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Creme solari nemiche della pelle e dell’ambiente

Non ci pensiamo mai, ma ogni anno nel mare finiscono tonnellate di creme solari che ci spalmiamo addosso per proteggere la nostra pelle dal sole e che portiamo in mare quando andiamo a fare una

Non ci pensiamo mai, ma ogni anno nell’acqua del mare finiscono tonnellate di creme solari che ci spalmiamo addosso per proteggere la pelle dal sole e che portiamo con noi in mare quando andiamo a fare una nuotata.
Molte delle creme in vendita oggi sul mercato contengono alcune sostanze chimiche estremamente nocive non solo per la pelle ma anche per l’ecosistema marino, rendendosi responsabili del cosiddetto sbiancamento dei coralli, di recente approfondito in questo articolo

 

Quali creme solari scegliere?

Non tutte le creme solari sono amiche della pelle e soprattutto dell’ambiente, ma siccome evitare il loro uso è l’errore più grave che possiamo fare, è bene seguire la raccomandazione di scegliere prodotti naturali che contengono filtri fisici in grado di proteggere la pelle e l’ecosistema marino.

 

I filtri fisici, infatti, vanno a costituire una barriera che riflette i raggi solari, mediante l’utilizzo di ingredienti naturali come biossido di titanio e ossido di zinco, che non vengono ingeriti dai coralli. I filtri chimici, invece, sono composti da ingredienti realizzati in laboratorio che hanno il vantaggio di essere più economici, ma che assorbono la luce ultravioletta e la convertono in raggi pericolosi per la pelle.

 

Tra i solari più raccomandati, non solo per la loro formulazione ma anche per il loro packaging leggero ed ecologico, ci sono quelli di La Saponaria, che si impegna a ridurre sensibilmente l’inquinamento globale, senza peraltro utilizzare ingredienti petrolchimici, nichel e filtri chimici, e di Officina Naturae, che hanno pochissimi ingredienti, tutti naturali, privi di nichel e utilizzano solo filtri fisici.

Ancora, TEA Natura propone una linea di solari che contengono filtri fisici abbinati all’olio biologico di Buriti, ricco di vitamina A e carotenoidi, particolarmente indicati per contrastare la secchezza della pelle e la formazione di macchie.

A chi predilige la zero waste va detto che è ancora difficile trovare in commercio creme solari non vendute in flaconi di plastica, tuttavia il primo passo è segnalare quelle poche che ci sono. Rokai è una di queste, venduta in confezioni di metallo riutilizzabili una volta che la crema è esaurita. In confezioni di vetro si possono trovare i solari della linea Alga Maris, che uniscono i principi protettivi dell’alga rossa a quelli dei filtri solari fisici, prevenendo i danni cutanei dovuti all’esposizione ai raggi UV e neutralizzando efficacemente i radicali liberi.

 

Quali sostanze evitare?

Prima di acquistare un nuovo flacone di crema solare per la stagione estiva è sempre bene leggere gli ingredienti riportati nell’INCI e restituire allo scaffale quelli che ci accorgiamo contenere filtri chimici derivanti dal petrolio dannosi per la salute e per l’ambiente, quali:
benzofenone, che agisce come perturbatore endocrino, responsabile di alcuni effetti negativi come ritardi nello sviluppo neurocomportamentale, malformazioni congenite o problemi di fertilità
avobenzone, che assorbe i raggi ultravioletti, ma a contatto con l’acqua forma dei composti organici tossici per l’organismo
oxybenzone, che protegge la pelle dai danni provocati dai raggi UV in maniera molto efficace, ma ha un’elevata capacità di penetrare nella cute stimolando la produzione di radicali liberi, e comporta alterazioni al sistema endocrino
ecamsule, che viene aggiunto ai prodotti solari per filtrare i raggi UVA, ma ha poco assorbimento percutaneo e piccoli effetti sistemici, pertanto viene considerato relativamente sicuro
homosalate, che aiuta la pelle ad assorbire la protezione solare, ma poiché si accumula rapidamente e il corpo non è in grado di sbarazzarsene, diviene tossico e distrugge gli ormoni
octocrylene, che fornisce protezione dalle radiazioni UVB e UVA corte, ma è un forte allergene che comporta dermatite da contatto nei bambini e dermatite da contatto fotoallergica negli adulti.

Anche l’ordine in cui sono scritti gli ingredienti ci dice qualcosa: mentre i primi della lista sono presenti in maggiore quantità all’interno della formulazione, gli ultimi presenti in etichetta sono contenuti solamente in tracce o in percentuali minime.

 

Le 5 regole d’oro per una tintarella sana e naturale

1. Usare sempre la crema solare, anche a bassa protezione, per un’abbronzatura che dura più a lungo
2. Prediligere creme solari con filtri fisici (sebbene più difficili da spalmare, sono molto più sicure per la salute)
3. Mangiare molta frutta e verdura fresca, di colore giallo, arancione o rosso, come carote, albicocche, pomodori, more, mirtilli, ciliegie, melone, ananas e peperoni, perché ricchi di betacarotene che favorisce l’abbronzatura
4. Evitare di stendersi al sole nelle ore più calde del giorno, mediamente tra le 11.00 e le 16.00
5. Rinfrescare la pelle con una buona lozione doposole dopo ogni esposizione solare.

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