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Quanti di noi hanno l’abitudine di fumarsi la sigaretta e poi gettare a terra il mozzicone? Lo spegniamo con il piede e lo lasciamo lì, imbrattando marciapiedi, tombini e spiagge, senza considerare che i mozziconi, insieme alle chewing-gum, sono tra i rifiuti più numerosi e dannosi al mondo. Se le gomme impiegano in media cinque anni per smaltirsi, i mozziconi possono arrivare fino a 12.

 

Ogni giorno sui Social o nelle riviste ci vengono sbattute in faccia immagini terribili di quello che i rifiuti stanno causando al nostro Pianeta, arrivando a raggiungerne anche i luoghi più incontaminati.

 

La situazione sta sfuggendo di mano. Negli stomaci delle balene vengono ritrovate buste di plastica. I volatili si costruiscono il nido con pezzi di plastica e cocci di vetro. Le tartarughe scambiano i rifiuti di plastica per meduse e li inghiottono, andando incontro a morte certa.

 

La verità più allarmante arriva dal WWF, che informa come ogni anno vengano disperse in natura 100 milioni di tonnellate di plastica. Non è da meno Legambiente, che denuncia come mozziconi, chewing-gum, cotton-fioc, cannucce, e tutti gli oggetti monouso in genere stiano soffocando i nostri mari e le nostre spiagge.

 

Pensiamo che un solo mozzicone avvelena 500 litri d’acqua. Sempre più spesso i pesci come tonni e salmoni mangiano pesci più piccoli che hanno ingoiato filtri di sigaretta, e le sostanze chimiche ci ritornano nel piatto.

 

La plastica, così comoda, utile e poco costosa, è il peggior nemico degli animali e della natura!

 

Ecco allora le 5 piccole e semplici abitudini che tutti noi possiamo adottare salvare il Pianeta:

  1. Basta cannucce. Possiamo farne a meno.
  2. Basta acquistare prodotti singoli. Prediligiamo l’acquisto del prodotto sfuso.
  3. Basta sacchetti di plastica. Iniziamo ad adoperare una borsa riutilizzabile
  4. Basta con la plastica monouso. Troviamo gli stessi prodotti usa e getta fatti di carta
  5. Basta comprare alimenti contenuti negli imballaggi solo per comodità.

Parte da Venezia un messaggio ambientalista nel segno dell’arte.

Sabato 20 luglio alle 18.00, sul Canal Grande, davanti a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, gli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia presenteranno l’installazione “The Twin Bottles: Message in a Bottle”. Due sculture metalliche di circa 4 metri raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento nei mari del mondo. Una denuncia diretta e provocatoria come solo l’arte sa essere.

 

L’opera sarà esposta fino al 1° settembre.

Xhixha e Braglia sostengono inoltre il progetto TartaLove di Legambiente per la tutela delle tartarughe marine.

“The Twin Bottles: Message in a Bottle” è un evento collaterale del programma dedicato alla Festa del Redentore e sarà presentato alla presenza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Le opere sono esposte in Canal Grande in accordo con Città di Venezia, Vela e AVM Holding.

Legambiente, nel suo rapporto annuale sull’inquinamento dell’atmosfera nel Veneto relativamente al 2017, ha rilevato che tutti i capoluoghi veneti ad eccezione di Belluno hanno superato di molto il limite massimo di 35 sforamenti annui imposto dalla legge per le polveri sottili.

 

Il limite massimo è stato superato da Padova, Venezia, Verona, Treviso, Rovigo e Vicenza. Padova ha avuto 102 sforamenti nel 2017, Venezia 94, Verona 90, Treviso 83, Rovigo 80 e Vicenza 73 contro i soli 19 sforamenti di Belluno.

 

La situazione è grave in tutta la Pianura Padana e nel 2018 le cose sono andate peggio.

Per limitare al massimo le emissioni di PM10, Legambiente chiede di ridurre la velocità dei veicoli in città a soli 30 chilometri orari, di aumentare le zone a verde pubblico e di riqualificare inoltre gli edifici pubblici per ridurre i consumi energetici.

 

Fonte: Veronasera.it

Riceviamo e pubblichiamo la posizione del Circolo del Partito Democratico XXV Aprile di viale San Marco – Mestre a proposito del progetto immobiliare previsto nell’ex campo sportivo del Real San Marco (ex area INA).

 

Grazie alla determinazione del Presidente e dei Consiglieri della Municipalità di Mestre Centro, abbiamo potuto prendere visione di quattro disegni tecnici che descrivono un nuovo progetto edilizio nello spazio abbandonato da anni, inquinato e in attesa di bonifica, cioè l’ex campo sportivo del Real San Marco (ex area INA) e parlarne per la prima volta con i cittadini nell’assemblea pubblica del 28 giugno 2019 presso il patronato della chiesa di San Giuseppe.

 

Basta supermercati, basta residenze per turisti

L’intervento pare prevedere la costruzione di una torre di 14 piani, magari da destinare direttamente o indirettamente ai turisti grazie alla comodità con Venezia e a un nuovo supermercato. Un altro.

 

A volte ci chiediamo dove vivano i nostri Amministratori comunali e quale destino abbiano in mente per questo quartiere, che conta circa 15000 abitanti, e più in generale per la città di Mestre. È ragionevole pensare di trasformare ogni angolo possibile solo in ricettività e servizi per i turisti?

 

Parliamo di un’area che per decenni ha ospitato una società di calcio la quale, grazie al suo impegno nei settori giovanili, è diventata un pezzo di storia del quartiere. Un campo di calcio dove sono cresciute generazioni di bambini e ragazzi che praticando lo sport  hanno imparato anche i valori ad esso collegati.

 

È di un supermercato e di tanti appartamenti che ha bisogno il nostro quartiere, oppure di un campo sportivo e/o impianti sportivi da mettere a disposizione dei nostri ragazzi e ragazze. Quale delle due ipotesi promette di migliorare la vita dei residenti di viale San Marco?

Le risposte sono tanto ovvie e scontate da imporre a tutti noi un impegno per arrivare a una soluzione diversa da quella che sembrerebbe concretizzarsi.

Spazi a beneficio dei propri figli o nipoti

Come è noto il terreno appartiene a un privato che solo a fronte di precise garanzie sulla trasformazione dell’area, attualmente a verde pubblico, in edificabile si farà carico della bonifica e delle varie opere di urbanizzazione. 

Ecco perché la nostra proposta, per noi l’unica realmente praticabile, è che l’amministrazione comunale:
1) provveda ad avanzare una coerente proposta di acquisto del terreno affinché ne diventi unico proprietario (terreno che attualmente nelle condizioni attuali costa poco perché gravato da più vincoli)
2) realizzi le relative bonifiche
3) costruisca e rilasci pluriennale concessione degli impianti sportivi a società che ne hanno titolo.

 

Ovviamente siamo consapevoli delle notevoli spese legate alla bonifica del terreno (che il quartiere attende da decenni), ma pensiamo anche che sia normale chiedere all’amministrazione comunale di investire risorse per migliorare il territorio del quartiere e creare spazi che andranno a beneficio dei nostri figli o nipoti e che potrebbero essere usati da tutti i mestrini.

 

Non intendiamo demonizzare l’iniziativa privata, ma riteniamo però che in circostanze come questa il Comune abbia il diritto/dovere di intervenire a salvaguardia della salute e della qualità della vita dei suoi Cittadini.

 

Per i motivi sopra descritti intendiamo organizzarci per avanzare questa richiesta al Comune di Venezia, iniziativa per la quale chiediamo il supporto degli abitanti, dei comitati cittadini, dei partiti tutti.

Senza azioni immediate e concrete, si stima che tra 80 anni l’aumento previsto delle acque modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con profonde ripercussioni sul litorale costiero e sulle città che vi si affacciano. Uno dei casi più preoccupanti sarà Venezia, con un + 1,064 m.

 

Paola Zuliani, della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, ha consegnato al Santo Padre un video sui rischi dei cambiamenti climatici, in particolare per Venezia

 

A Roma, in Città del Vaticano, si è da poco concluso il Convegno Internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice (www.centesimusannus.org) dal titolo La Dottrina Sociale della Chiesa dalle radici all’era digitale: come vivere la Laudato Sì. Un invito alla riflessione sull’Enciclica di Papa Francesco e allo sviluppo di un’ecologia integrale, che diventi sempre più una priorità per le persone, le aziende, le istituzioni e il mondo politico.

 

 

Insieme a numerosi relatori giunti nella capitale da tutto il mondo, l’incontro ha ospitato i gruppi italiani locali composti da imprenditori e professionisti, che hanno portato alla luce alcune tematiche vicine al proprio territorio geografico. Tra questi, il lavoro del Gruppo di Treviso – di cui Paola Zuliani (fondatrice dell’agenzia digitale WTN) ne è referente – ha portato all’attenzione del Convegno uno studio sui rischi per Venezia e sulle aree urbane che insistono sul mare.

 

Nell’udienza privata post Convegno con il Santo Padre, la referente del Gruppo locale di Treviso ha potuto parlargli e consegnarli direttamente il video del lavoro svolto, cogliendo una gioia sincera negli occhi del Pontefice.

 

Sono stati portati all’attenzione del Santo Padre i rischi per la città di Venezia dovuti all’aumento delle temperature che comporterebbero un innalzamento del livello del mare.

 

“Se non ci saranno azioni immediate e concrete – sottolinea Paola Zuliani – fra 80 anni si stima un innalzamento delle acque a Venezia di + 1,064 m”. Paola Zuliani ha messo in evidenza come uno dei casi più preoccupanti sarà Venezia, la città d’arte più minacciata dall’innalzamento del livello del mare e per la quale si rendono necessari interventi mirati.

 

 

L’appello di Papa Francesco

Se da una parte è vero che iniziano a manifestarsi diversi segnali incoraggianti – come un crescente investimento sulle risorse di energia rinnovabile e una maggiore sensibilità ai temi ecologici –, dall’altra tante restano ancora le sfide da affrontare.

 

In chiusura del Convegno, il Pontefice ha invitato tutti i partecipanti a impegnarsi nel portare avanti una testimonianza concreta dei valori e dei principi ispiratori della Enciclica Laudato Sì, e di sensibilizzare le persone sul tema dei cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze.

 

A tal proposito, Papa Francesco ha ribadito che “il bene comune viene spesso messo a rischio da atteggiamenti di eccessivo individualismo, consumismo e spreco”. Per questo motivo, si rende difficile “promuovere la solidarietà economica, ambientale e sociale e la sostenibilità all’interno di un’economia più umana, che consideri non solo la soddisfazione dei desideri immediati, ma anche il benessere delle future generazioni”.

Importante è anche sottolineare come, nel suo intervento, Papa Francesco abbia ricordato che la Lettera Enciclica su cui si è incentrata la conferenza della Fondazione non sia una Enciclica verde, ma Sociale.

 

A supporto del messaggio del Pontefice, la presidente del Convegno Anna Maria Tarantola (già dirigente Banca d’Italia ed ex presidente Rai) ha evidenziato come tutti noi “dobbiamo agire subito e bene, per ritornare sul corretto sentiero di una crescita equa, solidale e sostenibile”.

Le azioni da intraprendere saranno efficaci solo se portate avanti da tutti gli attori coinvolti, quali la società, le imprese, le banche, i mercati, le istituzioni e i politici.

 

Altri interventi di spicco sono stati quelli proferiti dal Cardinale Pietro Parolin, dal Prof. Enrico Giovannini, dall’editore Ferruccio De Bortoli e da Mons. Nunzio Galantino, che hanno offerto numerose occasioni di confronto sulla Laudato Sì, a quattro anni dalla sua pubblicazione.

L’Amministrazione comunale casalese è orgogliosa di comunicare che tutta l’energia elettrica utilizzata nell’anno 2019 dal proprio comune per l’illuminazione pubblica e gli edifici di proprietà dell’Ente proviene da fonti rinnovabili ed è 100% “energia verde” certificata.

 

Ad attestarlo è il Consorzio Energia Veneto, e il Comune, in qualità di socio del Consorzio, grazie al proprio quotidiano impegno, ha contribuito a raggiungere l’importante traguardo di 3.702.740,04 tonnellate di CO2 evitate. Scegliendo energia proveniente da fonti rinnovabili, l’Amministrazione casalese intende promuove tra i cittadini una nuova cultura dell’energia e un impegno virtuoso e concreto a favore dell’ambiente.

Si conclude domani, lunedì 24 giugno, la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile EUSEW 2019. L’evento finale sarà il convegno su “La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito: esperienze e progetti con l’energia sostenibile” in programma alle 15.30 nelle sale dell’hotel Bologna, a Mestre.

 

Con il convegno sulla rigenerazione urbana si affronterà il tema della riqualificazione del territorio a 360° gradi: a partire dall’abitare delle famiglie e dal consumo energetico del patrimonio edificato fino ad arrivare agli aspetti della sicurezza delle città, del decoro e della qualità dell’ambiente. Quest’anno, architetti e urbanisti, ma anche ANCE, l’associazione dei costruttori, e Confesercenti saranno chiamati a discutere sugli interventi, talvolta nemmeno troppo costosi, che potrebbero essere attuati per risparmiare in termini di energia a beneficio del sistema produttivo, dei conti delle aziende e complessivamente dell’ambiente urbano.

 

 

Convegno

La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito:

esperienze e progetti con l’energia sostenibile

Lunedì 24 giugno 2019, h 15.30 – 19.00

Venezia Mestre, hotel Bologna, via Piave 214

 

 

Saluti introduttivi e presentazione del tema

Gianpiero Perin, Comitato Direttivo Associazione NordEstSudOvest

Ugo Cavallin, Presidente ANCE Venezia

 

 

Modera

Francesco Miggiani, Responsabile Prodemos Venezia Nordest

 

 

Interventi

Franco Gazzarri, Consigliere Ordine Architetti PPC della Provincia di Venezia

Abitare il Paese, Città e Territori del futuro prossimo

Marina Dragotto, Direttrice AUDIS Associazione Aree urbane Dismesse

Una nuova cultura urbana per lo sviluppo del Paese

Oscar Girotto, Esperto della materia

Rigenerazione urbana: il caso di Mestre, esperienze e prospettive

Maurizio Franceschi, Direttore generale Confesercenti Venezia

Il ruolo del Commercio nella rigenerazione urbana delle Città

Andrea Sacchetto, EGE Esperto Gestione Energia, consulente CIVIESCO

I contratti EPC: strumento di rigenerazione del patrimonio edilizio costruito

 

 

Considerazioni conclusive

Gianfranco Bettin, Presidente Municipalità di Marghera

Paola Mar, Assessore al Turismo del Comune di Venezia

Andrea Ferrazzi, Senatore, Componente XIII Commissione Senato della Repubblica

 

 


 

La Settimana EUSEW è organizzata dal 2011 dall’associazione Nordestsudovest e gode del patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, della Regione del Veneto, dell’ENEA, della Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, dell’ANCI, dell’ANCE Venezia, del Comune di Venezia, della Città Metropolitana di Venezia e delle Università Ca’ Foscari e IUAV di Venezia.

Si inaugura oggi, lunedì 17 giugno, con il primo convegno in programma alle ore 16.30 sul tema “Produrre dai rifiuti: energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare” l’edizione 2019 della “Settimana europea dell’energia sostenibile”.

 

La manifestazione è organizzata dal 2011 dall’associazioneNordEstSudOvest e gode del patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, della Regione del Veneto, dell’ENEA, della Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta Lagunare, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, dell’ANCI, dell’ANCE Venezia, del Comune di Venezia, della Città Metropolitana di Venezia e delle Università Ca’ Foscari e IUAV di Venezia.
Con l’organizzazione della Manifestazione, l’Associazione vuole raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, i soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi e i mezzi di informazione sulle tematiche della produzione e dell’uso intelligente dell’energia, mettendo in evidenza tematiche generali e casi concreti e coinvolgendo a questo proposito le diverse realtà interessate.

 

 

L’edizione 2019 della Settimana sarà ufficialmente la prima manifestazione a Venezia che si propone come Plastic Free: l’associazione NordEstSudOvest che la organizza (dal 17 al 24 giugno) ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare proprio in forza all’impegno a bandire durante i propri eventi in programma bottigliette d’acqua, bicchieri e quant’altro di plastica.

 

 

Di seguito il primo convegno del ciclo 2019.

Lunedì 17 giugno 2019 – ore 16.30
Venezia Mestre, Hotel Tritone Best Western, viale Stazione 16

PRODURRE DAI RIFIUTI: ENERGIA SOSTENIBILE E NON SOLO. ESPERIENZE E PROGETTI DI ECONOMIA CIRCOLARE
Modera Pierantonio Belcaro, Presidente dell’associazione NordEstSudOvest

 

Interventi di:
Silva Papalino
Sportello EuropeDirect del Comune di Venezia
Vladimiro Agostini
Presidente di Veritas s.p.a.
Alberto Ferro
Presidente di Eco-ricicli Veritas s.r.l.
Marco Boaria
Responsabile Risorse e sviluppo di ALDA
Enrico Cancino
CEO di Green Tech Italy Rete d’impresa
Antonio Casotto
Presidente Ethan Group
Massimo Fuccaro
Direttore Generale di NET s.p.a., in rappresentanza anche di CiviESCO s.r.l.
Roberto Galeazzi
Presidente Consorzio VALMAU
Lorenzo Lastella
CEO di Energintech s.r.l.
Elena La Rocca
Consigliera del Comune di Venezia

 

Sarà ufficialmente la prima manifestazione a Venezia che si propone come ‘Plastic Free’. La “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, presentata negli uffici veneziani del Consiglio d’Europa, ha sfoggiato un prestigioso biglietto da visita: l’associazione NordEstSudOvest che organizza la Settimana (dal 17 al 24 giugno) ha ottenuto il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare proprio in forza a quest’impegno a bandire durante i propri eventi in programma bottigliette d’acqua, bicchieri e quant’altro di plastica.

 

 

Da questo punto di partenza, la Settimana ha deciso di lanciare un ‘sasso nelle stagno’ con un’idea che potrebbe trovare realizzazione nella città storica che ospita 30 milioni di turisti l’anno. Potrebbero essere create, con una sperimentazione ad hoc, delle aree nelle quali siano invitati turisti e residenti a rinunciare all’uso della plastica: un segno di rispetto per la città e per tutto il pianeta.

 

 

È indubbio che negli ultimi anni si è andata consolidando nellʼopinione pubblica la consapevolezza della necessità di fare qualcosa per tutelare il nostro pianeta contro il fenomeno del riscaldamento globale e dall’inquinamento che sta avvelenando i mari e la terra. Il programma della Settimana guarda proprio a questa problematiche ponendole in un’ottica concreta, di quello che può localmente essere fatto.

 

 

Ecco allora il convegno di lunedì 17 (Hotel Tritone Best Western, in viale della stazione a Mestre, ore 16.30) su “Produrre dai rifiuti: energia sostenibile e non solo. Esperienze e progetti di economia circolare” che metterà a confronto operatori pubblici e privati dell’area veneta. Mercoledì 19 a Mestre (Centro culturale Negozio 67, via Piave 67, ore 17,30) con il convegno “Energiapulita, aria pulita: situazione e progetti nellʼarea veneta”, si analizzerà quel che può essere fatto sul risparmio energetico, mentre lunedì 24 (Hotel Bologna, via Piave 214, ore 15,30) si parlerà di “La rigenerazione del patrimonio edilizio costruito: esperienze e progetti con lʼenergia sostenibile”, che non affronterà solamente la questione dell’edilizia residenziale ma, negli interventi di architetti e urbanisti, prenderà in considerazione anche la diffusa realtà degli edifici commerciali e industriali.

 

 

Detto che venerdì 28 a Mestre (Cinema Teatro Kolbe, via Aleardi 156, ora 21,30) verrà proiettato il curioso film documentario “Karamea”, sulla possibilità di vivere diversamente da quanto non si faccia nei Paesi più sviluppati, bisogna ricordare che in collaborazione con l’ufficio Europe Direct del Comune di Venezia da lunedì 17 a venerdì 21 sarà attivo all’interno del Centro culturale Piave 67 un ‘Infopoint’ sull’energia sostenibile.

 

 

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