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Arriva a Venezia centro storico il ciclo di incontri sulla prevenzione promossi dalla Amministrazione comunale, per la divulgazione delle buone prassi e dei corretti stili di vita per la tutela della salute. Gli incontri sono rivolti alla popolazione, ad ingresso libero e gratuito. I medici specialisti che vi partecipano intervengono su temi di particolare interesse in modo chiaro ed aperto alle domande dal pubblico. A moderare gli interventi Marco Ceotto, articolista del magazine Medicina Moderna.

 

Nell’incontro che si terrà venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 18 presso la Sala San Leonardo San Leonardo, Cannaregio 1584 · Venezia centro storico si svilupperà il tema “Dal dolore di stomaco al mal di schiena: quando la pancia si gonfia”.
All’incontro interverranno due specialisti del Centro di medicina Mestre: l’omeopata Alessandro Targhetta e l’ortopedico Agostino Bernabei, già conosciuto in provincia per aver fatto parte dell’unità operativa complessa di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di Dolo Ulss 13.

 

 

 

 

 

 

 

Dal “colpo della strega” alla lombalgia cronica, al centro dell’incontro è il mal di schiena, un fenomeno che colpisce l’80% della popolazione almeno una volta nella vita. L’incontro aiuta a capire come prevenirlo e come gestire il dolore nella cronicità. L’incontro affronta anche il tema del dolore intestinale, colite, colon irritabile e pancia gonfia. L’aumento dei disturbi dovuti a queste malattie dipendono dal cambiamento di reazione di stomaco e intestino dovuto ai nuovi fattori climatici, alla diversa alimentazione ma anche al fatto che si è più impegnati dal punto di vista lavorativo e si è più soggetti a situazioni caratterizzate da stress.

 

 

Gli incontri del 2020

GIOVEDÌ 30 GENNAIO 2020, ORE 18.00
Centro Culturale Candiani, sala conferenze
Piazzale Candiani, 7 · Mestre Venezia
I controlli del cuore: tra sport e tempo libero

 

GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020, ORE 18.00
Antica Scuola dei Battuti, sala Teatro Mabilia
Via Spalti, 1 · Mestre Venezia
Dalla pelle allo stomaco: come difendere le nostre barriere

 

GIOVEDÌ 5 MARZO 2020, ORE 18.00
Sala San Leonardo
San Leonardo, Cannaregio 1584 · 30121 Venezia
La menopausa: informarsi per non preoccuparsi

 

 

 

Il tour della prevenzione, che si inserisce nel Progetto Città Sane dell’Amministrazione comunale, vede la collaborazione scientifica e organizzativa del Centro di medicina Mestre, la partecipazione dell’Antica Scuola dei Battuti di Mestre, e il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Venezia.

Due garage di proprietà dell’Ater di Venezia, in via Catene a Marghera, avevano iniziato a esser utilizzati come dormitori abusivi, e ieri pomeriggio sono stati sgomberati e chiusi con le lastre anti-intrusione.

 

“Non intendiamo abbassare la guardia – afferma il presidente di Ater Venezia Raffaele Speranzon che da tempo ha dichiarato guerra alle occupazioni abusive – cerchiamo di intervenire il più velocemente possibile per non consentire che queste occupazioni abusive si “stabilizzino” per così dire, creando degrado nella zona e preoccupando i nostri inquilini. Ringraziamo la Prefettura e la Questura per il sostegno e chiediamo loro un sempre maggior aiuto e attenzione in questa battaglia per la legalità, perché frenare sul nascere situazioni come queste impediscono che alcune zone perdano la loro tranquillità e vivibilità. In questo caso, ad esempio, non è stato possibile capire quante persone utilizzassero i garage come dormitori abusivi, ma non si tratta di senzatetto che cercano un rifugio dove trascorrere la notte, perché le strutture di accoglienza, sul territorio, sono presenti. Chi compie un’effrazione e butta giù una porta, che si tratti di un appartamento, un negozio o un garage, non troverà clemenza da parte nostra”.

 

La segnalazione dell’occupazione all’Ater è arrivata ieri e a farla scattare la preoccupazione di alcuni residenti per il viavai nei garage, in orario notturno.

 

 

I fatti

Il Servizio Legale e Ispettivo di Ater si è subito attivato, assieme al Servizio Manutenzione, recandosi sul posto nel pomeriggio, assieme alla Polizia.

Quando gli operatori e le Forze dell’ordine sono giunti davanti ai due garage in via Catene, di pertinenza di altrettanti alloggi di proprietà dell’Ater, hanno trovato le serrature scassinate. All’interno dei locali in quel momento non c’era nessuno, ma segni evidenti dimostravano la presenza di persone, come un divano, un tavolo e alcuni indumenti, oggetti tali da far presumere che i locali venissero utilizzati come dormitori abusivi in orario notturno.

 

Al  termine delle verifiche gli operatori dell’Ater hanno rispristinato le condizioni di sicurezza e i due garage sono stati chiusi con le lastre anti-intrusione.

La società sportiva Mogliano Rugby 1969 invita i propri tesserati e sostenitori a partecipare alla festa di beneficenza che si terrà sabato 30 novembre, dalle ore 09.00 alle 19.00, in Piazza Sant’Antonio, allo scopo di raccogliere fondi per Venezia.
L’evento è stato organizzato da Denise Glamour Acconciature e Benny di Retrò Bar.
Una giornata di musica, panini e spritz, da trasformare in aiuti a favore della città lagunare profondamente segnata dagli eventi dell’acqua alta delle scorse settimane.

Secondo appuntamento de i Martedì dell’Avogaria, rassegna dedicata al meglio della nuova drammaturgia italiana. Questa sera, ore 21.00, nello storico teatro lagunare, lo spettacolo per la regia di Pier Vittorio Mannucci con Gledis Cinque e Nick Russo

 

Il dramma del potere in una libera riduzione da un classico di William Shakespeare. Domani, Martedì 26 novembre 2019, ore 21.00, presso il Teatro a l’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa) va in scena “House Macbeth” per la regia di Pier Vittorio Mannucci con Gledis Cinque e Nick Russo. Una piece nell’ambito de “I martedì” de l’Avogaria, rassegna che porta in laguna le produzioni più interessanti della nuova scena teatrale.

 

Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Lord e Lady Macbeth, una coppia enigmatica e sfuggente il cui rapporto muta di colpo quando delle voci vomitate dall’inferno suggeriscono che Lord Macbeth possa farsi re. La prospettiva del potere incrina la loro relazione, e al tempo stesso la rafforza, unendoli nel perseguire l’obiettivo del trono, che a poco a poco si trasforma in un’abominevole ossessione. La loro vita diviene un racconto dell’orrore, un tormento continuo che li intrappola in una rete di delitti e accuse reciproche, dando vita a una notte della ragione dove la realtà si fa inconsistente, e incubi e spettri divengono orribilmente concreti; una realtà dove nulla è ciò che sembra, e dove chiunque può essere vittima e carnefice. Il Macbeth è solitamente presentato come il dramma del potere, ma è soprattutto la storia di una coppia. Questa idea ha guidato la realizzazione di House Macbeth: un adattamento che segue fedelmente e senza alcuna interpolazione il testo shakespeariano, focalizzandosi però sul rapporto tra Lord e Lady Macbeth, vero cuore della tragedia e fulcro dell’azione drammatica, attorno al quale ruotano tutte le altre vicende. Senza la spinta della moglie, Macbeth non si imbarcherebbe mai nella sua impresa delittuosa. La sua ascesa al potere è a tutti gli effetti un’opera a quattro mani, una cattedrale costruita sul sangue e sulle lacrime della coppia, che sacrifica il proprio amore sull’altare di un’ambizione irresistibile che si trasforma

 

lentamente in un’ossessione che travolge le barriere della sanità mentale. Il potere diviene un amante che seduce entrambi, scatenando una follia unica e duplice. Come un tarlo che divora il legno, questo amante divora lentamente la loro vita domestica, trasformandola in un thriller psicoanalitico dove l’urlo e il furore non riescono più a nascondere verità inconfessabili e taciute da tempo.

 

Prenotazione

Gli spettacoli, con inizio alle ore 21.00, sono prenotabili telefonicamente ai numeri 041.0991967 – 335.372889 o via mail all’indirizzo [email protected]com.

Info: sito

È il terzo anno che Venicemarathon aderisce al venerdì dello shopping, dando ai runner un’opportunità unica e irripetibile.

Venerdì 29 novembre arriva un eccezionale sconto del 50% sulla tariffa d’iscrizione per tutti gli eventi organizzati da Venicemarathon.

 

Nei giorni scorsi, invece, è stata attivata dagli organizzatori una promozione speciale per tutti coloro che domenica 27 ottobre hanno tagliato il traguardo della 34^ Huawei Venicemarathon, offrendo sempre uno sconto del 50% sul costo dell’iscrizione alla gara del prossimo anno. La risposta è stata più che positiva: in 900 si sono già assicurati il pettorale per domenica 25 ottobre 2020.

 

Ecco, nel dettaglio, i pettorali disponibili per il Black Friday:

5^ CMP Venice Night Trail (Venezia – 4 aprile 2020):
250 pettorali
www.venicenighttrail.it

 

10^ Jesolo Moonlight HalfMarathon & MHM10K (Jesolo –16 maggio 2020):
1.000 pettorali nella mezza maratona e 500 nella 10K
www.moonlighthalfmarathon.it

 

35^ Venicemarathon & VM10K (Venezia – 25 ottobre 2020)
1.500 pettorali per la maratona e 500 pettorali per la VM10K
www.venicemarathon.it

In occasione dell’incontro a Roma tra il Presidente Mattarella e il Sindaco Brugnaro, +Mestre+Venezia invia al Presidente Mattarella una lettera aperta per richiamare il Sindaco al rispetto dell’espressione del pensiero dei cittadini, come garantisce la costituzione, anche di quei cittadini che non la pensano come lui.

 

+Mestre+Venezia coglie questa opportunità istituzionale per pubblicare una nuova lettera aperta al Presidente Mattarella firmata da tutti i comitati e le associazioni per il SÌ, per segnalare l’affronto alla democrazia al quale il nostro territorio è soggetto in queste settimane.

 

 

Questo il contenuto della lettera aperta:

 

APPELLO AL SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROF. SERGIO MATTARELLA

 

Egregio Sig. Presidente,

alcuni giorni or sono Le abbiamo indirizzato un appello sulla stampa affinché i cittadini del Comune di Venezia potessero votare INFORMATI al REFERENDUM del 1° dicembre prossimo sull’AUTONOMIA di Venezia e Mestre.

 

In tale appello scrivevamo che la devastazione provocata dalle forze della natura insieme all’ incuria degli uomini ci ha provocato un immenso dolore unito all’onta insopportabile, non solo per i veneziani ma per l’Italia intera, nel constatare che dopo più di 50 anni la città è ancora in grave pericolo.

 

Scrivevamo anche che coltiviamo la speranza che nessuno si sottragga al dovere di chiedersi se il modello di governo di Venezia non sia anch’esso corresponsabile dei risultati drammatici che sono sotto gli occhi di tutti. Perché a nostro avviso la risposta è sicuramente SÌ, esso è corresponsabile.

 

Va quindi riconosciuto il diritto di noi veneziani di decidere per la nostra città. Un diritto negato sin dal 1926.

 

Venezia infatti ha bisogno di un sindaco dedicato a tempo pieno ai propri problemi e non condiviso, ed anzi scelto da Mestre come avviene oggi.

 

E così pure Mestre ha bisogno di un’amministrazione ad essa interamente dedicata e che la liberi dal suo destino di dormitorio low cost, e dai problemi di droga ed impoverimento che l’affliggono.

 

Concludevamo chiedendo rispettosamente il Suo aiuto affinché i cittadini siano correttamente informati ed abbiano gli strumenti informativi necessari per decidere cosa votare nel prossimo referendum del 1° dicembre.

 

Non sapevamo però cosa Ella avrebbe potuto eventualmente fare e ci rimettevamo interamente alla Sua saggezza ed alla Sua rigorosa attenzione per il Suo ruolo istituzionale.

 

Abbiamo tuttavia letto sulla stampa che il prossimo 26 novembre Ella riceverà al Quirinale il sindaco di Venezia e ora sappiamo esattamente cosa chiederLe.

 

Forse Ella non è stato informato che il Sindaco, così come alcuni assessori del Comune hanno invitato ed invitano la cittadinanza a NON VOTARE.

 

Ebbene, Le chiederemmo solo di ricordare al nostro sindaco che un rappresentante delle istituzioni non può e non deve mai invitare a non votare.

 

Le chiederemmo di ricordargli che molti italiani hanno perso la vita per regalarci tale diritto e che alla loro memoria si deve deferenza e rispetto.

 

Le chiederemmo di ricordargli che chi rappresenta le istituzioni, e soprattutto il Comune, dovrebbe invece tendere ad educare i giovani alla democrazia e che l’elemento fondamentale di essa è costituito proprio dall’espressione del voto popolare.

 

Le chiederemmo di ricordargli che le istituzioni devono anche farsi carico di stimolare e rispettare l’espressione del pensiero dei cittadini come garantisce la costituzione, ed anche di quei cittadini che non la pensano come chi le rappresenta.

 

La ringraziamo signor Presidente, e ci auguriamo che anche grazie al Suo prezioso aiuto la cittadinanza di Venezia VOTI, e VOTI INFORMATA al prossimo referendum.

 

Con deferenza.

 

I comitati e le associazioni per il SÌ

L’azione della Polizia Municipale, che è andata casa per casa sotto lo sguardo soddisfatto del Sindaco Brugnaro per far rimuovere i drappi dei sostenitori del SÌ al referendum per l’autonomia di Mestre e Venezia, ha destato un moto irrefrenabile di indignazione sia nei Veneziani che nei Mestrini, indipendentemente dal loro orientamento.

 

Gli abitanti delle due città hanno quindi deciso di protestare contro questa grave limitazione del diritto di parola esponendo lenzuola bianche a finestre e balconi.

 

Lenzuola bianche per rappresentare la censura subita, inaccettabile per una consultazione referendaria in un paese democratico come il nostro.

Lenzuola bianche per esprimere lo sdegno per chi rappresenta le istituzioni democratiche e invece invita A NON VOTARE.

Lenzuola bianche che raccontano il silenzio voluto dall’amministrazione per tentare di zittire il referendum sul futuro di mestrini e veneziani.

Lenzuola bianche che per gli abitanti di laguna e di terra ferma significano una sola cosa: voteremo sì al referendum per ridare dignità e diritto di parola a chi vive nelle due città di Venezia e Mestre.

I sostenitori del SÌ, oltre al divieto dei drappi, hanno dovuto vedere AVM – Azienda Veneziana della Mobilità – finanziata da tutti, e sottolineiamo TUTTI, i contribuenti di Venezia e di Mestre schierarsi arbitrariamente per il NO nella contesa referendaria.

La stessa AVM, governata dal Comune che, diffondendo ipotesi fuorvianti, fa campagna per il NO e rifiuta di vendere spazi pubblicitari a chi sostiene il SÌ.

 

Per non parlare degli spazi messi a disposizione dal Sindaco per apporre i manifesti, praticamente introvabili e in quantità ridicole rispetto alle indicazioni di legge.

Sono tutte ragioni che per +Mestre+Venezia rafforzano le motivazioni a votare SÌ il 1° dicembre.

Banca Prealpi SanBiagio lancia il prestito “Emergenza Maltempo” per sostenere le popolazioni del territorio flagellato dall’eccezionale ondata di maltempo dei giorni scorsi.

 

Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto di credito cooperativo di Tarzo ha deliberato l’attivazione di un plafond di 15 milioni di euro a tassi agevolati per famiglie e imprese che hanno subìto danni causati dal fenomeno alluvionale (allagamenti, esondazioni, abbondanti piogge, forti raffiche di vento). Nel caso delle imprese, in particolare, i danni possono riguardare anche perdite economiche subite in relazione alle fasi produttive o di commercializzazione dei prodotti.

 

 

Come richiedere il prestito

Il mutuo, con importo massimo del finanziamento di 100.000 euro, ha una durata di 60 mesi prolungabile fino a un massimo di 72 mesi, è esente da spese d’istruttoria, spese d’incasso rata e spese per decurtazione o estinzione anticipata. L’intero territorio di competenza di Banca Prealpi SanBiagio – dal Bellunese a Lignano e dal Piave a Chioggia, passando per la città di Venezia – potrà beneficiare dell’iniziativa, che vuole rappresentare una prima e tempestiva forma di sostegno alle comunità interessate.

 

Per presentare domanda di finanziamento, entro il 31 marzo 2020, basterà fornire alla Banca un’autodichiarazione con descrizione e importo dei danni subiti, oppure preventivi e fatture di spesa che comprovino la tipologia dell’intervento da finanziare.

 

 

Iniziativa “Venezia nel Cuore”

Banca Prealpi SanBiagio sostiene inoltre la città di Venezia tramite l’azzeramento delle spese di commissione sulle donazioni effettuate tramite bonifico bancario e destinate al conto corrente aperto dall’Amministrazione Comune per raccogliere, nel quadro dell’iniziativa “Venezia nel cuore”, fondi a sostegno della cittadinanza colpita.

 

«Le parole di conforto sono certamente importanti, ma i fatti lo sono di più – ha dichiarato Carlo Antiga, presidente di Banca Prealpi SanBiagio – Per questo il nostro Istituto ha deciso di scendere in campo in favore delle comunità che hanno subito ingenti danni per il forte maltempo, alle famiglie che hanno perso tutto a causa dell’alluvione, agli imprenditori che hanno patito perdite economiche. A tutti loro, Banca Prealpi SanBiagio vuole offrire una prima risposta concreta per le esigenze immediate di ricostruzione e per ripartire in fretta, nel solco dei valori della cooperazione e del mutualismo che da sempre ci animano. Il territorio e le comunità non devono sentirsi abbandonate: la nostra Banca è in prima linea al loro fianco».

La tremenda mareggiata che ha messo in ginocchio la città di Venezia e il litorale veneto mette in luce le criticità strutturali di questo fragile territorio.
Ma una volta gestita al meglio la fase complessa e difficile dell’emergenza, vanno introdotte soluzioni strutturali che consentano la messa in sicurezza definitiva dell’ambito lagunare da eventi che non possono più essere considerati come eccezionali.

 

Lo evidenziano pure Legacoop Veneto e le sue cooperative associate, ogni giorno impegnate sul fronte della grande opera del Mose: tutte pronte a dare il proprio contributo ma anche a lanciare insieme un appello a una responsabilità condivisa.

 

«Se si parla di Venezia, in primis di fronte a catastrofi come quella di questi giorni, immediatamente il fuoco del dibattito si sposta sul Mose – dice Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto –, opera che attendiamo da molti anni e di cui, a riprese, si chiede a gran voce la rapida ultimazione, ricordandone l’urgenza. Un intervento, quello del Mose, che per i suoi pregressi ha macchiato la storia del Veneto, in tutte le sue dimensioni: politica, economica e sociale. Eppure è chiesto oggi di andare oltre e scrivere insieme un nuovo capitolo: non per chiedere di dimenticare, voltando pagina, una vicenda che non va dimenticata e che confidiamo abbia insegnato a tutti qualcosa, ma perché serve andare avanti e portare al più presto a conclusione l’opera serrando le fila e facendo sistema».

 

«Da parte nostra come Legacoop Veneto abbiamo allora seguito e accompagnato con grande intransigenza e fermezza quella fase difficile – ricorda sempre Rizzi –, operando perché le responsabilità personali dei singoli non ricadessero sul lavoro di molti soci e dipendenti: sollecitando la sostituzione dei dirigenti implicati e la formazione di una nuova governance, segnando il passo della discontinuità totale col passato, facendo infine ogni sforzo per preservare il know how scientifico e tecnologico delle nostre imprese e tutelare l’occupazione: questa è stata per noi la priorità». «Oggi va però riconosciuto – conclude – che chi ha raccolto quello scomodo testimone sul progetto Mose, ossia le imprese di seconda fila, ce la sta mettendo tutta per garantire qualità e puntualità a un progetto sperimentale e innovativo a cui molti guardano con attenzione e ammirazione. Tutto questo pagando il duro prezzo di ritardi e di una cattiva reputazione causati a monte da altri venuti prima».

 

Tra le realtà impegnate sul Mose c’è il consorzio Kostruttiva (ex Consorzio Coveco), che riunisce oggi quasi 80 imprese cooperative e il cui incarico copre circa il 50% dei lavori complessivi dell’opera. «Il dibattito pubblico di questi giorni – sottolinea il suo presidente Devis Rizzo – in alcuni casi amareggia ma soprattutto genera confusione. La data annunciata di conclusione lavori (fine 2021) deve essere rispettata, e da parte nostra faremo tutto il possibile perché lo sia. Ma perché ciò accada tutti i soggetti interessati devono fare la propria parte: lo Stato, la Regione, la Città metropolitana, il Consorzio Venezia Nuova, il tessuto imprenditoriale locale, devono operare all’unisono, per conseguire l’obbiettivo comune di consegnare un’opera che la città aspetta da troppo tempo». «I soldi per finirlo ci sono, le capacità tecniche anche – prosegue –: servono però la responsabilità e l’impegno di tutti. Il Mose va terminato e messo in funzione, ma da solo non è sufficiente. Va avviata fin da subito una grande opera manutentiva, senz’altro delle dighe mobili, ma al contempo di tutto il contesto lagunare e dell’intero litorale.  Serve in tal senso dare il via alle fasi di progettazione e pianificazione, e parallelamente a un piano pluriennale di investimenti finalizzato alla successiva messa in opera. Lo strumento che consente di accelerare sul fronte delle tempistiche c’è ed è il Consorzio Venezia Nuova, il cui ruolo – debellate le pratiche illegali del passato – va assolutamente potenziato e valorizzato. Questa è l’agenda per salvare Venezia e la laguna, e serve realizzarla con rapidità».

È stata resa pubblica la lettera aperta del Presidente e del Consiglio dell’Ordine Ingegneri Venezia inviata alle autorità nazionali, regionali, metropolitana e cittadina.

 

 

MOSE e difesa di Venezia dalle acque alte l centro dell’attenzione

Nell’appello degli Ingegneri Veneziani emerge il MOSE e – tra varie le richieste – la conferma della data di ultimazione delle opere poiché, secondo indiscrezioni rese note dalla stampa, sembrerebbe anticipabile a fine 2020. Viene chiesta anche la pubblicazione del cronoprogramma delle lavorazioni da completare assieme al calendario delle prove di sollevamento delle paratoie. La richiesta al Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia, proprio in relazione al MOSE e ben comprendendo le difficoltà connesse con le tematiche meteorologiche, è mirata all’aggiornamento dei modelli di previsione e simulazione delle piene acque alte. Ciò permetterebbe di evitare approssimazioni nelle previsioni non compatibili con la corretta manovra delle paratoie di chiusura e con le misure di prevenzione e di protezione civile da adottarsi.

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