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Anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan plaude all’accordo siglato tra Regione Veneto, Legambiente, Fondazione Cariparo ed Ente Parco Delta del Po per il recupero e la nuova valorizzazione dell’imbarcazione Goletta Verde come nave didattica.

 

“Invierò una lettera a tutte le scuole del Veneto – annuncia – perché nella loro programmazione annuale tengano conto della nuova opportunità didattica e inseriscano una giornata di formazione sul Delta del Po per far scoprire agli allievi questa esperienza di scuola di mare, di conoscenza ambientale e di scoperta della biodiversità”.

 

“La storica imbarcazione di Goletta Verde, non appena sarà restaurata e riallestita, sarà come un’aula a cielo aperto – sottolinea l’assessore – a beneficio in particolare degli studenti del Veneto che potranno così, con il valido ausilio di esperti, affrontare in presa diretta il tema del rispetto dell’ambiente, in particolare quello marino. Una bellissima opportunità per le nuove generazioni, così attente e sensibili alle tematiche ambientali, per scoprire da vicino la complessità della natura e le sfide da vincere nella salvaguardia dell’ecosistema”.

“A Mogliano c’è stata l’ennesima moria di pesci dovuta a uno sversamento di liquami: visto che i responsabili sono stati immediatamente individuati, sono stati anche sanzionati?”. A chiederlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente, con un’interrogazione a risposta scritta sull’episodio avvenuto lo scorso 28 agosto lungo il canale della Fossa Storta.

 

 

“Sono finiti nelle acque ben 150 ettolitri di liquami a causa, pare, di un problema tecnico alle tubazioni di un allevamento di suini, un guasto che ha provocato una strage di carpe, oltre a rendere l’aria irrespirabile per il cattivo odore. Purtroppo gli sversamenti sono sempre più frequenti, con gravi conseguenze su ittiofauna e ambiente: basti pensare a quanto accaduto lo scorso anno con i reflui delle cantine in occasione della vendemmia. La Regione dovrebbe essere maggiormente presente, con controlli preventivi. Questa volta Arpav e vigili urbani sono intervenuti subito, riuscendo a risalire all’azienda responsabile, ma hanno solo potuto constatare la moria di pesci. Mi auguro che sia stata comunque notiziata la magistratura – aggiunge l’esponente democratico trevigiano – e chiedo alla Giunta se, a distanza di due settimane, ci sia un bilancio definitivo dei danni all’ittiofauna e all’ambiente. Va purtroppo considerato che il Fossa Storta confluisce nel fiume Dese che a sua volta sfocia nella Laguna di Venezia, dove la Regione Veneto ogni anno investe fior di quattrini pubblici per il suo disinquinamento”.

Gli enormi e prolungati incendi in Siberia e nella Foresta Amazzonica sono eventi talmente grandi e sconvolgenti, le cui conseguenze non si può pensare ricadano solamente in quei territori perché, invece, coinvolgeranno tutto il Pianeta. 

 

Proprio per questo, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il 24.08.2019, a fronte di questi disastri ecologici in Amazzonia e Siberia, ha rivolto una lettera a tutti i Sindaci delle città europee affermando che “Avere cura del pianeta, è avere cura degli uomini. Di fronte ai disastri che oggi devastano Siberia e Amazzonia, gli europei lancino un segno, una campagna simbolica. Ogni sindaco di città grande o piccola d’Europa sia il motore di una nuova speranza e con un piccolo gesto, ma di grande impatto, pianti un albero sotto lo slogan: Tu sei il mio respiro, You are my breath”. 

 

La mozione, presentata dai gruppi consiliari delle opposizioni del Comune di Spinea a prima firma del consigliere Giovanni Litt e da discutersi al prossimo consiglio, impegna proprio l’amministrazione comunale a piantare un albero in un luogo simbolico della Città sotto lo slogan “Tu sei il mio respiro, You are my breath”. 

 

A fronte, poi, dell’annunciato taglio di oltre 100 alberi nel territorio comunale per motivi di sicurezza, con questa iniziativa speriamo che questa prima simbolica piantumazione possa essere d’esempio per la sostituzione di tutte le altre piante che saranno abbattute, così come prevede anche il Regolamento del Verde Pubblico e Privato di Spinea. 

 

Ricordiamo, infatti, che per esempio il Comune di Spinea aderisce già alla Giornata Nazionale degli Alberi, riconosciuta dalla Legge n.10 del 14 gennaio 2013, che rappresenta l’occasione privilegiata per porre l’attenzione sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente e che negli anni ha visto diverse attività volte a coinvolgere soprattutto gli studenti per diffondere la coscienza dell’importanza degli alberi in città. Negli ultimi 10 anni durante le giunte Checchin, poi, con interventi del Comune o con Accordi di programma, sono stati piantumati 12.269 alberi allo scopo di migliorare l’ambiente urbano, mitigare i cambiamenti climatici secondo quanto definito nel PAES – Patto d’Azione per l’Energia Sostenibile, abbattere le polveri sottili e contribuire al progetto “Bosco in Città”.

Si è riunito ieri a palazzo Balbi il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza, durante il quale l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, insieme ai rappresentanti dei Comuni capoluogo e delle Province, ha fatto il punto della situazione sulla qualità dell’aria in Veneto

 

“I dati dimostrano un trend in calo per quanto concerne i principali inquinanti, mentre permane un valore di fondo non trascurabile – sottolinea l’assessore – non è un problema solo nostro, ma di tutte le regioni del Bacino Padano, che ha caratteristiche tali da rendere la situazione persistente.” 

 

“Negli ultimi anni – precisa Bottacin – abbiamo investito 300 milioni di euro su questo fronte e continuiamo con provvedimenti e misure che incentivano la riduzione delle emissioni. Ho chiesto, insieme ai colleghi del bacino padano, al ministro Costa più volte di avere una interlocuzione con Bruxelles per cercare di esplicitare la particolare situazione della nostra area, che dal punto di vista geomorfologico non favorisce il ricambio dell’aria.”

 

La riunione del Comitato coordinato dalla Regione è stata occasione per prendere atto del recente accordo tra i Comuni capoluogo di provincia per affrontare i picchi di emissione di PM10 che, per la maggior parte, sono derivanti dal riscaldamento domestico. Visto l’accordo dei Comuni, sono state coinvolte formalmente le Province per l’attivazione dei tavoli zonali che hanno il compito di sovrintendere all’applicazione e, eventualmente, all’estensione dell’accordo stesso. 

 

“L’invito alle Province, come prevede la normativa vigente, è ad attivare i tavoli zonali – commenta l’assessore regionale all’Ambiente – saranno i tavoli a valutare se estendere l’impegno preso dai Comuni capoluogo, in modo da rendere omogenei e, quindi, più efficaci i provvedimenti a tutela della qualità dell’aria in tutto il Veneto.”

 

I rappresentanti degli enti presenti si sono dati appuntamento a fine mese per mettere in atto gli impegni presi a partire dal mese di ottobre.  

“Le sagre plastic free sono una bellissima iniziativa oltre che necessaria. Ma non possiamo lasciare che siano solo i privati ad adottare queste misure su base volontaria: le istituzioni, Regione in primis, devono svegliarsi, incentivando le buone pratiche, diventate in realtà indispensabili se vogliamo garantire un futuro al nostro pianeta”. Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente commenta la decisione delle Diocesi di Treviso e Vittorio Veneto da un lato e delle Pro Loco trevigiane aderenti all’Unipli dall’altro, di bandire la plastica da feste, celebrazioni e sagre, utilizzando esclusivamente materiale biodegradabile.

 

“È un esempio da applaudire e seguire, non soltanto a parole. Solo nella Marca parliamo di almeno 500 manifestazioni con un milione di visitatori – insiste Zanoni. – Finora però la Giunta Zaia ha mostrato scarso interesse sul tema, come se le uniche priorità per i veneti fossero Olimpiadi e Prosecco, da ‘rivendere’ poi nella campagna elettorale permanente a cui la Lega ci ha abituato. La guerra alla plastica  e all’inquinamento che ne deriva è invece indispensabile, all’interno di un impegno più ampio per la riduzione della quantità di rifiuti incentivando il riciclo e l’economia circolare. Perciò come Partito Democratico abbiamo presentato un Pdl, di cui sono primo firmatario, che spinge forte in questa direzione. Si va dalla raccolta ‘porta a porta’ per tutti i comuni per arrivare anche al 100% di differenziata, alla distribuzione di contenitori per il compostaggio domestico, dall’eliminazione di bottiglie in plastica nelle mense scolastiche fornendo brocche e bottiglie in vetro, agli incentivi per la vendita di prodotti alla spina come latte, vino e detersivi o per l’uso di pannolini ecologici, lavabili e riutilizzabili. Il Pdl è stato sottoscritto anche da Cinque Stelle, LeU, Civica per il Veneto, Italia in Comune e Forza Italia: mi auguro che venga calendarizzato al più presto in aula e che anche la maggioranza leghista dia il proprio assenso. Di fronte all’emergenza climatica e ambientale che stiamo vivendo. non può esserci colore politico”.

“Va ogni giorno aumentando il livello di cultura verso azioni di tutela ambientale plastic free, anche in eventi di grande attrazione popolare come le sagre. Mi sembra un ottimo segnale”. A dirlo è l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, commentando alcune dichiarazioni del presidente regionale dell’UNPLI, Giovanni Follador, che evidenzia una crescita di attenzione in tal senso.

 

“È una cultura che non deve essere abbandonata, anzi va continuamente potenziata – sottolinea l’assessore – credo che anche il bando da me proposto alcuni mesi fa, che prevedeva contributi fino a mille euro a chi organizzasse sagre e feste aperte al pubblico plastic free, sia stato un ulteriore stimolo. In quel bando era espressa proprio la volontà di incentivare le stoviglie riutilizzabili, somministrando cibi e bevande sfusi e privi di imballaggio primario, distribuendoli con vuoti a rendere o utilizzando stoviglie biodegradabili e compostabili qualora non fosse possibile il ricorso a stoviglie riutilizzabili. Un bando a cui hanno, infatti, aderito quasi duecento manifestazioni, tutte finanziate dai fondi regionali.”

 

Un impegno culturale che da tempo viene portato avanti, con diverse iniziative, come la guida concordata tra l’Unpli e la Regione Veneto, utile per chi organizza eventi di questo tipo.

 

“Non è un caso, d’altro canto, se il Veneto da anni mantiene la leadership nazionale per la raccolta differenziata con numeri sempre più imponenti. Segno di una cultura in materia in cui la nostra Regione non è seconda a nessuno.”

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici.

 

Se le api muoiono, a farne le spese saranno l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

 

L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!

 

Il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta.
Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Inoltre, è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos, tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori.

 

Con una petizione, Greenpeace chiede al Governo italiano e alla Commissione europea di:
1. Bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori
2. Applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi
3. Aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche.

 

Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.

 

 

Fonte: www.greenpeace.org

“Esprimo la più forte e calorosa solidarietà all’amico e collega Gianpaolo: so che non ti fai intimidire e che continuerai a svolgere la tua preziosa attività per fare del Veneto una terra sempre migliore. Io, l’intera Giunta e tantissimi veneti siamo con te”.

 

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, si rivolge al collega Gianpaolo Bottacin, fatto oggetto di minacce per l’azione svolta in veste di assessore all’Ambiente.      

 

“Qualunque sia il livello e l’entità della minaccia – conclude Zaia –, sappia costui o sappiano costoro, che una Regione come la nostra che vanta vari primati nella difesa dell’ambiente e la cui popolazione si distingue da sempre per i suoi comportamenti virtuosi, non abbasserà mai la guardia contro chi tenta di esportare da noi una nuova terra dei fuochi. Non glielo lasceremo fare”.

L’amministratore delegato di “Sereni Orizzonti” Valentino Bortolussi e Stefano Toscani dello Studio Tea hanno ricevuto dall’ingegner Teresa Ceccato di Paradigma Italia la speciale certificazione “Struttura Green” per la RSA costruita a Torre di Mosto.

 

Come tutti gli altri edifici realizzati da “Sereni Orizzonti” nel resto d’Italia, anche questa nuova residenza sanitaria assistenziale presenta caratteristiche all’avanguardia per quanto riguarda l’ecosostenibilità e il risparmio energetico. Realizzata in classe energetica A3, è infatti in grado di produrre autonomamente circa 250.000 kWh di energia (pari al 60% del suo intero fabbisogno) e di ridurre fortemente l’emissione in atmosfera di anidride carbonica. Un risultato notevole ottenuto anche grazie all’impianto solare termico sul tetto per uso sanitario e integrazione al riscaldamento, al recuperatore termodinamico del calore contenuto nell’aria espulsa e alla pompa di calore ad alta efficienza che in gran parte utilizza energia rinnovabile.

 

Con l’utilizzo di sistemi di riscaldamento da fonti naturali rinnovabili si migliora l’impronta ecologica, viene incrementata l’indipendenza energetica, si ottiene un significativo vantaggio economico grazie a incentivi e risparmi in bolletta. Ecco perché Paradigma Italia ha scelto di premiare il gruppo friulano “Sereni Orizzonti” – leader in Italia nella costruzione e gestione di RSA per anziani non autosufficienti – per la scelta ecologica di installare un “Sistema Solare Aqua”, suo brevetto esclusivo che da oltre vent’anni garantisce rese energetiche senza paragoni anche nelle stagioni fredde e completamente privo dell’inquinante glicole all’interno del circuito.

 

Grazie all’installazione di una superficie di circa 60 mq lordi di pannelli solari sottovuoto, la RSA di “Sereni Orizzonti” a Torre di Mosto evita così la diffusione in atmosfera ben 9.692 kg di anidride carbonica all’anno (pari a più di 193 tonnellate di CO2 in 20 anni): un risultato ambientale assimilabile alla piantumazione di ben 972 nuovi alberi.

 

«Costruire edifici che non impattano sull’ambiente circostante e aiutano a non inquinare il pianeta è per noi un motivo di orgoglio che si aggiunge a quello di generare nuova occupazione e promuovere un servizio socialmente utile» ha commentato soddisfatto Valentino Bortolussi, amministratore delegato di Sereni Orizzonti.

“Il disboscamento a Premaor di Miane, nella ‘core zone’ dell’area riconosciuta patrimonio mondiale dell’umanità, per far spazio a un vigneto di Prosecco rispetta gli accordi e le prescrizioni previste dall’Unesco?”. È quanto chiede il vicepresidente della commissione Ambiente e consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta Zaia, facendosi anche portavoce delle preoccupazioni dei residenti che la scorsa settimana hanno manifestato per dire no a questo intervento. “Già ieri potenti ruspe sono entrate in azione, evidentemente si deve procedere in fretta”.

 

“Un’operazione autorizzata su carta intestata ‘Regione Veneto – Giunta Regionale’ in data successiva al riconoscimento Unesco, che sta suscitando apprensione ed indignazione tra la popolazione locale, tra molti cittadini e tra e realtà regionali, associazioni e comitati, che hanno a cuore l’ambiente e la biodiversità del Veneto. In tal senso è stata eloquente la manifestazione dello scorso primo agosto lungo la via che costeggia il bosco raso al suolo a Premaor di Miane, con circa 500 partecipanti, che hanno testimoniato la propria solidarietà ai residenti”.

 

“Persone costrette a convivere con a fianco un vigneto anziché il bosco, con tutte le conseguenze del caso, a partire dalle derive dei pesticidi, dannose per la salute. Ma non solo: l’area interessata si trova su una collina dalle pendenze considerevoli e c’è il rischio che il terreno, rimodellato dalle ruspe, possa cedere sotto l’effetto delle bombe d’acqua, con frane e smottamenti, purtroppo sempre più frequenti nelle colline del Prosecco. Finora l’assessore Bottacin si è aggrappato ai formalismi, nascondendosi dietro i funzionari che hanno materialmente firmato l’atto. Ammetta di essere favorevole al disboscamento dell’area Unesco nella ‘core zone’, la parte con maggiori vincoli e tutele, elemento fondamentale che però non viene mai citato nell’autorizzazione”.

 

“Purtroppo l’assessore ha inanellato una serie di falsità preoccupanti sul caso Premaor. Afferma che si tratta di ‘ripristino agricolo e non di distruzione di foresta’, quando invece è un disboscamento a tutti gli effetti con distruzione di un patrimonio arboreo. È smentito proprio dal suo funzionario, che invece scrive del disboscamento, come riporta il punto 10 dell’autorizzazione: ‘Il terreno da disboscare dovrà avere una superficie di m² 8.140 secondo quanto riportato negli elaborati grafici di progetto’. Ancora una falsità  quando sostiene che ‘in Veneto la superficie boschiva è in netta crescita, da decine di migliaia di ettari all’anno’. È incredibile: a Belluno, la sua provincia che mostra di conoscere poco, Treviso e Vicenza l’uragano Vaia nell’ottobre 2018 ha raso al suolo 28mila ettari di foresta, che nessuno ha ripristinato”, sottolinea Zanoni.

 

“Lascio in fondo, poi, le accuse che mi ha riservato, in primis quella di essere un ‘ambientalista da salotto’, mostrando tutta la sua ignoranza nei confronti del sottoscritto, presente sul territorio molto più di lui e da molti più anni. Anche perché in Veneto le occasioni non mancano: siti minacciati da ruspe, cantieri abusivi, discariche abusive, inquinatori di tutti i tipi, bracconieri, cacciatori di frodo per non parlare dei 644 siti inquinati censiti da Arpav. Comunque lo ringrazio perché mi dà l’occasione di spiegare quanto si sbaglia sul sottoscritto. Per difendere concretamente l’ambiente ho girato in lungo il largo il Veneto anche nei luoghi più disparati, effettuando centinaia di denunce e notizie di reato per abusi di ogni tipo. Negli anni ho partecipato ad oltre cento processi nelle aule dei tribunali penali come teste dell’accusa, sicuramente più dell’assessore. Non solo in Veneto ma anche in altri tribunali come quello di Napoli in seguito a denunce di caccia di frodo a Ischia. Ho partecipato a campi antibracconaggio a Malta, nello stretto di Messina, a Ischia, Cipro e in Namibia, dove ho incontrato le autorità locali, comprese quelle di polizia e giudiziarie. Stessi incontri per attività illecite nei confronti degli animali a Bucarest e Kiev. Voglio poi ricordargli che io gli alberi li pianto, non ne decreto la distruzione come avviene troppe volte grazie a documenti rilasciati su carta intestata ‘Regione Veneto – Giunta Regionale’. Nel corso degli anni – ribadisco – ne ho piantati oltre 2000 in un terreno di pianura, anch’essa oggetto dell’invasione della monocoltura del prosecco che sta eliminando molte, troppe siepi campestri”.

 

“Se tra un rally e l’altro trova del tempo per vedere quello che si può fare, anche da semplici privati, per ricreare un habitat anche nella nostra martoriata pianura venga a trovarmi: lo accompagnerò volentieri nel mio piccolo bosco, ricco di essenze di diverse specie, abitato e frequentato da uccelli, mammiferi e numerosissimi insetti impollinatori utili all’agricoltura. Con la speranza che nasca in lui un po’ di amore per l’ambiente e per le creature del mondo vegetale e animale”.

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