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Il Movimento “Priorità alla Scuola” di Treviso, con la sua referente Roberta Bruccoli di Mogliano Veneto (che ha due figli studenti presso il Liceo Berto di Mogliano), ha manifestato questa mattina davanti alla sede della Protezione civile a Marghera, insieme a un gruppo di genitori e ragazzi, mentre all’interno si svolgeva la consueta rassegna stampa sul Covid.

 

“Al di là dell’emergenza Covid che è una parentesi, un’emergenza, ci sono problemi che arrivano da molto più lontano, da molto prima dell’emergenza Covid, come le classi pollaio, la carenza di insegnanti, le nomine che arrivano in ritardo e quindi cattedre che rimangano scoperte per uno o due mesi, necessità di riattivare la medicina scolastica che c’era una volta, insomma, un bel decennio di tagli alla scuola che non siamo più disposti ad accettare” ha detto la rappresentante. “Ci sono i ragazzi che vorrebbero ripartire perché riescono ancora a reagire ma mi fanno paura i ragazzi che non vogliono ritornare a scuola perché sanno che ritornare in classe vuol dire confrontarsi con il mondo reale. E sanno benissimo di avere un gap di 10 mesi di assenza da scuola perché la DAD non è scuola, è solo gestione dell’emergenza. Preferiscono rimanere nel limbo della DAD e della loro casa. Ma la scuola deve aprire subito – ha continuato la Bruccoli – perché le scuole sono un luogo normato e sicuro. Il problema sono i trasporti.”

 

Dal canto suo il sindaco di Mogliano Davide Bortolato, anche lui padre di un liceale del Berto, conferma il giudizio espresso dal Presidente Zaia sul fatto che chiudere le scuole sia un fallimento ma che sia necessario agire con molta prudenza: “Noi tutti vorremmo che le scuole fossero aperte ma in questo momento questo non ci sembra prudente perché si creano assembramenti pericolosi. Del resto si tratta di tenere duro ancora pochi giorni e poi, se i dati di contagi in calo saranno confermati,  si potrà ripartire con la scuola in presenza. Il sindaco Bortolato conferma che anche a Mogliano il trend dei contagi è in calo.

 

Silvia Moscati

Il DL 154/2020 ha assegnato al Comune di Mogliano Veneto nuove economie da dedicare ai fondi di solidarietà alimentare per l’acquisto di generi alimentari e di beni di prima necessità per i nuclei familiari in stato di bisogno.
Per poter accedere al fondo di solidarietà alimentare bisogna essere titolari di alcuni requisiti di base.

 

La domanda deve essere inoltrata dal 12 gennaio al 29 gennaio, corredata da fotocopia del documento di identità del richiedente, a mezzo PEC all’indirizzo [email protected], o tramite e-mail all’indirizzo [email protected]

 

La domanda può essere presentata utilizzando obbligatoriamente il modulo pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente da una sola persona per ogni nucleo familiare.

 

È importante sapere che può essere inoltrata solo da residenti nel Comune di Mogliano Veneto il cui nucleo familiare non disponga, alla data di presentazione della domanda, di una giacenza bancaria/postale superiore a 5000 euro.

 

I buoni alimentari saranno erogati tramite CARD BUONO SPESA (carte prepagate ricaricabili): le card non sono cedibili o convertibili in denaro e non consentono prelievi di contanti o acquisti online/contactless.
Le card servono per beni di prima necessità, quindi non sarà possibile acquistare alcolici, superalcolici, ricariche telefoniche o altre tessere prepagate.

 

Per informazioni di carattere generale e per il supporto alla compilazione della domanda, gli interessati possono contattare telefonicamente il servizio di Segretariato Sociale il giovedì dalle 14.30 alle 17.30 e il venerdì dalle 9 alle 12, al numero di telefono 0422.632284.

 

Per qualsiasi altra eventuale informazione, l’amministrazione invita a contattare i Servizi Sociali comunali ai numeri telefonici 041.5930623, 041.5930609, 041.5930615.

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Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Lavorazione marmi e onoranze funebri

Il Capostipite della Famiglia, Paolino Grando, negli anni Sessanta, col suo modesto mestiere di marmista che svolgeva in un piccolo laboratorio in via Zermanesa nei pressi del Cimitero di Mogliano, diede inizio all’avventura imprenditoriale che oggi ha reso la famiglia Grando una delle meglio quotate del territorio.
Successivamente, quando sua figlia raggiunse l’età di poco più di vent’anni, aggiunse in fianco al laboratorio del marmo, un negozio di fiori dove i moglianesi trovavano i fiori adatti per poi depositarli sulle tombe dei propri cari.
In seguito, Paolino, con il supporto della Famiglia, nella quale era entrato nel frattempo a far parte il genero, per prima cosa ingrandì e potenziò l’attività della lavorazione del marmo, creando lentamente una delle Aziende più professionali nel suo settore includendo col marmo la lavorazione del granito e delle pietre in genere, specializzandosi nei lavori delle tombe cimiteriali.
Per completare il cerchio lavorativo ed imprenditoriale infine, alle sue attività la Famiglia Grando ha aggiunto l’Impresa di Onoranze Funebri con la quale ha raggiunto per serietà, affidabilità e professionalità al top del proprio servizio e del rapporto con i propri clienti, rendendosi loro disponibile per qualsiasi esigenza essi possano manifestare.

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

La macelleria della famiglia Michielan F. e C. Sas, sita a Zerman in via della Croce 12 inserita nell’antica villa veneta settecentesca Bane, da sempre a conduzione familiare, è stata aperta da Michielan padre nel lontano 1966. Gestita da qualche anno a questa parte dai figli Valerio e Francesco, è considerata oggi una delle migliori macellerie delle Province di Treviso e di Venezia per assortimento e qualità di prodotto.

 

Negli anni è diventata un vero punto di riferimento per l’intera zona circostante e non solo con clienti affezionati e disposti a viaggiare anche da fuori per acquistare le sue carni. Nella bottega sapientemente gestita da decenni dalla famiglia Michielan si può trovare un vastissimo assortimento di carne di bovino, di vitello, maiale, pollame, selvaggina ed anche diversi prodotti di specialità alimentari, quali formaggi, uova, latte e molto altro, provenienti dal territorio locale a Km 0 e nazionale.

 

“La garanzia qualitativa dei nostri prodotti – dichiara il signor Valerio Michielan, sono dati dalla tradizione, la cultura contadina, la qualità ed il rispetto della terra che possono garantire ai consumatori nostri clienti un futuro migliore. La nostra carne proviene dalla macellazione di animali allevati in loco ed alimentati esclusivamente con mais, foraggio e soia ed erba medica, tutti prodotti della terra coltivati e raccolti dall’azienda agricola di famiglia dislocata in aperta campagna”.

 

L’azienda peraltro garantisce la qualità e il controllo della carne in ogni fase del processo produttivo che fanno risultare la carne un prodotto d’eccellenza.

 

Nonostante la caratteristica del negozio sia l’affollamento continuo di clienti ed una notevole coda, i tempi d’attesa del servizio sono abbastanza brevi ed eseguita dai gestori con gentilezza e professionalità non comuni.

 

Photo Credits: lanostranacarni.it

In seguito alla notizia pubblicata qualche giorno fa in merito alla riapertura del plesso scolastico Anna Frank di Mogliano, riceviamo una lettera firmata dai consiglieri comunali di minoranza Roberta Albanese, Tiziana Baù, Daniele Ceschin, Ferdinando Minello, Giacomo Nilandi e Renzo Prete, che di seguito pubblichiamo integralmente.

 

“Non possiamo che considerarci soddisfatti del fatto che la scuola Anna Frank rimanga aperta. Una scelta di buon senso che noi consiglieri di minoranza abbiamo auspicato più volte nelle ultime settimane e che è arrivata a ridosso delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, dando finalmente delle certezze al personale della scuola e soprattutto alle famiglie. La mobilitazione di maestre, genitori e cittadini che hanno firmato a migliaia contro la chiusura del plesso è stata alla fine fondamentale.
Ora il sindaco, anche grazie alla nostra chiara opposizione, ha cambiato finalmente idea, ma ricordiamo che per un anno l’Amministrazione Comunale ha lavorato alacremente per chiudere la scuola con il fine di destinare quei locali alla nuova sede della Polizia Locale. Una opposizione, la nostra, che invitava il sindaco a fermarsi, a fare una riflessione sulla necessità di salvaguardare tutti gli spazi scolastici e a riconsiderare questa decisione in virtù di un’emergenza sanitaria sempre più grave. Ma per mesi il sindaco e l’assessore all’Istruzione, che evidentemente conoscono poco il mondo della scuola, non hanno ascoltato nessuno, nemmeno le istituzioni scolastiche superiori, e sono andati allo scontro con i genitori e gli insegnanti, dividendo la comunità educante di Mogliano in una fase molto complicata a causa della pandemia. Tutte energie e risorse che potevano essere meglio spese e magari riversate su un miglioramento dei plessi scolastici, sul reperimento di nuovi spazi o sulla rimodulazione di quelli esistenti. Ci chiediamo: ne valeva davvero la pena? La nostra soddisfazione per l’esito positivo non cancella dunque il rammarico per il pressapochismo e la superficialità con cui è stata affrontata la questione. Perfino nel dare comunicazione ufficiale di questa retromarcia che, a nostro parere, avrebbe dovuto essere fornita con una nota congiunta dell’Amministrazione Comunale e della dirigenza scolastica: la forma è sostanza. Si tratta di uno sgarbo istituzionale di non poco conto.
Rimane ora aperta la partita della nuova sede della polizia locale. Dal momento che lo scorso agosto l’amministrazione Bortolato ha commissionato uno studio di fattibilità impegnando una cifra rilevante (31.700 euro) per collocarla proprio alla Frank, è lecito chiedersi quale soluzione sarà individuata, con che tempi e con quali risorse. Ed è lecito augurarsi che non ci siano altri percorsi pasticciati”.

Esattamente cinque anni fa, con la conclusione di una sudata COP21, credevamo di assistere al trionfo dell’ambientalismo: 175 Stati (ora 195) firmavano un accordo passato alla storia come Accordi di Parigi.
Esso impegnava le nazioni firmatarie, tra cui USA (ora usciti ma in procinto di rientrare), Cina, India, Paesi Europei e tante altre, a ridurre gradualmente le proprie emissioni di gas serra attraverso la transizione ecologica.
Questo per scongiurare un riscaldamento globale oltre i 2°C, un possibile scenario futuro definito “pericoloso e instabile” dalla maggioranza della comunità scientifica, dai servizi di sicurezza nazionali e (tra gli altri) anche buona parte dei fondi assicurativi. [1]

 

 

Basti considerare che il riscaldamento attuale è di 1,1°C dall’inizio dell’età industriale, e già si notano crescenti conseguenze sulla sicurezza e sulla vita delle persone: ad esempio è stimato che nella sola Europa negli ultimi 10 anni più di 700mila persone siano state costrette a migrare per via di eventi meteorologici estremi ed anomali; del resto, il nostro continente è una delle zone più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. [2]

Il tasto dolente è che, a dispetto della serietà dell’emergenza climatica, risulta che solo Marocco e Gambia abbiano finora rispettato gli impegni presi. [3]

Per quanto gli Accordi di Parigi siano spesso celebrati come punto saldo dell’azione globale contro la crisi climatica, i rilevamenti ci mostrano come da quella data le emissioni antropiche di gas serra non abbiano purtroppo smesso di aumentare [4].
Uno dei motivi sembra essere che, essendo gli Accordi NON vincolanti, gli Stati abbiano deciso semplicemente di NON rispettarli, di fatto continuando a stanziare migliaia di miliardi in euro, a livello globale, per i sussidi alle fonti fossili: parecchie volte più che, ad esempio, nel settore medico-sanitario (situazione chiaramente rappresentata dal grafico seguente, realizzato dal professor Francesco Gonella dell’Università Ca’Foscari di Venezia):

 

In questo contesto s’inserisce bene una celebre frase di Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, rivolta anni fa ai Capi di Stato: “Con i sussidi alle fonti fossili usiamo i soldi della gente per finanziare gli uragani”.

Sfatato quindi il mito de “gli Accordi di Parigi hanno risolto il problema”, viene spontanea una domanda: oltre alle piccole azioni quotidiane, come può ognuno di noi agire per spingere le istituzioni a rispettare gli impegni presi? Del resto, ne va del futuro delle nostre comunità e della stessa Città di Mogliano.

 


Fonti:
[1] https://www.rinnovabili.it/ambiente/clima-polizze-assicurative/ https://www.italiachecambia.org/2020/02/clima-sicurezza-cosa-dicono-militari/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/06/clima-lallarme-degli-11mila-scien
[2] https://it.euronews.com/2020/02/27/migranti-climatici-sono-gia-tra-noi-e-sono-europei
https://environmentalmigration.iom.int/europe-and-africa
[3] https://climateactiontracker.org/
[4] https://climate.nasa.gov/vital-signs/carbon-dioxide/

In occasione del Natale 2020, l’Associazione di Frazione Marocco ha realizzato un grande presepe all’aperto, ripercorrendo un’esperienza lanciata dagli amici dell’Associazione “Sperteam” e dai volontari di Spert, che a Spert d’Alpago organizzano da oltre dieci anni l’evento “Presepi per le Vie”.
Il Presepe di Marocco è la riproduzione dell’installazione principale realizzata a Spert d’Alpago dove le vie del Paese, durante le festività natalizie, si popolano di decine e decine di Presepi (oltre 80!), di tutte le forme e dimensioni.
Fino al prossimo 10 gennaio, seguendo il percorso organizzato dai volontari di Sperteam, potrete immergervi nella magia del Natale, percorrendo le vie del Paese alla scoperta dei suoi presepi, sino ad affacciarvi alla camera di Babbo Natale.

 

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

La Cooperativa Unitaria, che ha sede in via Silone 4, è stata fondata nel 1971 da un gruppo di dieci cittadini moglianesi i quali costituitisi in Cooperativa e capitanati dal loro primo Presidente signor Destino Michelin socialista appartenente alla sezione di Mogliano Veneto, con regolare atto notarile che recita “una cooperativa a proprietà indivisa e a responsabilità limitata con la denominazione Cooperativa Edilizia Villaggio Giacomo Brodolin” costituirono una Cooperativa Edilizia. Essendosi successivamente associata e fusa con un’altra cooperativa nata nel frattempo in seno agli iscritti al Partito Comunista moglianese, la sua denominazione fu modificata in Cooperativa Unitaria. Nel 2004 infine, avendo ormai aperto le porte a tutti gli ascritti ai partiti della sinistra Italiana, venne definitivamente variata in Unitaria Società Cooperativa Edilizia.

 

Sfruttando le leggi varate dal Governo dell’epoca, che per la prima volta in Italia agevolavano l’edilizia popolare ed istituendo la Cooperativa, quei caparbi pionieri si fecero promotori di una iniziativa importantissima, con lo scopo ben preciso di riuscire a costruire un alloggio sicuro ed a basso costo di affitto per poi concederlo a tutti coloro che non erano in grado di sostenere il prezzo corrente di un affitto commerciale.

 

La costruzione del primo insediamento venne realizzata in fondo a via Barbiero ed era costituito da 32 appartamenti. Quel manufatto, ancora esistente, rimase nella storia di Mogliano e delle sue conquiste, un esempio emblematico seguito successivamente da altre Cooperative edilizie che si insediarono nel territorio.

 

Dopo questi, che possono considerarsi i primi passi realizzati dall’Unitaria, bisogna aspettare l’arrivo di Giovanni Carli con la carica di Presidente per vederla brillare nell’immenso firmamento edilizio di Mogliano. Il nuovo Presidente, circondatosi da collaboratori professionali, laboriosi ed esperti in campo sia amministrativo che commerciale, ed avvalendosi della notevole expertise dei tecnici della Lega delle Cooperative operante nel territorio, è riuscito tenacemente a potenziarla da renderla competitiva con altre società edilizie di portata molto maggiore. Ha realizzato in una ventina di anni, durante i quali ha saputo gestire con oculatezza e lungimiranza l’Unitaria, più di venti insediamenti, riuscendo a diversificare e migliorare qualitativamente la tipologia degli alloggi per i propri soci includendo nella gamma delle offerte anche villette a schiera.

 

L’Unitaria ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2000. Costruisce e assegna case a schiera e appartamenti a costi ragionevolmente contenuti e controllati, siti tra il Veneziano e il Trevigiano.
Gianni, complimenti vivissimi da parte di tutti i soci della Cooperativa!

 

 

In foto Giovanni Carli con il libro pubblicato nel 2006 in occasione del 35° anniversario della Cooperativa

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Walter, classe 1943  e Leopoldo, classe 1949

I fratelli Arcari, Walter e Leopoldo, avevano ereditato dal loro papà una piccola tipografia posizionata in via Pia, già di proprietà dell’Ing. Carniello, allora segretario amministrativo dell’Istituto Costante Gris, minuscola e limitata nelle sue possibilità di stampa che si fermavano alle locandine che annunciavano la morte di qualcuno a Mogliano ed a qualche manifesto di modeste dimensioni che segnalava qualche raro evento che si sarebbe verificato in città nei giorni successivi
Forse incoraggiati dal trend del boom economico che in quegli anni incoraggiava ad esporsi anche al di là delle proprie possibilità effettive e dalla efficiente organizzazione commerciale che gradatamente sono riusciti a dare alla loro azienda, i due inseparabili fratelli hanno saputo incrementare nel tempo la loro attività e trasformarla gradatamente in un complesso editoriale invidiabile ed in assoluta concorrenza con le grandi stamperie della zona.

 

Per gradi, sono riusciti a dotare la loro attività di macchinari moderni e capaci di svolgere sempre più volume di lavoro in totale sintonia con i tempi e col progresso tecnologico che si muoveva a velocità sorprendente.
Il segreto del loro successo credo sia stato determinato dalla tempestività dell’ammodernamento dei loro mezzi produttivi che ha loro consentito di essere sempre in linea con le necessità dei tempi in continuo cambiamento ed all’altezza di battere la concorrenza del settore.

 

Oltre che per la stamperia, attività preminente, non hanno mai nascosto la passione e l’ambizione per l’Editoria. Da Editori infatti hanno pubblicato diversi libri di diversi autori anche di un certo livello. Leopoldo poi ha dato anche ampia dimostrazione di attaccamento al gioco ed alla pratica del Rugby, dedicandogli buona parete del suo tempo libero e facendo parte per un discreto periodo della rosa dei giocatori agli albori della nascita della società. C’era fra i fondatori nel 1969. C’è stato subito dopo come giocatore nella formazione della prima squadra, quella storica della prima ora. E c’è ancora adesso come socio. Inoltre Leopoldo Arcari ha gestito come Presidente per diversi anni anche il tennis Club di Mogliano con ottimi risultati.

 

Ma, Leopoldo, dove trovi le energie e l’entusiasmo per portare avanti tutte queste iniziative? Complimenti vivissimi! E sinceri auguri per il futuro.

Uno dei problemi che affligge i quartieri di Mogliano Veneto, in particolare quelli di Marocco e Mazzocco/Torni, è la perdita dei medici di base che, giunti alla pensione, vengono sostituiti da nuovi professionisti che privilegiano l’apertura degli ambulatori in Centro.

 

In questi anni, le Associazioni di Quartiere di Marocco e Mazzocco/Torni si sono attivate, con il supporto dell’Amministrazione, per ricercare una soluzione che oggi potrebbe essere individuata nel Decreto legge n. 135/2018, che prevede la possibilità per i laureati in Medicina e Chirurgia abilitati all’esercizio professionale, iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale e in possesso dell’attestato d’idoneità all’esercizio dell’emergenza sanitaria territoriale, di partecipare all’assegnazione di incarichi convenzionali per lo svolgimento del ruolo di medico di base.

 

All’interno di questo quadro normativo, i Presidenti dei quartieri Marocco e Mazzocco/Torni, con il supporto del Comune di Mogliano Veneto ricercano figure professionali cui affidare gli ambulatori di medicina generale nei rispettivi quartieri.

 

Eventuali candidature potranno essere inviate agli indirizzi [email protected] o [email protected] e saranno sottoposte, per la valutazione dei requisiti previsti, alla competente AULSS 2 Marca Trevigiana.

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