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Si è messo alla guida della sua auto in evidente stato di ebbrezza e l’ha condotta per alcune centinaia di metri, con pericolosa andatura a zig-zag, prima di essere fermato dagli Agenti della Polizia locale. Protagonista, nel pomeriggio di ieri, domenica 24 gennaio, un mestrino di 27 anni seguito dalla pattuglia, che l’aveva visto, poco prima, bere alcolici sul piazzale della rotonda autostradale di Marghera.

 

Gli operatori, in perlustrazione a bordo di una radiomobile senza insegne, avevano notato delle persone consumare alcolici, tra le quali c’era anche il 27enne. Quest’ultimo, dopo essersi congedato dal gruppo, è salito sulla sua auto ed è partito, ma poco dopo, vista la sua andatura, è stato bloccato e sottoposto al test alcolometrico risultando in stato di grave ubriachezza, per un valore di 0,96 grammi/litro.

 

Gli Agenti hanno inoltre constatato che il 27enne era sprovvisto di patente, ritirata già a settembre scorso sempre per guida in stato di ebbrezza. Durante il controllo il ragazzo ha inveito più volte contro gli Agenti, arrivando anche a minacciarli di morte.

 

Il 27enne, con diversi precedenti a carico, è stato denunciato per minacce e oltraggio a Pubblico Ufficiale e guida in stato di ebbrezza. La sua auto è stata sottoposta a fermo per tre mesi in attesa di un provvedimento di confisca. Alle misure si è aggiunta un’ulteriore sanzione di 5mila euro per guida con patente revocata.

 

Foto da archivio

Sarà un Natale di luce quello che accompagnerà la città di Venezia durante le festività natalizie: luci di speranza, solidarietà e vicinanza in un periodo così difficile per la città, che dopo l’Acqua Granda dell’anno scorso sta facendo i conti con le conseguenze economiche e sociali provocate dalla pandemia.

 

 

Questo il messaggio lanciato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che nel pomeriggio, da piazza Ferretto, a Mestre, ha dato il via alle iniziative promosse dal Comune di Venezia, inserite nella rassegna “Le Città in Festa – Natale”, con l’accensione dell’albero, alto 17 metri e caratterizzato da un tunnel con lucine intermittenti per essere attraversato dalla gente.

 

 

“È un tentativo per rispondere alle difficoltà che stiamo vivendo in questi mesi – ha dichiarato il sindaco Brugnaro – con l’obiettivo di fare in modo che i cittadini, in prudenza, possano uscire in serenità dimenticando la durezza di questo periodo. Piazza Ferretto è il salotto della città, insieme a piazza San Marco, che la prossima settimana andremo a illuminare con l’installazione artistica di Fabrizio Plessi. Continuiamo a costruire occasioni perché le famiglie trovino una città che comunque vuole resistere. I centri storici di tutta Italia – ha aggiunto il primo cittadino – stanno risentendo delle difficoltà, dobbiamo aspettare che passi programmando la ripresa. Nel frattempo bisogna essere reattivi e interpretare bene i fenomeni attuali. Allo stesso tempo dobbiamo essere pronti per le persone che hanno perso il lavoro affinché possano rimettersi in gioco. Chi in questo momento trova la forza di reagire, proporre, progettare il futuro è avvantaggiato per quando l’epidemia finirà. Bravi coloro che riescono a reggere, che si reinventano, anche con l’aiuto della tecnologia, dell’e-commerce e delle app. In periodo di crisi possono perfino nascere delle opportunità, grazie anche alla digitalizzazione della città che abbiamo completato”.

 

 

Dal 21 novembre è iniziata l’accensione delle luminarie natalizie che da Piazza Ferretto si estendono lungo le principali vie di Mestre – dalle più centrali come viale Garibaldi, corso del Popolo, via Piave, via Carducci, via Miranese, via Circonvallazione, piazzale Leonardo da Vinci, viale San Marco, via Torre Belfredo, sino a quelle più esterne, e si estendono anche ai centri di Campalto, Chirignago, Favaro, Gazzera, Marghera, Tessera, Trivignano e Zelarino. Cinquanta chilometri di cavi per circa venti chilometri di strade illuminate per restituire lo spirito natalizio e ravvivare la città fino al 16 febbraio. “Un flusso quasi continuo di luci per far risplendere ogni comunità del territorio veneziano, per ricordarsi – ha sottolineato Brugnaro – che facciamo tutti parte della stessa città”.

 

 

Saranno invece cinquantacinque gli alberi di Natale, di cui 25 posizionati e trenta già presenti e illuminati, a rallegrare tutte le Città di Venezia, dalle isole alla terraferma in corrispondenza delle principali piazze o chiese del territorio. Una quindicina di Casette di Natale a supporto delle attività diffuse sono invece state installe in varie zone del territorio per attività delle associazioni in occasione del periodo natalizio. “Sempre di più – ha concluso il sindaco – cerchiamo di valorizzare i luoghi della tradizione, dove le persone si ritrovano”.

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Una maratona di interventi e poesie per sensibilizzare la cittadinanza al contrasto della violenza sulle donne. È questa l’iniziativa presentata ieri mattina nel chiostro del Museo M9 dal presidente dell’associazione culturale Mestre Mia, Andrea Sperandio, alla presenza della presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano. Appuntamento a domani, mercoledì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in un negozio sempre nel chiostro dell’M9, per un evento che si svilupperà in streaming dalle 11 fino alle 19, durante il quale saranno innumerevoli gli esponenti delle istituzioni, delle Forze dell’ordine, della cultura e del giornalismo che si passeranno il testimone per una lunga “no stop” (online sui canali social di Mestre Mia) con unico filo rosso: la volontà di sensibilizzare la cittadinanza su una piaga che, purtroppo, durante i mesi della pandemia si è aggravata ulteriormente.

 

 

Anche la presidente Damiano interverrà, al pari del vicesindaco Andrea Tomaello e della responsabile del Centro antiviolenza del Comune Patrizia Marcuzzo, oltre che di consiglieri comunali, parlamentari, esponenti della cultura, delle associazioni di categoria e del giornalismo: “Il Comune di Venezia è sempre in prima linea per contrastare la violenza sulle donne – ha dichiarato Damiano – Un impegno che non si ferma alla giornata dal 25 novembre ma è costante e continuo. Il nostro Centro antiviolenza, il primo pubblico in Italia, non solo sviluppa una articolata attività di sostegno alle vittime di violenza, ma può contare su un’importante attività di rete sul territorio, proprio per non abbassare mai la guardia rispetto a questa tematica. Quest’anno in particolare assume ulteriore importanza lanciare questo tipo di messaggi, perché durante la pandemia il problema si è acuito. Sono almeno due le donne che si rivolgono al nostro Centro antiviolenza ogni settimana, a dimostrazione che i numeri sono ancora preoccupanti e la violenza di genere è ancora una piaga sociale. Per questo noi non vogliamo fermarci e a giugno abbiamo inaugurato due nuovi sportelli del Centro a Cannaregio e al Lido di Venezia. Ricordo alle donne – ha concluso – che non devono sentirsi sole e le istituzioni ci sono. La violenza di genere è prima di tutto un problema culturale, e molto c’è ancora da fare da questo punto di vista”.

 

L’evento di domani si inscrive in questo solco, chiedendo alla cittadinanza di stringersi attorno alle donne vittime di violenza fisica, psicologica e di altri tipi di maltrattamenti mediante la maratona di interventi.

L’assessore Venturini in persona consegna il primo libro: “Un servizio che garantirà un po’ di serenità in più a tutti” 

 

Con la prima consegna a Mestre, effettuata dall’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, è partito ufficialmente #LibriDaTe, il servizio fornito dalle biblioteche civiche veneziane, con il supporto del settore Cultura del Comune di Venezia, che porta direttamente a domicilio i libri richiesti in prestito dai cittadini. L’iniziativa arriva a seguito delle disposizioni dell’ultimo Dpcm del 3 novembre che impone la chiusura delle biblioteche. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Con questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Venturini – vogliamo continuare a tenere ben stretto il legame tra i cittadini, i libri e il circuito delle biblioteche, incentivando il rapporto tra i veneziani e un settore sempre vicino e disponibile come quello della Cultura del Comune di Venezia.”

 

#LibriDaTe è gratuito ed è conforme a tutte le disposizioni di sicurezza anti Covid già tenute dalle biblioteche della Rete. La consegna viene effettuata sia in terraferma che in centro storico.

 

“Invitiamo pertanto i cittadini – ha proseguito Venturini – a consultare il sito del Comune nella sezione dedicata alle biblioteche per usufruire di questo nuovo servizio, che resterà attivo in via sperimentale per il mese di novembre”.

 

 

Per informazioni e prenotazioni: [email protected]comune.venezia.it – telefono 041.2746740-41.

Per accedere alla consegna si deve essere iscritti alla Rete Biblioteche Venezia. Se non si è già iscritti a una delle biblioteche comunali, è possibile farlo online o al telefono con un bibliotecario. È possibile richiedere il prestito di libri, film, cd musicali scegliendo dal catalogo Bimetrove (selezionando la ricerca nelle Biblioteche Rete Biblioteche Venezia) o chiedendo consiglio telefonicamente al bibliotecario.

Giovane 26enne rapina una donna in stazione a Mestre. Gli agenti della Polfer lo bloccano e lui reagisce con violenza. Arrestato

 

Nella giornata di venerdì 6 novembre, un 26enne, senza fissa dimora, già gravato da reati contro il patrimonio è stato arrestato per rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale.
È accaduto nella serata di ieri: il giovane, che a bordo di un treno regionale proveniente da Udine, alla fermata nella stazione di Venezia-Mestre ha strappato dalle mani di una viaggiatrice la borsa e si è dato alla fuga lungo i binari.
Una pattuglia della Polizia Ferroviaria, di vigilanza all’interno dello scalo, attirata dalle grida della donna, è intervenuta lanciandosi all’inseguimento dell’uomo che è stato così bloccato.
Il giovane, intenzionato a guadagnarsi la fuga, ha reagito violentemente, cercando di colpire gli Agenti nel tentativo di divincolarsi da loro. I poliziotti sono però riusciti a bloccarlo.
La borsa recuperata è stata immediatamente restituita alla legittima proprietaria, integra nel suo contenuto.
A seguito degli accertamenti effettuati, gli operatori hanno scoperto che il ventiseienne, già sottoposto all’obbligo di firma presso la Stazione Carabinieri di Conegliano, è stato trovato in possesso di un martello frangivetro recante il logo delle Ferrovie.
Il giovane che non sapeva dire come fosse entrato in possesso dell’oggetto, è stato denunciato per il reato di ricettazione oltre che arrestato ed accompagnato presso la locale Casa Circondariale per il furto perpetrato.

Il comandante della Polizia locale e il direttore della Direzione Servizi al cittadino e alle imprese del Comune hanno emanato, in data 6 novembre, la disposizione dirigenziale 814/2020 che disciplina gli accessi al mercato al coperto quotidiano “San Michele” di via Fapanni a Mestre, stante l’emergenza Coronavirus.

 

Il provvedimento, in ottemperanza alle normative anti Covid nazionali e regionali, dispone:

• che in corrispondenza dell’accesso principale, lato piazzetta Coin, verranno individuate 3 corsie di accesso differenziato al mercato. Le stesse verranno definite con la collocazione entro le ore 8.30 di ogni giorno, a cura degli operatori, di un’apposita segnaletica. Quest’ultima dovrà essere rimossa, sempre a cura degli operatori, tra le 12.30 e le 13. Le corsie indirizzeranno i clienti verso le diverse aree del mercato e dovranno essere adeguatamente posizionate in modo da superare l’area d’ingresso evitando assembramenti nei più più stretti. La collocazione delle corsie sarà definita in accordo con la Polizia locale, che potrà disporre eventuali modifiche anche durante l’orario di attività;
• che la capienza dell’area mercatale sia di 220 persone contemporaneamente presenti, non computando i minori di anni 14;
• che in ciascun posteggio gli operatori dovranno essere in un numero congruo a garantire il distanziamento sociale tra loro;
• che prima dell’inizio delle operazioni di vendita, ogni operatore commerciale dovrà porre a terra segnaletica finalizzata a tenere distanziati i clienti dal banco e fra loro, nel rispetto dei principi del distanziamento sociale; dovrà inoltre segnalare subito alla Polizia locale eventuali assembramenti.

Continuare a lavorare, nel rispetto delle norme in vigore, per mantenere viva la città. Con questo obiettivo si svolgerà domenica 8 novembre l’iniziativa “Mestre Aperta”, che vedrà l’apertura di diverse attività commerciali del centro di Mestre e che sarà promossa sulla pagina Facebook del Distretto del commercio “Mestre shopping District” e attraverso l’App per Smartphone “Fai Centro”.

L’evento vede il supporto dell’Assessorato al Commercio del Comune di Venezia con l’assessore Sebastiano Costalonga.

 

“Siamo al fianco di coloro che non vogliono arrendersi e lavorano per mantenere viva la città – ha dichiarato Costalonga – e lo fanno in sicurezza e nel rispetto delle attuali misure contenute nell’ultimo Dpcm. Sin dall’entrata in vigore delle recenti disposizioni del Governo – ha aggiunto – mi sono adoperato con gli organi competenti della Regione Veneto, quali l’Assessorato al Commercio e l’Avvocatura, per avere tutti i chiarimenti necessari sulle aperture e chiusure delle attività commerciali mercatali all’aperto, anche nei giorni festivi e prefestivi. E, con soddisfazione, abbiamo ottenuto un’interpretazione autentica secondo cui – ha concluso – questo tipo di attività possono restare aperte”.

 

Con il progressivo aumento del numero dei casi di contagio da Covid-19 dopo l’estate, gran parte della popolazione comincia ad avvertire la paura che l’aggravarsi della situazione possa comportare l’adozione di misure restrittive analoghe a quelle disposte agli inizi del 2020.

 

Difatti, durante il periodo di lockdown, era stato proibito di allontanarsi dall’abitazione di residenza tranne che per ragioni lavorative, di salute o di necessità e la diretta conseguenza di tale imposizione era stata la condivisione forzata degli spazi della casa con la propria famiglia.

 

Non desta quindi stupore che, da recenti indagini statistiche avviate nell’ambito del mercato immobiliare, sia emerso un radicale mutamento delle preferenze degli interessati in relazione alle caratteristiche dell’immobile ideale: pare infatti che la scelta sia sempre più orientata verso case molto spaziose, oppure dotate di vani indipendenti e di ampi giardini e balconi.

 

Ad ogni modo, per i soggetti intenzionati a comprare una casa nel Comune di Venezia, potrebbe essere utile consultare un sintetico prospetto circa l’andamento dei prezzi delle case, aggiornato al mese di settembre appena trascorso.

 

Tra le zone più accessibili vi sono Mestre e Marghera con un prezzo medio di vendita pari a 1.785 euro al metro quadro, oltre ai quartieri Aeroporto e Carpenedo (1.870 euro/mq), Trivignano e Dese (1.903/mq) e quelli di Asseggiano, Cipressina e Zelarino (1.921 euro/mq).

 

Invece, decisamente più onerose sono le case situate nelle zone centrali e nei dintorni della città: a solo titolo esemplificativo, si consideri che a San Marco e Rialto le case costano mediamente 5.574 euro al metro quadro, mentre nelle zone San Polo e Santa Marta i prezzi calano di poco, raggiungendo rispettivamente la soglia di 5.084 euro/me e di 5.038 euro/mq.

 

Tuttavia, nonostante il costo elevato, chiunque non voglia rinunciare ad un immobile sito nelle suddette zone può sempre accendere un mutuo per ottenere la liquidità necessaria a concludere la trattativa con la parte venditrice.

 

Occorre tra l’altro evidenziare che oggi il mercato finanziario offre la possibilità di ricorrere a numerose tipologie di finanziamento, aventi caratteristiche economiche ed operative molto differenziate fra loro.

 

La scelta dell’offerta più adeguata alla propria situazione reddituale può però rappresentare un passaggio parecchio complesso, soprattutto per coloro che non sono esperti nell’ambito finanziario.

 

A tal riguardo, per effettuare tutte le valutazioni necessarie su importi, durata e costi dei diversi prodotti finanziari accessibili ad un soggetto e per comparare i preventivi, potrebbe essere utile utilizzare degli appositi tool di calcolo, disponibili online e completamente gratuiti come Calcoloratamutuo.org.

Venerdì 30 ottobre, a partire dalle 17.30, commercianti, ristoratori, cassaintegrati e baristi e cittadini scenderanno in piazza Ferretto a Mestre per manifestare contro le ultime misure restrittive introdotte dal Governo. A scatenare la protesta è l’ultimo DPCM, in vigore dallo scorso 26 ottobre e fino al prossimo 24 novembre, che obbliga alla chiusura anticipata alle ore 18 le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie).

 

Sono sempre di più le proteste in tutta Italia dopo la firma dell’ultimo decreto (un’altra, sempre a Mestre, è avvenuta domenica). Limitare gli orari di apertura alle attività della ristorazione ha significato infatti colpire e danneggiare un’intera filiera di distribuzione a cui queste sono collegate, ovvero lavanderie, fornitori, impiantisti, aziende con produzione di cucine, senza contare intere famiglie che ora si trovano ridimensionate le loro entrate.

Riportare l’attenzione sul tumore al seno, il cancro che colpisce con più frequenza le donne, in un momento storico in cui la sanità è concentrata nella lotta alla pandemia da Covid-19. Questo uno degli obiettivi dell’iniziativa “Coltiva il tempo della prevenzione”, nell’ambito della campagna Nastro Rosa.

 

Per promuovere questo messaggio stamattina, davanti al Municipio di Mestre, gli organizzatori hanno consegnato alle donne che fanno parte dell’Amministrazione comunale un cofanetto con il melograno, simbolo della lotta al tumore al seno.

 

“Abbiamo avviato questa collaborazione con realtà come la Lilt e il Centro di Medicina Mestre già nel 2015, sposando una causa importante come quella della comunicazione della prevenzione al tumore al seno”, ha detto la presidente Damiano. “Purtroppo quest’anno non abbiamo avuto la possibilità di operare come in passato, a causa della pandemia che ha bloccato lo sviluppo di alcune iniziative, ma a maggior ragione siamo chiamati, ognuno di noi nel proprio piccolo, a fare il massimo per diffondere questo messaggio di prevenzione e cura”.

 

Obiettivo rimane quello di sottolineare che, come sostenuto da Lilt, la prevenzione non deve essere messa da parte. Lo scorso anno, secondo dati di Airtum, sono stati diagnosticati 53.500 nuovi casi di tumore al seno a livello nazionale, di cui 5mila in Veneto. Grazie alla diagnosi precoce, viene sottolineato, sono aumentate anche le probabilità di guarigione e sopravvivenza, con percentuali superiori all’80%. La campagna, organizzata a livello nazionale, punta a diventare virale grazie all’hashtag #ioprevengo, collegato al cortometraggio “Coltiva il tempo della prevenzione”, realizzato dal Gruppo Centro di medicina e Casa di cura Villa Maria. Il video nel giro di poche settimane ha già superato le oltre 25mila visualizzazioni su YouTube.

 

 

Palazzi illuminati di rosa e screening senologici

Nell’ambito delle iniziative locali legate al mese rosa della prevenzione, il Centro di Medicina Mestre ha illuminato di rosa la sede di viale Ancona durante tutto ottobre, per allinearsi alla Lilt con la campagna “Nastro Rosa 2020”. Inoltre, il Centro devolverà alla Lilt di Venezia parte del ricavato degli screening senologici del mese di ottobre, effettuati dalla equipe di Senologia Diagnostica che può usufruire del Mammografo 3D con Tomosintesi.

 

“Tra gli effetti collaterali negativi della diffusione del Covid – ha aggiunto Damiano – c’è anche la diminuzione di terapie, di cure  e di attività di prevenzione adeguate tra le donne per poter combattere il cancro al seno. E questa è una tendenza che va assolutamente invertita, anche perchè sono sempre più le donne sotto i 50 anni che si ammalano. La diagnosi e la prevenzione fin da giovani sono essenziali, sono vita e non bisogna abbassare la guardia, perchè il cancro al seno esiste, è presente e se non preso in tempo non lascia scampo. Ma per fortuna gli strumenti ci sono, così come sono presenti realtà importanti come la Lilt e il Centro di Medicina che svolgono un compito essenziale per il territorio. Per questo – ha concluso – mertitate tutta la gratitudine della comunità”.

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