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ChronoChristmas: e poi venne la pandemia

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ChronoChristmas è un viaggio immersivo nella storia e in ogni Natale, caratterizzato dai decenni trascorsi, liberamente ispirato alla mostra di Palazzo Grassi “Chronorama”, dove erano le immagini – attraverso le fotografie – a dover illustrare le epoche. Ogni decennio ha la sua storia e ogni Natale ne percepisce gli umori e i cambiamenti, le fasi storiche, le piccole e grandi rivoluzioni, politiche o di costume. Questo articolo vuole ripercorrere i fatti salienti che hanno caratterizzato questo tempo decennale.

Gli Italiani erano andati a dormire tranquilli quella notte di giovedì 20 febbraio 2020. Si parlava di tutto il mondo di un terribile virus che aveva colpito la Cina ma in Italia, lo avevano detto molti esperti, la situazione era sotto controllo.

A 54 minuti dalla mezzanotte, del 21, l’Ansa batte la prima agenzia: “Coronavirus: un contagiato in Lombardia”. È il paziente uno, 38 anni, ricoverato per polmonite all’ospedale di Codogno, nel Lodigiano, in Lombardia. Nel corso della giornata emergono due casi a Vo’ Euganeo, nel Padovano: alle 23.40 uno dei due, un 77enne di Monselice, muore. È il primo morto in Italia. Il giorno dopo, 22 febbraio, l’allora premier Conte firma un decreto: le aree dei due focolai del Lodigiano e di Vo’ Euganeo diventano zone rosse: non si potrà uscire né entrare.

Non lo sapevamo ancora ma era l’inizio della Pandemia da SarcCov2 che coinvolgerà il mondo intero. Ci saranno i lunghi lockdown, i morti, gli ospedali pieni, la paura, la solitudine, il dolore infinito.

Da quel giorno, e per più di due anni, Luca Zaia Presidente del Veneto, una delle regioni d’Italia più colpite dalla diffusione del virus, terrà una conferenza nella sede della Protezione Civile di Marghera, Venezia. Per  milioni di persone, quel quotidiano collegamento televisivo, o via Facebook, sarà la fonte d’informazione e di speranza.

Il giorno di Pasqua, 12 aprile 2020, all’ora di pranzo, Venezia è completamente deserta mentre un sole caldo l’avvolge. Il Canal grande è di un insolito colore verde azzurro trasparente, nessuno, nemmeno alle finestre dei palazzi, ammira la Città in quella veste insolita, in un periodo dell’anno che l’ha sempre vista superaffollata.

Il virus, poi detto Covid, in estate ci darà una tregua, tanto da far pensare che tutto sia passato e invece si prepara a tornare più forte di prima. Ad ottobre la seconda ondata, ci fa vivere un Natale deserto. Non lo sapevamo ma ci sarebbe stata una terza ondata e anche una quarta. In tutto il mondo si lavora senza sosta per produrre un vaccino che arriva a fine anno.

L’anno 2021 ci porta il vaccino per il Covid ma non quello contro la paura che si manifesta in tutte le  sue versioni: paura del vaccino, paura del contagio, paura della reclusione, paura delle multe, paura che non finisca mai, paura di non farcela, paura dell’altro e paura di non lavorare, di non guadagnare.

Sarà un anno segnato da una guerra gli uni contro gli “altri” ma poi arriverà il 2022 che ci porterà la guerra, quella vera, quella con le bombe, con la violenza inimmaginabile, quella dalla quale il mondo non sa guarire.

Ukraine, Mykolaiv, 14 March 2022 A food storage center bombed 6 days earlier. A woman is crying because she is very afraid of the bombs that fall every day. Ukraine, Mykolaïv, 14 mars 2022 Un centre de stockage de nourriture a été bombardé 6 jours plus tôt. Une femme pleure car elle a très peur des bombes qui tombent chaque jour. Gert Jochems / Agence VU


Articoli precedenti

ChronoChristmas: il Natale degli anni 60
ChronoChristmas: il Natale degli anni 70
ChronoChristmas: il Natale degli anni 80
ChronoChristmas: il Natale degli anni 90
ChronoChristmas: il Natale degli anni 2000
ChronoChristmas: il Natale della generazione Alpha

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