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Il primo, vero freddo invernale sta per arrivare in Veneto. Sulla base delle previsioni meteo emesse dall’Arpav, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha dichiarato lo Stato di Attenzione per neve e gelate su tutto il territorio, a partire dalle ore 8.00 di domani, giovedì 13 dicembre, fino alle ore 10.00 di sabato 15 dicembre.

 

Le previsioni elaborate dall’Arpav indicano tra giovedì e venerdì modeste nevicate sulle zone montane fino ai fondovalle e sui colli; sulla pianura generalmente piogge, a tratti miste a neve con possibilità di qualche temporaneo accumulo nevoso scarso, più probabilmente in prossimità dei rilievi vicentini e padovani e sulla pianura sud-occidentale; gelate notturne sulle zone montane, sulla pianura nella notte tra venerdì e sabato.

“Intendo andare fino in fondo e fare chiarezza sulle assunzioni dei collaboratori scolastici, cioè i bidelli, e del personale amministrativo che lavorano nelle segreterie e che provengono dalla Campania. Chiedo accertamenti a tappeto nelle scuole venete”. L’assessore regionale alla Scuola Elena Donazzan ha scritto ai presidi degli istituti interessati perché producano i curriculum vitae e i diplomi allegati del personale Ata ‘sotto esame’, dopo i casi dubbi e i primi riscontri segnalati dal preside di una scuola di Garda (Verona) in merito ai titoli e alle assunzioni dei bidelli.

 

Sotto la lente sono i punteggi, le abilitazioni e i titoli prodotti dal personale, nonché gli istituti campani nei quali i titoli sarebbero stati ottenuti, sempre con il massimo dei voti.

 

Scriverò alla collega della Campania, perché è da lì che provengono i bidelli e gli amministrativi in questione – annuncia Donazzan – facendo presente che l’Ufficio scolastico regionale del Veneto ha già attivato da tempo una commissione di ispezione per le scuole non statali che possono avere qualche dubbio di legittimità. In Veneto è molto più difficile che si acquisiscano titoli senza un percorso accertato e regolare. Suggerirò alla collega di fare accertamenti accurati, altrimenti ne soffrirà la reputazione dell’intera Regione Campania. Da parte nostra, daremo la massima collaborazione alle forze dell’ordine per bloccare il malcostume del facile diplomificio”.

 

“Si tratta di una vicenda che non dovrebbe accadere in un Paese normale – conclude l’assessore – e certamente con l’autonomia questo non sarebbe accaduto, visto che i concorsi sarebbero stati verificati dalla Regione, con titolo alla mano, e non certo con semplici autocertificazioni”.

La Regione Veneto conferma anche quest’anno i contributi per le famiglie di persone con handicap psicofisici che fanno ricorso ai metodo di riabilitazione neurocognitiva non offerti dal servizio sanitario nazionale. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Sociale Manuela Lanzarin, ha assegnato alle 9 Ulss del territorio regionale 700mila euro per contribuire alle spese delle famiglie che si fanno carico di cure riabilitative secondo le metodiche Doman, Vojta, Fay, Aba o Perfetti,  caratterizzate da stimolazioni intensive e senza soluzione di continuità, rivolte in particolare a pazienti cerebrolesi o a persone affette da patologie dello spettro autistico.

 

“Dal 1999 – dichiara l’assessore Lanzarin – la legislazione regionale del Veneto ha riconosciuto la validità di questi metodi riabilitativi e assegna un contributo a sostegno delle famiglie che vi fanno ricorso. Negli ultimi due anni abbiamo elevato la somma disponibile da 500 a 700mila euro, per venire incontro alle crescenti esigenze delle famiglie, in particolare quelle interessate dalle problematiche delle sindromi autistiche. Nel 2017 sono state 350 le famiglie che hanno avuto accesso ai fondi, la maggior parte dei quali utilizzati per il metodo ABA (Applied Behaviour Analysis). Quest’anno a ricevere il contributo regionale, che in media arriva a coprire il 46 per cento delle spese documentate, sono 418 famiglie”.

 

Il numero più consistente di beneficiari si concentra nel Padovano con 107 famiglie nell’Ulss 6 Euganea. Seguono l’Ulss 3 Serenissima (89 beneficiari), l’Ulss 8 Berica (72) e l’Ulss 2 della Marca Trevigiana (66). Perl’Ulss 9 scaligera sono 26 le famiglie che riceveranno il contributo, 22 nell’Ulss Pedemontana, 21 nell’Ulss polesana, 9 nell’Ulss bellunese e 6 nell’Ulss 4 del Veneto Orientale.

 

“Il Veneto ha fatto da battistrada nell’offrire copertura assistenziale a quanti si affidano a questi metodi intensivi di riabilitazione neurocognitiva, facendosi carico con risorse del proprio bilancio di una spesa non coperta dal servizio sanitario nazionale – conclude l’assessore – Di fronte alle evidenze dei risultati, e alla domanda crescente di trattamento per persone che hanno subito lesioni cerebrali o sono affette da sindromi delle spettro autistico la Regione ha allargato la ‘rosa’ dei metodi riabilitativi riconosciuti per la loro efficacia specifica e, attraverso le Ulss, assicura la copertura dell’intero territorio regionale”.

Il docufilm “Parole IN-Superabili”, realizzato dalla Fondazione Oltre il Labirinto con il regista Giacomo Ravenna e nato per raccontare il mondo della disabilità, ha già al suo attivo numerose proiezioni pubbliche, tra cui la Fondazione Benetton, la 75^ Mostra del Cinema di Venezia, l’apertura del natale trevigiano sotto la “Loggia Incantata” e l’auditorium Dina Orsi di Conegliano per la giornata della disabilità. Sono oltre 1500 le persone già raggiunte e ora il film è disponibile anche su Youtube.

L’obiettivo che si pone la Fondazione è una distribuzione capillare nelle biblioteche e nelle scuole della provincia e della Regione: un obiettivo peraltro già condiviso dall’assessore Manuela Lanzarin, che ora ricopre il maxi-assessorato Sanità e Servizi Sociali del Veneto.

“La scuola non è solo il passaporto per il futuro ma è anche la palestra in cui forgiare il rispetto e la cultura dell’inclusione – spiega Mario Paganessi Direttore di Fondazione Oltre il Labirinto –  Questo docufilm ha la grande ambizione di provare a creare un seme di insegnamento e amore per il prossimo nei giovani, a partire proprio dai banchi di scuola, luogo privilegiato di formazione per i ragazzi. Secondo l’Istat – prosegue Paganessi –  gli alunni disabili iscritti nelle scuole italiane sono oltre 250mila. Nettamente in aumento rispetto ai 160mila registrati nel 2006. Si tratta di un dato in crescita, con circa 10mila nuovi iscritti all’anno e il sostegno agli allievi con disabilità grave riconosciuta è ormai una emergenza nazionale.”

Alcuni dati: gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado sono 254.366: il 2,9% del totale della popolazione studentesca. In totale, nell’anno scolastico 2016/2017, il 43,3% delle classi aveva almeno un alunno disabile.

A Treviso, per l’anno scolastico 2017/2018, su 112.278 studenti, 2617 sono disabili (pari al 2,33%)

È la scuola primaria a registrare, in termini assoluti,  la presenza più elevata di alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.

 

Il 93% degli alunni con disabilità frequenta le scuole statali che hanno una media di presenze, rispetto al totale della propria popolazione studentesca del 3,1% contro l’1,6% delle non statali.

 

Nel 96,1% dei casi la disabilità è di tipo psicofisico. Nella scuola di II grado il 23,6% delle studentesse e degli studenti con disabilità frequenta un liceo, il 26,6% un istituto tecnico e il 50% un istituto professionale.

Realizzare un alberello in legno, ricavato dai tronchi delle migliaia di abeti travolti dal tornado di fine ottobre sulla Piana di Marcesina, sull’Altopiano di Asiago, diventa anch’esso un simbolo eloquente della rinascita, appena iniziata e molto difficile e costosa.

 

È quanto è stato fatto dai boscaioli dell’area, in collaborazione con il Comune di Enego e la locale Pro Loco, che hanno raccolto e intarsiato i resti di tanti alberi abbattuti, realizzando una scultura che verrà messa in vendita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni e ai territori colpiti dalla catastrofe.

 

Oggi a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, una di queste opere è stata consegnata al Presidente della Regione, Luca Zaia, da un messaggero del tutto particolare, il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, vicentino come gli ideatori dell’iniziativa.

 

“Oltre che la straordinaria maestria dei boscaioli dell’Altopiano – ha detto Zaia ricevendo l’alberello – questo lavoro d’intarsio porta con sé uno straordinario significato di rinascita, da parte di gente che, com’è nella tradizione dei veneti, ha cominciato a rialzarsi pochi istanti dopo la tragedia. Mi auguro davvero che la vendita che seguirà abbia uno straordinario successo”.

ARPAV (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Veneto) ha comunicato attraverso il suo nuovo bollettino che i livelli validati del PM10 rilevati dalle centraline hanno segnato un miglioramento della qualità dell’aria. Pertanto, secondo quanto stabilito dall’Accordo padano, da domani, martedì 11 dicembre, il livello di allerta è 0 “verde”.

 

Nello specifico il livello 0 “verde” stabilisce il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30 per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2 e 3, per i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3, oltre a limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

 

 

Sono tante le manifestazioni di solidarietà che in queste settimane si stanno esprimendo a favore dei paesi e delle popolazioni colpite dal maltempo di fine ottobre e inizio novembre, tra queste anche quella del comune di Montemonaco nelle Marche.
“Da molti ambienti, imprenditoriali culturali sportivi, e anche da tantissimi privati cittadini stanno arrivando concrete azioni di solidarietà – dichiara l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin – e a tutti va indistintamente il nostro infinito grazie, però quella del comune di Montemonaco, per la sua storia, merita una citazione particolare”.

 

La cittadina marchigiana rientra infatti tra quei territori che nell’estate 2016 è stato con più violenza colpito dal terremoto che ha devastato il Centro Italia. Il Veneto, che si trovò a operare con le sue strutture e con molti gruppi di protezione civile anche e in particolare in quel comune, durante quel percorso ha instaurato importanti rapporti umani e solidali con la popolazione locale, tanto da adottare simbolicamente Montemonaco come località emblema di quella tragedia.

 

“Come mi conferma il sindaco Corbelli con il quale abbiamo ogni tanto occasione di sentirci – aggiunge l’assessore veneto – oggi Montemonaco è un paese che si sta piano piano riprendendo, ma che non ha ancora finito la sua ricostruzione, per la quale ci vorranno anni. Tuttavia, nonostante debba continuare a pensare alle proprie problematiche, i suoi cittadini hanno deciso di trovare il tempo per allestire una bella manifestazione, che si terra qualche giorno prima di Natale, coinvolgendo associazioni e attività imprenditoriali del posto per cercare di raccogliere fondi per il nostro Veneto”.
“Un piccolo esempio di solidarietà – conclude Bottacin – ma che rappresenta al meglio come l’unione umana sia più forte di ogni sventura”.

Un grande successo, ieri, alla maxi cena in Vaticano preparata dal Consorzio dei ristoranti del radicchio per i 700 invitati. Tra gli ospiti c’erano anche il Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia e l’assessore al turismo, Federico Caner, intervenuti alle cerimonie in Piazza San Pietro in occasione dell’inaugurazione del presepe realizzato con la sabbia della spiaggia del Comune di Jesolo e dell’accensione dell’albero di Natale, donato dal Comune di Pordenone.

 

Ma venendo ai succulenti menù tradizionali veneti proposti per l’occasione, troviamo uno squisito risotto con il radicchio rosso di Treviso Igp e casatella trevigiana Dop, verdurine jesolane, radicchio variegato di Castelfranco Veneto Igp e radicchio rosso tardivo dorati, polenta di mais bianco perla con Morlacco del Grappa e radicchio rosso di Treviso Igp a scottadito, e il tiramisù dedicato al Papa.

 

Tra le prelibatezze friulane, invece, taglieri con formaggi tipici, amaretti e lecca lecca di Frico, crostini con trota affumicata del Livenza, prosciutto San Daniele Dop al taglio e prosciutto cotto alla brace. Il tutto sapientemente accompagnato dagli ottimi vini Castello di Spessa, Consorzio tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Fondazione Villa Russiz, Pighin e Zorzettin. A chiudere in bellezza, un brindisi col prosecco DOCG.

L’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, si esprime in merito alla decisione di un dirigente scolastico di Porto Tolle di non ammettere nella sua scuola il Vescovo di Chioggia e del Delta, Monsignor Adriano Tessarollo, commentando: “Trovo questa scelta assurda, illogica, figlia di un laicismo estremo e fazioso. Un Vescovo impegnato in una visita pastorale in un territorio, che aveva già incontrato istituzioni, lavoratori, famiglie, fedeli e non, non rappresentava di certo un pericolo per la laicità della scuola italiana. Questo dirigente scolastico ha arbitrariamente imposto la propria posizione, estromettendo da una scuola pubblica un alto rappresentate della Chiesa Cattolica: non sono state consultate le famiglie e non è stato valutato, nel complesso, cos’era più giusto per i giovani studenti”.

 

“La scuola è laica certo – aggiunge – ma non estranea al territorio, alla sua storia e alle sue tradizioni. Il Vescovo non veniva certo per procacciare nuovi fedeli, o discriminare altre religioni: le visite pastorali servono per raccogliere le necessità di un territorio e metterle al centro dell’azione della Diocesi. Ho scritto una lettera a monsignor Tessarollo per significargli la mia più sentita vicinanza: le ostilità nei confronti di chi rappresenta la Chiesa e la Sua tradizione non sono infrequenti, seppur purtroppo poco stigmatizzate. Il Vescovo resta punto di riferimento per la nostra società, che vuole essere anche una comunità educante nel segno di quella laicità che Benedetto Croce definì impossibile da allontanare dalla sua tradizione cristiana”.

 

“Spero che questo dirigente scolastico torni presto sui suoi passi, rimediando all’errore commesso promuovendo una nuova occasione di incontro” – conclude Donazzan.

Ruzzante (Liberi e Uguali): “Un consiglio regionale straordinario dedicato alla montagna. Stavolta davvero”

 

Torniamo in montagna, torniamo a Rocca Pietore per spiegare ai cittadini cosa si sta facendo per rimettere in sesto quei territori martoriati e, soprattutto, per far tesoro di quel che è avvenuto. Andiamo a dire chiaramente qual è l’impegno del Consiglio regionale in termini di prevenzione, perché simili catastrofi non debbano più ripetersi“. Questa la proposta di Piero Ruzzante, consigliere regionale di Liberi e Uguali, nella seduta di ieri, 04 dicembre, del Consiglio regionale del Veneto dedicata alla sessione di bilancio.

 

Torniamo a Rocca Pietore, stavolta per affrontare un problema concreto: non come il 24 settembre – ricorda Ruzzante -, quando la Lega ci ha imposto una discussione pretestuosa e propagandistica, un litigio con Trento e con Roma: paradossale, se si pensa che la Lega governa sia a Roma che, adesso, anche a Trento. E la conferma è che il problema che allora veniva posto, quello del confine sulla Marmolada, se lo sono dimenticati tutti: che fine ha fatto l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza? Nessuno lo ricorda, a partire dalla Lega. Eppure stiamo parlando di poche settimane fa“.

 

All’epoca ho provato a porre una serie di problemi relativi alla montagna, alle sue specificità e agli interventi necessari: mi è stato risposto picche, la priorità era discutere di un confine tracciato oltre un secolo fa. Un mese dopo, il diluvio ha riportato alta l’attenzione sul tema del rischio idrogeologico e del cambiamento climatico: ma bisogna uscire dall’ottica dell’emergenza e cambiare radicalmente modello di sviluppo. Quello della Marmolada non è un caso isolato, la Lega continua ad utilizzare il Consiglio regionale per discutere provvedimenti “show”, di pura propaganda, come la leva obbligatoria, finita per fortuna nel dimenticatoio. Con una novità – sottolinea Ruzzante -: adesso che la Lega è al governo del Paese ed ha una dimensione nazionale, notiamo che ci sono (o vorrebbero esserci) due Leghe: quella romana e quella del territorio, in apparente contrasto su molti temi.

 

Primo tra tutti, l’autonomia: è chiaro – osserva il consigliere di Liberi e Uguali – che lo scontro non è sulle materie ma sui soldi, con Zaia che in campagna elettorale aveva fissato l’asticella a 21 miliardi per poi abbassarla a 18 subito dopo il referendum. La “Lega nazionale” di Salvini potrà mai approvare una legge che prevede un simile trasferimento di risorse al Veneto?. Il territorio del Veneto – conclude Ruzzante – non merita di essere in ostaggio di queste schermaglie tra le due Leghe: fare un po’ di confusione è utile a nascondere i problemi nel breve periodo ma prima o poi i nodi vengono al pettine e, come insegna Rocca Pietore, la storia a volte ha accelerate improvvise“.

 

 

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