Home / Posts Tagged "Ambiente"

L’Europa punta ad essere il primo Continente a impatto zero entro il 2050. È un obiettivo sfidante ma anche entusiasmante perché l’UE farebbe da traino agli altri Continenti, ponendosi come leader mondiale nella ricerca di alleanze internazionali per definire le norme che dovranno assicurare la crescita sostenibile.

 

La legge sul Clima diverrà pertanto un obiettivo giuridicamente vincolante per l’azzeramento delle emissioni e gli stati membri saranno obbligati a rispettare e realizzare quanto previsto dal Piano.
La legge ha tracciato la rotta per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050 fissando nel piano per il clima un target intermedio di riduzione delle emissioni al 55% entro il 2030.

 

Anche i capi di Stato, di Governo e i Ministri dell’ambiente hanno dato il loro parere favorevole.
La Commissione dovrà ora rivedere entro l’estate 2021 tutta la legislazione sul clima e sull’energia al fine di renderla adatta al primo obiettivo fissato entro il 2030.
Saranno riviste le direttive sull’energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulle performance energetiche degli edifici.

Saranno sottoposti a revisione i regolamenti sulle emissioni di gas ad effetto serra, sull’uso del suolo, sarà rivista la direttiva sul sistema dei trasporti intelligenti, sugli standard di emissione di CO2 e tanto altro ancora.

 

Riguardo ai trasporti, si prevede una trasformazione fondamentale: la Commissione nel suo piano prevede una mobilità verde, intelligente e a prezzi accessibili.
Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato che “per raggiungere i nostri obiettivi climatici, le emissioni del settore dei trasporti devono registrare una chiara tendenza al ribasso. La strategia odierna cambierà il modo con cui le persone e le merci circolano in tutta Europa e renderà facile combinare diversi modi di trasporto in un unico viaggio. Abbiamo fissato obiettivi ambiziosi per l’intero sistema dei trasporti per garantire una ripresa sostenibile, intelligente e resiliente dalla crisi della COVID-19”.

 

 

La Commissaria per i Trasporti, Adina Vălean, ha dichiarato che “le tecnologie digitali hanno il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di muoverci, rendendo la nostra mobilità più intelligente, efficiente e anche più verde. Dobbiamo offrire alle imprese un quadro stabile per gli investimenti verdi che dovranno effettuare nei prossimi decenni. Attraverso l’attuazione di questa strategia, creeremo un sistema dei trasporti più efficiente e resiliente,
saldamente rivolto a ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo”.

 

 

Quali dovranno essere le tappe per raggiungere gli obiettivi di cui sopra?

Entro il 2030:
– Almeno 30 milioni di automobili che circoleranno sulle strade europee dovranno essere a emissioni zero
– almeno 100 città europee saranno a impatto climatico zero
– il traffico ferroviario ad alta velocità dovrà raddoppiare in tutta Europa
– la mobilità automatizzata dovrà essere diffusa su larga scala dovranno essere approntate per il mercato navi a zero emissioni

 

Entro il 2035:
– dovranno essere disponibili aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni

 

Entro il 2050:
– quasi tutte le automobili, i furgoni, gli autobus e i veicoli pesanti nuovi saranno a zero emissioni
– il traffico merci su rotaia raddoppierà
– una rete transeuropea di trasporto multimodale (TEN-T) sarà pienamente operativa
– per trasporti sostenibili e intelligenti con connettività ad alta velocità.

 

 

La Commissione Europea sottolinea anche che in questa evoluzione non si deve lasciare indietro alcun Paese, Regione o Area rurale: è indispensabile che la mobilità sia disponibile e accessibile a tutti.
Per traguardare gli obiettivi di cui sopra occorrono necessariamente risposte concrete e immediate di ciascun Paese membro dell’UE.

 

Il recovery Fund assegnato al nostro Paese per il rilancio dell’economia da mesi schiacciata dalla pandemia, consentirà di destinare risorse economiche importanti anche nel settore delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

 

IL MIT ha posto in evidenza diverse priorità, tra queste si segnalano:

– porti green e logistica sostenibile, per migliorare l’accessibilità portuale, riconvertire la flotta navale in chiave ambientale, rinnovare il parco dei mezzi su gomma adibiti all’autotrasporto, rinnovare locomotori e i carri merci, completare la digitalizzazione nell’ambito del sistema logistico;
– opere ferroviarie per la mobilità dei cittadini e la connessione veloce del Paese, per migliorare l’accessibilità della
popolazione che dovrà avere a meno di 1 ora un collegamento con l’alta velocità (il target è l’ottanta per cento della popolazione al termine del programma a meno di un’ora da una stazione alta velocità);
– modernizzazione dei collegamenti stradali e autostradali, con l’aumento della sicurezza, dell’efficienza delle connessioni, la transizione digitale e le smart road;
– innovazione digitale nei trasporti, favorendo alcuni progetti sperimentali specifici come il Brenner “Digital Green Corridor”, la piattaforma nazionale per i servizi digitali con sperimentazioni pilota di tecnologie per la cooperazione tra veicoli infrastrutture in realtà urbane individuate, il TPL 4.0 verde e sicuro, il living Lab sperimentale nella città di Milano per le tecnologie innovative per il TPL.

 

 

Articolo a cura di Vito Coviello, socio AIDR e Responsabile Osservatorio Tecnologie Digitali nel settore dei trasporti e della logistica

Esattamente cinque anni fa, con la conclusione di una sudata COP21, credevamo di assistere al trionfo dell’ambientalismo: 175 Stati (ora 195) firmavano un accordo passato alla storia come Accordi di Parigi.
Esso impegnava le nazioni firmatarie, tra cui USA (ora usciti ma in procinto di rientrare), Cina, India, Paesi Europei e tante altre, a ridurre gradualmente le proprie emissioni di gas serra attraverso la transizione ecologica.
Questo per scongiurare un riscaldamento globale oltre i 2°C, un possibile scenario futuro definito “pericoloso e instabile” dalla maggioranza della comunità scientifica, dai servizi di sicurezza nazionali e (tra gli altri) anche buona parte dei fondi assicurativi. [1]

 

 

Basti considerare che il riscaldamento attuale è di 1,1°C dall’inizio dell’età industriale, e già si notano crescenti conseguenze sulla sicurezza e sulla vita delle persone: ad esempio è stimato che nella sola Europa negli ultimi 10 anni più di 700mila persone siano state costrette a migrare per via di eventi meteorologici estremi ed anomali; del resto, il nostro continente è una delle zone più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. [2]

Il tasto dolente è che, a dispetto della serietà dell’emergenza climatica, risulta che solo Marocco e Gambia abbiano finora rispettato gli impegni presi. [3]

Per quanto gli Accordi di Parigi siano spesso celebrati come punto saldo dell’azione globale contro la crisi climatica, i rilevamenti ci mostrano come da quella data le emissioni antropiche di gas serra non abbiano purtroppo smesso di aumentare [4].
Uno dei motivi sembra essere che, essendo gli Accordi NON vincolanti, gli Stati abbiano deciso semplicemente di NON rispettarli, di fatto continuando a stanziare migliaia di miliardi in euro, a livello globale, per i sussidi alle fonti fossili: parecchie volte più che, ad esempio, nel settore medico-sanitario (situazione chiaramente rappresentata dal grafico seguente, realizzato dal professor Francesco Gonella dell’Università Ca’Foscari di Venezia):

 

In questo contesto s’inserisce bene una celebre frase di Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, rivolta anni fa ai Capi di Stato: “Con i sussidi alle fonti fossili usiamo i soldi della gente per finanziare gli uragani”.

Sfatato quindi il mito de “gli Accordi di Parigi hanno risolto il problema”, viene spontanea una domanda: oltre alle piccole azioni quotidiane, come può ognuno di noi agire per spingere le istituzioni a rispettare gli impegni presi? Del resto, ne va del futuro delle nostre comunità e della stessa Città di Mogliano.

 


Fonti:
[1] https://www.rinnovabili.it/ambiente/clima-polizze-assicurative/ https://www.italiachecambia.org/2020/02/clima-sicurezza-cosa-dicono-militari/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/06/clima-lallarme-degli-11mila-scien
[2] https://it.euronews.com/2020/02/27/migranti-climatici-sono-gia-tra-noi-e-sono-europei
https://environmentalmigration.iom.int/europe-and-africa
[3] https://climateactiontracker.org/
[4] https://climate.nasa.gov/vital-signs/carbon-dioxide/

La campagna di adesioni per promuovere il parco della biodiversità nelle ex Cave di Marocco, lanciata dal Comitato a difesa di quest’area preziosa ai margini del Comune di Mogliano, sta continuando con successo, malgrado le difficoltà frappostesi a causa delle limitazioni imposte come prevenzione alla pandemia.

 

Di seguito alcune righe per dare conto alla cittadinanza moglianese dello stato dell’arte.

 

La petizione ha raggiunto e superato, in data 19 novembre, le 4000 firme a sostegno del progetto per la creazione di un Parco della Biodiversità alle cave senili di Marocco (3326 online e 723 manuali). La raccolta continua.

 

Si sta avvicinando l’appuntamento col primo Piano degli Interventi che il Comune di Mogliano Veneto si è impegnato a presentare entro i prossimi mesi e che il Comitato chiede preveda già la perimetrazione dell’area da salvaguardare e un impegno di spesa per effettuare lo Studio Ambientale e iniziare ad attrezzare l’area di proprietà comunale (ex Marchesi) che dovrebbe costituire l’ingresso nord al Parco/Biotipo.

 

Purtroppo il Covid-19 si è messo di traverso al piano di raccolta firme manuali, causando l’annullamento degli appositi banchetti previsti in alcuni luoghi della Città.

 

Il Comitato chiede pertanto a tutti coloro che condividono l’obiettivo, di firmare la petizione online sul sito.

 

Verranno inoltre distribuite delle foto cartoline delle cave nei negozi della Città per dare sei diverse immagini dell’ambiente da proteggere, scattate da un fotografo naturalista.

L’iniziativa di piantumazione ha unito giovani ambientalisti, ecoribelli, associazioni e un’azienda agricola

 

Come preannunciato qualche giorno fa in un nostro articolo, i gruppi FridaysForFuture ed Extinction Rebellion di Mogliano – composto da giovani e adulti – ha piantumato una ventina di alberi in una zona offerta dall’azienda agricola bio&locale La Zucca Vuota (in fondo a Via Cortellazzo).

 

Le piante sono arbusti e alberi nostrani (querce, biancospini, salici ecc) e sono state procurate dall’APIO (associazione cittadina che lotta contro i tumori).

 

 

“Neanche sapevamo che oggi fosse la giornata nazionale degli alberi! – dice Cesare, membro del gruppo ecoribelle e lavoratore della Zucca Vuota – infatti più che onorare la ricorrenza, il nostro obiettivo era dare un buon esempio a pubblici e privati, dimostrando che un’iniziativa come questa è semplice da organizzare e molto utile e soddisfacente. È un simbolo di vita.”

 

“Di certo con venti piante non salveremo il pianeta dal collasso climatico, né possiamo illuderci di essere più green o sostenibili per così poco. Ma tra una presentazione del nostro movimento e un’azione di sensibilizzazione, ogni tanto ci sta fare anche queste iniziative simboliche, in attesa che le istituzioni si rendano conto della crisi climatica ed ecologica che ci minaccia, inizino ad informare adeguatamente i cittadini, e agiscano sul serio per impedire il peggio ” dichiara Luigi, 23 anni.

 

Il gruppo ecologista aggiunge inoltre che chi a Mogliano o dintorni volesse seguire il loro esempio ma avesse bisogno di aiuto o consigli, può contattarli su Facebook (@FFF & XR Mogliano), Instagram (@fffxrmogliano) o via mail ([email protected]).

Cimadolmo (TV) è uno degli 8 migliori Comuni italiani per efficienza e sostenibilità energetica. Insieme al Comune trevigiano, premiati anche Milano, Saluzzo, Prato, Chieri, Montoro, Maglianico e Collecchio.

La cittadina di tremila abitanti riceve più fondi rispetto a una metropoli come Milano

 

Sensibilizzare i Comuni all’uso delle fonti rinnovabili per lo sviluppo di progetti di efficientamento energetico, partendo dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Con questo obiettivo, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e GSE (Gestore dei Servizi Energetici) hanno indetto la prima edizione del “Premio Comuni Sostenibili GSE”, in cui Cimadolmo è risultato uno degli otto Comuni assegnatari d’Italia.

 

Il Premio – così come il suo conferimento e il video sugli interventi realizzati nel comune di Cimadolmo – è stato presentato per la prima volta a tutta Italia in occasione dell’Assemblea annuale Anci tenutasi quest’anno, causa emergenza sanitaria, in modalità esclusivamente virtuale, nella giornata di ieri. Un’esperienza tutta nuova, quindi, che non ha tuttavia impedito a sindaci, istituzioni e addetti ai lavori di confrontarsi come di consueto sulle tematiche che interessano la vita amministrativa.

 

Siamo grati al GSE per il conferimento di questo prestigioso premio, ma ancor di più per tutto quello che fa nel territorio e per il prezioso aiuto che ci sta dando nel coronare i nostri sogni – ha commentato il sindaco di Cimadolmo, Giovanni Ministeri, in videoconferenza. – Oggi sono felice perché sono tante le persone che ci chiedono come siamo arrivati a questo risultato e inoltre i Cittadini stessi cominciano ad acquisire maggiore fiducia in merito alle tematiche legate alla Sostenibilità.”

Tutto questo attivando un circolo virtuoso sul territorio, in grado di contribuire alla creazione di reddito e alla riduzione della bolletta energetica e della spesa a carico dell’ente istituzionale” prosegue il primo Cittadino.

“Stiamo inoltre lavorando con l’intera comunità cercando di indirizzarla su questa strada, portando i nostri Cittadini in direzione del risparmio energetico, preparandoli ad un futuro incentrato su altri programmi ancora in materia di Sostenibilità”.

E conclude: “A volte si sogna, poi chiaramente bisogna valutare la fattibilità, ma davvero sognando a volte si riescono a raggiungere gli obiettivi. Noi, per questo, ci riteniamo dei grandi sognatori. La mia squadra è composta da ragazzi giovani, la maggior parte tra i 25 e i 35 anni, tutti con una gran voglia di lavorare per questo paese e di migliorarlo.

Pensare che un Comune come il nostro di soli tremila abitanti abbia ricevuto un sostegno economico maggiore di una grande metropoli come Milano, deve essere motivo di orgoglio per la nostra Amministrazione e un grande stimolo a proseguire su questa strada”.

 

Grazie ai fondi messi a disposizione dal GSE, tra gli interventi promossi dall’Amministrazione Comunale cimadolmese rientrano:

• la riqualificazione energetica e l’adeguamento antincendio della scuola primaria
• l’efficientamento energetico di un vecchio stabile inutilizzato
• la riqualificazione energetica della sede municipale e del Comando di Polizia
• l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico della sede della Protezione Civile (in foto)
• l’efficientamento energetico e l’aggiunta di fonti rinnovabili degli spogliatoi degli impianti sportivi
• il miglioramento sismico ed energetico di una ex scuola chiusa e della palestra comunale
• la riqualificazione energetica degli impianti di pubblica illuminazione.

 

Commenta così il raggiungimento di questo brillante traguardo Rossano Cadamuro, consigliere comunale con delega ai Lavori pubblici: “La Pubblica Amministrazione è chiamata a svolgere un ruolo esemplare in materia di sostenibilità ambientale, in particolare per quanto riguarda le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Noi ci auguriamo che il singolo Cittadino e le imprese possano replicare queste azioni virtuose rispettivamente in ambito domestico e aziendale”.

 

Gilberto Fantuzzi, geometra comunale, ha fatto inoltre intendere che i numerosi interventi qualificanti attuati nel territorio consentiranno di ottenere considerevoli risparmi dei costi di gestione e di manutenzione per i prossimi dieci anni almeno.

 

La riqualificazione energetica sembra quindi essere il fiore all’occhiello dell’Amministrazione cimadolmese, già premiata nel marzo 2019 quale migliore Best Practice italiana nell’utilizzo delle risorse per il risparmio energetico. Poco più di un anno fa, Cimadolmo riceveva infatti un primo prestigioso riconoscimento nazionale in tema di sostenibilità.

Se allora i riflettori erano puntati sull’Innovation Hub sito in via Roma (in foto principale), un edificio ad emissioni quasi pari allo zero, oggi – alla luce degli obiettivi raggiunti – i riflettori sono puntati sull’intero territorio comunale.

95 ettari di barene della laguna saranno preservati grazie a “Life Vimine”, progetto di recupero sostenibile che coinvolge le comunità locali

 

Sono 95 gli ettari di barene della laguna nord, tra la palude dei Laghi e le isole di Burano, Mazzorbo e Torcello, che sono state protette dall’erosione, in particolare quella causata dal moto ondoso, grazie a Life Vimine. I soggetti aderenti al progetto, co-finanziato dal programma Life+Nature 2012 della Commissione Europea, tra cui Acque Risorgive, dopo i positivi risultati della fase sperimentale, hanno deciso di dare seguito a questa attività che, in modo integrato e sostenibile, consente di proteggere uno degli ambienti di maggior valore del territorio veneto. Per questo il Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica, presieduto da Francesco Cazzaro, ha dato mandato al direttore Carlo Bendoricchio di sottoscrivere il protocollo di intesa finalizzato a estendere gli interventi protettivi alle altre barene e paludi più interne della laguna per preservarle dall’erosione.

 

 

“La sperimentazione – spiega Bendoricchio – ha confermato che si tratta di un metodo di intervento rispettoso delle valenze ecologiche e paesaggistiche di questi fragili ambienti e sostenibile dal punto di vista sociale ed economico”.

 

Per proteggere i quasi cento ettari di barene sono state utilizzate nei quattro anni di sperimentazione, 4 mila fascine prodotte con legno locale, infissi 11 mila pali in laguna, rimossi 60 metri cubi di rifiuti. Non solo, Life Vimine, attraverso piccoli interventi di ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale con l’utilizzo di materiale biodegradabile (principalmente legno e fascine di rami) ha permesso di valorizzare la filiera corta del legno per la maggior parte proveniente dall’attività di gestione forestale (potature e scarti di verde) eseguita dal Consorzio di bonifica nella terraferma.

 

 

Altro punto di forza di Life Vimine, che ha spinto i soggetti attuatori (oltre al Consorzio, il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto – Direzione progetti speciali per Venezia, il Comune di Venezia e l’Università degli studi di Padova – Dipartimento di ingegneria industriale) a continuare l’attività con la sottoscrizione di una convenzione della durata di ulteriori 5 anni, è il coinvolgimento delle comunità locali che si è tradotto anche nella creazione di nuovi posti di lavoro stabili, utilizzando proprio manodopera locale qualificata, costituita ad esempio da abitanti e pescatori del territorio lagunare. Inoltre, un ambiente lagunare ben conservato contribuisce a sostenere ed incrementare i posti di lavoro legati alle attività come il pescaturismo, l’ecoturismo e più in generale del turismo sostenibile.

 

 

A supporto del progetto si è svolta anche un’intensa attività di comunicazione che ha coinvolto circa 27 mila studenti, cittadini, associazioni e diportisti, con la promozione di buone pratiche a partire dalla riduzione della velocità in barca e alla segnalazione delle criticità riscontrate nelle barene come l’abbandono di rifiuti.

È iniziata oggi la distribuzione della lettera aperta promossa dal movimento Amici Gasometri di Venezia. Volantinaggio porta a porta tra le famiglie e incontri con i candidati di tutti gli schieramenti. In parallelo spedizioni per email, messenger e Whatsapp allo scopo di informare e fare proposte. La lettera verrà inviata ai candidati sindaci, con richiesta di estenderla ai componenti delle liste, nonché ai due contendenti la presidenza della Municipalità di Venezia-Murano-Burano. (Email adesioni [email protected]).

 

Il movimento ricorda che il Comune di Venezia ha già gestito i Gasometri per 14 anni. Infatti, nel 2000, la proprietà privata dei Gasometri passò in mano pubblica allo scopo di creare un terminal servizi per il Giubileo. In oltre un decennio è stata cambiata la destinazione d’uso e aumentati i volumi edificabili per costruire nuovi fabbricati. Nel 2014 la proprietà pubblica decise di liberarsi dell’area e di privatizzarla tutta. Viene venduta con l’autorizzazione per nuove costruzioni a patto che fosse realizzata una palestra per le scuole, inclusa la Bonifica e alcune opere a beneficio collettivo. Va ricordato che nulla di tutto ciò è mai stato fatto. Tuttavia la svolta avviene cinque anni dopo. Nel maggio 2019, MTK Gasometri Venezia acquista l’area dai privati, stanzia i fondi per disinquinare e la palestra prevista per le scuole, finanzia le opere urbane in favore del territorio. Nel febbraio 2020 inizia il piano di Bonifica che terminerà nel 2021.

 

Per il futuro il movimento Amici Gasometri immagina un grande Parco Urbano restituito alla città nel sedime originale dell’antico Campo San Francesco con alberi, fiori, illuminazione e restauro dell’archeologia industriale. In alternativa agli appartamenti di lusso, già autorizzati nel precedente progetto, il movimento chiede di cambiare e innovare in favore dei giovani. “Ispirati dall’Articolo 1 della Costituzione per la Repubblica democratica che sia davvero fondata sul lavoro – spiega Vittorio Baroni tra i promotori del movimento – abbiamo studiato i tre problemi fondamentali di Venezia e siamo pronti a proporre un sistema di soluzioni connesse e compatibili. In primo luogo i Gasometri vanno intesi come fonte di lavoro per almeno 100 giovani studenti nei settori alberghiero, ristorazione e amministrazione. Nuovi lavoratori che vanno supportati, anche con benefici economici, nella ricerca della prima casa a Venezia”. Nel contempo il movimento punta a ottenere la massima qualità per l’ospitalità, per un turismo certificato sostenibile in chiave ambientale, economica e residenziale. “Con un progetto europeo ad hoc – sottolinea Baroni – si potrebbero ridurre i costi della formazione al lavoro, anche i costi delle case in affitto o acquistabili dai giovani con mutuo. Inoltre, dobbiamo giungere a un accordo con ATER, proprietari di case, agenzie immobiliari, Confidi e banche”. Sul fronte pubblico il movimento chiede che lo Stato intervenga con urgenza in Campo San Francesco della Vigna e alla ex Nunziatura. Occorre dare opportunità di residenza ai giovani e togliere il degrado esistente.

 

Tra le proposte anche l’arredo urbano con i materiali del Cadore in memoria dei 600 anni del “Privilegio Ducale” firmato con la Serenissima nel 1420. Si punta a far restaurare la vera da pozzo del 1500 dai maestri artigiani veneziani con il coinvolgimento delle scuole per iniziative didattiche. Sì al palazzetto dello sport per le scuole alla Celestia, dentro alle Galeazze dell’Arsenale magari attivando un laboratorio formativo scolastico finalizzato alla sicurezza dei giovani nella navigazione in barca con rilascio patentino. Sì a un nuovo centro scolastico per insegnare la voga alla veneta agli studenti delle primarie, medie e superiori. Il movimento sostiene l’abbattimento di muri e la costruzione di ponti, la gestione pubblica della darsena con installazione di una colonnina di ricarica barche elettriche, nuovi posti da assegnare solo a residenti, negozi della zona e servizi pubblici.

La Polizia Locale di Treviso ha elevato due verbali da 400 euro in zona Fiera. Il Nucleo antidegrado, dopo aver trovato sacchetti abbandonati da ignoti in via Postumia, ha provveduto a piazzare alcune foto-trappole per sorprendere i responsabili. Alla fine le indagini hanno dato esito positivo: nella giornata di ieri una residente di 48 anni, che abita in via Canal, a pochi metri dal luogo dell’abbandono, è stata sanzionata con 800 euro di multa.

 

«Le foto-trappole e la perizia investigativa degli Agenti con la collaborazione degli ispettori hanno accertato che la signora ha abbandonato in due giorni diversi alcuni sacchetti», spiega il comandante Andrea Gallo.
«Oltre ai verbali da 800 euro, chiederemo a Priula di addebitare il costo dello smaltimento. Stiamo anche valutando eventuali reati a carico di chi abbandona rifiuti: gli eco-vandali costringono i servizi pubblici a interrompere il lavoro ordinario per far fronte a comportamenti illegali per cui non si esclude che i responsabili vengano segnalati all’autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio».

 

L’attività di controllo prosegue anche in via Pisa: «Come è noto, nell’ultimo mese sono state monitorate le aree date in uso esclusivo ai condomini», aggiunge Gallo. «Sono stati notificati tre verbali a un amministratore condominiale per un totale di 1.200 euro. Chi abbandona i sacchetti di rifiuti lo fa spesso di notte o al mattino. Oltre alle foto-trappole e ai servizi in borghese a tutte le ore chiediamo ai cittadini di segnalarci eventuali situazioni irregolari. Entro qualche settimana arriveranno anche nuove telecamere mobili che installeremo dove si verificano più spesso questi episodi».

Il 28 al Parco delle Piscine la presentazione del movimento sociale “XR”

 

Anche quest’anno i giovani dell’Officina 31021 si sono dati da fare per organizzare il Summer Nite Love Festival, e riportare un po’ di festa e di vita al Parco delle Piscine.
Oltre ai servizi di ristorazione ci saranno band, cantautori, ma anche eventi di tipo culturale e di spessore.

 

Domani, martedì 28 luglio, in particolare, vedrà protagonista il tema ambientale, con focus sui nuovi energici movimenti per la difesa del clima e degli ecosistemi: alle 18.30 i giovani FridaysForFuture di Mogliano porteranno la testimonianza del loro (quasi compiuto) anno di attivismo e dei loro risultati.

 

Dopo di loro, a cura del prof. Francesco Gonella (insegnante di sostenibilità al Ca’Foscari di Venezia) e Gianluca Esposito (ex membro del servizio civile) vi sarà la presentazione di Extinction Rebellion, un nuovo movimento sociale basato su disobbedienza civile, non-violenza fisica e verbale, costruzione di comunità resilienti.

 

Extinction Rebellion (detto XR) è diventato famoso l’anno scorso per aver paralizzato la città di Londra per diverse settimane con un immani ribellioni festose, a misura di famiglia, costringendo il governo inglese a intraprendere velocemente scelte ecologiche fino ad allora ritenute inimmaginabili; da allora si è espanso velocemente, con anche in Italia crescenti centinaia di “ribelli per la Vita” e azioni sempre più eclatanti e obiettivi più ambiziosi in tutto il mondo.
Le tre richieste dei ribelli alle istituzioni sono “dire la verità” (informare i cittadini sulla gravità della crisi climatica ed ecologica con la stessa cura con cui si è soliti affrontare un’emergenza nazionale), “agire ora” (azzerare le emissioni di climalteranti e la distruzione degli ecosistemi tenendo come paletto il 2025), “oltre la politica” (la formazione di Assemblee dei Cittadini, forme di democrazia a campionamento stratificato sperimentate in Europa e altre zone, con potere deliberativo).
Ha senso affrontare la crisi climatica “chiudendo” pacificamente le città per smuovere i governi? Le Assemblee dei Cittadini potrebbero essere una svolta nella gestione del potere e delle comunità? Temi stuzzicanti che domani dopo le 18.30, al Parco delle Piscine, verranno affrontati con serietà e dialogo.

Durante la notte tra giovedì e venerdì sono apparsi dei manifesti sulle vetrine di alcuni ristoranti e negozi, scelti per il loro particolare legame con quello sfruttamento delle risorse del Pianeta che alimenta la crisi climatica ed ecologica (deforestazione per mangimi e carne, uso di combustibili fossili, consumismo irrispettoso dei limiti ambientali ed ecologici). I simboli dei grandi affari distruttivi del Pianeta scelti dai simpatizzanti sono stati Roadhouse e Mcdonald’s di Viale della Repubblica, Emisfero, Roadhouse e Mcdonald’s di Silea.

 

Il titolo dei manifesti, “Chiuso per il bene comune”, sottolinea il bisogno di non tornare a uno stato pre-Covid che ha generato la crisi sanitaria per colpa dello sfruttamento e dell’inquinamento della Terra, a causa del quale è probabilmente avvenuto il salto di specie che ha portato alla pandemia. “Chiuso per il bene comune” significa anche che determinate realtà che sono così legate a stretto giro con i modelli di consumo che stanno alterando il clima e gli ecosistemi non possono continuare la loro attività come prima, se non vogliamo accelerare la crisi climatica ed ecologica: questi negozi e ristoranti hanno l’obbligo morale di mettere in discussione lo sfruttamento sul quale basano le loro attività. Proprio il rilancio dell’economia dopo la pandemia è un momento da cogliere per cambiare: da modelli economici basati sullo sfruttamento delle risorse ad altri modelli sostenibili che frenino il consumo di risorse e la produzione di CO2 alla base del riscaldamento globale. Non è possibile tornare ad affari distruttivi come prima della pandemia.

 

Extinction Rebellion (XR) è un movimento socio-politico globale di stampo ambientalista che mira a fare pressione per una risposta rapida e radicale alla crisi climatica e alla distruzione degli ecosistemi, principalmente attraverso la disobbedienza civile nonviolenta. XR è presente anche a Treviso, con un gruppo creato circa un anno fa composto da una trentina di membri attivi, che si sono resi protagonisti nei mesi passati di azioni di sensibilizzazione e protesta e di presentazioni di stampo scientifico in città.

 

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni