1983, un’estate certamente calda e caratterizzata da alcuni eventi che ancora oggi evocano suggestioni e intense emozioni
Di certo non passa inosservata neanche oggi, quando riavvolgendo il nastro ripercorriamo quell’estate, caldissima, torrida e segnata da temperature record, anche in Europa. Con fatti di cronaca destinati a cambiare la storia del nostro Paese, quantomeno sotto il profilo della coscienza storica. Su tutti il clamoroso arresto di Enzo Tortora, fermato il 17 giugno con l’accusa pesantissima di associazione camorristica, basata su false dichiarazioni di pentiti. Quando arrivò la piena assoluzione per Tortora, uomo onesto e integerrimo non bastò, e vide la morte nel 1988, vittima di quella accusa infamante che provocò sdegno e incredulità. Ma il 22 giugno del 1983 un altro fatto segnerà la memoria collettiva, il rapimento di Emanuela Orlandi, quindicenne figlia di un dipendente del Vaticano, aprendo un enigma capace di lacerare l’Italia e non solo, con depistaggi, supposizioni e intrighi, che non hanno mai portato ad intraprendere la strada giusta. In politica la grande novità è il primo esecutivo a banda socialista che vede l’ascesa di Bettino Craxi. Ma non esiste estate senza la musica e quella del 1983 è stata sicuramente la stagione dei tormentoni, su tutti quello dei fratelli Righeira, che, con Vamos a la Playa, caratterizzeranno un estate che potrà inserire nella sua personalissima playlist gente come Vasco Rossi, con la sua splendida Bollicine, Gazebo con I like Chopin, e Tropicana del Gruppo Italiano. Tra hit imperdibili e dischi spensierati nascerà anche l’Italo Disco, corrente che ammicca alla discomusic, ma di matrice italiana e gli Stylóo, un gruppo fondato da Rino Facchinetti, con Alberto Signorini e Tullio Colombo ci regaleranno una perla dal titolo Pretty Face capace di diventare iconico, pubblicato in 20 paesi del mondo con 400mila copie vendute. Ma la lunga estate del 1983 è capace anche di regalarci il Cuore di Panna e il volo, l’autentico viatico verso l’edonismo che caratterizzerà questo decennio unico, smarcatosi lentamente dagli anni settanta. Condizione non propriamente semplice vista la complessità del periodo, con la penisola che, uscendo dagli anni di piombo e dall’ incubo del terrorismo, non solo portava in grembo voglia di riscatto ma anche tutto quell’ emisfero di creativa passione che troverà il momento fuggente per concretizzarsi.
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