Italian flag
IntervisteSlide-main

“Pianeta Terra – Uomo – Energia: connubi indissolubili del futuro”

6 minuti di lettura

Intervista all’Ing. Toni Palma, appassionato del mondo dell’energia

ROMA – Incontro l’Ing. Toni Palma[1]  in una splendida giornata di sole che Roma sa regalare. Durante i convenevoli di rito, resto colpito dalla personalità interessante di quest’uomo di grande cultura che ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto! Nasce in Asmara, l’odierna capitale dell’Eritrea e dopo la maturità scientifica vola verso l’Italia dove si laureerà brillantemente in Ingegneria, dando inizio alla sua straordinaria carriera professionale.

In pensione da tempo, l’Ing. Palma non ha mai smesso di lavorare, studiare… è affascinato dal mondo dell’energia nucleare di cui, direttamente o indirettamente, si è sempre occupato nel corso della sua vita lavorativa: “continuo a seguire con grande impegno l’evoluzione e la sperimentazione del nucleare per me stesso e per dare un contributo al mio paese per ottenere stabilmente energia pulita!” … mi dice con grande entusiasmo.

Toni Palma percepisce la mia curiosità e, inaspettatamente esordisce… Le confesserò il mio sogno che è nato molti anni fa, ma che è sempre presente nella mia vita. Vorrei dare la mia esperienza e il mio contributo alla realizzazione di un futuro che veda la produzione di energia impiegando un elemento naturale abbondante e diffuso: l’idrogeno. Un elemento che potremmo utilizzare in modalità consona con le tecnologie oggi disponibili e non bruciandolo come l’uomo ha fatto dall’età della pietra fino ad oggi.
Come? Imitando il Sole!


L’avventura continua…

Poi uscì il concorso indetto dall’ENEA nel 1985 finalizzato alla assunzione di figure apicali tipo manager con esperienza almeno decennale nel coordinamento di progetti complessi quali le Centrali nucleari a fissione approvati quell’anno dal Piano energetico nazionale. Detti Progetti sarebbero stati realizzati coordinando le varie competenze specialistiche organizzate in strutture operative del tipo ‘a matrice’. Vinto questo concorso, fui assegnato nella DI.S.P. (Divisione Sicurezza e Prevenzione).

Purtroppo solo qualche mese dopo, sull’onda emotiva suscitata dal noto disastro di Chernobyl, il suddetto Piano Energetico fu annullato. Ma il destino ancora una volta mi dava una grande opportunità: proseguire la mia attività per l’ENEA DISP.


Il centro di Fascati

Il Centro di Frascati nato come CNR negli anni cinquanta è divenuto poi negli anni ottanta un Centro ENEA di eccellenza e di sperimentazione per gli studi e le esperienze sulla fusione nucleare, in particolare nel sistema di contenimento con campi magnetici e altre attività riguardante la fisica applicata e in particolare ai laser.


La fusione nucleare

Per fusione nucleare, si intende il fenomeno fisico che ha luogo in tutte le stelle (ovviamente incluso il Sole) dove il combustibile è un plasma, ossia un gas di particelle cariche, dotate di energia necessaria a produrre reazioni nucleari tra di loro in accordo alla celebre equazione einsteiniana (E=mc²), ottenendo così energia in quantità milioni di volte superiore a quella ottenibile con una quantità di idrogeno identica ma se fosse fatta reagire semplicemente come combustibile. Una delle strade per questo obiettivo è il TOKAMAK.


Il Tokamak, questo sconosciuto ai non addetti ai lavori

Il Tokamak è un reattore nucleare sperimentale; acronimo coniato per la prima volta dal Fisico Lev Andreevich Arcimovich alla fine del 1957 che significa: “forte corrente” (elettrica), con le sillabe di “toroidal kamera makina”.

All’Enea, come nel mondo, si persegue una via ingegneristicamente promettente per raggiungere la fusione dallo stato di plasma[2] introducendo l’idrogeno gassoso in uno spazio confinato da una struttura metallica di forma toroidale (inizialmente il gas a temperatura ambiente, poi riscaldato fino a “strapparne” gli elettroni dai nuclei onde portarlo allo stato di plasma). Questi elettroni, esposti ad una differenza di potenziale elettrico, generano una corrente nel plasmache per effetto ohmico[3] scalda ulteriormente il plasma stesso nel quale quindi la temperatura raggiunge milioni di gradi. Tutti i nuclei per via della forte agitazione termica tenderebbero a unirsi tra loro ma si respingono per la loro carica elettrica positiva.


Cosa succede con il processo descritto

Il calore generato dall’ effetto ohmico (vedi nota 3), produce ancora più frequenti urti tra i nuclei, fino a superare la barriera repulsiva coulombiana e a fondere coppie di nuclei di idrogeno. La parete esterna del contenitore metallico, è circondata da un insieme di magneti poloidali e toroidali. Questi mantengono il plasma distaccato dalle pareti materiali che altrimenti non potrebbero resistere al contatto di un plasma che raggiunge le altissime temperature necessarie alla fusione di coppie di nuclei di idrogeno.


Arriva il DTT “Divertor Tokamak Test”

Se si raggiungerà l’obbiettivo di ottenere un numero elevatissimo di nuclei fusi, nascerà il problema di estrarre questa enorme energia. A questo specifico obbiettivo vari Enti (ENEA- ENI- CNR, ecc.) hanno ideato il progetto DTT.  La Commissione Nucleare dell’Ordine Ingegneri di Roma ha firmato con il Consorzio DTT il contratto per la realizzazione della macchina sperimentale “Divertor Tokamak Test”[4] nel sito Enea Frascati, ottenendo un cospicuo finanziamento necessario a dare il via per la sua realizzazione.

Il Divertor Tokamak Test Facility dell’ENEA è un test di alta tecnologia che, in condizioni estreme di vuoto spinto (un miliardesimo della pressione atmosferica), 6 Tesla[5] di campo magnetico (per dare un’idea, il campo geomagnetico massimo ai poli terrestri è meno di un centesimo di millesimo di Tesla) e 60 milioni di gradi centigradi, può testare più versioni del componente termicamente più stressato: il divertore pensato per ‘estrarre’ l’energia prodotta dalla fusione dei nuclei.


Conclusione

Parlare di un divertore come nel DTT rappresenta già di per sé un ragionevole ottimismo che mi porta a sperare che dopo aver “sognato” è giunta l’ora di gettare il cuore oltre l’ostacolo e dare agli ‘addetti ai lavori’ l’obiettivo di realizzare proprio qui a Frascati il DTT.

Mi auguro che questo accada a breve, come previsto dagli accordi con i consorziati in modo che anche i “pensionati” possano aver qualche buona probabilità di poter assistere a tale esperienza epocale. Mi piacerebbe che per la nostra discendenza ci fosse un domani prospero, basato su una fonte abbondante di energia pulita che possa allontanare sia l’incubo di una catastrofe ambientale (alla quale inevitabilmente seguirebbe un grande cambiamento climatico nefasto all’attuale insediamento antropico sulla Terra) e sia il pericolo di una proliferazione nucleare altrettanto nefasta per motivi geopolitici.

Il successo, se verrà, arriderà ai pochi addetti ai lavori ma sarà una conquista a beneficio dell’umanità tutta.

Le visite al Centro Ricerche di Frascati sono riservate a gruppi istituzionali, scientifici e con scopi didattici.
Indichiamo il link di riferimento: https://www.frascati.enea.it/visitare-il-centro.html.


[1] L’Ing. Tonino Palma nasce il 20 novembre del 1945 in Asmara (odierna capitale dell’Eritrea). Nel 1962 consegue la maturità al Liceo Ferdinando Martini e poi va a Roma per iscriversi all’Università “La Sapienza” ove nel 1968 consegue la laurea in Ingegneria Meccanica. Nel gennaio 1969, avendo vinto il concorso per Ufficiali, entra nell’Accademia Aeronautica. Nell’aprile 1970 si congeda con il grado di Tenente dell’Aeronautica è viene assunto dalla BPD nel maggio 1969 e assegnato alla Sezione “Aero-Spazio” di Colleferro (Frosinone) per la costruzione del simulatore di prova (in ambiente di vuoto spaziale) del motore di apogeo a propellente solido per il posizionamento in orbita geostazionaria del satellite italiano SIRIO. Dal 1971 al 1973 esegue calcoli strutturali meccanici alle dipendenze della Compagnia Tecnica Industrie Petrolifere C.T.I.P. Dal 1974 al 1986 lavora in TechniPetrol T.P.L. con funzioni via via crescenti fino a Direttore di progetti per la realizzazione di impianti petroliferi, petrolchimici e di chimica fine. Dal 1986 al 2010 in ENEA Direzione Sicurezza e Prevenzione (DI.S.P.) con la qualifica di Dirigente di Ricerca per l’impianto sperimentale sulla fusione nucleare “FTU” (Frascati Tokamak Upgraded) in ENEA Frascati.

Dal 2010, continua le attività di libera professione quale Collaudatore unico o Presidente di Commissioni di collaudo anche all’Estero (“Unita per la Cooperazione allo Sviluppo” del Ministero Affari. Esteri). Inoltre partecipa attivamente alla vita dell’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia: in una specifica Commissione con l’obiettivo immediato di valorizzare le giovani competenze presenti nell’Ordine degli Ingegneri e passare il ‘testimone’ in una simbolica staffetta finalizzata alla realizzazione di nuovi impianti di Ricerca sperimentale in campo energetico/nucleare.

[2] In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è nulla). In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto stato della materia, che si distingue quindi dal solido, dal liquido e dall’aeriforme, mentre il termine “ionizzato” indica che una frazione abbastanza grande di elettroni è stata strappata dai rispettivi atomi.” Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Plasma_(fisica)

3 “òhmico ‹òm-› agg. [der. di ohm] (pl. m. –ci). – In elettrologia, detto di conduttori elettrici per i quali valga la «legge di Ohm», per la quale la differenza di potenziale ai capi di un conduttore percorso da corrente è direttamente proporzionale, secondo la resistenza elettrica del conduttore, all’intensità della corrente: conduttori o. (detti anche conduttori lineari in quanto la caratteristica tensione-corrente è una retta), i conduttori metallici, mantenuti a temperatura costante.”  Fonte: https://www.treccani.it/vocabolario/ohmico/

[4] il Divertor Tokamak Test facility dell’ENEA è’ un test di alta tecnologia con condizioni estreme di vuoto spinto (miliardesimo della pressione atmosferica) 6 Tesla di campo magnetico, 60 milioni °K e può provare più versioni del componente termicamente più stressato: il divertore pensato per ‘estrarre’ dal tokamak l’energia prodotta dalla fusione deutero-tritio, dovrà ricevere l’energia cinetica dei nuclei di elio e termalizzarla per un ciclo termodinamico di produzione energia elettrica.

[5] “Il tesla (simbolo T) è un’unità di misura derivata del sistema internazionale (SI). Viene utilizzata per misurare l’induzione magnetica, ossia la densità del flusso magnetico.”
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Tesla_(unit%C3%A0_di_misura)#:~:text=Il%20tesla%20(simbolo%20T)%20%C3%A8,la%20densit%C3%A0%20del%20flusso%20magnetico.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
Città Metropolitana di VeneziaMestreSlide-mainSportVenezia

La rinascita della piscina di Via Calabria

5 minuti di lettura
Dalle imprese di una giovanissima Federica Pellegrini all’ipotesi chiusura, fino alla nuova gestione. Intervista alla presidente della Rari Nantes Venezia Lucia Boato…
MondoSlide-main

Risoluzione UE contro l’ingerenza islamista e uso di burqa e niqab

1 minuti di lettura
Polato (FdI): “La religione non è una scusa per non rispettare le leggi. È tempo di dire basta” BRUXELLES. Approvato in Europa…
Città Metropolitana di VeneziaSaluteSlide-mainVenezia

Sanità, a Venezia inaugura il Treno della Salute: visite e screening gratuiti in nove città del Veneto

3 minuti di lettura
Al via dalla stazione di Santa Lucia la settima edizione del progetto promosso da Medici con l’Africa Cuamm, Regione Veneto, Aziende ULSS…