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Il tema della luce illuminerà la notte bianca

 

Si terrà venerdì prossimo, 7 giugno, la quarta edizione de “La Lunga Notte delle Chiese”, una ‘notte bianca’ che si svolge all’interno dei luoghi di culto e che tra riflessione e spiritualità propone momenti di cultura, arte, musica e teatro.

 

L’iniziativa avrà per la prima volta un tema ufficiale: la luce.

 

“È un’indicazione che offriamo per arricchire il progetto di nuove proposte – ha spiegato Casagrande –, su un aspetto che potrà essere sviluppato nelle sue molteplici sfumature e declinazioni: luce come speranza e presenza di Dio, ma anche luce nell’architettura dei luoghi di culto e non ultimo un progetto di cooperazione con l’Africa, che prevede la raccolta di fondi per portare pannelli fotovoltaici in uno o più luoghi di culto privi di luce. Lasciamo ampia libertà interpretativa e autonomia nell’ideazione degli eventi. La speranza è quella di rendere questo evento ancora più significativo e profondo”.

 

“Patrociniamo questo progetto – ha detto l’assessore alla Cultura – perché rappresenta un’occasione speciale per tutti, religiosi e non, di visitare e di scoprire in modo originale e suggestivo, luoghi di fede importanti anche dal punto di vista storico, architettonico e culturale”.

 

Nata nel 2016 nella Diocesi di Belluno-Feltre per volontà dell’associazione di promozione sociale “BellunoLaNotte”, su ispirazione dell’omonimo format austriaco “Lange Nacht der Kirchen”, l’iniziativa ha registrato una costante crescita di partecipazione e all’edizione di quest’anno hanno aderito oltre 80 diocesi italiane, a cui si aggiungono parrocchie di Brasile, Argentina e Romania. Più di 150 tra  cattedrali, chiese piccole e grandi, cappelle, santuari, monasteri, musei diocesani, apriranno le proprie porte a tante proposte diverse.

 

L’ingresso è gratuito. Maggiori informazioni sono disponibili nella pagina Facebook ufficiale “Lunga Notte delle Chiese” e nel sito, costantemente aggiornato con i programmi che si terranno nei diversi luoghi di culto.

Una partecipazione in crescita e la presenza di tutte le grandi testate nazionali confermano che l’iniziativa trevigiana sta diventando un faro acceso sul giornalismo d’inchiesta

 

Il successo della terza edizione del Premio Goffredo Parise per il Reportage è già nei numeri. Sono oltre quaranta i contributi giornalistici arrivati nei giorni scorsi per partecipare all’iniziativa promossa da Andrea Favaretto, sindaco del Comune di Salgareda, per ricordare il grande scrittore veneto autore anche di indimenticabili reportage. Un successo la cui misura è ancora più chiara se si considera che quest’anno la scelta degli organizzatori è stata di limitare a due le sezioni a concorso – reportage televisivi e reportage su quotidiani e periodici – quando invece per le prime due edizioni si poteva concorrere anche per la sezione dedicata al Veneto, sostituita quest’anno da un premio speciale fuori concorso riservato a giornalisti particolarmente esposti e sottoposti a minacce e intimidazioni per le loro coraggiose inchieste. Una scelta che la giuria farà grazie alla collaborazione con l’Associazione Ossigeno per l’Informazione fortemente impegnata nella lotta per la libertà di stampa e nell’assistenza a giornalisti vittime di soprusi.

A fine giugno la giuria – presieduta da Ilaria Crotti e composta da Corrado AugiasToni CapuozzoFranco Iseppi e Lorenzo Viganò – comunicherà le terne finali di ciascuna sezione. Il lavoro è ampio e complesso, perché oltre alla quantità anche la qualità dei lavori in gara è davvero elevata.

Rai, La7 e Mediaset, ma anche la televisione svizzera di lingua italiana e la locale Cremona 1 Tv sono le testate che si contendono l’edizione 2019 del Parise per il reportage televisivo. L’Espresso, Corriere della Sera, Avvenire, Sette del Corriere della Sera, La Stampa, Altreconomie, il Venerdì di Repubblica, ben nove reportage di Millennium del Fatto Quotidiano, Touring, Il Giornale di Vicenza, Quotidiani Veneti e il Quotidiano di Puglia le testate in corsa per il reportage su carta stampata.

Un grande input alla partecipazione è arrivato dalle redazioni. Sicuramente un importante veicolo di conoscenza del Premio sono stati quest’anno i patrocini dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e dell’Associazione Ossigeno per l’Informazione, che si sono andati ad affiancare a quelli del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Provincia di Treviso e del Touring Club Italiano, e al sostegno dei Comuni di Treviso e Ponte di Piave e della Regione del Veneto. Una crescita che Antonio Barzaghi, organizzatore del Premio, interpreta come “la conferma che l’iniziativa sta assumendo un forte valore sociale e diventando un faro acceso sul giornalismo d’inchiesta”.

I temi proposti dai reportage in concorso sono di grande respiro, nazionale e internazionale. Dalla mafia nigeriana all’Iraq, dalla Siria all’Uzbekistan, dal muro fra Stati Uniti e Messico a Tor Bella Monaca, dalla fuga da Boko Haram nel Ciad alle vittime del lavoro sfruttato, dai boschi delle Dolomiti distrutti dalla tempesta Vaia al mercato delle adozioni negli Usa, da Amazon alla terra dei fuochi nel nord Italia, dalla Libia agli orrori nazisti di Dachau, dalla dipendenza farmacologica a quella digitale.

La cerimonia di premiazione è in programma sabato 28 settembre alle 17 al Teatro Comunale Mario Dal Monaco di Treviso alla presenza della giuria.

Domenica 2 giugno, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (costo 5 euro a persona). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere furono commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine, che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto, a illustri pittori dell’epoca quali: Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani.

 

Dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton; questo consentendo alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato; poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, da parte di Luciano Benetton; successivamente nel 2010 l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

Prende il titolo da quello del suo ultimo libro, “Nostalgia degli dei”, l’incontro pubblico di giovedì 30 maggio (ore 20,45) nell’Auditorium di Santa Caterina, a Treviso, con Marcello Veneziani, invitato dai tre Rotary Club trevigiani (Treviso, Treviso Nord e Treviso Terraglio).

 

Secondo il noto filosofo, giornalista e scrittore, Civiltà, Destino, Patria, Famiglia, Tradizione, Comunità, Mito, Anima, Dio e Ritorno sono gli dei necessari di cui nutriamo nostalgia, i numi tutelari che sentiamo mancare o deperire nella vita presente. Gli dei che danno senso, sostanza e lungimiranza alla vita, dalla nascita alla morte, e anche oltre. Sono dei che proteggono e proiettano gli uomini oltre il loro io, il loro mondo e il loro tempo, riconoscendo i propri limiti, indicando orizzonti, tutori e aperture oltre la loro esistenza passeggera. Dei che fondano l’umanità oltrepassandola, sorvegliano i confini e connettono gli uomini tra loro, la realtà visibile all’invisibile, la terra al cielo. Un tempo gli dei erano raffigurati con tratti umani, coi loro sentimenti, le loro virtù e perfino i loro difetti. Gli dei di cui qui si racconta sono invece idee, principi, archetipi, metafore.

 

Sono anche i temi centrali su cui Veneziani si è interrogato nell’arco di quarant’anni e nel corso delle sue opere. Temi etici e civili, politici e filosofici necessari per rifondare la vita e darle un senso e un destino. Riallacciandosi ai temi trattati nel libro, Veneziani offrirà il suo personalissimo sguardo sul mondo contemporaneo e il suo invito a «pensare anziché limitarci a funzionare» nella vita di tutti i giorni.

Ingresso libero e gratuito.

 

Chi è Veneziani

Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Proviene da studi filosofici. Ha fondato e diretto riviste, ha scritto su vari quotidiani e settimanali. È stato commentatore della Rai.

 

Si è occupato di filosofia politica scrivendo vari saggi tra i quali La rivoluzione conservatrice in Italia, Processo all’Occidente, Comunitari o liberal, Di Padre in figlio, Elogio della Tradizione, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (editi da Laterza), I vinti, Rovesciare il 68, Dio, Patria e Famiglia, Dopo il declino (editi da Mondadori), Lettere agli italiani.

 

È poi passato a temi esistenziali pubblicando saggi filosofici e letterari come Vita natural durante dedicato a Plotino e La sposa invisibile, e ancora con Mondadori Il segreto del viandante e Amor fati, Vivere non basta, Anima e corpo e Ritorno a sud. Dopo Lettera agli italiani (2015) ha pubblicato di recente Alla luce del Mito e Imperdonabili, tutti con Marsilio, e Tramonti (Giubilei Regnani).

Dopo la fortunata esperienza dello scorso anno con “Il Veneto Legge”, l’assessorato alla Cultura di Casale sul Sile promuove una nuova maratona di lettura nella giornata di venerdì 24 maggio (dalle 16.15 alle 17.30), in occasione della campagna nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei Libri.

 

Nel parco della scuola di Casale sul Sile, i volontari leggeranno dei passaggi in lingua araba e italiana tratti dal libro La zuppiera di Marzouk. Con l’occasione, la nuova mascotte della nostra biblioteca fa la sua prima apparizione ufficiale nel volantino dell’evento (in foto): il suo nome è Riccio Bembo ed è stato ideato e creato dalla nuova volontaria del servizio civile, Arianna Cicciò.

 

In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.

 

Tre giorni per approfondire un tema fondamentale e di grande attualità; questo attraverso incontri, convegni spettacoli e un ricco programma culturale nel tipico stile che contraddistingue Fiera4passi.

 

Nella XIV edizione molto spazio è stato dedicato anche agli spettacoli, ai giochi, all’arte ai laboratori e alla musica.

 

EVENTI PER BAMBINI

Nel grande parco Sant’Artemio, un’intera area sarà dedicata ai più piccoli che domani, sabato 18, e domenica 19 potranno scoprire diversi modi di divertirsi con il Ludobus, che porta con sé giochi, colori musica e ogni sorta di materiale riscoprendo la semplicità dei materiali e stimolando la fantasia creativa di tutti i bambini.

 

 

EVENTI IN PROGRAMMA

Sempre sabato pomeriggio i più piccoli potranno cimentarsi con l’arte della giocoleria grazie agli attrezzi magici e a un personaggio un po’ bizzarro del “Circo Fungo”. Ci sarà la musica di “Antonio Nola” e i ritmi e l’energia di “Capoeira e Batucada con Rueda De Sol”, anticiperanno la Buskers Night.

 

Una serata dove il parco sant’Artemio si trasformerà nel palco scenico degli artisti di strada che sapranno intrattenere il pubblico di tutte le età con la loro magia e la loro arte. Susi Snyder, Premio nobel per la Pace 2017 per la campagna ICAN, dialogherà con Francesco Vignarcacoordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo, intervistati da Sara Zambotti, conduttrice di Caterpillar, Rai Radio2. 

 

La giornata di domani sarà quasi interamente dedicata alla musica agli strumenti e alla danza, a partire dall’associazione “Di ballar si potrebbe un poco” che anticiperanno il concerto dei 30 ragazzi dell’orchestra “Terza eccedente Coletti”.


Spazio anche alla musica sorrentina con i “Sonabbash” che, dopo il concerto del “coro Interculturale Daltrocanto”, porteranno sul palco la musica popolare del sud.

 

Ricco anche il programma di laboratori organizzati dagli espositori per poter conoscere, degustare e provare prodotti e servizi dell’economia solidale e sostenibile e che sono consultabili sul sito.

 

Da segnalare anche il Workshop “Le imprese si raccontano” organizzato da Service Vending, Fullin e Scattolin Distribuzione Automatica attraverso il quale verrà, creato uno Spazio di Condivisione dove piccole, medie e grandi imprese virtuose possano raccontare Progetti di Valore sviluppati nel tempo per rafforzare un’economia sostenibile nel territorio a beneficio degli stakeholder e dell’ambiente.

 

“METTI IN CIRCOLO LE IDEE!”

A Fiera4passi Fitoben, l’azienda produttrice di integratori fitoterapici che ha fatto della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente il suo cavallo di battaglia. Attraverso l’iniziativa di sensibilizzazione “#fitobeperlambiente unisciti a noi e abbraccia il mondo” i visitatori potranno contribuire attivamente al progetto di riforestazione avviato dall’azienda con il portale Treedom- let’s green the planet; presso lo stand Fitoben in Fiera4passi sarà allestita un’area dove i visitatori potranno “abbracciare il mondo” e farsi un selfie: ogni 50 selfie pubblicati taggando l’azienda sui social, verrà piantato un albero nella foresta Fitoben.

 

La manifestazione sarà anche l’occasione per presentare l’ultima novità in casa Fitoben: Camelina Omega3 perle vegetali prodotto con il quale l’azienda concretizza un progetto di filiera ecosostenibile e a basso impatto ambientale. Gli integratori a base di olio di Camelina si inseriscono nel Progetto Camelina di Fitoben, nato dall’interesse dell’azienda per le alte potenzialità di questa pianta, molto diffusa nella vegetazione tipica europea ma dimenticata negli ultimi anni dalla comunità globale pur avendo evidenti e comprovate proprietà benefiche.

 

Dai semi di questa pianta l’azienda ricava un olio pregiato spremuto a freddo, la cui filiera produttiva – dalla coltivazione alla lavorazione – è a basso impatto ambientale e va a sostenere le economie di aree marginali di coltivazione in Europa.

 

L’impiego di estratti secchi titolati a efficacia standardizzata, il processo produttivo svolto interamente nell’officina di Milano, certificata e autorizzata dal Ministero della Salute, la scelta di fornitori altamente qualificati cui sono richiesti criteri rigidi di controllo sull’origine delle piante e la loro qualità, garantiscono al consumatore la massima garanzia di benessere per l’alto standard di qualità di tutta la filiera produttiva.

 

TRASPORTI

Sotto il segno della sostenibilità, MOM ha rinnovato la sua collaborazione con Fiera4passi che con i suoi 60mila visitatori rappresenta uno eventi più importanti a livello nazionale nel panorama dell’economia solidale.

 

NAVETTA GRATUITA

Sabato 18 e domenica 19 Maggio, dalle 14 alle 20, è previsto un servizio bus-navetta gratuito che partirà dal parcheggio del Palaverde di Villorba.

 

PROLUNGAMENTO SERVIZIO URBANO LINEA 7

Nella serata del sabato sera 18 maggio: la linea 7 (che di norma cessa il servizio alle 21) proseguirà le sue corse fino alle ore 23.15 per favorire il collegamento tra il centro città e Fiera4passi

Limitatamente al tragitto Sant’Artemio – Stazione FS (tempo di percorrenza 12 minuti circa) sono previste le seguenti corse aggiuntive:

-Stazione FS > Piazza dei Signori > Piazza del Grano > Foro Boario > Sant’Artemio
Partenza ore 21.00 – 21.30 – 22.00 – 22.30 – 23.00

-Sant’Artemio > Foro Boario > Piazza del Grano > Piazza dei Signori > Stazione FS
Partenza ore 21.15 – 21.45 -22.15 -22.45 -23.15 (ultima corsa)

Per l’utilizzo della Linea 7 munirsi di biglietto urbano (tramite biglietterie o rivendite MOM, oppure via SMS – Invia un SMS al numero 4850208 con testo MOM, o tramite App MOMUP).

Ricordiamo che nella mattinata di domenica 19 si terrà la manifestazione “Treviso in Rosa”; pertanto il tragitto della linea 7 sarà deviato esterno mura (circonvallazione esterna, PUT).

È utilizzabile anche la linea 1 (direzione Carità –Villorba) che ferma di fronte all’ippodromo; a circa 600 metri a piedi da Fiera4Passi.

Info su: www.mobilitadimarca.it

 

INFO METEO

Fiera4passi è confermata anche in caso di pioggia. Basta munirsi di ombrello: infatti gli stand sono al coperto (non lo è invece il percorso), tutti gli incontri si tengono in strutture riparate e c’è anche una zona tavoli in area food al coperto. L’unica variazione sul programma potrebbe riguardare alcuni spettacoli e laboratori. Le eventuali modifiche saranno comunicate all’ingresso in area info.

“Saremo presenti anche quest’anno all’appuntamento torinese con un rinnovato impegno nei confronti della lettura e della filiera del libro. Questo dando spazio ai giovani autori; rinnovando l’interesse nei confronti di coloro che hanno segnato la letteratura del Novecento e proseguendo la collaborazione con alcune case editrici venete. Partner di fondamentale importanza per la circolazione delle idee, che contribuiranno ad animare il dibattito culturale”.

 

Così l’assessore regionale alla cultura annuncia la partecipazione della Regione del Veneto alla 32^ edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino; in programma a Lingotto Fiere da oggi al 13 maggio.

 

“Condivideremo il nostro spazio espositivo con alcune case editrici che svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione della storia, della cultura, delle tradizioni e della civiltà del Veneto – conclude l’assessore –; promuovendo e valorizzando così la nostra offerta editoriale e il patrimonio identitario del nostro territorio”.

 

Gli editori presenti nello spazio regionale del Veneto sono: Antiga Edizioni, Kellermann Editore, Me Publisher-Mazzanti Libri, Nova Charta Editori, Nuovadimensione, Piazza Editore, Qu.Bi Media – Caosfera Edizioni.

 

Queste le principali iniziative programmate nei prossimi giorni:

 

Venerdì 10 maggio

  • ore 11:00; conferenza Il lavoro dello scrittore: come un’idea diventa libro, con la scrittrice Stella Nosella;
  • ore 14:30; presso la Sala Indaco, Omaggio a Giovanni Comisso a cinquanta anni dalla scomparsa. Con gli interventi di Ennio Bianco e Neva Agnoletti, rispettivamente presidente e presidente onorario dell’Associazione Amici di Giovanni Comisso, la scrittrice Isabella Panfido ed Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale della casa editrice La nave di Teseo;
  • ore 20:45; tra gli eventi del Fuorisalone, presso il Librificio (via Digione, 18) si segnala la lettura scenica a cura di Isabella Panfido e Luca Zanetti di Tutto il mondo in un metro quadro. Con brani tratti da Attraversando Le mie stagioni di Giovanni Comisso e musiche del violoncellista Massimo Raccanelli;

 

Sabato 11 maggio

  • Ore 14:00. Presso lo stand della Regione si parlerà di premi letterari e sarà presentata la 56^ edizione del “Regione del Veneto – Leonilde e Arnaldo Settembrini, Mestre”. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti dei Premi Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi, Mario Bernardi, Giovanni Comisso, Giuseppe Mazzotti, Segafredo – Zanetti un libro per il cinema;
  • Ore 16:30. Presentazione del volume Il ragazzino che visse pochi giorni e cambiò il mondo, Leucotea edizioni, presente l’autore Daniele Barbisan e Carlo Andrea Rossi, attore della compagnia teatrale “Instabile” di Valdobbiadene;
  • Ore 17:30. Alberto Cristini presenta il suo Un mondo sommerso, Doge Edizioni; con l’intervento dell’agente letterario Antonio Toniarini.

È diventato virale il video in cui Umberto Galimberti racconta il declino dell’Occidente. Secondo questo filosofo, se l’Europa è approdata su questa triste spiaggia di decadimento, la ragione è morale. Il declino è morale. Un’espressione nel suo discorso trattiene la mia attenzione riti d’iniziazione. Dice che non se ne fanno più e che i giovani non ne devono più affrontare, per questo diventano deboli, e formano un popolo debole, che non ha difese contro l’invasione culturale di un altro popolo.

 

Il ragionamento di Galimberti lo porta a dire che i giovani d’oggi non sarebbero più in grado di combattere guerre come lo facevano i nostri bisnonni, suggerendo che se non se ne fanno più non è tanto perché non ne abbiamo bisogno, quanto perché non ne siamo più capaci. Che sia l’una o l’altra ragione, penso sia ridicolo rattristarsi al pensiero che non siamo più in grado di affrontarci con le armi in mano. Facciamo un passo indietro invece, concentrandoci sul decadimento morale dell’Occidente. Generalizzare sulla moralità mi sembra una mossa azzardata, quando invece si potrebbe iniziare concentrandosi su come vive un occidentale, o meglio un singolo individuo che oggigiorno faccia parte della cultura W.E.I.R.D. (acronimo per Western, Educated, Industrialized, Rich e Democratic, ossia occidentali, scolarizzati, industrializzati, ricchi e democratici).

 

Nel saggio La nuova geografia socio-religiosa in Europa: linee di ricerca e problemi di metodo di Enzo Pace si legge che “Qualche volta si ha l’impressione che le religioni si copino fra loro, oppure si passino parola su come rispondere al bisogno umano di sperare che ci sia un tempo per vivere e uno per morire e che la morte non sia la fine, ma l’inizio di un mondo di salvati”. Proprio perché il compito delle religioni è così essenziale per farci stare bene sarebbe importante comprendere che cosa stiamo affrontando e soprattutto, cosa possiamo fare per noi stesi. Bisogna innanzitutto essere consci che nel giro di soli venti anni la carta socio-religiosa dell’Italia è gradualmente mutata: trasformandosi da paese a maggioranza cattolica a società caratterizzata da una diversità religiosa molto articolata. Enzo Pace suggerisce di partire da questa domanda per leggere meglio la situazione: l’Europa è così secolarizzata come si dice e si pensa? Come elabora Pace nel suo scritto, in un recente libro curato da Peter Berger, Grace Davie e Effie Fokas tale domanda, che riecheggia sin dal titolo Religious America, Secular Europe?, si rinvia ad un’altra questione ancor più intrigante: l’Europa costituisce un’eccezione rispetto al resto del mondo e, soprattutto, rispetto agli Stati Uniti d’America, per quanto riguarda gli indicatori di religiosità? Oppure la presunta eccezione non è altro che il riflesso incondizionato di un inguaribile etnocentrismo dei sociologi di matrice europea. Berger, parla sempre più di de-secolarizzazione e ritiene ormai che anche l’Europa abbia “voltato l’angolo” e si avvii a ritornare “alle fedi”. Ma ritornare dove? Alle fedi del passato o a nuove forme di credere e di appartenere? A leggere quanto scrive Philip Jenkins, storico delle religioni, il cristianesimo, almeno nel Sud del mondo, non solo è in crescita, ma mostra un’eccezionale vitalità rispetto alla relativa stagnazione che sembra caratterizzare il Vecchio Continente. E questo Cristianesimo arriva di rimbalzo anche in Europa, grazie all’afflusso di tanti latino-americani, africani e asiatici che ne sono gli interpreti. Tra il 2025 e il 2050, infatti, fermo restando la differente crescita demografica fra l’Europa e molti Paesi del Sud del mondo, la maggior parte dei cristiani vivrà probabilmente fuori dei confini europei. Intanto metà degli europei, secondo gli ultimi risultati dell’European Values Study, dicono di pregare o meditare almeno una volta alla settimana e tre quarti affermano di sentirsi religiosi. Magari disertano le chiese, ma non rinunciano a pensare religiosamente. Detto in altri termini, frequentano poco o nulla i servizi religiosi delle loro rispettive chiese di nascita, ma continuano a sentire il bisogno di dare un senso al loro agire, un senso non riducibile né all’immediatezza del fare né alle risposte già definite da questa o quella istituzione organizzata di tipo religioso.

 

È proprio questo la chiave di volta da illuminare. Ciò di cui abbiamo bisogno potrebbero non essere le religioni, che non riescono più a coinvolgere certe nicchie della popolazione come accadeva trent’anni fa, quanto i rituali.

 

Perdendo la fede nella religione ci siamo dimenticati dei rituali che accompagnavano la quotidianità di un individuo, almeno in Europa. Gli americani possono insegnarci qualcosa in questo campo. Gli strascichi del movimento New Age hanno lasciato nella cultura americana delle frequenze positive che ancora influenzano la spiritualità come vissuta negli Stati Uniti. Quando si discute di New Age, si intende quel vasto movimento subculturale che comprende numerose correnti psicologiche, sociali e spirituali alternative sorte alla fine del XX secolo nel mondo occidentale. Se andate in vacanza in una spiaggia messicana come quella di Mazunte troverete frotte della nuova generazione New Age americana. Sono una versione moderna, più digitalizzata, meno legate all’amore libero e alle droghe psichedeliche e più influenzata dal consumismo dei loro predecessori. Anche gli hippie si sono adattati ai tempi. Il filo comune che tiene insieme queste due generazioni è la ricerca di spiritualità.

 

“Cos’è però la spiritualità?”, starete pensando. È la fame del nostro spirito in cerca di risposte, mi sentirei di rispondere. È se si vuole mantenere una metafora culinaria, i bocconcini con cui la nutriamo sono i rituali. L’importanza dei rituali è fondamentale. Non importa nemmeno in che forma si manifestino, basta che funzionino. Negli Stati Uniti è comune avere una life coach, ossia un’insegnante di vita, o una guida che con cui confidarsi e non solo. Spesso chi si assume questo ruolo ha l’incarico di darti dei compiti per casa. I compiti, che non sono altro che rituali, sono gli attrezzi che ti permettono di lavorare su te stesso. Sei sempre nervoso? Continui a lamentarti del tuo collega o del tuo familiare? Non riesci a prendere sonno perché sei preoccupato per come pagare le bollette? Pregare e meditare aiuta moltissimo, ma non basta. È se pensate che non tagliare i legami con quel collega o pagare quella bolletta vi faccia tornare il buon umore, o vi permetta di dormire come un angelo la notte, vi state in parte illudendo. Le bollette sono da pagare e le relazioni tossiche dovrebbero essere evitate, benissimo, ma le complicazioni e le sfide sono sempre dietro l’angolo.

 

La soluzione è tornare a compiere dei piccoli rituali. Qui non vi si consiglia di sacrificare un caprone a un potere superiore, provate invece a fare un bagno caldo con del sale Kosher, o a incidere le vostre paure su una candela e poi bruciarla, o anche a scrivere delle lettere piene di rabbia e perdono ai vostri cari e poi bruciarle o ancora a camminare scalzi sull’erba e abbracciare un albero. Sembrano sciocchezze, forse lo sono, eppure funzionano. Abbiamo lasciato che la nostro nostra mente si riempia di tossine ogni giorno perché non crediamo più in quel dio dalla veste bianca e la barba lunga e la messa in latino ci sembra un adattamento medievale della fede e ora siamo spesso arrabbiati, al di là di quello che ci succede. Depuratevi è il mio consigli, e tornate a compiere un rituale di quando in quando. Presto, magari, sarete capaci di compiere miracoli.

Mercoledì 17 aprile 2019, l’Istituto Tecnico Statale G. Mazzotti di Treviso è stato teatro dell’evento conclusivo degli incontri di sensibilizzazione Passi verso l’Altrove, promosso dalla Fondazione Zanetti Onlus.

Giunto quest’anno, alla sua sesta edizione, il ciclo di eventi ha coinvolto circa 2000 studenti e 15 scuole secondarie di secondo grado del territorio, in un calendario di 9 appuntamenti dedicati ai temi dell’incontro con l’Altro e con l’Altrove.

 

Al centro dell’appuntamento di mercoledì 17 aprile, l’Africa più profonda, con la sua cultura, le sue tradizioni e la salute sostenibile.

 

Grande quasi quattro volte l’Italia, l’Etiopia è un paese dalla storia millenaria, popolato da genti con culture e tradizioni antiche molto differenti tra loro. A Sud, nella regione del South Omo, le tribù dei Dasenech e degli Hamer vivono in maniera seminomade, spostando le mandrie lungo la valle del fiume Omo.

 

Il giornalista Pietro del Re, che sulle pagine del quotidiano La Repubblica ha raccontato le più importanti guerre del pianeta, e il regista Enzo Aronica hanno seguito queste popolazioni per raccontarle in un documentario Gli ultimi Dasenech, minacciati dalla modernità (Italia, 30’, 2019) che è stato presentato, in anteprima, nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Statale G. Mazzotti di Treviso, alla presenza degli gli autori e Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa CUAMM.

 

 

 

Il docufilm Gli ultimi Dasenech, minacciati dalla modernità

Prodotto da Repubblica Tv, in collaborazione con Fondazione Zanetti Onlus e Medici con l’Africa Cuamm, il docufilm è dedicato alla conoscenza di un territorio affascinante e inaccessibile, ma sempre più in contatto con il mondo esterno, in un equilibrio precario tra tradizione e globalizzazione.

 

«Un paese dove le strutture sanitarie sono carenti o addirittura del tutto assenti, dove la malaria non è mai stata sconfitta e dove i bambini ancora muoiono di malnutrizione acuta. In alcune zone, l’analfabetismo raggiunge quote da primato» – afferma Pietro Del Re – «Eppure il paese è il granaio d’Africa, una vera potenza agricola col più grande patrimonio di bestiame di tutto il continente, che oltre a esportare potrebbe sfamare tutto il suo popolo. Non solo, se paragonato agli altri paesi subsahariani, l’Etiopia è un modello avanzato».

 

Insieme allo staff di Medici con l’Africa Cuamm, presente in questa regione dal 2014, gli autori raccontano i successi e le fatiche di un lavoro portato avanti ogni giorno con determinazione, per sviluppare un sistema sanitario sostenibile e ben integrato con la società e per garantire il diritto alla salute a mamme e bambini, nell’ultimo miglio dell’Africa più profonda.

 

Prima le mamme e i bambini è infatti il programma trasversale che vede impegnato il Cuamm in sette paesi africani: perché solo partendo dalla salute delle categorie più svantaggiate, lavorando “con”, si può produrre un vero miglioramento della condizione di tutta la comunità.

Da mercoledì 24 a domenica 28 aprile saranno gli ultimi cinque giorni per visitare la  mostra “Illustri persuasioni. Verso il boom 1950-1962 ” (orario 10-18), allestita al Museo nazionale Collezione Salce di Treviso (via Carlo Alberto 31).

 

Ultimi appuntamenti:

• venerdì 25 aprile, ore 15: visita guidata

• sabato 27 aprile: ingresso gratuito in occasione della Festa del patrono della città di Treviso + visita guidata a pagamento

 

Per info e prenotazioni visite guidate: [email protected], oppure 340 2814124 (anche tramite whatsapp o sms)

Link:

http://www.collezionesalce.beniculturali.it
https://www.facebook.com/museocollezionesalce/

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