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Qualità delle acque balneabili in Veneto: stagione 2026 eccellente

3 minuti di lettura

La Regione Veneto ha annunciato un risultato eccezionale per la stagione balneare 2026, con quasi la totalità dei campioni d’acqua conformi agli standard di legge, un dato che sottolinea l’efficacia dei controlli e la salubrità delle sue coste e laghi.

VENEZIA. Questo successo, che vede un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente, è stato reso noto dall’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, il 30 settembre 2026, evidenziando l’impegno costante nella tutela ambientale e della salute dei cittadini.

La stagione balneare 2026 si è conclusa in Veneto con un bilancio estremamente positivo: il 99,8% dei campioni d’acqua analizzati ha rispettato i limiti di legge, segnando un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2025. Un monitoraggio capillare ha interessato ben 174 acque di balneazione, estendendosi dal litorale adriatico ai numerosi laghi della regione, coprendo circa 149 chilometri di coste e sponde balneabili. Questo risultato non solo conferma l’eccellenza delle acque venete ma evidenzia anche l’efficacia di un sistema di controllo rigoroso e continuo.

L’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, ha espresso grande soddisfazione per i dati emersi: “Questi dati confermano la qualità delle acque di balneazione del Veneto e il valore di un sistema di controllo costante, che permette di individuare tempestivamente eventuali criticità e di fornire informazioni accessibili ai cittadini. La tutela delle nostre acque è un impegno che riguarda la salute delle persone, la salvaguardia dell’ambiente e l’attrattività dei territori. Il miglioramento rispetto allo scorso anno è un segnale positivo, da accompagnare con la stessa attenzione anche nelle prossime stagioni”. Le sue parole sottolineano l’importanza strategica di tali monitoraggi per la salute pubblica e per il turismo.

Nel corso della stagione, sono stati prelevati complessivamente 1.030 campioni, di cui 1.026 ordinari e quattro aggiuntivi, per un totale di 2.060 analisi microbiologiche. Queste analisi si sono concentrate sui parametri chiave come l’Escherichia coli e gli enterococchi intestinali, indicatori fondamentali della qualità igienico-sanitaria delle acque. I risultati sono stati particolarmente brillanti: nel mare Adriatico la conformità ha raggiunto il 99,7%, mentre nello specchio nautico di Albarella e in tutti i laghi monitorati è stata del 100%, un dato che testimonia l’impegno e l’efficacia delle misure adottate.

La rete dei controlli ha coperto un’ampia varietà di siti, includendo 95 acque di balneazione nel mare Adriatico, una ad Albarella e 65 nel lago di Garda, oltre alle aree balneabili dei laghi di Santa Croce, Mis, Centro Cadore, Lago e Santa Maria. Le tempistiche della stagione balneare sono state differenziate: dal 1° maggio al 30 settembre per il mare, Albarella e i laghi di Garda, Lago e Santa Maria; dal 15 giugno al 31 agosto per Santa Croce, Mis e Centro Cadore, garantendo una copertura adeguata per tutte le aree.

Nonostante l’eccellenza generale, la stagione ha registrato due episodi di inquinamento di breve durata, entrambi inferiori alle 72 ore. Il primo si è verificato il 17 giugno nel comune di Venezia, in corrispondenza del punto di monitoraggio 502; il secondo il 7 settembre nel comune di Caorle, al punto 519. Questi eventi, seppur circoscritti, dimostrano la prontezza del sistema di monitoraggio nel rilevare e gestire tempestivamente le anomalie.

“Un quadro così positivo va letto insieme alla capacità di rilevare e seguire anche gli episodi circoscritti”, ha ribadito l’assessore Venturini. “Il lavoro di ARPAV consente di mettere a disposizione del pubblico gli esiti dei controlli e di sostenere con dati aggiornati le valutazioni sulla qualità delle acque. Ad ARPAV e a tutto il personale impegnato nelle attività di campionamento e analisi va il mio ringraziamento per la competenza e la professionalità con cui svolgono un servizio fondamentale per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”. Questo riconoscimento sottolinea il ruolo cruciale dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto.

I risultati dettagliati di tutti i monitoraggi sono stati resi facilmente consultabili dai cittadini attraverso il sito di ARPAV, il Portale delle acque di balneazione del Ministero della Salute e la sezione dedicata dell’app ARPAV Ambiente, garantendo massima trasparenza e accessibilità delle informazioni.

Un’analisi più ampia, che considera il quadriennio 2023-2026, conferma un andamento complessivamente favorevole per la qualità delle acque venete. La percentuale regionale di campioni conformi è sempre rimasta superiore al 97%, evidenziando una stabilità e un’affidabilità costanti nel tempo. Una prima elaborazione dei dati per la classificazione delle acque indica un impressionante 93,7% in classe “eccellente” e il restante 6,3% in classe “buona”.

È importante notare che questi sono risultati preliminari: la classificazione definitiva sarà approvata dalla Regione, su proposta di ARPAV, entro la fine di novembre 2026 e sarà valida per l’inizio della stagione balneare 2027. La classificazione considera i risultati dell’intero quadriennio, mentre il 99,8% di conformità descrive l’esito dei campioni analizzati nella sola stagione 2026, fornendo una visione completa e stratificata della situazione.

“Le prime elaborazioni delineano un Veneto nel quale tutte le acque monitorate rientrano nelle due classi di qualità più alte”, ha concluso l’assessore Venturini. “Attendiamo il completamento della procedura per i dati definitivi, con l’obiettivo di consolidare questi risultati attraverso il monitoraggio e la tutela delle nostre coste e dei nostri laghi”.

Questo impegno continuo promette di mantenere elevati gli standard di qualità, a beneficio dei residenti e dei numerosi turisti che ogni anno scelgono il Veneto per le loro vacanze. La regione si conferma così un modello di gestione ambientale virtuosa, proiettata verso un futuro di sostenibilità e benessere.

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