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L’assessore Venturini in persona consegna il primo libro: “Un servizio che garantirà un po’ di serenità in più a tutti” 

 

Con la prima consegna a Mestre, effettuata dall’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, è partito ufficialmente #LibriDaTe, il servizio fornito dalle biblioteche civiche veneziane, con il supporto del settore Cultura del Comune di Venezia, che porta direttamente a domicilio i libri richiesti in prestito dai cittadini. L’iniziativa arriva a seguito delle disposizioni dell’ultimo Dpcm del 3 novembre che impone la chiusura delle biblioteche. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Con questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Venturini – vogliamo continuare a tenere ben stretto il legame tra i cittadini, i libri e il circuito delle biblioteche, incentivando il rapporto tra i veneziani e un settore sempre vicino e disponibile come quello della Cultura del Comune di Venezia.”

 

#LibriDaTe è gratuito ed è conforme a tutte le disposizioni di sicurezza anti Covid già tenute dalle biblioteche della Rete. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Invitiamo pertanto i cittadini – ha proseguito Venturini – a consultare il sito del Comune nella sezione dedicata alle biblioteche per usufruire di questo nuovo servizio, che resterà attivo in via sperimentale per il mese di novembre”.

 

 

Per informazioni e prenotazioni: [email protected]comune.venezia.it – telefono 041.2746740-41.

Per accedere alla consegna si deve essere iscritti alla Rete Biblioteche Venezia. Se non si è già iscritti a una delle biblioteche comunali, è possibile farlo online o al telefono con un bibliotecario. È possibile richiedere il prestito di libri, film, cd musicali scegliendo dal catalogo Bimetrove (selezionando la ricerca nelle Biblioteche Rete Biblioteche Venezia) o chiedendo consiglio telefonicamente al bibliotecario.

L’ambiente intorno, il passato, le foto e i racconti. La Tradotta, emozioni passo dopo passo è l’ultimo libro scritto da Norma Follina, dedicato alla nuova ciclopedonale da Montebelluna a Nervesa (18 chilometri) costruita sul sedime dell’ex ferrovia. Una scrittura sciolta lungo il filo del legame con la propria terra per far conoscere i luoghi del percorso: sfumature che per vie misteriose intrecciano il presente con epoche ormai lontane. Dalla Fonda a Montebelluna, ferrovia in trincea per la Grande Guerra, al tratto finale di Nervesa, teatro della battaglia del Solstizio, è un susseguirsi di immagini, di indicazioni, di inviti a godere di una bellezza sulla quale spesso lo sguardo sorvola.

 

La Grande Guerra torna prepotente dentro la ciclopedonale con il cippo a Mario Fiore e quello ad Alessandro Platone, con la vista sul sacrario e su quelle rotaie che ricordano il calvario dei soldati.

 

Ognuno dei 27 tratti della Tradotta diventa protagonista con indicazioni di strade verso nord e sud, con paesaggi interessanti da mostrare oltre la siepe, con punti di riferimento ai lati. E con un po’ di orgoglio per questa tormentata terra, ecco uscire dal cilindro, luoghi da visitare, partendo da quello Stradone del Bosco che tende decine di braccia verso la Tradotta e la collina.

 

L’autrice concepisce il paesaggio come l’espressione della natura e della cultura: la prima ha un’esistenza autonoma che diventa unità di paesaggio quando l’uomo la percepisce, la osserva, interagisce.

 

Camminare lungo la Tradotta significa anche ricostruire la mappa che la mente si è formata, riflettere, comprendere passato e presente, relazionarsi, anche soltanto con un sorriso o un cenno.

 

La vera novità, in questa che a colpo d’occhio si presenta come una mini-guida, sono i sette racconti: un pezzo di passato uscito da un vecchio baule, un alito di vento sul velo dell’oblio. Martino, il casellante con la sua lampada è una figura ormai fiabesca; fa sorridere il racconto della ex discoteca Emmeuno a ridosso della ferrovia, mentre quello del piovan di Giavera durante la Grande Guerra è una pennellata amara, così come lo sono le vicende del partigiano riferite a villa Gasparini.

 

“Questo libro è anche un omaggio a tutte le persone anziane, agli emigranti che sono saliti sul treno e mai più tornati ed è un grazie ai giovani che, percorrendolo a piedi o in bici, poco a poco si relazionano con l territorio”, dichiara l’autrice Norma Follina.

 

 

Norma Follina

Norma Follina è nata e vive a Nervesa della Battaglia. Giornalista e attiva nel campo della grafica per la comunicazione, ha pubblicato i romanzi “Il paese rubato”, “Un pugno di ragazzi”, “Si dice”, “Romanzo 44” e “Onde aliene nel bosco”, la storia fantastica di un bimbo che dallo spazio arriva sul Montello.

In tutte le narrazioni il Montello è contesto, attore e protagonista costante, e questo fin dai primi libri di fiabe “L’Abazia incantata”, “Rocco e le fate del Montello”, “Giulia e i Vladi del Montello”, come pure nelle tre storie a fumetti con disegni di Paolo Ongaro “Il mistero della nube blu”, “Il paese prigioniero” e “Le ali bruciate”.

Ne “La Tradotta”, il Montello esercita l’effetto di una forte calamita e invita a girare lo sguardo sempre verso Nord, alla collina carica di tesori e di misteri, e scrigno di emozioni.

Promuovere la lettura, soprattutto tra i più giovani, diventando un punto di aggregazione intorno al quale presentare iniziative culturali. Con questi obiettivi parte da settembre il viaggio del “Bibliobus”, il nuovo servizio di biblioteca mobile promosso dal settore Cultura del Comune di Venezia per far arrivare i libri anche nelle zone più periferiche del territorio comunale. Il progetto, presentato ufficialmente nella mattinata di mercoledì 26 agosto, è finanziato con risorse europee nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane (Pon Metro). Si tratta, di fatto, della ventiduesima realtà rientrante nella Rete Bibioteche Venezia, che comprende tutte le strutture dedicate alla lettura del Centro storico, della Terraferma e delle Isole.  La grafica che colora il mezzo è stata scelta dai cittadini tra quelle proposte nei mesi scorsi tramite un concorso che si è svolto sulle pagine Facebook istituzionali del Comune di Venezia.

 

Scarica qui date, orari, tappe del Bibliobus.

 

Il “Bibliobus” punta a raggiungere in maniera capillare quelle aree dove non sono presenti biblioteche di prossimità, per soddisfare il bisogno dei cittadini e aumentare il numero di fruitori dei servizi e delle attività della Rete Biblioteche Venezia. Nel “Bibliobus” trovano spazio letture destinate a tutte le fasce d’età, fino ad una capienza massima di 1500 libri da poter prendere in prestito. Proprio come succede nelle biblioteche “classiche”, anche sul pulmino itinerante sarà possibile prendere in prestito i libri, ricevere consigli di lettura e un servizio di orientamento su dove trovare altri testi nelle biblioteche cittadine.

 

 

Gli operatori che gestiscono il “Bibliobus” e la sua collezione, personale dell’Ati CoopCulture e SocioCulturale in collaborazione con il Servizio VEZ-Rete Biblioteche Venezia, sono bibliotecari qualificati in grado di fornire ogni informazione richiesta e hanno a disposizione una postazione collegata on-line al circuito gestionale delle biblioteche per effettuare le operazioni di iscrizione e prestito. Tra le iniziative pensate dal settore Cultura, nei prossimi mesi, in caso di condizioni meteo favorevoli, durante il passaggio del “Bibliobus” saranno organizzati reading, spettacoli con letture animate e laboratori per bambini, con lettori volontari e professionisti.

 

 

Il “Bibliobus” effettuerà ogni due settimane lo stesso itinerario, diviso in 14 tappe, tra tutti i quartieri della Terraferma con un passaggio anche a Santa Marta. Sono stati già posizionati, nei luoghi dove sosterà il pulmino, dei cartelli segnaletici con il logo che richiama la grafica colorata del mezzo. I primi due mesi, come spiegato dal settore Cultura, serviranno a testare il servizio insieme ai cittadini e raccogliere suggerimenti per apportare eventuali migliorie. Per accedere al prestito è sufficiente un documento per l’iscrizione. Il servizio è interamente gratuito ed è svolto in totale rispetto delle misure anti contagio: sono stati definiti i protocolli di sicurezza per l’accesso contingentato sul “Bibliobus”, con mani igienizzate e mascherina per la scelta dei libri e quarantena del volume tornato dal prestito.

 

 

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale Cultura del Comune di Venezia, ai numeri 041.2746740 – 041.2746741, o direttamente nel Bibliobus dal numero, 3316100604 negli orari in cui è attivo. Fino all’inizio ufficiale dell’attività, previsto per il primo settembre, il “Bibliobus” inizierà il suo tour conoscitivo in città. Cultura Venezia invita i cittadini a mandare le foto dei passaggi del bus a [email protected].

Torna l’ormai tradizionale appuntamento di “Libro contro libro”: il mercatino dei testi usati di scuole medie e superiori, promosso dalla Direzione Coesione sociale del Comune, giunto alla sua undicesima edizione, è in programma da martedì 1 a giovedì 3 settembre presso il Palaplip di via San Donà a Mestre, con orario 9.30-12.30 e 14.30-17.00.

 

Nell’Auditorium, in cui verranno adottate tutte le misure sanitarie previste per l’emergenza Covid-19, i ragazzi potranno portare i loro libri scolastici trovando tavoli e sedie per attendere i coetanei interessati al loro acquisto, oppure utilizzare gli appositi pannelli “Cerco-Vendo-Scambio” per lasciare i propri annunci con le liste dei libri che cercano, o di cui non hanno più bisogno.
 

Gli operatori del Comune, che saranno sempre presenti nei momenti di apertura, offriranno indicazioni ed assistenza agli studenti e ai genitori nella gestione degli spazi e degli annunci, mentre le “trattative” per i libri resteranno assolutamente riservate tra i ragazzi e/o i loro familiari.
Per ulteriori informazioni:
Comune di Venezia – Direzione Coesione Sociale
e-mail: [email protected]
Telefono o sms: 348.3901439

 

L’assessore Venturini: “Un’iniziativa rivolta agli anziani e alle persone con disabilità motoria o fragilità sanitaria”

 

La Rete Biblioteca Venezia inaugura “LibriDaTe”. Si tratta di un nuovo servizio ecologico rivolto agli over 70 e a persone con disabilità motoria o fragilità sanitaria, che potranno ricevere a domicilio i documenti della biblioteca.

 

“Unʼaltra bella notizia dalle Biblioteche della Rete del Comune di Venezia – ha commentato l’assessore alle Politiche educative, Simone Venturini – parte dal centro storico un servizio sperimentale di consegna di libri a domicilio, che in seguito verrà replicato su tutto il territorio, dedicato alle persone più fragili come gli over 70 o disabili. Anche in questa estate particolare, in cui ci siamo abituati a nuove abitudini, cercheremo di essere più vicini al cittadino, con un servizio che arriva direttamente a domicilio”.

 

 

Come richiedere il prestito bibliotecario

Sarà dunque possibile richiedere la consegna del libro a domicilio (massimo tre volumi) telefonando allo 041.2746740 o 041.2746741, oppure inviando unʼemail a: [email protected]
I bibliotecari sono a disposizione anche per aiutare nella ricerca del libro desiderato e per consigliare le ultime novità letterarie. Si tratta di un servizio sperimentale che, con il tempo, sarà anche migliorato per venire incontro alle esigenze dei cittadini.

A questo il link è possibile consultare il catalogo online.

 

Un operatore, munito di bici o carrello, si occuperà della consegna dei materiali per il centro storico: libri, film, cd musicali, potranno essere recapitati direttamente a casa. Per restituirli basterà telefonare per poi essere raggiunti da un operatore direttamente a casa.

Treviso è stata confermata “Città che legge” per il biennio 2020-2021

 

Il Centro per il libro e la lettura ha riconosciuto l’impegno dell’Amministrazione comunale nello svolgere con continuità politiche di promozione della lettura sul proprio territorio, conferendo la qualifica che certifica il sostegno alla crescita socio-culturale attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.
Il titolo è stato attribuito per le attività svolte dai partner del Patto per la lettura, tra i quali Associazioni, Scuole, Enti pubblici e privati legati alla filiera del libro che hanno coinvolto centinaia di appassionati alla lettura in un ricco calendario di eventi.

 

«Purtroppo l’emergenza Covid-19 ha rallentato alcune delle attività costringendo a cancellare incontri già programmati», afferma l’assessore ai Beni Culturali e Turismo Lavinia Colonna Preti.
«Alcune letture e incontri si sono svolti comunque online, confermando come il piacere di
condividere un buon libro sia un’abitudine ormai consolidata fra gli abitanti nella nostra Città. Il
riconoscimento del Cepell è un segno beneaugurante e ci motiva a fare sempre di più per
promuovere arte e cultura».
Il prossimo evento, il primo “in presenza” dopo il lockdown è dedicato ai lettori più piccoli: si tratta
di “Un giardino di storie” che si svolgerà nel Giardino dei Diritti dei Bambini (adiacente alla
biblioteca BRAT) la sera del 15 luglio alle 20.45.

 

 

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Godere il piacere di un buon libro, anche se si hanno problemi di vista, a Jesolo si può, grazie al nuovo servizio cui ha aderito la biblioteca civica

 

C’è una nuova, importante novità, tra i servizi erogati dalla biblioteca civica di Jesolo: è l’App per smartphone a tablet “Libro Parlato Lions” sviluppata dal Lions Club di San Donà di Piave, che arriva a Jesolo per facilitare l’accesso alla lettura per persone con difficoltà di vista grazie a titoli parlati.

 

La convenzione siglata dalla biblioteca di Jesolo con il Lions Club di San Donà di Piave permette a tutte quelle persone che non sono in grado di leggere autonomamente, a causa di disabilità fisiche o sensoriali, anche temporanee di poter accedere ad un servizio che promuove la lettura e, di conseguenza, il diritto alla cultura. Il progetto si rivolge quindi ai non vedenti, agli ipovedenti gravi, i dislessici e gli anziani che possono chiedere al personale della biblioteca l’attivazione del servizio.

 

Possono usufruire dell’opportunità anche le persone temporaneamente ricoverate in ospedale o sottoposte a cure in day hospital presso strutture convenzionate, ricevendo in prestito tablet e cuffie con cui poter ascoltare il libro preferito. Oltre ad offrire migliaia di testi letti da volontari, l’App permette anche di “donare la voce” mettendo quindi a disposizione un po’ del proprio tempo e della propria voce per regalare momenti di serenità agli altri.

 

“Jesolo è una realtà sempre in fermento e sempre alla ricerca di modi per ampliare l’offerta culturale rivolta ai suoi cittadini. La biblioteca civica in particolar modo svolge un ruolo di primo piano essendo la casa della cultura e pronta ad erogare nuovi servizi – commenta l’assessore alla Cultura della città di Jesolo, Otello Bergamo -. L’App “Libro Parlato Lions” è solo l’ultima di una lunga serie di novità che dimostrano l’attenzione al bisogno di conoscenza degli jesolani e abbiamo trovato in questo caso un’associazione all’avanguardia in questo campo con grande esperienza alle spalle. Grazie a questa collaborazione mettiamo le i cittadini con difficoltà visive nella condizione di poter vivere al meglio il diritto alla lettura e alla cultura”.

La cultura resta un perno fondamentale per l’Amministrazione comunale jesolana, anche al tempo dell’emergenza COVID-19. Benché le norme nazionali impongano la chiusura al pubblico delle biblioteche, la struttura di Jesolo continua a garantire l’operatività con l’utilizzo sempre più massiccio delle reti sociali e delle opportunità offerte dal mondo digitale. Il personale dunque continua ad operare a porte chiuse nel rispetto delle prescrizioni, tra dispositivi di protezione individuale e distanza sociale.

 

 

E-book in prestito

La biblioteca civica di Jesolo si mantiene quindi attiva. Se fisicamente infatti non è possibile procedere con il prestito di libri, nemmeno attraverso il Librobus, si può invece accedere gratuitamente alle versioni digitali dei libri. La scelta è ricca e può essere consultata tramite la raccolta della Biblioteca Digitale Venezia Metropolitana, di cui anche la Biblioteca di Jesolo fa parte ed è co-finanziatrice insieme ad altri comuni. Per poter prendere in prestito un e-book è sufficiente essere iscritti a una qualsiasi biblioteca comunale della Città Metropolitana di Venezia ed accedere con le proprie credenziali al catalogo BIMETROVE.

 

 

Video letture per i più piccoli

Oltre a questo servizio, nelle scorse settimane state rese disponibili online, all’interno della pagina Facebook della biblioteca, delle video letture a cura delle lettrici volontarie “Nati per Leggere”, il cui gruppo viene coordinato dal personale della struttura Jesolana e che hanno intrattenuto soprattutto i bambini. Il personale sta inoltre provvedendo alla pianificazione degli appuntamenti mensili del Gruppo di Lettura in italiano e del Gruppo di Lettura in Inglese tramite l’utilizzo di piattaforme web che permettano la videoconferenza e il collegamento con più persone.

 

L’obiettivo è cercare di mantenere una soglia minima di servizi e attività tra quelle normalmente erogate dalla biblioteca. Tra queste rientrano: prestito librario (nel 2019 sono stati 26.290 i movimenti registrati) e interbibliotecario, orientamento all’utenza per informazione e ricerca bibliografica, organizzazione di incontri di promozione alla lettura rivolti a bambini e adulti, attività di promozione del servizio bibliotecario e di promozione alla lettura rivolte agli studenti degli istituti scolastici del territorio, mostre tematiche, incontri con l’autore.

 

“Nonostante l’emergenza sanitaria la biblioteca di Jesolo non è andata “in ferie” ma al contrario continua a svolgere la sua importante attività di promozione della cultura tra i nostri cittadini. Certo sono cambiate le modalità, puntando su tecnologia e digitale ma non la sostanza – spiega l’assessore alla Cultura, Otello Bergamo. – Anche in questo momento di difficoltà restiamo convinti dell’importanza della conoscenza e dell’aiuto che la lettura e più in generale le attività culturali possono trasmettere alle persone. Il personale è al lavoro per essere vicino ai cittadini e continueremo sempre più e sempre meglio a coniugare tecnologia e cultura”.

Certe storie sono come incubi: vogliono essere raccontate per ritrovare un po’ di serenità. Tutto si muove intorno a me di Dany Laferrière, pubblicato cinque anni fa da 66THAND2ND, è una di queste.

 

Port-au-Prince, isola di Haiti. È il 12 gennaio 2010, l’orologio segna le 16.53. All’improvviso nell’aria si solleva un terribile boato, sembra la raffica di una mitragliatrice o lo sfrecciare di un treno in corsa. È questione di pochi istanti, poi la terra comincia a tremare per sessanta lunghissimi, interminabili secondi. In quel momento Dany Laferrière è seduto a un tavolo dell’hotel Karibe in allegra compagnia dell’editore Rodney Saint-Éloi, suo amico, in attesa delle ordinazioni. Ma non c’è il tempo di pensare, sono attimi preziosi, segue una corsa disperata verso il giardino, fuori è un tramestio di grida, s’ode il frastuono di oggetti che sbattono, il tonfo di edifici che crollano; poi, d’un tratto, tutto tace.

 

Con voce commossa, a tratti unita a una delicata ironia, Dany Laferrière è particolarmente abile a far rivivere nel lettore la paura scaturita dal suolo che sussulta e quella fragilità che si impadronisce del corpo umano che, impotente, si fa vigile a ogni minima vibrazione anche nei giorni a venire. Io stessa, già dalla prima pagina di questo libro ho riavvertito farsi strada in me quel brivido di panico che mi ha riportata con la mente a due anni fa, a quei giorni in cui il centro Italia sembrava non trovare pace.

 

Il libro di Laferrière nasce proprio come diretta testimonianza del Gudugudù – nome con cui gli haitiani hanno battezzato il terremoto che quell’anno si è abbattuto sulla loro isola, causando oltre 220mila vittime –, in cui lo scrittore, in un intreccio di reportage giornalistico e intime riflessioni, dipinge il dramma di distruzione e disperazione che lo circonda.

 

Quel pomeriggio, camminando per la strada, si imbatte in una donna con le braccia aperte a croce che chiede conto al cielo della sua salvezza, mentre il resto della sua famiglia giace sotto le macerie. Giorno dopo giorno, si fa vicino al dolore di chi, rimasto vivo, piange per quei famigliari che non rivedranno mai più un’alba. E ogni volta che scorge le loro lacrime, prova amarezza per tutte quelle persone che, in pochi secondi, hanno visto frantumarsi la fatica di una vita, come se «quella nuvola che un attimo fa si alzava in cielo» non fosse stata altro che «la polvere dei loro sogni».

 

Ora che gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla perla dei Caraibi – mentre i media ne dipingono soprattutto la faccia sconfitta – l’autore si fa coraggio e dà forma ai propri ricordi, mostrando anche l’altra faccia dell’isola, quella in cui «la paura non dura mai più di un minuto, e il minuto dopo sono già tutti in strada a ballare. […] Questa gente dignitosa che sopporta il dolore con tanta grazia possiede un senso della vita che sarebbe imperdonabile ignorare. Nel vederli così sereni, viene da pensare che abbiano una certa esperienza in materia di dolore, di fame e di morte. E che siano pieni di una gioia irrefrenabile. Gioia e sofferenza, che trasformano in canto e danza». Haiti infatti è la storia di uomini e donne che, costretti a dormire in strada, la sera, prima di addormentarsi, cantano in coro per alleviare il dolore. È il sorriso di coloro che per giorni hanno resistito intrappolati sotto il cemento e sono stati estratti vivi. È l’esultanza nei volti dei vicini quando finalmente ritorna la corrente elettrica. E c’è chi grida, chi accende tutte le luci, chi avvia la radio, chi prepara un caffè. Haiti è ancora in vita ed è «una bella ondata di energia».

 

È questo che si legge in Tutto si muove intorno a me: sono racconti semplici del chi cosa dove quando tutto ha cominciato a tremare. Sono le impressioni degli haitiani nel vedere le rovine fumanti del loro paese. Sono frammenti di conversazioni tra uno zio e un nipote, tra un figlio e una madre, tra un fratello e una sorella.

 

Oggi sono passati oltre dieci anni dal boato improvviso che ha messo Haiti e la sua capitale in ginocchio. Laferrière non manca una riflessione – carica di malinconia – su coloro che, non ancora nati, cresceranno in una città completamente nuova, limitandosi a conoscere la vecchia Port-au-Prince dalle foto d’epoca.

 

In queste pagine finali mi è sembrato di cogliere una genuina speranza dell’autore verso il popolo haitiano che, tenace e combattivo, non rinuncia al proprio futuro, pronto a ricostruire ciò che gli è stato tolto: «questo paese ha bisogno di energia, non di lacrime».

Un appello urgente per il recupero dei libri che domani andranno al macero viene lanciato in queste ore dalla libreria Bertoni in Rio terrà degli Assassini, vicino a calle della Mandola a Venezia. Si tratta di libri che sono andati sott’acqua e che sarebbe troppo lungo e costoso cercare di asciugare uno ad uno. Così saranno buttati! Chi volesse in queste ore andare a prenderli potrà farlo e portarli a casa gratuitamente, anche se si consiglia una piccola offerta.

 

Lo stesso sta facendo la libreria Acqua Alta in Calle Longa S. Maria Formosa. La storica libreria vende libri usati e allora a Mogliano si è già pensato di provvedere al… riordino!

 

Un gruppo si sta infatti attivando per la raccolta e chi volesse donare dei libri, esclusi testi scolastici ed enciclopedie, può portarli al negozio TecnoAudio di via C. Gris n. 29 a Mogliano. La raccolta si protrarrà fino a venerdì 22 e poi i libri rimarranno in un deposito fino a quando la libreria non sarà pronta per accoglierli. Nel frattempo i libri bagnati sono a disposizione di chi volesse andare a prenderli e magari asciugarli, curarne le ferite pur di salvarli.

I libri della solidarietà viaggiano dunque a doppio binario.

 

 

Silvia Moscati

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