo Santa Caterina: “Invisibili armonie” (Santa Cecilia e angeli musicanti, di Antiveduto Gramatica), “Rebus” (Ritratto di Domenicano di Lorenzo Lotto) e “Ah l’amore” (Ritratto di gentiluomo, di Ludovico Pozzoserrato).

 

“Ritratto di domenicano”

Si potrà scoprire dunque cosa rappresentano le monete sul tavolo del “Ritratto di domenicano” di Lorenzo Lotto o perché troviamo due succose pesche adagiate davanti a Santa Cecilia nel particolare dipinto di Antiveduto Gramatica. Inoltre, dal confronto con la grande mostra temporanea “Natura in Posa Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea” nasceranno approfondimenti e storie poco noti, in grado di favorire momenti di gioia intesi a evidenziare il valore anche sociale ed etico di un patrimonio culturale e artistico condiviso.

 

Assessore Lavina Colonna Preti: «Una mostra “nella mostra”»

«Avevamo pensato a questa iniziativa come una mostra “nella mostra”», afferma l’Assessore ai beni Culturali e Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti. «Abbiamo comunque scelto, nell’attesa di poterla riproporre, di portarla nelle case di tutti gli amanti della cultura per regalare una pausa d’arte e di bellezza. La cultura non si ferma e anzi questo doveroso momento di pausa forzata rappresenta il momento ideale per cercare qualche momento di conforto nella bellezza dell’arte insieme ai propri familiari, un libro, un film o, perché no?, un tour virtuale al museo».

 

La mostra “vituale” continua anche nella pagina FB dei Musei Civici e Mostre Santa Caterina Treviso dove vengono pubblicati quotidianamente spunti, aneddoti e storytelling relativi alle opere delle collezioni permanenti e della mostra Natura in Posa, Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea.

Una “super-commissione” si presta a elaborare e attuare, in sinergia con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso, il piano di rilancio del Museo Bailo.

È stata approvata dalla Giunta comunale la composizione del gruppo di lavoro che, nei prossimi mesi, definirà una nuova visione per il Museo Bailo 20.20, destinato a diventare polo dell’arte moderna dal ‘900 al contemporaneo con spazi dedicati a collezioni permanenti e temporanee in una prospettiva di promozione dell’arte contemporanea come elemento di connessione innovativa con il mondo dell’impresa.

 

Allo stato attuale, al Museo Bailo, sono in corso i lavori di ristrutturazione nell’ambito del secondo stralcio. Per questo motivo, si è reso necessario definire sia la destinazione degli spazi oggetto dell’intervento (distinguendo tra spazi destinati all’esposizione permanente e temporanea delle opere e quelli destinati al loro deposito, studio e raccolta della documentazione relativa) sia l’individuazione delle opere provenienti dalle collezioni civiche e le relative modalità espositive. A partire quindi dalla primavera del 2022, la città avrà, infatti, due grandi mostre, a Santa Caterina e al Bailo, che copriranno diversi periodi dell’anno con un sistema di eventi in contemporanea che darà ampio respiro alla città.

 

 

I professionisti

Questi obiettivi saranno perseguiti da professionalità eterogenee con profili di innovazione e selezione accurata delle opere da esporre individuandole all’interno del catalogo generale del Museo. La nuova commissione Bailo 20.20 sarà composta Paola Bonifacio, Chiara Casarin, Martina Cavallarin ed Eugenio Manzato.

 

Le prospettive

Una volta completati concept/book store e le ampie sale per le mostre temporanee, al Museo Bailo verrà portata avanti, anche grazie al lavoro della commissione, la strategia di marketing territoriale già avviata con successo a Santa Caterina.
La mostra “Natura in Posa – Capolavori dal Kunsthistorisches Museum in dialogo con la fotografia contemporanea” sta raccogliendo ottimi risultati, con circa 40 mila visitatori (al 23 febbraio), 800 proposte didattiche, 300 classi che la hanno visitata, oltre 350 articoli di stampa dedicati, 40 eventi co-realizzati in mostra (tutti sold out) e 500 mila interazioni con i post sui social dedicati della mostra.

 

Grazie all’accordo quadriennale con Civita Tre Venezie e alla strategia di marketing integrata tra la Mostra “Natura in Posa” e le collezioni civiche permanenti, il Comune ha incassato, nel bimestre dicembre-gennaio 2019/2020, 5478 euro che potranno essere quindi re-investiti in progetti per la città.

«Rendere il Bailo un punto di riferimento a livello nazionale»

«Grazie al contributo di grandi professionisti ed esperti d’arte antica e contemporanea, marketing applicato all’arte e valorizzazione, anche in chiave turistica, dei Poli museali, potremo sviluppare nel migliore dei modi il progetto Museo Bailo 20.20», le parole dell’assessore ai Beni culturali e Turismo Lavinia Colonna Preti. «Riunire sensibilità, competenze e percorsi formativi brillanti come quelli di Bonifacio, Cavallarin, Casarin e Manzato è fondamentale per fare poi sintesi e definire un piano di rilancio che renda il Bailo un punto di riferimento a livello nazionale non solo per le importanti collezioni di Arturo Martini e Gino Rossi ma anche per l’arte contemporanea. Lavoreremo in grande sinergia perseguendo l’obiettivo di invertire un trend: il Bailo è un Museo dalle enormi potenzialità che potranno essere espresse solo grazie a una nuova visione che unisca la scientificità al buon marketing museale».

Vernissage e presentazione della biografia a cura di Art Way Gallery, con il patrocinio del comune di Marcon, dell’Accademia Europea delle Arti e dell’ABCO e dell’Associazione Beni Culturali Online, e la sponsorizzazione di Zavan pasticceria e de La Caneva dei Biasio

 

Il prossimo 21 febbraio, con inizio alle 20.30 e termine alle 22.30, il centro culturale De André di Marcon ospiterà un vernissage della mostra di pittura e la presentazione della biografia di Lionello Trabuio (edita da Lineaedizioni).

 

La serata si chiuderà con i galani offerti da Zavan pasticceria e con un brindisi offerto dall’azienda vinicola La Caneva dei Biasio.

 

Lionello Trabuio è un artista da scoprire, sostiene la dott.ssa Palladino, critico d’arte, nelle motivazioni del suo fare pittura, nella chiarezza del suo messaggio, nella sua potente forza visionaria.
L’autrice della biografia, Mirja Vihla (nata in Finlandia), accompagnerà i presenti attraverso le varie tappe della vita dell’artista e li aiuterà a scoprire questo straordinario artista e maestro del “trasvisismo”.

 

Per info: 041.4568168

Domenica 16 febbraio, alle ore 12.00, il Museo ebraico di Venezia inaugurerà la mostra Sogno e Surreale dell’artista Igor Skaletsky, che resterà aperta al pubblico fino al 17 maggio. Il centro del periodo di tempo che il museo dedica a questa mostra sarà segnato dalla festa di Purim, festa gioiosa, dai molti e complessi significati, che tanto spazio lascia al gioco e alla fantasia e al travestimento, divenendone il fulcro.

 

Il giovane e già affermato artista israeliano grazie alla manipolazione di immagini trasporterà il visitatore in un altrove incantato, surreale, giocando con la liberazione dell’onirico, del fantastico e del magico che c’è in ognuno di noi.

 

L’artista, di origine russa, gioca liberamente con immagini facilmente riconoscibili della storia dell’arte e dell’alta cultura mescolandole ironicamente alle immagini tipiche delle riviste di moda. Le sue opere ci riportano ai modelli archetipi della nostra percezione e allo stesso tempo li distrugge sconvolgendo le abitudini visive creando un passaggio segreto nell’inconscio che ci porta a elaborazioni e interpretazioni funamboliche.

 

Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali di pittura con la tecnologia moderna. Skaletsky trae ispirazione da opere d’arte iconiche e dando loro una personale interpretazione, creando l’immagine di un ibrido, separato da tempo, luogo e contesto.

 

Skaletsky combina simboli di religione, cultura pop, animali e immagini di tatuaggi destreggiandosi come un “giocoliere” tra le consuetudini visive e il subconscio dello spettatore; fornendo un’interpretazione intrigante di storie famose. Il piacere di Skaletsky è quello di creare occasioni di incontro – scontro tra i primi pittori olandesi e i maestri del Rinascimento italiano con top model e icone della cultura del tatuaggio alla moda.

 

Inaugurazione domenica 16 febbraio alle ore 12.00. La Mostra sarà visitabile in orario di apertura del museo fino al 17 maggio. La mostra è creata e organizzata dal Museo Ebraico di Venezia, in collaborazione con Comunità ebraica di Venezia Coopculture.

Domenica 02 febbraio 2020 torna la #domenicalmuseo, iniziativa introdotta nel luglio del 2014, che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese.

 

Anche il Museo Nazionale Collezione Salce sarà aperto gratis per tutti dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30). Il pubblico potrà visitare la mostra “COLORE come ILLUSIONE. Pubblicità, grafica, manifesto” (aperta fino al 19 aprile 2020).

 

Nel rispetto degli standard di sicurezza, nel caso di notevole afflusso gli accessi saranno contingentati. Gli animali di piccola taglia, normalmente i benvenuti, unicamente in questa giornata non saranno ammessi.

 

 

Info

Museo Nazionale Collezione Salce
Via Carlo Alberto 31 – 3110 Treviso
+39 0422 591936
sito
facebook

Quale momento migliore dell’inverno con i suoi colori freddi e l’atmosfera mistica, per riscoprire alcuni dei capolavori delle nostre belle città europee? Molte opere d’arte di inestimabile valore sono racchiuse in musei, a volte a pochi passi da dove viviamo, a volte sono la scusa perfetta per un weekend all’estero. Con un semplice scatto, si possono portare questi capolavori sempre in tasca…per mostrare la foto perfetta agli amici su Instagram, con un sacco di hashtag naturalmente!

 

Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha deciso di stilare una lista dei musei più famosi su Instagram, comparando la classifica del 2018 con l’anno appena passato, e per ispirare tutti quei sognatori che amano l’arte e sono disposti a viaggiare per scattare la foto perfetta.

 

Musei Vaticani, Roma: #388.110 hashtag

Al primo posto, per il secondo anno consecutivo, i musei Vaticani si aggiudicano la medaglia d’oro, superando i 388mila hashtag. Questi musei ospitano una delle raccolte più grandi al mondo e sono il risultato di collezioni di grandi papi nel corso dei secoli. I 7 km di gallerie affrescate sono, inoltre, tra le più visitate di tutta la penisola e alcuni dei capolavori, tra questi, il Giudizio Universale affrescato da Michelangelo, nella meravigliosa Cappella Sistina. Rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento del 29%.

 

Galleria degli Uffizi, Firenze: #367.131 hashtag

Al secondo posto non poteva non esserci uno dei musei più famosi e importanti al mondo con un totale di 367.131 hashtag: gli Uffizi. L’edificio, progettato dal Vasari, venne inaugurato nel 1581. Famosi pittori dell’epoca si occuparono di affrescare le bellissime stanze e, col passare del tempo, la collezione artistica si è arricchita notevolmente con opere provenienti dal Medioevo fino all’età moderna. Tra i capolavori più amati, le bellissime stanze del Botticelli. L’incremento di hashtag rispetto all’anno scorso è del 28%.

 

Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma: #149.825 hashtag

Al terzo posto si trova il Maxxi di Roma, che si aggiudica la medaglia di bronzo collezionando quasi 150mila hashtag. I lavori di questo enorme edificio, dedicato alla pittura e all’architettura del XXI sec., vennero affidati all’architetto Zaha Hadid. Il museo, inaugurato nel 2010, oggi ospita innumerevoli opere di arte contemporanea di artisti italiani e internazionali: tra questi, il sudafricano William Kentridge e gli italiani Maurizio Cattelan e Alighiero Boetti. In questo caso c’è stato quasi un 20% in più di foto e hashtag nel 2019.
Palazzo Pitti, Firenze: #109.601 hashtag Si torna a Firenze per il quarto posto dei musei più instagrammati, a Palazzo Pitti per l’esattezza, che si aggiudica quasi 110mila hashtag. Questo edificio pieno di storia ha ospitato ben tre dinastie e oggi dà spazio a quattro musei: il Tesoro dei Granduchi, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume. Nella Galleria Palatina, è possibile ammirare capolavori di Raffaello e Tiziano. Anche qui un incremento notevole del 24%.

 

Museo Ferrari, Maranello: #59.392 hashtag

I musei racchiudono opere d’arte di inestimabile valore, sia che si tratti di dipinti, sculture o…automobili! Ebbene sì, per molti anche alcune auto possono essere considerate opere d’arte a tutti gli effetti. Il Museo Ferrari, inaugurato nel 1998 a Maranello, si aggiudica, infatti, un posto nella Top10, con quasi 60mila hashtag. I visitatori potranno scoprire i 90 anni di storia del Cavallino Rampante e fotografare non solo auto, ma anche premi e documenti d’epoca. L’incremento di hashtag anno per anno è stato del 25%, niente male vero?

 

Pinacoteca di Brera, Milano: #55.240 hashtag

Al quinto posto, vicinissima al Museo Ferrari, si trova la Pinacoteca di Brera, aperta al pubblico nel 1776, che guadagna ben due posizioni in classifica, con l’incremento più alto della Top 9: 31% di hashtag in più. Questa galleria, che raccoglie dipinti di epoche diversissime tra loro, mostra alcuni degli esempi più importanti di pittura dell’Italia settentrionale, e si aggiudica ben 55.240 hashtag. Tra i capolavori esposti: Il “Cristo morto” di Andrea Mantegna, il “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo e “Il bacio” di Francesco Hayez.

 

Galleria Borghese, Roma: #54.783 hashtag

Spodestata dal quinto posto, la lussuosa Galleria Borghese difende un dignitosissimo sesto posto con quasi 55mila hashtag. La collezione di dipinti e sculture, unica al mondo, specialmente per le opere esposte del Bernini e di Caravaggio, è stata iniziata da una ricca famiglia di Siena, diventando nel tempo vastissima e piena di pezzi unici. I visitatori potranno lasciarsi affascinare anche dalle decorazioni delle stanze e dai bellissimi giardini su cui affaccia la villa, che meritano certamente un selfie!

 

Musei Capitolini, Roma: #49.421 hashtag

La struttura museale civica più importante di Roma, i Musei Capitolini, guadagna tre posizioni rispetto all’anno scorso, con un incremento del 29% e un totale di più di 49mila hashtag. Inaugurati nel 1734, i Musei Capitolini sono considerati il primo museo al mondo e sono frutto di collezioni di molti papi, nel corso dei secoli. Tra i capolavori che si possono ammirare, c’è la statua equestre di Marco Aurelio, di cui una copia si trova nella piazza del Campidoglio, e la Lupa Capitolina, risalente al V sec. a.C.

 


Museo del ‘900, Milano: #47.206 hashtag

Inaugurato nel 2010, il Museo del’900 di Milano nasce con lo scopo di “diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento”, come si può leggere sul sito ufficiale, e si aggiudica il nono posto, perdendo qualche posizione rispetto all’anno precedente, ma portando a casa più di 47mila hashtag. All’interno delle stanze è possibile ammirare dipinti di diverse correnti artistiche, tra queste: le Avanguardie internazionali, il Futurismo e l’Arte Povera. Tra gli artisti più importanti figurano Boccioni, Modigliani e De Chirico.

 

Museo Nazionale del Cinema, Torino: #46.293 hashtag

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, con più di 46mila hashtag, si aggiudica l’ultimo posto nella Top 9 dei musei più popolari su Instagram, perdendo una posizione rispetto all’anno scorso. Incorniciato della spettacolare Mole Antonelliana, simbolo di Torino, questo museo è unico per la sua organizzazione espositiva a spirale e il percorso magico che viene offerto a tutti gli amanti della settima arte. Inaugurato nel 2000, questo spazio espositivo unisce divulgazione scientifica in un connubio interattivo unico.

 

 

Dalla 10ma alla 20esima posizione

Poco distante dalla Top 9 figurano altri bellissimi musei, sparsi in tutta la penisola. All’undicesimo posto c’è, infatti, il Museo egizio di Torino, secondo solo a quello de Il Cairo, con 20mila hashtag, seguito dal Museo archeologico nazionale di Napoli con più di 18mila hashtag, con l’incremento più alto della Top 20 (51% rispetto all’anno scorso) e poco distanti dal Museo nazionale di Capodimonte, quasi 16mila hashtag. Segue la Galleria Sabauda di Torino, con quasi 15.400 hashtag e un incremento del 46% rispetto all’anno scorso, seguita dal secondo museo automobilistico in classifica, il Museo Lamborghini, con quasi 15mila hashtag. Al 16esimo posto ci sono le Cappelle medicee di Firenze. Chiudono la Top 20 il Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo delle Scienze di Trento e il Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

 

La champions league europea: Parigi e Londra vincono ancora su tutti Il Louvre di Parigi non ha rivali e si aggiudica nuovamente la medaglia d’oro europea con ben 4.123.988 hashtag, seguito dal Tate Modern, con 1.051.776 hashtag, e l’Hermitage di San Pietroburgo, che guadagna una posizione e si aggiudica la medaglia di bronzo con 675.282 hashtag. Al quarto posto il British Museum di Londra, seguito dal Rijksmuseum di Amsterdam e dal Musée d’Orsay di Parigi. A seguire i Musei Vaticani e la Galleria degli Uffizi a Firenze. Chiudono la Top 10 europea la Fondation Louis Vuitton e il Victoria and Albert Museum di Londra.

 


La classifica è stata creata contando gli hashtag per ogni museo sul social network Instagram, tenendo conto di massimo tre hashtag per ogni museo, tra quelli con più foto e menzioni (gennaio 2020) e comparando i risultati con i dati estratti a fine 2018.

A poco più di un mese dall’inaugurazione della mostra “Il Natale d’Arte Sperimentale”, offerta dall’artista Lorenzo Maria Monti alla città di Treviso, si tirano le prime somme. L’afflusso dei visitatori ha superato le 1000 persone, per un totale di 1000,00 euro in donazioni destinate al reparto di pediatria dell’Ospedale Ca’ Foncello.

 

Organizzata in collaborazione con Provincia, Comune e Musei Civici di Treviso al Museo Luigi Bailo, la mostra aveva lo scopo benefico di aiutare i piccoli ricoverati del nosocomio cittadino, derubati nel novembre scorso degli strumenti musicali con cui l’associazione “La Musica di Angela” dispensava serenità con attività di musicoterapia.

 

La scelta di Lorenzo Maria Monti: progetti disponibili ancora per un mese, con l’obiettivo di aumentare le donazioni al Ca’ Foncello. Le opere dei tre progetti artistici esposti da Lorenzo Maria Monti al Museo Bailo, “Chiaroveggenza”, “Vitrum Spatialis” e “Sirio B”, realizzato con una tecnica innovativa e presentato in anteprima a Treviso, resteranno a disposizione del pubblico per le vendite oltre il termine della mostra, a dimostrazione della grande sensibilità dell’artista veneto, molto colpito da quanto successo al reparto pediatria nel novembre scorso.

 

Per contribuire o ricevere informazioni in merito, Monti si mette a disposizione in prima persona, basterà scrivere all’indirizzo e-mail [email protected]

 

Il mercato dell’arte è famoso per le sue top lot in cui opere d’arte riscuotono successo nelle aste per la loro storia o per l’autore delle stesse tuttavia talvolta il flusso di vendite registra cifre importanti anche in ordine a beni inediti provenienti da raccolte private. È questo il caso di Mikel Gjokai, artista di successo negli anni ’80 che ha visto, nei giorni scorsi, vendere un suo quadro e raggiungere il record di 1.103.000 euro.

 

Mikel Gjokaj è nato in Kosovo l’11 novembre 1946 a Krusheve e Madhe, un piccolo villaggio tra i più colpiti dall’esercito serbo nel 1999. Pittore e incisore si forma alla Scuola Superiore di Belle Arti di Pristina completando gli studi all’Accademia di Belle Arti di Belgrado tra il 1970 e il 1974. Romano d’adozione dal 1975 ha esposto in importanti rassegne italiane e estere (tra cui Taiwan, Parigi, Giappone, Polonia, Finlandia, Lussemburgo, Cuba).

 

L’artista, che si è avvalso nell’ultimo anno della consulenza del Dottor Daniele Radini Tedeschi, con questa vendita record è la dimostrazione che il mercato dell’arte contemporaneo può essere dominato evitando gallerie e case d’asta e arrivando direttamente, mediante un unico passaggio, ai forti investitori della classe dirigente, a importanti collezionisti. All’interno di una private sale in Lussemburgo con autorevoli collezionisti stranieri, maggior parte dei quali personalità del sistema industriale e membri dell’establishment economico e finanziario europeo, il dipinto di Gjokaj intitolato Ondeggiano le foglie, olio su tela, 60×80 cm. del 1989 è stato venduto a una cifra a sei zeri.

 

Gjokai è uno degli ultimi testimoni, secondo la critica d’arte, di un “realismo visionario” in cui la realtà sensibile da cui attinge viene poi alterata, trasfigurata lasciando spazio ad inquietudini talvolta surreali e apocalittiche.

 

Tale risultato raggiunto pone l’attenzione sulla fluidità del sistema dell’arte, composto sempre più dall’ascesa di figure, art dealer e mercanti per l’appunto, che creano possibilità di vendite generando rivalutazioni monetarie per l’artista sul mercato internazionale. Mikel Gjokai nell’esprimere la sua grande soddisfazione e sentito sull’accaduto ha affermato come “Credo che sempre più spesso l’intermediazione delle case d’asta londinesi e newyorkesi non siano attendibili per quanto riguarda gli investimenti, la domanda percepita e le scelte di prodotto; ecco quindi per noi artisti l’importanza di affidarci ad un mediatore d’arte, professione antica, che ancora oggi risulta fondamentale nell’agevolare le vendite con i collezionisti, galleristi o le istituzioni museali”.

Dopo questo importante risultato, Gjokaj è entrato a pieno titolo nel ranking mondiale, alla pari dei Fauves e degli Impressionisti.

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