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In anteprima il progetto partecipativo per promuovere la nuova piscina a Marghera

 

Un progetto declinato su tre iniziative quello di Sea Sport Educazione Acqua, che coinvolge le scuole dell’Istituto Comprensivo Filippo Grimani e il gruppo Facebook Margherini DOC, al fine di valorizzare la piscina di Marghera in Via delle Macchine. La partecipazione è aperta anche all’Istituto Comprensivo Cesco Baseggio.

 

La costruzione del polo natatorio era cominciata verso la metà di ottobre del 2019 e, diversamente dalle tempistiche previste, che volevano la conclusione entro 18 mesi, giungerà al termine prossimamente. Già al via, però, il progetto Sea nel trinomio Sport, Educazione e Acqua, che, attraverso la partecipazione attiva di alunni, insegnanti e cittadini, implementa orientamenti e traguardi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 

 

Referendum scolastico sul nome della piscina

In primo piano le scuole, che entreranno da protagoniste nelle prime due fasi del progetto. Si inizia il 21 aprile con il referendum scolastico sul nome della piscina. Gli alunni avranno tempo fino al 5 maggio per esprimere la propria preferenza su una scheda di 90 nomi, nella quale potranno peraltro proporne di nuovi. La selezione dei 90 nominativi è opera del gruppo Margherini DOC, con quasi 7000 iscritti, che da luglio 2020 a febbraio 2021 ha raccolto 234 commenti sull’argomento.

 

Parallelamente potranno partecipare anche gli adulti con una votazione sulla pagina del gruppo Margherini DOC. I risultati saranno inviati al Sindaco della Città di Venezia Luigi Brugnaro e al Presidente della Municipalità di Marghera Teo Marolo, per poi essere pubblicati il 12 maggio entro le ore 18.00.

 

La nostra piscina, concorso disegni per le classi

In seconda battuta partirà un concorso a disegni, nel quale gli alunni delle scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria di I grado racconteranno la loro idea sulla piscina di Marghera attraverso la pittura, il mosaico, la cera, il collage o il pennarello. Qualunque sia la tecnica a loro più congeniale. Dal 10 maggio sarà il turno dei votanti, che, sulla pagina Facebook del gruppo Margherini DOC, potranno scegliere il disegno preferito tra i post in gara (uno per l’infanzia, uno per le elementari, l’altro per le medie). Le tre classi vincitrici saranno rese note il 18 maggio entro le ore 18.00 e omaggiate con sfiziose specialità alimentari prodotte a Marghera. Un riconoscimento arriverà anche agli insegnanti, sotto forma di premio in abbigliamento o calzature sportive.

 

La piscina educativa, idee progettuali degli insegnanti

Proprio al corpo docenti si rivolge la terza tranche del progetto, che prevede la redazione da parte degli stessi di un elaborato sul tema “Piscina di Marghera”. Tutta l’informazione relativa alle tre iniziative sarà sempre aggiornata sulla bacheca del gruppo Margherini DOC, con particolare menzione su “La Cisterna” di Marghera, che all’esperienza dedicherà un numero speciale. Ad amplificarne la risonanza mediatica concorreranno anche il gruppo “I ragazzi del patronato Gesù Lavoratore”, il sito di “Marghera Forever” e i mezzi informativi dell’Istituto Comprensivo Grimani.

 

 

Giulia Soligon

Prosegue il programma di eventi online promosso dall’Ateneo Veneto. Oggi pomeriggio l’incontro con Alessandro Marzo Magno, che – attraverso la sua ultima fatica letteraria – racconterà Venezia, culla della tipografia tardo quattrocentesca e madrina del primo editore italiano, Aldo Manuzio.

Domani, mercoledì 17 marzo 2021, alle ore 17.30 sul canale YouTube dell’Ateneo Veneto, l’appuntamento sarà con Nelli-Elena Vanzan Marchini per scoprire un altro volto di Venezia, quello di città termale.

 

Dopo la caduta (1797), la Repubblica di Venezia da Dominante diventa terra di conquista delle monarchie straniere che la utilizzano come porto degli imperi.
I francesi e gli Austriaci, affascinati dal clima e dalle acque della città, potenziano il turismo romantico finalizzato a vivere Venezia come una totalizzante esperienza fisica che si appaga nella sua specificità anfibia. La nuova immagine della Venezia suddita affascina per la decadenza delle sue pietre e per il valore terapeutico delle sue acque che la trasformano in una città termale dotata a metà Ottocento di ben otto stabilimenti talassoterapici. In un’Europa, che dalla fine del Settecento aveva scoperto il potere sanante dei bagni di mare, a Venezia si moltiplicano gli alberghi, tanto che Daniele Manin, in una adunanza dell’Ateneo Veneto nel 1847, chiede di invertire la rotta per non offrire ai giovani un futuro di “bagnini e locandieri”, e auspica l’apertura di una “Scuola di Commercio e Nautica Mercantile” perché “alla pratica dee precedere l’istruzione”. Ma l’economia di Venezia era compressa rispetto a quella di Trieste e dopo la rivoluzione di Manin la situazione peggiora. Il giogo austriaco si fa più pesante. I bagni per cura si trasferiscono al Lido dove, a partire dai primi del ‘900, nascono i grandi alberghi e tutta l’isola viene valorizzata come la città del loisir che attrae l’aristocrazia e le élites internazionali con gli sport e la Mostra del Cinema.

È un ponte tra Venezia e Milano, quello che unisce l’Ateneo Veneto, il Circolo dei Lettori di Milano e l’Aldus Club, domani insieme per parlare del primo editore italiano, Aldo Manuzio. A ripercorrere la vita di questo uomo colto, accorto e intraprendente, è Alessandro Marzo Magno, socio dell’Ateneo e autore del volume L’inventore dei libri. Aldo Manuzio, Venezia e il suo tempo (Laterza). L’incontro, in programma per martedì 16 marzo 2021 alle ore 17.30 sul canale YouTube dell’Ateneo Veneto, sarà introdotto da Laura Lepri, Direttore del Circolo dei Lettori. A seguire, gli interventi di Salvatore Carrubba (Presidente del Circolo dei Lettori), Alessandro Marzo Magno (autore del libro), Gianpaolo Scarante (Presidente dell’Ateneo Veneto) e Davide Galli (bibliofilo dell’Aldus Club di Milano), che illustrerà un raro esemplare aldino, nonché l’ultima pubblicazione edita da Aldo Manuzio nel 1515.

Di origine laziale, dal 1490 Manuzio fu attivo a Venezia, dove contribuì a valorizzare quella città, che già al suo arrivo aveva la fama di essere una tipografia a cielo aperto. Presto acclamato come il più prestigioso tra gli stampatori, egli affondò le proprie scelte nella cultura classica greca e latina, puntò sulla qualità degli autori e dei collaboratori, sulla leggibilità del testo, al fine di rendere la lettura un’attività fruibile in più occasioni. Inoltre, Manuzio fu il primo a essere mosso da un progetto editoriale, lo stesso che lo portò a rivoluzionare il modo di fare editoria stampando in corsivo e in un formato nuovo, oggi definito “tascabile”.

Si comincia il prossimo anno. Il nuovo programma formativo tutto in inglese rientrerà nella laurea magistrale in Urbanistica e Pianificazione del territorio. Diretto dal prof. Francesco Musco, il Master Degree affronterà tematiche di grande rilevanza strategica, distribuite su 3 dei quattro semestri previsti: il metabolismo urbano (cioè lo studio dei flussi di energia e di materia che attraversano l’ecosistema urbano); la gestione dei cambiamenti climatici (tema di ricerca e formazione già attivo presso l’Ateneo con il Planning Climate Change Lab); la pianificazione per il disaster recovery e la gestione degli eventi in caso di catastrofi. Tutti ambiti nei quali Iuav ha maturato nel tempo esperienza e capacità progettuali uniche nel panorama universitario italiano. Accelerare la transizione verso economie a basse emissioni, resistenti al clima ed efficienti nell’uso delle risorse in modo giusto e inclusivo: queste le tematiche in primo piano nell’agenda nazionale, così come dimostrato anche dalla recente istituzione del Ministero della Transizione Ecologica.

 

Il percorso Urban Planning for Transition si aggiunge al Master Degree Programme in Architecture (la laurea magistrale in Architettura in lingua inglese), inaugurato due anni fa con la direzione della prof. Fernanda De Maio, che ha attratto più di 100 studenti da 33 Paesi (in particolare da Cina, Turchia, India, Iran, ma anche da Vietnam e Azerbaigian). Le prime lauree si discuteranno entro ottobre, ma già prima della conclusione del biennio il corso ha ricevuto numerosi feedback dagli iscritti, entusiasti per la qualità dell’insegnamento e per l’opportunità di affrontare le più urgenti questioni architettoniche, urbane e ambientali con uno sguardo internazionale: «Non avremmo potuto sognare un’esperienza migliore – scrive un gruppo di studenti russi e polacchi alla coordinatrice. – Nelle nostre università il sistema educativo è completamente diverso e siamo stati felici di aver avuto l’opportunità di studiare l’architettura in un modo nuovo».

 

Iuav peraltro conferma anche quest’anno la sua presenza tra le prime cento università al mondo per il settore Architettura e Urbanistica secondo il QS World University Ranking, la classifica universitaria globale più consultata, punto di riferimento per la scelta dei migliori atenei internazionali.

 

Le iscrizioni al Master Degree Programme Architecture sono aperte fino al 31 marzo per 60 candidati, con possibilità di borse di studio e agevolazioni.

Carnevale di Venezia 2021: tradizionale, emozionale, digitale. Dall’11 al 16 febbraio il Carnevale si trasferisce online per non mancare all’appuntamento più atteso dell’anno

 

In attesa di poter tornare a celebrare la stagione del Carnevale, come vuole la tradizione, Venezia offre, in questo anno del tutto eccezionale, un’esperienza alternativa e in un certo senso “ribaltata”: sarà il Carnevale ad entrare nelle case e a far sperimentare la “distanza necessaria” per una festa vissuta in sicurezza.

 

La magia del Carnevale di Venezia arriva quindi a casa, attraverso gli schermi personali, e si racconta attraverso un ricco calendario di testimonianze, filmati ed eventi virtuali dedicati alla sua storia e alle sue tradizioni: dalle dodici Marie al Volo dell’Angelo, dalle sue maschere più famose ai costumi e ai travestimenti, dal teatro alla trasgressione.

 

Un appuntamento in streaming, che dall’11 al 16 febbraio (alle ore 17 per circa un’ora e mezza) porterà divertimento, improvvisazioni, travestimenti, musica e intrattenimento, trasmessi in streaming da Ca’ Vendramin Calergi, il palazzo affacciato sul Canal Grande sede del Casinò di Venezia. Una carrellata di interviste, curiosità e racconti sul Carnevale presente e passato verrà trasmessa in diretta sul sito del Carnevale e sui suoi canali social e su Televenezia (canale 71 del digitale terrestre).

 

Per approfondire: Storie di Carnevale

Inoltre, ogni giorno durante le puntate e poi sui canali social, l’approfondimento Storie di Carnevale permetterà di scoprire, attraverso 40 brevi video appositamente realizzati per l’edizione 2021, i protagonisti del Carnevale – artisti, artigiani, costumisti – ma anche i luoghi del Carnevale, dai musei ai teatri, dagli atelier ai laboratori di maschere, dagli esercizi commerciali ai ristoranti, ai bàcari, alle pasticcerie e ai caffè dove si apprezzano le golosità tipiche del momento.

 

“Abbiamo voluto rimarcare anche in questa edizione ‘inedita’ del Carnevale” – afferma il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni del Comune di Venezia, Giovanni Giusto – “il ruolo fondamentale delle attività artigianali per la conservazione dell’identità di Venezia, valorizzando il loro ruolo di interpreti delle tradizioni cittadine. Resta il fatto che la loro funzione non è legata solamente al Carnevale ma strettamente connessa a preservare il tessuto originario della città che attende, dopo questo difficile anno di emergenza, di riprendere appieno i propri spazi e la propria posizione di città accogliente, aperta sul mondo”.

 

Intrattenimento per tutte le età

Al tempo stesso, grandi e piccoli non mancheranno l’occasione di diventare protagonisti dell’edizione 2021 grazie alle Stanze Virtuali del Carnevale di Venezia, gli eventi digitali in diretta dalle sale di Ca’ Vendramin Calergi, previa registrazione sul sito ufficiale del Carnevale (www.carnevale.venezia.it).

 

In particolare, per i più piccoli, il Kids Carnival propone laboratori, performance, racconti interattivi e un’edizione digitale del concorso La Mascherina più Bella. Per gli adolescenti, il Teen Carnival offre travestimenti, tutorial, contest, meet&greet con gli influencer del momento.

 

Infine, dedicato alle persone di tutte le età, è il tradizionale concorso de “La Maschera più Bella” che abitualmente sollecita le fantasie creative più originali sul Palco di San Marco e che quest’anno diventa digitale, arrivando direttamente a casa. Iscrivendosi entro il 10 febbraio 2021 sul sito ufficiale e inviando una foto del costume con una breve descrizione, i costumi più belli potranno essere selezionati dalla giuria composta dal Team Artistico del Carnevale di Venezia e riunita in studio, per partecipare alle dirette degli appuntamenti giornalieri nelle Stanze Virtuali dall’11 al 13 febbraio. I finalisti sfileranno in diretta streaming su tutti i canali ufficiali del Carnevale di Venezia e su Televenezia domenica 14 febbraio a partire dalle ore 17.15. Il vincitore sarà poi ospite speciale il prossimo anno, al Carnevale di Venezia 2022. Iscrizioni aperte sul sito: www.carnevale.venezia.it.

 

Tradizione e novità

Insieme alle novità, il Carnevale di Venezia 2021 tiene fede però alla tradizione e porta a compimento l’elezione della Maria del Carnevale 2020, rimasta in sospeso dalla scorsa edizione. Dall’11 al 14 febbraio, il Principe Maurice presenterà le ragazze a gruppi di tre, mentre lunedì 15, in collegamento online con la giuria, verrà selezionata la vincitrice e che poi verrà presentata al pubblico, con la vestizione dell’Atelier Pietro Longhi, come sempre, martedì grasso, 16 febbraio 2021 in streaming sul sito e sui canali social ufficiali. Verrà finalmente svelata anche la Maria del Gazzettino 2020, scelta dai lettori l’anno scorso, quotidiano che anche quest’anno è partner della manifestazione.

 

Anche a Cortina d’Ampezzo

Intanto nella giornata di ieri, domenica 7 febbraio, il Carnevale di Venezia è approdato anche sulle nevi di Cortina d’Ampezzo, in occasione della cerimonia di apertura della 46. edizione dei Campionati del mondo di sci alpino, la manifestazione organizzata da Fondazione Cortina 2021 che da oggi al 21 febbraio vedrà gareggiare oltre 600 atleti provenienti da 70 nazioni, per contendersi i 13 titoli iridati in palio.

 

L’evento è stato trasmesso su Rai2 con milioni di spettatori collegati in diretta televisiva da numerosi Paesi. Le immagini della Serenissima, “Regina delle Acque”, e di Cortina, “Regina delle Nevi”, hanno fatto da scenografia a Tina Maze, campionessa mondiale e olimpica che ha indossato un abito firmato dall’atelier veneziano di Antonia Sautter. La cerimonia è stata un vero omaggio alle Dolomiti, territorio di una bellezza unica al mondo e Patrimonio UNESCO, e più in generale al Veneto e all’Italia.

 

Alla manifestazione ha preso parte, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Venezia, il vicesindaco Andrea Tomaello. “In un momento così difficile – ha dichiarato – è importante che Venezia sia inserita in un evento mondiale con una delle sue feste e tradizioni più belle, il Carnevale. Facciamo vedere al mondo che nonostante tutto Venezia nel suo splendore c’è ed ha voglia di ripartire assieme a tutto il Veneto”.

Dall’apertura odierna dei Mondiali di Sci, fino al 21 febbraio, la mongolfiera “Veneto – The Land of Venice” nata per rilanciare il turismo del nostro territorio ha raggiunto Cortina e sorvolerà le spettacolari piste dei Mondiali di Sci 2021. Successivamente proseguirà il suo tour su tutto il Veneto, fino a varcare i confini del Paese per raggiungere le principali capitali del nord Europa.

 

L’odissea Covid di un 57enne di Pianiga, vivo per miracolo ma ancora provato: si è rivolto a Studio3A
per accertare eventuali profili di responsabilità su omissioni e ritardi subiti

 

Trentaquattro, 25 e 20. Non è un terno da giocare al lotto, ma sono alcuni dei “numeri” del calvario sanitario da Covid vissuto da un 57enne di Pianiga, che è vivo per miracolo ma porta ancora dentro di sé i segni fisici e psicologici di un’esperienza terribile e anche tanta rabbia per le risposte (non) ricevute da una parte della Sanità, in particolare (ma non solo) dal suo medico di base.

 

Trentaquattro sono le telefonate che il paziente ha infatti effettuato al suo dottore nel giro di pochi giorni per ricevere indicazioni fondamentali, nonché ricette e medicinali necessari: a queste il medico di famiglia ha risposto appena tre volte. Nessuna il 7 dicembre 2020, il giorno in cui è iniziato l’incubo allorché il 57enne apprende che un amico con cui era stato in contatto la settimana precedente è risultato positivo al Coronavirus e i suoi timori di essere rimasto contagiato sono acuiti dal fatto che la febbre gli è salita a 38. Telefona invano per cinque volte al suo dottore semplicemente per farsi prescrivere il tampone. Alla fine sua moglie deve passare alla guardia medica di Peraga a ritirare la ricetta per poter sottoporsi al molecolare, test che effettua nella stessa serata all’ospedale di Camposampiero (Padova).

 

Dopo un paio di giorni, il 9 dicembre, l’uomo, comprensibilmente in ansia, contatta di nuovo il medico curante, a cui l’Asl da prassi comunica l’esito del test, per conoscere il suo destino, ma anche stavolta sulle nove telefonate effettuate il dottore non risponderà mai: l’ultima, alle 18.45, viene riscontrata ma dalla sua segretaria personale, che lo tratta pure male (“non siamo tenuti a comunicare il risultato”) ma che alla fine gli riferisce che il tampone ha dato esito positivo. Finalmente, nel pomeriggio del 10 dicembre – dopo altre due telefonate senza risposta al mattino – il suo medico di base lo chiama, lo rimprovera per l’accesa discussione avuta con la sua segretaria, gli comunica che il 17 dicembre può sottoporsi a un nuovo tampone all’ospedale di Dolo e, soprattutto, gli ordina la cura: due antibiotici, del cortisone e delle iniezioni di Eparina.

 

I sintomi, però, si fanno sempre più gravi. L’11 dicembre nuova telefonata al medico che per una volta risponde assicurandogli che avrebbe inviato una mail all’Usca, Unità Speciale per la Continuità Assistenziale, per una visita a domicilio. Il 57enne aspetta l’11, 12 e 13 dicembre, ma non si vede nessuno e intanto la temperatura è schizzata a 39,5-40. Essendo domenica sua moglie contatta la guardia medica chiedendo il da farsi, per sentirsi rispondere di assumere Tachipirina “a manetta”. L’indomani, lunedì 14, non essendo scesa la febbre, il paziente fin dal mattino richiama, con le poche forze che gli restano, lo studio del medico di famiglia, ma su 17 telefonate riesce a parlare solo una volta con la “solita” segretaria: il dottore è impegnato. Lo richiama nel primo pomeriggio, ma solo per assicurargli che avrebbe ricontattato l’Usca, che però nemmeno l’indomani si vede.

 

A quel punto, nel pomeriggio del 15 dicembre, a sua moglie non resta che chiamare direttamente il 118 e il marito viene trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Camposampiero dove rimane più di un giorno per poi essere trasferito d’urgenza al monoblocco dell’ospedale di Padova e quindi nella Terapia Intensiva del Sant’Antonio, dove resta per una settimana. E qui comincia un’altra battaglia, quella per la vita, perché il virus è lì lì per avere la meglio, la saturazione di ossigeno crolla al 20% – il venti -, ma il suo fisico reagisce e i medici lo salvano per i capelli: il 5 gennaio 2021 viene dimesso.

 

Fisicamente distrutto e psicologicamente provato – una situazione che permane tuttora anche se un po’ alla volta si sta riprendendo -, il 57enne il giorno seguente, il 6 gennaio 2021, alle 10.22, riceve una chiamata del tutto inaspettata: l’Usca di Noale gli comunica che alle 11.15 sarebbero stati a casa sua per la visita domiciliare. La richiesta via mail del suo medico di base – sempre sia mai arrivata – è stata dunque evasa in 25 giorni. Peccato che nel frattempo fosse già tutto finito.

 

Troppo per resistere alla tentazione di denunciare tutto all’opinione pubblica e di voler accertare se in ciò che ha dovuto subire si profilino omissioni e violazioni deontologiche. Perciò il sopravvissuto si è rivolto a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che ha già fatto richiesta di acquisire tutta la documentazione clinica del paziente e che ha tutta l’intenzione di “esporre” i fatti alle autorità e agli organi competenti.

In questi giorni, con le forti mareggiate, sono emersi tanti mattoni sulla spiaggia di Venezia, esattamente nel tratto che va dal Blue Moon al Pachuka. Ricerche storiche e testimonianze portano a ipotizzare che siano i resti del campanile di San Marco crollato nel 1902. Le macerie del “paron de casa” furono gettate in mare a 3 miglia del Lido di Venezia

 

“Abbiamo già iniziato a svolgere alcuni studi storici – spiega Vittorio Baroni che sta curando la ricerca – le forme irregolari, la diversità dei colori e le rotondità dovute all’usura del tempo portano a dedurre che potrebbero essere materiali del campanile di San Marco crollato il 14 luglio 1902”.

 

Il comitato Lido Oro Benon propone che il campanile di San Marco sia inserito tra gli argomenti culturali da valorizzare in occasione di Venezia 1600. Le antiche memorie romane e bizantine rintracciate tra le macerie del campanile e il clamore mondiale che fece il crollo del campanile meriterebbero un focus per l’anniversario della fondazione di Venezia.

 

 

 

 

 

Nel frattempo siamo in grado di pubblicare gli interessanti contribuiti dell’artista Giorgio Bortoli e del fotografo scrittore Riccardo Roiter Rigoni, entrambi lidensi. Lido Oro Benon li ringrazia di cuore assieme al Presidente della Municipalità Emilio Guberti, che ha sottolineato “è da verificare l’autenticità dei mattoni, indubbiamente potrebbero avere un interesse storico, verificherò con chi di competenza”.

 

 

I fatti avvenuti davanti al Lido oltre 100 anni fa sono ricordati nel libro “IL CAMPANILE DI SAN MARCO RIEDIFICATO”. Le operazioni di vaglio, analisi, classificazione e affondamento delle macerie furono affidate a Giacomo Boni.

Il volume, pubblicato dal Comune di Venezia nel 1912, traccia la storia completa del campanile. I primi fondamenti risalgono all’anno 888 sotto il doge Piero Tribuno. Citazioni e immagini di frammenti romani, bizantini, carolingi con interessanti curiosità e fonti storiche.

 

In onore dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia, Lido Oro Benon suggerisce alcuni passaggi contenuti nella narrazione curata da Antonio Fradeletto, politico veneziano che nel 1887 organizzò la prima Esposizione nazionale di pittura e scultura, la futura Biennale.

 

 

LE MACERIE DEL CAMPANILE NEL RACCONTO DI GIACOMO BONI

“Frammenti romani, bizantini e carolingi”

 

“Due giorni dopo il 14 Luglio 1902, accorso alle macerie, mandai in Palazzo ducale gli avanzi della Loggetta ed i frammenti romani, bizantini e carolingi compresi nella Torre diruta. Feci trasportare all’isola di S. Giorgio il materiale architettonico ed all’isola delle Grazie i mattoni e rottami non frantumati, travolti fra le macerie e rinvenuti scomponendo i blocchi o nel demolire il troncone.

 

 

Adunai numerosi laterizi romani, vari per forma e misura, rettangolari, quadrati o tondi, cuneati o ricurvi, giallastri o rossi, in molteplici tonalità; trenta all’incirca i bolli. Da un’unica sigla, giungono ad estesa dicitura come negli esemplari di Caracalla: IMPERATORIS. ANTONINI. AVGVSTI. PII, e nel cospicuo: 1. TITI. PRIMI. IVNIORIS. Come quest’ultimo, provengono nella massima parte da Aquileia e vicinanze i mattoni bollati AEDOS, gli Aidusina castra dell’itinerario lerosolimitano sulla via della Pannonia, e C. Q. VE. S e R. CASSI… e T. R. DIAD e QCLOWP1, iscrizione che richiama Q. Clodi Ambrosi più d’ogni altra frequente sui laterizi aquileiesi esportati per mare e sparsi in ogni porto adriatico. 11. 0.15. N.0.45.11 2.31.

 

 

Un mattone distinto dal bollo LAEP reca impronta di suola, munita di chiodi a capocchie spianate per l’uso. Troviamo altrove, sovrapposte all’inverso, due orme di piede umano destro. Impronte digitali, probabili contrassegni di catasta; se fossero manubri agevolanti la presa ed il trasporto dei pesanti laterizi, non dovrebbero mostrarsi in alcuni soltanto. Per nuovi segni distinguonsi altri mattoni; a rozze spirali Mattone sagomato, grosso m. 0,08. Mattone sagomato, grosso m. 0.07. modanature perfette, ad informi o regolari tracciati ai quali ignoriamo che cosa rispondesse nella semplice mente ideatrice.

 

 

Molte impronte animali, dovute al ferro di giovin cavallo od alle dita e regione plantare di grosso cane od alle zampe anteriori d’altro minore. Più volte è sullo stesso mattone l’orma di un’estremità; così abbiamo triplice unghiata vitulina, mentre che, altrove, s’imprimevano zampe di pecora e di maiale. Mutili riapparivan tra le macerie i bronzi che ornavano un tempo le nicchie sansoviniane; tronche a Mercurio le dita; svelti a Pallade e la lancia e lo scudo, e come da fendente spezzata, per la caduta di un masso, la visiera dell’elmo; priva la Pace del capo e del simbolo, e mozze la testa e le gambe all’Apollo”.

 

 

GIGETA E IL FUNERALE DEI MATTONI DAVANTI AL LIDO

“Go un tochetin de maton del campaniel”

 

«Con pochi intimi, inaugurai stasera il seppellimento a mare, su piroscafo rimorchiante una betta carica dei primi cento metri cubi di macerie. Sul triste carico , biancheggiante come ossa cremate, avevo steso un lauro troncato. La folla stava silenziosa sul Molo mentre, salpate le ancore e sciolti gli ormeggi, il piroscafo si mise in moto trascinando la betta, sulla quale stava a governo un vecchio marinaio.

 

 

Il piroscafo, con la prua a levante, passava lento d’innanzi alla Piazzetta, donde scorgevansi le ruine; d’innanzi alla colonna che porta il leone di bronzo eretto nel 1176 e che pur guarda lontano al Levante; alla riva degli Schiavoni ed alle porte dell’Arsenale; al forte di S. Andrea, opera fiera di Sanmicheli, e tra le dighe del porto di Lido fino a tre miglia in mare, dove uno scandaglio misurava quattordici metri.

L’acqua verde pallida come i bronzi delle necropoli italiche, era mossa da freschi soffi di Borea e le onde, battendo sui fianchi di rovere della betta, ne spruzzavano il carico; parevan Tritoni.

 

 

Era con noi una bambina veneziana, Gigeta, dolce nel viso e negli occhi come un Bellini, e teneva sulla sponda, avviluppato da frondi di lauro, un mattone sul quale avevo inciso: 14 LUGLIO 1902. Uno dei superbi lateres cocti di Aquileia, colonia-baluardo contro le invasioni barbariche; uno dei mattoni impiegati dai Veneziani nella torre-baluardo, non materiale soltanto, contro altre incursioni. Ad un mio cenno la bambina lo buttò a mare ; un tonfo, uno spruzzo; l’affondamento cominciava.

Lontano sull’orizzonte emergeva il profilo dei colli Euganei sede alla civiltà veneta nell’età preistorica.

 

Un’ora dopo eravamo di ritorno all’imboccatura del porto e, sull’ alto mare che aveva coperto per sempre i frantumi del Campanile di S. Marco, e che una Bora più fresca faceva spumeggiare, passava quasi orizzontale la luce scarlatta del tramonto. Un alcione solitario, bianco sul grigio cupo delle nubi temporalesche, volava a fior d’onda. Gigeta aveva qualcosa nella manina chiusa.

Go un tochetin de maton del campaniel, mi disse guardando lontano al volo dell’alcione».

 

 

GIORGIO BORTOLI, PIONIERE NEL RECUPERO DEI MATTONI PER L’ARTE

Woody Allen ne ha diversi a casa sua dentro un campanile in vetro

Lido Oro Benon ringrazia Giorgio Bortoli per il contributo che ci permette di far conoscere il riuso dei mattoni per l’arte. L’affermato artista veneziano ha realizzato l’archiscultura “NycVe Torre di Luce”. Per la sua opera, ideata nel 1999, ha utilizzato anche mattoni del vecchio campanile.

 

 

“Li ho recuperati di persona a San Nicolò – afferma Bortoli con studio agli Alberoni in Via Droma – dove la corrente li ha portati a riva dopo che erano stati gettati in mare. Sono stato un pioniere nel recupero dei resti del vecchio paron de casa. Nell’impresa sono stato supportato dal compianto prof. Bruno Rosada, poi un marmista li ha lavorati così che potessi inserirli nel campanile artistico”.

 

 

Tra le opere create dall’artista, con resti archeologici del campanile, c’è il leone con base in mattone creato per il Consiglio Regionale del Veneto. Tutti i materiali originari avevano ricevuto la recensione del prof. Rosada.

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Bortoli ci tiene a ricordare di aver realizzato “anche un campanile di San Marco per la casa di Woody Allen, tutto in vetro e riempito di mattoni originali ritrovati al Lido”.

 

 

IL ROMANZO E LE FOTO DI RICCARDO ROITER RIGONI

“Mattoni sulla sabbia e viaggiatori in partenza”

Riccardo Roiter Rigoni un sentito ringraziamento per i contributi letterari e fotografici. Le stupende immagini aeree del Lido di Venezia, pubblicate con la collaborazione della Fly Venice Helicopter Service, rendono bene l’idea dei luoghi narrati e dei recenti ritrovamenti.

 

«Mentre stavamo tornando verso l’ospedale mi fece notare alcuni pezzi di mattone seminascosti sulla sabbia. Me ne porse uno: da come si presentava intuii che doveva essere rimasto in acqua per moltissimo tempo e lei subito confermò questa mia ipotesi: “Su questa spiaggia non è raro trovare dei mattoni. Appartengono al vecchio campanile di San Marco, crollato nel 1902”.

 

Per un attimo pensai ad uno scherzo, invece spiegò: “Dopo il crollo le macerie non recuperabili sono state gettate in mare, al largo del Lido, e nel giro di circa ottant’anni le mareggiate e le correnti ne hanno fatto riaffiorare una buona parte”.

Trovai il fatto davvero originale e, tra me e me, considerai che ogni cosa, con il tempo, tutta o in parte, è destinata a tornare in superficie».

 

 

FOTO CON E SENZA EL PARON DE CASA

Profilo di Venezia con e senza il campanile di San Marco

 

 

 

Nella trasmissione “freedom OLTRE IL CONFINE” condotta da Roberto Giacobbo, andata in onda su Rete 4 il 10 gennaio 2019 dal titolo “Dov’era, com’era: la storia del campanile sommerso”, è stato proiettato un video in cui si parla di 1.200.000 mattoni gettati in mare. Nella foto si vede la bambina Gigetta che ne getta uno nelle acque.

 

 

 

Photo Credits: lidorobenon.com (immagini estratte dal libro “IL CAMPANILE DI SAN MARCO RIEDIFICATO”)

Nella quindicesima giornata del campionato di Serie BKT, il Venezia ospita al Pier Luigi Penzo la Salernitana, nell’ultima partita casalinga del 2020.

 

Gli arancioneroverdi, reduci da un doppio pareggio con Spal e Cosenza, cercano i tre punti per consolidare la zona alta della classifica. I granata arrivano da un pareggio esterno con il Frosinone e la vittoria casalinga con la Virtus Entella, attualmente in testa alla classifica, sono alla ricerca della vittoria per confermare il primato.
Mister Zanetti, squalificato per la partita odierna, è sostituito da Bertolini che schiera il classico 4-3-1-2: nella mediana di sinistra, dentro Bjarkason dal primo minuto con Taugourdeau in cabina di regia. In avanti Bocalon in tandem con Forte, Aramu a supporto.

 

Mister Castori schiera il 3-5-2: difesa a tre con Gyomber al centro, Mantovani sull’out di sinistra e Aya sull’out di destra. In mediana rientra Capezzi, Casasola e Lopez sulle fasce. In avanti la coppia Djuric – Tutino.

 

In campo, gioco molto fisico fra le due formazioni, la prima ammonizione arriva dopo nemmeno un minuto a Di Tacchio per un fallo su Fiordilino.

 

Sono gli arancioneroverdi a crederci di più e la prima azione pericolosa è proprio dei padroni di casa al 18’: Aramu prova un tiro-cross ma viene deviato da Gyomber in corner, dopo aver sfiorato il palo. Dagli sviluppi del calcio d’angolo, Taugordeau trova Forte in area che in tuffo va di testa ma spedisce di poco a lato.

 

Sono i lagunari a dettare il ritmo di gioco, i granata, ben arroccati in difesa, cercano di sfruttare le ripartenze.
La Salernitana la sblocca al 34’: male Bjarkason che si fa bruciare sul tempo da Casasola, palla per Anderson che in girata dal limite buca la porta di un Lezzerini impietrito.

 

Gli arancioneroverdi non riescono a riorganizzare le idee e quattro minuti dopo, al 38’, arriva il raddoppio dei campani: Tutino, in dubbia posizione di offside non rilevata dall’ arbitro Pairetto, spara in porta, Lezzerini con un colpo di reni riesce a deviare quanto basta perché la palla colpisca il palo, la carambola favorisce Anderson che senza problemi non fallisce il tap-in. Doppietta per Lui.

 

L’arbitro Pairetto non concede recupero e le squadre vanno negli spogliatoi con gli ospiti in avanti per due reti a zero.
I lagunari hanno dominato il campo, senza riuscire però a superare il castello difensino organizzato da Mister Castori. La Salernitana, con un gioco prettamente improntato sulla fisicità, ha sfruttato cinicamente gli unici due tiri in porta concessi da una difesa arancioneroverde che paga l’assenza di capitan Modolo.

 

Nella ripresa, sembra ripresentarsi il “leitmotiv” del primo tempo, al 54’ Mister Bertolini prova a cambiare il volto della squadra con un triplice cambio: fuori Aramu, Bocalon e Di Mariano, dentro Jhonsen, Taugurdeau, e Karlsson. Cambia anche il modulo passando al 4-2-3-1.

 

Il Venezia continua a spingere, ma le mura difensive granata resistono.
Al 73’ gli arancioneroverdi si fanno pericolosi con Forte che dopo aver ricevuto un passaggio in area da Fiordilino, si gira e scaglia una sassata che passa a fianco del primo palo.
Al 77’ Mister Bertolini prova ad inserire Crnigoj al posto di Felicioli.
All’80’ gli arancioneroverdi si fanno nuovamente pericolosi: traversone di Crnigoj, Svoboda di testa, Balec la alza sopra la traversa.
All’84’ Mister Castori decide di chiudere il fortino inserendo l’ex Schiavone al posto di Tutino.
Al 90’ il Venezia accorcia le distanze: Di Mariano passa sulla sinistra, sassata violenta al volo di Crnigoj, Aya sulla riga non riesce a deviare e la palla entra in rete.
Al 90’ Mister Bertolini inserisce un altro attaccante, dentro Capello per Fiordilino.

 

È l’assalto finale al quarto minuto di recupero: corner, sale anche Lezzerini, di Mariano di testa, non va.
Terminata quest’ultima azione, con il triplice fischio di Pairetto, si conclude l’incontro fra Venezia e Salernitana che vede i campani imporsi sui veneti per due reti a una.

 

I granata tornano a Salerno con i tre punti, ottenuti con un gioco basato sulla fisicità, sfruttando con cinismo le poche azioni costruite sulle ripartenze, in una partita giocata per gran parte sulla metà campo salentina.
Gli arancioneroverdi hanno costruito tanto, le azioni non sono quasi mai riuscite a superare il muro difensivo di Castori, riuscendo ad accorciare solo a tempo scaduto.
Nella prossima giornata di campionato, mercoledì 30 dicembre, il Venezia giocherà a Verona il derby veneto con il Chievo, mentre la capolista Salernitana affronterà in trasferta il Monza di mister Brocchi.

 

Nella tredicesima giornata del campionato di Serie BKT il Venezia ospita al Pier Luigi Penzo la Spal.

Sfida di alta classifica che vede le due formazioni divise da un solo punto.

Gli arancioneroverdi tornano al Penzo dopo la vittoria in rimonta al Granillo con la Reggina. Gli ospiti arrivano in laguna dopo il pareggio casalingo con il Chievo.

 

Mister Zanetti parte con il consueto 4-3-1-2: Svoboda fra i primi undici al centro della difesa, in mediana Capello viene scalato sulla sinistra, Vacca in cabina di regia. In avanti il tandem Bocalon-Forte con Aramu a supporto.

 

Mister Marino si affida al 3-4-3: in mediana sulla destra occasione per Dickmann al posto dello squalificato Strefezza, in avanti Floccari dal primo minuto, al centro del tridente d’attacco fra Di Francesco e D’Alessandro.

In campo sono i padroni di casa ad imporre subito il proprio gioco.

Gli arancioneroverdi si fanno pericolosi all’11’ con Aramu che direttamente da calcio d’angolo sfiora il vantaggio colpendo il primo palo con una pennellata che per poco non beffa un sorpreso Thiam.

Al quarto d’ora sono gli spallini a farsi vedere dalle parti di Lezzerini: capitan Floccari prova il sinistro che non impensierisce l’estremo difensore arancioneroverde.

I biancazzurri faticano nelle ripartenze.

Al 40’ i leoni si fanno ancora pericolosi: sventagliata di Capello, si accentra Mazzocchi che di sinistro fa partire un missile che Thiam con un miracoloso intervento riesce a deviare in corner.

Dal calcio d’angolo, girata di testa di Ceccaroni, Thiam ancora protagonista di una gran deviazione su Capello che debolmente di destro non riesce a concretizzare.

Il primo tempo termina a reti inviolate. La squadra di casa ha nettamente dominato la prima frazione, schiacciando gli spallini nella propria metà campo. Grandissima prestazione del portiere biancazzurro Thiam.

 

Nella ripresa sono gli uomini di mister Marino a trovare maggiore convinzione.

I minuti scorrono ma non arrivano le occasioni da goal. La partita diventa nervosa e fioccano le ammonizioni da entrambe le parti.

Girandola di sostituzioni. A dieci minuti dal termine Marino toglie Floccari e Di Francesco per Paloschi e Brignola.

Occasione per gli ospiti all’81’: Svoboda sbaglia il rinvio, Dickmann ne approfitta ma il suo sinistro non centra la porta.

L’ultima occasione è ancora per i biancazzurri a due minuti dal termine: Castro chiude uno spettacolare triangolo con Paloschi che fa partire un rasoterra insidiosissimo che con un gran gesto atletico Lezzerini riesce a neutralizzare sul primo palo.

Al 90’+5 il triplice fischio dell’arbitro Serra termina l’incontro fra Venezia e Spal con il punteggio di 0-0.

 

Le due squadre si dividono la posta in gioco che non cambia la classifica. Decisivi i portieri, Nel primo tempo, nettamente a favore dei leoni, Thiam ha salvato in almeno due occasioni la Spal. Nel secondo tempo i ruoli si sono invertiti con gli spallini a costruire di più che sfiorano il goal allo scadere con Paloschi.

Nella prossima giornata di campionato, martedì 22 dicembre alle 19, i leoni sfideranno in trasferta il Cosenza, mentre i biancazzurri ospiteranno in casa il Lecce.

 

 

Photocredits: Facebook @veneziafc

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