Home / Posts Tagged "Mogliano"

Si è conclusa oggi, alle scuole Vespucci e Dante, l’accoglienza del sindaco agli studenti del Pedibus nelle otto scuole moglianesi che hanno aderito. Quasi 300 studenti iscritti e 118 accompagnatori i dati in crescita del  Pedibus di quest’anno scolastico

 

“Si autorizza il possessore di questo patentino a circolare a piedi, purché si ricordi sempre di rispettare le Regole della Strada”: questo il breve testo del Patentino che ciascuno degli studenti iscritti al Pedibus ha ricevuto nella giornata di inaugurazione dell’iniziativa tenutasi in ogni scuola aderente al progetto.

 

Per dare evidenza a quanto l’Amministrazione creda in questo progetto e nei suoi messaggi educativo-ambientali, in occasione del nuovo anno scolastico il sindaco Carola Arena e il vicesindaco e assessore alle Politiche educative Daniele Ceschin, hanno accolto, di scuola in scuola, i bambini del Pedibus al loro arrivo, per cantare con loro l’inno del Pedibus e ringraziare tutti coloro che lo rendono possibile.

 

“Questo progetto nacque alcuni anni fa, con fasi di partecipazione altalenanti. In questi quattro anni abbiamo voluto dare impulso a questa buona prassi incoraggiando la partecipazione. I risultati si vedono e siamo soddisfatti della crescente diffusione: le nostre scuole primarie hanno ormai quasi tutte aderito, sono aumentate le iscrizioni degli studenti e il numero degli accompagnatori. Come Amministrazione, il nostro impegno è anche quello di rendere le strade della nostra città più sicure. Quest’anno, i piccoli cittadini e i loro accompagnatori  potranno avere a disposizione un maggior numero di percorsi protetti, grazie anche all’ampliamento della rete delle piste ciclopedonali” ha commentato il sindaco Carola Arena.

 

Sono 284 gli alunni che risultano partecipanti ad oggi ma con iscrizioni ancora in corso e in aumento, mentre gli accompagnatori sono 118.

 

Otto le scuole primarie aderenti al progetto, con il coordinamento delle dirigenti scolastiche e delle insegnanti degli istituti comprensivi “Nelson Mandela” e “Marta Minerbi”: Anna Frank, Collodi, Dante, Olme, Piranesi, Valeri, Verdi e Vespucci.

 

“I bambini del Pedibus si divertono nel tragitto che percorrono tutti assieme, hanno la possibilità di guardare con sguardo più attento la loro città e allo stesso tempo imparano moltissimo: dal rispetto per l’ambiente a quello delle regole del codice della strada, dallo stare in compagnia all’utilità del movimento per la loro salute. Proprio tenendo conto dei dati in crescita del Pedibus, ci sentiamo di lanciare un appello a genitori o volontari ad ampliare il numero degli accompagnatori e contribuire a rendere fattibile una sempre maggiore diffusione di questo modo socievole, ecologico e salutare d’andare a scuola in allegria”, ha sottolineato il Vicesindaco e Assessore alle politiche educative Daniele Ceschin.

 

Il progetto Pedibus è un modo sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola. I “passeggeri” dell’autobus sono gli alunni che effettuano insieme il percorso casa-scuola accompagnati da due o più adulti. Il progetto è stato attivato con una o più linee nei diversi plessi e alla sua realizzazione contribuisce la collaborazione della rete provinciale dei Pedibus trevigiani, dell’Ulss 2 e della società Veritas che fornisce le pettorine ai bambini, ma soprattutto di docenti e genitori che hanno dato la propria disponibilità.

 

Mogliano aderisce alla rete dei Pedibus della provincia di Treviso, partita in via sperimentale con una sola linea e 14 bambini nel 2005, e vanta oggi oltre 2500 partecipanti con più di 150 linee attive in scuole primarie dei 45 comuni firmatari il protocollo d’intesa con Ulss, scuole e soggetti pubblici e privati.

A grandi passi Mogliano si avvicina all’appuntamento elettorale della primavera 2019 e tutte le forze politiche si stanno proponendo all’attenzione degli elettori con incontri, convegni e proposte.

 

Anche Forza Italia vuole essere presente e propone una conferenza dal titolo molto attuale “Politica e Social Media: correlazione e prospettive future”.

 

L’incontro è fissato per il 3 novembre prossimo alle 16.30, nella Sala Conferenze Level 1 in Piazza Duca D’Aosta 4 Mogliano Veneto.

 

Prenderanno parte ai lavori l’On. Elisabetta Gardini, Capogruppo Forza Italia al Parlamento Europeo, l’Ing. Fabio Chies, Coordinatore Provinciale di Forza Italia, l’On. Raffaele Baratto, Camera dei Deputati, e il Sen. Andrea Causin, Senato della Repubblica.

 

Al termine del convegno sarà servito un rinfresco.

 

“Anche Mogliano avrà il circolo di Fratelli d’Italia“: ad affermarlo è Sandro Taverna, il portavoce provinciale del partito di Giorgia Meloni.

 

“Mogliano è il Comune più importante nella zona sud della Marca, e come già affermato nei giorni scorsi, continuiamo a crescere e a breve passeremo dalle parole ai fatti, con azioni a beneficio dei cittadini.

 

La presidenza del Circolo di Mogliano è stata affidata all’imprenditore Enrico Lodi, che ha deciso di aderire al nostro Partito convinto della coerenza dei nostri progetti e della comunità d’intenti riscontrata, pertanto nell’augurargli un buon lavoro gli rinnovo tutta la mia stima”, conclude Taverna.

 

“Ho accettato una nuova sfida politica – dichiara Enrico Lodi – “che come il mio solito affronterò con il massimo impegno. Ci metteremo subito a lavoro per dare le risposte politiche che i moglianesi attendono da tempo, e ringrazio Sandro per la fiducia”.

Domenica 14 ottobre la delegazione accademica della Marca Trevigiana ha riunito a Villa Braida accademici e simpatizzanti di Sua Maestà il peperoncino.

 

Durante il gustoso pranzo a base di quest’ultimo, sono state esposte favolose piante e premiate le più belle.
Si è svolta anche una gara tra mangiatori di peperoncino, che ha visto una gentile signora battere tutti i concorrenti.

Sono 132 i giovani moglianesi che, grazie a “Sport per tutti”, potranno praticare lo sport preferito nel 2018 e nel 2019. Sono state accolte, infatti, le domande di 132 famiglie per ciascuno dei due anni, per un totale di 264 contribuzioni, la maggior parte delle quali per l’intera retta dovuta alle società.

 

“È stato un successone e siamo davvero soddisfatti per questa opportunità che è stata data a famiglie in difficoltà economica ed ai ragazzi per poter praticare uno sport assieme ad altri coetanei, per fare una vita sana e per coltivare le proprie passioni ed aspirazioni. Ci piace l’idea che così anche lo sport sia uno strumento di inclusione”, hanno commentato il sindaco Carola Arena e l’assessore allo Sport, Oscar Mancini.

 

Lo sport che risulta maggiormente preferito è il calcio, con 20 iscritti alla Union Pro e 15 all’ADS Zerman, seguiti dalla ginnastica artistica della Polisportiva, con 17 iscritti e dal Rugby, con 15, Basket Polisportiva 12, danza con 15 iscritti a due società, la Polisportiva, 11, e DNA, danza nell’Anima, 4.

 

Sono stati stanziati 21.373 euro per il 2018 e 26.437,50 per il 2019.

 

Il progetto supporta le famiglie moglianesi che hanno difficoltà a sostenere i costi di iscrizione dei propri ragazzi alle attività delle società sportive e favorisce così la pratica sportiva continuativa da parte di tutti i bambini e ragazzi di Mogliano.

 

Il progetto è rivolto ai minori residenti nel comune di Mogliano Veneto, di età compresa tra i 6 e i 18 anni, appartenenti a famiglie a basso reddito documentato dal modello ISEE individuati mediante avviso pubblico. I beneficiari si sono iscritti alle società sportive che hanno aderito al progetto, e che riceveranno direttamente l’erogazione del contributo.

Dopo la restituzione della delega alle Politiche giovanili da parte del Consigliere Giacomo Nilandi, la maggioranza reagisce riaffermando la sua compattezza attorno al sindaco Carola Arena.

 

La maggioranza ribadisce anche la candidatura della Arena alle prossime elezioni comunali, confermando Mogliano come laboratorio politico che unisce tutte le forze del Centro Sinistra.

 

Ora tocca a Nilandi, si legge in una nota il gruppo di maggioranza, decidere se rimanere nella coalizione o meno.

Il Consigliere Nilandi ha fatto pervenire il suo no comment.

Il nostro lettore Dario Dessì ha condiviso con noi alcune note sulla storia di Mogliano Veneto del 1918 e sui tragici eventi della Grande Guerra, riportati alla luce dopo circa vent’anni di ricerche

 

Siamo a pochi giorni dalla Battaglia del Solstizio sul fiume Piave.

Quella sera, una della prime del giugno 1918, gli ufficiali della sezione informazioni del Comando della 3° Armata erano quasi tutti riuniti nella grande sala terrena della villa Favier a Mogliano Veneto.

 

C’erano per lo meno tutti i capi reparto: la situazione truppe, le artiglierie, le fotografie, l’aviazione. I C.R.I.T.O.  (Centro raccolta informazioni truppe operanti); c’era anche l’ufficiale di collegamento del comando di artiglieria d’armata.

 

La vasta sala era quasi buia, le alte vetrate tremavano continuamente: fuoco antiaereo; aeroplani nemici su Mestre e su Treviso: il solito.

 

Seduti sulle poltrone gli ufficiali facevano circolo al tavolino del Caposezione, illuminato da due batterie di quattro candele, ciascuna  infissa su due assicelle.

 

Avvolto in una nuvola di fumo di sigarette, il colonnello Ercole Smaniotto, colla sua voce bassa e dolce, diceva: Dunque, signori, riassumiamo… le affermazioni dell’aviatore catturato, secondo loro, sono attendibili?

 

È possibile cioè ed è anche attendibile che siamo alla vigilia di un’offensiva nemica in grande stile? So bene che la situazione generale conforta questa ipotesi, ma diffido appunto di queste impressioni generiche che possono influenzare il nostro giudizio; noi dobbiamo giudicare soltanto su fatti concreti.

 

Epperò, io prego loro di riassumere i fatti, e soltanto i fatti, raccolti nelle loro osservazioni e che confortano la loro comune opinione; perché è sui fatti soltanto che noi possiamo utilmente discutere ed è su questi che io stesso  potrò basarmi alla riunione di sabato, al Comando Supremo.

 

Dunque,  sentiamo un po’ lei, situazione truppe.  

 

C’è poco da dire, signor colonnello, da cinque giorni a questa parte non abbiamo né un disertore, né un prigioniero; ci sono settori dei quali non abbiamo notizie da oltre un trimestre: con quel benedetto fiume di mezzo, non ci si raccapezza più!

 

Però i settori delle grandi unità sembrano essere rimasti gli stessi: abbiamo sempre la 33° e la 58° alle Grave, le due Honved sopra Ponte di Piave, la 14° e la 9° C, la 10° e la 12° a S: Donà; la 1° C  a Caposile; ne portiamo tre in rincalzo e cinque, di cui una incerta, in riserva lontana: cioè, sempre quattordici o quindici divisioni…

 

Insomma, né  concentramenti, né rarefazioni notevoli: di qui c’è poco da ricavare.

 

Sentiamo le artiglierie… Eh! Qui, signor  colonnello, i sintomi sono parecchi.

 

L’attività delle artiglierie nemiche è stata certamente superiore a quella del mese d’aprile: nelle settimane di chiara visibilità, sono strati raggiunti e oltrepassati i duemila colpi giornalieri sul fronte dell’armata. Inoltre, molti tiri avevano carattere di aggiustamenti, e parecchi di controbatteria, specialmente quando le nostre batterie effettuavano tiro di disturbo sui centri di rifornimento avversari.

 

Si è notata la costruzione di numerosissime postazioni di ricambio, parecchie delle quali si sono anche rivelate attive: non si può dire che tutte le nuove postazioni siano occupate, ma potrebbero anche esserlo.

 

Nel mese scorso, per la prima volta dallo schieramento sul Piave si sono avuti tiri di grosso calibro in vari settori, quasi tutti con carattere d’aggiustamento: il nemico ha impiegato la maggior cura a mascherare queste nuove postazioni di grosso calibro e a difenderne gli approcci con crociere di cacciatori…

 

Riassumendo, a quanto fa ascendere lei le forze d’artiglieria avversaria? Potrebbero superare le 1800 bocche da fuoco. È una bella cifra!

 

È quella che daremo  nella situazione del giorno 13  ed è strettamente calcolata.

 

Che  cosa dicono le fotografie?

 

Poco o nulla, signor  colonnello. Il tempo pessimo non ha permesso che pochissime battute.

 

Segnalo soltanto il materiale da ponte e da traghetto a San Stino di Livenza, visibilissimo in alcune fotografie e che corrisponde all’affermazione dei disertori del mese scorso: che si effettuavano frequenti esercizi di traghetto sulla Livenza, specialmente nella regione della anse, dove il corso di quel fiume ha maggiore somiglianza col corso del Piave; sembra vi partecipassero interi battaglioni A.U. di rincalzo. Aggiungerò che, nelle ultime settimane, si è notata la costruzione di parecchi ponti, ponticelli e passerelle sulla Livenza e sul Monticano.

 

Anche  sul ramo orientale del Piave, alle Grave il numero delle passerelle apparve aumentato, ed alcune passerelle sono venute trasformandosi in veri e propri ponti.

 

Sul Piave Nuovo, a valle delle Porte del Taglio, i ponti e le passerelle preesistenti sono accuratamente tenuti in efficienza, e due nuovi ponti vi si sono aggiunti nei due ultimi mesi. Si nota poi dovunque una più accurata manutenzione delle vie d’accesso ai passaggi fluviali sulla sponda sinistra. Sta bene.

 

E adesso, sentiamo un po’ l’aviazione… L’attività degli aeroplani da ricognizione nemici è andata sempre  crescendo: nella seconda quindicina di maggio essa è stata addirittura  intensissima. Generalmente, l’attività si è limitata alle nostre prime e seconde linee; tuttavia, nel settore nord, si sono avute parecchie crociere fin sopra Treviso e, nel settore sud, fin sopra Musestre. I grafici dei voli indicano due fasci densissimi di crociere, si può  dire, quotidiane: uno tra i ponti della Priula e Ponte di Piave; l’altro tra Ponte di Piave e San Donà. Tutti i campi d’aviazione avversari preesistenti sono in piena efficienza; due, che sino a poco tempo fa apparivano sgombri, sono stati occupati. Le forze d’aviazione nemiche sono dunque certamente aumentate: ciò che è confermato, d’altra parte, dai frequenti e densi sbarramenti di cacciatori A.U. nei quali vanno scontrandosi i nostri apparecchi da ricognizione…

 

Mentre  ciascuno dei suoi ufficiali parlava, il colonnello Smaniotto continuava a coprire di appunti e di cifre il suo minuscolo block di note. L’ufficiale dei C.R.I.T.O. non aveva gran cosa da dire. Il contegno del nemico, per quel che se ne poteva vedere dalle nostre linee, appariva normale: nessun tentativo di traghetto, nessun colpo di mano, nessuna attività di pattuglie; solito lancio di manifestini di propaganda; scarsa attività di fucileria; le mitragliatrici quasi silenziose.  A parecchie riprese si erano uditi nella notte, i vari settori, rumori di trattrici indizio sicuro di traini pesanti in prossimità delle linee.

 

Il C.R.I.T.O. di un settore del Piave vecchio aveva segnalato l’osservazione di lavori di sterro e di mascheramento assai sospetti sull’argine di riva sinistra; ma non si era potuto assodare con precisione la natura di tali lavori.

 

L’ufficiale di collegamento del Comando d’artiglieria segnalava, dal canto suo il prolungamento di parecchie decauville nemiche sino in vicinanza dell’argine; l’aumento molto notevole dei depositi di munizioni avversarie: alcuni di questi, perfettamente individuati dalle nostre batterie, erano stati colpiti ed erano scoppiati. Due di tali esplosioni  osservate dai nostri palloni, avevano rilevato dense nubi di fumo giallo – verdognolo o violaceo: indizio certo di scoppio di proiettili a gas e conferma della deposizione di un disertore del mese precedente, il quale aveva assicurato che le batterie A.U. venivano alacremente provviste di una abbondante dotazione di proietti a liquidi speciale, croce gialla e croce azzurra.

 

…Così, in una delle prime sere di giugno del  1918 si imbastivano, in base agli indizi minuziosamente raccolti alla sezione informazioni del Comando della 3° Armata, le caratteristiche di quella formidabile offensiva che, pochi giorni dopo, l’esercito austro ungarico doveva sferrare su 120 chilometri di fronte, dall’Astico al mare.

 

Ma  gli ufficiali che, finita la riunione, uscivano quella note dal recinto della villa Favier, non erano animati dalla consueta sana allegria.

 

Andavano in gruppo dietro l’alta figura del colonnello, parlando a mezza voce: cessata l’escursione aerea nemica, la notte si era rifatta calma e silenziosa nella gran luce lunare. E, a ciascuno pareva che gravasse sull’anima la certezza dell’imminente offensiva, dell’urto terribile che sarebbe venuto di laggiù, dal Piave, e contro il quale non si sapeva, non si poteva prevedere quale sarebbe stata la reazione delle nostre truppe… L’ombra di Caporetto pesava ancora, incubo minaccioso, su tutti i cuori”.

 

Tratto da La Battaglia del Piave di Corrado Zoli, Capitano d’Artiglieria

L’esposizione rimarrà visitabile al Centro Sociale fino al 12 novembre, con ingresso libero.

 

Dopo esser stata ospitata a Vittorio Veneto fino alla scorsa settimana, giunge a Mogliano Veneto la mostra itinerante “Mappe in guerra. Il fronte del Piave e del Grappa nella cartografia militare della Grande Guerra”. L’esposizione sarà inaugurata domenica 14 ottobre alle ore 10.30 al Centro Sociale e rimarrà aperta fino a lunedì 12 novembre.

 

“Nel centenario della Grande Guerra, come Amministrazione abbiamo accolto con slancio e interesse l’invito da parte della Regione del Veneto ad ospitare questa esposizione di rilevante valore storico. Si tratta di una grande opportunità per la cittadinanza e, in particolare, per gli studenti delle nostre scuole. Ci fa inoltre particolarmente piacere questo passaggio di testimone: questa mostra itinerante proviene da Vittorio Veneto, città con la quale abbiamo siglato un “Patto di amicizia” lo scorso maggio proprio prendendo spunto dalle celebrazioni per il centenario della fine della Grande Guerra. Il filo di questa amicizia continua, anche grazie a questa iniziativa”, ha dichiarato il Sindaco Carola Arena, insieme agli Assessori alle politiche educative, Daniele Ceschin, e alle politiche culturali, Ferdinando Minello.

 

Il progetto è a cura di Francesco Ferrarese e Aldino Bondesan, del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova ed è promosso da Regione del Veneto insieme al Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra, al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità e al Dipartimento di Geoscienze tutti dell’Università degli Studi di Padova, a Marco Polo System geie, all’Osservatorio del Paesaggio “Medio Piave”, alla Società Italiana di Geografia e Geologia Militare e all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia-Sezione Basso Piave.

 

La mostra consta di 29 pannelli e ha l’obiettivo di portare il visitatore all’interno del paesaggio di guerra attraverso la cartografia militare con l’ausilio di brevi testi descrittivi, testimonianze scritte e fotografiche. Sono riprodotte le carte italiane, austroungariche e britanniche pubblicate dall’ottobre 1917 al novembre 1918 e relative al fronte del Piave, mettendo di volta in volta in luce l’efficacia della simbologia, l’uso del colore e la tecnica di aggiornamento. Territorio, rappresentazione e scelte militari strategiche e tattiche creano un insieme espositivo di particolare impatto e profonda conoscenza storica. L’apparato cartografico è integrato da altri documenti storici come ordini dei comandi, fotografie aeree e terrestri, diari di militi e letteratura militare.

 

In occasione dell’apertura, sarà presente il dott. Ferrarese, curatore, per una presentazione della mostra. Nei fine settimana e nei lunedì di mercato saranno garantiti, grazie alla collaborazione delle associazioni combattentistiche e d’arma moglianesi, i seguenti orari di apertura: il sabato dalle 15.30 alle 17.30,  la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 17.30; il lunedì dalle 10.00 alle 12.00.

 

Inoltre saranno rese possibili visite infrasettimanali, dal martedì al sabato mattina, per gli studenti delle scuole del territorio, da programmarsi di volta in volta previa prenotazione. L’ingresso è libero.

Terremoto nella maggioranza che governa Mogliano: il consigliere Giacomo Nilandi, con delega alle Politiche giovanili, ha rimesso al sindaco la sua delega. La decisione ovviamente implica la tenuta di questa maggioranza e dell’alleanza formatasi a sostegno della candidatura del sindaco Arena per le prossime elezioni comunali.

 

“La mia decisione – afferma Nilandi – è dovuta alla impossibilità di esercitare a pieno tale ruolo senza dover incorrere in rinvii e stop costanti il più delle volte strumentali”.

 

“L’ultimo di questi è stato il rinvio dell’informativa di giunta che conteneva i fondi per l’avvio dei progetti all’interno del nuovo Centro Giovani inaugurato dal sindaco in pompa magna. Le motivazioni addotte riguardano l’opportunità politica di assegnare 17mila euro all’associazione Officina 31021 per paura, così afferma il sindaco, di non si sa quali ripercussioni nelle critiche degli oppositori politici”.

 

“Officina 31021 è nata mettendo insieme Progetto Giovani, Seekers, Nite Park e Wave Park. L’obbiettivo è quello di creare un contenitore con le risorse e le potenzialità rispondenti alla domanda delle giovani generazioni del territorio di avere progetti a loro dedicati e spazzi sociali dove crescere”.

 

“I ragazzi ci hanno creduto investendo tempo ed energie, ma l’Amministrazione ha dimostrato tutta la propria inerzia nel non aiutare e a volte ostacolando. Ho saputo della bocciatura dell’informativa in questione casualmente, il mio Assessore referente nulla mi ha comunicato a Giunta ultimata”.

 

“Ho chiesto spiegazioni al sindaco che mi ha risposto che non può occuparsi di tutto, ci sono gli Assessori con cui parlare. Non mi sono arreso e giovedì sera mi sono presentato in Giunta per discutere del problema, mi è stato detto dal sindaco che quello non era il luogo giusto e che dovevo prendere un appuntamento in segreteria. Il Sindaco ha aggiunto che il mio era un blitz”.

 

“Le mie scelte politiche rispetto alla collocazione in questa consiliatura e rispetto a un ulteriore impegno nella prossima tornata elettorale saranno determinate dalle risposte nei passaggi conseguenti alla scelta che sto prendendo. Per chiudere chiederò una verifica di maggioranza ai segretari delle forze politiche della coalizione per tentare di sciogliere questo e altri temi che riteniamo dirimenti rispetto alla prosecuzione di questa esperienza”.

 

In conclusione, con le dimissioni del Consigliere Nilandi vediamo in bilico anche la posizione dell’assessore Oscar Mancini, appartenente alla stessa corrente politica di Nilandi, con conseguenze imprevedibili.

In occasione del 10° anniversario di attività della Volksbank nella città di Mogliano Veneto, la filiale moglianese ha deciso di devolvere la somma di 500 euro al progetto Pengo Life Project, a sostegno della causa degli elefantini orfani del DSWT.

 

La consegna dell’assegno è avvenuta ieri, 9 ottobre, presso la filiale di Mogliano Veneto, alla presenza dei rappresentanti della stessa, della Responsabile Area e dei Sig.ri Carla e Oscar del PLP.

 

I miei più sentiti ringraziamenti vanno alla filiale di Mogliano Veneto per questo nobile gesto.

 

Se anche voi volete aprire il vostro cuore agli elefanti e credete nello spirito della missione che per anni ha accompagnato il duro lavoro della dott.ssa Dame Daphne Sheldrick per la causa degli orfani, potete fare la vostra donazione qui.

 

E a fine agosto 2019… si viaggerà con Pengo in Kenya!

Per partecipare all’11° Pengo Safari e conoscere gli orfani della famiglia Sheldrick, andate su www.pengolifeproject.it.

 

 

Aldo Giovannella
Fondatore Pengo Life Project
Partner Italiano David Sheldrick Wildlife Trust

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni