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A Roma, in Città del Vaticano, si è da poco concluso il Convegno internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, dal titolo La Dottrina Sociale della Chiesa dalle radici all’era digitale: come vivere la Laudato Sì.

 

Insieme a un nutrito panel di relatori giunti nella capitale da tutto il mondo per l’evento, l’incontro ha ospitato anche numerosi gruppi italiani locali, che hanno portato alla luce alcune tematiche vicine al proprio territorio geografico.

 

Anche il gruppo locale di Treviso, con la referente Paola Zuliani, ha raggiunto Roma insieme all’assistente ecclesiastico Gianni Donadi e ad alcuni simpatizzanti della Fondazione, per parlare del futuro delle città costiere per effetto del cambiamento climatico. In particolare il caso Venezia.

Come si legge nella frase di chiusura del video realizzato dal gruppo, tutti gli uomini di buona volontà hanno il compito di coltivare e custodire il Giardino del mondo.

 

Consapevoli di questa fondamentale responsabilità, l’invito è quello di impegnarci tutti a portare avanti una testimonianza concreta dei valori e dei principi ispiratori della enciclica Laudato Sì, e di sensibilizzare allo stesso tempo le persone sul tema dei cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze.

 

Se da una parte cominciano a manifestarsi diversi segnali incoraggianti – come un crescente investimento sulle risorse di energia rinnovabile e una maggiore sensibilità ai temi ecologici –, dall’altra tante restano ancora le sfide da affrontare.

 

A tal proposito, Papa Francesco ha ribadito che “il bene comune viene spesso messo a rischio da atteggiamenti di eccessivo individualismo, consumismo e spreco”. Per questo motivo, si rende difficile “promuovere la solidarietà economica, ambientale e sociale e la sostenibilità all’interno di un’economia più umana, che consideri non solo la soddisfazione dei desideri immediati, ma anche il benessere delle future generazioni”.

Importante è anche sottolineare come, nel suo intervento, Papa Francesco abbia ricordato che la lettera enciclica su cui si è incentrata la conferenza della Fondazione non sia una enciclica verde, ma sociale.

 

La presidente del Convegno Anna Maria Tarantola (già dirigente Banca d’Italia ed ex presidente Rai) ha evidenziato come tutti noi “dobbiamo agire subito e bene, per ritornare sul corretto sentiero di una crescita equa, solidale e sostenibile”.

Le azioni da intraprendere saranno efficaci solo se portate avanti da tutti gli attori coinvolti, quali la società, le imprese, le banche, i mercati, le istituzioni e i politici.

 

Altri interventi di spicco sono stati quelli proferiti dal Cardinale Pietro Parolin, dal Prof. Enrico Giovannini, dall’editore Ferruccio De Bortoli e da Mons. Nunzio Galantino, che hanno offerto numerose occasioni di confronto sulla Laudato Sì, a quattro anni dalla sua pubblicazione e da un mutato contesto economico e sociale.

 

A chiusura di un Convegno così intenso di dibattiti e testimonianze, il Papa ha ricevuto in udienza privata i partecipanti e il gruppo locale di Treviso ha potuto parlargli e consegnarli personalmente il lavoro svolto.

 

 

Photo credit: © Servizio Fotografico – Vatican Media

Giovedì 25 aprile 2019, per il terzo anno consecutivo, la Parrocchia di Monastier (TV)  fa la “Rogazione Maggiore”.

 

Una antica processione devozionale per implorare da Dio i beni spirituali e chiedere la protezione “A pestefame et bello libera nos Domine”, “A fulgure et tempestate libera nos Domine”.

 

  • La moderna Peste che rappresenta le malattie devastanti attuali come il cancro;
  • la moderna Fame che sono ora le crisi occupazionali e produttive;
  • la moderna Bello -in latino guerra- rappresentata ora da guerre e attentati con innumerevoli vittime innocenti in ogni parte del mondo come quelle recenti in Sri Lanka e
  • la moderna Fulgure come l’incuria e il degrado della terra di cui si è fatta di recente portatrice del messaggio anche la giovane Greta.

 

Tutto ciò si presenta oggi come il grande MALE che deve essere combattuto con ogni mezzo. Anche con la preghiera.

 

La cerimonia

 

Quest’anno in particolare vogliamo ricordare e pregare per i cristiani che sono perseguitati in vari paesi del mondo a motivo della loro fede, ultimo il caso dello Sri Lanka. In un contesto in cui le persone cercano di risolvere i problemi diversi con i propri mezzi e le proprie forze fisiche ed intellettuali, è sempre un grande valore ricorrere alle energie spirituali, soprattutto alla preghiera di invocazione rivolta al Padre per mezzo di Gesù, suo Figlio e di molte persone amiche che sono i giusti e i Santi che vivono nel Signore. L’invito è di riscoprire e continuare a coltivare questi valori che fanno parte sia della tradizione religiosa del nostro popolo, sia della vita di fede di una comunità credente e cristiana” ha detto Monsignor Luigi Dal Bello parroco di Monastier.

 

Il programma

 

La rogazione partirà alle 8.30 da “Villa delle Magnolie” a Monastier sede del Centro Servizi per gli anziani.

 

 

Ad ogni pellegrino, e anche ai bambini presenti, verrà consegnata una croce di legno da portare al collo. La croce come vuole il rito della rogazione viene dalla terra; questa è stata realizzata dagli anziani ospiti del centro Servizi con i tranci di vite dei vigneti dei nostri campi annodate a croce. Ad ognuna viene appeso un filo di corda che ogni pellegrino porterà al collo.

 

 

Il percorso della processione parte da Villa delle Magnolie si snoderà in mezzo alla campagna; il percorso arriverà fino all’Abbazia di Santa Maria del Pero Chiesa Vecchia dove la famiglia NINNI-RIVA mette generosamente a disposizione il Chiostro per la tradizionale merenda di pane uova e salame come una volta. Durante tutto il percorso verranno recitate le litanie dei santi e cantati i salmi proprio come si faceva una volta.

 

 

È prevista la partecipazione anche di molti bambini accompagnati dai loro nonni che frequentano l’Università dell’età libera che conta quasi 400 iscritti. “Il dovere di noi adulti è quello di trasmettere alle giovani generazioni i valori che abbiamo accumulato durante l’esperienza della nostra vita anche attraverso questi segni concreti di amore per la natura e per il prossimo”. Così ha detto prof.ssa Erminia Zamuner presidente dell’Università dell’Età Libera che raccogliere iscritti da 14 comuni trevigiani.

 

 

Per informazioni

 

ERMINIA ZAMUNER cell. 348 6390780

Mons. LUIGI DAL BELLO cell. 347 3689941

Lorenzo Damiano, presidente del movimento Pescatori di Pace, ha rivolto un invito al famoso rapper milanese, come aveva fatto qualche tempo fa anche per il collega J-Ax, chiamandolo a Medjugorje: “Questi ragazzi hanno bisogno di ritrovarsi”.

 

Fedez ha infatti deciso di dire la sua in seguito a un servizio giornalistico sul Congresso delle Famiglie di Verona, in cui gli intervistati si esprimevano sul tema dell’omosessualità. “Omosessualità contro natura? Non è forse contro natura vedere e credere in un uomo che cammina sull’acqua?”, ha commentato il rapper in un video pubblicato nel suo profilo Instagram.

 

La risposta dei Cattolici

Un’affermazione che ha subito suscitato la risposta di Lorenzo Damiano: “Fedez è un ragazzo che ha un bisogno estremo di Dio. Per se stesso, per la sua anima e per il bene della sua famiglia farebbe bene immediatamente ad allontanarsi da tutto ciò che lo porta a mettersi contro il Signore. So bene che il mondo nel quale è entrato comporta dei prezzi da pagare, dei ticket di benvenuto per restare sulla cresta dell’onda e continuare ad avere successo. Stare dalla parte delle lobby massoniche per esempio. Ma Fedez deve ricordarsi che tutto questo non è per sempre e deve cominciare a lavorare per la sua conversione adesso: ho detto in passato che secondo me ha bisogno di un esorcista per pulirsi da ciò di cattivo che lo contamina e oggi ne sono sempre più convinto”.

 

Damiano continua: “Fedez prenda coscienza di essere una persona dotata di intelletto: può ribellarsi al mondo che lo ha imprigionato e non essere più schiavo del male e di queste false crociate. Lo invito, visto che nei prossimi giorni suonerà nella mia provincia, a venire a messa con me e con i Pescatori di Pace e magari a confessarsi per cancellare il suo continuo peccare. Il suo ex amico J-Ax l’ho chiamato a venire a Medjugorje: l’invito è naturalmente esteso anche a Fedez. Sono certo che troverà la pace e ricolmerà il vuoto che sente verso un Dio che non smette di evocare”.

 

Gloria Callarelli, nel direttivo del movimento, chiude: “Fedez mi fa tenerezza: prima le magliette contro la Madonna, poi il crocifisso con Topolino e ora queste gratuite offese a Dio. Sta costruendo il suo personaggio andando contro Cristo: fa male al cuore tutta questa cattiveria. Fa male al cuore che sia un personaggio seguito dai giovani. Ma purtroppo questo è il perfetto prodotto di una società vuota, piena solo di chiacchiere e materialismo. Do una notizia a Fedez: le nostre radici sono ben radicate nel Signore che ricordiamolo non è contro natura ma è oltre natura. Sappia perciò che tutti i tentativi di aspirare alla grandezza di questo mondo non arriveranno mai a raggiungere l’immensità del Signore: per arrivare a Lui occorre preghiera, tanta, e sofferenza. Perciò Fedez chieda scusa e si ravveda: lo aspettiamo a braccia aperte”.

Non esiste violenza che possa essere religiosamente giustificata, tutti abbiamo uguale dignità e che nessuno può essere padrone o schiavo degli altri, le religioni sono ponti fra i popoli e le culture, nonché richiami vigili affinché l’umanità non chiuda gli occhi di fronte alle ingiustizie e ai drammi del mondo. Sono tanti i messaggi forti lanciati da Papa Francesco in occasione dell’incontro interreligioso sulla fratellanza umana promosso dal Consiglio Musulmano degli Anziani, con circa 700 leader di varie fedi, che si è tenuto questa settimana ad Abu Dhabi.

 

Per una volta, però, la notizia importante non riguarda tanto il viaggio papale, sebbene si tratti del primo viaggio negli Emirati Arabi Uniti per un Pontefice, quanto la firma di un documento che – per dirlo con le parole del presidente di Focsiv, Gianfranco Cattai – deve essere considerato la pietra miliare del dialogo interreligioso per i prossimi decenni.

 

Si tratta del documento sulla “Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune” firmato lunedì 4 febbraio da Papa Francesco e del grande Imam di Al-Azhar, Ahamad al-Tayyib, che parla di pace, fame, diritto alla vita, soccorso ai poveri, ai bisognosi e agli emarginati, ingiustizia socio-economica, libertà e cittadinanza, discriminazione, diritti delle donne, educazione, lavoro, dignità e tutela.

 

Il documento firmato vuole essere una dichiarazione sincera di buone e leali volontà, affinché esso diventi una guida per le nuove generazioni verso la cultura del reciproco rispetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende fratelli tutti gli esseri umani.

 

“La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare”: si apre proprio così, infatti, la prefazione al documento firmato che invita tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e nella fratellanza umana a unirsi e a lavorare insieme.

 

 

 

“È stato un viaggio troppo breve, però è stata un’esperienza grande”, ha dichiarato Papa Francesco al ritorno dalla sua visita apostolica. E ha poi aggiunto: “L’Islam è un Islam aperto, non chiuso, di dialogo, un Islam fraterno e di pace. Per me è stato molto toccante l’incontro con i saggi [il Consiglio degli Anziani], con i saggi dell’Islam, una cosa profonda; erano di tante provenienze, di varie culture. E questo indica pure l’apertura di questo Paese a un certo dialogo regionale, universale, religioso”.

 

Quello di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti è stato viaggio sì breve nella durata, ma con un orizzonte davvero lungo.

 

Foto: w2.vatican.va

Video: Vatican News

Nella notte di domani, martedì 20 novembre, le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan, a Venezia, e del Municipio, della Torre civica e della bilioteca Vez, a Mestre, saranno illuminate di rosso.

 

Un gesto simbolico, da parte dell’Amministrazione comunale, e insieme di tutta la città, proprio nella notte che precede la festa della Madonna della Salute, per lanciare un messaggio forte a sostegno della libertà religiosa e ricordare i cristiani martiri e perseguitati nel mondo.

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