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In questi giorni, con le forti mareggiate, sono emersi tanti mattoni sulla spiaggia di Venezia, esattamente nel tratto che va dal Blue Moon al Pachuka. Ricerche storiche e testimonianze portano a ipotizzare che siano i resti del campanile di San Marco crollato nel 1902. Le macerie del “paron de casa” furono gettate in mare a 3 miglia del Lido di Venezia

 

“Abbiamo già iniziato a svolgere alcuni studi storici – spiega Vittorio Baroni che sta curando la ricerca – le forme irregolari, la diversità dei colori e le rotondità dovute all’usura del tempo portano a dedurre che potrebbero essere materiali del campanile di San Marco crollato il 14 luglio 1902”.

 

Il comitato Lido Oro Benon propone che il campanile di San Marco sia inserito tra gli argomenti culturali da valorizzare in occasione di Venezia 1600. Le antiche memorie romane e bizantine rintracciate tra le macerie del campanile e il clamore mondiale che fece il crollo del campanile meriterebbero un focus per l’anniversario della fondazione di Venezia.

 

 

 

 

 

Nel frattempo siamo in grado di pubblicare gli interessanti contribuiti dell’artista Giorgio Bortoli e del fotografo scrittore Riccardo Roiter Rigoni, entrambi lidensi. Lido Oro Benon li ringrazia di cuore assieme al Presidente della Municipalità Emilio Guberti, che ha sottolineato “è da verificare l’autenticità dei mattoni, indubbiamente potrebbero avere un interesse storico, verificherò con chi di competenza”.

 

 

I fatti avvenuti davanti al Lido oltre 100 anni fa sono ricordati nel libro “IL CAMPANILE DI SAN MARCO RIEDIFICATO”. Le operazioni di vaglio, analisi, classificazione e affondamento delle macerie furono affidate a Giacomo Boni.

Il volume, pubblicato dal Comune di Venezia nel 1912, traccia la storia completa del campanile. I primi fondamenti risalgono all’anno 888 sotto il doge Piero Tribuno. Citazioni e immagini di frammenti romani, bizantini, carolingi con interessanti curiosità e fonti storiche.

 

In onore dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia, Lido Oro Benon suggerisce alcuni passaggi contenuti nella narrazione curata da Antonio Fradeletto, politico veneziano che nel 1887 organizzò la prima Esposizione nazionale di pittura e scultura, la futura Biennale.

 

 

LE MACERIE DEL CAMPANILE NEL RACCONTO DI GIACOMO BONI

“Frammenti romani, bizantini e carolingi”

 

“Due giorni dopo il 14 Luglio 1902, accorso alle macerie, mandai in Palazzo ducale gli avanzi della Loggetta ed i frammenti romani, bizantini e carolingi compresi nella Torre diruta. Feci trasportare all’isola di S. Giorgio il materiale architettonico ed all’isola delle Grazie i mattoni e rottami non frantumati, travolti fra le macerie e rinvenuti scomponendo i blocchi o nel demolire il troncone.

 

 

Adunai numerosi laterizi romani, vari per forma e misura, rettangolari, quadrati o tondi, cuneati o ricurvi, giallastri o rossi, in molteplici tonalità; trenta all’incirca i bolli. Da un’unica sigla, giungono ad estesa dicitura come negli esemplari di Caracalla: IMPERATORIS. ANTONINI. AVGVSTI. PII, e nel cospicuo: 1. TITI. PRIMI. IVNIORIS. Come quest’ultimo, provengono nella massima parte da Aquileia e vicinanze i mattoni bollati AEDOS, gli Aidusina castra dell’itinerario lerosolimitano sulla via della Pannonia, e C. Q. VE. S e R. CASSI… e T. R. DIAD e QCLOWP1, iscrizione che richiama Q. Clodi Ambrosi più d’ogni altra frequente sui laterizi aquileiesi esportati per mare e sparsi in ogni porto adriatico. 11. 0.15. N.0.45.11 2.31.

 

 

Un mattone distinto dal bollo LAEP reca impronta di suola, munita di chiodi a capocchie spianate per l’uso. Troviamo altrove, sovrapposte all’inverso, due orme di piede umano destro. Impronte digitali, probabili contrassegni di catasta; se fossero manubri agevolanti la presa ed il trasporto dei pesanti laterizi, non dovrebbero mostrarsi in alcuni soltanto. Per nuovi segni distinguonsi altri mattoni; a rozze spirali Mattone sagomato, grosso m. 0,08. Mattone sagomato, grosso m. 0.07. modanature perfette, ad informi o regolari tracciati ai quali ignoriamo che cosa rispondesse nella semplice mente ideatrice.

 

 

Molte impronte animali, dovute al ferro di giovin cavallo od alle dita e regione plantare di grosso cane od alle zampe anteriori d’altro minore. Più volte è sullo stesso mattone l’orma di un’estremità; così abbiamo triplice unghiata vitulina, mentre che, altrove, s’imprimevano zampe di pecora e di maiale. Mutili riapparivan tra le macerie i bronzi che ornavano un tempo le nicchie sansoviniane; tronche a Mercurio le dita; svelti a Pallade e la lancia e lo scudo, e come da fendente spezzata, per la caduta di un masso, la visiera dell’elmo; priva la Pace del capo e del simbolo, e mozze la testa e le gambe all’Apollo”.

 

 

GIGETA E IL FUNERALE DEI MATTONI DAVANTI AL LIDO

“Go un tochetin de maton del campaniel”

 

«Con pochi intimi, inaugurai stasera il seppellimento a mare, su piroscafo rimorchiante una betta carica dei primi cento metri cubi di macerie. Sul triste carico , biancheggiante come ossa cremate, avevo steso un lauro troncato. La folla stava silenziosa sul Molo mentre, salpate le ancore e sciolti gli ormeggi, il piroscafo si mise in moto trascinando la betta, sulla quale stava a governo un vecchio marinaio.

 

 

Il piroscafo, con la prua a levante, passava lento d’innanzi alla Piazzetta, donde scorgevansi le ruine; d’innanzi alla colonna che porta il leone di bronzo eretto nel 1176 e che pur guarda lontano al Levante; alla riva degli Schiavoni ed alle porte dell’Arsenale; al forte di S. Andrea, opera fiera di Sanmicheli, e tra le dighe del porto di Lido fino a tre miglia in mare, dove uno scandaglio misurava quattordici metri.

L’acqua verde pallida come i bronzi delle necropoli italiche, era mossa da freschi soffi di Borea e le onde, battendo sui fianchi di rovere della betta, ne spruzzavano il carico; parevan Tritoni.

 

 

Era con noi una bambina veneziana, Gigeta, dolce nel viso e negli occhi come un Bellini, e teneva sulla sponda, avviluppato da frondi di lauro, un mattone sul quale avevo inciso: 14 LUGLIO 1902. Uno dei superbi lateres cocti di Aquileia, colonia-baluardo contro le invasioni barbariche; uno dei mattoni impiegati dai Veneziani nella torre-baluardo, non materiale soltanto, contro altre incursioni. Ad un mio cenno la bambina lo buttò a mare ; un tonfo, uno spruzzo; l’affondamento cominciava.

Lontano sull’orizzonte emergeva il profilo dei colli Euganei sede alla civiltà veneta nell’età preistorica.

 

Un’ora dopo eravamo di ritorno all’imboccatura del porto e, sull’ alto mare che aveva coperto per sempre i frantumi del Campanile di S. Marco, e che una Bora più fresca faceva spumeggiare, passava quasi orizzontale la luce scarlatta del tramonto. Un alcione solitario, bianco sul grigio cupo delle nubi temporalesche, volava a fior d’onda. Gigeta aveva qualcosa nella manina chiusa.

Go un tochetin de maton del campaniel, mi disse guardando lontano al volo dell’alcione».

 

 

GIORGIO BORTOLI, PIONIERE NEL RECUPERO DEI MATTONI PER L’ARTE

Woody Allen ne ha diversi a casa sua dentro un campanile in vetro

Lido Oro Benon ringrazia Giorgio Bortoli per il contributo che ci permette di far conoscere il riuso dei mattoni per l’arte. L’affermato artista veneziano ha realizzato l’archiscultura “NycVe Torre di Luce”. Per la sua opera, ideata nel 1999, ha utilizzato anche mattoni del vecchio campanile.

 

 

“Li ho recuperati di persona a San Nicolò – afferma Bortoli con studio agli Alberoni in Via Droma – dove la corrente li ha portati a riva dopo che erano stati gettati in mare. Sono stato un pioniere nel recupero dei resti del vecchio paron de casa. Nell’impresa sono stato supportato dal compianto prof. Bruno Rosada, poi un marmista li ha lavorati così che potessi inserirli nel campanile artistico”.

 

 

Tra le opere create dall’artista, con resti archeologici del campanile, c’è il leone con base in mattone creato per il Consiglio Regionale del Veneto. Tutti i materiali originari avevano ricevuto la recensione del prof. Rosada.

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio Bortoli ci tiene a ricordare di aver realizzato “anche un campanile di San Marco per la casa di Woody Allen, tutto in vetro e riempito di mattoni originali ritrovati al Lido”.

 

 

IL ROMANZO E LE FOTO DI RICCARDO ROITER RIGONI

“Mattoni sulla sabbia e viaggiatori in partenza”

Riccardo Roiter Rigoni un sentito ringraziamento per i contributi letterari e fotografici. Le stupende immagini aeree del Lido di Venezia, pubblicate con la collaborazione della Fly Venice Helicopter Service, rendono bene l’idea dei luoghi narrati e dei recenti ritrovamenti.

 

«Mentre stavamo tornando verso l’ospedale mi fece notare alcuni pezzi di mattone seminascosti sulla sabbia. Me ne porse uno: da come si presentava intuii che doveva essere rimasto in acqua per moltissimo tempo e lei subito confermò questa mia ipotesi: “Su questa spiaggia non è raro trovare dei mattoni. Appartengono al vecchio campanile di San Marco, crollato nel 1902”.

 

Per un attimo pensai ad uno scherzo, invece spiegò: “Dopo il crollo le macerie non recuperabili sono state gettate in mare, al largo del Lido, e nel giro di circa ottant’anni le mareggiate e le correnti ne hanno fatto riaffiorare una buona parte”.

Trovai il fatto davvero originale e, tra me e me, considerai che ogni cosa, con il tempo, tutta o in parte, è destinata a tornare in superficie».

 

 

FOTO CON E SENZA EL PARON DE CASA

Profilo di Venezia con e senza il campanile di San Marco

 

 

 

Nella trasmissione “freedom OLTRE IL CONFINE” condotta da Roberto Giacobbo, andata in onda su Rete 4 il 10 gennaio 2019 dal titolo “Dov’era, com’era: la storia del campanile sommerso”, è stato proiettato un video in cui si parla di 1.200.000 mattoni gettati in mare. Nella foto si vede la bambina Gigetta che ne getta uno nelle acque.

 

 

 

Photo Credits: lidorobenon.com (immagini estratte dal libro “IL CAMPANILE DI SAN MARCO RIEDIFICATO”)

Nella quindicesima giornata del campionato di Serie BKT, il Venezia ospita al Pier Luigi Penzo la Salernitana, nell’ultima partita casalinga del 2020.

 

Gli arancioneroverdi, reduci da un doppio pareggio con Spal e Cosenza, cercano i tre punti per consolidare la zona alta della classifica. I granata arrivano da un pareggio esterno con il Frosinone e la vittoria casalinga con la Virtus Entella, attualmente in testa alla classifica, sono alla ricerca della vittoria per confermare il primato.
Mister Zanetti, squalificato per la partita odierna, è sostituito da Bertolini che schiera il classico 4-3-1-2: nella mediana di sinistra, dentro Bjarkason dal primo minuto con Taugourdeau in cabina di regia. In avanti Bocalon in tandem con Forte, Aramu a supporto.

 

Mister Castori schiera il 3-5-2: difesa a tre con Gyomber al centro, Mantovani sull’out di sinistra e Aya sull’out di destra. In mediana rientra Capezzi, Casasola e Lopez sulle fasce. In avanti la coppia Djuric – Tutino.

 

In campo, gioco molto fisico fra le due formazioni, la prima ammonizione arriva dopo nemmeno un minuto a Di Tacchio per un fallo su Fiordilino.

 

Sono gli arancioneroverdi a crederci di più e la prima azione pericolosa è proprio dei padroni di casa al 18’: Aramu prova un tiro-cross ma viene deviato da Gyomber in corner, dopo aver sfiorato il palo. Dagli sviluppi del calcio d’angolo, Taugordeau trova Forte in area che in tuffo va di testa ma spedisce di poco a lato.

 

Sono i lagunari a dettare il ritmo di gioco, i granata, ben arroccati in difesa, cercano di sfruttare le ripartenze.
La Salernitana la sblocca al 34’: male Bjarkason che si fa bruciare sul tempo da Casasola, palla per Anderson che in girata dal limite buca la porta di un Lezzerini impietrito.

 

Gli arancioneroverdi non riescono a riorganizzare le idee e quattro minuti dopo, al 38’, arriva il raddoppio dei campani: Tutino, in dubbia posizione di offside non rilevata dall’ arbitro Pairetto, spara in porta, Lezzerini con un colpo di reni riesce a deviare quanto basta perché la palla colpisca il palo, la carambola favorisce Anderson che senza problemi non fallisce il tap-in. Doppietta per Lui.

 

L’arbitro Pairetto non concede recupero e le squadre vanno negli spogliatoi con gli ospiti in avanti per due reti a zero.
I lagunari hanno dominato il campo, senza riuscire però a superare il castello difensino organizzato da Mister Castori. La Salernitana, con un gioco prettamente improntato sulla fisicità, ha sfruttato cinicamente gli unici due tiri in porta concessi da una difesa arancioneroverde che paga l’assenza di capitan Modolo.

 

Nella ripresa, sembra ripresentarsi il “leitmotiv” del primo tempo, al 54’ Mister Bertolini prova a cambiare il volto della squadra con un triplice cambio: fuori Aramu, Bocalon e Di Mariano, dentro Jhonsen, Taugurdeau, e Karlsson. Cambia anche il modulo passando al 4-2-3-1.

 

Il Venezia continua a spingere, ma le mura difensive granata resistono.
Al 73’ gli arancioneroverdi si fanno pericolosi con Forte che dopo aver ricevuto un passaggio in area da Fiordilino, si gira e scaglia una sassata che passa a fianco del primo palo.
Al 77’ Mister Bertolini prova ad inserire Crnigoj al posto di Felicioli.
All’80’ gli arancioneroverdi si fanno nuovamente pericolosi: traversone di Crnigoj, Svoboda di testa, Balec la alza sopra la traversa.
All’84’ Mister Castori decide di chiudere il fortino inserendo l’ex Schiavone al posto di Tutino.
Al 90’ il Venezia accorcia le distanze: Di Mariano passa sulla sinistra, sassata violenta al volo di Crnigoj, Aya sulla riga non riesce a deviare e la palla entra in rete.
Al 90’ Mister Bertolini inserisce un altro attaccante, dentro Capello per Fiordilino.

 

È l’assalto finale al quarto minuto di recupero: corner, sale anche Lezzerini, di Mariano di testa, non va.
Terminata quest’ultima azione, con il triplice fischio di Pairetto, si conclude l’incontro fra Venezia e Salernitana che vede i campani imporsi sui veneti per due reti a una.

 

I granata tornano a Salerno con i tre punti, ottenuti con un gioco basato sulla fisicità, sfruttando con cinismo le poche azioni costruite sulle ripartenze, in una partita giocata per gran parte sulla metà campo salentina.
Gli arancioneroverdi hanno costruito tanto, le azioni non sono quasi mai riuscite a superare il muro difensivo di Castori, riuscendo ad accorciare solo a tempo scaduto.
Nella prossima giornata di campionato, mercoledì 30 dicembre, il Venezia giocherà a Verona il derby veneto con il Chievo, mentre la capolista Salernitana affronterà in trasferta il Monza di mister Brocchi.

 

Nella tredicesima giornata del campionato di Serie BKT il Venezia ospita al Pier Luigi Penzo la Spal.

Sfida di alta classifica che vede le due formazioni divise da un solo punto.

Gli arancioneroverdi tornano al Penzo dopo la vittoria in rimonta al Granillo con la Reggina. Gli ospiti arrivano in laguna dopo il pareggio casalingo con il Chievo.

 

Mister Zanetti parte con il consueto 4-3-1-2: Svoboda fra i primi undici al centro della difesa, in mediana Capello viene scalato sulla sinistra, Vacca in cabina di regia. In avanti il tandem Bocalon-Forte con Aramu a supporto.

 

Mister Marino si affida al 3-4-3: in mediana sulla destra occasione per Dickmann al posto dello squalificato Strefezza, in avanti Floccari dal primo minuto, al centro del tridente d’attacco fra Di Francesco e D’Alessandro.

In campo sono i padroni di casa ad imporre subito il proprio gioco.

Gli arancioneroverdi si fanno pericolosi all’11’ con Aramu che direttamente da calcio d’angolo sfiora il vantaggio colpendo il primo palo con una pennellata che per poco non beffa un sorpreso Thiam.

Al quarto d’ora sono gli spallini a farsi vedere dalle parti di Lezzerini: capitan Floccari prova il sinistro che non impensierisce l’estremo difensore arancioneroverde.

I biancazzurri faticano nelle ripartenze.

Al 40’ i leoni si fanno ancora pericolosi: sventagliata di Capello, si accentra Mazzocchi che di sinistro fa partire un missile che Thiam con un miracoloso intervento riesce a deviare in corner.

Dal calcio d’angolo, girata di testa di Ceccaroni, Thiam ancora protagonista di una gran deviazione su Capello che debolmente di destro non riesce a concretizzare.

Il primo tempo termina a reti inviolate. La squadra di casa ha nettamente dominato la prima frazione, schiacciando gli spallini nella propria metà campo. Grandissima prestazione del portiere biancazzurro Thiam.

 

Nella ripresa sono gli uomini di mister Marino a trovare maggiore convinzione.

I minuti scorrono ma non arrivano le occasioni da goal. La partita diventa nervosa e fioccano le ammonizioni da entrambe le parti.

Girandola di sostituzioni. A dieci minuti dal termine Marino toglie Floccari e Di Francesco per Paloschi e Brignola.

Occasione per gli ospiti all’81’: Svoboda sbaglia il rinvio, Dickmann ne approfitta ma il suo sinistro non centra la porta.

L’ultima occasione è ancora per i biancazzurri a due minuti dal termine: Castro chiude uno spettacolare triangolo con Paloschi che fa partire un rasoterra insidiosissimo che con un gran gesto atletico Lezzerini riesce a neutralizzare sul primo palo.

Al 90’+5 il triplice fischio dell’arbitro Serra termina l’incontro fra Venezia e Spal con il punteggio di 0-0.

 

Le due squadre si dividono la posta in gioco che non cambia la classifica. Decisivi i portieri, Nel primo tempo, nettamente a favore dei leoni, Thiam ha salvato in almeno due occasioni la Spal. Nel secondo tempo i ruoli si sono invertiti con gli spallini a costruire di più che sfiorano il goal allo scadere con Paloschi.

Nella prossima giornata di campionato, martedì 22 dicembre alle 19, i leoni sfideranno in trasferta il Cosenza, mentre i biancazzurri ospiteranno in casa il Lecce.

 

 

Photocredits: Facebook @veneziafc

A Marghera ci sarà un motivo in più per fare acquisti nei negozi di vicinato: grazie alla collaborazione tra Comune di Venezia, Municipalità di Marghera, le associazioni di commercianti “Marghera 2000” e “Catene 2000”, si potrà partecipare alla lotteria di Natale. Sarà sufficiente portare alla casetta (allestita per le festività in Piazza Mercato a Marghera) lo scontrino di un acquisto fatto in un negozio di vicinato. Si riceverà in cambio un biglietto gratuito della lotteria. L’estrazione dei numerosi premi, messi a disposizione da commercianti e pubblici esercizi, sarà mercoledì 23 dicembre alle ore 11, sempre in piazza. In palio ci sono buoni acquisto, oggetti e prodotti di vario genere.

 

 

“Quest’anno il Natale ha assunto una dimensione nuova, diffusa – ha spiegato l’assessore Venturini – senza però la presenza delle manifestazioni che lo hanno contraddistinto in passato, a causa, come è ovvio, dell’emergenza Covid in atto. Non manca però la voglia di condivisione e di festa e, per questo, l’Amministrazione comunale ha sostenuto e incoraggiato l’iniziativa della lotteria realizzata dai commercianti di Marghera, a dimostrazione della forte volontà di incentivare il commercio di vicinato e valorizzare il tessuto sociale della città, di cui le attività economiche rappresentano una parte fondamentale. Il nostro invito quindi è quello di fare acquisti nei negozi di vicinato di Marghera, in questo caso, ma anche di tutto il territorio comunale. Qui a Marghera la lotteria sarà un incentivo in più per farlo”.

Probabilmente molti non conoscono perché Riva de Biasio, riva del Canal Grande nel sestiere di Santa Croce, è stata così chiamata.

 

I vecchi veneziani certamente lo sanno, e per loro questa storia sarà solo un motivo per rinfrescarsi la memoria, ma i più, i veneziani acquisiti e gli innamorati di questa grande città, troveranno interessante questa vecchia storia.

 

Nel 500 viveva in quel posto di Venezia un certo Biasio detto il carnio, perché originario della Carnia, molto noto come oste per il suo “guazzetto” fatto con carni talmente tenere che si scioglievano in bocca.

Moltissimi, anche da fuori Venezia, frequentavano la sua bottega per gustare questa specialità.

 

Una mattina, degli avventori, mentre mangiavano questa prelibatezza, trovarono nel piatto, tra le carni, un dito umano con tanto di unghia.

Furono avvertite immediatamente le autorità che perquisirono le dispense della cucina e rinvennero i cadaveri di molti bambini.

 

Messo alle strette, Biasio confessò che il suo guazzetto era fatto specialmente con carni di bambini molto tenere e gustose.

L’uomo fu portato davanti al giudice che lo condannò a morte eseguita in piazza San Marco, tra le due colonne, mediante squartamento.

 

Da quel momento, a ricordo di questo orrendo misfatto, la località veneziana dove sorgeva la bottega di Biasio fu chiamata appunto Riva de Biasio.

“A nome di tutti i veneti faccio un plauso per l’esito di questa operazione, che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di stupefacenti destinato, purtroppo, al nostro territorio. Questo arresto restituisce alla giustizia gente senza scrupoli che opera ai danni delle nostre comunità le quali, invece, chiedono di vivere nella legalità e nella sicurezza”.
Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime la soddisfazione per l’intervento condotto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Donà di Piave, conclusosi con l’arresto di un cittadino albanese che custodiva nella sua residenza un ingente quantitativo di droga, una bilancia di precisione ed un telefono cellulare.

 

“Questo brillante blitz, condotto dalle nostre Forze dell’ordine, è l’ennesima conferma che nel Veneto non c’è spazio per questa gente e non abbasseremo mai la guardia – conclude Zaia -. L’attività dell’Arma e di tutte le Forze dell’ordine che operano sul territorio, presidio irrinunciabile di legalità e convivenza civile, è fondamentale per mantenere l’attenzione focalizzata sulla repressione dello smercio di sostanze stupefacenti, che in questo caso avrebbe fruttato circa 150mila euro, e accrescere la sicurezza dei cittadini veneti, soprattutto di quelli più giovani ”.

L’assessore Venturini in persona consegna il primo libro: “Un servizio che garantirà un po’ di serenità in più a tutti” 

 

Con la prima consegna a Mestre, effettuata dall’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, è partito ufficialmente #LibriDaTe, il servizio fornito dalle biblioteche civiche veneziane, con il supporto del settore Cultura del Comune di Venezia, che porta direttamente a domicilio i libri richiesti in prestito dai cittadini. L’iniziativa arriva a seguito delle disposizioni dell’ultimo Dpcm del 3 novembre che impone la chiusura delle biblioteche. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Con questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Venturini – vogliamo continuare a tenere ben stretto il legame tra i cittadini, i libri e il circuito delle biblioteche, incentivando il rapporto tra i veneziani e un settore sempre vicino e disponibile come quello della Cultura del Comune di Venezia.”

 

#LibriDaTe è gratuito ed è conforme a tutte le disposizioni di sicurezza anti Covid già tenute dalle biblioteche della Rete. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Invitiamo pertanto i cittadini – ha proseguito Venturini – a consultare il sito del Comune nella sezione dedicata alle biblioteche per usufruire di questo nuovo servizio, che resterà attivo in via sperimentale per il mese di novembre”.

 

 

Per informazioni e prenotazioni: [email protected]comune.venezia.it – telefono 041.2746740-41.

Per accedere alla consegna si deve essere iscritti alla Rete Biblioteche Venezia. Se non si è già iscritti a una delle biblioteche comunali, è possibile farlo online o al telefono con un bibliotecario. È possibile richiedere il prestito di libri, film, cd musicali scegliendo dal catalogo Bimetrove (selezionando la ricerca nelle Biblioteche Rete Biblioteche Venezia) o chiedendo consiglio telefonicamente al bibliotecario.

Un documentario su Venezia e le tormentate pagine della sua storia più recente

 

Il 12 novembre 2019 Venezia è stata colpita da una serie di acque alte che hanno sommerso la città lagunare per una settimana. Le immagini delle barche affondate, delle chiese allagate e dei piani terra devastati hanno fatto il giro del mondo.

 

A un anno esatto dall’alluvione, giovedì 12 novembre il documentario “Città delle Sirene”, diretto da Giovanni Pellegrini e prodotto da Ginko Film in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia e Science Gallery Venice, sarà presentato in streaming. Della durata totale di 52 minuti, sarà disponibile gratuitamente online dalle 18 alle 24 sul canale YouTube di Ginko Film e sul sito di Science Gallery Venice.

Montato durante i mesi di marzo e aprile 2020, in pieno lockdown, “La città delle sirene” vede la collaborazione alle musiche del compositore e direttore Filippo Perocco e il contributo di Francesca Seravalle per la scrittura della voice over.

 

La visione online de “La città delle sirene” includerà anche un breve intervento a cura di Giovanni Pellegrini e di Jacopo Chessa, direttore della Veneto Film Commission.

 

 

Il documentario

Partendo dalla sua propria casa e dallo studio di Ginko Film, che scopre completamente allagati, il regista veneziano comincia a esplorare la città, attraversandola ora a piedi, ora in barca, per giungere, dove consentito, negli spazi pubblici e privati violati dall’acqua alta. Case, negozi, botteghe, piazze e fondamenta che vedono trasfigurata la propria fisionomia sotto l’effetto della violenza dell’acqua che sale, sono i comprimari di un racconto visivo che emoziona, scuote, fa indignare.

Pellegrini, nel suo girovagare, si scontra con l’amarezza e la disperazione di coloro che cercano di salvare il salvabile (gli elettrodomestici della cucina, i vestiti riposti nell’armadio, il divano, i ricordi stipati nello sgabuzzino, i volumi della libreria) e con una dotazione tecnica ridotta all’osso (prima uno smartphone, poi una telecamera e un microfono), registra l’alluvione veneziana del 2019 nelle ore in cui si è manifestata e in quelle immediatamente successive.

Scandito dall’eco delle sirene di allertamento dell’acqua alta e dal suono della sua piccola barca a motore, il racconto audiovisivo di quel tempo è unico e originale, guidato ora da uno sguardo documentaristico, che sa essere oggettivo ed emotivamente controllato, ora dallo stupore di scoprirsi sopraffatto.

 

Anticipazioni

La città delle sirene” è anche il nuovo capitolo di una storia tutta dedicata alla città lagunare raccontata dalla casa di produzione Ginko Film, e iniziata col film documentario “Venezia Liquida” – attualmente in lavorazione e con uscita prevista a inizio 2021 – che intende restituire un’istantanea inedita di un luogo in conflitto col clima, l’inquinamento e il turismo di massa.

“Sono nato a Venezia – ha dichiarato il regista – e l’acqua alta ha sempre accompagnato la mia vita. Negli anni ho visto questo fenomeno diventare sempre più frequente e minaccioso, fino alla notte del 12 novembre scorso. Il mio studio era completamente allagato e mi ero rifugiato su uno sgabello. In quel momento per la prima volta ho avuto paura dell’acqua. Nei giorni successivi mi sono sentito in dovere di documentare quello che stava accadendo alla mia città. Mentre filmavo la situazione di Venezia mi è sembrata sempre di più emblematica del nostro tempo. La crisi climatica è ovunque e i mari si stanno alzando in tutto il pianeta. Oggi non è in pericolo solo Venezia, ora rischiamo di veder scomparire tutto il nostro mondo. Quello che mi ha colpito è la velocità con cui tutto questo potrebbe accadere.”

 

 

Fonte: www.cinemaitaliano.info

Nella settima giornata del campionato di Serie BKT, il Venezia è ospite della Reggiana al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

 

Dopo la grande paura dovuta all’elevato numero di tesserati positivi al Covid, i granata tornano a calcare il terreno di gioco. Era dal 20 ottobre che la Reggiana non scendeva in campo e in quell’ultima partita aveva ottenuto un pareggio casalingo con la formazione del Cosenza. 

 

Gli arancioneroverdi provengono dalla brillante prestazione casalinga contro la capolista Empoli.

 

Mister Zanetti conferma la squadra vincente contro i biancazzurri per 10/11 schierando St. Clair fra gli undici titolari. In avanti confermata la coppia Forte- Johnsen con Aramu a supporto.

 

Mister Alvini schiera in avanti il tandem Mazzocchi-Kargbo con Radrezza di supporto, Rossi e Muratore a centro campo, Libutti e Lunetta sulle fasce.

 

In campo, la Reggiana si dimostra molto determinata ed al 10’ passa subito in vantaggio con un rasoterra preciso che supera Lezzerini. 

 

Gli arancioneroverdi reagiscono prontamente e dopo un paio di tentativi, al 19’ riescono ad agguantare il pareggio: Fiordilino va in verticale, Lunetta non copre, Aramu mette al centro per Forte che non sbaglia. 

 

I leoni sembrano aver ripreso in mano il pallino dell’incontro e al 28’ hanno una buona occasione per ribaltare il risultato con Johnsen che dalla linea di fondo riesce a liberare il destro da posizione molto angolata ma Cerofolini è attento e neutralizza.

 

Ancora i lagunari in avanti al 31’: Forte in percussione, Aramu lascia passare per Johnsen che con il destro impegna Cerofini che in tuffo respinge.

 

Al 37’ sono i padroni di casa a farsi pericolosi: da calcio d’angolo va più in alto di tutti Rozzio, Mazzocchi sotto porta la sfiora soltanto e la palla esce di lato.

 

Al 45’+2 termina un primo tempo sostanzialmente equilibrato, un po’ più Venezia dopo il vantaggio granata.

 

Nella ripresa gli emiliani continuano la loro partita ordinata vista nel primo tempo, al contrario un vistoso calo di qualità caratterizza la seconda parte del match degli arancioneroverdi.

 

Il goal partita arriva al 66’: cross di Radrezza, Lunetta la appoggia per Mazzocchi che anticipa Modolo e da distanza ravvicinata buca la porta di Lezzerini.

Girandola di sostituzioni per entrambe le squadra.

 

I leoni non mollano e cercano una nuova reazione dopo essere nuovamente andati sotto di un goal.

 

Gli ospiti si fanno pericolosi al 78’: Forte per Bocalon che libera il destro ma Cerofolini riesce a metterci una pezza.

 

Il Venezia tenta l’assedio finale ma non riesce a concretizzare e al 90’+5 con il triplice fischio dell’arbitro Sozza, termina l’incontro con il risultato di Reggiana – Venezia 2-1.

 

Al termine della partita mister Zanetti ha così commentato il match: “Siamo stati puniti forse sull’unica occasione che hanno costruito nella prima frazione; credo che oggi il loro portiere sia stato il migliore in campo, mentre noi in fase offensiva pur giocando bene, siamo stati troppo individualisti ed abbiamo sbagliato qualche giocata. Forse oggi ha vinto la squadra che ha messo in campo quel qualcosa in più. Ora mettiamo da parte questa partita, facciamo un piccolo bagno di umiltà perchè siamo una squadra che per ottenere i propri obiettivi deve lottare su ogni pallone con tanta fame. Oggi la Reggiana ha giocato sulle nostre fonti di gioco ed ha messo tanto carattere in campo, mentre noi in fase difensiva siamo stati meno efficaci del solito.”

 

Prestazione un po’ altalenante quella vista oggi in campo da parte degli arancioneroverdi, soprattutto nel secondo tempo. I leoni dovranno archiviare in fretta la seconda sconfitta stagionale, in vista del recupero della quinta giornata di sabato prossimo in casa della Virtus Entella. La Reggiana ha ottenuto una vittoria che va oltre i tre punti, visto il ritorno in campo dopo il Covid.

 

Photocredits: Facebook @veneziafc

95 ettari di barene della laguna saranno preservati grazie a “Life Vimine”, progetto di recupero sostenibile che coinvolge le comunità locali

 

Sono 95 gli ettari di barene della laguna nord, tra la palude dei Laghi e le isole di Burano, Mazzorbo e Torcello, che sono state protette dall’erosione, in particolare quella causata dal moto ondoso, grazie a Life Vimine. I soggetti aderenti al progetto, co-finanziato dal programma Life+Nature 2012 della Commissione Europea, tra cui Acque Risorgive, dopo i positivi risultati della fase sperimentale, hanno deciso di dare seguito a questa attività che, in modo integrato e sostenibile, consente di proteggere uno degli ambienti di maggior valore del territorio veneto. Per questo il Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica, presieduto da Francesco Cazzaro, ha dato mandato al direttore Carlo Bendoricchio di sottoscrivere il protocollo di intesa finalizzato a estendere gli interventi protettivi alle altre barene e paludi più interne della laguna per preservarle dall’erosione.

 

 

“La sperimentazione – spiega Bendoricchio – ha confermato che si tratta di un metodo di intervento rispettoso delle valenze ecologiche e paesaggistiche di questi fragili ambienti e sostenibile dal punto di vista sociale ed economico”.

 

Per proteggere i quasi cento ettari di barene sono state utilizzate nei quattro anni di sperimentazione, 4 mila fascine prodotte con legno locale, infissi 11 mila pali in laguna, rimossi 60 metri cubi di rifiuti. Non solo, Life Vimine, attraverso piccoli interventi di ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale con l’utilizzo di materiale biodegradabile (principalmente legno e fascine di rami) ha permesso di valorizzare la filiera corta del legno per la maggior parte proveniente dall’attività di gestione forestale (potature e scarti di verde) eseguita dal Consorzio di bonifica nella terraferma.

 

 

Altro punto di forza di Life Vimine, che ha spinto i soggetti attuatori (oltre al Consorzio, il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto – Direzione progetti speciali per Venezia, il Comune di Venezia e l’Università degli studi di Padova – Dipartimento di ingegneria industriale) a continuare l’attività con la sottoscrizione di una convenzione della durata di ulteriori 5 anni, è il coinvolgimento delle comunità locali che si è tradotto anche nella creazione di nuovi posti di lavoro stabili, utilizzando proprio manodopera locale qualificata, costituita ad esempio da abitanti e pescatori del territorio lagunare. Inoltre, un ambiente lagunare ben conservato contribuisce a sostenere ed incrementare i posti di lavoro legati alle attività come il pescaturismo, l’ecoturismo e più in generale del turismo sostenibile.

 

 

A supporto del progetto si è svolta anche un’intensa attività di comunicazione che ha coinvolto circa 27 mila studenti, cittadini, associazioni e diportisti, con la promozione di buone pratiche a partire dalla riduzione della velocità in barca e alla segnalazione delle criticità riscontrate nelle barene come l’abbandono di rifiuti.

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