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Lunedì mattina, gli agenti del commissariato di San Marco aveva fermato tre macedoni che, dietro piazza San Marco, tentavano di truffare i turisti di passaggio con il solito trucco delle tre scatolette. Durante la perquisizione sono stati trovati €1400 in contanti, prontamente sequestrati.

 

Il magistrato aveva emesso nei loro confronti il foglio di via con l’obbligo di restare fuori dal comune di Venezia per tre anni.

 

Neanche 24 ore dopo, due dei tre scatolettisti fermati sono tornati in azione nella stessa zona, ai piedi del ponte dei Bareteri.

 

I carabinieri del Nucleo Natanti, impegnati in un servizio di contrasto all’abusivismo nel centro storico di Venezia, hanno notato la coppia, un quarantenne e un ventenne di Skopje, intenta a truffare i turisti con le tre scatolette e un tappetino come banco da gioco.

 

Quando i militari sono intervenuti, i frodatori avevano appena raggirato un ufficiale delle forze armate rumene per un importo di €150. Questa volta, per i due sono scattate le manette.

 

Nella stessa giornata, altri due macedoni sono stati fermati sul ponte dell’Accademia mentre stavano sistemando il tappetino, pronti per frodare il malcapitato turista di passaggio.

 

Degli €850 sequestrati, il magistrato di turno ha disposto la restituzione dei €150 all’ufficiale rumeno truffato.

 

Fonte: Venezia Today

Il consigliere delegato del sindaco all’Innovazione e alla Smart City, Luca Battistella, ha presenziato ieri pomeriggio, all’auditorium “Frassati”, alla Gazzera, nell’ambito della Settimana europea della Mobilità, al quarto appuntamento previsto nel calendario dei lavori del progetto europeo “Smarter together”, che vede il Comune di Venezia lavorare insieme ad altre città europee, con l’obiettivo di creare e sperimentare un Piano attuativo di riqualificazione urbana, mobilità sostenibile e innovazione tecnologica, attraverso percorsi di progettazione partecipata.

 

“È un progetto europeo – ha sottolineato nel suo intervento di saluto Battistella – a cui il Comune crede molto e dà grande importanza. Venezia, in questo caso, è una delle ‘città-follower’, che deve definire quali dei progetti proposti e attuati nelle ‘città-faro’ possono essere replicabili qui. Ma il lavoro che sta compiendo è anche un grande test sulla nostra città: dalle indicazioni che riceveremo dal gruppo di lavoro capiremo quali sono le priorità per la Gazzera, che poi cercheremo di recepire nel prossimo Piano Urbano di Mobilità sostenibile, che sarà avviato nei prossimi mesi.”

 

Il gruppo di lavoro locale (costituito, oltre che dai tecnici del Comune, da rappresentanti dei residenti, della Regione, della Città metropolitana, di Arpav, Ulss 3, Ive, Veritas, Avm e Venis) nei precedenti tre incontri ha in effetti individuato quattro obiettivi prioritari perseguibili per migliorare la vivibilità della Gazzera (quartiere-pilota scelto dal progetto): il potenziamento degli spostamenti non motorizzati, la riqualificazione dello spazio pubblico, la riduzione delle emissioni atmosferiche, il miglioramento della sicurezza sociale.

 

 

Nell’incontro di ieri è stato presentato “BusLab”, un laboratorio itinerante realizzato all’interno di un vecchio autobus in disuso che servirà per informare, e conoscere anche il punto di vista dei cittadini della Gazzera, sul lavoro svolto e sui contenuti del progetto europeo.

 

Il BusLab si sposterà per le strade della Gazzera da mercoledì prossimo, 26 settembre, sino al 10 novembre, toccando varie zone: dalla Chiesa centrale si sposterà all’ingresso del Forte Gazzera, in via Mattuglie, quindi agli istituti superiori di via Asseggiano, alla zona degli impianti sportivi di via Calabria, e si fermerà davanti alle due scuole che stanno partecipando al progetto “la mia scuola va in classe A”, la Filzi e la Santa Barbara.

 

Nelle giornate del 17 e 18 ottobre si terrà infine l’ultimo incontro del gruppo di lavoro locale, questa volta con i partner europei e gli esperti da loro individuati, per elaborare e sintetizzare tutte le indicazioni ricevute.

Grande successo di pubblico ieri pomeriggio in piazzetta Coin a Mestre per la tappa veneziana dell’iniziativa “Pensa alla vita… guida con la testa!!! – Dall’Adriatico alle Dolomiti 2018”, la campagna informativa sulla sicurezza stradale promossa dall’ANVU (Associazione Professionale Polizia locale d’Italia) in collaborazione con le Polizie locali e vari Enti e Associazioni impegnati nel campo della sicurezza stradale e che ha interessato, durante l’estate 2018, le piazze di alcune località turistiche (Jesolo, Eraclea, Cavallino-Treporti, Chioggia, Rosolina, Caorle, Bibione, Belluno, Rovigo, Conegliano, Abano Terme e Verona).

 

La manifestazione, organizzata dalla Polizia locale di Venezia, ha ospitato vari stand informativi per sensibilizzare i cittadini a una maggiore educazione alla sicurezza, sostenendo l’uso del casco e delle cinture e informare sui rischi e gli effetti derivanti dall’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti alla guida dei veicoli, con particolare attenzione nei confronti dei giovani al fine di ridurre le cosiddette “stragi del sabato sera”.

 

“Da diversi anni – ha sottolineato l’assessore alla Sicurezza urbana, Polizia locale e Protezione civile, Giorgio D’Este – siamo impegnati con percorsi formativi nelle scuole puntando, in particolare, sui più giovani. L’intento è quello di potenziare ulteriormente queste attività, integrando anche la materia della navigazione che purtroppo è stata recentemente oggetto di cronaca”.

 

Nel corso dell’evento gli operatori della Polizia locale di Venezia sono stati a disposizione dei cittadini per rispondere alle domande e fornire informazioni su vari temi inerenti la sicurezza, mentre sono stati distribuiti numerosi opuscoli informativi e illustrato il funzionamento delle attrezzature quotidianamente utilizzate sulle strade per garantire una maggiore sicurezza della circolazione (autovelox, dispositivo pre-test per il rilevamento dello stato di ebbrezza ecc).

 

Notevole successo hanno riscosso i simulatori di guida di motocicli in dotazione alla Polizia locale e alla Federazione Motoclub Spinea, apprezzati soprattutto da parte dei giovani.

 

Allestito anche un circuito ciclo-pedonale attrezzato con relativa segnaletica, a disposizione dei moltissimi bambini che durante l’intero pomeriggio hanno potuto sperimentare una corretta circolazione sulle bici fornite dalla Polizia locale. Gli adulti sono stati coinvolti in simulazioni di guida in stato di ebbrezza di vario livello, attraverso una semplice gimcana a piedi, resa difficoltosa dall’uso di speciali occhiali per l’alterazione del visus.

 

Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito i volontari della Croce Verde, della Federazione motociclistica italiana, dell’Associazione vittime della strada e ARCAT e della Protezione civile che, con i loro operatori, hanno effettuato dimostrazioni pratiche in materia di sicurezza.

Giovedì 20 settembre, alle ore 18, alla biblioteca Hugo Pratt del Lido di Venezia viene inaugurata la mostra Ad comunem hominum utilitatem dedicata alle biblioteche della città. Interni ed esterni di luoghi frequentati da residenti, studiosi e ricercatori nazionali ed internazionali che grazie alla lente del fotografo Giorgio Bombieri sono stati immortalati e raccolti nel volume “Venezia e le sue biblioteche” del settore Cultura del Comune di Venezia .

 

L’esposizione, che resterà visibile al pubblico fino al 4 ottobre, presenta una selezione delle 65 immagini a colori di 13 biblioteche che si snodano nelle 144 pagine del libro che ha messo assieme luoghi antichi e moderni ricchi di saperi e storia dove si legge, si studia, ci si incontra e si sogna come le sale della Marciana, la Querini, VEZ e alcune tra le più note e frequentate strutture universitarie.

 

 

Il quadro che emerge dalla pubblicazione e quindi dalle immagini è quello di una città incredibile, con un immenso patrimonio storico ereditato dal passato, ma ancora piena di vitalità e fermento. Principio ispiratore del resto della mission del primo cittadino di Venezia, il sindaco Luigi Brugnaro che pone quotidianamente l’attenzione sulla vitalità dei luoghi di cultura a Venezia. Proprio come accade nelle rete delle Biblioteche del Comune di Venezia, come spiega l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini. “Il grande valore civico emerge anche e soprattutto attraverso le politiche culturali e sociali pubbliche: il continuo sviluppo della pubblica lettura in ogni angolo della città a partire dalla biblioteca civica Vez a Mestre e l’attenzione per le nuove generazioni sono segnali importati del voler essere metropoli nel nostro contemporaneo, fondando la crescita della società sulla cultura e sull’educazione. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso fin dal primo giorno dal suo insediamento di investire nella cultura e nelle biblioteche, riformandone l’organizzazione, rilanciando la presenza sul territorio, aprendo ben due strutture di qualità dedicate ai bambini e progettando l’ampliamento della biblioteca civica nel complesso do villa Erizzo”.

 

Il lavoro fotografico di Giorgio Bombieri nasce da un progetto più ampio – LaMe, Laboratorio Mestre – avviato qualche anno fa sulla città di oggi dal settore Cultura del Comune di Venezia per rivelare il nostro contemporaneo anche agli occhi più distratti, ad communem hominum utilitatem, proprio come volle Bessarione per la sua donazione che andò a costituire il patrimonio di quella che è oggi la Biblioteca Nazionale Marciana.

 

La mostra resterà aperta da giovedì 20 settembre 2018 a giovedì 4 ottobre 2018 con il seguente orario: lunedì dalle 12.00 alle 18.00; martedì e mercoledì dalle 9.00 alle 18.00; giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 14.00.

 

L’ingresso è libero e gratuito.

Per info: [email protected]venezia.it

A meno di un mese dalla chiusura di Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition, i numeri parlano da soli: oltre 45mila i visitatori, con un indice di gradimento del 95 per cento per gli strumenti di tortura e morte a raccontare la Serenissima. Una rassegna sviluppata in quattro piani e 36 spazi espositivi per un totale di 2.500 metri quadrati. Un evento che “ha testato” il nuovo polo espositivo permanente veneziano di Palazzo Zaguri.

 

Senza l’intervento di Venice Exhibition, l’edificio sarebbe diventato sede di appartamenti per turisti, sottraendo alla città e ai suoi visitatori la dimora storica in cui soggiornò anche Giacomo Casanova. Invece il grande palazzo gotico del 1353, che si affaccia in Campo San Maurizio, ha ritrovato appieno la propria collocazione nel panorama culturale veneziano, come polo museale permanente.

 

Venice Secrets – Crime and Justice Exhibition chiuderà i battenti il 14 ottobre prossimo.

 

Palazzo Zaguri riaprirà poi il 1° novembre con un evento di respiro internazionale, un’esposizione mai vista finora e un testimonial d’eccezione del panorama artistico-culturale italiano. Opere del valore complessivo di circa cinquanta milioni di euro, per la cui tutela serviranno quindici giorni di chiusura, necessari alla messa in sicurezza dei manufatti.

 

Non a caso si parla di manufatti, tessuti per ore da abili mani femminili per decenni, grazie all’intuizione e alla lungimiranza di un italiano appassionato di cultura contemporanea, il cui ultimo desiderio era proprio quello di esporre tutte le sue realizzazioni a Venezia. Non sono stoffe, non sono costumi di scena. Sono opere capaci di stupire e “catturare” chiunque, per la finezza dell’ordito e la maestria nel miscelarne i colori sulla tela… che non è una tela nella normale accezione del termine.

 

Da Kandinskij a Botero, passando per De Chirico, Mastroianni, Paul Klee, Henri Matisse, Joan Mirò e Andy Wharol, solo per citare alcuni dei grandi maestri presenti alla mostra. Perfino Renzo Piano fece “tradurre” alcuni suoi disegni con questa tecnica, a imperitura memoria. Tutti in un filo.

 

Insomma, è quasi un ritorno alle origini, un forte richiamo alla storia del tessuto cittadino veneziano: il palazzo, infatti, fu eretto tra il XIV e il XV secolo per volontà della famiglia Pasqualini, famosi commercianti della seta. E sono proprio le trame e gli orditi, i protagonisti di questa nuova e inedita mostra, in un continuum spazio temporale che lega storia e attualità.

 

Venice Exhibition ha all’attivo mostre che hanno saputo coinvolgere milioni di persone, come Real Bodies in questi giorni a Milano, la mostra sull’Egitto a Jesolo e altre esposizioni culturali e scientifiche. “Il nostro obiettivo – spiega Mauro Rigoni, amministratore delegato della società – è portare a Venezia eventi di ampio respiro anche e soprattutto nel periodo invernale, perché Venezia va vissuta in ogni stagione. Vogliamo far sì che Palazzo Zaguri diventi uno dei punti di riferimento culturali della città, un importante polo museale privato sul percorso che dalle Gallerie dell’Accademia porta il visitatore fino a Piazza San Marco”.

Marignana Arte è onorata di presentare, nella project room, un solo show dedicato a Nancy Genn, straordinaria storica artista californiana formatasi in quel bruciante momento che fu il secondo dopoguerra.

Un omaggio più che dovuto, quello che Marignana Arte tributa all’artista, che si pone quale successivo momento di approfondimento dopo la più importante retrospettiva che le sia mai stata dedicata in Europa, la prima in assoluto a Venezia, a cura di Francesca Valente, a Palazzo Ferro Fini, dal titolo Architecture from Within / Architetture Interiori.

 

Formatasi alla California School of Fine Arts (ora The San Francisco Art Institute) e alla University of California a Berkeley dal 1947 al 1949, Genn a partire dagli anni Settanta si impone con forza nel panorama internazionale, rappresentando una visione assolutamente originale e intensissima delle nuove indagini pittoriche d’Oltreoceano, esponendo tra gli altri con Robert Rauschenberg e Sam Francis in nove musei asiatici, da Tokyo ad Hong Kong. Presenti nelle collezioni permanenti di istituzioni internazionali, dal MoMA di New York all’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, dal Los Angeles County Museum al San Francisco Museum of Modern Art allo Smithsonian Institution a Washington DC, le sue opere sin dal 1960 sono citate dallo storico Michel Tapié, teorico pioniere dell’Informale, tra gli esponenti di questa ricerca, accanto a nomi quali Burri, Fontana, Vedova, Clyfford Still, Sam Francis, Tobey, De Kooning, Motherwell, Nevelson, Pollock, Rothko, Riopelle, Yoshida e Tanaka.

 

LIVING PAINTING, come si intitola il percorso appositamente allestito nella project room di Marignana Arte, sottolinea proprio questa indissolubile relazione tra la vita e l’opera di Genn: profondamente imbevuta di cultura orientale, nella quale rintraccia eleganze e misteri calligrafici da tradurre con personalità e individualità nella sua indagine pittorica, rivendica il valore della manualità, nell’impastare e stendere carte appositamente realizzate per ricevere le fluidità della sua pittura, tesa tra una ricerca astratta, gestuale e vibrante e una attenzione per le forme organiche e naturali, tradotte in partiture di metamorfica meraviglia.

 

Il risultato, come emerge dal percorso proposto da Marignana Arte, sono opere di delicato tumulto, sussulti pittorici che si distendono sul campo visuale, in una tensione tra profondità e superficie che dimostra la peculiare, coerente indagine di un’artista che ha attraversato mezzo secolo di storia dell’arte, con determinazione e sensibilità. Vivendo la pittura. Dipingendo la propria vita. LIVING PAINTING.

 

 

La mostra, che sarà aperta dal 22 settembre al 24 novembre 2018, è a cura di Ilaria Bignotti.

Il Vernissage è previsto il 22 settembre alle 18.

Marignana Arte organizza il vernissage di GENERATIONS, una mostra collettiva con opere di cinque artiste internazionali, nate tra gli anni Settanta e Ottanta

 

Generations è il nuovo progetto espositivo con il quale Marignana Arte inaugura la stagione autunnale, formato da una selezione di opere, quasi totalmente realizzate per la mostra, di cinque artiste internazionali, nate tra gli anni Settanta e Ottanta: Serena Fineschi, Silvia Infranco, Silvia Inselvini, Sophie Ko, Verónica Vázquez.

 

Il percorso non solo offre una interessante panoramica dei linguaggi delle ultime due generazioni artistiche, ma anche, come l’etimologia del titolo suggerisce, prova a verificare da un lato quali siano i riferimenti e l’origine della ricerca di tali artiste, dall’altro legge il loro lavoro quale nucleo generativo di un percorso coerente, sfaccettato e in costante evoluzione, a partire da punti saldi concettuali e metodologici.

 

La parola generazione infatti contiene l’idea del generare, ovvero del creare un linguaggio inteso come prolungamento e differenziazione della propria identità; del dare alla luce opere che potranno, a loro volta, germinare in altre esperienze, mutando nel tempo, in base all’ambiente, alla storia cui appartengono: fertili punti di partenza per un’avventura del visivo che si determina nelle vicissitudini del processo creativo.

 

Verónica Vázquez (Treinta Y Tres, Uruguay, 1970) e Serena Fineschi (Siena, Italy 1973) rispettivamente dimostrano di appartenere a una generazione che si colloca in un momento di profonda rilettura del portato rivoluzionario del Sessantotto e della critica al Modernismo, rielaborandone i presupposti in opere che per Vázquez sono tumultuosi telai di lavoro, dove i materiali vengono riutilizzati, contorti, intrecciati, intessuti, in un inferno di metalli, legni, carte e stoffe, a rileggere dalle radici la storia economico-culturale e femminile del suo Paese. Diversamente, in Fineschi sono lavori di nevrotico concetto, ottenuti torturando la materia della superficie, verificando la resistenza degli elementi compositivi, in una stratificazione e scarnificazione incessante che si fa riflessione à rebours sulla cultura occidentale del dipingere e del plasmare.

 

Rispondono alle due esponenti della cosiddetta Generazione X Silvia Infranco (Belluno, Italy 1982), Silvia Inselvini (Brescia, Italy 1987) e Sophie Ko (Tbilisi, Georgia, 1981), tutte nate negli anni Ottanta: le accomuna un coraggioso, e al contempo delicatissimo, operare per strati di materiali, un macerare, accorpare, stendere e sovrapporre gli elementi costitutivi dell’opera, come per rintracciare, in uno scavo rivolto al sé, le origini di una storia che prova a giustificare un presente instabile e un futuro inquieto. Generazione Y: Infranco lavora con cere, materie naturali, carte, a creare tavole alchemiche dove le emergenze delle forme sono le punte di iceberg mentali, memorie affondate in un oceano primordiale e forse collettivo; Inselvini rovista con smania nelle pieghe più oscure del proprio sentire, in un lavoro romantico e accorato che non teme la reiterazione del gesto; Sophie Ko vive con i suoi pigmenti, oggi naturali, lentamente polverizzando ali di farfalle per creare cangianti vibrazioni pittoriche, in un continuo accennare e nascondere, affiorare e sfiorare la verità di una immagine.

 

Tutte e tre le giovani artiste dunque, più che rileggere la storia provano a scriverne una nuova, fortemente ancorate all’unica certezza del proprio operare-esserci oggi. Un dialogo sentito, e affascinante, si instaura allora tra le cinque rappresentati del progetto GENERATIONS, mettendole parimenti in relazione con la concomitante, nuova project room di Marignana Arte, dedicata a una artista californiana tra le più significative nella storia dell’arte statunitense del dopoguerra: Nancy Genn. Un’altra artista donna, che ha saputo imporsi con il suo lavoro nella compagine della West Coast, portando avanti in mezzo secolo di lavoro una ricerca pittorica coerente, poetica, di profonda bellezza.

 

Infine, GENERATIONS e la project room dedicata a Nancy Genn, dal titolo LIVING PAINTING, inevitabilmente rimandano alle letture storico-critiche sull’arte al femminile, per riconoscerne alcuni elementi ricorrenti – ma anche affermare, con forza, la necessità di un aggiornamento sulle giovanissime generazioni: dalla eterogenea multi-medialità, al rinnegamento della storia in quanto universale, in nome di una rivendicazione della propria vicenda intima e individuale; dalla rinuncia all’esposizione del corpo toutcourt alla scelta di realizzare opere di carattere narrativo, anche indiziale, della propria identità e fisicità; ad una certa predisposizione al gioco come prassi critica, che attraverso l’opera chiama in causa il pubblico, giocando tra mistero e ironia. L’ironia bruciante e intensa di tre generazioni, dalla storica Nancy Genn in project room alle cinque artiste in galleria: una nell’altra capaci di ri-trovarsi, riconoscendosi sorelle di un destino comune, fatalmente proiettato verso un domani dove l’arte ha ancora il compito di porre domande. Meravigliandoci.

 

 

La mostra, che sarà aperta dal 22 settembre 2018 al 12 gennaio 2019, è a cura di Ilaria Bignotti.

Il Vernissage è previsto il 22 settembre alle 18.

La stagione autunnale comincia con la musica live&free del Friday Night Live targato Hard Rock Cafè Venezia e potenziato dall’esplosiva collaborazione con Home Festival di Treviso.

 

 

L’appuntamento di venerdì 21 settembre, dalle ore 21.30, vede sul palco del Cafè di Bacino Orseolo Joe Shamano. Già voce dei “The Wild Scream” e “Shaman’s Blues”, l’artista di DOVE, questa volta in veste di solista, conduce i fan al locale in un viaggio acustico, fatto di blues & soul, tra le terre e  le atmosfere del profondo sud.

 

 

Accompagnato dalla chitarra acustica e dalla lirica di una pedal steel, il cantante presenta al pubblico un set, ricco di ballad, spiritual songs e brani strumentali. Lo spettacolo è arricchito dalla reinterpretazione delle canzoni più celebri degli artisti che da sempre hanno influenzato la musica di Joe Shamano come Tex Perkins, Mark Lanegan, Scott Weiland o David Bowie.

 

 

Durante la serata il Cafè di Bacino Orseolo propone, in abbinamento alla musica, i cocktail realizzati con il rum Sailor Jerry.

Incidente mortale ieri, poco dopo le 18, in una attività commerciale edile nel canale della Scomenzera a Venezia, dove si è rovesciato un muletto e un minore è rimasto schiacciato ed è deceduto. Il ragazzo era in compagnia di un altro giovane, rimasto illeso.

 

Sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento della Marittima di Venezia e quelle di Treviso e Mestre con l’autogrù.

 

Intervenuto anche il personale medico del Suem. Sul posto la Polizia municipale, la Questura, i Carabinieri e la Capitaneria di Porto per accertare come mai i due ragazzi si trovassero all’interno della grande aerea di commercio edile.

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