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A cura di Michele Rovoletto

 

Piranesi si esprimeva con l’acquaforte, una tecnica incisoria, una forma di stampa che ha un procedimento piuttosto complesso che, se conosciuto, permette l’esatta comprensione del virtuosissimo dell’artista. L’acquaforte è così chiamata perché l’incisione non è compiuta dal gesto meccanico dell’uomo ma dall’azione corrosiva di un acido. Si inizia prendendo una lastra di rame piuttosto spessa da poter sopportare la successiva azione di compressione del torchio, e la si cosparge di vernice. Essiccato questo manto di vernice, l’artista incide la stessa con degli stiletti più o meno appuntititi e grossi, definendo i contorni di ciò che vuol rappresentare nonché una più o meno fitta serie di segni che andranno a costituire i chiaro scuri. A questo punto la lastra cosparsa di vernice incisa viene messa a bagno in una soluzione acida. L’acido entra nei segni incisi dall’artista nella vernice e va a corrodere il rame della lastra, trasformando il disegno che l’artista aveva segnato sulla vernice in una serie di segni incavi sulla lastra. La fase finale comporta l’inchiostratura e la stampa, ovvero si riempiono i segni scavati sul rame di inchiostro e finalmente si pone la lastra sul torchio imprimendola su un foglio di carta e ottenendo la stampa. Le incisioni sono opere multiple, generalmente una acquaforte antica contava qualche centinaio di copie.

 

 

Volendo inoltrarsi nell’arte di Piranesi, analizziamo tre opere simbolo della sua produzione, tre incisioni che lo hanno reso celebre e tutt’oggi amato e ricercato dai collezionisti di tutto il mondo. Tra le innumerevoli vedute di Roma che si sono succedute per oltre trent’anni, “Veduta dell’Arco di Costantino e dell’Anfiteatro Flavio detto Colosseo” ci permette di approfondire la conoscenza del nostro artista. Egli si smarca dagli altri incisori vedutisti romani, per una impaginazione diversa e una resa realistica della città altrimenti vista dai sui colleghi in modo freddamente descrittivo ed anonimo. La sua abilità di vedutista sa strabiliare i collezionisti del tempo con rappresentazioni dei monumenti presi con visuali sorprendenti e nella maniera che sembrino ancor più imponenti.

 

 

Il Colosseo è visto dentro il suo contesto urbano presieduto da resti antichi e umili costruzioni ad essi addossate. Piranesi sceglie un punto di vista alto per poter vagare prospetticamente nel circondario, grazie a questo espediente, riesce a conformare la forma ellittica dell’Anfiteatro Flavio. L’imponenza del Colosseo fa da quinta all’arco di Costantino animato da figure che si muovono tra rovine e sterpaglie. Alla geniale impaginazione e al tocco di realismo rappresentato dalle umili figurette, si nota la maestria dell’autore di rendere, grazie alla meticolosa gradazione dei grigi (quindi alla minore o maggiore sequenza dei tratti incisori) la percezione atmosferica della foschia nel paesaggio in lontananza e del gioco della luce solare tra le arcate del Colosseo.

 

 

Tra le incisioni dedicate al contado romano l’opera “Veduta del Tempio della Sibilla di Tivoli” è esemplificativo per conosce qualche altro aspetto, tecnico e tematico, della produzione artistica del Piranesi. Il monumento questa volta è inquadrato dal basso per amplificare la grandiosità della costruzione, il cielo che col suo chiarore espande l’effetto monumentale. Colpiscono le figurette che si aggirano qua e là con plastica gestualità. A differenza di alcune vedute romane in cui le umili figure esprimevano un tocco di realismo, qui esse assumono una valenza simbolica, ci appaiono a metà strada tra esploratori che si muovono qua e là tra i resti e banditi o contadini nascosti tra la sterpaglia ai piedi dell’antico tempio. Esse sono le enigmatiche genti che popolano questi luoghi magici e misteriosi, persone che, come le architetture, sembrano sospese in un tempo indefinito carico di riflessioni sul dualismo tra l’antica bellezza e grandiosità classica e la forza del tempo e della natura che le ha rese meste rovine.

 

 

Con le “Carceri” affrontiamo l’apice dell’arte di Piranesi.
Unanimemente questa serie di raffigurazioni sono ritenute i suoi capolavori assoluti. Esse sono frutto esclusivo del suo genio inventivo e tecnico e ancora motivo di ispirazione per l’arte contemporanea, come le celeberrime opere di Maurits Vornelis Escher dimostrano. In un ambiente sotterraneo senza aperture con l’esterno, possenti arcate sostengono una fitta sequenza di piani intersecanti tra loro, linee spezzate, che si susseguono senza respiro né logica, disorientando l’osservatore, portandolo ad un senso di smarrimento e angoscia.

 

Piranesi riempie quest’ambiente già di per sé inospitale con passerelle sospese nel vuoto, scale e corridoi dei quali non si comprende il fine, funi penzolanti e strumenti di tortura portando lo spettatore da una prima reazione di curiosità e incomprensione verso la percezione di un luogo oscuro, privo di ragione in cui alleggia la presenza del terrore; un’edificazione visionaria del teatro della tortura e della morte. In questa serie di incisioni, non sappiamo se Piranesi ponga una questione morale sulla brutalità della giustizia o se il suo sia, semplicemente, un “capriccio” barocco, tutto ciò non è dato sapersi.
Probabilmente, come ogni grande artista, egli, pone motivi di interrogazione allo spettatore, piuttosto che proferire scontate sentenze.

 

La giornata delle Nazioni Unite e della popolazione mondiale ogni anno è osservata l’11 luglio per riaffermare il diritto umano alla creazione di una famiglia. Essa incoraggia attività, eventi e informazioni per contribuire a rendere questo diritto una realtà in tutto il mondo.

 

Questa giornata mondiale mira ad aumentare la consapevolezza della gente su questioni demografiche diverse, quali l’importanza della pianificazione familiare, tra cui la parità di genere, la povertà, la salute materna e i diritti umani. La giornata si celebra in tutto il mondo da gruppi d’affari, organizzazioni comunitarie e gli individui in diverse modalità. Le attività includono discussioni seminariali, sessioni informative educative, concorsi e saggi.

 

La ricorrenza fu inaugurata dal consiglio direttivo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) nel 1989. L’idea di creare la celebrazione fu ispirata dall’interessamento pubblico sollevato dalla “giornata dei 5 miliardi” caduta nel giorno 11 luglio 1987, data in cui approssimativamente la popolazione mondiale raggiunse la quota di 5 miliardi.

 

L’obbiettivo della giornata mondiale della popolazione è quello di aumentare la consapevolezza riguardo a tematiche legate alla demografia come l’importanza del controllo famigliare sulle nascite, la parità tra i sessi, la povertà, la salute durante la maternità e i diritti umani.

 

Mentre l’interesse della stampa e la coscienza generale sull’argomento della popolazione mondiale si risvegliano solo quando la quota aumenta di un miliardo, l’incremento è oggi di circa 100 milioni ogni 14 mesi. Nel gennaio 2017 la popolazione mondiale ammonta a circa 7,477220 miliardi di persone.

 

I volontari di Gioventù per i Diritti Umani vogliono ricordare il diritto numero 16 della Dichiarazione Universale: “Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.”

 

Da anni in tutto il mondo danno vita ad iniziative per promuovere i diritti umani e portare maggiore consapevolezza su di essi, in quanto sostengono che “I diritti umani devono essere resi una realtà, non un sogno idealistico” come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard.

Il Consolato dell’Uruguay a Venezia, in collaborazione con Ateneo Veneto, intende ricordare la recente scomparsa del grande autore Latino Americano Luis Sepúlveda, che più volte è stato presente nella nostra Regione.

L’evento si svolgerà online alle ore 17.00 di oggi, venerdì 24 aprile 2020, sulla piattaforma GoToMeeting.

 

Interverranno:

– Claudio Scarpa, Console Onorario dell’Uruguay a Venezia

– Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto

– Milton Fernandez, Artista uruguayano, Direttore del Festival della Poesia di Milano

– Rodrigo Diaz, Direttore del Festival del Cinema Latino Americano di Trieste

– Franco Avicolli, già Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Cordoba – Argentina e  esperto dell’Ambasciata Italiana a Città del Messico.

 

 

Come accedere:

è possibile partecipare alla riunione da computer, tablet o smartphone, semplicemente cliccando su questo link.

Se è la prima volta che si usa GoToMeeting, è necessario prima scaricare l’App: GoToMeeting Download.

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore che si celebra oggi, 23 aprile, intende valorizzare l’importanza della lettura come elemento di crescita personale e collettiva.

 

L’idea di celebrare questa giornata è nata in Catalogna. Qui, infatti, su proposta dello scrittore Vincente Clavel Andrés nel 1923 e approvazione da parte del Re Alfonso XIII tre anni dopo, venne promulgato un decreto a favore dell’istituzione della Giornata del libro in tutta la nazione.

 

È dunque da questa ricorrenza, risalente agli anni venti del XX secolo, che nasce l’idea della Giornata Mondiale del Libro. Solo nel 1996, però, nella conferenza generale dell’Unesco tenutasi a Parigi, fu istituita la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore. Fu scelto il 23 aprile perché è il giorno in cui morirono nel 1616 tre scrittori considerati i pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de La Vega.

 

 

Kuala Lampur capitale mondiale del libro 2020

Da allora, ogni anno, l’Unesco e le grandi associazioni che rappresentano editori, librai e biblioteche scelgono la capitale mondiale del libro, una città che si impegna a promuovere i libri e la lettura per tutto l’anno attraverso eventi prestigiosi. Lo scopo fondamentale di questa iniziativa è quello di sostenere la crescita socioculturale e economica di un Paese. Tante sono state le città del mondo capitali del libro, basti pensare a Madrid, a Torino, a Buenos Aires, ad Atene e a tantissime altre che si sono distinte perché hanno incoraggiato l’immenso patrimonio letterario di cui ogni Paese dispone. Le città vengono scelte in base alla forte attenzione che esse tributano alle infrastrutture culturali, alle fiere, alle mostre e ovviamente all’istruzione. La capitale del libro 2020 è Kuala Lampur (Malesia), città che si è distinta per i suoi innumerevoli sforzi in campo sociale affinché la lettura e l’istruzione fossero accessibili a tutta la popolazione. Il Nostro Paese inoltre, dal 2011, promuove la campagna nazionale Il Maggio dei Libri, con iniziative che si svolgono tra il 23 aprile e il 31 maggio.

 

 

I libri sono porte che si aprono su infinite possibilità

Il CNDDU ci tiene a sottolineare come in questo lungo periodo di rinunce, paure e difficoltà il libro possa davvero rappresentare per noi tutti, e ancor più di prima, una preziosissima ancora di salvezza perché ci permette di essere consolati e incoraggiati dalle parole scritte dai grandi uomini del passato che, con delicatezza e lungimiranza, possono aprire i nostri orizzonti, nutrire le nostre coscienze e proiettarci al futuro che ci corre incontro.

 

I libri sono porte che si aprono su infinite possibilità: universi magici, storie del passato, visioni futuristiche. Inoltre, un libro innesca anche un processo dialettico tra l’autore e il lettore, favorisce un meraviglioso dialogo a due voci, un dialogo che molto spesso è finalizzato alla ricerca di valori da scoprire o ri-scoprire.

 

È importante, quindi, celebrare la Giornata Mondiale del Libro perché quest’ultimo è l’amico silenzioso e saggio che ci fa riflettere, e talvolta ci consiglia, perché è fruitore millenario di conoscenze, da quelle antiche a quelle attuali. In questi giorni di quarantena forzata, ma necessaria possiamo viaggiare idealmente facendoci accompagnare dalle parole di grandi scrittori che ci permettono di conoscere, amare e apprezzare la poliedricità del mondo che abitiamo.

 

Il libro e la lettura rappresentano un mezzo indispensabile di approfondimento e di conoscenza di noi stessi, degli altri e del mondo, e soprattutto nei periodi di incertezze e precarietà ci aiutano a guardare avanti fiduciosi.

 

Purtroppo, in questo periodo privo di serenità per il Nostro Paese, e non solo, anche il mondo dell’editoria è stato messo in ginocchio dal COVID-19. Secondo l’Osservatorio dell’Aie, che ha monitorato l’andamento editoriale in questa fase di lockdown delle librerie, nel corso dell’anno saranno pubblicati 23.200 titoli in meno. È una cifra altissima, che ci spaventa. Ma noi siamo fiduciosi, perché ci fidiamo del nostro popolo, ci fidiamo dei nostri giovani. E allora speriamo davvero che la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, in concomitanza con la riapertura delle librerie, possa rischiarare la notte.

 

 

Giornate di lettura e un video-flashmob #SIAMOUNLIBROAPERTO 

Il CNDDU, per tali ragioni, invita i colleghi docenti della scuola italiana Secondaria di I e II grado a promuovere giornate di lettura tra gli studenti invitando gli stessi a scegliere un libro da leggere tra quelli indicati dal docente nella Settimana del Libro per esporlo, poi, successivamente alla classe. I libri scelti dai ragazzi potrebbero dar vita a una Biblioteca digitale di classe, e in questo periodo di Didattica a distanza quest’ultima potrebbe essere l’occasione per creare una attività ulteriore di coesione tra i ragazzi, inoltre la realizzazione della Biblioteca digitale di classe potrebbe essere anche oggetto di valutazione da parte del docente. Ma veniamo all’iniziativa che vi proponiamo. Per la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore abbiamo pensato di dare vita nella scuola italiana a un video-flashmob #SIAMOUNLIBROAPERTO: ogni studente della classe partecipante all’iniziativa inquadrerà la copertina del libro che ha scelto, sfoglierà le pagine e si fermerà su una frase messa in evidenza. Il video, che sarà condiviso il 23 aprile su Classroom, avrà una colonna sonora, una durata complessiva di un paio di minuti, e alla fine conterrà le copertine di tutti i libri scelti e le frasi messe in evidenza, riporterà la classe, la sezione, la scuola e ovviamente l’hashtag del flashmob #SIAMOUNLIBROAPERTO. Perché i libri aperti sono più belli, e sfogliandoli pagina dopo pagina, ci ricordano che siamo vivi.

Una sfida a suon di versi giocata in un’arena virtuale, Zoom Poetry Slam è la novità che questa settimana anima il palinsesto digitale di Una stagione sul sofà del Teatro Stabile del Veneto. Giovedì 23 aprile, alle ore 21.30, prende il via il torneo di poesia performativa, ideato da Lorenzo Maragoni e Diego Tale per il Teatro Stabile del Veneto, che vedrà nove tra i migliori poeti e poetesse del circuito italiano del Poetry Slam sfidarsi in diretta sulla nota piattaforma web a colpi di versi attraverso gli schermi dei loro computer.

 

 

Le regole del Poetry Slam

Tre gironi –  il primo giovedì 23 aprile (link per partecipare alla prima serata), il secondo il 7 maggio e il terzo il 21 maggio, sempre alle ore 21.30 –, tre concorrenti per serata e tre manche a disposizione. Ogni performer dovrà partecipare presentando tre testi originali per far si che la protagonista di ogni serata sia una poesia viva, fatta di voci e di corpi a distanza. Proprio la distanza da colmare, indagare, percorrere, sopportare, con cui tutti ci stiamo misurando negli ultimi tempi, sarà il tema di una delle tre poesie che ciascun partecipante dovrà presentare durante il concorso.

 

A decretare i vincitori del torneo condotto ogni sera da Maragoni e Tale sarà il pubblico. Una giuria popolare estratta in diretta tra gli spettatori di ogni serata sceglierà, infatti, chi mandare alla finale di domenica 7 giugno.

 

 

I partecipanti del primo girone

Tra i partecipanti del primo girone l’attuale campione italiano di Poetry Slam Emanuele Ingrosso, classe 1995, già organizzatore di eventi legati alla poesia performativa con la “Compagnia delle Indie”, Max Di Mario, mestrino di nasciata trapiantato a Firenze, città dove ha concluso un intricato percorso accademico attraverso la filosofia, la storia e la fisica, che attualmente si occupa di narrativa, poesia (performativa e non) e improvvisazione e Antigone capace, nelle sue performance, di far dialogare la poesia Slam con il LIS, la lingua dei segni.

 

 

Calendario del torneo

• Girone A – 23 aprile-: Antigone (Benevento), Max Di Mario (Firenze) e Emanuele Ingrosso (Milano)

• Girone B – 7 maggio: Matteo Di Genova (Bologna), Giuliano Logos (Roma), Francesca Pels (Milano)

• Girone C – 21 maggio:: Eleonora Fisco (Sciacca, AG), Silvia Scarozza (Trento), Luca Tironi (Padova)

• Finale – 7 giugno: con i Vincitori / Vincitrici dei singoli gironi

La cultura resta un perno fondamentale per l’Amministrazione comunale jesolana, anche al tempo dell’emergenza COVID-19. Benché le norme nazionali impongano la chiusura al pubblico delle biblioteche, la struttura di Jesolo continua a garantire l’operatività con l’utilizzo sempre più massiccio delle reti sociali e delle opportunità offerte dal mondo digitale. Il personale dunque continua ad operare a porte chiuse nel rispetto delle prescrizioni, tra dispositivi di protezione individuale e distanza sociale.

 

 

E-book in prestito

La biblioteca civica di Jesolo si mantiene quindi attiva. Se fisicamente infatti non è possibile procedere con il prestito di libri, nemmeno attraverso il Librobus, si può invece accedere gratuitamente alle versioni digitali dei libri. La scelta è ricca e può essere consultata tramite la raccolta della Biblioteca Digitale Venezia Metropolitana, di cui anche la Biblioteca di Jesolo fa parte ed è co-finanziatrice insieme ad altri comuni. Per poter prendere in prestito un e-book è sufficiente essere iscritti a una qualsiasi biblioteca comunale della Città Metropolitana di Venezia ed accedere con le proprie credenziali al catalogo BIMETROVE.

 

 

Video letture per i più piccoli

Oltre a questo servizio, nelle scorse settimane state rese disponibili online, all’interno della pagina Facebook della biblioteca, delle video letture a cura delle lettrici volontarie “Nati per Leggere”, il cui gruppo viene coordinato dal personale della struttura Jesolana e che hanno intrattenuto soprattutto i bambini. Il personale sta inoltre provvedendo alla pianificazione degli appuntamenti mensili del Gruppo di Lettura in italiano e del Gruppo di Lettura in Inglese tramite l’utilizzo di piattaforme web che permettano la videoconferenza e il collegamento con più persone.

 

L’obiettivo è cercare di mantenere una soglia minima di servizi e attività tra quelle normalmente erogate dalla biblioteca. Tra queste rientrano: prestito librario (nel 2019 sono stati 26.290 i movimenti registrati) e interbibliotecario, orientamento all’utenza per informazione e ricerca bibliografica, organizzazione di incontri di promozione alla lettura rivolti a bambini e adulti, attività di promozione del servizio bibliotecario e di promozione alla lettura rivolte agli studenti degli istituti scolastici del territorio, mostre tematiche, incontri con l’autore.

 

“Nonostante l’emergenza sanitaria la biblioteca di Jesolo non è andata “in ferie” ma al contrario continua a svolgere la sua importante attività di promozione della cultura tra i nostri cittadini. Certo sono cambiate le modalità, puntando su tecnologia e digitale ma non la sostanza – spiega l’assessore alla Cultura, Otello Bergamo. – Anche in questo momento di difficoltà restiamo convinti dell’importanza della conoscenza e dell’aiuto che la lettura e più in generale le attività culturali possono trasmettere alle persone. Il personale è al lavoro per essere vicino ai cittadini e continueremo sempre più e sempre meglio a coniugare tecnologia e cultura”.

Domenica 02 febbraio 2020 torna la #domenicalmuseo, iniziativa introdotta nel luglio del 2014, che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura dello Stato ogni prima domenica del mese.

 

Anche il Museo Nazionale Collezione Salce sarà aperto gratis per tutti dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30). Il pubblico potrà visitare la mostra “COLORE come ILLUSIONE. Pubblicità, grafica, manifesto” (aperta fino al 19 aprile 2020).

 

Nel rispetto degli standard di sicurezza, nel caso di notevole afflusso gli accessi saranno contingentati. Gli animali di piccola taglia, normalmente i benvenuti, unicamente in questa giornata non saranno ammessi.

 

 

Info

Museo Nazionale Collezione Salce
Via Carlo Alberto 31 – 3110 Treviso
+39 0422 591936
sito
facebook

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani invita ogni comunità educativa a promuovere azioni di pace in linea con il manifesto Eistein – Russel, promosso nel 1955. L’attuale crisi internazionale tra Iran e USA, accentuatasi con l’uccisione del generale Soleimani, le dichiarazioni del contrammiraglio iraniano Ali Shamkhani e la posizione di Donald Trump, i sempre più problematici scenari libici implicano una riflessione e un segnale da parte del mondo della scuola atto a sollecitare la classe politica e il mondo della cultura a intervenire al più presto con azioni incisive e moderatrici per arginare l’odio e scongiurare possibili scenari di guerra. 

 

Solo attraverso la ricerca assidua di possibili risoluzioni pacifiche si può determinare una concreta sopravvivenza del pianeta. Invitiamo i docenti, gli studenti e ogni componente della scuola a promuovere una catena della pace. 

 

Solidarietà, partecipazione, responsabilità, democrazia, diritti umani sono termini che hanno contraddistinto nel corso della storia le battaglie dell’uomo per il raggiungimento di una società più vivibile e civile.  

 

Risulta oggi attualissimo chiederci così come Einstein e Russel hanno fatto, attraverso il loro manifesto, se sia il caso di cominciare a “imparare a pensare in modo nuovo” e cioè domandarci: “Quali misure occorre adottare per impedire un conflitto armato il cui esito sarebbe catastrofico per tutti?”
La democrazia è una parola vuota se non intervengono azioni concrete da parte di tutte le componenti della società idonee a valorizzarla e renderla tangibile. Tanti filosofi, politologi hanno cercato nel corso degli anni di dare una definizione sempre più opportuna e corretta del termine, oggi abbiamo di fronte a noi la possibilità di superare la diversità in nome della comune appartenenza al genere umano. Prima che sia troppo tardi.    

Domani, domenica 1° dicembre, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. 

 

Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (al costo di 5 euro a persona, non è necessaria la prenotazione). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton, che consente alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato, poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton che successivamente l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

 

Visite guidate per gruppi su prenotazione.

Informazioni e costi: [email protected]

Riceviamo e pubblichiamo un commento dell’Assessore alle Identità e Tradizioni locali di Mogliano Veneto, Enrico Maria Pavan, in risposta al diniego di una scuola moglianese di allestire il tradizionale Presepe per non creare disagio ai bambini di diversa religione

 

“Indipendentemente da qualsiasi scelta didattica sia stata fatta penso sia giusto continuare ad allestire e far partecipare i bambini a questo momento di gioia e di festa, il Natale non è solamente la festa dei regali, ma un momento di condivisione, di amore, di fratellanza e di socialità.

 

Mi è stato riferito che la scuola comunque festeggerà il Natale ma allora proprio non riesco a capire il motivo per cui si sia scelto per esempio l’allestimento dell’albero di Natale e non del Presepe, qualora dovessero esserci dei problemi economici siamo pronti fin da subito ad aiutare la scuola con le spese di allestimento.

 

Io non voglio polemizzare, ma rispondo solo ai molti cittadini preoccupati che ci hanno segnalato il fatto, ai genitori della scuola che non hanno mai ricevuto un avviso del progetto didattico di cui si parla, e ai cittadini di Zerman legati alle radici, alle tradizioni locali e alle festività.

 

Per noi è un simbolo importante, nato da San Francesco di Assisi, figura cristiana che incarna tutti gli ideali di inclusione sociale, attenzione ai poveri e amore verso il prossimo, e la nostra volontà è quella di dare massima importanza e attenzione ai simboli della nostra storia, soprattutto quando questi non ledono la sensibilità di nessuno”.

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