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La campagna di adesioni per promuovere il parco della biodiversità nelle ex Cave di Marocco, lanciata dal Comitato a difesa di quest’area preziosa ai margini del Comune di Mogliano, sta continuando con successo, malgrado le difficoltà frappostesi a causa delle limitazioni imposte come prevenzione alla pandemia.

 

Di seguito alcune righe per dare conto alla cittadinanza moglianese dello stato dell’arte.

 

La petizione ha raggiunto e superato, in data 19 novembre, le 4000 firme a sostegno del progetto per la creazione di un Parco della Biodiversità alle cave senili di Marocco (3326 online e 723 manuali). La raccolta continua.

 

Si sta avvicinando l’appuntamento col primo Piano degli Interventi che il Comune di Mogliano Veneto si è impegnato a presentare entro i prossimi mesi e che il Comitato chiede preveda già la perimetrazione dell’area da salvaguardare e un impegno di spesa per effettuare lo Studio Ambientale e iniziare ad attrezzare l’area di proprietà comunale (ex Marchesi) che dovrebbe costituire l’ingresso nord al Parco/Biotipo.

 

Purtroppo il Covid-19 si è messo di traverso al piano di raccolta firme manuali, causando l’annullamento degli appositi banchetti previsti in alcuni luoghi della Città.

 

Il Comitato chiede pertanto a tutti coloro che condividono l’obiettivo, di firmare la petizione online sul sito.

 

Verranno inoltre distribuite delle foto cartoline delle cave nei negozi della Città per dare sei diverse immagini dell’ambiente da proteggere, scattate da un fotografo naturalista.

Riceviamo dal Comitato a Difesa delle ex Cave di Marocco un resoconto di quanto svolto durante i mesi estivi per la salvaguardia dell’ambiente

 

Dal 7 luglio è in atto la raccolta firme per la petizione “Un Parco della biodiversità alle cave di Marocco”. Al 30 settembre ha raggiunto quota 3.500. Il prossimo obiettivo è arrivata a 4.000 per puntare poi ad avvicinarsi alle 5.000 per l’appuntamento invernale con la presentazione del Piano degli Interventi, ove si spera di trovare le prime risposte concrete agli impegni assunti dalla Giunta Bortolato e dal Consiglio Comunale.
Chi volesse sostenere il Comitato firmando la petizione su stampato cartaceo lo trova nei negozi: BioE’ sul Terraglio, Panificio del quartiere San Marco, Erboristeria Gerrmoglio al centro commerciale Ronzinella, Erboristeria di via Vanzo, Equo e Solidale in Piazza Pio X, Ca’ Donadel a Campocroce (altri si stanno aggiungendo).

 

Il Comitato ha presentato all’Amministrazione Comunale le proprie proposte al Piano degli Interventi (sono 12 pagine dedicate a: Aria, Acqua, Suolo, Paesaggio). Chi è interessato può trovarle nel sito www.cavedimarocco.it.

 

A detta del Comitato, la nuova viabilità prevista a Marocco per bypassare la stretta del ponte sul Dese e del semaforo posizionato prima e dopo il Postiglione è eccessivamente impattante e coi quartieri Marocco e Terraglio-Favorita si stanno approntando le osservazioni al progetto.

 

Il 27 settembre è stata effettuata una prima escursione sperimentale a numero chiuso (20 partecipanti) per capire come organizzare questo aspetto molto importante. Il Comitato ipotizza di riproporre un numero chiuso più allargato (30 partecipanti) la prossima uscita, prevista il 25 ottobre.
Attenzione: possono partecipare solo le persone in grado di autocertificare una serie di condizioni sottoscrivendo apposito stampato.

A soli 10 giorni dal lancio (7 luglio) la petizione lanciata dal comitato a difesa delle ex cave di Marocco di Mogliano Veneto registra già oltre 2100 adesioni

 

Il comitato a difesa delle ex cave di Marocco di Mogliano Veneto ha avviato una importante campagna, attraverso una petizione appoggiata da pubblica sottoscrizione di firme, per sensibilizzare l’amministrazione comunale a intraprendere finalmente i passi giusti per la realizzazione del Parco della biodiversità. Il territorio interessato si colloca ai margini sud della cittadina di Mogliano Veneto, confinante col comune di Venezia e in parte coincide con l’area del dismesso parco divertimenti Veneland, attivo negli anni ‘90.

 

 

Una petizione per salvaguardare la biodiversità florofaunistica

Tale richiesta di sottoscrizione non è rivolta soltanto ai cittadini moglianesi, ma in generale a quanti, privati o associazioni, hanno a cuore la salvaguardia dalla cementificazione e vogliano godere di un ambiente rinaturalizzato, in una zona del Veneto, purtroppo già oggi eccessivamente compromessa dall’urbanizzazione. La raccolta firme non è un’arma lanciata contro qualcuno, ma rafforza le posizioni di chi crede in un progetto di riqualificazione di un’area umida di altissimo interesse naturalistico, per offrire alla comunità un sito di magica bellezza, oggi raro, per la particolare biodiversità florofaunistica.

 

Scopo è quello di pervenire ad una mediazione con la proprietà che fa capo alla Quaternario SPA, ma tenendo la barra del timone diritta, ad evitare la compromissione di un ambiente prezioso. In oltre sedici anni, da che è iniziata la battaglia per la tutela di quest’area umida, si sono alternate amministrazioni comunali di diverso colore politico. Sostanzialmente tutte hanno appoggiato le intenzioni del Comitato, con l’importante risultato di aver provvisoriamente preservato l’area da speculazioni edilizie, anche attraverso strumenti urbanistici e drastiche riduzioni delle pretese della proprietà, che inizialmente ambiva a realizzare un insediamento residenziale ad uso turistico, per complessivi 140.000 metri cubi. Nessuna amministrazione si è spinta più oltre, quantomeno per far riconoscere formalmente la tutela dell’area, secondo la Direttiva Europea denominata rete Natura 2000, malgrado che il Comitato ex Cave di Marocco avesse fornito a suo tempo gli elementi di base e le competenze per l’avvio della procedura di riconoscimento come Sito di interesse Comunitario (SIC). Ad oggi si è pervenuti ad una posizione di stallo, dopo diversi progetti presentati dalla proprietà e respinti. Si confida ora in un’ulteriore possibilità di dialogo, che negli auspici del comitato dovrebbe tener conto di una ormai necessaria sensibilità ambientale. Imprescindibile che l’eventuale cubatura edilizia, per dimensione e vicinanza non disturbi l’area da proteggere.

 

Obiettivo: 3.000 firme

L’esito della petizione (obiettivo minimo 3.000 firme che confidiamo poter superare) sarà portato all’attenzione del Sindaco, la cui giunta ha espresso anche recentemente formale impegno a concretizzare la realizzazione di un Parco di iniziativa locale, secondo rigorosi criteri rispettosi della biodiversità.

 

Il comitato ex Cave di Marocco è disposto ad esplorare questa nuova manifestazione di volontà politica, mantenendo però una posizione di scrupolosa vigilanza sulla coerenza dei fatti rispetto ai propositi asseriti, perché non venga stravolta in un’eventuale fase esecutiva la finalità inderogabile di Parco della Biodiversità.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del Comitato a difesa ex Cave di Marocco e della delegazione Salviamo il Paesaggio della città, che intendono segnalare le inadempienze dell’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto e sollecitare una risposta

 

L’onda lunga dei vecchi PRG e delle innumerevoli varianti continua a consumare terreno fertile; non solo palazzine fuori misura appaiono in centro e in periferia, ma aree che vedevamo ancora verdi a breve non lo saranno più.
Ecco allora concretizzarsi, a distanza di anni dalla previsione in PRG, una nuova lottizzazione a Campocroce e quella, per noi ancora più dolorosa e su cui ci siamo spesi ottenendo migliorie, che farà nascere una serie di villette di fianco a Villa Zara Pasin (meglio conosciuta come Villa Zanga). Andate a vederla almeno una volta prima che cominci il cantiere. Da noi, come 50 o 60 anni fa, costruire le villette a fianco di una Villa storica significa dare valore alle villette e non al bene architettonico che dovrebbe essere difeso.

 

Ancora all’Ovest l’area retrostante l’ex SPIM attende nuovi edifici e, se passate per Zerman, vedrete un cartello che propone la vendita di un altro prato a fini lottizzazione. Nel prossimo futuro, inoltre, di certo vedremo apparire altri cantieri grazie al “risveglio” delle autorizzazioni a costruire “dormienti”.

 

La nostra attività, i nostri interventi per mobilitare la Soprintendenza hanno ridotto l’impatto a fianco di Villa Zanga e, forse, indotto l’Amministrazione a far ridurre le cubature a Campocroce e in altre situazioni.
Continueremo a tenere alta l’attenzione in attesa dei nuovi strumenti urbanistici, resta il fatto che il consumo di suolo continua in presenza di una legge regionale che si propone di arrestarlo e che invece dimostra tutta la sua inefficacia.

 

Questa Amministrazione ha adottato un PAT che affermerebbe la volontà di ridurre le cubature previste dai precedenti PRG, ma molti mesi sono passati e il PAT è ancora un’idea sulla carta. Di sicuro non si è dato seguito alle nostre richieste di capire il futuro delle cave di Marocco e di avere risposta alle osservazioni al PAT, quelle nostre come quelle di altre associazioni.
Ancora una volta la realizzazione dell’agognato Parco della Biodiversità alle Cave di Marocco potrebbe rivelarsi un’illusione per tutti coloro, e non sono pochi, che hanno creduto fosse possibile realizzarlo con questa Amministrazione.

 

Spesso bisogna sperare per il bene e tentare di lasciarsi alle spalle malumori e tristezze, ma il 2018 si è chiuso lasciandoci ancora in attesa di una svolta in urbanistica tanto annunciata quanto ancora da realizzarsi.

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