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Incendio alle Hawaii: il bilancio più tragico dal 1918

2 minuti di lettura

Le Hawaii sono state colpite da un devastante incendio che ha causato almeno 96 vittime e migliaia di sfollati. Si tratta del peggior disastro del genere negli Stati Uniti dal 1918, quando un altro rogo uccise 453 persone tra Minnesota e Wisconsin. L’isola di Maui è stata la più danneggiata dalle fiamme, alimentate dall’uragano Dora e dalla siccità. Il presidente Biden ha promesso aiuti e non ha escluso una visita sul posto.


I fatti

L’incendio è scoppiato mercoledì scorso a Lahaina, una località turistica sull’isola di Maui, e si è rapidamente propagato in diverse direzioni, raggiungendo anche altre zone dell’arcipelago. Il fuoco ha distrutto case, negozi, alberghi, scuole, ospedali e infrastrutture, lasciando senza elettricità oltre 11 mila persone. Molti abitanti sono stati costretti a fuggire in mare o a rifugiarsi nei centri di accoglienza allestiti all’uopo dalle autorità. Alcuni hanno perso la vita intrappolati dalle fiamme o soffocati dal fumo.

Le operazioni di soccorso sono rese difficili dalle condizioni meteorologiche avverse. L’uragano Dora, di categoria 4, ha portato venti fortissimi che hanno soffiato sulle fiamme, rendendole incontrollabili. Inoltre, le Hawaii sono afflitte da una prolungata siccità che ha reso il terreno e la vegetazione estremamente secchi e infiammabili. Gli esperti hanno denunciato che una delle cause degli incendi è la presenza di erbe africane infestanti, importate come mangimi per gli allevamenti, che sono resistenti alla mancanza d’acqua.


Vittime, sale il bilancio

Il bilancio delle vittime è destinato a salire, visto che ci sono ancora un migliaio di dispersi e solo il 3% dell’area bruciata è stato esplorato. La polizia ha chiesto alla popolazione di sottoporsi a test del Dna per facilitare le identificazioni dei resti umani, spesso ridotti in cenere. Ad oggi sono state confermate solo 96 morti con certezza.


Il cordoglio di Biden, Papa Francesco e di alcuni VIP

Il presidente Joe Biden ha espresso il suo cordoglio e la sua solidarietà alle vittime e ai loro familiari. Ha inoltre annunciato l’invio di tutte le risorse disponibili per affrontare l’emergenza e ricostruire le zone colpite. Ha anche detto di star valutando la possibilità di recarsi personalmente alle Hawaii, lo stato natale dell’ex vicepresidente Barack Obama.

La tragedia ha suscitato anche la reazione del Papa, che all’Angelus ha assicurato la sua preghiera per i morti e i feriti. Molti VIP hanno mostrato la loro vicinanza alla popolazione locale, tra cui la celebre conduttrice Oprah Winfrey, che è arrivata a Maui per portare aiuti e conforto agli sfollati.


Perché nessuna allerta?

Sono emerse anche polemiche sulla gestione dell’emergenza da parte delle autorità locali, accusate di non aver attivato il sistema di allarme con le sirene e gli sms. Molti residenti hanno scoperto degli incendi solo quando erano già circondati dalle fiamme. Inoltre, fino a un anno fa il rischio di incendi alle Hawaii era stato classificato come “basso”, nonostante i cambiamenti climatici avessero aumentato la frequenza e l’intensità degli uragani e della siccità.

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