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Domani, domenica 1° dicembre, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. 

 

Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (al costo di 5 euro a persona, non è necessaria la prenotazione). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton, che consente alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato, poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton che successivamente l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

 

Visite guidate per gruppi su prenotazione.

Informazioni e costi: [email protected]

Riceviamo e pubblichiamo un commento dell’Assessore alle Identità e Tradizioni locali di Mogliano Veneto, Enrico Maria Pavan, in risposta al diniego di una scuola moglianese di allestire il tradizionale Presepe per non creare disagio ai bambini di diversa religione

 

“Indipendentemente da qualsiasi scelta didattica sia stata fatta penso sia giusto continuare ad allestire e far partecipare i bambini a questo momento di gioia e di festa, il Natale non è solamente la festa dei regali, ma un momento di condivisione, di amore, di fratellanza e di socialità.

 

Mi è stato riferito che la scuola comunque festeggerà il Natale ma allora proprio non riesco a capire il motivo per cui si sia scelto per esempio l’allestimento dell’albero di Natale e non del Presepe, qualora dovessero esserci dei problemi economici siamo pronti fin da subito ad aiutare la scuola con le spese di allestimento.

 

Io non voglio polemizzare, ma rispondo solo ai molti cittadini preoccupati che ci hanno segnalato il fatto, ai genitori della scuola che non hanno mai ricevuto un avviso del progetto didattico di cui si parla, e ai cittadini di Zerman legati alle radici, alle tradizioni locali e alle festività.

 

Per noi è un simbolo importante, nato da San Francesco di Assisi, figura cristiana che incarna tutti gli ideali di inclusione sociale, attenzione ai poveri e amore verso il prossimo, e la nostra volontà è quella di dare massima importanza e attenzione ai simboli della nostra storia, soprattutto quando questi non ledono la sensibilità di nessuno”.

Dopo la bella serata dedicata al gatto, grazie alla bravura del Dott. Cattarossi veterinario con clinica a Casale e residente a Conscio, venerdì 29 novembre “Consciamente” ospiterà una serata dedicata ai libri. Sarà una piacevole conversazione con la scrittrice moglianese Monica Tessarin.

 

Un’occasione un po’ diversa e gradevole per riflettere e conoscere.

Segue alle 19.30 l’immancabile spritz per tutti.

 

Domenica 15 dicembre, alle ore 18.30, la Elle Galleria d’arte di Preganziol (via Saragat 13/A) ospita un grande evento artistico-culturale. Presente direttamente dal film Odissea nell’Ospizio della regia di Jerry Calà, l’attore e artista Mauro Di Francesco. In Galleria una mini personale di 10 opere di Mauro Di Francesco e due opere fotografiche dello storico inviato di Striscia la Notizia, Max Laudadio.

 

Esporranno anche i pittori Elena Giannotta, Franco Brighenti e Gianluigi Zamagna.
Presenterà il prof. Jacopo Abic docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Venezia.

 

   

Pescatori di Pace: “Via il crocefisso dalle scuole? Manca cultura cristiana: propongo gite scolastiche a Medjugorje”

 

I Pescatori di Pace rispondono alla proposta del Ministro per l’Istruzione Fioramonti che chiede di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche. Il leader Lorenzo Damiano spiega: “L’ultima cosa di cui la scuola e gli studenti in genere hanno bisogno è togliere loro uno dei punti di riferimento della nostra vita. Il crocefisso che mi risulta non abbia mai nuociuto a nessuno, se non forse a chi è disturbato da qualche entità negativa, è da sempre uno dei simboli che caratterizzano l’identità della nostra bella Nazione. Gesù Cristo è guida nel nostro cammino, è vittoria del Bene sul Male, è luce. Togliere ai ragazzi la Sua presenza significa privarli di un esempio, di un sostegno e di una cultura che da sempre fa parte di noi. Fare una proposta del genere è quasi incappare nel Villipendio alla Nazione, perché significa non riconoscere uno dei costumi che  appartengono alla nostra Italia e al nostro popolo e che è il cristianesimo”.

 

Nelle sua invettiva i Pescatori di Pace con Gloria Callarelli sollevano una questione più profonda: “Forse il Ministro ha ragione: creare una mentalità diversa, oggi, è fondamentale ma anziché tornare indietro ai tempi della Pietra e delle religioni politeiste forse è il caso di spingere un progetto di evangelizzazione cristiana e cattolica che nei secoli tanto ha dato in termini di arte, valori e sensibilità umana e di cui oggi anche nel nostro Belpaese se ne sente la mancanza. È indispensabile a nostro avviso ricreare una forte cultura: prendiamo esempio dai Paesi dell’Est che addirittura basano il loro programma formativo scolastico sulla figura di Cristo, creando una forte unione all’interno della Nazione e un sentimento di forte identità popolare”.

 

Lorenzo Damiano ragiona sulla questione e chiude proponendo: “Faccio una proposta al Ministro e alle scuole tutte: in virtù di un’identità che ci unisce in tutta Italia, e che deve essere coltivata in nome di quanto i nostri Padri hanno fatto per noi, propongo nell’anno scolastico visite e pellegrinaggi a Medjugorje. Conoscente quanto adori questa terra: l’esperienza di alcune comunità, tra cui quelle di recupero di tossicodipendenti o dell’orfanotrofio, diventano d’insegnamento per i ragazzi. Un’esperienza che sarebbe al 100% formativa oltre che completa per la crescita e la fortificazione delle coscienze dei nostri giovani, troppo legate allo sballo e troppo poco al vero significato della vita. A quel punto, con un’esperienza di fede così forte nel cuore, allora magari si potrà pensare di far votare i giovani. Sono sicuro non sbaglierebbero certo a mettere la croce sul simbolo”.

Il sogno del volo, per l’uomo, si perde nella notte dei tempi, ma nessuno l’ha mai perseguito con più intensità e perseveranza di Leonardo da Vinci. Cinque secoli dopo, il genio toscano resta l’icona per eccellenza della creatività e dell’ingegno umani, con valori più che mai attuali. Ambientalista e animalista, artista, ingegnere e scienziato: Vez e Fablab Venezia hanno scelto di coinvolgere i bambini veneziani nel progetto leonardiano delle macchine volanti per sensibilizzarli, divertendosi, ai temi del riuso, della tecnologia e dell’arte.

 

Fablab Venezia Edu: l’ornitottero di Leonardo alla Biblioteca Civica VEZ di Mestre, martedì 1  ottobre17 – 19. Attorno al 1490, Leonardo da Vinci iniziò gli studi sul volo degli uccelli. Comprese come volare, per l’uomo, non fosse un mistero, come consideravano i suoi contemporanei, bensì una scienza basata su un insieme di leggi come la statica, la fluidodinamica, l’ingegneria meccanica, l’anatomia umana, le proprietà e il comportamento dell’aria e dei venti. Capì che gli esseri umani sono troppo pesanti e non abbastanza forti per volare usando semplicemente ali attaccate alle braccia. Quindi cominciò a pensare a un mezzo in cui l’aviatore fosse disteso su una sorta di guscio di noce, manovrando due grandi ali membranose con l’uso di pedali e leve. Nacque così l’ornitottero, una delle più famose macchine di Leonardo. Martedì 1 ottobre, alla Biblioteca Civica Vez di Mestre, dalle 17 alle 19, i bambini dai 9 agli 11 anni avranno la possibilità di sentirsi novelli Leonardo da Vinci grazie al progetto di Fablab Venezia Edu, che vuole incoraggiare comportamenti che valorizzino la creatività, il far da sé, la sperimentazione e la personalizzazione.

 

Per celebrare il 500° anniversario della morte del genio toscano e cominciare a conoscerne il pensiero quanto mai attuale, infatti, i bambini si cimenteranno nell’autoproduzione della macchina leonardesca dell’ornitottero. Infine, tutti potranno realizzare il proprio progetto personalizzato in legno tagliato al laser tramite l’utilizzo di macchinari di Fablab Venezia.

 

Il progetto leonardiano di Fablab Venezia Edu prosegue l’e il 15 ottobre sempre alla VEZ di Mestre, mentre il 10, il 17 e il 24 ottobre Fablab Edu sarà alla biblioteca di Marghera, dalle 16.30 alle 18.30.

Il Cantiere delle Famiglie è in continua evoluzione e il tuo contributo può fare la differenza
Vi/ti invitiamo ad un incontro aperto a tutta la cittadinanza venerdì 4 ottobre dalle 18:00 alle 20:00 in Biblioteca a Preganziol (piazzetta Ronfini 1) per conoscerci, scambiarci idee e progettare insieme il futuro di questo progetto.

 

 

Cos’è il Cantiere delle Famiglie?

Un grande contenitore: Il Cantiere delle Famiglie nasce nel 2012 dalla volontà del Comune di Preganziol di offrire ai cittadini del territorio un macro-contenitore in cui far afferire idee e progettualità.
Attenzione al sociale: Le progettualità del Cantiere mirano a ritessere socialità, creare occasioni di incontro, supporto e solidarietà a partire dai bisogni, i desideri e i sogni di tutti.
Lavoro di rete: Il percorso ha avuto, e mantiene tuttora, l’obiettivo di supportare e far emergere tutti quei gruppi formali e informali che costituiscono risorsa per il territorio di Preganziol; offrendo loro supporto tecnico/organizzativo e,laddove possibile, creando sinergie e collegamenti tra le diverse realtà esistenti.

Verrà offerto ai partecipanti un’aperitivo!

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vedi pagina web e orari della biblioteca

Nell’inimitabile cornice della Libreria Acqua Alta, Emanuele Termini, accompagnato da Claudio Dell’Orso, porterà i lettori sulle tracce dell’anarchico georgiano che sbarca in Italia sulla via per raggiungere Berlino. L’autore, riprendendo l’indagine giornalistica di Gustavo Traglia negli anni Cinquanta, racconta il suo avvincente viaggio-indagine sulle tracce di Stalin, nel 1907, anno in cui si narra che, partito da Odessa sia arrivato a Berlino per raggiungere di nascosto Lenin, passando per Ancona e Venezia appunto.

 

E proprio la città della laguna è co-protagonista di quasi tutto il testo, a partire proprio dalla Libreria Acqua Alta (da cui parte l’intera indagine di Termini).

 

«Quando Venezia e la luna si arrabbiano i turisti se ne vanno in terraferma; restano le gondole a dondolare, e la rabbia e il coraggio di chi deve convivere con luna e maree».

Odessa, Ancona, Venezia e forse Berlino.

Un viaggio indagine sulle tracce di Josif/Soso/Koba/David/Ivanovič/Bešosvili/Stalin.

Accadde nei primi mesi del 1907. Secondo la leggenda, l’allora ventinovenne Josif Vissarionovič Džugašvili (il futuro

Stalin) soggiornò nella laguna veneta, ospite dei mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni. Le delicate

implicazioni rispetto al futuro del Partito che guidò la Rivoluzione Russa del 1917, furono il motivo per cui quel viaggio

doveva rimanere segreto.

Negli anni Cinquanta il giornalista italiano Gustavo Traglia, forse troppo presto per la Storia, cercò di scoprire le

motivazioni che portarono il leader bolscevico in Europa ma la pubblicazione delle sue ricerche fu ostacolata.

Oggi, a oltre cinquant’anni dal lavoro di Traglia con questo libro Emanuele Termini riprende a frugare nel passato del

giovane anarchico georgiano. Indaga, insegue le tracce e i tanti pseudonimi che Josif dissemina lungo il suo cammino,

accede all’archivio di Traglia, incontra persone che prima di lui hanno raccolto indizi, rintraccia le fonti, e passo dopo

passo scopre che si tratta di fatti realmente accaduti.

Il viaggio che Stalin compie passando da Venezia per raggiungere Berlino, e Lenin, ha un che di rocambolesco, davvero

ai limiti della leggenda: infatti prima si imbarca come clandestino nella sala macchine di un cargo che trasporta grano

da Odessa fino ad Ancona, poi con l’aiuto degli anarchici anconetani arriva a Venezia e si presenta alla soglia del

monastero di San Lazzaro degli Armeni da dove poi infine si allontana clandestinamente per riapparire a Londra

qualche mese dopo.

A rendere però più che plausibile questo viaggio, ecco l’intervista di Emil Ludwig nel 1931 al Segretario generale del

Partito comunista dell’Unione Sovietica al Cremlino, riportata nel testo di Termini.

«Diverse furono le domande scomode che Ludwig rivolse al dittatore e quando gli chiese un parere in merito

“all’amore tipicamente tedesco per l’ordine, più sviluppato dell’amore per la libertà”, Stalin rispose con un aneddoto

vissuto in prima persona: “Quando nel 1907 mi capitò di trovarmi a Berlino…»

Emanuele Termini, inseguendo Stalin scopre e descrive anche alcuni degli angoli più belli di Venezia; una città dove

ancora oggi, a più di cento anni da quell’inverno del 1907, quando si dice Bepi del Giasso si parla di Josif Vissarionovič

Džugašvili: Stalin.

L’AUTORE: Emanuele Termini è nato, vive e lavora in Friuli Venezia Giulia. Si è laureato in Lettere all’Università degli

Studi di Udine. Questo è il suo esordio letterario.

 

 

Alla Fondazione Benetton una giornata dedicata a consumo di suolo e rigenerazione urbana

Dopo Bari, Firenze e Roma, ZEROISMORE arriva a Treviso. Il ciclo di conferenze di presentazione, dibattito e implementazione del disegno di legge nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana terrà il suo quarto appuntamento venerdì 27 settembre nella città veneta, alla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a partire dalle 10.00.

 

ZEROISMORE è organizzato dall’associazione TES (Transizione ecologica solidale), presieduta dal deputato ed ex ministro dell’Ambiente e della Giustizia Andrea Orlando, impegnata da un anno e mezzo a sostenere e promuovere il dibattito sugli strumenti necessari per un cambiamento del modello di produzione improntato al riuso piuttosto che al consumo, che allo stesso tempo tuteli e salvaguardi le esigenze delle fasce più deboli di popolazione. ZEROISMORE applica questo modello alla questione che riguarda il consumo di suolo: la bozza di disegno di legge di rango nazionale, che contiene strumenti e misure che incentivano la rigenerazione urbana e portano a raggiungere gli obiettivi fissati dall’agenda europea 2030 per il consumo di suolo, viene portata sui territori per ricevere dagli stakeholder territoriali suggerimenti e proposte utili al suo aggiornamento e alla sua calibratura.

 

Alla “tappa” di Treviso di ZEROISMORE interverranno tra gli altri Antonio Misiani, viceministro dell’Economia; Michele Munafò, ricercatore e curatore del rapporto ISPRA 2019; Silvia Viviani, vicepresidente di TES; Laura Fregolent (presidente sezione Veneto Istituto Nazionale di Urbanistica/Università IUAV); Stefano Salata (Centro di Ricerca sui Consumi di suolo); Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche; il regista Dimitri Feltrin; Marzio Favero, sindaco di Montebelluna; Matteo Favero, presidente di Globe Italia. Parteciperanno al dibattito i rappresentanti di ordini professionali, associazioni, organizzazioni sindacali.

 

Ludovica Marinaro, curatrice di ZEROISMORE, sottolinea la peculiarità e l’importanza del dibattito in Veneto: “Si tratta della Regione tra le poche in Italia che ha legiferato in materia di contenimento di consumo di suolo ma che si pone tra le prime in classifica per il consumo di suolo in aree protette (3,8% della superficie totale), in aree soggette a vincolo paesaggistico (9,8%), in zone a pericolosità sismica elevata (12,8%) e in generale è la prima regione come incremento di consumo in termini assoluti (tra il 2017 e il 2018 è aumentato di 867 ettari)”. Proprio il rapporto tra legge regionale veneta e futura legge quadro nazionale saranno tra i temi al centro di ZEROISMORE a Treviso, assieme alla relazione tra consumo di suolo e sviluppo industriale e delle infrastrutture.

 

Torna anche quest’anno Spinea è un Ponte, l’iniziativa del Tavolo per la Pace e la Nonviolenza di Spinea in collaborazione con il CISM Spinea ONLUS per la promozione della cultura delle differenze e dell’inclusione sociale attraverso lo sport, la festa e il divertimento, la cultura, la musica.

 

Quest’anno l’evento si comporrà di tre giornate che inizieranno domani, venerdì 13 alle 20. 45 in Oratorio SS. Vito e Modesto, dove si terrà la conferenza “Africa e mediterraneo”. Ai saluti istituzionali, seguiranno gli interventi di don Riccardo Zanchin, parroco di SS. Vito e Modesto (a raccontare la sua esperienza in Ciad), Ivana Maria Padoan, Presidente del Cestudir – Centro Studi sui Diritti Umani dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Laurent Luboya, un membro dell’Equipaggio di terra di Mediterranea – Saving Humans Venezia, l’ONG che salva naufraghi in Mediterraneo. Modera l’incontro lo scrittore Enrico Cerni.

 

Sabato 14, alle 15, si terrà invece il 3° torneo Multietnico, in Campo Federale di via Unità, tra Senegal e Marocco.

 

In chiusura, domenica 15 dalle 15.30 in Parco Nuove Gemme, la 21° Festa Multietnica. Come da tradizione, si inizierà alle 15 con la Sfilata dei Popoli da SS. Vito e Modesto per inaugurare la Festa al Parco Nuove Gemme alle 15.30 e dalle 16.00 il concerto dei Soul Liberation Cultural Gospel.

 

Nell’arco della giornata ci saranno danze orientali e popolari, banchetti e laboratori creativi e tenda del tè a cura di CISM Spinea.

 

Questi eventi vogliono ancora una volta favorire l’incontro con l’altro per scoprirne e apprezzarne la cultura e favorire la convivenza civile. Un’occasione di incontro e di apprendimento reciproco, volte a favorire l’inclusione e lo scambio interculturale, perché la sicurezza parte da “un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”, come afferma il nostro Presidente della Repubblica.

 

 

    

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