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In riferimento alla situazione meteorologica che dalla scorsa notte sta interessando tutto il territorio regionale, il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto ha dichiarato uno stato di allerta, fino alle ore 08.00 di domani, mercoledì 24 aprile.

 

 

Lo stato di criticità idrogeologica, dovuta al possibile verificarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, sembrerebbe interessare i seguenti bacini:

• VENE-H (Belluno e Treviso) – Piave Pedemontano

• VENE-B (Vicenza, Belluno, Treviso, Verona) – Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

 

Le previsioni di oggi

Per oggi si prevedono condizioni meteorologiche perturbate, con precipitazioni estese, moderate o a tratti anche forti, con rovesci e qualche locale temporale. Quantitativi complessivi anche consistenti specie su zone centro-settentrionali con possibili locali massimi di 70-100 mm su zone prealpine. Limite della neve in rialzo fino a 1900-2100 m circa.

 

La Protezione civile è impegnata nel garantire un monitoraggio costante della situazione e la massima prontezza operativa.

In Veneto, un ragazzo su 9 abbandona la scuola, con al massimo la licenza di terza media in tasca. I dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale dimostrano che in Veneto il fenomeno dei ‘drop-out’, vale a dire degli abbandoni precoci dell’istruzione o formazione scolastica senza aver raggiunto un titolo di studio secondario, è meno accentuato della media nazionale.

 

L’Istat nel rapporto Sdgs 2019 reso noto oggi ha rilevato che nel 2018 il 14,5% dei ragazzi di 18-24 anni ha abbandonato gli studi con al più la licenza media, pari a uno su 7. L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è aumentata negli ultimi due anni, tornando così ai livelli del 2015, e riguarda soprattutto le regioni del Mezzogiorno e i maschi.

 

Fenomeno meno accentuato rispetto alla media nazionale, “ma c’è ancora molto da lavorare”

“In Veneto la situazione è migliore, soprattutto se guardiamo al livello di competenze che gli allievi raggiungono – commenta l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione – ma non siamo soddisfatti. Gli studenti di terza superiore che non raggiungono la sufficienza in Veneto sono 28 su 100, mentre la media nazionale è del 34,3%. Gli ‘insufficienti’ nelle  competenze alfabetiche in Veneto sono 28 su 100, sei punti in meno della media nazionale (34,3%), mentre nelle competenze matematiche a non raggiungere la sufficienza sono 32 su 100, a fronte di una media nazionale del 40,1% dei giovani. Anche la percentuale dei giovani laureati in Veneto è superiore a quella del resto del Paese: il 32% dei giovani di 30-34 anni è laureato o ha un titolo terziario, mentre la media nazionale non arriva al 28 %”.  

 

“Questi dati tuttavia non sono certo entusiasmanti, specie se paragonati agli altri Paesi europei – prosegue l’assessore – Per questo la Regione Veneto sta investendo, e molto, sul potenziamento delle lingue straniere grazie ai progetti finanziati con il Fondo sociale europeo, che permettono ai nostri studenti di andare all’estero anche attraverso l’alternanza scuola lavoro”.

 

“Dobbiamo fare una seria riflessione sull’insegnamento della matematica e delle materie scientifiche nella scuola, uno dei maggiori punti critici nella didattica scolastica – aggiunge l’assessore – Occorre investire su preparazione didattica e motivazione dei docenti e su metodologie diverse di insegnamento. Consapevoli, tuttavia, che la Regione, se per il rafforzamento delle competenze linguistiche può fare ricorso ai fondi e ai programmi del Fondo sociale europeo, non ha invece né risorse nè strumenti per intervenire sul potenziamento delle competenze scientifiche nella scuola”.

 

“Ancora una volta – conclude – si dimostra l’utilità, o meglio la necessità, di una maggiore autonomia regionale nella scuola, per adeguare percorsi e profili ai bisogni didattici dei nostri giovani e alle esigenze della società e del mondo del lavoro”.

Tutte le fonti scientifiche mondiali tendono ad addebitare la colpa dei cambiamenti climatici all’azione dell’uomo, che si estrinseca nel concentramento nell’atmosfera di gas ad effetto serra, nello sversamento nelle acque di diserbanti, veleni e plastiche e nel prelievo eccessivo dal sottosuolo di gas ed acqua.

 

Il fenomeno nel tempo ha provocato anomalie. Nel Veneto, il 2017 ha mostrato valori termici superiori alla media e molto simili a quelli del 2016. Nel decennio 2007-2017, tutti gli anni, ad esclusione del 2010, hanno presentato valori termici generalmente superiori alle medie.

 

Le temperature medie dell’anno 2017 sono state superiori alla media venticinquennale. Inoltre nel Veneto il 2017 ha denunciato un deficit pluviometro del 16% rispetto alla media. Sempre nel Veneto, questa fase di cambiamenti climatici ha visto l’innalzamento del livello dei mari e la riduzione dei ghiacciai.

 

Il livello dei mari nel periodo 1901-2010 è cresciuto di 19 cm. In Veneto la stazione di riferimento, quella di Venezia Punta Salute, dimostra che il livello del mare in laguna negli ultimi 100 anni è cresciuta di 25 cm, valore più alto rispetto a quello mondiale e doppio di quello registrato a Trieste. Ciò è dovuto anche alla subsidenza, che consiste nel progressivo abbassamento del piano di campagna, provocato sia dal compattamento degli strati sottostanti, sia dalla estrazione di gas e acqua.

 

Nell’ultimo ventennio la stazione veneziana ha registrato una crescita del mare di circa 5,6 mm/anno. Valore preoccupante perché la tendenza è ad aumentare. Le previsioni danno a fine secolo un aumento del mare a Venezia di circa un metro.

 

Dati: ISPRA, Rapporto cambiamenti climatici dell’IPCC, Rapporto Agenzia Europea Dell’Ambiente, Rapporto ISPRA.

Fonte: Rapporto Statistico del Veneto 2018, Regione Veneto

“Rispetto i sondaggisti, che fanno un lavoro difficile, ma un sondaggio resta un sondaggio, e un amministratore perderebbe la propulsione di governo se badasse solo a quelli. Se mi fossi preoccupato dei sondaggi certe scelte non le avrei mai fatte. Il riconoscimento che arriva oggi è alla squadra, Giunta, Consiglio, tecnici regionali. Immagino che il gradimento della gente derivi da questo, dalla percezione del lavoro di noi tutti per loro e i loro problemi. Possiamo dire che, in Veneto, il contratto sociale prende corpo”.

 

È questo il commento del Presidente della Regione del Veneto al sondaggio, pubblicato oggi dal Sole 24 Ore; sondaggio che lo indica come il governatore più amato dagli italiani.

 

“Lo dico sempre – prosegue il Presidente – che da soli magari si va più forte, ma in squadra si fa più strada, quindi grazie a tutti i componenti di questa squadra, e ai cittadini che hanno capito come ci muoviamo ed esprimono in questo modo il loro apprezzamento. A volte bisogna saper rischiare e buttare il cuore oltre l’ostacolo, perché la gente vuole che gli amministratori che ha eletto facciano le cose che dicono, magari anche incappando in qualche errore, perché nessuno è perfetto”.

 

“Il favore degli elettori fa piacere ma deve prima di tutto essere lo stimolo a fare di più, a lavorare pancia a terra. Abbiamo in corso la madre di tutte le battaglie, che è l’autonomia – prosegue – sulla quale i veneti si sono espressi compatti e con una straordinaria trasversalità rispetto ai partiti, da popolo maturo, condividendo una sfida che io ho proposto: quella di essere tutti per l’autonomia della nostra regione, aldilà degli schieramenti politici”. Conclude il governatore Zaia.

In costante aumento è la percentuale di ultra 65enni in Veneto, soprattutto nel veneziano. Secondo i dati del sindacato dei pensionati SPI CGIL, le zone con la maggior concentrazione di anziani sarebbero Venezia, Lido e Pellestrina, con una percentuale rispetto al totale della popolazione che si aggira intorno al 31,13%. Ma a far preoccupare di più è l’11,2% di questi ultra 65enni che non è autosufficiente. Circa 1,5 milioni di anziani nel veneziano, infatti, non sono in grado di svolgere azioni quotidiane in autonomia ed altri 4 milioni hanno comunque bisogno di assistenza.

 

Come rendere più semplice e sicura la vita di coloro che vivono da soli?

Sicuramente tramite l’installazione all’interno della propria abitazione di macchine o servizi in grado di rendere più semplici le azioni di tutti i giorni, permettendo di spostarsi all’interno di casa propria in tutta sicurezza ed autonomia. Per aiutare i propri pensionati il comune di Venezia, grazie alla legge regionale 16/2007, prevede inoltre dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche come per l’installazione in edifici privati di montascale in tutto il comune di Venezia.

 

Cosa sono i montascale e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di istallarne uno in casa?

I montascale sono sicuramente la soluzione più comoda ed utilizzata per abbattere barriere architettoniche come rampe di scale, sia in edifici privati che pubblici. È possibile trovare sul mercato due tipologie di montascale: quello a poltroncina pensato per tutti coloro che hanno difficoltà nel camminare e soprattutto nel salire le scale; e quello a piattaforma che è studiato per tutti coloro invece che si muovono su sedia a rotelle.

 

Uno dei tanti vantaggi di questo strumento è che può essere installato sia su scale interne che su scale esterne, siano esse dritte o curve, offrendo così la possibilità a chiunque di muoversi in tutta tranquillità dentro casa ma anche di uscire all’aperto a prescindere dalle caratteristiche fisiche dell’abitazione.

 

Ciò che rende il montascale fondamentale per chi ha problemi motori più o meno gravi, però, è sicuramente la capacità di prevenire le cadute dalle scale e di permettere alle persone su sedie a rotelle di spostarsi liberamente in casa propria.

 

L’utilità dei servoscala, inoltre, è anche quella di spostare e trasportare oggetti da un piano e l’altro della casa al posto nostro. Qualità molto utile non solo per quanto riguarda oggetti pesanti, ma anche oggetti ingombranti che limitano la visuale rischiando di far cadere la persona dalle scale, sia in salita che in discesa.

 

Bisogna considerare, inoltre, che gli ultimi modelli di montascale, sono anche salva-spazio, lasciando così la superficie necessaria per l’utilizzo regolare della scala e non hanno bisogno di lavori né di muratura né all’impianto elettrico in quanto vengono installati direttamente sulla ringhiera della scala e sono alimentati tramite batteria interna che permette il suo funzionamento anche in caso di assenza di corrente.

 

L’unico svantaggio, se così si può chiamare, di questo strumento è che, se installato senza una vera necessità, come per esempio per persone anziane che riescono ancora a muoversi in autonomia, può causare una sorta di “impigrimento” causando così problemi a livello psico-emotivo.

 

Ma quanto costa installare un montascale?

Il costo di un montascale varia in base alla tipologia e alla sua destinazione, quindi se deve essere installato su scala dritta (dai 4.000 ai 7.000 ), su scala curva (dai 9.000 ai 15.000 ) o su scale esterne (dai 5.000 ai 6.000 ).

 

Anche se il costo può sembrare piuttosto elevato, esistono delle norme che prevedono delle agevolazioni fiscali per persone con disabilità fisica o per chi ne ha a carico una, per l’abbattimento di barriere architettoniche e per le ristrutturazioni abitative.

 

Infatti è possibile detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dell’intera spesa sostenuta per tutti i contribuenti che fanno parte della categoria delle persone disabili, con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, con difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, e anche per tutti coloro che hanno fiscalmente a carico la persona portatore di handicap.

 

Anche il Bonus Ristrutturazioni 2019 permette di detrarre un importo pari al 50% su una spesa massima di 96.000 € per singola unità immobiliare per la realizzazione di opere volte ad abbattere le barriere architettoniche, sia in edifici privati (inclusi i condomini) sia in edifici pubblici.

 

Inoltre, come già accennato poc’anzi, anche il comune di Venezia prevede dei contributi per l’abbattimento di barriere architettoniche che possono essere richiesti per:

• la realizzazione di opere intese a rendere fruibili gli edifici pubblici e privati e gli spazi aperti al pubblico;

• la realizzazione di opere intese a rendere fruibili gli edifici privati di civile abitazione;

• l’acquisto di facilitatori della vita di relazione;

• l’adeguamento dei servizi di trasporto pubblico locale;

• l’adattamento dei mezzi di locomozione privati.

 

Tali contributi, tra l’altro, possono essere cumulati con altri contributi erogati per gli stessi motivi ma solo fino a totale copertura della spesa sostenuta.

 

I contributi, che possono essere richiesti da enti pubblici, aziende di servizi di trasporto pubblico locale, soggetti privati proprietari di servizi pubblici e persone con disabilità (o chi li hanno fiscalmente a carico) devono essere richiesti tramite domanda di contributo che, in caso di soggetti pubblici deve essere inviata alla provincia di appartenenza mentre, in caso di soggetti privati, al comune di residenza.

Il Comune di Spinea ha aderito ufficialmente, alla “XXIV Ed. della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, a Padova; questo dopo le recenti inchieste che hanno svelato la presenza capillare di organizzazioni criminali mafiose anche nell’economia e nei territori del Nordest.

 

 

Per questo è importante tenere gli occhi aperti, e continuare a costruire gli anticorpi nelle scuole (negli ultimi anni Libera ha svolto nelle elementari e medie laboratori in oltre 20 classi), nella società civile e nella comunità. Alla marcia hanno partecipato il Sindaco Checchin, il consigliere comunale Giovanni Litt e le associazioni del Tavolo Intercomunale per la Pace.

 

 

L’obiettivo della manifestazione è quello di diffondere la cultura della legalità; l’evento è previsto per martedì 9 Aprile alle ore 18, grazie alla collaborazione con Libera e il Tavolo Intercomunale per la Pace. Presso il Cinema Bersaglieri si terrà un pubblico confronto sulla lotta alla mafia, ricordando che l’antimafia appartiene a tutti i cittadini e a tutte le forze politiche che hanno avuto ed hanno la capacità e la volontà di non piegarsi al ricatto mafioso.

 

 

All’incontro parteciperanno il Sindaco Silvano Checchin, il referente di Libera Veneto Roberto Tommasi e il giornalista d’inchiesta Maurizio Dianese.

Una lezione-spettacolo di 50 minuti con un testo teatrale – tratto dal romanzo della scrittrice danese Janne Teller – accompagnato dal commento dello strumento musicale; è il progetto “La catena del branco”, pensato per ‘leggere’ la violenza del branco e comprendere anche emotivamente che cos’è il bullismo.

 

 

Portato in scena dal Theama Teatro di Vicenza e finanziato dall’assessorato all’istruzione e formazione della Regione Veneto, che si concluderà il 9 aprile; il tutto con un totale di 43 performance in una trentina di istituti scolastici coinvolgendo 4000 studenti e 2000 docenti. Alla lezione-spettacolo, in programma presso l’istituto alberghiero Leon Battista Alberti di Abano Terme,  ha partecipato anche l’assessore regionale alla scuola.

 

 

“L’aggettivo più usato dai ragazzi nel commentare lo spettacolo è ‘verosimile’. Il che ci fa rendere conto della diffusione della problematica del bullismo in una dinamica di branco. Ho voluto sostenere questa trasposizione teatrale di un testo che ha fatto molto discutere l’Europa intera, perché il linguaggio dello spettacolo dal vivo non solo coinvolge i ragazzi, ma li rende anche protagonisti diretti”.

 

 

Queste le parole dell’assessore. “Serve infatti che  i nostri giovani si rendano conto di essere dentro una catena di violenza che può essere interrotta. E per interromperla c’è bisogno di dialogo, soprattutto con gli adulti”.

 

 

Commentando la presenza delle classi prime dell’istituto Alberti di Abano, dove si è verificato l’episodio dell’insegnante coinvolta nei tafferugli a Padova, l’assessore ha sottolineato la sensibilità del corpo docenti della scuola nel preparare i ragazzi ad affrontare la problematica del bullismo e l’autodisciplina degli studenti; questi prima dello spettacolo hanno consegnato i cellulari per ritirarli solo al termine.

 

 

“Avevo previsto di partecipare a questo presentazione venti giorni fa e mi è parso più che opportuno venire e ribadire che la Regione è a fianco della scuola, innovativa nella didattica e pronta ad aderire a percorsi formativi sostenuti dalla Regione come le recenti Giornate dello sport, nonché della stragrande maggioranza dei docenti che, con grande rispetto per il propri ruolo educativo, non devono essere messi in discussione rispetto ad un episodio isolato”. Commenta l’assessore tornando sull’episodio che ha portato l’Alberti al centro delle cronache cittadine e nazionali.

Mercoledì mattina, a palazzo Balbi, gli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, insieme ai tecnici delle due aree, hanno incontrato i rappresentanti del Comitato “Mamme No PFAS” per fare il punto della situazione rispetto alle azioni messe in atto per affrontare le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) relativo ad alcune aree delle province di Vicenza, Verona e Padova.

 


Il comitato è stato rassicurato sul fatto che la bonifica del sito Miteni sarà eseguita dalla Regione, considerato che il curatore fallimentare ha comunicato che non dispone di fondi e che il Comune di Trissino, a cui spetterebbe, non può farsene carico da solo. Venetoacque è stato già incaricato di procedere alla progettazione del potenziamento della barriera idraulica. Allo stato attuale non è possibile però intervenire perché il sito è sotto sequestro, anche se risulta che la barriera è funzionante. Va ricordato che nella zona si beve acqua filtrata a PFAS zero e che la Regione ha posto i limiti più restrittivi in Europa, sia nell’acqua potabile che negli scarichi.

 

È stato ribadito ai rappresentanti del Comitato che la Regione è a loro disposizione per i dati di campionamento e, soprattutto, è al loro fianco nella lotta ai PFAS. Il Veneto è peraltro l’unica Regione a essersi mossa dopo la segnalazione del CNR nel 2013, come emerso anche ieri in Parlamento nella risposta a un’interrogazione parlamentare in materia.

 

Sul piano sanitario, l’attività di screening sta procedendo come programmato, così come sta proseguendo la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute. I dati raccolti nel corso delle attività di screening sulla popolazione delle aree interessate dall’inquinamento saranno condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità, presso il quale è stato attivato un tavolo di lavoro nazionale sul tema dei PFAS. Il report di sintesi con le attività svolte dall’area sanitaria fino al 31 dicembre 2018 sarà diffuso a breve, mentre il bollettino periodico con i dati relativi al piano di sorveglianza, aggiornati a marzo 2019, sarà pubblicato nei prossimi giorni. Sono iniziati i controlli sui bambini di 9-10 anni che sono stati convocati dalle aziende sanitarie; nel frattempo, sono in corso approfondimenti specifici che hanno prodotto azioni concrete come, ad esempio, l’offerta del controllo ecografico tiroideo alle donne fra i 20 ed i 30 anni che hanno aderito al Piano di sorveglianza.

 

Per quanto riguarda le matrici alimentari, è stato spiegato che, dopo la pubblicazione della nuova opinione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che ha ridotto drasticamente la dose settimanale tollerabile di PFOA e PFOS, è stato immediatamente attivato un confronto con l’Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultimo ente, con il supporto della stessa EFSA, sta aggiornando la valutazione del rischio sulla base dei dati di contaminazione degli alimenti raccolti nella campagna di monitoraggio del 2017. I risultati di tale rivalutazione, secondo quanto dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità, dovrebbero essere pronti entro qualche settimana e saranno resi disponibili secondo il principio di massima trasparenza e collaborazione sempre adottato.

“Ci sono voluti 530 giorni (1 anno, cinque mesi e 14 giorni, tanto è passato dal fatidico referendum-truffa), ma alla fine il bluff presidente Zaia è crollato: addio residuo fiscale, addio al principio del 90% da trattenere per i Veneti, addio intesa “blindata” col governo e benvenuto iter parlamentare”. Questa l’accusa di Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bertelle (Italia in Comune) rivolta al governatore Luca Zaia e alla Lega; colpevoli secondo i due esponenti di aver beffato i veneti.
I due esponenti proseguono: “Ma ve la ricordate la proposta di legge per il Veneto regione a statuto speciale? Tutte balle, ieri a Roma il presidente ha confermato nei fatti quello che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio; ben prima della campagna elettorale-referendaria: prima di tutto che quella dei 9/10 del residuo fiscale è una fregnaccia bella e buona. Inoltre nessun progetto di autonomia può andare a compimento senza il necessario passaggio parlamentare”.
“Quando lo dicevamo, Zaia e i suoi ci davano dei disfattisti, dei gufi e chissà che altro. Hanno venduto fumo ai veneti per raccogliere consensi al referendum; poi hanno pure fatto una legge in cui all’articolo 2 si parla dei nove decimi di residuo fiscale”. Rincarano Ruzzante e Bertelle, che poi concludono.
“Il presidente ha cambiato idea? Chiediamo che Zaia venga subito a riferire in consiglio, ci deve spiegare perché ha presentato ieri al Parlamento una linea profondamente diversa da quella assunta nella campagna referendaria e nella proposta di legge votata dal Consiglio Regionale, perché ci ha fatto votare su un bluff? Ma soprattutto ha il dovere nei confronti dei veneti di confessare che li ha presi in giro e che da questa autonomia il Veneto non riceverà un euro in più, anche con il suo consenso!”

Cambiamenti climatici e green economy saranno al centro dell’incontro “L’Europa è il nostro futuro” in programma sabato 6 aprile a Treviso. Ne parleranno Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e l’eurodeputata Isabella De Monte.

 

Per troppo tempo il riscaldamento globale e i suoi costi, economici e sociali, sono stati sottovalutati. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, restano 12 anni per ‘salvare il pianeta’. Una sfida ai negazionisti, guidati dal presidente degli Usa Trump.

 

Si rilancia la diminuzione, in maniera drastica, delle emissioni di gas a effetto serra; invitando inoltre a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico e abbandonare fonti inquinanti a partire dal carbone. Si invita inoltre ad azioni coordinate a ogni livello, dai Comuni alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea.

 

“Per il Veneto finora è stato fatto poco o niente”. Accusa il Partito Democratico.  Il consigliere Zanoni ci tiene a ricordare che il PD ha presentato due mozioni, di cui n’è primo firmatario, per lanciare politiche energetico-ambientali nella regione; questo con l’obiettivo di abbattere le emissioni climalteranti. “Vedremo cosa risponderanno Zaia e la maggioranza leghista”. Conclude il PD.

 

L’appuntamento è per sabato in via Castagnole 20/M alle 17 nella sede del Pd provinciale di Treviso.

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