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La chiusura di molte attività economiche, imposte per combattere il diffondersi del Coronavirus, ha influito positivamente sulla qualità dell’aria nella Pianura Padana.

 

Il Programma Copernicus in collaborazione con ARPAV rivela che nella Pianura Padana le emissioni di NO2 ( ossido di azoto) sono notevolmente diminuite.

 

Si è stimata una diminuzione di NO2 del 50% in concomitanza con la riduzione delle attività produttive e del traffico veicolare.

 

Per quanto riguarda invece la situazione delle polveri sottili (PM10 e PM2,5), afferma ARPAV, non è possibile fare un calcolo sull’impatto avuto dalle disposizione restrittive imposte, perché essa dipende dalle condizioni atmosferiche nella Pianura Padana.

 

Si fa rilevare che questo tipo di inquinamento dipende principalmente dal riscaldamento domestico e non dal traffico veicolare.

 

Su questo tipo di inquinamento per poter fare un confronto tra questo ultimo mese e lo stesso periodo dell’anno scorso, si deve tener conto anche della meteorologia che varia di giorno in giorno. In questo mese di marzo si sono avuti forti venti che in parte hanno pulito l’atmosfera.

 

Altra nota positiva conseguente alle restrizioni imposte per combattere il diffondersi del Coronavirus, è la limpidezza raggiunta dalle acque della Laguna Veneta.

 

A Venezia nei canali si scorge tranquillamente il fondo, l’acqua non è più torbida e si possono vedere i pesci nuotare, mentre al largo di Pellestrina sono apparsi i delfini.

 

Fonte: QualEnergia.it

L’Ater di Venezia, su volontà del presidente Raffaele Speranzon, ha individuato nei giorni scorsi e messo oggi a disposizione della Protezione Civile 86 alloggi per ospitare medici e infermieri impegnati nell’emergenza sanitaria, nei territori dei plessi ospedalieri di Dolo, Mestre (Villa Salus) e Jesolo, cioè quelli individuati come centri emergenziali anti COVID-19.

 

Questa mattina Speranzon ha inviato una lettera con l’elenco dei civici delle abitazioni disponibili, già da subito, all’assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, alla Direzione Protezione Civile e Polizia Locale della Regione Veneto e all’assessore regionale ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin.

 

“È un piccolo contributo in questo drammatico momento per il nostro territorio – spiega Speranzon – e l’intera nazione. Nei giorni scorsi abbiamo individuato gli appartamenti che potevano essere dedicati alla causa: immobili pronti e liberi da subito, in cui sono finiti recentemente i lavori o che si sono resi ultimamente disponibili. Abitazioni che si trovano nelle vicinanze degli ospedali, facilmente raggiungibili. Abbiamo inviato questa mattina l’elenco degli alloggi ritenuti più idonei alla Protezione Civile, affinché siano messi al più presto a disposizione delle aziende sanitarie”.

 

“Gli alloggi – aggiunge Speranzon – possono essere d’aiuto al personale medico e infermieristico chiamato a lavorare, anche da fuori, per l’emergenza sanitaria. Ognuno di noi in questo momento è chiamato a fare la sua parte”.

 

Le 86 abitazioni sono così distribuite: 45 sono state individuate nell’area di Villa Salus, tra Mestre e Favaro, 31 nell’area dell’ospedale di Dolo e comuni limitrofi, altre 10 a Jesolo. Hanno dimensioni diverse, con una metratura che va da un minimo di 42 metri fino ad un massimo di 102 metri.

 

Da sottolineare che le case dell’Ater dedicate al personale sanitario per la durata dell’emergenza non vanno a togliere nulla ai cittadini, non rientrano tra quelle dedicate alle emergenze abitative e non sono abitazioni che sarebbero state assegnate a breve ai cittadini.

 

“Siamo in grado di concedere gratuitamente, da oggi e fino ad emergenza rientrata, questi 86 alloggi al personale sanitario – conclude il presidente – che ne avesse necessità. Le aziende sanitarie potranno richiedercele sia per ospitare personale volontario in arrivo da altre zone d’Italia o del mondo, sia per il personale già in servizio che risiede lontano dall’ospedale di lavoro. Riteniamo sia necessario lanciare un messaggio di ringraziamento al personale sanitario che è tutti i giorni in prima linea per salvare delle vite. Per questi mesi di assoluta emergenza non chiederemo alcun canone di affitto per le residenze messe a disposizione della Protezione Civile e delle aziende sanitarie”.

Anche Red Canzian tra le decine e decine di appelli

 

Continua la campagna di raccolta fondi per sostenere l’Aulss 2 di Treviso e l’Aulss 3 di Venezia attraverso il Crowdfunding AIUTIAMO GLI OSPEDALI aperto dalla Fondazione di CentroMarca Banca.

 

Gli appelli a rimanere in casa per non diffondere il virus e a sostenere come ognuno può la sanità Veneta, che già tanto sta facendo, stanno arrivando da più parti: associazioni, enti sportivi, singoli privati, imprenditori ma anche rappresentanti del mondo dello spettacolo come Red Canzian.

 

“Si tratta di un’iniziativa bellissima che consentirà di raccogliere dei fondi per l’acquisto di ventilatori polmonari – dice il cantante dei Pooh – basta un’offerta anche piccola per fare una grande cosa. I nostri medici sono i nostri angeli che stanno lavorando giorno e notte in modo incredibile per tutti noi” conclude Red Canzian, invitando tutti a contribuire.

 

Donare è molto semplice, per tutti, e per contribuire sarà sufficiente registrarsi alla piattaforma www.cmb4people.org con la possibilità di eseguire un bonifico bancario sul conto corrente intestato a: EMERGENZA CORONAVIRUS – codice IBAN: IT 21 P 08749 12001 014000771267.

 

Da parte sua CentroMarca Banca ha stanziato la donazione di 50mila euro che serviranno per l’acquisto immediato di due apparecchi destinati alle rispettive AULSS.

 

Progetto di Federfarma Veneto e Anpif per l’assistenza a persone che vivono nella paura del contagio. Avvio pilota nell’area veneziana

 

In un periodo di grave emergenza sanitaria causato dal Coronavirus, le farmacie venete e veneziane lanciano la figura dello psicologo in farmacia per accogliere le richieste delle persone che vivono nella paura di essere contagiate dal virus.

L’iniziativa, promossa da Federfarma Veneto e Anpif (Associazione nazionale Psicologi In Farmacia), prende avvio dalla prossima settimana con una fase pilota in alcune delle 210 farmacie del territorio provinciale, coordinate da Federfarma Venezia.

Le farmacie diventano così avamposto anche per l’assistenza psicologica: il progetto, che avrà una durata di 3-6 mesi a seconda dell’evolversi della situazione sanitaria, prevede incontri individuali, condotti da psicologi specializzati con il supporto del farmacista all’interno degli esercizi, nel rispetto delle disposizioni sanitarie governative comunicate in questi giorni.

 

Un numero verde per informazioni e prenotazioni

Chi deciderà di rimanere in casa, avrà la possibilità di richiedere un colloquio con lo psicologo attraverso il servizio di consulenza online (in videochiamata) o telefonico, in questo caso chiamando direttamente la farmacia di riferimento o contattando il numero verde 800 199 361 attivato ad hoc da Anpif.

Gli incontri personali saranno al massimo tre per ogni cittadino: chi ne farà richiesta, sarà accolto in uno spazio dedicato a tutela della privacy. Gli psicologi seguiranno le linee guida siglate da Federfarma Veneto e Anpif e le direttive dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe del Veneto.

Successivamente, una volta rientrata l’emergenza, saranno organizzati una serie di incontri psicoeducazionali di gruppo destinati alle persone che presentano sintomi correlati alle conseguenze del disturbo post traumatico da stress dovuto alla situazione attuale, caratterizzato dalla costante paura di un nemico invisibile e potenzialmente mortale per le persone più anziane.

L’obiettivo del progetto è quello di ottenere la normalizzazione e la ristrutturazione del campo cognitivo per la rielaborazione adattiva delle persone interessate. Gli psicologi impiegheranno inoltre tecniche di meditazione per la consapevolezza e di respirazione.
In conclusione, verranno raccolti i dati emersi per una rielaborazione statistica qualitativa.

 

“In questo momento di difficoltà, risulta estremamente importante fare una buona psicoeducazione per la cittadinanza – spiegano il presidente di Federfarma Veneto Alberto Fontanesi e la presidente di Anpif Fiorella Palombo Ferretti. – Questo sia per fronteggiare la situazione critica nell’immediato, sia per affrontare le conseguenze future di quanto sta accadendo. Verranno assistite non solo le persone che presentano stati di ansia o panico legati al problema contingente, ma anche chi presenta fragilità preesistenti, al fine di contenere il rischio di veder aumentare il disagio psicologico. Le condizioni psicologiche influiscono infatti sulla percezione di ciò che sta accadendo e sul modo di affrontare la situazione, che, va detto, in queste settimane è stata spesso esposta in modo tale da indurre uno stato ansiogeno, quando non di vero e proprio terrore, e da stimolare un vissuto traumatico nelle persone più fragili. La consapevolezza e la calma, nonché l’acquisizione di informazioni realistiche, consentono di valutare in modo oggettivo la realtà e di attivare comportamenti adeguati a fronteggiare le problematiche e di promuovere le capacità di adattamento a situazioni di emergenza che diventano sempre più frequenti. Si tratta di un tipo di intervento già sperimentato in precedenza in altre situazioni critiche e che ha dato risultati soddisfacenti”.

 

“Anche a fronte di un’emergenza sanitaria come quella attuale, la farmacia può essere un luogo di elezione per intercettare il disagio in modo rapido, per rispondere al bisogno della cittadinanza di ricevere informazioni sicure e rassicuranti – sottolinea il presidente di Federfarma Venezia Andrea Bellon. – Riteniamo che il progetto degli psicologi in farmacia possa essere un importante supporto al grande lavoro a cui è sottoposti il sistema sanitario in queste settimane. Negli ultimi giorni emerge infatti che i pazienti e i clienti della farmacia iniziano a temere in modo molto forte per la propria salute e per quella dei propri cari, vivendo in uno stato di profonda allerta”.
Il rischio è che il cittadino non senta vicino a sé il sistema sanitario e che sviluppi un sentimento di rabbia che possa sfociare in un acting-out contro le istituzioni.

Per questo è fondamentale che “la farmacia territoriale rafforzi il suo ruolo di front office sanitario, esplicando ancora di più la sua funzione sociale di accoglienza al servizio della popolazione – rimarca Bellon. – Oltre quindi all’essenziale servizio di distribuzione dei farmaci sentiamo come nostra un’ulteriore mission che è quella di divulgare quanto più possibile le informazioni ministeriali legate al contenimento del contagio. Non dimentichiamo che i farmacisti verificano tutti i giorni come le risposte chiare aiutino ad affrontare l’emergenza in maniera più serena e soprattutto responsabile”.

 

 

Per informazioni sul progetto

NUMERO VERDE 800 199 361

ANPIF – Associazione Nazionale Psicologi In Farmacia
Tel. 392.9021162 – [email protected]

Questa emergenza provocata da un morbo infido che ci ha colto tutti di sorpresa, ci sta insegnando, nonostante le difficoltà del momento, molte cose positive.

Il piacere del focolare domestico, la gioia di leggere un buon libro, la solidarietà verso gli anziani e i più deboli, la riconoscenza verso la classe medica e paramedica, ma anche che la fede non necessariamente deve essere esplicitata tra le mura di una chiesa, ma in tanti altri modi, alcuni anche originali, ma efficaci.

 

È il caso del parroco di Bibione, don Andrea Vena, che per essere vicino ai fedeli ha escogitato un modo tutto suo, ma efficace.

Don Vena, ottenuti i permessi dalle autorità, ha caricato la statua della Madonna su una Apecar scoperta e ha iniziato il giro delle vie della cittadina. Tutto a sue spese naturalmente.

Lo ha fatto, ha detto, per portare la parola di Dio soprattutto ai più anziani, molti dei quali da tempo non possono più uscire.

 

Come si vede, mentre alcuni sacerdoti si lamentano par la chiusura delle chiese causa Coronavirus, altri, più intraprendenti, trovano lo stesso il modo di stare vicino ai fedeli.

 

In molti hanno scherzato bonariamente sul fatto dicendo: “Si è passati dall’Ave Maria all’Apecar Maria “.

E bravo don Andrea, la incitiamo a ripetere il suo benefico tour tra le vie di Bibione, lei è un esempio per tutti noi!

 

 

 

Photo Credits: https://voitg.net/

L’iniziativa promossa dalla Fondazione di CentroMarca Banca

 

Un euro a famiglia per aiutare le terapie intensive. Parte il Crowdfunding AIUTIAMO GLI OSPEDALI. Se ogni famiglia veneta versasse la cifra di un euro, il costo di un caffè, in poche ore potremmo raggiungere 2 milioni di euro quanto basta per l’acquisto di 100 ventilatori polmonari.

 

Un aiuto concreto ai nostri angeli in camice che da giorni senza sosta si stanno prodigando per salvare tante vite umane.

 

Con loro la nostra sanità pubblica sta dimostrando tutto il suo valore ma anche il singolo cittadino può mostrare il proprio aiutando la sanità come può.

 

La  Fondazione di CentroMarca Banca CC di TV e VE ha deciso di farsi promotrice di un Crowdfunding AIUTIAMO GLI OSPEDALI. Una forma di raccolta che è già stata adottata per altre iniziative sociali di CMB concretizzatesi nel territorio.

 

Un elemento importante è che attraverso questa piattaforma, la Fondazione che fa capo al Credito Cooperativo CentroMarca Banca (presente nel territorio da oltre 120 anni) offre la garanzia che tutto, ma proprio tutto quello che verrà raccolto andrà immediatamente all’Aulss 2 di Treviso e all’Aulss 3 di Venezia e contribuirà all’acquisto di quelli che fino a una settimana fa pochi conoscevano l’esistenza: i ventilatori polmonari.

 

Donare è molto semplice, per tutti, e per contribuire sarà sufficiente registrarsi alla piattaforma www.cmb4people.org con la possibilità di eseguire un bonifico bancario (esente da commissioni per i Clienti CMB) sul conto corrente intestato a: EMERGENZA CORONAVIRUS – codice IBAN: IT 21 P 08749 12001 014000771267.

 

Da parte sua CentroMarca Banca ha stanziato la donazione di 50mila euro che serviranno per l’acquisto immediato di due apparecchi che andranno alle rispettive AULSS.

Altalenante e non del tutto convincente, costantemente in bilico. E adesso, interrotta. Non è di certo la miglior stagione della storia in termini di risultati e serenità quella che sta vivendo il Venezia, e che tuttavia è cominciata nel migliore dei modi possibili: con un ripescaggio che ha permesso al club veneto, retrocesso pochi mesi prima per aver perso i playout, in sede del Palermo escluso dall’iscrizione alla categoria per inadempienze finanziarie. Già in partenza, dunque, l’aspettativa più rosea che si potesse avere.

 

Poi la parola è però passata al campo, che da agosto ad oggi non ha raccontato di un’annata eccezionale. Certamente non disastrosa, ma se il Venezia partiva con la volontà di giocarsi al meglio la nuova occasione guadagnata e dormire sonni più tranquilli rispetto alla scorsa stagione, ce la sta sì facendo ma in maniera abbastanza relativa. E adesso, quali sono le prospettive per il finale di stagione?

 

Il percorso del Venezia fino a questo momento

Ad oggi la classifica mostra un Venezia quindicesimo, su venti partecipanti totali, ed invischiato nella lotta per non retrocedere. La classifica è però molto corta, e gli attuali 32 punti conquistati sono di difficile lettura: la formazione veneta è infatti racchiusa in classifica tra Ascoli (anche qui 32 punti) e Cremonese (30) ovvero le uniche due formazioni della categoria ad aver disputato una partita in meno, lo scontro diretto.

 

Si capisce quindi come i diversi risultati possibili del match potrebbero condizionare direttamente anche il Venezia, dando maggiore speranza o facendolo sprofondare di un altro passo. Il fornito blocco di squadre abbastanza tranquille a metà classifica, in ogni caso, dista solamente 4 punti e dunque basterebbero un paio di risultati positivi collezionati consecutivamente per rilanciarsi e lasciarsi – relativamente – alle spalle la zona rossa.

 

Una continuità che però i ragazzi di Dionisi non hanno trovato in tutta la stagione: reduci dalla sconfitta interna per 1-3 contro il Crotone, i veneti si sono contraddistinti per un campionato fatto di alti e bassi e di poche certezze in assoluto: nelle ultime quattro sfide, per esempio, hanno collezionato una vittoria e un pareggio incoraggianti, per poi cadere in due sconfitte consecutive. Le vittorie sono solamente 7 su 28 partite disputate ed i gol segnati ammontano a soli 26: è il secondo peggior attacco del campionato, dopo quello del Livorno ultimo.

 

Il Venezia è invece record-team dei pareggi: ne ha collezionati ben undici, più di ogni altra formazione che partecipa a questa Serie B ed alla pari del solo Chievo. Tutti elementi che finora hanno reso piuttosto imprevedibili le scommesse sulla formazione veneta. Certo gli under sono stati complessivamente diffusi, ma comunque non scontati. Anche affidandosi a casinoonlineaams.com e facendo riferimento ai migliori siti di casino online italiani e legali, le quote non sono mai state di semplice lettura o previsione.

 

Lo stop al campionato e le diverse ipotesi

E adesso cosa succede? L’emergenza Coronavirus non ha fermato solamente la Serie A, ma tutte le manifestazioni sportive presenti sul territorio almeno fino al 3 aprile. Poi, raggiunta quella data, si vedrà come proseguire in base a quale sarà la situazione del contagio. Nel caso in cui non fosse possibile riprendere le attività ed i campionati seguendo una regolare normalità, si deciderà di conseguenza.

 

Questo almeno per decretare i giudizi finali sulla competizione: chi verrebbe promosso nel massimo campionato, come vincitore di quello cadetto o attraverso i playoff? Chi retrocederebbe? Se l’ipotesi ha cominciato ad accarezzare le idee anche della Serie A, per la Serie B i playoff e playout non sono certamente una novità, e dunque è ipotizzabile che si potrebbero disputare. Magari, con la attuale classifica cristallizzata.

 

Una situazione che non premierebbe il Venezia, che non avrebbe la possibilità di disputare altri incontri di campionato per tirarsi fuori dalla zona rossa e sarebbe, ad oggi, inserito nelle sfide playout come ultima formazione coinvolta: i veneti sarebbero protagonisti dello scontro diretto per la salvezza contro la Cremonese, mentre Trapani, Cosenza e Livorno verrebbero direttamente retrocesse in Serie C. Bisognerà aspettare nuove notizie e aggiornamenti sul futuro di tutti i campionati, ma questa è la situazione che si profilerebbe ad oggi per il Venezia.

Le vetrine di Noventa Outlet si vestono in maschera e in occasione del Carnevale sono pronte ad accogliere gli ospiti del Centro con gli abiti di scena delle opere liriche rappresentate al teatro La Fenice di Venezia.

 

All’ingresso del nuovo ampliamento dell’area commerciale, inaugurato nel mese di novembre, sono in esposizione una serie di bellissimi costumi di scena realizzati dalle mani sapienti degli artigiani della sartoria del teatro veneziano. Una cascata di paillettes dai toni e sfumature blu, ottanio e un cappello da unicorno completano un costume di foggia maschile indossato dal Principe e simbolo della desiderata immortalità di Barbablù, dall’opera Il castello del Principe Barbablù di Bela Bartòk, andata in scena proprio nelle scorse settimane con grande successo di pubblico e critica. Tessuti damascati e paillettes dorate impreziosiscono l’abito di Desdemona che assieme a quello di Baffo sono i protagonisti del dramma giocoso Signor Goldoni del compositore contemporaneo Luca Mosca. Non poteva mancare infine un coloratissimo costume di Arlecchino, che assieme all’abito giallo e viola di gusto settecentesco indossato da Rosaura e a quello delle Marionette erano in scena nell’opera La Vedova Scaltra, commedia lirica in tre atti del compositore Ermanno Wolf-Ferrari.

 

I costumi rimarranno in esposizione per tutto il periodo di Carnevale, fino al 25 febbraio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della ormai consolidata partnership tra McArthurGlen Designer Outlet Noventa di Piave e il teatro La Fenice. Questo sodalizio ha dato vita nel corso del tempo a numerose attività organizzate fra i viali e le piazze del Centro di Noventa di Piave: concerti, progetti di educational per i ragazzi e esposizioni di abiti e cimeli del grande teatro d’opera.

 

La grande musica e tradizione del Teatro La Fenice e la moda di alta classe presente nell’offerta del Designer Outlet McArthurGlen di Noventa di Piave rappresentano mondi collegati che, nelle differenze del loro ambito di intervento, hanno in comune l’obiettivo di privilegiare l’attenzione per il bello e la cultura.

 

Per maggiori informazioni: www.mcarthurglen.it/noventadipiave

Domenica 16 febbraio, alle ore 12.00, il Museo ebraico di Venezia inaugurerà la mostra Sogno e Surreale dell’artista Igor Skaletsky, che resterà aperta al pubblico fino al 17 maggio. Il centro del periodo di tempo che il museo dedica a questa mostra sarà segnato dalla festa di Purim, festa gioiosa, dai molti e complessi significati, che tanto spazio lascia al gioco e alla fantasia e al travestimento, divenendone il fulcro.

 

Il giovane e già affermato artista israeliano grazie alla manipolazione di immagini trasporterà il visitatore in un altrove incantato, surreale, giocando con la liberazione dell’onirico, del fantastico e del magico che c’è in ognuno di noi.

 

L’artista, di origine russa, gioca liberamente con immagini facilmente riconoscibili della storia dell’arte e dell’alta cultura mescolandole ironicamente alle immagini tipiche delle riviste di moda. Le sue opere ci riportano ai modelli archetipi della nostra percezione e allo stesso tempo li distrugge sconvolgendo le abitudini visive creando un passaggio segreto nell’inconscio che ci porta a elaborazioni e interpretazioni funamboliche.

 

Il suo lavoro combina le tecniche tradizionali di pittura con la tecnologia moderna. Skaletsky trae ispirazione da opere d’arte iconiche e dando loro una personale interpretazione, creando l’immagine di un ibrido, separato da tempo, luogo e contesto.

 

Skaletsky combina simboli di religione, cultura pop, animali e immagini di tatuaggi destreggiandosi come un “giocoliere” tra le consuetudini visive e il subconscio dello spettatore; fornendo un’interpretazione intrigante di storie famose. Il piacere di Skaletsky è quello di creare occasioni di incontro – scontro tra i primi pittori olandesi e i maestri del Rinascimento italiano con top model e icone della cultura del tatuaggio alla moda.

 

Inaugurazione domenica 16 febbraio alle ore 12.00. La Mostra sarà visitabile in orario di apertura del museo fino al 17 maggio. La mostra è creata e organizzata dal Museo Ebraico di Venezia, in collaborazione con Comunità ebraica di Venezia Coopculture.

Questa volta giochiamo d’anticipo. Siamo ai blocchi di partenza oggi ma vedrete, ne varrà la pena.

 

Dal 29 febbraio la Casa dei Tre Oci di Venezia ospita la più ampia retrospettiva italiana dedicata al fotografo francese Jacques Henri Lartigue.

 

“L’invenzione della felicità” promossa da Fondazione di Venezia in collaborazione con la Donation Jacques Henri Lartigue di Parigi è più di una rassegna o una mostra, sono 120 immagini, di cui 55 inedite che ripercorrono la sua intera carriera e si immola nel 1963, quando l’artista ormai prossimo ai 70 anni balzò agli onori della cronaca esponendo al Museum of Modern Art Di New York.
Riscoperta  e successo, il percorso dell’esposizione si basa su questo ponendo i primi accenti sui suoi inediti “lavori” che precedono la Prima Guerra Mondiale.

 

La borghesia parigina che affollava le corse automobilistiche o Auteil, il tempio dell’ippica, le mise, gli uomini elegantissimi e le dame, tutto era fissato sulla pellicola, magnifica e attraente come non mai.

 

E poi l’incontro con Richard Avedon e Hiro, dove tutto diventa moda e assume sembianze uniche, artistiche.
La scorribanda finale è tutta dedicata al cinema e alla moda dove nelle ultime sezioni possiamo ammirare  il suo genio come fotografo di scena, siamo sul crinale degli anni 70 per approdare agli 80.

 

Un interessante focus è riservato alle memorie che Lartigue scrisse negli anni 60 e 70, quando riuscì a ricomporre i suoi album nei quali aveva raccolto tutti i suoi celeberrimi scatti.
Non perdetela.

 

Venezia – Casa dei Tre Oci – dal 29 febbraio al 12 giugno 2020 “L’invenzione della felicità” di Jacques Henri Lartigue 120 fotografie con 55 inediti.

 

 

Instacult di Mauro Lama

Photo Credits: https://www.fortementein.com/

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