Home / Posts Tagged "Veneto"

Il presidente del Veneto ha firmato questa mattina la dichiarazione relativa allo stato di crisi per gli eventi meteorologici che fra l’altro ieri, ieri e stamattina hanno interessato le zone del Feltrino, Valbelluna, Coneglianese e Alto Trevigiano, dove si sono abbattuti forti temporali e bombe d’acqua, con chicchi di grandine grossi come palline da ping-pong.

 

Il decreto rimane aperto, in attesa che tutti i comuni interessati possano effettuare e concludere il censimento dei danni alle proprie strutture pubbliche e private.

 

Ricordiamo inoltre che l’Arpav prevede ancora condizioni di instabilità – con possibili rovesci e temporali – per la giornata di oggi, mercoledì 13 aprile, e che per monitorare e segnalare in tempo reale l’avvicinarsi di precipitazioni intense è possibile scaricare sul proprio smartphone l’APP Temporali.

“Tra gennaio e marzo 2018 in Veneto si sono guadagnati oltre 53 mila posti di lavoro dipendente: un valore che non solo è più alto di quello dello scorso anno ma che rappresenta, in relazione ai primi tre mesi dell’anno, il miglior risultato occupazionale registrato in regione dal 2009 a oggi”. Commenta così, con soddisfazione, il Presidente della Regione del Veneto, i dati occupazionali resi noti dall’Osservatorio di Veneto Lavoro attraverso il report periodico la “Bussola”.

 

“A crescere è anche l’occupazione stabile a tempo indeterminato – prosegue il Presidente – con oltre 10.500 posti di lavoro in più; tuttavia il 60% dei nuovi posti di lavoro è a tempo determinato. Da notare, poi, che la crescita ha interessato diffusamente tutti i settori produttivi, a partire dall’industria metalmeccanica e dal turismo, tra i comparti più positivi dell’ultimo anno, ma anche l’edilizia, che dopo aver pagato forse il prezzo più alto alla crisi, è tornata a crescere, registrando il saldo trimestrale più elevato degli ultimi dieci anni, con 3.200 posizioni di lavoro in più, e un aumento delle assunzioni del 18% rispetto allo stesso periodo del 2017”.

 

“Con un tasso di disoccupazione del 6,3% (dati Istat 2017), il Veneto si conferma inoltre la seconda regione italiana per livelli di disoccupazione più bassi, dietro solo al Trentino Alto Adige – sottolinea il Presidente –. I disoccupati veneti sono circa 144 mila, 7 mila in meno rispetto al 2016. Tra i disoccupati troviamo almeno 9 mila lavoratori scoraggiati, ovvero quelle persone che dichiarano di non lavorare ma sarebbero disponibili a rientrare nel mercato del lavoro a particolari condizioni”.

 

“Sono incoraggianti segnali di crescita – conclude il Presidente – che devono indurci a favorire ulteriormente l’accesso al lavoro di quanti oggi sono ancora in attesa di occupazione, favorendo la partecipazione alle politiche attive e riallineando le competenze dei lavoratori più deboli con le effettive esigenze del mondo delle imprese, anche in risposta alle mutate caratteristiche del mercato del lavoro regionale”.

“Grandi notizie per la ricerca oncologica veneta arrivano dagli Stati Uniti, una prestigiosa conferma delle capacità e della qualità espressa dalla nostra sanità, con due enormi soddisfazioni, che rispondono al nome di Francesca Battaglin, dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova e di Luisa Carbognin dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Hanno meno di 70 anni in due, 33 e 34 anni, e sono già al vertice mondiale. Grandi donne, grandi venete, alle quali faccio, con orgoglio, i miei complimenti”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto esprime la sua soddisfazione per le notizie che giungono da Chicago, dove sta per aprirsi il meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology, il più importante meeting scientifico mondiale dedicato alla lotta al tumore, nell’ambito del quale 70 giovani oncologi di tutto il mondo (sette italiani, tra i quali le due giovani venete) riceveranno il Merit Award, riconoscimento che va, ogni anno, ai migliori giovani oncologi del mondo.

 

La Battaglin e la Carbognin hanno vinto, rispettivamente, con una ricerca sulle variazioni genetiche nel tumore del colon e con una su un driver per prevedere l’evoluzione di un tumore al seno.
“Voglio dedicare questo successo – aggiunge il Governatore – a tutta la sanità veneta, dove troppo spesso fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, e a tutte le donne venete, simboleggiate da queste due straordinarie ragazze (vista l’età non le si può chiamare diversamente)”.

 

“Ma c’è di più – dice il Presidente – perché riceviamo anche una grande conferma della validità della Rete Oncologica Veneta, di cui fanno parte, assieme a molte altre strutture, lo Iov di Padova e l’Azienda Universitaria scaligera, e della capacità e caparbietà con cui i nostri camici bianchi combattono quotidianamente la guerra al
tumore”.

Ancora temporali interesseranno una parte del Veneto nelle prossime ore. Alla luce delle previsioni meteo emesse dall’Arpav, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha emesso un Avviso di criticità idrogeologica e idraulica, dichiarando lo stato di attenzione in quattro bacini idrografici, a partire dalle 14.00 di oggi, e fino alla mezzanotte di domani.

 

Lo Stato di Attenzione è dichiarato relativamente ai bacini Alto Piave; Piave Pedemontano; Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone; Adige-Garda-Monti Lessini.

Il riconoscimento conferito dal Consorzio RICREA, che in questi giorni è a Mestre in Piazzale Donatori di Sangue con il tour Capitan Acciaio per informare ed educare i cittadini con attività e laboratori. Il Veneto è una regione virtuosa: nel 2017 sono stati raccolti 4,46 kg di imballaggi in acciaio per abitante.

 

Barattoli e scatolette, bombolette spray e tappi corona, latte, fusti, fustini e chiusure: in questi giorni gli imballaggi in acciaio sono protagonisti in Piazzale Donatori di Sangue con il tour Capitan Acciaio, un’iniziativa promossa da RICREA, il Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, per informare i cittadini sulle qualità degli imballaggi in acciaio ed educarli a una corretta raccolta differenziata.

 

“Venezia e Mestre per noi rappresentano un’area importante, con risultati di eccellenza a livello nazionale che testimoniano l’impegno di istituzioni, operatori e cittadini nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio – spiega Federico Fusari, direttore generale di RICREA. Nel 2017 la resa regionale è stata di 4,46 kg di imballaggi per abitante, un ottimo valore che posiziona il Veneto tra le regioni più virtuose d’Italia. Il nostro obiettivo come Consorzio è di migliorare ulteriormente i risultati raggiunti, informando i cittadini sulla ‘convenienza ambientale’ della raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio. L’acciaio è un materiale permanente che si ricicla al 100% all’infinito ed è importante che non vada sprecato finendo in discarica”.

Questa mattina, proprio per l’impegno nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio e i risultati raggiunti, RICREA ha conferito uno speciale riconoscimento alla Città di Venezia.

 

“È un premio – ha sottolineato Massimiliano De Martin, assessore comunale all’Ambiente del Comune di Venezia – che va alla città, e quindi, in primis, ai suoi cittadini, che dimostrano sempre più sensibilità per il recupero del materiale che può essere di nuovo immesso nel ciclo di produzione. Ed è nel contempo un riconoscimento che gratifica anche il lavoro che l’Amministrazione comunale sta compiendo in sinergia con Veritas.”

 

 

Durante la premiazione RICREA ha inoltre premiato GruppoVeritas, multiutility che fornisce servizi ambientali ai cittadini e alle imprese sul territorio veneto.

 

“Il premio che ritiriamo oggi ci fa molto piacere – dice il direttore generale di Veritas spa, Andrea Razzini– perché è una nuova dimostrazione che gli sforzi dei cittadini per differenziare bene i vari materiali portano sempre a risultati concreti. Per due anni consecutivi il territorio comunale di Venezia si è classificato al primo posto per percentuale di differenziata tra le città italiane con oltre 200.000 abitanti. Lo scorso anno, nel Comune di Venezia sono state raccolte 164.116 tonnellate di rifiuti, 89.023 differenziate (54,26%); nel territorio di Terraferma 94.011 tonnellate di rifiuti, 64.909 delle quali differenziate (69,04%). Nel 2017 Venezia ha raggiunto il primato di città metropolitana più riciclona: delle 527.033 tonnellate di rifiuti raccolte da Veritas, 323.414 sono state differenziate (65,2%). Di queste, il 24% (77.997 tonnellate) erano vetro plastica lattine e metalli. Sono numeri importanti, che però devono spronare tutti a fare di più e meglio. Ci sono infatti ancora ampi margini di miglioramento: ci sono ancora troppi rifiuti estranei nella differenziata (20% nel vetro plastica lattine e metalli) e troppi materiali recuperabili e riciclabili nel secco. Maggiore attenzione nella divisione fa bene all’ambiente e al proprio portafoglio, perché contribuisce a contenere i costi di smaltimento e trattamento dei rifiuti.”

 

 

Fino a sabato 2 giugno in Piazzale Donatori di Sangue a Mestre, il supereroe Capitan Acciaio è a disposizione per aiutare i cittadini a scoprire i vantaggi della raccolta differenziata e il valore del riciclo dell’acciaio, il materiale più riciclato in Europa. Nel 2017 nel nostro Paese sono state avviate al riciclo 361.403 tonnellate di imballaggi in acciaio, un quantitativo sufficiente per realizzare ben 3.600 chilometri di binari ferroviari, in grado di collegare Bari e Mosca.

 

Maggiori informazioni su Capitan Acciaio in tour sulla pagina Facebook dedicata: facebook.com/CapitanAcciaio

“Questo è l’ennesimo esempio, a cui nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri, di concretizzazione del nostro programma e della nostra volontà di puntare sul cosiddetto turismo esperienziale ed emozionale, confermando che il Veneto è la prima regione turistica d’Italia non solo dal punto di vista dei numeri, ma anche in termini di capacità innovativa e creatività”.
Annuncia così l’assessore regionale al Turismo l’odierna approvazione da parte della Giunta regionale del provvedimento con il quale si stabiliscono i requisiti di classificazione delle “botti” intese come nuova tipologia di struttura ricettiva in ambiente naturale.

 

“Se tra gli obiettivi del sistema turistico veneto c’è anche quello di distinguersi nel mercato, differenziando la propria offerta rispetto a quella dei concorrenti – prosegue l’assessore –, ritengo sia vincente concepire soluzioni di soggiorno che esaltino le caratteristiche del territorio, delle sue tradizioni, della vita e del lavoro di chi lo abita. Le botti proposte come alloggi originali e inconsueti, quindi, non possono che essere un ulteriore incentivo a conoscere e a esplorare soprattutto aree di grande pregio paesaggistico, ambientale e produttivo come quelle vocate all’enologia”.
La possibilità di pernottare in accoglienti camere realizzate nelle grandi botti in legno delle aziende agricole, infatti, non potrà che arricchire ulteriormente l’offerta delle nostre “Strade del Vino”, come quelle delle colline del Prosecco, candidate a diventare patrimonio Unesco, della Valpolicella o dell’area del Soave, solo per citare alcune delle aree vitivinicole venete più rappresentative e conosciute anche a livello internazionale, che stanno registrando un crescente interesse turistico e un tutt’altro che trascurabile incremento di arrivi e presenze. “I nostri ospiti – sottolinea l’assessore – potranno così vivere un’esperienza unica ed emozionante. Questa sì definibile a
pieno titolo una full immersion”.

 

Le “botti” sono classificate in una sola categoria, esclusivamente sulla base dei servizi minimi offerti ai turisti, lasciando quindi alla libera iniziativa dei titolari l’individuazione delle dotazioni e attrezzature più adeguate al particolare tipo di struttura ricettiva. La loro apertura è consentita solo in immobili o parti di essi aventi destinazione d’uso turistico ricettiva, secondo quanto stabilito dal Comune territorialmente competente. La struttura ricettiva può essere costituita da una o più unità abitative, con una capacità ricettiva massima di otto posti letto; l’unità abitativa è costituita almeno da un locale adibito a stanza da letto e da un bagno privato.
Il provvedimento, infine, per dare completa e unitaria disciplina a questa tipologia ricettiva, contiene disposizioni in materia di prescrizioni edilizie, urbanistiche, paesaggistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza.

“Il Veneto ora potrà disporre di una legge più completa ed efficace per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro donne e minori”. Così l’assessore regionale al sociale manifesta soddisfazione per il voto unanime con cui la quinta commissione “Sanità e sociale” del Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche proposte dalla Giunta alla legge 5/2013 “Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”.

 

Il testo, che ora attende l’ok definitivo dell’aula consiliare, punta a potenziare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole, in modo di creare una cultura del rispetto di genere sin dagli anni della pubertà; semplifica la tipologia delle strutture di accoglienza (centri antiviolenza e case rifugio) in modo di facilitarne l’accesso ai fondi nazionali e di renderne più agile l’erogazione, bypassando il passaggio intermedio attraverso Comuni e Ulss; e rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche, associazioni e privato non profit al fine di creare, attorno alle strutture di sostegno e accoglienza, una rete coordinata e integrata che aiuti le donne a recuperare condizioni normali di vita, anche con l’inserimento lavorativo e con percorsi di accompagnamento sociale.

 

“Abbiamo voluto considerare, inoltre, tra le iniziative di prevenzione, anche esperienze e programmi rivolti ai cosiddetti ‘soggetti maltrattanti’ – sottolinea l’assessore – perché la prevenzione delle violenze domestiche e dei femminicidi passa anche attraverso l’offerta di percorsi educativi e di cura nei confronti di quanti utilizzano la violenza come codice di relazione interpersonale”.

 

“Con queste integrazioni, che rafforzano gli strumenti di intervento e valorizzano le tante iniziative messe in campo dal mondo dell’associazionismo – conclude l’assessore – il Veneto potrà disporre di una legge all’avanguardia, che ha già consentito di attivare ben 43 strutture nel territorio, tra centri antiviolenza e case rifugio, offrendo ogni anno ascolto, tutela e aiuto a migliaia di donne nel loro difficile percorso di rafforzamento personale e uscita dalla violenza”.

Zanoni (PD): “Pesticidi nei calici di Prosecco, Zaia non si volti dall’altra parte. Basta finanziamenti a pioggia, si intervenga sulla conversione biologica dei vigneti”

 

 

“Prosecco e pesticidi, un aperitivo sicuramente indigesto e che dovrebbe preoccupare il governatore Zaia. Quanto emerso dai test del mensile ‘Il Salvagente’ non può e non deve passare inosservato: ambiente e salute meritano maggiore attenzione”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando i risultati delle analisi pubblicate dal numero di giugno, in edicola nei prossimi giorni, della nota rivista dei consumatori effettuate su 12 etichette di Prosecco

 

 

“Nessuna etichetta si salva, sebbene i residui trovati siano al di sotto del limite massimo previsto per legge. La media è di sei pesticidi per bottiglia: in un caso sono stati rinvenuti ben sette fungicidi, tra questi anche il folpet, vietato sia nell’agricoltura convenzionale che in quella bio. È un’enormità, che mostra come le belle parole della Giunta e del suo presidente sugli incentivi per una produzione sostenibile siano solo slogan a uso e consumo di taccuini e telecamere”.

 

 

“I numeri, infatti, raccontano un’altra realtà: secondo uno studio del WWF elaborando i dati Arpav, nel 2016 in Veneto sono state vendute 16.920 tonnellate di pesticidi, con un record di 4.085 nella provincia di Treviso, patria indiscussa del Prosecco, con una produzione che da dal 2010 a oggi è raddoppiata. La scorsa settimana l’Ispra nel Rapporto nazionale pesticidi nelle acque riferito al biennio 2015-2016 ha certificato la presenza di queste sostanze nel 67% dei 1.554 punti di campionamento, in crescita dal 6,39% del precedente rilevamento. E ancora una volta il Veneto non fa una bella figura: è contaminato il 90% delle acque di superficie, maglia nera insieme al Piemonte”.

 

 

La Regione – il sollecito di Zanoni – non deve voltarsi dall’altra parte, ma interessarsi a quanto accade sul proprio territorio. Le sostanze nocive distribuite per le nostre campagne continuano ad aumentare e non è un’azione ‘neutra’, ci sono conseguenze pesanti sull’ambiente e la salute. È arrivato il momento di pensare davvero a una riconversione della viticoltura veneta al biologico. Zaia, come i suoi predecessori, continua a finanziare abbondantemente il settore vitivinicolo che dal 2007 a oggi tramite vari Piani europei e locali ha ricevuto 103 milioni di euro. Chiedere in cambio una inversione di rotta per tutelare i suoi cittadini dovrebbe essere la sua prima preoccupazione”.

In tutte le scuole di ogni ordine e grado del Veneto si studierà la storia dell’emigrazione veneta: lo prevede il protocollo di intesa tra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e le sette associazioni venete per l’emigrazione. A partire dal prossimo anno scolastico, a insegnanti e studenti saranno proposti interventi di approfondimento, incontri con i testimoni e lezioni di storia per comprendere il fenomeno migratorio che ha interessato il Veneto a partire dagli ultimi tre decenni dell’Ottocento fino al secondo Dopoguerra.

 

Le associazioni dei veneti nel mondo (Associazione Veneti nel mondo, Unione dei Triveneti nel mondo, associazione degli emigrati ed ex emigrati in Australia e Americhe, Bellunesi nel mondo, Trevisani nel mondo, Veronesi nel mondo e Vicentini nel mondo) metteranno a disposizione relatori, esperti e materiali per realizzare corsi per insegnanti e moduli di approfondimento per gli studenti, dalle primarie alle secondarie superiori.

 

È giusto che i giovani conoscano l’entità, le cause e ciò che ha prodotto il fenomeno migratorio in Veneto tra Otto e Novecento – dichiara l’assessore regionale all’istruzione – nonché come i diversi paesi hanno affrontato il tema delle migrazioni. È una pagina di storia spesso ignorata, che invece ha generato grandi cambiamenti sociali, culturali e anche politici nelle nostre terre e nei paesi di destinazione degli
emigranti veneti”.

 

“C’è un altro Veneto al di là del mare, tra Americhe e Australia – ricorda l’assessore regionale al sociale e ai flussi migratori – Si calcola, infatti, che gli emigranti veneti e i loro discendenti siano almeno 5 milioni, tanti quanti i residenti nella nostra regione. E molti di loro hanno conservato lingua, cultura, tradizioni e un forte legame con la terra d’origine. Promuovere la conoscenza e lo studio del fenomeno migratorio e delle sue ricadute è un atto di omaggio al coraggio e all’intraprendenza di chi è partito e un modo per tenere vivi i legami con chi si sente ancora veneto, anche se ormai ha messo radici in altri paesi e altre culture”.

Il sentiero per un governo M5s-Lega è stretto, com’era prevedibile, sia per le contraddizioni programmatiche delle due forze politiche, sia per i vincoli finanziari e normativi esterni con cui anche loro devono fare i conti per non caricare ulteriore debito sulle future generazioni.

 

Anche se non è questo il governo che vorrei per l’Italia, non sono tuttavia tra coloro che tifano per l’insuccesso di questo tentativo. Perché il relativo fallimento costituirebbe comunque un danno per la nostra democrazia rappresentativa. Invece, se il consenso che hanno ricevuto dalla maggioranza degli elettori, in nome del cambiamento, fosse ben indirizzato potrebbe dare una spallata a quel centralismo burocratico e fiscale che frena da sempre lo sviluppo dell’Italia.

 

Qui sono però destinate a emergere due contraddizioni: può la Lega propugnare il sovranismo nazionale contro l’Europa e insieme realizzare il federalismo tanto atteso dal Nord? Può il M5s conciliare lo statalismo assistenzialista/dirigista delle sue proposte con la battaglia per l’autonomia di territori come il Veneto, che pure ha sostenuto? Contraddizioni che spiegano perché è del tutto assente nel contratto di governo sia ogni riferimento al completamento della riforma federale dello Stato, sostituita da un generico “regionalismo”, sia all’attuazione del federalismo fiscale.

 

Certo, considerato gli oltre 2 milioni e mezzo di Veneti che hanno votato per l’autonomia il 22 ottobre scorso e il cappotto di parlamentari fatto dalla Lega sul nostro territorio, è il minimo sindacale che al punto 19 sia presente l’impegno di portare “a conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte”, con il “trasferimento delle risorse necessarie” alle ulteriori competenze. Ma è cosa ben diversa dal riconoscere anche al Veneto l’autonomia tributaria necessaria alla competitività del territorio. Come per le Regioni speciali confinanti.

 

Spero di sbagliarmi, ma temo che le posizioni sovraniste/stataliste delle due forze politiche tendano verso politiche fiscali centraliste piuttosto che di decentramento fiscale ispirato ai principi di sussidiarietà e responsabilità, con il rischio di un ulteriore sforamento dei conti pubblici per accontentare le opposte istanze dei rispettivi elettorati, al Nord e al Sud.

 

Solo il federalismo infatti “chiama a giudizio la burocrazia” (efficace espressione del prof. Bertolissi), costringendola all’efficienza e responsabilizzando ogni livello di governo, dai Comuni ai Ministeri. Perché impone a chi ha il potere di decidere la spesa di chiedere le relative risorse ai contribuenti, fornendo un potente strumento di controllo democratico agli elettori.

 

Spero che il Partito Democratico, riflettendo sulle ragioni della propria sconfitta e rammentando che tra gli impegni del decalogo scritto da Veltroni nel 2007 vi era anche quello di“completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali”, incalzi in questo senso l’eventuale nuovo Governo.

 

on. Simonetta Rubinato

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!