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Beata Vergine Maria Addolorata

3 minuti di lettura

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre…” (Gv 19,25). Queste poche parole del Vangelo contengono uno dei misteri più grandi della fede cristiana. Maria sta. Non fugge. Non si nasconde. Non si allontana dal Figlio proprio quando il Figlio è più irriconoscibile, più povero, più umiliato, più solo. Il mondo vede un uomo sconfitto. Maria vede il Figlio. Gli uomini vedono la morte. Maria, nel buio della fede, continua a credere nella promessa di Dio.

GERUSALEMME. È questa la grandezza della Madonna Addolorata. Una Madre trafitta dal dolore, ma non vinta dal dolore. Una Madre davanti alla quale il cielo sembra tacere mentre la terra diventa teatro dell’ingiustizia, eppure il suo cuore non pronuncia una parola contro Dio. Maria non comprende tutto, ma rimane. E custodisce nel suo cuore.

Ecco la grande lezione della sua vita: la fede non consiste nel comprendere tutto ciò che Dio permette, ma nel continuare ad affidarsi a Lui anche quando non si comprende più nulla. Simeone lo aveva annunciato: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35). Quella spada ora è nella sua anima. Non è una figura poetica. È il dolore vero di una Madre che contempla il proprio Figlio inchiodato alla Croce.

Non c’è dolore più grande di quello di una madre che vede morire il proprio figlio. E il rapporto unico tra questa madre e questo figlio, “Vergine madre, figlia del tuo figlio”, porta il dolore di Maria al vertice più intenso e straziante! Tuttavia Maria non cade nella disperazione. Questo è il punto davanti al quale ogni cristiano dovrebbe fermarsi.

Perché esiste un dolore che distrugge e un dolore che, attraversato con Dio, diventa offerta. Esiste una sofferenza che chiude il cuore e una sofferenza che lo rende simile al cuore di Cristo. Maria non trasforma il proprio dolore in ribellione: lo consegna a Dio.

Sotto la Croce, Maria diventa immagine della Chiesa. Anche la Chiesa, nei secoli, è stata spesso ai piedi della Croce. Ha conosciuto persecuzioni, martirii, tradimenti, scandali, divisioni, lacrime e solitudini. Ha visto i propri figli soffrire e talvolta ha dovuto attraversare le ore oscure della storia senza poter dare immediatamente una risposta a tutte le domande degli uomini.

Ma la Chiesa continua a stare. Perché una Chiesa che rimane sotto la Croce non è una Chiesa sconfitta. É una Chiesa fedele. É una Chiesa viva. É una Chiesa che sa che dopo il Venerdì Santo viene la Risurrezione. La Chiesa è chiamata a custodire questa certezza quando il mondo ha paura, quando attraversa tempeste, quando l’umanità sembra smarrire la strada: Cristo non abbandona la sua Chiesa.

E proprio dalla Croce viene una delle parole più sconvolgenti del Vangelo: “Donna, ecco tuo figlio”. E poi al discepolo: “Ecco tua madre” (Gv 19,26-27). Gesù, nel momento della sua agonia, ci dona sua Madre. Maria non appartiene soltanto al dolore di quel Venerdì Santo: da quel momento appartiene alla speranza di ogni uomo.

È Madre quando nasce la gioia, ma è soprattutto Madre quando arriva la notte. È Madre davanti al letto del malato, accanto alla bara di chi muore, nella casa dove una famiglia piange, nel cuore di chi non riesce più a pregare, accanto a chi ha perduto un figlio, un genitore, un marito, una moglie, un amico. Maria conosce il dolore umano perché lo ha attraversato fino in fondo.

Per questo nessuna lacrima dell’uomo le è estranea. Nessuna sofferenza le è sconosciuta. Nessun grido le è lontano. E quando noi pensiamo che Dio sia lontano, Maria ci insegna a guardare ancora verso la Croce. Perché proprio quando tutto sembra perduto, Dio sta compiendo ciò che l’uomo non riesce ancora a vedere.

Il Calvario non è l’ultima pagina. La tomba non è l’ultima parola. La morte non è l’ultima vittoria. L’ultima parola appartiene a Dio. E la parola di Dio è vita. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25).

Per questo oggi e sempre, davanti alla Madonna Addolorata, non dobbiamo avere paura delle nostre croci. Dobbiamo avere paura soltanto di portarle senza Cristo. Non chiediamo a Maria una vita senza dolore. Chiediamole una fede che non crolli nel dolore. Non chiediamole di allontanare ogni Croce. Chiediamole di insegnarci a stare sotto la Croce.

Quando tutto vacilla, resta. Quando non comprendi, resta. Quando Dio sembra tacere, resta. Quando gli uomini se ne vanno, resta. Quando il cuore è spezzato, resta. Perche Maria è rimasta. E chi rimane con Cristo nella notte, vedrà sorgere l’alba.

“Stabat Mater dolorosa”: stava la Madre Addolorata. E la sua presenza continua a dire alla Chiesa e al mondo: non abbiate paura. La Croce non è la fine. Il dolore non è la fine. Il silenzio non è la fine. Dopo il Calvario viene la Risurrezione. E dopo ogni notte attraversata con Cristo, Dio prepara sempre una luce, la sua luce!

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