Home / Posts Tagged "Ambiente"

“Ascoltare i territori? Solo quando torna comodo a Zaia che altrimenti si tappa orecchie, occhi e bocca come le tre scimmiette. L’accordo siglato con Terna va a calpestare le istanze di ben 18 comuni trevigiani e veneziani che chiedevano proprio a Zaia di non dare il via libera alla stazione elettrica a Volpago del Montello, base per il super elettrodotto da 380.000 volt Scorzè-Volpago”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito dell’accordo di programma firmato oggi tra Regione e Terna per un piano di interventi straordinari per la rete elettrica del Veneto.

 

“Ben vengano intese per migliorare la gestione energetica, peccato che siano raggiunte contro le indicazioni e la volontà dei cittadini. È un modo di agire gravissimo. La lettera dei 18 sindaci, non certo tutti del Partito Democratico, risale al 9 novembre. Zaia ha quindi avuto tutto il tempo per leggerla. E la richiesta unanime era una: l’esclusione della stazione di Volpago. Ha un bel coraggio a parlare di ‘ascolto alle esigenze manifestate dai territori’, quando i contenuti dell’accordo vanno nel senso esattamente opposto. Si conferma il doppio volto di Zaia, autonomista con Roma, ma del tutto centralista in Veneto. A pensar male vien da dire che il Governatore con questa operazione scongiura la trasversale da 380.000 volt sulla sinistra Piave, contro la quale in passato si è battuto vigorosamente”.

 

“Certo – aggiunte Zanoni – che ormai siamo abituati a sentirgli dire tutto e il suo contrario: parla di sostenibilità ambientale e di stop al consumo di suolo mentre firma un accordo che prevede la realizzazione di una stazione su 80mila metri quadri di terreni agricoli, ben 16 campi veneti, che saranno condannati a non produrre più le eccellenze tanto decantate dal Governatore. E sull’argomento sarebbe interessante conoscere il parere del ministro dell’Ambiente e Tutela del territorio, la lettera era indirizzata anche a lui, visto che si va a costruire in una delle aree del Veneto e di tutta Italia dal maggior consumo di suolo”.

 

“Con l’accordo di oggi – conclude il consigliere democratico trevigiano – viene steso il tappeto rosso al super elettrodotto da 380mila volt, al di là delle dichiarazioni di facciata di Terna. Che subito si è affrettata a dire come non sia in programma la sua realizzazione. Excusatio non petita, accusatio manifesta…”.

La Carta, inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e ai Ministri della Giustizia, dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, della Salute, dei Trasporti e Infrastrutture, nonché al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, diventerà ora una petizione per una raccolta di firme via web
Sei premesse che vanno dal rispetto dei diritti dell’uomo e dei valori universali al rispetto dei Principi di leale cooperazione e della proprietà privata. Sono questi gli obiettivi  della Carta di Chioggia 2019. Il documento, presentato nell’incontro “Chioggia e la laguna: rinascita economica e impianto Gpl”, sarà inviato presto al Governo per ottenere risposte concrete e riforme  in merito alla salute e alla giustizia ambientale attraverso l’istituzione della Corte Penale Europea della Salute e dell’Ambiente, la creazione di un Dipartimento nazionale ed Europeo di Giustizia Ambientale e della Procura Nazionale per l’Ambiente e la Salute.
“Abbiamo chiesto al Governo un atto formale – spiega il Professor Antonino Abrami, ex magistrato della Corte d’Appello e della Cassazione- e ogni azione che chiuda definitivamente la possibilità di deposito di Gpl in Chioggia per le ragioni emerse da questa importante assemblea”.
La Dichiarazione di Chioggia 2019, già’ inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e ai Ministri della Giustizia, dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, della Salute, dei Trasporti e Infrastrutture, nonché al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, diventerà ora una petizione per una raccolta di firme via web.
Il documento è supportato da studi scientifici condotti dal Prof. Massimo Guarascio sui pericoli di natura biochimica per la popolazione e per l’ambiente che spiega come “L’Italia detiene il primato mondiale degli eventi e di vittime di disastri. Chioggia, con il deposito Gpl  non è esente a questo tipo di pericolo. Visti i disastri antropici antecedenti al 2000 e gli eventi disastrosi recenti, che sembrano confermare il livello di non adeguatezza delle misure di prevenzione, si chiede al Governo di riconsiderare la localizzazione del deposito Gpl di Chioggia”.
La Carta rileva come i danni siano anche di ordine economico. Infatti l’impianto determinerebbe, secondo lo studio realizzato dal commercialista Carlo Albertini, tra i relatori del documento,   un danno di 700 milioni di euro in termini di svalutazione del sistema integrato della città. Questo senza contare il danno all’ambiente, sociale e storico-artistico”.

È partita già da dicembre la campagna di pulizia e regolare manutenzione dei fossati nel territorio comunale, che si concluderà questo mese, meteo permettendo. L’obiettivo è assicurare il regolare deflusso delle acque, evitare allagamenti di aree urbane in occasione di precipitazioni piovose, che a causa delle variazioni climatiche hanno assunto negli ultimi anni proporzioni sempre più intense.

 

Le vie interessate da questa tranche di lavori sono Terraglio, Ronzinella, Preganziol, Tommasini e Ghetto e la pulizia viene effettuata, dalle 7.30 alle 17.00, con macchine operatrici in carreggiata a bordo strada, con un cantiere mobile.

 

“Grazie a questa azione programmata di prevenzione e manutenzione, combinata con gli interventi che il Consorzio di Bonifica attua lungo i nostri corsi d’acqua, negli ultimi anni abbiamo potenziato la sicurezza idraulica del territorio ed evitato gli allagamenti di alcune zone del centro che si verificavano in passato”, commenta il sindaco Carola Arena.

 

“La corretta manutenzione dei fossati assume una importante funzione ambientale e paesaggistica. Permette, infatti, lo sviluppo di numerose specie vegetali e animali che s’insediano sia all’interno che lungo i margini degli stessi,  sede di un importante patrimonio di biodiversità, migliorano gli aspetti microclimatici, assorbono i fitonutrienti derivanti dall’attività agricola e gli inquinanti prodotti dall’attività umana. Per queste ragioni la manutenzione viene fatta preferibilmente in periodo di riposo vegetativo e con tecniche che favoriscono il ripristino delle condizioni originarie. I tempi che scegliamo per fare la manutenzione sono pianificati con attenzione, tenendo conto anche di questi fattori e non soltanto dell’aspetto, pur importante, di natura idraulica”, evidenzia l’assessore all’Ambiente, Oscar Mancini.

 

Per la sicurezza stradale, un’ordinanza fissa la limitazione massima di velocità a 30 km all’ora in presenza del cantiere. In caso di necessità è anche stata stabilita la regolamentazione della circolazione a senso unico alternato, regolata da movieri.

 

Gli interventi lungo i corsi d’acqua eseguiti nel 2018, in convenzione con il Consorzio acque risorgive e da una ditta esterna incaricata, sono stati:
– Via Roette (tratto di contro strada passante): pulizia risezionamento con creazione passaggio per la manutenzione del piccolo bacino posto alla fine;
– Via Altinia: pulizia e risezionamento fossato posto sul lato est della via dal Vega al capitello
– Via Ca’ Marchesi: taglio vegetazione e risezionamento
– Via Ronzinella – tratto di fosso dal civ 224 a seguire
– Via Preganziol ambo i lati – taglio vegetazione e pulizia dove necessario
– Via Tommasini ambo i lati – taglio vegetazione e pulizia (anche lungo strada privata fino a derivazione fosso principale

Gli interventi programmati sono:
– Via Torni: pulizia risezionamento e consolidamento spondale tramite posa di canaletta prefabbricata tratto dal civ. 39 al civ. 43/45
– Attraversamento via Ca’ Marchesi per creazione linea di scolo tra Pianton e scolmatore del Dese.

Arpav ha comunicato oggi attraverso il suo nuovo bollettino che i livelli validati del PM10 rilevati dalle centraline posizionate nel territorio comunale hanno segnato un miglioramento della qualità dell’aria. Pertanto, secondo quanto stabilito dall’Accordo padano, da domani, venerdì 18 gennaio, il livello di allerta tornerà a essere 0 “verde”.

 

Nello specifico il livello 0 “verde” stabilisce il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, per i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, per le autovetture a uso proprio a benzina Euro 0 e 1 e quelle diesel Euro 0, 1 e 2 e 3, per i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3, oltre a limitazioni all’utilizzo degli impianti termici, al riscaldamento dei locali e alle combustioni all’aperto.

 

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma dei Verdi Metropolitani Venezia

 

Nel 2017 quasi tutti i capoluogo di provincia del Veneto, tranne la città di Belluno, si confermano con livelli eccessi nello sforamento delle polveri sottili (Pm10). Venezia, in particolare, risulta essere al secondo posto tra le città più inquinate, per ben 94 volte al di fuori dei limiti imposti per legge (50 µg/m3), secondo i dati resi pubblici da Legambiente in riferimento all’inquinamento atmosferico regionale.

 

Prendendo riferimento questi numeri, considerando il rapporto Arpav in relazione alla qualità dell’aria 2017 nella provincia di Venezia, dove si legge nella parte conclusiva che “in tutte le stazioni di misura è stato ampiamente superato il numero di giorni consentiti dal Dlgs 155/10 (35 giorni) del valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana, pari a 50 µg/m3. Quale riferimento di background urbano, a Parco Bissuola nel 2017 si sono contati 77 giorni in cui è stato misurato un superamento del suddetto valore limite”, il risultato è un quadro piuttosto preoccupante non solo per i residenti ma anche per tutto l’ambiente circostante.

 

Cosa fare? La risposta non è semplice, ma in questo caso la natura può dare una mano, pochi sanno che esistono dei veri e propri alberi mangia smog in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni durante la loro vita, riuscendo a bloccare le polveri sottili (Pm10) e nel corso delle estati calde e afose, con la loro presenza, fanno sì che la temperatura ambientale della zona diminuisca portandola a livelli più accettabili.

 

Tra queste piante vi sono: l’acero ricci, il cerro, la betulla verrucosa, il ginkgo biloba, il bagolaro, il frassino comune, l’ontano nero, il tiglio (nostrano e quello selvatico) e l’olmo (studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio sulle piante più adatte a battere l’inquinamento atmosferico secondo il CNR).

 

Per questo consigliamo alla città metropolitana di Venezia di prendere seriamente in considerazione la possibilità d’implementare aree verdi specifiche con l’inserimento di un numero consistente di alberi anti smog, non solo nelle zone critiche ma con una distribuzione capillare in tutto il territorio provinciale, per permettere di assorbire parte dell’inquinamento prodotto e ridare dei polmoni verdi e zone con aria pulita ai cittadini metropolitani, un investimento non solo ambientale ma anche in risposta alle problematiche esposte in questi giorni con soluzioni poco risolutive nel lungo periodo come il blocco del traffico.

Da alcune settimane è partita a Mogliano l’operazione “Decoro aiuole”. L’intervento consiste nella messa a dimora di nuove aiuole lungo via Don Bosco – via Zermanesa, a partire dall’Hotel Stucky e fino alla nuova rotatoria di via dello Scoutismo, comprese anche le due rotatorie di via Verdi e di via dello Scoutismo.

 

L’intervento riguarda anche le aiuole all’incrocio tra via Ronzinella e il Terraglio.

Rinnovate anche le piante della siepe del cimitero, ormai morte.

 

“Il tema del Verde a Mogliano si declina sotto due profili: da un lato si aumenta la messa a dimora di nuove piante, di facile manutenzione, anche negli spazi urbani più frequentati, per arricchire il patrimonio arboreo esistente, dall’altro si abbellisce la Città per rendere i luoghi pubblici decorosi e  sempre più accoglienti, promuovendo i valori della tutela ambientale pur compatibilmente con la vita cittadina. L’intenzione, una volta terminata via Zermanesa, è quella di continuare con le aiuole di tutta la Città, centro e periferie”, dichiara il sindaco Carola Arena.

 

 

Le aree interessate dall’intervento, per un costo complessivo di circa 57.000 euro, ammontano a quasi 800 mq. Alla fine verranno piantumate all’incirca 700 piante di oleandro nano, di oleandro e di sedum, una specie tapezzante che non necessita di irrigazione.

 

Inoltre, nelle aiuole più grandi e nelle due rotatorie verranno posizionati alcuni sassi, di dimensioni variabili, porosi che nel tempo verranno “colonizzati” dal sedum.

 

La scelta dell’oleandro è stata dettata da due fattori: da un lato la ridotta manutenzione e la volontà di creare una continuità con le piante di oleandro già presenti in altre aiuole cittadine, come lungo il Terraglio, costituendo un elemento di riconoscibilità del territorio.

 

Per la piantumazione, il terreno è stato dapprima fresato, poi si è provveduto a liberare la terra dalle infestanti presenti attraverso il pirodiserbo, è stata apportata sostanza organica e concime a lenta cessione e solo successivamente si è potuto procedere con la messa a dimora delle piante e la stesa della corteccia.

Il M5S, da sempre schierato a difesa delle aree agricole e boschive e soprattutto dell’enorme consumo di suolo a fini commerciali del territorio comunale, appoggia la richiesta promossa dal comitato dei cittadini di Tessera C.R.I.A.A.Ve, che chiede di trovare degna dimora a quegli alberi che saranno strappati alla terra dove dimorano da decenni, per fare spazio a ulteriori aree a parcheggio. È proprio questo, infatti, uno degli obiettivi descritti nel Masterplan 2021 per l’espansione dell’aeroporto Marco Polo di Tessera, che sarà realizzato da SAVE.

 

Secondo quanto riportato dai criteri in nome dei quali SAVE dichiara di operare per la sostenibilità ambientale della nuova aerostazione, si legge che “dal punto di vista di strutture e infrastrutture, l’impegno delle ricerche e degli studi progettuali è stato rivolto alla minima occupazione di suolo rispetto alla capacità necessaria per i flussi di passeggeri e merci dello scalo”.

Tuttavia il M5S non ci sta e ha depositato una mozione rivolta al Sindaco, affinché si faccia portavoce del disagio dei cittadini di Tessera e ricordi a SAVE la responsabilità che nutre verso il territorio che la ospita.

 

La preoccupazione del M5S riguarda il patrimonio verde di circa 1.200 esemplari, costituito in gran parte da alberi di pregio, per fare posto (molto probabilmente) a una riga di pioppi, come già fatto in un intervento precedente.

 

Nell’area dell’ex vivaio, sono presenti pini, cedri, faggi, querce, ippocastani, frassini, cipressi e molte altre essenze, che attualmente creano uno scudo naturale al continuo innalzamento dell’inquinamento atmosferico e acustico per tutti i cittadini che abitano nelle adiacenze dell’aerostazione.

Il M5S insiste che il Sindaco – quale responsabile della salute dei cittadini veneziani – possa e debba intervenire per la salvaguardia di tutto ciò che contribuisce a preservare un habitat salubre e gradevole.

 

La difesa di questo patrimonio arboreo rappresenta pertanto un punto focale della questione. “Se così non fosse, il patrimonio arboreo non sarebbe riconosciuto come fondamentale e difeso attraverso leggi specifiche a tutti i livelli amministrativi, da quelli locali a quelli internazionali”, commenta la consigliera comunale Sara Visman.

Non solo Treviso, ma anche Venezia e Mestre hanno toccato il livello arancione in questi giorni a causa delle Pm 10 che, per quattro giorni consecutivi, hanno superato i limiti consentiti.

 

Di conseguenza è scattato il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30, per tutti giorni della settimana.
I veicoli oggetto del divieto sono le auto a uso privato alimentate a benzina (euro 0 e 1) e diesel (euro 1, 2, 3 e 4), così come i veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel (euro 1, 2 e 3) e tutti i ciclomotori euro 0 a due tempi.

 

Per quanto riguarda gli impianti termici, è proibito utilizzare quelli a biomassa inferiori come classe alle 3 stelle.
Lunedì sarà effettuato un nuovo controllo dell’aria, che stabilirà il miglioramento o meno della situazione.

Negli ultimi giorni il nostro giornale si è occupato del problema inquinamento a Treviso.

 

Oggi portiamo alla luce la testimonianza dell’assessore all’Ambiente Manera Alessandro durante la trasmissione 20 e 10 su Antennatre, facendo chiarezza sulle misure antismog e sul passaggio al livello arancio.

 

A tal proposito anche il sindaco Conte ha dichiarato nella sua pagina Facebook: “La nostra Amministrazione ha già mosso passi importanti per ridurre l’inquinamento in città: sono stati stanziati 200 mila euro nei primi tre mesi (contro i 140 mila in 5 anni della Giunta Manildo) per la sostituzione delle vecchie caldaie e sono arrivati i bus elettrici in centro. Ci stiamo muovendo nella direzione del teleriscaldamento e verso misure CONCRETE ed efficaci per la sostenibilità ambientale”.

Zanoni (PD): “Discarica abusiva a Fossalta di Piave: la Regione avvii un monitoraggio dei capannoni vuoti, spesso utilizzati dalla criminalità organizzata per smaltire i rifiuti”

 

 

“La Regione avvii un piano di monitoraggio dei troppi capannoni vuoti in Veneto, spesso utilizzati come discariche abusive. Quello di Fossalta di Piave è solo l’ultimo, gravissimo, episodio. Serve un maggior impegno contro la criminalità organizzata e il business legato allo smaltimento illegale di rifiuti”. A denunciarlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni che torna a incalzare la Giunta su questo tema, partendo da quanto scoperto nel comune del Veneziano dai Carabinieri del Noe e presentando una nuova interrogazione.

 

“Ben 16mila metri cubi di immondizia stipati in un capannone di 4mila metri quadri, con balle alte fino a cinque metri, che per fortuna non hanno preso fuoco. Un’indagine complessa visto che la proprietaria dell’immobile è una società con sede alle Isole Vergini, l’area sarebbe però nella disponibilità di due ditte con titolari ucraini che a loro volta avrebbero affittato il capannone a un cittadino marocchino residente nel Trevigiano, ma irreperibile. La struttura è sotto sequestro, tuttavia non sappiamo ancora quali siano i materiali presenti, se ci siano sostanze pericolose per la salute e l’ambiente. Occorre prestare la massima attenzione, poiché i capannoni vuoti, spesso in stato di abbandono, sono migliaia in Veneto e diventano appetibili per le organizzazioni criminali in cerca di magazzini per stoccare i rifiuti. Per questo mi appello ad amministratori locali e cittadini affinché sia prestata massima attenzione ai movimenti sospetti di mezzi pesanti nei pressi di capannoni inutilizzati. Anche perché – aggiunge il vicepresidente della commissione Ambiente – sempre più spesso si verificano incendi nei luoghi di raccolta rifiuti, tra discariche, impianti di trattamento, di compostaggio ed ecoballe: ben 350 dal 2014 a oggi secondo i dati del Sole 24 ore, 250 gli episodi nel Nord Italia negli ultimi due anni”.

 

“Più volte ho sottolineato come le infiltrazioni mafiose nella nostra regione siano state sottovalutate, il Veneto è stato definito la ‘Terra dei fuochi del Nord’. L’ordinaria amministrazione non serve più, ma non c’è ancora questa consapevolezza. Basti pensare alla bocciatura nell’ultimo bilancio di un nostro emendamento che prevedeva lo stanziamento di un milione per un Piano straordinario di controllo delle attività di smaltimento dei rifiuti, per contrastare le attività illecite”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni