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Mogliano. Una petizione per far nascere il Parco della biodiversità

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A soli 10 giorni dal lancio (7 luglio) la petizione lanciata dal comitato a difesa delle ex cave di Marocco di Mogliano Veneto registra già oltre 2100 adesioni

 

Il comitato a difesa delle ex cave di Marocco di Mogliano Veneto ha avviato una importante campagna, attraverso una petizione appoggiata da pubblica sottoscrizione di firme, per sensibilizzare l’amministrazione comunale a intraprendere finalmente i passi giusti per la realizzazione del Parco della biodiversità. Il territorio interessato si colloca ai margini sud della cittadina di Mogliano Veneto, confinante col comune di Venezia e in parte coincide con l’area del dismesso parco divertimenti Veneland, attivo negli anni ‘90.

 

 

Una petizione per salvaguardare la biodiversità florofaunistica

Tale richiesta di sottoscrizione non è rivolta soltanto ai cittadini moglianesi, ma in generale a quanti, privati o associazioni, hanno a cuore la salvaguardia dalla cementificazione e vogliano godere di un ambiente rinaturalizzato, in una zona del Veneto, purtroppo già oggi eccessivamente compromessa dall’urbanizzazione. La raccolta firme non è un’arma lanciata contro qualcuno, ma rafforza le posizioni di chi crede in un progetto di riqualificazione di un’area umida di altissimo interesse naturalistico, per offrire alla comunità un sito di magica bellezza, oggi raro, per la particolare biodiversità florofaunistica.

 

Scopo è quello di pervenire ad una mediazione con la proprietà che fa capo alla Quaternario SPA, ma tenendo la barra del timone diritta, ad evitare la compromissione di un ambiente prezioso. In oltre sedici anni, da che è iniziata la battaglia per la tutela di quest’area umida, si sono alternate amministrazioni comunali di diverso colore politico. Sostanzialmente tutte hanno appoggiato le intenzioni del Comitato, con l’importante risultato di aver provvisoriamente preservato l’area da speculazioni edilizie, anche attraverso strumenti urbanistici e drastiche riduzioni delle pretese della proprietà, che inizialmente ambiva a realizzare un insediamento residenziale ad uso turistico, per complessivi 140.000 metri cubi. Nessuna amministrazione si è spinta più oltre, quantomeno per far riconoscere formalmente la tutela dell’area, secondo la Direttiva Europea denominata rete Natura 2000, malgrado che il Comitato ex Cave di Marocco avesse fornito a suo tempo gli elementi di base e le competenze per l’avvio della procedura di riconoscimento come Sito di interesse Comunitario (SIC). Ad oggi si è pervenuti ad una posizione di stallo, dopo diversi progetti presentati dalla proprietà e respinti. Si confida ora in un’ulteriore possibilità di dialogo, che negli auspici del comitato dovrebbe tener conto di una ormai necessaria sensibilità ambientale. Imprescindibile che l’eventuale cubatura edilizia, per dimensione e vicinanza non disturbi l’area da proteggere.

 

Obiettivo: 3.000 firme

L’esito della petizione (obiettivo minimo 3.000 firme che confidiamo poter superare) sarà portato all’attenzione del Sindaco, la cui giunta ha espresso anche recentemente formale impegno a concretizzare la realizzazione di un Parco di iniziativa locale, secondo rigorosi criteri rispettosi della biodiversità.

 

Il comitato ex Cave di Marocco è disposto ad esplorare questa nuova manifestazione di volontà politica, mantenendo però una posizione di scrupolosa vigilanza sulla coerenza dei fatti rispetto ai propositi asseriti, perché non venga stravolta in un’eventuale fase esecutiva la finalità inderogabile di Parco della Biodiversità.

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