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Grande Successo a Treviso per “La Materia dei Sogni”: Un Viaggio nell’Arte Africana Contemporanea

3 minuti di lettura

Un’esposizione di portata internazionale ha preso il via a Treviso, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. Il Museo Santa Caterina ha aperto le porte a “La materia dei sogni. Radici dell’arte africana contemporanea”, una mostra che promette di essere un punto di riferimento nel panorama culturale italiano e non solo. Con oltre 120 opere di 23 artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana, l’iniziativa offre uno sguardo profondo sulle origini di una scena artistica che oggi si afferma con forza nei più prestigiosi musei e nelle biennali di tutto il mondo. L’inaugurazione, avvenuta ieri, ha visto la partecipazione entusiasta delle autorità e del pubblico, segnando l’inizio di un percorso espositivo che si protrarrà fino al 15 gennaio 2027.

TREVISO. L’evento, che si inserisce nella stagione espositiva 2026/2027 dei Musei Civici di Treviso, segue il successo della precedente mostra dedicata a Hokusai, confermando l’impegno della città nel proporre progetti culturali di alto profilo. La mostra, promossa dal Comune di Treviso e organizzata da Promakos, concessionaria dei servizi al pubblico dei Musei Civici, è curata da Enrico Mascelloni. La sua profonda conoscenza del settore, frutto di oltre quarant’anni di viaggi, studi e ricerche sul campo, ha permesso di assemblare una collezione che traccia un percorso inedito e affascinante.

Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa, sottolineando il valore intrinseco dell’arte come strumento di dialogo e comprensione in un’epoca complessa. «In un tempo segnato da divisioni, contrasti e conflitti, credo sia ancora più importante aprire le porte alla bellezza e alla conoscenza – ha dichiarato il sindaco Mario Conte –. L’arte ci permette di incontrare culture diverse, di comprenderne le storie e le sensibilità e, attraverso questo dialogo, di avvicinarci. “La materia dei sogni” porta a Treviso oltre 120 opere e 23 artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con una straordinaria pluralità di linguaggi e identità. È anche questo un modo concreto di fare cultura: creare connessioni, stimolare curiosità e offrire nuovi strumenti per interpretare il mondo. Siamo orgogliosi che Santa Caterina possa ospitare un progetto come quello di Promakos in collaborazione con i Musei Civici».

La mostra si propone di guidare il visitatore alle origini dell’arte africana contemporanea, esplorando il periodo tra gli anni Settanta e Novanta, prima che questa si affermasse stabilmente nei circuiti museali, nelle biennali e nel mercato globale. In quel frangente storico, una generazione di artisti ha saputo elaborare linguaggi originali e potenti, intrecciando sapientemente rito e modernità, memoria e vita quotidiana, tradizione e le profonde trasformazioni urbane che stavano ridefinendo il continente africano. Questo approccio ha permesso di creare opere di straordinaria forza espressiva e significato culturale.

Enrico Mascelloni, curatore della mostra, ha evidenziato l’importanza di questa autonomia culturale. «Questa mostra documenta un’autonomia culturale che non ha bisogno di legittimazioni esterne», ha affermato Mascelloni. «Presentiamo artisti che hanno saputo abitare il ‘non-confine’, trasformando la vita quotidiana e il rito in una materia dei sogni che parla oggi con una forza intatta». Le sue parole sottolineano la capacità di questi artisti di trascendere le categorie predefinite, creando un’arte che è al tempo stesso profondamente radicata nella propria cultura e universalmente comprensibile.

Il percorso espositivo mette in luce alcuni dei protagonisti più riconosciuti di quella stagione artistica. Tra questi spiccano nomi di calibro internazionale come la scultrice senegalese Seyni Awa Camara, la cui presenza è attesa anche alla Biennale Arte di Venezia 2026, e Esther Mahlangu, la prima artista africana e la prima donna a realizzare una BMW Art Car, un simbolo di come l’arte africana abbia saputo conquistare spazi prestigiosi a livello globale. Non mancano poi le opere di Paa Joe, celebre per le sue bare-scultura, e di altri maestri come Georges Lilanga, Sunday Jack Akpan, Cyprien Tokoudagba e Twins Seven Seven, le cui creazioni offrono una panoramica ricca e diversificata.

Un capitolo fondamentale di questa storia è rappresentato dalla mostra “Magiciens de la Terre” del Centre Pompidou del 1989. Questa esposizione, considerata uno snodo decisivo nella cultura espositiva internazionale, ha contribuito in modo significativo a ridefinire lo sguardo occidentale sull’arte prodotta al di fuori dell’Europa e del Nord America, aprendo la strada a una maggiore inclusione e riconoscimento delle diverse espressioni artistiche globali. “La materia dei sogni” si pone in continuità con questo percorso, offrendo una nuova prospettiva su un periodo cruciale.

Ciò che rende l’esposizione di Treviso ancora più preziosa è la provenienza delle opere. Molte di esse sono custodite in importanti collezioni private, sia italiane che internazionali, e sono normalmente di difficile accesso al pubblico. Questo patrimonio artistico, ora riunito al Museo Santa Caterina, non racconta una periferia dell’arte, ma piuttosto uno dei capitoli più dinamici e fondamentali della storia dell’arte contemporanea, invitando a una riconsiderazione delle narrazioni dominanti e a una valorizzazione delle molteplici voci che compongono il mosaico artistico globale.

La mostra “La materia dei sogni” è un’occasione imperdibile per il pubblico di Treviso e per tutti gli appassionati d’arte per immergersi in un universo creativo vibrante e scoprire le radici di un movimento che continua a influenzare e arricchire il panorama artistico mondiale. Un’iniziativa che, come sottolineato dal sindaco Conte, è un modo concreto di fare cultura, creando ponti e stimolando una maggiore comprensione tra i popoli.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, è possibile visitare il sito: https://visitmuseumtreviso.com/

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