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Pescatori di Pace: “Via il crocefisso dalle scuole? Manca cultura cristiana: propongo gite scolastiche a Medjugorje”

 

I Pescatori di Pace rispondono alla proposta del Ministro per l’Istruzione Fioramonti che chiede di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche. Il leader Lorenzo Damiano spiega: “L’ultima cosa di cui la scuola e gli studenti in genere hanno bisogno è togliere loro uno dei punti di riferimento della nostra vita. Il crocefisso che mi risulta non abbia mai nuociuto a nessuno, se non forse a chi è disturbato da qualche entità negativa, è da sempre uno dei simboli che caratterizzano l’identità della nostra bella Nazione. Gesù Cristo è guida nel nostro cammino, è vittoria del Bene sul Male, è luce. Togliere ai ragazzi la Sua presenza significa privarli di un esempio, di un sostegno e di una cultura che da sempre fa parte di noi. Fare una proposta del genere è quasi incappare nel Villipendio alla Nazione, perché significa non riconoscere uno dei costumi che  appartengono alla nostra Italia e al nostro popolo e che è il cristianesimo”.

 

Nelle sua invettiva i Pescatori di Pace con Gloria Callarelli sollevano una questione più profonda: “Forse il Ministro ha ragione: creare una mentalità diversa, oggi, è fondamentale ma anziché tornare indietro ai tempi della Pietra e delle religioni politeiste forse è il caso di spingere un progetto di evangelizzazione cristiana e cattolica che nei secoli tanto ha dato in termini di arte, valori e sensibilità umana e di cui oggi anche nel nostro Belpaese se ne sente la mancanza. È indispensabile a nostro avviso ricreare una forte cultura: prendiamo esempio dai Paesi dell’Est che addirittura basano il loro programma formativo scolastico sulla figura di Cristo, creando una forte unione all’interno della Nazione e un sentimento di forte identità popolare”.

 

Lorenzo Damiano ragiona sulla questione e chiude proponendo: “Faccio una proposta al Ministro e alle scuole tutte: in virtù di un’identità che ci unisce in tutta Italia, e che deve essere coltivata in nome di quanto i nostri Padri hanno fatto per noi, propongo nell’anno scolastico visite e pellegrinaggi a Medjugorje. Conoscente quanto adori questa terra: l’esperienza di alcune comunità, tra cui quelle di recupero di tossicodipendenti o dell’orfanotrofio, diventano d’insegnamento per i ragazzi. Un’esperienza che sarebbe al 100% formativa oltre che completa per la crescita e la fortificazione delle coscienze dei nostri giovani, troppo legate allo sballo e troppo poco al vero significato della vita. A quel punto, con un’esperienza di fede così forte nel cuore, allora magari si potrà pensare di far votare i giovani. Sono sicuro non sbaglierebbero certo a mettere la croce sul simbolo”.

Il sogno del volo, per l’uomo, si perde nella notte dei tempi, ma nessuno l’ha mai perseguito con più intensità e perseveranza di Leonardo da Vinci. Cinque secoli dopo, il genio toscano resta l’icona per eccellenza della creatività e dell’ingegno umani, con valori più che mai attuali. Ambientalista e animalista, artista, ingegnere e scienziato: Vez e Fablab Venezia hanno scelto di coinvolgere i bambini veneziani nel progetto leonardiano delle macchine volanti per sensibilizzarli, divertendosi, ai temi del riuso, della tecnologia e dell’arte.

 

Fablab Venezia Edu: l’ornitottero di Leonardo alla Biblioteca Civica VEZ di Mestre, martedì 1  ottobre17 – 19. Attorno al 1490, Leonardo da Vinci iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Comprese come volare, per l’uomo, non fosse un mistero, come consideravano i suoi contemporanei, bensì una scienza basata su un insieme di leggi come la statica, la fluidodinamica, l’ingegneria meccanica, l’anatomia umana, le proprietà e il comportamento dell’aria e dei venti. Capì che gli esseri umani sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente ali attaccate alle braccia. Quindi cominciò a pensare a un mezzo in cui l’aviatore fosse disteso su una sorta di guscio di noce, manovrando due grandi ali membranose con l’uso di pedali e leve. Nacque così l’ornitottero, una delle più famose macchine di Leonardo. Martedì 1 ottobre, alla Biblioteca Civica Vez di Mestre, dalle 17 alle 19, i bambini dai 9 agli 11 anni avranno la possibilità di sentirsi novelli Leonardo da Vinci grazie al progetto di Fablab Venezia Edu, che vuole incoraggiare comportamenti che valorizzino la creatività, il far da sé, la sperimentazione e la personalizzazione.

 

Per celebrare il 500° anniversario della morte del genio toscano e cominciare a conoscerne il pensiero quanto mai attuale, infatti, i bambini si cimenteranno nell’autoproduzione della macchina leonardesca dell’ornitottero. Infine, tutti potranno realizzare il proprio progetto personalizzato in legno tagliato al laser tramite l’utilizzo di macchinari di Fablab Venezia.

 

Il progetto leonardiano di Fablab Venezia Edu prosegue l’e il 15 ottobre sempre alla VEZ di Mestre, mentre il 10, il 17 e il 24 ottobre Fablab Edu sarà alla biblioteca di Marghera, dalle 16.30 alle 18.30.

Il Cantiere delle Famiglie è in continua evoluzione e il tuo contributo può fare la differenza
Vi/ti invitiamo ad un incontro aperto a tutta la cittadinanza venerdì 4 ottobre dalle 18:00 alle 20:00 in Biblioteca a Preganziol (piazzetta Ronfini 1) per conoscerci, scambiarci idee e progettare insieme il futuro di questo progetto.

 

 

Cos’è il Cantiere delle Famiglie?

Un grande contenitore: Il Cantiere delle Famiglie nasce nel 2012 dalla volontà del Comune di Preganziol di offrire ai cittadini del territorio un macro-contenitore in cui far afferire idee e progettualità.
Attenzione al sociale: Le progettualità del Cantiere mirano a ritessere socialità, creare occasioni di incontro, supporto e solidarietà a partire dai bisogni, i desideri e i sogni di tutti.
Lavoro di rete: Il percorso ha avuto, e mantiene tuttora, l’obiettivo di supportare e far emergere tutti quei gruppi formali e informali che costituiscono risorsa per il territorio di Preganziol; offrendo loro supporto tecnico/organizzativo e,laddove possibile, creando sinergie e collegamenti tra le diverse realtà esistenti.

Verrà offerto ai partecipanti un’aperitivo!

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vedi pagina web e orari della biblioteca

Nell’inimitabile cornice della Libreria Acqua Alta, Emanuele Termini, accompagnato da Claudio Dell’Orso, porterà i lettori sulle tracce dell’anarchico georgiano che sbarca in Italia sulla via per raggiungere Berlino. L’autore, riprendendo l’indagine giornalistica di Gustavo Traglia negli anni Cinquanta, racconta il suo avvincente viaggio-indagine sulle tracce di Stalin, nel 1907, anno in cui si narra che, partito da Odessa sia arrivato a Berlino per raggiungere di nascosto Lenin, passando per Ancona e Venezia appunto.

 

E proprio la città della laguna è co-protagonista di quasi tutto il testo, a partire proprio dalla Libreria Acqua Alta (da cui parte l’intera indagine di Termini).

 

«Quando Venezia e la luna si arrabbiano i turisti se ne vanno in terraferma; restano le gondole a dondolare, e la rabbia e il coraggio di chi deve convivere con luna e maree».

Odessa, Ancona, Venezia e forse Berlino.

Un viaggio indagine sulle tracce di Josif/Soso/Koba/David/Ivanovič/Bešosvili/Stalin.

Accadde nei primi mesi del 1907. Secondo la leggenda, l’allora ventinovenne Josif Vissarionovič Džugašvili (il futuro

Stalin) soggiornò nella laguna veneta, ospite dei mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni. Le delicate

implicazioni rispetto al futuro del Partito che guidò la Rivoluzione Russa del 1917, furono il motivo per cui quel viaggio

doveva rimanere segreto.

Negli anni Cinquanta il giornalista italiano Gustavo Traglia, forse troppo presto per la Storia, cercò di scoprire le

motivazioni che portarono il leader bolscevico in Europa ma la pubblicazione delle sue ricerche fu ostacolata.

Oggi, a oltre cinquant’anni dal lavoro di Traglia con questo libro Emanuele Termini riprende a frugare nel passato del

giovane anarchico georgiano. Indaga, insegue le tracce e i tanti pseudonimi che Josif dissemina lungo il suo cammino,

accede all’archivio di Traglia, incontra persone che prima di lui hanno raccolto indizi, rintraccia le fonti, e passo dopo

passo scopre che si tratta di fatti realmente accaduti.

Il viaggio che Stalin compie passando da Venezia per raggiungere Berlino, e Lenin, ha un che di rocambolesco, davvero

ai limiti della leggenda: infatti prima si imbarca come clandestino nella sala macchine di un cargo che trasporta grano

da Odessa fino ad Ancona, poi con l’aiuto degli anarchici anconetani arriva a Venezia e si presenta alla soglia del

monastero di San Lazzaro degli Armeni da dove poi infine si allontana clandestinamente per riapparire a Londra

qualche mese dopo.

A rendere però più che plausibile questo viaggio, ecco l’intervista di Emil Ludwig nel 1931 al Segretario generale del

Partito comunista dell’Unione Sovietica al Cremlino, riportata nel testo di Termini.

«Diverse furono le domande scomode che Ludwig rivolse al dittatore e quando gli chiese un parere in merito

“all’amore tipicamente tedesco per l’ordine, più sviluppato dell’amore per la libertà”, Stalin rispose con un aneddoto

vissuto in prima persona: “Quando nel 1907 mi capitò di trovarmi a Berlino…»

Emanuele Termini, inseguendo Stalin scopre e descrive anche alcuni degli angoli più belli di Venezia; una città dove

ancora oggi, a più di cento anni da quell’inverno del 1907, quando si dice Bepi del Giasso si parla di Josif Vissarionovič

Džugašvili: Stalin.

L’AUTORE: Emanuele Termini è nato, vive e lavora in Friuli Venezia Giulia. Si è laureato in Lettere all’Università degli

Studi di Udine. Questo è il suo esordio letterario.

 

 

Alla Fondazione Benetton una giornata dedicata a consumo di suolo e rigenerazione urbana

Dopo Bari, Firenze e Roma, ZEROISMORE arriva a Treviso. Il ciclo di conferenze di presentazione, dibattito e implementazione del disegno di legge nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana terrà il suo quarto appuntamento venerdì 27 settembre nella città veneta, alla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a partire dalle 10.00.

 

ZEROISMORE è organizzato dall’associazione TES (Transizione ecologica solidale), presieduta dal deputato ed ex ministro dell’Ambiente e della Giustizia Andrea Orlando, impegnata da un anno e mezzo a sostenere e promuovere il dibattito sugli strumenti necessari per un cambiamento del modello di produzione improntato al riuso piuttosto che al consumo, che allo stesso tempo tuteli e salvaguardi le esigenze delle fasce più deboli di popolazione. ZEROISMORE applica questo modello alla questione che riguarda il consumo di suolo: la bozza di disegno di legge di rango nazionale, che contiene strumenti e misure che incentivano la rigenerazione urbana e portano a raggiungere gli obiettivi fissati dall’agenda europea 2030 per il consumo di suolo, viene portata sui territori per ricevere dagli stakeholder territoriali suggerimenti e proposte utili al suo aggiornamento e alla sua calibratura.

 

Alla “tappa” di Treviso di ZEROISMORE interverranno tra gli altri Antonio Misiani, viceministro dell’Economia; Michele Munafò, ricercatore e curatore del rapporto ISPRA 2019; Silvia Viviani, vicepresidente di TES; Laura Fregolent (presidente sezione Veneto Istituto Nazionale di Urbanistica/Università IUAV); Stefano Salata (Centro di Ricerca sui Consumi di suolo); Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche; il regista Dimitri Feltrin; Marzio Favero, sindaco di Montebelluna; Matteo Favero, presidente di Globe Italia. Parteciperanno al dibattito i rappresentanti di ordini professionali, associazioni, organizzazioni sindacali.

 

Ludovica Marinaro, curatrice di ZEROISMORE, sottolinea la peculiarità e l’importanza del dibattito in Veneto: “Si tratta della Regione tra le poche in Italia che ha legiferato in materia di contenimento di consumo di suolo ma che si pone tra le prime in classifica per il consumo di suolo in aree protette (3,8% della superficie totale), in aree soggette a vincolo paesaggistico (9,8%), in zone a pericolosità sismica elevata (12,8%) e in generale è la prima regione come incremento di consumo in termini assoluti (tra il 2017 e il 2018 è aumentato di 867 ettari)”. Proprio il rapporto tra legge regionale veneta e futura legge quadro nazionale saranno tra i temi al centro di ZEROISMORE a Treviso, assieme alla relazione tra consumo di suolo e sviluppo industriale e delle infrastrutture.

 

Torna anche quest’anno Spinea è un Ponte, l’iniziativa del Tavolo per la Pace e la Nonviolenza di Spinea in collaborazione con il CISM Spinea ONLUS per la promozione della cultura delle differenze e dell’inclusione sociale attraverso lo sport, la festa e il divertimento, la cultura, la musica.

 

Quest’anno l’evento si comporrà di tre giornate che inizieranno domani, venerdì 13 alle 20. 45 in Oratorio SS. Vito e Modesto, dove si terrà la conferenza “Africa e mediterraneo”. Ai saluti istituzionali, seguiranno gli interventi di don Riccardo Zanchin, parroco di SS. Vito e Modesto (a raccontare la sua esperienza in Ciad), Ivana Maria Padoan, Presidente del Cestudir – Centro Studi sui Diritti Umani dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Laurent Luboya, un membro dell’Equipaggio di terra di Mediterranea – Saving Humans Venezia, l’ONG che salva naufraghi in Mediterraneo. Modera l’incontro lo scrittore Enrico Cerni.

 

Sabato 14, alle 15, si terrà invece il 3° torneo Multietnico, in Campo Federale di via Unità, tra Senegal e Marocco.

 

In chiusura, domenica 15 dalle 15.30 in Parco Nuove Gemme, la 21° Festa Multietnica. Come da tradizione, si inizierà alle 15 con la Sfilata dei Popoli da SS. Vito e Modesto per inaugurare la Festa al Parco Nuove Gemme alle 15.30 e dalle 16.00 il concerto dei Soul Liberation Cultural Gospel.

 

Nell’arco della giornata ci saranno danze orientali e popolari, banchetti e laboratori creativi e tenda del tè a cura di CISM Spinea.

 

Questi eventi vogliono ancora una volta favorire l’incontro con l’altro per scoprirne e apprezzarne la cultura e favorire la convivenza civile. Un’occasione di incontro e di apprendimento reciproco, volte a favorire l’inclusione e lo scambio interculturale, perché la sicurezza parte da “un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”, come afferma il nostro Presidente della Repubblica.

 

 

    

Il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso organizza per il mese di settembre un ciclo di tre visite guidate tematiche alla mostra “Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio”, allestita fino al 13 ottobre 2019.
L’iniziativa è a cura del personale del Museo.

 

La visita guidata, destinata a un pubblico adulto, si propone di approfondire alcuni temi legati alla produzione del cartellonista, illustratore e pittore Leopoldo Metlicovitz (Trieste 1868 – Ponte Lambro 1944), dialogando con le opere esposte in mostra.

 

 

Calendario

Mercoledì 11 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E LA MODA. Cartelloni aristocratici per un pubblico di Grandi Magazzini

Dopo una breve introduzione sulla nascita del grande magazzino in Italia, verranno prese in rassegna le celebri affiches create da Metlicovitz per l’azienda napoletana dei fratelli Mele, all’insegna del “massimo buon mercato”. Fin dal 1890 la ditta Mele si affiderà per la propria promozione all’affissione murale di elevata qualità, garantita dallo stabilimento cromolitografico Ricordi di Milano. Anche Metlicovitz verrà ampiamente coinvolto in questa operazione di pre-marketing.

 

Mercoledì 18 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E L’OPERA. I manifesti musicali per Casa Ricordi

Grazie a Giulio Ricordi, patron dell’omonima azienda e melomane convinto, Metlicovitz si accosta al mondo della musica: avrà modo di conoscere i grandi compositori dell’epoca (compresi Verdi e Puccini). A lui il compito di pubblicizzare i debutti di opere divenute poi “classici” della lirica italiana, da Madama Butterfly (1904) a Turandot (1926). La visita guidata alternerà l’illustrazione dei celebri cartelloni “musicali” all’ascolto di brani d’opera e operetta.

 

Mercoledì 25 settembre, ore 15.30

METLICOVITZ E IL PROGRESSO. Creare nuovi bisogni, vendere nuovi prodotti

Tra fine Ottocento e inizio Novecento, sviluppo industriale e innovazioni tecnologiche rivoluzioneranno gli stili di vita di ampi strati della società. Tra le creazioni Metlicovitz, numerose quelle ideate per promuovere i più moderni prodotti: dalla piccola lampadina a bulbo (Tantal Lampe 1908-10), ai ritrovati dell’industria chimica (Sunlight Sapone 1910-12) e alimentare (Vero estratto di carne Liebig 1911). Non mancherà l’illustrazione del celebre cartellone ideato per l’Esposizione milanese del 1906, dedicato all’inaugurazione del traforo del Sempione.

 

 

Info utili

La prenotazione è obbligatoria a[email protected] | 0422.591936 – (max 20 persone)

Durata: 60′

Costo: attività gratuita + biglietto ingresso (€8 intero | €4 ridotto | €2 giovani dai 18 ai 25 anni)

Indirizzo: via Carlo Alberto, 31 – 3110 Treviso
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Settembre andiamo, è tempo di migrare… scriveva il poeta Gabriele d’Annunzio nella sua lirica dedicata a I Pastori d’Abruzzo. Nel settembre del 1919 fu lui a lasciare Venezia e partire, insieme a un folto gruppo di volontari patrioti, per l’impresa di Fiume.

 

Il giovanissimo studente napoletano Giuseppe Moscati corse ad arruolarsi ed ebbe dal Comandante compiti importanti, tra i quali quello di annotare tutto ciò che accadde durante i quindici mesi gloriosi, e ingloriosi, dell’impresa di Fiume.

 

Dieci anni dopo quel Natale di sangue del 1920 scrisse il libro Le cinque giornate di Fiume con dedica e avvallo del Comandante D’Annunzio.

 

La nipote Silvia Moscati, oggi cittadina moglianese, ha riscritto quella storia di una parte d’Italia dimenticata e sconosciuta ai più.

 

Lunedì 9 settembre, alle 18.30, presso la sala consiliare del Comune di Mogliano Veneto in Piazza Caduti, 8, Silvia Moscati (giornalista e scrittrice) presenterà il suo libro Le cinque giornate di Fiume.

 

L’evento vedrà la presentazione e introduzione del vicesindaco e assessore alla Cultura Giorgio Copparoni.

 

 

 

Tornano a Treviso a settembre e a ottobre due nuovi appuntamenti dedicati alla lingua inglese

 

Per il sesto anno consecutivo, il 21-22 settembre e il 5-6 ottobre si terrà a Treviso (precisamente in via Castagnole 1, Ponzano Veneto) una nuova edizione di “Code-Switching. Il Seminario di Inglese per lo Sviluppo del Bilinguismo”.

 

Presentato dalla sua creatrice, la ricercatrice e linguista Fabrizia Zorzenon, Code-Switching è un percorso di due giorni unico nel suo genere che oltre a insegnare la lingua inglese (anche a chi parte da un livello base) fornisce un metodo che consente a chiunque (e in poco tempo) di diventare un perfetto bilingue, qualsiasi sia l’età e con uno studio per lo più da autodidatta.

 

Ricercare Per Imparare

Code-Switching nasce infatti dall’applicazione pratica alla lingua inglese del Metodo Frau Zorzenon. D’ispirazione montessoriana, questo metodo affronta lo studio della lingua a partire non dalla grammatica ma da quei fattori che sono invece chiave per lo sviluppo del madrelinguismo, vale a dire Cultura e Suono. “Quando nasciamo – spiega Fabrizia – non veniamo al mondo con la madrelingua preinstallata. Di madrelingua noi lo diventiamo solo una volta nati e per semplice osmosi. Di questo ne parlava Noam Chomsky già negli anni 50 quando spiegava che l’essere umano possiede il dono congenito di imparare una qualsiasi lingua semplicemente rielaborando ciò che i sensi sono stati prima in grado di catturare, e quindi senza che nessuno gli spieghi la grammatica. Non è infatti un caso se questa viene studiata a scuola solo a partire dalla terza e quarta elementare, quando la lingua è un fatto ormai acquisito e la grammatica diventa quello strumento necessario a perfezionare una lingua che lo studente è però in grado di parlare. Questo fatto è un fatto oggettivo ed è valido tanto per la madrelingua quanto per tutte le altre”.

 

Come ci tiene comunque a precisare Frau Zorzenon, ideatrice del metodo e fondatrice di “Ricercare Per Imparare”, una scuola di lingue specializzata proprio per lo sviluppo del bilinguismo, “non è che nei nostri corsi di inglese e tedesco la grammatica non venga affrontata, anzi! Questa viene però studiata solo a tempo debito e non a memoria. Soprattutto quando si ha a che fare con lingue appartenenti a ceppi linguistici differente da quello proprio di origine, è infatti impensabile che lo studente possa comprendere realmente la grammatica se non lo si è messo nelle condizioni di capire la lingua sia a livello di suoni che di pensiero. Viceversa, partire da quest’ultimi offre un vantaggio non da poco, non solo perché ti permette di appropriarti della grammatica con estrema facilità e velocità, ma perché ti consente anche di raggiungere un livello di consapevolezza tale che parlare quella lingua diventa poi un fatto automatico”.

 

Con il Metodo Frau Zorzenon, diventare bilingue è quindi un obiettivo alla portata di tutti, che si può ottenere in poco tempo e con un impegno giornaliero di soli 30 minuti. “Per la lingua inglese – spiega Fabrizia – 24/26 settimane sono più che sufficienti per sbloccare il parlato e mandare in automatico l’apprendimento della lingua, anche se si parte da un livello base e si è over 50.

 

La novità 2019

Ma la vera grande novità di questa edizione 2019 è l’accesso a Code-Switching Online, un’accademia web inaugurata lo scorso febbraio e che a oggi conta più di 300 alunni che hanno colto al balzo questa opportunità e sono riusciti a chiudere definitivamente il cerchio con la lingua inglese. Come racconta Luca, un giovane designer di Milano di 38 anni, “Code-Switching mi ha dato il coraggio che cercavo per trasferirmi negli States e realizzare il mio sogno. Dopo solo quattro mesi di corso sono partito per New York e appena atterrato mi sono subito reso conto del salto di qualità che avevo fatto: le orecchie si sono aperte e con molta serenità ho iniziato a comprendere e parlare. Naturalmente il lavoro non è ancora finito ma questo non mi spaventa perché adesso so cosa devo fare e ciò di cui ho bisogno per crescere sempre di più”.

 

Simile è anche l’esperienza di Livio (75 anni) che, con due giorni di seminario e un anno di studio da autodidatta, vive oggi a Londra, più in forma che mai: “La bellezza del seminario sta nel fatto che in un fine settimana hai l’opportunità di sperimentare concretamente il metodo e toccare con mano che cosa significa diventare bilingue. La parte più bella è proprio quella finale quando, con la Traduzione Simultanea, ti rendi conto che sei già in grado di switchare da una lingua all’altra! Direi un ottimo risultato, soprattutto perché il mio livello di partenza era davvero base!”

Domenica 1° settembre, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (costo 5 euro a persona). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato . intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.
Le opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton, che consente alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato, poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton che successivamente l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

 

 

Informazioni e costi sulle visite guidate per gruppi su prenotazione: [email protected]
Per maggiori informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche: tel. 0422.5121, [email protected], www.fbsr.it

 

Photo Credits: Corrado Piccoli

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