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Un uomo riuscito

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É stato presentato ieri, nell’Auditorium Cesare De Michelis dell’M9, Museo del 900 il libro sulla vita di Don Armando Trevisiol

Mestre – “Don Armando Trevisiol, un uomo riuscito” è il titolo del libro di Don Sandro Vigani. La presentazione del libro è stata arricchita da una tavola rotonda moderata dal giornalista Vittorio Pierobon.

Ci sono stati alcuni contributi e collegamenti, tra questi un video di Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia. Hanno partecipato tra gli altri, la curatrice editoriale Alba Scapin, l’ex prosindaco di Mestre Gianfranco Bettin, e il fratello “piccolo” Roberto Trevisiol, anch’egli sacerdote.

A Eraclea, sotto il segno dei Pesci

Don Armando Trevisiol è nato ad Eraclea, in provincia di Venezia, il 15 marzo 1929. Figlio di un falegname e di una casalinga, primo di sette fratelli, entrò in seminario a Venezia nel 1942. Fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1954 dal Patriarca di Venezia Cardinal Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII.

Nel 1971 Don Armando diventa parroco a Carpenedo, nella chiesa dei santi Gervasio e Protasio, dove rimane fino al 2005. A 75 anni, in pensione, si trasferisce proprio al Don Vecchi 2, il centro ideato e voluto da lui, dove è vissuto fino alla sua morte, il 9 agosto dello scorso anno, a 94 anni.

Il più giovane dei suoi 6 fratelli, Roberto, è anch’egli parroco a Mestre. E anche il nipote, figlio della più grande delle sorelle, è anch’egli sacerdote.

Un uomo visionario

La vita di don Armando è stata caratterizzata da un impegno senza sosta nel sociale, che ha dato vita a numerose iniziative a sostegno degli ultimi, degli emarginati e dei bisognosi che ad oggi coinvolgono più di 300 volontari.

Fondatore dei Centri Don Vecchi, aveva capito molti decenni fa che ci sarebbero stati sempre più anziani e che bisognava dare loro una vita serena. Il libroo Don Armando Trevisiol. Un uomo riuscito rappresenta un tributo a un uomo visionario, il cui lavoro ha lasciato un’impronta indelebile sulla comunità di Mestre.

Non “case di riposo” ma “alloggi protetti” per anziani

I Centri Don Vecchi sono complessi con una serie di “alloggi protetti” nei quali si pagano solo utenze e costi condominiali (circa 200 euro al mese), dove l’anziano può gestire la propria vita in completa autonomia fino alla fine, restando protagonista del suo tempo. Si compongono di mini alloggi indipendenti, con una sala da pranzo comune se non si vuole cucinare nel proprio appartamento, bar, parrucchiera, ambulatorio, sala da lavoro e altri spazi comuni.

La “bottega solidale”: cibo in scadenza ma ancora buoni

La “bottega solidale”, in un piccolo chiosco tra la canonica e la chiesa di Carpenedo che prima ospitava un negozio di fiori è stato il primo banco di alimenti gratuiti. Sono prodotti donati perché in scadenza o non perfetti, che supermercati e commercianti donano. Don Armando ha avuto l’idea di creare un luogo dove chi aveva bisogno potesse andare a ritirare di persona il cibo, facendo un’offerta simbolica, se ne aveva la possibilità, per coprire i costi di gestione.

I magazzini “San Martino” e “San Giuseppe”: vestiti e mobili

Da questo primo “negozio” dedicato solo agli alimenti in scadenza, don Armando e i suoi collaboratori volontari, ormai circa 160, hanno creato un vero e proprio “polo solidale”, forse il più grande del Triveneto, nei sotterranei del Centro don Vecchi 2. Allo spaccio solidale, trasferito dall’ex negozio di fiori, si sono aggiunti il chiosco di frutta e verdura, il banco alimentare, con alimenti offerti dalla Comunità europea, e i magazzini San Martino e San Giuseppe, dove si ritirano e si distribuiscono rispettivamente vestiti usati o rimanenze donate dai commercianti e mobili e arredo per la casa.

Radio Carpini San Marco

A fine anni 70, sull’onda delle prime rodio libere, Don Armando Trevisiol pensò di fondare una radio della diocesana. La sede era a Carpenedo, in via S. Donà 1, accanto alla Chiesa S. Gervasio e Protasio, dove Don Armando Trevisiol svolgeva l’opera di parroco.  La radio irradiava i suoi programmi dai 92,000 Mhz. e negli anni successivi anche dai 93,200; 94,400 e 102,200 Mhz. 

Don Armando aveva  dato ai suoi parrocchiani la possibilità di creare spazi radiofonici con programmi realizzati in autonomia, secondo i loro interessi. Tutti erano volontari. La messa in onda era invece curata dai tecnici che erano giovani obiettori di coscienza al sevizio militare, allora obbligatorio. https://ilnuovoterraglio.it/radio-carpini-san-marco-la-radio-libera-di-don-armando/

Don Armando, un uomo riuscito

All’evento di ieri hanno partecipato moltissime persone che Don Armando hanno conosciuto, stimato, amato. E qualche volta anche….. litigato.

La presentazione del libro Don Armando Trevisiol, un uomo riuscito è stata arricchita da una tavola rotonda. moderata dal giornalista Vittorio Pierobon e da alcuni contributi e collegamenti video.

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