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Gli exit poll danno Luca Zaia, il Governatore uscente di centrodestra, nettamente in testa

 

Si sono chiuse regolarmente alle ore 15.00 di oggi le urne per le elezioni regionali del Veneto 2020, registrando un’affluenza del 61% circa del popolo veneto. Il Governatore uscente si conferma per altri cinque anni alla presidenza della Regione Veneto con un record del 75,71% dei voti, contro il 16,63% del principale candidato avversario di centrosinistra, Arturo Lorenzoni (i risultati ufficiali possono essere seguiti in diretta live sul sito del Governo).

Zaia risultava in testa ai sondaggi già alcune settimane fa.

 

Il Governatore, nella sua diretta Instagram in cui ha ringraziato tutti i suoi sostenitori, ha fatto sapere che l’autonomia del Veneto resta l’obiettivo principale da raggiungere nel prossimo cinquennio. Tra gli altri progetti a cui si dedicherà insieme alla sua squadra ci sono la Superstrada Pedemontana Veneta, la partita delle Olimpiadi, il risanamento delle acque e l’apporto di AI nella sanità.

 

Non appena il Governatore sarà ufficialmente proclamato Presidente della Regione Veneto, sarà nominata anche la nuova Giunta.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto, alla luce delle previsioni meteo, ha emesso un avviso di criticità idrogeologica ed idraulica, decretando lo stato di attenzione nella zona dell’alto bellunese a partire dalle ore 12 di domani, domenica 20 settembre, fino alle ore 14 di lunedì 21 settembre.
Le previsioni meteo indicano, infatti, che da domani inizia sul Veneto una fase di instabilità che vedrà il suo culmine, prevedibilmente, nelle giornate di lunedì e martedì. Ciononostante, già nella giornata di domani, nel settore dolomitico, non si esclude la possibilità del verificarsi di fenomeni intensi.

 

Il possibile verificarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, potrebbe creare disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica minore. Si segnala la possibilità d’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide nella zona di allertamento del bacino idrografico dell’Alto Piave
bellunese (Vene-A).

Visti i fenomeni meteorologici previsti, la criticità idrogeologica attesa è riferita allo scenario per temporali forti.

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Il leone alato più grande del mondo, creato dall’artista di Roana Marco Martalar, è giunto alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia.

 

Il leone è stato realizzato con 1.500 pezzi di alberi abbattuti dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018. Il suo peso è di 350 kg. È alto 3 metri e lungo 4,5 metri.

 

Vuole rappresentare la fierezza del popolo veneto che ha sempre superato avversità, guerre e catastrofi di ogni genere.

 

Fonte: OrgoglioVeneto
Photo Credits: FB @VeneziaNONDisneyland

 

Tra sabato 22 e lunedì 24 agosto l’estensione verso il Mediterraneo di una vasta circolazione ciclonica presente sull’Europa settentrionale sostituirà il promontorio anticiclonico di origine africana che sta interessando la nostra regione, determinando alcune fasi di instabilità con rovesci e temporali. Un prima fase di instabilità interesserà nel pomeriggio/sera di sabato le zone montane, specie quelle centro-orientali e in particolare le Dolomiti; non si escludono locali fenomeni intensi sulle Dolomiti, in possibile estensione alle zone prealpine e pedemontane orientali (Belluno e Treviso).

 

Domenica 23 agosto, a partire dalle ore centrali, aumenterà la probabilità di rovesci e temporali, dapprima sulle zone montane e pedemontane e poi anche sulla pianura; non si escludono fenomeni localmente intensi con forti rovesci, forti raffiche di vento, locali grandinate.

 

Visti i fenomeni meteorologici previsti il Centro funzionale decentrato dellaProtezione Civile del Veneto segnala la possibilità di disagi – nel caso di temporali intensi – al sistema di drenaggio urbano e lungo la rete idrografica minore in tutto il territorio veneto. Segnala, inoltre, la possibilità d’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e di innesco di colate rapide specie nelle zone dell’Alto Piave, del Piave Pedemontano, dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone e dell’Adige-Garda e Monti Lessini.

Per i territori pedemontani e di pianura lo stato di attenzione decorre a partire dal mezzogiorno di domenica 23.

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Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

Scoprire il Veneto in bicicletta è unesperienza allinsegna della leggerezza e del benessere

 

Sono poche le regioni italiane che possono vantare una concentrazione di ambienti turistici come il Veneto: vette alpine, spiagge sull’Adriatico, laguna veneziana, colline del Prosecco, luoghi della Grande Guerra… da questo punto di vista il Veneto è una terra ricca di scenari mozzafiato.

 

Tra le numerose opportunità turistiche che offre, non mancano certamente gli itinerari ciclo-turistici, che regalano occasioni uniche per ammirare paesaggi emozionanti e scorci magici.

 

Portata a compimento di recente è la Greenway del Sile, la pista ciclabile che collega il cuore di Treviso al lungomare di Jesolo, e che ho percorso in compagnia di due amici un sabato di agosto.

 

Partiti da casa con le nostre biciclette caricate in macchina*, lasciamo gratuitamente le auto al parcheggio dello stadio trevigiano “Omobono Tenni”. Dopo aver imboccato via Ugo Foscolo, sbuchiamo in viale Nino Bixio e lo percorriamo in direzione contraria al traffico fino all’incrocio con via Alzaia, punto di partenza della nostra pedalata con destinazione Jesolo, il cui tratto iniziale coincide con la famosa Restera del Sile.

 

Seguendo il corso del fiume, che si snoda alla nostra destra, abbiamo così dato il via al nostro primo di 52 chilometri, in uno dei percorsi più affascinanti di tutto il Veneto.

 

L’incanto della Restera ci ha subito catturato lo sguardo con le sue lagerstroemie in fiore, i cigni a pelo d’acqua, i canoisti che risalgono il Sile, le anatre, i pesci, le farfalle e le ninfee.

 

La Greenway unisce infatti il piacere di andare in bicicletta a quello di ammirare le bellezze della natura che ci circonda.

 

All’altezza della centrale elettrica siamo costretti ad attraversare il ponte e proseguire la ciclabile sulla sponda destra. Quello che segue, a mio avviso, è il tratto più suggestivo dell’intero percorso. Lasciata la centrale alle spalle, ci lasciamo infatti accogliere da un lungo sentiero che ci conduce a una passerella in legno che sovrasta il fiume. Attenzione che qui, in diversi punti, c’è l’obbligo di condurre la propria bici a mano.

 

 

 

Proseguendo sulla passerella, si arriva al Cimitero dei Burci, un sito archeologico di alto valore storico, dove giacciono mezzo affondati i relitti delle imbarcazioni un tempo impiegate per il trasporto commerciale di mercanzie.

 

Ci fermiamo a fare foto e scopriamo una lunga fila di tartarughe distese al sole, in compagnia di germani reali, folaghe e farfalle, per poi proseguire la nostra pedalata e raggiungere il pittoresco porticciolo di Casier, col suo alto campanile che svetta su un’ampia ansa del Sile.

 

Seguendo le indicazioni dei cartelli della E4 a sfondo marrone, non c’è modo di sbagliare strada, e così attraversiamo anche Casale sul Sile, Quarto D’Altino e Portegrandi.

 

 

Probabilmente c’è chi si aspetterebbe di percorrere questa cinquantina di chilometri su una strada bianca, sotto al sole, che semplicemente costeggia il Sile. In realtà il percorso presenta tratti di strada asfaltata alternati a tratti di strada bianca (ben mantenuta), per la gran parte all’ombra dei grandi alberi e di altra vegetazione, con moltissimi arbusti di more con cui addolcire la fatica!

 

Per un breve ristoro, il percorso è disseminato anche di angoli per pic-nic, con cestini e panchine all’ombra di maestosi salici piangenti, dove sedersi a consumare il pranzo al sacco. In alternativa, c’è la possibilità di fermarsi in uno dei suggestivi agriturismi lungo le rive del Sile che si incontrano per strada.

 

Questo tratto di tragitto ci fa immergere completamente nella pianura: qui i campi coltivati lasciano pian piano posto ai centri urbani e finalmente, dopo aver attraversato un fitto corridoio di bosco, il percorso pianeggiante offre una bellissima vista sulla laguna veneziana.

 

Qui incontriamo gruppi di fenicotteri, serenamente immersi nelle acque dell’Adriatico su una sola zampa. Scattiamo qualche altra foto e ripartiamo in sella alle nostre biciclette.

 

 

 

 

 

A Jesolo non manca molto, e a Caposile ancora meno, così decidiamo di concederci una sosta. Dopo una birra fresca e un po’ di chiacchiere, ripartiamo alla volta di Jesolo Paese, dove la nostra pista si interrompe e proseguiamo lungo la ciclabile urbana fino a raggiungere Jesolo Lido, poi Piazza Drago, e infine la spiaggia per un tuffo in mare.

Qui decidiamo di mettere fine alla nostra pedalata, che conta la bellezza di 59,5 km documentati, durante i quali abbiamo collezionato ricordi ed emozioni indescrivibili.

Chi lo desidera può continuare sulla pista ciclabile urbana o imboccare stradine secondarie poco frequentate, fino a raggiungere Cavallino e Punta Sabbioni, attraversando lo splendido borgo rurale di Lio Piccolo.

 

 

 

 

Il rientro a Treviso: transfer di ritorno con Trenitalia, MOM o ATVO

Una volta arrivato il momento di fare rientro a “casa”, torniamo in sella alla nostra bici e qui valutiamo le diverse opzioni che l’offerta turistica del Veneto ci propone:

• JESOLO-TREVISO con JesoloBus di MOM
Il servizio di carico bici, disponibile solo previa prenotazione telefonica o nel sito di MOM, è operato dalla linea 108 che collega direttamente Jesolo a Treviso.

• JESOLO-TREVISO via MESTRE con treno+bus Jesolo Link
Frutto dell’accordo con Trenitalia, il nuovo servizio treno+bus di ATVO in vigore dall’11 luglio al 30 agosto 2020, garantisce 65 collegamenti quotidiani fra la stazione ferroviaria di Mestree le spiagge del Lido di Jesolo, viaggiando con un solo biglietto.


• JESOLO-TREVISO via SAN DONÀ DI PIAVE con Trenitalia o ATVO
Una volta percorsi altri 20 km da Jesolo Lido in direzione San Donà di Piave, si fanno strada due alternative: è possibile infatti recarsi alla stazione degli autobus o dei treni.
– Scegliendo ATVO, si carica nel vano autobus la propria bicicletta, e il collegamento diretto con Treviso (Linea 11 via Monastier o Linea 27A via Roncade) ci permette di scendere alla stazione dei bus;
– Scegliendo Trenitalia, si carica in treno la propria bicicletta e ci si sposta a Mestre, dove bisogna attendere la coincidenza per raggiungere Treviso.


• JESOLO-TREVISO by bike
Naturalmente se le energie rimaste lo consentono, è possibile fare rientro a Treviso ripercorrendo a ritroso la Greenway del Sile.

 

  

 

Photo Credits: @Andrea Peruzzetto

 


* Chi non volesse o non avesse la possibilità di portarsi la propria bicicletta da casa, può facilmente noleggiarne una presso i numerosi punti noleggio situati a Treviso.

«Le scuole sono una priorità assoluta su cui il Comune deve investire di più, a maggior ragione con il Covid». Sara Visman, candidata sindaca di Venezia per il Movimento 5 Stelle, interviene sulla ripresa delle attività didattiche e la riapertura delle scuole. «Non ci si può limitare a interventi straordinari come quelli di questi giorni, ma serve una visione a lungo termine. La “corsa contro il tempo” a cui stiamo assistendo, infatti, dimostra che molte questioni che oggi sono da risolvere erano un problema ben prima dell’emergenza».

Secondo Visman le scuole del territorio soffrono da tempo di diverse mancanze: «In primis la carenza di spazi e la scarsa manutenzione – afferma – Oltre a essere un problema di sicurezza con il Covid, ciò comporta una minore attrattività degli istituti: diversi ragazzi scelgono di spostarsi a studiare altrove. La questione va risolta con maggiori investimenti, che non si limitino alla fase di emergenza ma proseguano anche dopo il 14 settembre». Le criticità sono soprattutto negli istituti insulari: «Agli ex gasometri, per esempio, la realizzazione della nuova palestra sottrarrà preziosi spazi comuni».

«Inoltre – prosegue Visman – urge risolvere la questione delle cosiddette “classi pollaio”. In questo senso il Comune dovrebbe chiedere alla Regione di rivalutare il numero minimo di alunni necessario per attivare una classe. Con il Covid bisognerebbe dare la possibilità alle scuole con pochi iscritti di creare classi più piccole, per evitare di trovarsi con aule sovraffollate». Sarà inoltre indispensabile un adeguamento dell’organico nelle scuole: «Auspico che il personale docente e Ata venga integrato quanto prima», dice la candidata sindaca.

Riguardo il ritorno alla didattica in presenza, Visman nutre fiducia nell’operato del governo. «Confido nella buona riuscita del rientro a scuola – dice – che agevolerà non poco la quotidianità delle famiglie. La didattica a distanza, comunque, è stata un’esperienza utile che potrà essere integrata con l’insegnamento tradizionale, compatibilmente con le attività scolastiche».

“È sicuramente una bella idea, da collocare nel mondo del favole. Peccato che arrivi da un candidato Governatore e non da un libro di Andersen: e questo è, sotto ogni punto di vista, assai preoccupante. Certi senatori della Repubblica, prima di fare certe proposte, dovrebbero rendere noto anche come intendono pagarle, perché il bilancio della Regione del Veneto – grazie ai taglia nazionali indiscriminati e orizzontali e senza autonomia – è già abbastanza tirato per garantire i servizi minimi essenziali, peraltro, unica regione italiana con zero tasse come l’addizionale locale Irpef, che ogni anno lascia nelle tasche dei territori più di un miliardo di euro”.
È il commento dell’assessore ai Trasporti Pubblici della Regione del Veneto alle affermazioni di una senatrice sulla possibilità di rendere i treni gratuiti per i turisti che scelgono il Veneto.

 

“Secondo la proposta della senatrice – spiega l’Assessore –, chi sceglie di trascorrere le vacanze in Veneto viaggerebbe gratis in treno e questo ‘bonus’ verrebbe compensato o da un taglio dei servizi, e sarebbe interessante capire quali, oppure con un aumento delle tasse per i Veneti perché, altrimenti, offrire tale benefit sarebbe totalmente insostenibile economicamente”.

 

“Appare come una proposta idilliaca, ma assolutamente lontana dalla realtà perché impraticabile – continua l’Assessore regionale. – Per fare certe proposte bisogna anche conoscere e prevedere le ripercussioni di una tale offerta sul bilancio regionale.
Ricordo solo che nel 2020 le aziende di trasporto stanno attraversando una grave crisi e secondo le previsioni perderanno circa la metà dei ricavi, parliamo di un buco di 150-160 milioni di euro. In più a settembre riapriranno le scuole e si renderà necessario un potenziamento del servizio di trasporto, ma ancora non è chiaro chi dovrà sostenerne il costo, perché il Governo, attualmente, non dà garanzie in merito”.

“In autunno avremo quantomeno un’emergenza dettata dalla psicosi, per cui in ogni caso noi saremo in emergenza perché se uno avrà l’influenza penserà di avere il Coronavirus e noi dovremo essere comunque pronti anche alla peggiore delle ipotesi” – ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia oggi nel corso della conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia), per fare il punto della situazione dove, ha ribadito, “non tratto di argomenti politici, pertanto non fatemi domande in tal senso”.

 

“Avremo certamente una fase di convivenza con il virus o quantomeno della paura di questo. Io sono più positivo – ha dichiarato il governatore – noi al lockdown non ci vogliamo tornare, questo è poco ma sicuro. Oggi presentiamo il piano di Sanità Pubblica per rispondere ad una eventuale situazione critica”.

 

Prevenzione, capacità diagnostica (rete dei laboratori), assistenza territoriale, 118 e pronto soccorso, assistenza ospedaliera, i servizi informativi regionali: questi sono i pilastri del nuovo piano.

 

 

Ci sarà il rafforzamento dei 13 Covid Hospital, investimenti per 81milioni e 900mila euro, le terapie intensive passeranno da 494 (quelle di base, e 44 sono private convenzionate) a 840. Le semi intensive da 85 a 663, le infettive da 165 a 1085.

 

“Abbiamo acquistato attrezzatura per i laboratori di microbiologia. L’investimento è al fine di poter fare tamponi a regime – ha sottolineato Zaia -. Titolati sono 32mila tamponi al giorno che possiamo fare. Con la tecnica del pooling abbiamo aumentato moltissimo la quantità, perché abbiamo la preoccupazione di trovarci senza reagenti, come è accaduto in piena pandemia. Ci sono ora i test rapidi che funzionano. Nelle campagne di screening il test rapido avrà una forte importanza”, ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

Nella giornata di domani, mercoledì 29 luglio, si prospetta disagio intenso in pianura e sulla costa.
La Protezione civile del Comune di Venezia, sulla base dei dati rilevati dal Centro meteorologico di Teolo dell’Arpav, informa che le temperature massime, aumentate nei giorni precedenti, rimarranno pressoché stazionarie.

 

 

Quest’ultime, associate a un incremento del tasso di umidità, determineranno un disagio fisico intenso soprattutto su costa, pianura e zone pedemontane. La qualità dell’aria sarà buona/discreta, localmente scadente nelle zone più interne della pianura.

 

Per giovedì 30 e venerdì 31 luglio si prevedono poche variazioni nelle temperature massime, con condizioni di disagio fisico che tenderanno a intensificarsi su gran parte della regione.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Protezione civile del Comune di Venezia.

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