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La sanità veneta è leader nazionale sul fronte dello screening contro il tumore alla mammella. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita.

 

Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio, tecnicamente definite “mutanti” (donne che hanno nella loro sequenza genetica una mutazione che eleva anche fino al 70-80% il rischio di contrarre il tumore al seno nel corso della vita). Il Progetto sperimentale, a cura dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo nel mondo, considerando che ce n’è uno simile negli Usa, ma ha tempi di attuazione più lunghi

Il plauso del Governatore Luca Zaia

“Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando all’Ospedale di Treviso, affiancato dall’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin e da illustri clinici come il Responsabile Scientifico della Rete Oncologica Regionale, professor Pierfranco Conte, la direttrice della Senologia Radiologica dello Iov, Francesca Caumo, la Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Stefania Montemezzi, e il Direttore della Breast Unit dell’Ospedale di Treviso, Paolo Burelli, lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione in corso di svolgimento in tutta Italia.

 

Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello IOV ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, che da più parti fu molto criticata perché toglieva qualcosa a reparti che operavano poche decine di seni l’anno, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”.

 

Gli importanti clinici presenti oggi hanno anche messo una pietra tombale sul dibattito, purtroppo falsato da troppo web senza fondamento scientifico, riguardo all’età giusta nella quale avviare lo screening. Al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile (e ogni indagine radiologica inutile si tramuta in dannosa), tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni (età massima introdotta in Veneto, ma non ancora in buona parte d’Italia).

 

I dati diffusi hanno evidenziato la supremazia del Veneto in Italia non solo per lo screening della mammella, ma anche per gli altri due grandi screening antitumore: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto.

 

 

I dati sullo screening della cervice dell’utero

Lo screening della cervice dell’utero, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, più di 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose.

 

I dati sullo screening colorettale

Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati.

 

Il raffronto di sintesi tra il sistema sanitario veneto e quello nazionale in tema di screening, vede il Veneto primeggiare in tutti e tre.

Per la mammella, l’adesione in Veneto è del 68,1% contro il 55% in Italia.

Per la cervice dell’utero l’adesione in Veneto ha raggiunto il 57,8% contro il 39,9 in Italia.

Per il colon retto, l’adesione in Veneto è al 62,9% contro il 40,4% in Italia.

 

Per approfondire: clicca qui.

Il problema della lotta allo smog è una priorità della Giunta regionale che, solo per quanto riguarda l’ultimo triennio, ha stanziato quasi un miliardo di euro per interventi di varia natura volti al miglioramento della qualità dell’aria in tutto il Veneto.

 

Dai mezzi di trasporto ecologici ai sostegni per l’efficientamento energetico

“Stiamo parlando di un problema che, non da oggi, ha assoluta priorità nell’agenda regionale, – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin – le azioni messe in campo sono concrete e numerose: dagli incentivi alla rottamazione dei veicoli inquinanti ai sostegni per l’efficientamento energetico, dall’acquisto di treni e autobus ecologici fino alle iniziative per favorire l’energia pulita. I risultati ci danno ragione, ma non bisogna mai abbassare la guardia, anzi dobbiamo continuare sulla linea tracciata in questi ultimi anni, soprattutto nel campo dell’efficientamento energetico.”

 

“Parlare di emergenza smog può essere, in parte, fuorviante – precisa Bottacin – i dati registrati dicono che i trend relativi ai principali inquinanti sono in calo, ma non possiamo certo dormire sonni tranquilli, data la situazione geografica che, soprattutto per la conformazione della Pianura Padana, non ci consente di dormire sonni tranquilli. 

Molto spesso ci si concentra sull’inquinamento prodotto dai veicoli, si parla dei valori del PM10 senza ricordare che solo il 12-15% delle emissioni è imputabile ai veicoli privati. La priorità va data a tutto ciò che concerne l’efficientamento energetico.” 

 

Obiettivo migliorare ulteriormente la qualità dell’aria

Di qui la scelta forte della giunta regionale, che, con la regia dell’assessorato all’ambiente, all’interno del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, ha previsto azioni a tutti i livelli per favorire il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio regionale.

 

“Stiamo parlando di iniziative per oltre 710 milioni di euro nel biennio 2016-2018 e oltre 230 milioni per quest’anno – conclude l’assessore Gianpaolo Bottacin – che si traducono in interventi nel campo delle infrastrutture, del trasporto privato e pubblico, dell’agricoltura, dell’energia, della riconversione del patrimonio edilizio a fini di risparmio energetico, oltre agli incentivi destinati, in vari campi, a cittadini, enti ed imprese. Questo è il nostro impegno concreto, che intendiamo continuare a portare avanti, a dimostrazione che per la Regione Veneto la lotta allo smog è molto più di uno slogan.” 

Il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità idrogeologica e idraulica, decretando lo stato di attenzione a partire dalle ore 14 di martedì 15 ottobre fino alle ore 8 del 16 ottobre, per quanto riguarda le zone Piave Pedemontano, Alto Brenta – Bacchiglione – Alpone, Adige – Garda e Monti Lessini.  

 

Le previsioni meteo di Arpav indicano infatti che tra il pomeriggio di domani e le prime ore di mercoledì saranno probabili precipitazioni, anche a carattere di rovescio e temporale, più significative in serata e sulle zone montane e pedemontane. Non si escludono locali fenomeni intensi (forti rovesci) su alcune zone prealpine e pedemontane, con possibilità di quantitativi localmente consistenti in montagna e sulle zone pedemontane.

 

Il possibile verificarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, potrebbe creare disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica minore. Si segnala la possibilità d’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide specie nelle citate zone di allertamento.

“Sono orgoglioso di un primato che dedico ai nostri imprenditori, operatori e lavoratori del turismo. Se questa terra veneta è la più amata dai turisti di tutto il mondo lo si deve a persone lungimiranti che, fin dal dopoguerra, sono andati in giro per il globo a promuovere il Veneto che usciva dalla povertà e conosceva l’emigrazione. Abbiamo avuto e abbiamo grandi imprenditori, che hanno cominciato senza internet a viaggiare con la valigia di cartone con dentro le bellezze della loro terra, che hanno creduto nei fenomeni turistici ancor prima che iniziassero con la globalizzazione. Grandi uomini che hanno mantenuto nel sangue lo spirito di Marco Polo e della Repubblica veneta. Da qui, e dalla modernità e capacità degli attuali imprenditori, è nato un fenomeno da 70 milioni di presenze l’anno, è nata la prima economia del Veneto”.

 

Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, dedica il premio “Italia Destinazione Digitale” come regione italiana più amata dai turisti stranieri nel 2019 assegnato al Veneto nel corso della manifestazione fieristica TTG Travel Experience di Rimini.

 

“Sapere di avere il turismo straniero al nostro fianco – aggiunge Zaia – è un grande stimolo per essere ancora più performanti, per garantire vacanze ecosostenibili, e una sempre maggior differenziazione del prodotto per accontentare tutti, ma proprio tutti i gusti e per dare servizi sempre più avanzati, come la sicurezza sanitaria”.

 

“Non a caso – prosegue il Governatore – il Veneto è l’unica terra al mondo a poter offrire in distanze così brevi i monti, il mare, i laghi, le città d’arte, i parchi naturali, le città murate, il Delta del Po, lo charme di centinaia di piccoli borghi, ognuno dei quali può essere uno scrigno prezioso di emozioni. Il tutto accompagnato da un’altra grande perla veneta che sono le produzioni agricole e la loro qualità, con l’infinita gamma di proposte dell’enogastronomia e con oltre 350 prodotti tipici. Questo è il mix d’oro che, con la storia e la cultura, ha fatto e farà crescere il Veneto turistico”.

Con la Giornata aperta delle fattorie didattiche, domani, domenica 13 ottobre, ritorna anche il concorso per i più piccoli “Agricoltura, che avventura”: un invito rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni a vivere la natura e l’ambiente nei laboratori allestiti nelle fattorie didattiche e a cimentarsi in testi e disegni. Gli elaborati migliori saranno premiati con gift card per l’acquisto di libri, materiale scolastico e attrezzature per lo sport e con biglietti per il cinema.

 

Le fattorie didattiche che ospitano i laboratori creativi sono: La Contarina (Grantorto, Padova), Corte Carezzabella (San Martino di Venezze, Rovigo), Di Fiore in Fiore (Calto, Rovigo), Borgoluce-Tenuta di Collalto (Susegana, Treviso), Biofattoria sociale Casa di Anna (Zelarino, Venezia), il Rifugio dei Colori (Sarego, Vicenza), la Genovesa (Verona).

Indirizzi e contatti sono scaricabili qui.

 

Il concorso ‘Agricoltura che avventura”, promosso dall’Autorità di gestione del Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020 in collaborazione con la Direzione regionale Turismo, è alla sua seconda edizione: a partire da domani e fino al 30 novembre i bambini che vorranno partecipare al concorso potranno creare un racconto e un disegno sul mondo rurale, scegliendo tra i temi “Esplorando l’ambiente e la natura”, “Scoprendo i segreti della buona agricoltura”, “Assaporando le delizie della terra pura”. I partecipanti dovranno richiamare anche la loro fattoria didattica preferita, che hanno avuto occasione di cooscere durante la Giornata aperta o in altre situazioni. 

 

A spiegare in maniera facile e divertente come partecipare sarà Chicco, testimonial virtuale che nell’album “Le avventure di Chicco” e nei video promozionali stimolerà i piccoli creativi a dare il meglio.

Per partecipare si può scaricare l’album “Le avventure di Chicco” e il modulo di autorizzazione su psrveneto.it, dove sono disponibili ulteriori informazioni e il regolamento del concorso. È possibile inoltre rivolgersi ai seguenti indirizzi email: [email protected] oppure [email protected].

Una storia di eccellenza, dal Veneto per il mercato globale, in cui l’azienda Panotec di Cimadolmo, già proprietaria del primo brevetto per la produzione di scatole su misura, ha dato prova del suo know-how onorando il retaggio dell’ingegneria Made in Italy

 

Siamo nella Marca Trevigiana, a Cimadolmo, a due passi dal Piave. È qui che ieri, giovedì 10 ottobre, una delle tante eccellenze della nostra provincia ha dato prova di imprenditorialità e del suo spirito di innovazione, a misura di futuro.

 

L’azienda cimadolmese, già modello di riferimento nell’industria del packaging, ha presentato in anteprima mondiale la sua ultima novità, costata due anni di studi. Si tratta di OPERA, un capolavoro di tecnologia innovativa, con cui l’azienda di Cimadolmo si dice pronta a rivoluzionare il sistema di imballaggio tradizionale, con un’impronta green.

 

Con questa rivoluzionaria linea di imballaggio sarà infatti possibile produrre scatole su misura e 100% rispettose dell’ambiente, ottimizzando i volumi di spedizione e gli spazi che attualmente vengono riempiti con materiale plastico.

 

Tutto merito dell’innovativa intelligenza artificiale, combinata ad anni di esperienza nel settore, che ha reso possibile brevettare una macchina di straordinaria flessibilità e all’insegna dell’ecosostenibilità. Grazie alla scansione tridimensionale e a un alto grado di automazione, OPERA riesce in modo autonomo ad analizzare il componente da imballare, a posizionarlo e a costruirgli attorno una scatola del minimo volume necessario, riducendo gli sfridi quasi a zero.

 

In un mondo sempre più attento alla salvaguardia e alla sostenibilità ambientale, questa attenzione è un notevole sollievo per il nostro Pianeta.

 

Alla serata di presentazione ha partecipato anche il sindaco di Cimadolmo Giovanni Ministeri. Dopo essersi complimentato con i vertici aziendali per la loro straordinaria capacità di guardare al futuro, che da sempre rappresenta il valore aggiunto di questa azienda, ha speso un duro commento in merito al ruolo dello Stato nei confronti delle realtà brillanti e sinonimo di innovazione, come Panotec: “Chi pone un freno ai grandi inventori non è solo la burocrazia – e in Italia siamo bravi in questo – ma è anche il fatto che un imprenditore si ritrova da solo a combattere contro un mercato altamente competitivo, che dovrebbe invece dargli garanzie e protezione giuridica.

In questo caso lo Stato non esiste e lascia solo chi crea posti di lavoro e innovazione, rendendosi partecipe della sua innovazione solo a parole.

Ciò che è ancora più grave è che lo fa vivere nella solitudine, non lo appoggia e non lo aiuta nella ricerca. È indispensabile invece che le istituzioni valorizzino in maniera più incisiva il grande coraggio e lo spirito di innovazione degli imprenditori.

La burocrazia e il disinteressamento nel creare un sistema equo uccide l’impresa. Quante ditte sono fallite perché non aiutate giuridicamente dallo Stato? Uno Stato che non riesce a creare garanzie normative né a tutelare l’impresa, che rischia così ogni giorno di crollare. In tutto questo c’è però chi ancora oggi riesce a creare innovazione, rispecchiando in toto lo spirito di impresa italiano. Panotec, come altre realtà imprenditoriali del Veneto, è il fiore all’occhiello per cambiare questo sistema”.

 

Queste le parole di Giovanni Ministeri, cimadolmese solo d’adozione, ma che ha molto a cuore questo paesino, i suoi cittadini e imprenditori!

Il documento, che ha come primo firmatario il Capogruppo del carroccio ai Trecento Riccardo Barbisan ed è sostenuto da tutti i capigruppo di maggioranza, pone l’attenzione sulla realtà ospedaliera trevigiana
Un ordine del giorno sul tema della mancanza di personale negli ospedali veneti, Treviso inclusa.
Il consigliere regionale e capogruppo della Lega in consiglio comunale a Treviso Riccardo Barbisan ha depositato un ordine del giorno in vista della prossima seduta che intende porre l’attenzione sulla mancanza di personale medico negli ospedali del Veneto, problema che vede coinvolto anche il Ca’ Foncello.
«Sarà l’occasione per ringraziare tutti coloro che con la loro opera continuano, nonostante la difficoltà di reperimento di personale, soprattutto medico, a prestare un servizio di grande qualità ai pazienti trevigiani e non», afferma Riccardo Barbisan. «Chiederò infatti al consiglio comunale di Treviso di esprimere un sostegno chiaro alla scelta di aprire un nuovo ambulatorio a Borgo cavalli per l’utenza più debole, e di fare di Treviso una sede universitaria rilevante nel campo delle professioni sanitarie».
La scelta di aprire il nuovo poliambulatorio per effettuare le visite specialistiche, secondo l’esponente leghista, «pone la città di Treviso in prima linea nella cura dei cittadini e nell’individuazione dei nuovi bisogni e nella predisposizione di nuovi modelli organizzativi per la soddisfazione degli stessi». Inoltre, nel documento sarà contenuto l’auspicio che il Consiglio Comunale si esprima anche in merito all’assunzione, da parte delle ULSS, di medici abilitati ma non ancora specializzati, decisa dall’Amministrazione regionale guidata da Luca Zaia. «Al momento, si tratta dell’unica possibilità concreta per far fronte alla grave carenza di dirigenti medici, figlia di una sbagliata programmazione che nasce oltre un decennio fa».

Il tour per sensibilizzare sul futuro dei nostri litorali, dei laghi e del mare toccherà tutto lo Stivale e coinvolgerà anche i cittadini volontari, che potranno partecipare attivamente iscrivendosi all’iniziativa di proprio interesse sul sito

 

 

Fino al 17 ottobre Gruppo VéGé, primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, porta sulle spiagge italiane il tour “Ripuliamo le spiagge, sviluppato in collaborazione con Legambiente, che prevede la pulizia straordinaria di 60 spiagge attraverso la rimozione dei rifiuti.

 

 

Pulizia in Veneto dall’8 al 12 ottobre 

Il Veneto ospiterà il tour con la pulizia, dall’8 al 12 ottobre, di alcune spiagge di Venezia e Rovigo.

 

L’iniziativa è rivolta non solo ai dipendenti di Gruppo VéGé ma anche ai cittadini, che potranno contribuire a ripulire 60 arenili da tonnellate di rifiuti ed evitare che entrino in mare. All’interno dei punti vendita delle imprese socie del Gruppo, infatti, i clienti saranno invitati a partecipare alla pulizia di una spiaggia sul loro territorio.

 

Questo il calendario delle iniziative in territorio veneto:

 

Data Regione Area / provincia Comune Spiaggia Orario iniziativa
08/10/2019 Veneto Venezia Caorle Spiaggia Brussa 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Bibione Zona Faro 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Eraclea Spiaggia Eraclea Mare, punta sud 10.00
10/10/2019 Veneto Rovigo Rosolina Porto Caleri (zona giardino botanico) 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Mort 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Faro 10.00

 

I rifiuti continuano a invadere i nostri litorali: 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia di cui l’81% rappresentato dalla plastica. L’usa e getta di plastica la fa da padrone: sulle 93 spiagge monitorate sono state monitorate 34 stoviglie ogni 100 metri di spiaggia (tra piatti, bicchieri, posate e cannucce) e raccolte oltre 10.000 tra bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi*.

 

Questi numeri testimoniano l’importanza della lotta all’utilizzo e alla dispersione nell’ambiente della plastica monouso. Proprio in quest’ottica nasce il progetto “Ripuliamo le spiagge”.

 

 

“Al diffondersi di un mare di plastica, Gruppo VéGé risponde con il progetto “Ripuliamo le Spiagge” e si mette in prima linea, insieme ai suoi imprenditori e dipendenti, promuovendo stili di consumo sostenibili,” – spiega Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé. – “Inoltre il Gruppo si è impegnato, all’interno dei punti di vendita, ad accelerare i tempi della programmata rimozione dagli scaffali delle stoviglie usa-e-getta, dismettendo definitivamente tutte le stoviglie in plastica monouso entro il 30 giugno 2020, quindi in netto anticipo rispetto all’entrata in vigore della legge che impone la loro rimozione dagli scaffali nel 2021”.

 

 

“Il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori è un passo fondamentale nel contrasto all’emergenza mondiale dei rifiuti in mare – dichiara Stefano CiafaniPresidente di Legambiente. Grazie a campagne di pulizia come questa, tutti possono fare un gesto concreto per l’ambiente. Al contempo, l’obiettivo è quello di prevenire l’arrivo dei rifiuti in mare e sulle spiagge, cambiando i nostri stili di vita e di consumo, quotidianamente. Il protagonismo e la responsabilità dei cittadini, insieme alle politiche dei governi nazionale e locali, delle imprese e dell’industria possono fare davvero la differenza nel ridurre i rifiuti, gestirli correttamente con l’economia circolare e arginare un fenomeno devastante per l’ecosistema marino, i suoi abitanti e l’economia del turismo”.

 

 

Per ulteriori informazioni sul progetto e per partecipare, si rimanda a: www.ripuliamolespiagge.it.

 


*Fonte Legambiente – Beach Litter 2019

Analizzare la situazione ambientale del tratto terminale del Piave, studiarne l’alveo e le caratteristiche, individuare la sua reale capacità di portata per arrivare a definire quali sono gli interventi più idonei ed efficaci in termini di prevenzione, affinché le future esondazioni siano meno impattanti per il territorio e per coloro che in quel territorio vivono. Tutto questo nel piano che verrà elaborato in sinergia dall’assessorato all’Ambiente della Regione Veneto e dall’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali.

 

A poco meno di un anno dalla tempesta “Vaia”, che nel 2018 ha colpito molte zone del Veneto, incluse quelle lungo l’asse del fiume Piave, l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, e il segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Francesco Baruffi, hanno tracciato un quadro degli studi sino ad oggi condotti e hanno illustrato il piano d’azione per monitorare efficacemente il fiume e il suo ambiente, così da individuare gli interventi che possono essere realizzati per migliorare la messa in sicurezza del tratto terminale del Piave, considerato cruciale nel determinare la tipologia e l’efficacia delle opere di mitigazione necessarie alla difesa dalle piene.

 

La presentazione di come si possa giungere a una riqualificazione ambientale del Piave, massimizzandone la capacità di portata, ha avuto luogo in una delle golene simbolo delle esondazioni, Ponte di Piave, che rientra fra i quindici comuni interessati alla tematica.
Lo studio punta a dare – attraverso precise valutazioni numeriche – una risposta concreta su quale possa essere la reale capacità di portata massima del fiume (oggi attestata a 2500mc/secondo, ndr.) nel suo ultimo tratto verso il mare, una volta sottoposto ad una attenta manutenzione, così da poter dare il via alle opere e alle azioni puntuali che la Regione Veneto è in grado di mettere in campo. Quanto elaborato sarà dunque un supporto fondamentale da cui partire per le future linee guida di manutenzione e gestione integrata del fiume, e che permetterà di individuare gli interventi che possono garantire un incremento della sicurezza dalle esondazioni del Piave, senza intaccarne l’eco-sistema, tutelando la vegetazione e salvaguardando le vicine popolazioni.

 

«L’educazione al rischio riveste un ruolo fondamentale per comprendere criticamente le situazioni che si possono presentare, e per difendersi preventivamente nel modo migliore. – ha dichiarato Francesco Baruffi, segretario generale dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali – . Le attività di riqualificazione fluviale del Piave, che stiamo per mettere in atto, hanno anche questa caratteristica. Partendo dalle scuole si intende arrivare a tutti i cittadini attraverso uno scambio paritetico di informazioni. Salvaguardare il territorio significa garantire uno sviluppo economico sostenibile. E per far questo bisogna sapere, conoscere, avere coscienza delle situazioni e stabilire le scelte migliori». «La direttiva europea 2007/60/CE parla della necessità di difendere le popolazioni dal rischio alluvioni, ma chiede anche di imparare a convivere con i fenomeni. Il nostro lavoro va proprio in questo senso, trovare cioè un giusto equilibrio tra protezione, prevenzione e preparazione. E credo sia anche per questo che l’Europa sta guardando con grande attenzione a cosa si sta facendo nel Veneto sul fronte della comunicazione e dell’informazione», ha detto ancora il segretario generale.

Dal canto suo, l’assessore regionale, Gianpaolo Bottacin ha sostenuto come «la Convenzione che abbiamo attuato con l’Autorità di Distretto è l’esempio di un’ottima sinergia tra enti, che si inserisce nelle attività previste dal Piano Gestione Rischio Alluvioni, che per il Piave si concretizza in diverse azioni tra cui interventi diffusi di taglio alberature per favorire la capacità di deflusso e la sicurezza arginale, ma anche un’indagine sperimentale per l’individuazione della massima capacità di portata transitabile nel tratto terminale. Attività che sono connesse anche con gli interventi di laminazione a monte in quanto una più precisa conoscenza della capacità di portata del tratto terminale e un suo incremento, grazie al taglio delle alberature, consentono di meglio quantificare e contenere i volumi di invaso da realizzare a monte».

 

Questo primo passo si inserisce in un più ampio progetto denominato “Io, tu noi, il Piave: conoscerlo viverlo, curarlo”, che mira a diffondere presso le popolazioni limitrofe all’asse fluviale una migliore consapevolezza in tema ambientale e di sicurezza del fiume. Il progetto coinvolgerà la popolazione scolastica con attività che si realizzeranno presso gli istituti e sul campo, seguendo il metodo della “citizen science”, un nuovo approccio al monitoraggio ambientale e alla raccolta di dati di interesse scientifico, attraverso il coinvolgimento volontario della popolazione. È di fatto una “scienza partecipata” che rende i cittadini, e in questo caso i giovani Citizens Scientists, parte integrante del processo scientifico e rappresenta una metodologia con una grande valenza in campo educativo.

Siamo certi che anche nelle città del Veneto domani molte migliaia di giovani saranno nelle piazze per manifestare nel Fridays for future e denunciare il pericolo che deriva dalla compromissione del nostro ambiente.

 

Le giovani e i giovani veneti sono parte di uno straordinario movimento mondiale, avviato da Greta Thunberg, spontaneo e originale, che denuncia lo sfruttamento dell’ambiente e il rischio di essere sempre più vicini al punto di non ritorno.

 

Non possiamo che essere accanto a queste giovani donne e uomini che non si rassegnano, e chiedono alla politica scelte immediate e risolute.

 

Chiedono soprattutto, queste cittadine e questi cittadini, di non voltare la testa dall’altra parte, di non essere complici dei negazionisti del cambiamento climatico, come per esempio ha fatto il presidente del Brasile pochi giorni fa all’ONU negando lo scempio che le politiche del suo governo stanno portando al grande polmone della foresta amazzonica.

 

Nello scorso mese di maggio Articolo Uno ha presentato in Parlamento la “Mozione Corbyn” per chiedere che venga dichiarata l’emergenza climatica e per cominciare a ripensare un modello di sviluppo ecosostenbile. La stessa Mozione, per iniziativa degli amministratori locali, è stata portata al voto in molte città anche della nostra regione.

 

Le montagne del Veneto, le sue pianure e le sue coste sono già state segnate, e sono destinate ad esserlo ancora, dai fenomeni meteorologici estremi collegati al cambiamento climatico. Serve anche nelle politiche locali di governo del territorio regionale cambiare passo, prendere consapevolezza della realtà di questi eventi e assumere scelte lungimiranti.

 

Giustizia sociale e giustizia ambientale sono due volti di una stessa questione, che riguarda l’umanità intera e deve essere assunta come la priorità del tempo in cui viviamo.

 

Il Segretario regionale del Veneto

Articolo Uno

Gabriele Scaramuzza

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