La Regione Veneto si impegna attivamente nella lotta contro la degenerazione neurocognitiva e l’isolamento sociale, lanciando il progetto “Veneti longevi e in buona salute”. L’iniziativa, presentata dall’Assessore Gino Gerosa, mira a rafforzare la prevenzione e il supporto all’interno delle Case della Comunità, affrontando una sfida cruciale per il benessere della popolazione.
VENETO. In un contesto sociale caratterizzato da un costante e progressivo invecchiamento della popolazione, la degenerazione neurocognitiva emerge come una problematica di crescente rilevanza, che richiede un’attenzione particolare anche per quanto concerne il rischio di isolamento sociale. È con questa consapevolezza che la Regione del Veneto, attraverso le parole dell’Assessore alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa, ha annunciato un’importante iniziativa. “In una società come quella attuale, in cui l’incremento della popolazione anziana è costante e continuo, a fronte dei casi di degenerazione neuro cognitiva l’isolamento sociale è una tematica a cui dobbiamo porre estrema attenzione,” ha dichiarato l’Assessore Gerosa. “Nel sistema sanitario regionale, che si uniforma al concetto di salute d’insieme ‘In Universum Salus’, all’interno delle Case della Comunità stiamo sviluppando un progetto denominato ‘Veneti longevi e in buona salute’. Un vero riferimento per affrontare in maniera adeguata il tema del decadimento cognitivo.”
L’annuncio è stato fatto in occasione del convegno “Un cambio di passo per il disturbo neurocognitivo nella Regione del Veneto”, tenutosi oggi presso l’Ospedale dell’Angelo a Mestre. L’evento ha rappresentato un’opportunità fondamentale di confronto e aggiornamento sulle priorità regionali relative al percorso di cura e assistenza per i pazienti affetti da Disturbo NeuroCognitivo (DNC). Alla discussione ha partecipato anche il Direttore generale dell’Area Sanità e Sociale, Giancarlo Ruscitti, sottolineando l’importanza strategica dell’incontro.
L’Assessore Gerosa ha evidenziato come la degenerazione neurocognitiva non sia più una condizione che riguarda esclusivamente la fascia anziana della popolazione, ma che coinvolge sempre più anche i giovani. “L’Incontro di oggi evidenzia come la degenerazione neuro cognitiva non riguardi ormai solamente gli anziani, ma anche i giovani,” ha aggiunto Gerosa. Questa constatazione rende la prevenzione un pilastro fondamentale della strategia regionale. La prevenzione, ha spiegato l’Assessore, non si limita all’adozione di corretti stili di vita, alla riduzione dei fattori di rischio vascolare, a una dieta equilibrata e a un’attività fisica costante. Un ruolo cruciale è rivestito anche e soprattutto dall’evitare l’isolamento sociale. In questo scenario, le strutture territoriali di maggiore prossimità ai cittadini, come le Case della Comunità, assumono una rilevanza strategica inestimabile.
L’evento di Mestre ha permesso un confronto approfondito tra professionisti ed esperti del settore, delineando le priorità regionali in un’ottica di innovazione e sostenibilità del sistema sanitario. Tale approccio è in linea con gli indirizzi programmatori internazionali, nazionali e regionali. Sono stati individuati quattro snodi critici su cui concentrare gli sforzi: 1. Prevenzione dei fattori di rischio modificabili: L’obiettivo è ridurre l’incidenza di casi evitabili di degenerazione neurocognitiva attraverso interventi mirati sui fattori di rischio che possono essere controllati o modificati. 2. Comunicazione della diagnosi: È fondamentale migliorare le modalità e il valore della comunicazione della diagnosi, al fine di costruire un’alleanza terapeutica solida e trasparente tra il paziente, la sua famiglia e i servizi sanitari e sociali. 3. Network diagnostico-terapeutico multidisciplinare: La creazione di una rete integrata di specialisti e servizi è essenziale per supportare in modo completo i bisogni complessi delle persone con DNC. 4. Sostegno ai caregiver: Riconoscere e supportare il ruolo cruciale dei caregiver, fornendo loro gli strumenti e le risorse necessarie per affrontare le sfide legate all’assistenza.
Il progetto “Veneti longevi e in buona salute” e le discussioni emerse dal convegno rappresentano un passo significativo per la Regione del Veneto. L’iniziativa non solo mira a migliorare la qualità della vita delle persone affette da disturbi neurocognitivi e dei loro familiari, ma si propone anche di promuovere un modello di salute più inclusivo e attento alle esigenze di una popolazione che invecchia, garantendo che la longevità sia sinonimo di benessere e partecipazione sociale. L’impegno della Regione si traduce in azioni concrete per un futuro in cui la salute sia intesa come un bene universale, accessibile e sostenibile per tutti i cittadini veneti.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
