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Entro il 30 gennaio obbligatorio ripresentare l’Isee per mantenere il diritto

 

Per mantenere nel 2020 il diritto a Reddito e Pensione di cittadinanza, è necessario presentare il modello Isee con la propria posizione aggiornata entro il 30 gennaio. Questo interessa in generale 31.382 nuclei famigliari veneti, di cui 6.669 beneficiari di Pensione di cittadinanza. La legge, infatti, vincola il mantenimento di questo sussidio alla presentazione annuale dell’Isee ma, siccome dall’Inps non arriva alcuna comunicazione diretta ai beneficiari, questa scadenza rischia di venire dimenticata. Soprattutto se per la domanda iniziale non ci si era rivolti a un Caf, questi sì impegnati in questi giorni a chiamare i loro assistiti.

 

«Come sindacato, la Pensione di cittadinanza non ci ha mai entusiasmato. Vi sono troppi paletti per percepirla, la conseguenza è che solo il 2,7% dei pensionati incapienti veneti ne ha diritto. Ricordiamo, infatti, che quelli sotto i 7.500 euro di reddito da pensione sono in regione quasi 270mila. Tuttavia sarebbe drammatico se la perdessero anche quei pochi che ne beneficiano», commenta Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Veneto. Anche perché, in caso di decadenza, i tempi tecnici per ripristinarla sono tali per cui si crea un vuoto di almeno un mese. «Quello che serve ai pensionati è una riforma fiscale vera, strutturale e nel segno nell’equità. I provvedimenti di questi giorni sul cuneo fiscale riguardano lavoratori dipendenti e le loro famiglie, escludendo i pensionati», considera ancora Giantin.

 

In Veneto sono 6.669 i nuclei famigliari interessati dalla Pensione di cittadinanza, per un totale di 7.275 pensionati: la provincia dove ci sono più beneficiari è Venezia (1.644 nuclei famigliari, corrispondenti a 1.793 persone), che è anche quella dove gli assegni sono più bassi con un importo medio mensile per nucleo di 181,03 euro. Belluno è la provincia con meno beneficiari (189 nuclei famigliari corrispondenti a 218 persone) con un importo medio di 189,73 euro, mentre quella con il sussidio medio più alto è Vicenza (196,48 euro). In media, in Veneto la Pensione di cittadinanza è di 188,94 euro al mese.

“Per quantità e qualità di luoghi e mete di grande interesse storico, culturale, artistico e paesaggistico, la nostra è naturalmente una terra di cammini, capaci di attrarre un crescente numero di appassionati di una nuova forma di turismo che si sta affermando tra quelle di maggior successo negli ultimi anni. Questa nuova legge, quindi, ha il pregio di disciplinare un comparto in espansione, sia ai fini del riconoscimento dei cammini, sia della loro gestione, valorizzazione e promozione, consentendo al Veneto di consolidare il primato di prima Regione turistica d’Italia, non solo per arrivi e presenze, ma anche per organizzazione della propria variegata offerta”.        

 

Lo afferma l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, salutando con soddisfazione l’odierna approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Regionale del Veneto del progetto di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini veneti”.

 

“La creazione di un Registro della Rete dei Cammini Veneti – prosegue Caner – è coerente con gli obiettivi del Piano Strategico del Turismo, che prevede l’individuazione di nuove destinazioni e nuovi prodotti basati su un’esperienza autentica di fruizione del territorio. Anche le località meno conosciute, i centri più piccoli, parte dei territori montani, naturali e rurali, compresi quelli delle aree interne, entrando in questi circuiti potranno proporre i loro valori escursionistici. Questi itinerari vengono annoverati tra i ‘prodotti emergenti’ del turismo, ma per l’alto  livello di gradimento e di interesse raggiunto in brevissimo tempo, sono certamente una delle componenti del cosiddetto turismo slow sulle quali è necessario investire”.        

 

“Avvicinarsi a questi percorsi – ha concluso Caner – significa conoscere un Veneto non meno interessante e suggestivo di quello delle destinazioni più mature: è un’occasione di arricchimento culturale per turisti e visitatori e nel contempo un’opportunità da non sottovalutare dal punto di vista economico e occupazionale per le diverse attività che possono nascere e svilupparsi nell’ambito dell’ospitalità, dall’alloggio alla ristorazione”. 

“La previsione fatta dal presidente della regione Veneto Luca Zaia di finanziamenti milionari a favore di collegamenti sciistici tra i diversi comprensori delle Dolomiti per realizzare un ‘grande carosello’, ovvero una specie di ragnatela di piste da sci impianti di risalita e impianti idrici di innevamento artificiale tutto attorno ai più bei gruppi dolomitici, può essere definita solamente una follia. Si tratta di un iper-sfruttamento delle risorse ambientali e paesaggistiche della caratteristica fascia 1600 – 2000 m che ne determinerà la banalizzazione e l’impoverimento.”
Scrivono in una nota gli esponenti di Europa Verde Veneto, che proseguono: “È una follia per l’enormità di soldi pubblici impiegati in un’opera di distruzione del paesaggio, di deturpazione dell’ambiente e di oltraggio a memorie storiche in un momento che richiederebbe invece una profonda riflessione per i cambiamenti climatici  in atto che stanno determinando un aumento delle temperature invernali, incertezza e riduzione della neve naturale, necessità di sempre più costosi ed impattanti sistemi di innevamento artificiale. I nuovi investimenti pubblici nel settore vanno valutati alla luce di un preciso e documentato ‘Rapporto sul clima della montagna veneta’ quale allegato fondamentale del ‘Piano neve’ e siano subordinati anche a precise garanzie costi/benefici oltre che di rispetto dei vincoli ambientali.”

“Vogliamo che il nuovo ‘Piano neve’ – proseguono gli ecologisti – si apra sempre di più e dia impulso a nuove forme più sostenibili di turismo invernale evitando di banalizzare la montagna invernale, in particolare dolomitica, con ulteriori collegamenti sciistici intervallivi.
Il presidente Zaia sta già tradendo la solenne promessa, fatta in particolare ai giovani, dei giochi invernali più sostenibili di sempre e fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future. Dov’è la sostenibilità e dov’è il cambiamento per le generazioni future? Il cambiamento non sta di certo nel favorire speculazioni nel settore del turismo invernale con il pretesto di frenare lo spopolamento della montagna.

“Il futuro della nostra montagna sta nel rispetto di un giusto equilibrio tra impianti e piste per lo sci e tutela di ambiente e paesaggio, sta nella sua sicurezza idrogeologica e viabilistica, sta nel sostegno e nello sviluppo delle sue potenzialità agricole e forestali, sta nelle opportunità da cogliere subito in tema di servizi innovativi alla popolazione, di mobilità elettrica e collettiva, di edilizia in legno, di comunità energetiche. Sì Dolomiti patrimonio Unesco, no Dolomiti montagne russe!”

Facciamo squadra per rispondere alle tante tragedie della strada con una grande campagna di sensibilizzazione nazionale.

È questo il senso di una lettera che il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato oggi al Premier Giuseppe Conte e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

 

Nella missiva, il Governatore ricorda che, nel solo Veneto, nel 2018 (e i dati in elaborazione per il 2019 non consentono ottimismo), ci sono state 311 vittime per incidenti stradali, con 19.313 feriti, e fa riferimento alla campagna “Occhio alla Vita” lanciata il 30 dicembre scorso da Spresiano in collaborazione con l’Associazione delle Imprese di Intrattenimento (il Silb), che utilizza immagini forti, come carcasse di auto incidentate piazzate all’esterno delle discoteche a far da monito ai giovani frequentatori.

 

Zaia chiede a Conte sostegno alle iniziative del Silb, ma va oltre: “Ritengo – scrive al Premier e alla De Micheli – necessaria e urgente la definizione, il finanziamento e la realizzazione di una capillare campagna nazionale, che coinvolga ogni settore del mondo dell’informazione: giornali, televisioni e radio pubbliche e private, il web in ogni sua articolazione. A questo scopo proporrò in sede di Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome italiane un diretto coinvolgimento di Regioni e Province, in ipotesi partendo dalla partecipazione a un tavolo tecnico comune con il Governo nazionale ove definire e concordare i contenuti, i mezzi i costi e le modalità di attivazione di quella che si configurerebbe come una vera e propria campagna nazionale salvavita”.

“Aumentano arrivi e presenze su base regionale, crescono sia i clienti italiani che quelli stranieri, le province e i comprensori turistici raccolgono quasi esclusivamente segni più: i numeri relativi ai primi nove mesi di quest’anno, confrontati con lo stesso periodo del 2018, lasciano presagire che anche il 2019 sarà un anno di record per il turismo veneto”. 

Così l’assessore regionale Federico Caner sintetizza i dati turistici ufficiali del Veneto da gennaio a settembre 2019, raccolti ed elaborati dall’Ufficio di Statistica della Regione.

 

“L’incremento di arrivi e presenze è praticamente lo stesso: +2,6 i primi e +2,5 le seconde. Ci sono situazioni positive e altre meno. Per esempio, le abbondanti nevicate di novembre hanno favorito un’apertura anticipata degli impianti di risalita in montagna, dando così il via molto presto a una stagione sciistica iniziata sotto i migliori auspici. Per contro, Venezia sta soffrendo le conseguenze dell’acqua alta del mese scorso, ma ancor più quelle della diffusione di notizie falsamente allarmanti di una città che continuerebbe ad essere sommersa e inabitabile, quando invece questo è uno dei periodi migliori per visitarla. In ogni caso, i 16 milioni 873 mila arrivi e gli oltre 62 milioni 735 mila presenze rilevate sino a settembre, sono un ‘bottino’ che lascia supporre un superamento dei 20 milioni di arrivi e dei 70 milioni di presenze del 2018”.      

 

Caner considera particolarmente positivo il fatto che l’offerta veneta sia vincente nel mercato interno come in quelli esteri. “Nell’intero 2018 avevamo registrato una leggera flessione dei pernottamenti di stranieri, -0,4%, rispetto all’anno precedente – sottolinea –, mentre nei primi nove mesi del 2019 i turisti stranieri hanno segnato un +3% negli arrivi e +2,2% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2018. Gli italiani, invece, crescono maggiormente nelle presenze, +3%, che negli arrivi, +1,8%”.

 

Per quanto riguarda le province, quelle che ottengono le migliori performance in fatto di arrivi sono Verona (+ 3,4%) e Venezia (+ 3,1%), mentre per le presenze sono ai primi posti Vicenza (+ 4,2%), Venezia e Treviso (entrambe + 3,6%). 

 

Tra i comprensori turistici, nei primi nove mesi dell’anno sono ovviamente le città d’arte ad attirare il maggior numero di turisti con oltre 8,8 milioni di arrivi, pari a +3,9% rispetto allo stesso periodo del 2018 (notevole anche l’aumento delle presenze, +5,6%). Come sempre la parte del leone per quanto riguarda le notti trascorse dai turisti nelle strutture ricettive la fa il mare, che somma poco meno di 25 milioni di presenze, segnando un +1,9% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. Incoraggianti sono anche i dati del lago di Garda, che registra un aumento degli arrivi (+ 2,1%), così come la montagna (arrivi +1,1%) e le terme (arrivi +1%).

L’influenza stagionale ha finora colpito 51.200 persone in Veneto, pari a un’incidenza di 1,93 casi per mille residenti, significativamente inferiore alla media nazionale di 3,43 casi per mille.

 

Lo indica il primo rapporto epidemiologico del 2019, redatto dalla Direzione Prevenzione della Regione e diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

 

Il monitoraggio, partito a ottobre, nell’ultima settimana elaborata (9-15 dicembre) indica 9.400 nuovi casi, che portano il totale a oltre 51.000.

 

Come nelle precedenti stagioni, anche in questa l’età maggiormente colpita è quella dei bambini da zero a quattro anni, con un’incidenza di 2,47 casi per mille. Qui, la differenza con la media nazionale è vistosa, perché in Italia si è già raggiunto l’8,98 per mille. 

 

Anche quest’anno, il Sistema di sorveglianza del Veneto monitora anche le forme gravi e le complicazioni della malattia ma, ad oggi, non sono ancora pervenute segnalazioni di questo tipo.

 

“I nostri esperti – fa notare l’Assessore Lanzarin – prevedono che il picco arriverà non prima di metà gennaio. Per questo motivo invito chi non l’ha ancora fatto, a cominciare dalle categorie a rischio, a vaccinarsi. Non è tardi, c’è ancora parecchio tempo per aderire alla campagna vaccinale, e tutte le strutture sanitarie e i medici di medicina generale del Veneto sono a disposizione. 

Una perturbazione in arrivo sul Veneto potrebbe portare nevicate anche a bassa quota, pur se di lieve entità, tra le giornate di domani, giovedì 12, e di venerdì 13 dicembre.
Alla luce di questa situazione meteorologica, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione del Veneto ha diramato lo Stato di Attenzione per nevicate a bassa quota, da domani alla serata di dopodomani, per la pianura, le zone
collinari, la Val Belluna, il Feltrino e l’Alpago.
Le previsioni indicano per domani, giovedì 12, tra la mattina e il primo pomeriggio, probabili deboli precipitazioni nevose fino a fondovalle; in pianura sarà più probabile pioggia verso la costa e neve o pioggia mista a neve verso le zone più interne. Gli eventuali accumuli saranno al più di pochi centimetri.
Tra la mattinata e il pomeriggio di venerdì 13 dicembre sarà probabile neve fino a bassa quota, con un rischio minore di neve in pianura.

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“L’iniziativa regionale che da molti anni porta con successo spettacoli ed eventi gioiosi nel nostro territorio, compresi i Comuni più piccoli, quest’anno entra anche in numerosi ospedali del Veneto, per regalare, attraverso la musica, momenti di serenità e di conforto a chi ne ha più bisogno. Insieme alla collega alla sanità, Manuela Lanzarin, abbiamo accolto con grande favore la proposta di Arteven di estendere alle strutture sanitarie il collaudato progetto di Natale con un sorriso, considerandolo un modo originale e rispettoso per esprimere vicinanza alle persone ricoverate e ai loro familiari, per dire grazie al personale medico e a quanti operano in queste strutture”.    

Così l’assessore alla cultura della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, ha presentato stamane a Venezia, l’edizione 2019 delle due rassegne di spettacoli dal vivo organizzate da Arteven, denominate Natale con un sorriso e Viaggio nella musica, la medicina dello spirito, che si terranno fino al prossimo 6 gennaio in 42 Comuni e in 21 strutture sanitarie del Veneto.

 

Gli spettacoli proposti spaziano dal teatro di prosa a tema natalizio all’operetta, dalle marionette alla danza e alla musica di vario genere, con concerti d’orchestra e di cori. 

 

“Lo spettacolo dal vivo è un momento di aggregazione culturale e sociale di grande valore – ha aggiunto l’assessore –, uno strumento prezioso di coesione e solidarietà, rafforzato in questo caso dallo spirito natalizio, che vogliamo diffondere negli spazi messi a disposizione da piccoli e grandi Comuni e dalle Aziende sanitarie del Veneto”. 

 

In una nota, l’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, sottolinea come “il primo compito del sistema sanitario è curare, nel migliore dei modi possibili, chi soffre. Ma tutti – aggiunge Lanzarin – sperimentiamo che la salute non è solo un dato meramente fisico, bensì coinvolge tutto il nostro essere. Porte aperte, quindi, nei nostri ospedali a quelle realtà associative e a quei volontari che offrono cuore, empatia e arte per regalare un sorriso a chi sta vivendo una fase difficile della propria vita e a chi lotta ogni giorno per vincere dolore e malattia”.

 

Corazzari ha ringraziato Massimo Zuin e Pierluca Donin, presidente e direttore di Arteven, che celebra quest’anno i 40 anni di attività, definendo l’associazione “l’insostituibile braccio operativo della Regione” nella promozione e organizzazione capillare in tutto il territorio delle diverse discipline dello spettacolo, dal teatro alla danza, dal circo alla musica. 

 

“La collaborazione con la Regione Veneto continua da molti anni a conferma dell’ottima sintonia che si è instaurata nel tempo – ha dichiarato Zuin –, e oggi siamo particolarmente orgogliosi di poterla testimoniare anche attraverso eventi che raccontano il valore sociale del nostro lavoro, portando spettacoli sia nelle corsie d’ospedale che nelle località più piccole del Veneto”.

 

Donin ha invece riportato i numeri che raccontano i quarant’anni di attività dell’associazione: “Abbiamo portato in scena oltre 30 mila spettacoli visti da oltre 7,5 milioni di spettatori. La rete di teatri di Arteven è la più grande d’Europa e il nostro circuito multidisciplinare è un organismo vivente del territorio, che si occupa anche della promozione e della creazione di nuovi spettatori e pubblici”.

 

Il coordinatore artistico, Giorgio Pavan, infine, ha parlato di “binomio virtuoso di cultura e sanità che solo la Regione del Veneto è in grado di offrire”. 

Si è tenuto ieri l’incontro tecnico nella sede della Regione Veneto sulla situazione aziendale Auchan-Conad, convocato dall’assessore al Lavoro Elena Donazzan su richiesta delle organizzazioni sindacali di categoria. I rappresentanti sindacali hanno espresso all’Unità regionale di crisi tutta la loro preoccupazione in merito al processo di acquisizione da parte di Conad dei punti vendita ex marchio Auchan. Le organizzazioni sindacali hanno informato la Regione sull’assenza di informazioni e sulle disorganizzazioni del processo di assorbimento dei punti vendita, evidenziando le conseguenti inevitabili ripercussioni sugli impatti occupazionali. I lavoratori veneti interessati a tale processo di acquisizione assommano complessivamente a circa 1500 unità.

 

A fronte di tale situazione la Regione Veneto ha informato di aver già avviato un confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di poter partecipare, in qualità di istituzione territoriale, al tavolo ministeriale dedicato alla vicenda. 

 

Tutte le organizzazioni sindacali di categoria hanno condiviso la necessità di chiedere a Conad, al tavolo ministeriale, una maggiore condivisione di informazioni e l’assunzione di responsabilità nella gestione del delicato processo di acquisizione, al fine della maggior tutela occupazionale possibile.

Il bel tempo di oggi e domani sul Veneto sta aiutando il deflusso dell’onda di piena sui corsi d’acqua. I livelli della rete idrografica principale sono generalmente in calo, anche se permangono situazioni di crescita nei tratti distali dei fiumi Gorzone, Adige e Livenza, in quest’ultimo a causa delle operazioni di rilascio controllato dagli invasi di Ravedis e Ponte Racli. 

 

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto conferma pertanto l’allerta arancione (stato di  pre-allarme): la criticità idraulica arancione nel bacino dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone ) e in quello del basso Brenta-Bacchiglione è valida fino alla mezzanotte di oggi. Successivamente, fino alle ore 14 di domani, è da considerare gialla (stato di attenzione).

 

Lungo il fiume Po è in transito un onda di piena il cui culmine dovrebbe interessare il territorio regionale a partire dalla serata di domani. La criticità idraulica arancione nel bacino del Po e del basso Adige è riferita alla propagazione della piena del fiume e interessa tutti i comuni rivieraschi. Si segnala che presumibilmente dalla serata di domani 26 novembre il grado di criticità diventerà rossa (stato di allarme). Nei rimanenti comuni la criticità idraulica è da considerare verde.

 

È ancora allerta gialla sulla rete principale del bacino del Lemene, Livenza e Tagliamento.

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