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Subiaco e San Benedetto. Il Monastero come isola felice che ci stupisce da 1000 anni (VIDEO)

2 minuti di lettura

Prosegue la nuova rubrica “Arte, Cultura, Storia e Archeologia” curata da Carlo Franchini. Un viaggio alla scoperta delle bellezza, delle curiosità, del fascino dell’Italia di ieri e di oggi.

Testo di Gloria Zarletti
Foto e video di Carlo Franchini

Guarda il video su YouTube.

SUBIACO – San Benedetto da Norcia non ha solo il merito religioso di aver fondato il monachesimo occidentale. È anche il testimone della travagliata fine dell’Impero romano nonché uno dei principali protagonisti dell’epoca ad esso successiva: il Medioevo. Oltre a questo, Benedetto è anche colui che diede un punto di riferimento socio-culturale al territorio dell’intera penisola, devastato da scorrerie di barbari, guerre, abbandono, mentre dalle città gli abitanti fuggivano per cercare nel contado rifugio, lavoro, qualcosa di cui vivere.

Benedetto era nato a Norcia da famiglia nobile nel 480, circa 20 anni dopo la deposizione di Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore che ormai non aveva più nulla della dignità degli antichi sovrani. Era solo un adolescente quando venne a Roma, in visita come si conveniva ad ogni rampollo di buona famiglia. Ma qui non trovò la splendida città dei racconti che aveva ascoltato ma soltanto macerie, distruzione e degrado, corruzione, in pratica la stessa situazione di tutto il territorio governato da Roma e a cui lui stesso, da adulto, avrebbe dato un sistema economico su cui sostentarsi. Quello che sappiamo di lui è nei “Dialoghi” di Gregorio Magno che gli dedica un intero capitolo a dimostrazione dell’importanza che aveva assunto per la Chiesa e che gli fu e gli viene riconosciuta ancora oggi. Con lui, infatti, il monastero diviene un punto di riferimento e di protezione per le popolazioni che via via fuggivano dalle città, ormai ridotti a luogo di bivacco ed epidemie, fame. La prima esperienza di questo tipo fu proprio quella di Subiaco, dove Benedetto trascorse i primi anni in una grotta (il Sacro Speco, nella foto), imitando la vita di Cristo sulla scorta dell’eremitaggio orientale, sempre ad un passo dall’eresia sin dal suo primo manifestarsi, al primo diffondersi della nuova religione.

La vita contemplativa nella solitudine del Sacro Speco, però, dopo qualche anno portò Benedetto ad una scelta della vita attiva, che fosse utile anche agli altri.  Iniziò così ad essere costruita la struttura architettonica oggi visibile, due chiese su due livelli (che però risalgono circa al 1000), e il monastero, che sarà il modello per Montecassino e tutti i monasteri benedettini che si diffusero di lì a poco in Italia e in Francia.

Con la scelta di una vita in comune (cenobio), i monaci (da monos che significa uno), pur vivendo la propria solitudine collaboravano a produrre tutto ciò che serviva al convento e creavano un indotto sul territorio circostante dove gli abitanti potevano trovare lavoro e sussistenza in una organizzazione che può considerarsi una prima forma di feudalesimo. Qui il monastero era elemento di difesa (che poi sarà rappresentato dal castello del feudatario), e fulcro economico e sociale di una intera comunità.

In una Italia che passava dai regni romano barbarici alla dominazione longobarda, Subiaco con il suo affaccio sul fiume Aniene e i suoi boschi rappresenta la prima isola felice, di benessere e natura, in un contesto storico difficile,di abbandono e devastazione. Nel più profondo Medioevo, questo monastero, uno dei più significativi luoghi spirituali del Cristianesimo, nacque dalla fusione di un’alta religiosità con l’ingegno dell’uomo che riuscì a costruirlo sulla roccia scoscesa. Notevoli gli affreschi del Sacro Speco e delle due Chiese. Vi si riconosce il più antico ritratto di San Francesco che qui venne in visita nel 1223.

Il complesso, che domina dall’alto il fiume Aniene, da più di mille anni stupisce i visitatori di tutto il mondo ed è lì a dimostrare come il Medioevo sia stato tutt’altro che un periodo buio ma, al contrario, una continua scoperta di soluzioni ingegnose ed eterne per bellezza e funzionalità.

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