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Il Comune ha sottoscritto l’accordo con il Centro Antiviolenza e antistalking “La Magnolia” per offrire anche nel territorio jesolano un presidio a cui le donne che hanno subito maltrattamenti possono rivolgersi per trovare ascolto, informazioni e aiuto per le situazioni di difficoltà.

Ha aperto anche nel Comune di Jesolo lo sportello antiviolenza, curato dal personale del Centro regionale Antiviolenza “La Magnolia” della Fondazione Ferrioli Bo Onlus e che per due giorni la settimana, il giovedì e il venerdì dalle 9.00 alle 13.00 offre ascolto, informazione ed aiuto alle donne vittime di violenza.

 

Lo spazio dedicato allo sportello è stato individuato dall’amministrazione al secondo piano del municipio, nell’ala dedicata ai gruppi consiliari dove è stato adattato un apposito locale. Un ambiente quindi che possa essere visto come davvero sicuro da chi ha subito maltrattamenti e che possa fungere da punto di riferimento per il litorale di Jesolo e Cavallino-Treporti.

 

Il presidio del territorio da parte delle associazioni e dai servizi territoriali si dimostra fondamentale per combattere il fenomeno della violenza, sia fisica che psicologica, sulle donne. Solo nel 2019 il Centro Antiviolenza “La Magnolia” ha ricevuto oltre 560 segnalazioni e richieste di consulenza garantendo sostegno psicologico e assistenza legale gratuita a 174 donne. In alcuni casi le segnalazioni sono arrivate anche al personale dell’Ufficio Politiche Sociali del Comune di Jesolo che ha poi provveduto ad indirizzare le donne verso le strutture dedicate.

 

“L’attivazione di questo sportello rappresenta un ulteriore mano che il Comune tende ai suoi cittadini e, in questo caso specifico alle sue cittadine che si trovano o che si sono trovate a vivere situazioni particolari – dichiarano l’assessore alle Politiche Sociali, Roberto Rugolotto e alle Pari Opportunità, Flavia Pastò -. Il nostro è un segnale di attenzione e un invito alle donne a non aver paura di denunciare e, anzi, di sfruttare queste opportunità che vengono messe a disposizione, per riappropriarsi della propria vita e dimostrare di essere più forti di chi vuole loro male”.

 

Per appuntamenti fuori orario o per informazioni è possibile contattare il Centro Antiviolenza La Magnolia al numero 0421.596104.

 

Fitta adesione dei sindaci del Veneto alla cena di beneficenza del 7 febbraio, a Villa delle Magnolie a Monastier. Ora si attendono i cittadini che dovranno essere “serviti”

 

Sono già 20 i sindaci, fra cui quelli di Vicenza, Treviso e Belluno, un presidente di Provincia e vari assessori ad aver aderito alla cena benefica a favore di Venezia e i comuni del litorale colpiti dal maltempo dello scorso novembre.

 

Ma non saranno seduti a conversare fra loro in giacca e cravatta. Saranno tutti in piedi, cortesi e frettolosi, in divisa da cameriere, a far la spola fra la cucina e i tavoli dei veri commensali.
Accadrà venerdì 7 febbraio alle 19.30, a Monastier, nel salone del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” intitolato ad Antonio Calvani.

 

L’evento, che ha finalità squisitamente benefiche, è alla sua seconda esperienza. Lo scorso anno l’intero ricavato, pari a 11 mila euro, fu destinato ai comuni di Zenson, Salgareda, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta, colpiti dall’esondazione del Piave nell’autunno precedente.
Le risorse raccolte in questa edizione, invece, confluiranno nel fondo regionale istituito per contribuire alla riparazione dei danni subiti da Venezia e dalle località rivierasche del litorale in occasione della mareggiata dello scorso novembre.

 

“Invitiamo tutti i cittadini che volessero partecipare, per essere serviti ai tavoli da questi insoliti camerieri, a prenotare quanto prima. Sarà la dimostrazione congiunta di una solidarietà tipica dei veneti che non si fermano ad aspettare gli eventi ma li affrontano insieme” – fa sapere Gabriele Geretto Amministratore delegato della “Giovanni XXIII” che anche lui, per l’occasione, vestirà il grembiule assieme al presidente di Sogedin Massimo Calvani.

A vestire l’insolita livrea, tuttavia, non saranno solo amministratori pubblici e figure istituzionali.

 

Un solido rinforzo al parco camerieri giungerà anche da esponenti di varie associazioni tra cui “Trifoglio Rosa” di Mestre, “Bersaglieri d’Italia” sezione di Monastier e Treviso, “Melograno”, “Oltre l’Indifferenza”, “Trevisani nel Mondo” e dalle sezioni dell’ Unione Cavalieri d’Italia (Unci) di Treviso e di Udine, oltre che dai dipendenti della Casa di cura “Giovanni XXIII” e del Centro servizi “Villa delle Magnolie”.
Sono previsti infine momenti di humour con l’intervento dei comici “Marco & Francesco”.
Per le prenotazioni sono a disposizione, entro il 5 febbraio e fino ad esaurimento posti, i numeri 0422.896548 e 348 2726138. La quota di partecipazione è di 18 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 10 anni.

 

L’iniziativa, che ha il patrocinio del comune di Monastier, è promossa dai dipendenti di Sogedin, società che gestisce, la Casa di Cura “Giovanni XXIII”, il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il Micro Nido “La Casa sull’Albero”, il Park Hotel “Villa Fiorita”, l’“Antony Palace Hotel” e l’“Antony Hotel”.

Questa mattina il volo OS528 della compagnia aerea Austrian Airlines che avrebbe dovuto collegare gli aeroporti di Venezia Marco Polo Vienna, è stato cancellato. Ciò, naturalmente, ha causato notevoli disagi ai viaggiatori che, trovandosi in difficoltà, si sono rivolti al team di ItaliaRimborso.

 

Secondo gli strumenti a disposizione di ItaliaRimborso ci sarebbero tutte le condizioni favorevoli per richiedere alla compagnia aerea la compensazione pecuniaria che ammonta a 250 euro.

 

Richiederla è davvero semplice. Basta contattare facilmente il customer service di ItaliaRimborso chiamando il numero di telefono 06.56548248 (o Whatsapp 342.1031477), scrivendo una email all’indirizzo [email protected] o compilando il form online nell’homepage del sito www.italiarimborso.it.

Il “Chiostro Tintorettiano” è una associazione culturale che opera a Venezia, dove è nata cinque
anni fa e organizza una serie di eventi, quali conferenze e concerti gratuiti e aperti al pubblico, e visite guidate per i soci.

 

Tra gli eventi culturali di gennaio, la conferenza del prossimo venerdì 24 gennaio alle ore 17.00 a Venezia, presso la Scuola dei Mercanti a Cannaregio – Madonna dell’Orto, dove il prof. Marco Zanetto ci parlerà della prima femminista veneziana del seicento: Suor Arcangela Tarabotti.

Il “Chiostro Tintorettiano” è una associazione culturale che opera a Venezia, dove è nata cinque
anni fa e organizza una serie di eventi, quali conferenze e concerti gratuiti e aperti al pubblico, e visite guidate per i soci.

 

Tra gli eventi culturali di gennaio, la conferenza del prossimo venerdì 17 gennaio alle ore 17.00 a Venezia, presso la Scuola dei Mercanti a Cannaregio – Madonna dell’Orto, dal titolo “Architettura a Venezia“, con relatore il dr. Giorgio Fazzin.

“La promessa” parla di memoria. Di una memoria tenuta gelosamente in serbo da uno degli ultimi sopravvissuti a una catastrofe chiamata Olocausto.

 

Un anziano professore è, da qualche tempo, costretto a vivere in una casa di riposo, dove la vita si riduce a una sereno scivolare verso l’oblio. Ha fatto promettere a sua nipote di non andare a trovarlo. Farsi vedere in quella situazione equivale ad abdicare a una dignità che lui ritiene essenziale. Quella goccia di divinità che ciascuno si porta dentro.
Lo spettacolo inizia con l’arrivo di Lil, la nipote, nel residence. Lo scontro con un medico che a un primo approccio appare come la rappresentazione della banalità del male. Portatore sano di una burocratica esistenza, al servizio di un sistema che trasforma i pazienti in clienti.
Giuseppe, il protagonista, ha chiesto alla nipote di venire a trovarlo. La solleva della sua promessa. Le chiede aiuto. La memoria lo sta abbandonando. Ed è qualcosa che lui non si può permettere.
Qualcuno deve scrivere quello che lui si è promesso di dire al mondo, quello che ciascuno dei sopravvissuti all’inferno del lager ha giurato di continuare a raccontare.

Abbiamo tutti bisogno degli altri. Siamo… necessari. Dobbiamo sopravvivere, non per noi stessi, ma per mettere in guardia tutti quanti…. È questo il compito. Per questo Dio ci ha tenuto in vita. Perché dobbiamo raccontare al mondo quello che è successo. È il nostro dovere. E non possiamo permetterci di morire, o di perdere la memoria… Lo capisci? Ricordare, raccontare… è il nostro modo di mettere in guardia gli altri. Come fanno gli animali… È il nostro grido di allarme. Il nostro urlo. Affinché chi viene dopo di noi possa scansare il pericolo… riconoscere il mostro… “

 

Il resto è la narrazione della lotta disperata dell’individuo – in questo caso un anziano professore innamorato della letteratura classica – del simbolo potente della volontà dell’uomo di tutelare con ogni mezzo non solo la dignità della sua esistenza, ma anche quella di coloro che vengono dopo di lui.
Perché l’orrore è lì, sempre in agguato, in attesa che la memoria abbassi la guardia.

 

Martedì 14 gennaio 2020 – Aula Magna, ore 18.00

Ateneo Veneto, Consolato Uruguay di Venezia, Figli della Shoah, Associazione MilanoFestivaLetteratura

 

“La promessa”

testo e regia di Milton Fernandez

Interpreti: Ilaria Nadin, Aldo Stella, Antonio Paiola

Saluto di Claudio Scarpa e Gianpaolo Scarante

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Senatrice Orietta Vanin, M5S, sul Patrimonio immobiliare pubblico veneziano che andrà all’asta prossimamente

 

Sul piano di alienazione immobiliare, licenziato dalla Regione Veneto in questi giorni, esprimo la mia grande preoccupazione!

Proprio per l’ennesima situazione che, nonostante la dolorosa e continua diminuzione di residenti, non favorisce le politiche residenziali della città storica e non sostiene chi scelga la Serenissima come sua residenza.

Pochi giorni fa la Regione Veneto aveva autorizzato la vendita di 32 unità abitative sfitte di proprietà dell’Ulss3 Serenissima, 22 delle quali andranno all’asta a breve termine.

Di queste, 21 sono ubicate nel centro storico di Venezia e una a Mestre.

A questo si aggiunge la conferma di un preciso e vasto piano di vendite, per altri 67 immobili, importanti e di pregio, di cui 6 a Venezia.

Poiché gli immobili saranno venduti, secondo criteri regionali e nazionali, attraverso un’asta pubblica al fine di ottimizzarne al massimo il ricavato, non sono previste prelazioni o agevolazioni d’acquisto per i veneziani e per chi vuole venire a risiedere in città.

Il Comune di Venezia si è proposto di acquistare le abitazioni per incrementare la residenzialità veneziana, ma la vendita all’asta ne impedisce di fatto l’accesso all’acquisto, in quanto come amministrazione non può partecipare alle aste pubbliche.

La Regione Veneto afferma che non esiste nessun accordo di prelazione da parte del Comune e che non lo si può favorire perché si creerebbe un danno erariale.

La vendita all’asta degli immobili, che ha l’obiettivo di massimizzare le entrate, rischia di rinforzare ulteriormente l’offerta turistica a scapito dei suoi residenti che ogni anno, abbandonano affranti una città che non li sostiene con adeguate politiche residenziali!

Esprimo quindi la mia grande preoccupazione e auspico che la Regione Veneto attui azioni concrete a sostegno e della residenzialità veneziana.

L’identità della città è data dai suoi abitanti, senza di essi si riduce ad un contenitore, vuoto.

Un’idea di Design2Taste, realtà partita da Londra e oggi presente con uno spazio rinnovato in viale Ancona a Venezia Mestre. L’obiettivo? Fare squadra tra professionisti e offrire agli architetti strumenti per lavorare meglio e con più soddisfazione.

 

Sedici postazioni in co-working di fronte al Comune di Venezia

Al piano terra di viale Ancona 30 a Mestre, proprio nella punta dell’edificio in vetro “La Vela”, Design2Taste ha allestito sedici postazioni per Architetti e Interior Designer, che possono lavorare in un openspace condiviso seguendo il modello di quanto già accade nella sede D2T di Londra.

 

Questi professionisti hanno così la possibilità di avere un proprio ufficio a prezzo contenuto (il canone mensile è di 250,00 euro e comprende arredi, monitor e tutte le spese di gestione) e in una posizione strategica (proprio di fronte al Comune di Venezia) ma, soprattutto, di trovarsi fianco a fianco con persone che operano nel medesimo settore.

Risultato? Ci si conosce, si fa rete e le occasioni di business si moltiplicano per tutti.

 

Immaginiamo un Architetto specializzato in interni che si trova a dover rispondere alla richiesta del proprio committente di allestire anche gli esterni della sua casa. Lavorando accanto a un collega specializzato in progettazione del verde, il gioco è presto fatto. L’Architetto può soddisfare subito la totalità delle richieste del suo cliente, il progettista ha acquisito un nuovo lavoro. Minimo sforzo, massimo risultato per tutti.

 

Servizi gratuiti per Architetti e Interior Designer

In viale Ancona Design2Taste mette poi a disposizione degli Architetti (tutti, non solo i co-worker) anche una serie di servizi aggiuntivi:

• sportello gratuito di consulenza legale, attivo una volta al mese;
• sportello gratuito di consulenza finanziaria, attivo una volta al mese;
due sale meeting per incontrare i propri clienti in un ambiente professionale ma confortevole e facilmente raggiungibile con mezzi propri o pubblici;
• consulenza gratuita sui progetti in essere, per capire come migliorare la gestione del proprio lavoro, ottimizzare i costi e aumentare i ricavi;
• accesso a un database di 250+ aziende del mobile, con condizioni vantaggiose e riservate.

 

Giornate formative e Design Spritz

Viale Ancona 30 non è solo co-working, ma anche spazio camaleontico in cui periodicamente prendono vita eventi di formazione, culturali e di intrattenimento.

 

Per il 2020 Design2Taste ha già pronto un ricco calendario di pomeriggi formativi per Architetti, con rilascio di CFP dal CNAPPC, e riproporrà i Design Spritz, momenti conviviali aperti a professionisti e non, per conoscersi, scambiarsi opinioni, raccontare i propri progetti, e favorire il match tra le persone e gli Architetti più adatti ad occuparsi della realizzazione dei loro habitat, senza che la componente economica a disposizione costituisca un limite o una discriminante.

 

Per info sullo spazio co-working e sulle iniziative di formazione è possibile visitare il sito www.design2taste.org www.design2taste.org o inviare una email a [email protected].

 

Le postazioni di lavoro potranno essere occupate a partire dal 1° febbraio e al momento il 50% di esse risulta già prenotato.

 

 

I vertici della società che gestisce il sito di Pozzuoli sono accusati di omicidio e disastro colposi per la tragica morte della famiglia veneziana dei Carrer

 

Com’era prevedibile – rischiano una pena molto pesante – hanno richiesto “e ottenuto” tutti il rito abbreviato i sette imputati per il disastro della Solfatara, il cui processo si è aperto ieri, martedì 14 gennaio 2020, presso il Palazzo di Giustizia di Piazza Cenni, avanti al Gup del Tribunale di Napoli, ottava sezione penale, dott.ssa Egle Pilla. In aula c’erano ovviamente anche i due Pubblici Ministeri titolari del procedimento penale, le dott.sse Anna Frasca e Giuliana Giuliano, gli avvocati difensori e l’Avv. Vincenzo Cortellessa, del Foro partenopeo, il quale, con il collega Avv. Prof. Alberto Berardi, del Foro di Padova, e con Studio3A-Valore S.p.A., assiste le parti offese.

 

La tragedia del 2017

Alla sbarra i vertici della “Vulcano Solfatara srl”, la società che gestisce il sito naturalistico di Pozzuoli (da allora chiuso) dove il 12 settembre 2017 hanno perso la vita, durante una visita turistica, i coniugi veneziani Massimiliano Carrer e Tiziana Zaramella e il loro figlioletto Lorenzo: il ragazzino, avvicinatosi alla zona della fangaia (che era “aperta al pubblico e liberamente percorribile, senza alcun divieto di accesso” scrivono le Pm nella loro richiesta di rinvio a giudizio) per scattare una foto, precipitò in seguito all’apertura di una voragine sotto i suoi piedi, che inghiottì uno dopo l’altro, stordendoli con i gas del sottosuolo, anche il papà e la mamma, precipitatisi a ruota nel vano tentativo di salvare il ragazzo. Sopravvisse solo il figlioletto più piccolo dei Carrer, che ha assistito impotente al dramma e oggi vive con la zia.

 

Chi sono i sette imputati

Più precisamente, per questa immane tragedia i Sostituti Procuratori hanno indagato, chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per Giorgio Angarano, 72 anni di Pozzuoli, legale rappresentante della “Vulcano Solfatara srl”, l’unico a richiedere l’abbreviato condizionato al deposito di una propria consulenza tecnica, ammessa dal Gup, e sei soci della stessa: Maria Angarano, 74 anni di Pozzuoli, Maria Di Salvo, 70 anni, di Pozzuoli, l’omonima Maria Di Salvo, 40 anni, di Napoli, Annarita Letizia, 70 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 44 anni, di Napoli. A giudizio anche la stessa società in persona del suo legale rappresentante.

 

 

Sentenza attesa in marzo

L’udienza è stata aggiornata al 4 marzo 2020 per la requisitoria delle Pm, mentre il 12 e il 17 marzo toccherà agli interventi delle difese: se non verrà ravvisata la necessità di ulteriori attività istruttorie, la sentenza potrebbe arrivare appunto già il 17 marzo. Studio3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, a cui i familiari delle vittime si sono affidati per essere assistiti, ha già chiuso il capitolo civile ottenendo un congruo risarcimento per i priori assistiti, innanzitutto per il bimbo sopravvissuto, ma adesso è chiaro che ci si aspetta che vengano riconosciute anche penalmente tutte le tante responsabilità di questo incidente “annunciato” per rendere piena giustizia a Massimiliano, Tiziana e Lorenzo e alle loro famiglie.

 

Rischio reclusione

Ai sette imputati sono infatti contestati reati pesantissimi per i quali sono previsti svariati anni di reclusione, di qui (anche e soprattutto) la scelta del rito abbreviato che darà loro diritto alla riduzione di un terzo della pena. In primis, quelli di omicidio colposo in concorso (artt. 113 e 589 comma 1 c.p.), con l’aggravante di essere stato commesso in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 589 comma 2) e ai danni di più persone (art. 589, comma 4), e ancora di disastro colposo e di delitti colposi di danno, sempre in cooperazione tra loro (artt. 113, 434 e 449 c.p.). Gli imputati, hanno scritto i due Pubblici Ministeri nella loro richiesta di rinvio a giudizio, anche sulla scorta dei risultati della superperizia affidata a sette esperti, sono accusati di aver causato il decesso dei tre turisti “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia nell’aver gestito il sito vulcanico”, classificato dalla Commissione Grandi rischi “in zona rossa”, “in assenza di qualsiasi cautela idonea ad assicurare che l’attività turistico-ricettiva fosse svolta in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori dipendenti e dei terzi visitatori, consentendo l’accesso al sito senza alcun percorso prestabilito, senza alcuna cartellonista, adottando recinzioni solo per delimitare la cosiddetta “Fangaia”, senza tenere conto della particolare conformazione territoriale del sito caratterizzato dalla presenza di cavità del sottosuolo, frutto dalla dinamica idrotermale vulcanica del cratere della Solfatara”. Ma sono accusati anche di “colpa specifica” per aver violato tutta una serie di capi della normativa in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.

 

 

Di più, Sostituti Procuratori battono con forza su un punto: tutti erano perfettamente consapevoli della situazione di estremo pericolo nel quale si svolgeva l’attività. Sapevano che “il sito era gestito all’interno di un cratere in area con vulcanismo attivo, in quanto erano presenti intense manifestazioni vulcaniche come le fumarole, con continuo rilascio in atmosfera di gas vulcanici, tra cui il solfuro di idrogeno” letale ai Carrer; che “il sito, aperto al pubblico, al quale accedevano sia lavoratori sia terzi tra cui turisti e personale di enti di studio e di ricerca, presentava evidenti situazioni di pericolosità, come le già citate fumarole, fratturazioni, manifestazioni fangose, formazione di cavità di primo sottosuolo, tutte manifestazioni della dinamica vulcanica del sito e costituenti via preferenziale di risalita dei gas dal basso enormemente nocivi per la salute”. Erano anche ben consci del fatto che “presso il sito era frequente la formazione di cavità e voragini in virtù di fattori endogeni dovuti al carattere vulcanico dello stesso, tanto che ogni volta che se ne apriva una essa, in assenza di alcuna verifica e studio da parte di specialisti geologi o vulcanologi, veniva semplicemente colmata con il materiale prelevato del sito stesso, da cui si scavava per riempire i vuoti di volta in volta creatisi. Infatti già nel 2014 si era aperta una grande voragine nei pressi della zona in cui avvenne il fatto, ma non venne adottato alcuno studio specifico”. Non ultimo, il legale rappresentante e i soci della Solfatara srl sapevano anche che “nessuna delle risorse finanziarie della società era investita per ridurre la pericolosità del sito”.

 

Anzi, i magistrati, dettagliando l’accusa di disastro colposo, evidenziano come gli imputati “realizzavano opere che comportavano un’accelerazione dei fenomeni quali la dissoluzione del suolo, (ad esempio con il posizionamento di un tubo al margine della voragine dove sono caduti e deceduti i Carrer che ha comportato un ristagno di acqua con accelerazione dei tempi di dissoluzione), nonché strutture sportive e turistico ricettive, senza alcuno studio specifico dei rischi esponendo i terzi avventori al pericolo di inalazione di gas e al pericolo di esposizione delle frane, essendovi pareti scoscese gravanti sull’area di visita, da cui, nel corso degli anni, si erano erano già staccati massi rotolati a valle”. E inoltre “omettevano di realizzare opere idrauliche volte alla regimazione delle acque per mitigare il rischio idrogeologico, con conseguente ristagno dell’acqua nell’area centrale craterica e maggiormente depressa, con assottigliamento più rapido del suolo, così cagionando il disastro ambientale dell’intero sito della Solfatara di Pozzuoli con pericolo per la pubblica incolumità”.

 

Pertanto, concludono i magistrati, “pur rappresentandosi l‘evento morte, confidavano nella validità di rimedi approntati in maniera “artigianale” quali presidi capaci di evitare il pericolo stesso”. Ma i Pubblici Ministeri sono ancora più duri nel capitolo riguardante la società, dove accusano il suo legale rappresentane e i suoi soci “di non aver previsto alcuna destinazione di capitoli di spesa e voci di bilancio per la realizzazione di presidi e cautele idonee ad assicurare che l’attività turistico ricettiva fosse svolta non modo sicuro per i lavoratori dipendenti e i terzi visitatori, così realizzando, nell’interesse proprio e della società, risparmio di spesa ed accrescimento del profitto”.

 

Non si contano, poi, le violazioni specifiche del Testo unico sulla sicurezza, che vanno dal mancato aggiornamento del DVR – il Documento di Valutazione dei Rischi, fermo al 2009 – in occasione dell’organizzazione del lavoro o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e protezione, alla mancata valutazione dei rischi dell’attività lavorativa, dalla mancata assicurazione ai lavoratori di una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza sul lavoro, alla mancata adozione delle misure perché i lavoratori fossero salvaguardati dai rischi di natura elettrica (i quadri del camping e del catering presentavano contatti diretti in tensione scoperti e privi di idonea chiusura), dalla mancata nomina di un medico competente per effettuare la sorveglianza sanitaria, alla mancata organizzazione dei necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione delle emergenze.

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L’iniziativa si terrà a Villa delle Magnolie il 7 febbraio

 

“Sindaci camerieri” per solidarietà. La cena, la seconda dopo quella organizzata lo scorso anno per le famiglie alluvionate del Piave, è promossa dai dipendenti di Sogedin di Monastier che con la Casa di Cura “Giovanni XXIII” e il Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier hanno anche deciso di donare delle ore di lavoro. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Monastier che parteciperà con il sindaco Paola Moro e una rappresentanza della giunta, è aperta a tutta la cittadinanza e si terrà venerdì 7 febbraio alle 19.30. Sono stati invitati a partecipare tutti i sindaci del Veneto e i rappresentanti delle associazioni del territorio.

 

L’intero ricavato andrà a quanti hanno avuto seri danni, a Venezia e nei comuni del litorale, a seguito del maltempo dello scorso novembre. Per una sera saranno i primi cittadini a servire ai tavoli con tanto di vassoi e grembiuli.

 

L’anno scorso furono raccolti oltre 11 mila euro che furono distribuiti ai comuni di Zenson, Salgareda, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta. “È diventato quasi un appuntamento periodico – commenta l’amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII Gabriele Geretto – Ci dispiace perché ci rendiamo conto che episodi così drammatici come quelli del 2018 e dello scorso novembre non vorremmo che accadessero mai. È bello però vedere che anche in questi casi non manca la solidarietà. Per questo ringrazio in anticipo quanti vorranno partecipare e tutti i dipendenti del nostro gruppo che fin dalle prime ore successive all’alluvione hanno cercato di dare, come potevano il loro contributo donando ore di lavoro e proponendo questa cena benefica”.

 

Dopo la devastazione causata dall’acqua alta a Venezia e le mareggiate che hanno colpito  i comuni del litorale veneziano i dipendenti di Sogedin – rappresentati da Pina Annibali- si sono prodigati subito proponendo, per raccogliere fondi, di devolvere delle ore di lavoro e di organizzare questa bella iniziativa che si terrà il 7 febbraio. Qui gli stessi dipendenti della Casa di Cura “Giovanni XXIII” del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” serviranno a tavoli assieme ai sindaci del Veneto e rappresentanti delle associazioni. Visto lo scopo benefico dell’iniziativa hanno deciso di partecipare anche i comici “Marco & Francesco” che porteranno una ventata di allegria con i loro simpatici personaggi, tra questi le simpatiche nonnine Flora e Virginia.

 

“Lo scorso gennaio fu un grande successo. Contiamo di ripeterlo anche quest’anno – fa sapere Pina Annibali – per questo abbiamo predisposto dei numeri di telefono da chiamare per le prenotazioni della cena che si terrà nel salone A. Calvani del Centro Servizi Villa delle Magnolie”. Basterà telefonare, entro il 5 febbraio, e comunque fino ad esaurimento posti, al numero 0422.896548 o 348.2726138. Il costo della cena è di 18 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 10 anni. Tutto il ricavato andrà interamente in beneficenza in quanto i costi delle pietanze sono a carico della Casa di Cura Giovanni XXIII e del Centro Servizi Villa delle Magnolie.

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