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“Stiamo attraversando una turbolenza ma vi assicuro che atterreremo” ha detto il Presidente Luca Zaia ieri, durante la consueta conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile. Alla fine, non ha specificato quando potrà accadere né quanti danni, a cose e persone procurerà questa turbolenza, perché nessuno lo può sapere.

 

Oggi, il Presidente Zaia, sempre durante la consueta conferenza stampa, ha dato per certo il passaggio del Veneto da zona gialla a zona arancione, in base al dato dell’RT ormai salito a 1,12. Inoltre, nelle ultime 24 ore ci sono stati 1.487 contagi, con un’incidenza pari al 3,62%.

 

“Ho sentito il ministro Speranza stamattina – ha detto Zaia – di certo ci sono regioni più in sofferenza di noi e a livello nazionale l’Italia si sta colorando sempre di più di arancione, arancione scuro e rosso. È innegabile che davanti a questa infezione la prima preoccupazione vada ai ragazzi e alle loro famiglie” ha sottolineato Zaia.

 

Silvia Moscati

Saranno le piste di Rumerlo, Olympia delle Tofane, Vertigine e Labirinti a ospitare a Cortina la mongolfiera brandizzata “Veneto, the Land of Venice” – una delle 100 presenti in Italia – che da oggi e nei prossimi anni sarà utilizzata per promuovere il territorio.

Completamente fatta a mano, per produrla sono serviti oltre due mesi di tempo. Alta 21 metri, con un diametro di 20, può trasportare fino a cinque passeggeri e il pilota.

 

Una mongolfiera in tour tra i Mondiali di Sci di Cortina

“Parte da Venezia, il cuore della Land of Venice, il cuore della nostra regione, per ribadire l’importanza di coltivare sempre di più il rapporto tra Venezia e il territorio circostante, e fare in modo che sempre di più da Venezia si irradi uno sviluppo economico che coinvolga tutto il Veneto”, ha dichiarato l’assessore al Turismo del Comune di Venezia, Simone Venturini. “È bello sottolineare anche il legame tra mare e montagna, perché la mongolfiera parte dal mare per poi salire sulle montagne della nostra regione”.

“Dal mare alla montagna, passando per i complessi termali vogliamo diffondere un messaggio importante di fiducia e speranza per la ripresa turistica che ci auguriamo possa avvenire al più presto”, ha aggiunto l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Federico Caner.

 

E tra le capitali del nord Europa per rilanciare il turismo

Dall’apertura odierna dei Mondiali di Sci, fino al 21 febbraio, la mongolfiera sorvolerà Cortina e le spettacolari piste della competizione iridata. Successivamente proseguirà il suo tour in tutto il Veneto per continuare la sua missione di promozione turistica della nostra regione, fino a varcare i confini del Paese per raggiungere le principali capitali del nord Europa.

 

“Il rischio di una eccessiva licealizzazione del sistema scolastico in Veneto non c’è grazie ad un lavoro di valorizzazione di tutti i percorsi che ha dato pari dignità all’offerta formativa e ha valorizzato tutte quelle scuole che sono in forte relazione con il sistema produttivo del Veneto. Un’azione che da anni portiamo avanti con l’Ufficio Scolastico Regionale e con le realtà della rappresentanza datoriale che in Veneto è particolarmente sensibile al rapporto scuola-lavoro”.

Così Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione commenta i primi dati diffusi oggi dal Ministero dell’Istruzione in merito alle scelte per la scuola secondaria di secondo grado da parte degli studenti in uscita dalla terza media.

 

 

Gli istituti più scelti in Veneto

I dati evidenziano che il Veneto è la regione italiana con la maggior adesione agli istituti tecnici (38%), seconda per i professionali (13,8%) mentre ai indirizzi liceali viene riservato il 48,25% delle iscrizioni. Molto positivo anche il dato sulla compilazione online. Il 93,2% degli studenti veneti ha compilato la domanda in autonomia, dato secondo solo al Friuli.

 

“Le azioni di orientamento, le tante iniziative coordinate tra i soggetti istituzionali restituiscono un sistema capace di accogliere e valorizzare i talenti dei nostri studenti, ma di dare loro anche prospettiva di vita che non può non tenere conto della realizzazione professionale e occupazionale. Lo squilibrio verso alcuni percorsi a scapito di altri in Veneto non c’è e anche per questo i risultati qualitativi del sistema corrispondono alle scelte delle famiglie” conclude la Donazzan.

“Ancora una volta, per qualità del servizio ma anche per il numero delle presenze, i volontari veneti si dimostrano al top. Sono i protagonisti del poderoso lavoro messo in campo dalla Protezione civile del Veneto, che fino ad oggi si riassume in oltre diecimila volontari operativi in 171.000 giornate uomo per l’emergenza coronavirus”.

Sono parole dell’Assessore regionale alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, nel riassumere il contributo del volontariato in questi mesi si crisi, per il quale esprime una profonda gratitudine.

 

“Siamo di fronte a numeri impressionanti, secondi in termini assoluti soltanto alle 250.000 giornate uomo della Lombardia – evidenzia l’assessore – ma proporzionalmente nettamente superiori in riferimento alla popolazione, visto che il Veneto ha poco più della metà di abitanti dei nostri vicini lombardi”.

 

“Quantità di giornate ma soprattutto qualità del lavoro emerge dall’impegno che i volontari veneti assicurano per supportare le esigenze sanitarie del momento – prosegue Bottacin. – Un lavoro  che si estrinseca in plurime azioni, dal montaggio delle tende per le attività di pre-triage all’esterno delle strutture ospedaliere all’allestimento di cinque ex ospedali per le emergenze, dall’informazione alle persone che si recavano presso le strutture sanitarie al supporto ai Centri Operativi Comunali (COC) e alle sale operative (regionale e provinciali) fino all’assistenza alla popolazione per la consegna dei generi di prima necessità e alla distribuzione delle mascherine alla cittadinanza. Un compito, quest’ultimo, che si è dimostrato vitale soprattutto nella prima fase della pandemia dove tali strumenti di protezione erano carenti, e molto altro ancora”.

 

 

Bottacin: “I Veneti confermano il loro grande cuore, la Regione ringrazia tutti volontari”

 

“Soltanto per quanto riguarda l’emergenza Covid, volendo quantificare il lavoro gratuitamente svolto dai nostri magnifici volontari, possiamo parlare di ben oltre 30 milioni di euro – prosegue ancora l’Assessore. – Sono cifre che non hanno bisogno di commenti o grosse parole”.

 

“Ovviamente il prezioso contributo messo in campo dai volontari non si ferma a questa emergenza – conclude Bottacin. – Basti pensare che nel solo 2020, sempre in coordinamento con la nostra struttura regionale di Marghera, ci hanno supportato in ben dodici stati di crisi dovuti ad eventi calamitosi collegati al maltempo, tra cui non si può non ricordare in particolare i due eventi di agosto, quelli che hanno colpito principalmente, ma non solo, Vicentino e Veronese e quello di dicembre, con danni soprattutto nel Bellunese. Molto lavoro è stato fatto anche all’inizio di questo gennaio a causa dell’emergenza neve. Ancora una volta trovo doveroso ringraziare e citare come modello questo esercito della solidarietà: per il grande aiuto datoci ma soprattutto per il loro grande cuore”.

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza Coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Milano, oggi in un’intervista ha ribadito che serve un lockdown per un mese su tutto il territorio italiano, altro che riapertura della scuola!

 

Ricciardi non condivide la posizione del Comitato Tecnico Scientifico, che si è espresso positivamente ieri sul ritorno a scuola fino al 75% nelle regioni gialle e arancioni.

 

“In questo momento la circolazione” di Sars-CoV-2 “è talmente alta in tutta Italia che servirebbe un raffreddamento della curva epidemica e questo purtroppo lo si può ottenere solo con una chiusura molto energica, molto forte. Non per mesi, ma per 3-4 settimane”.

 

Oggi intanto sono tornati in classe gli studenti delle superiore in gran parte d’Italia ma non nel Veneto, dove il Presidente Zaia ha bloccato la didattica in presenza fino al 31 gennaio: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura”, ha detto oggi in conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile.

 

Dal canto suo, Ricciardi sostiene che: “Gli scienziati devono mettere a disposizione della politica le evidenze scientifiche come sono, senza commentarle, e le evidenze scientifiche oggi ci dicono che rimettere in moto milioni di persone, siano essi studenti od operatori scolastici, è estremamente pericoloso. Quindi non condivido questa decisione di lasciare in qualche modo alla responsabilità dei politici dei dati scientifici che invece sono per me assolutamente inoppugnabili“, conclude Ricciardi.

 

 

Silvia Moscati

Questa mattina, durante il consueto punto stampa presso la Protezione Civile di Marghera, dopo aver letto i dati del bollettino Covid delle ultime 24 ore che vede in sensibile calo il numero dei positivi, delle ospedalizzazioni, del rapporto tamponi/casi positivi ora al 5%, il Presidente Luca Zaia ha parlato del mancato invio di dosi di vaccino al Veneto, la regione d’Italia più penalizzata da questo strano “stop” fornitura.

 

“È vergognoso quello che sta accadendo. Non si può dare un piano vaccinale, che vuol dire appuntamenti e programmazione, e poi tagliare il 53% delle dosi. Se poi vado a vedere il taglio a livello nazionale, vedo regioni con tagli zero, altre con tagli moderati, e poi regioni, come la nostra, letteralmente azzoppate. Se venisse messa in discussione la fornitura della prossima settimana, anche solo di un vaccino, noi non riusciremo più a vaccinare. Questa settimana possiamo attutire il grave danno, ma la prossima no, la campagna vaccinale sarebbe sospesa, facendo la seconda dose solo a chi ha già ricevuto il vaccino. Anche i richiami sono a rischio. Noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa ma non controparte giuridica: spero che a livello nazionale ci siano ripercussioni legali. Siamo molto arrabbiati, non si può mettere in discussione un servizio vitale per i cittadini. Noi stiamo pensando di tutelarci, non so come ma lo faremo”.

 

E poi, riguardo alla riapertura delle scuole, il Presidente Zaia ha detto: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura. Mi hanno riferito che oggi hanno fatto un ricorso per la riapertura, mentre molte famiglie e molti studenti sono invece preoccupati e ci scrivono di tener chiuse le scuole. Vogliamo capire se riaprendo le scuole il rischio aumenta o se resta uguale, certo non diminuisce!”, ha concluso.

 

 

Silvia Moscati

“Se da un lato mi piacerebbe rassicurare i cittadini, dall’altro bisogna essere consapevoli che non siamo assolutamente tranquilli”. Sono le parole del Presidente del Veneto Luca Zaia dopo aver letto il bollettino che consolida il calo, negli ultimi 13 giorni consecutivi, dei ricoveri sia in area non critica che nelle terapie intensive.

 

E al termine del suo intervento il Presidente Zaia aggiunge: “Chiudo con un pensiero per le attività produttive: non sono scandalizzato dalle proteste purché siano rispettose delle regole sanitarie. Diamo atto che le iniziative dei ristoratori siano spontanee e non strumentalizzate dalla politica ma diciamo anche che se i ristori ci fossero, e in tempo reale, nessuno si sognerebbe di protestare. Protestare è un diritto democratico ma non deve trasformarsi in fonte di contagio”.

 

Silvia Moscati

 

La notizia del passaggio della Regione Veneto in zona arancione è arrivata ai giornalisti presenti alla conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, quando il Presidente Zaia era già andato via lasciando il posto per le domande, riguardo a vaccinazione e ospedalizzazione pazienti Covid, all’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin e al Direttore Generale Luciano Flor.

 

“Oggi ci saranno le classificazioni delle Regioni da parte del Ministero della Salute – aveva detto Zaia – e ci rimettiamo come sempre alle loro decisioni. – “L’Istituto superiore della Sanità ha un dossier quotidiano e settimanale dei dati che provengono dalle regioni e quindi non ci sono persone più qualificate per stabilire il colore delle zone. Il nostro tasso Rt è appena sotto l’uno quindi non si parla di zona rossa, ma non so se decideranno per la zona gialla o arancione”.

 

Tra l’altro, il Ministero della Salute ha emesso il dato riguardante l’Rt delle regioni e quello del Veneto è 0,97.

“Non dobbiamo abbassare la guardia – ha ripetuto il Presidente Zaia – in Veneto siamo a venti giorni di restrizioni e la situazione non sta calando velocemente, anzi, c’è il rischio imminente di una terza ondata. Siamo due settimane in ritardo rispetto alle curve dei contagi europee”.

 

Silvia Moscati

Il tempo sta disvelando il bluff Zaia–Boccia sull’autonomia. I due da tempo si danno man forte: il primo ha sin qui tenuto buoni i Veneti avallando il disegno di legge quadro del ministro Boccia come un primo passo in avanti verso l’autonomia; il secondo ha contribuito a legittimare Zaia come il leader leghista moderato alternativo a Salvini, sottolineandone in ogni occasione l’ottima collaborazione con il Governo nazionale nella gestione della pandemia. Così, mentre i Veneti rassicurati da Zaia continuano a stare sereni, nonostante siano passati tre anni dal referendum sull’autonomia senza alcun concreto passo avanti, altri soggetti si sono mobilitati venerdì scorso in varie città italiane ottenendo il ritiro da parte del Governo del Disegno di legge del ministro Boccia dai collegati alla legge di Bilancio.

 

Se persino una tale annacquata proposta di decentramento amministrativo non riesce ad arrivare in Parlamento e l’autonomia differenziata continua ad essere mistificata come ‘secessione dei ricchi’ per chiederne la cancellazione dalla Costituzione, avevamo ragione nelle recenti elezioni regionali del Veneto a lanciare l’allarme: l’autonomia è davvero in pericolo! Dopo il bluff sull’autonomia del governo giallo-verde, con lo stralcio del DDL Boccia si è svelato anche il bluff del governo giallo-rosso. Mentre il Presidente Zaia in tre anni non ha mai fatto valere la pre-intesa siglata nel febbraio del 2018 con il Governo Gentiloni, né sfruttato alcun altro strumento democratico o istituzionale per sfidare le forze politiche al Governo nazionale al rispetto della volontà degli elettori veneti e del dettato costituzionale.

 

È ora che i Veneti si rendano conto che l’autonomia non ci verrà concessa graziosamente da Roma, né ottenuta da un solo uomo al comando della Regione. Dovremo invece guadagnarcela sul campo mobilitandoci in modo unitario per l’autogoverno del nostro territorio, guardando all‘esempio delle autonomie alpine più avanzate e integrate in Europa, le uniche che sono riuscite a costringere lo Stato a cedere competenze e risorse attraverso l’azione di movimenti e partiti territoriali come la Südtiroler Volkspartei.

 

Perciò la stessa mobilitazione che oggi ci vede tutti impegnati nella lotta alla pandemia dovrà vederci altrettanto uniti nell’esigere il rispetto dei principi democratici costituzionali e il riconoscimento di un’autonomia più avanzata e responsabile alla nostra regione. Era questo lo spirito con cui, buttando il cuore oltre l’ostacolo, alle ultime elezioni regionali abbiamo avviato un nuovo progetto politico territoriale, unica opzione per difendere la vocazione autonomista della nostra regione sancita dal referendum popolare del 22 ottobre 2017. Un progetto che noi continuiamo a portare avanti con l’obiettivo di un Veneto autonomo in una Repubblica delle Autonomie e in un’Europa federale.

 

Simonetta Rubinato
presidente Veneto per le autonomie

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