Italian flag
CulturadonneIntervistereligioneTrevisoVenetoVideo

VIDEO | Don Marco Pozza a RossodiSera

5 minuti di lettura


un racconto sulle donne protagoniste della Bibbia

Nell’ambito degli incontri intitolati RossodiSera, la rassegna culturale promossa dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo nell’ambito del progetto Le donne del Credito Cooperativo Veneto, ieri sera presso l’Auditorium di Santa Caterina si è tenuta una conversazione con Don Marco Pozzato, il celebre cappellano del Carcere Due Palazzi di Padova, sulle donne della Bibbia.

Dopo i saluti di rito, a cura del Dott. Malachin, il dirigente del settore Musei e Biblioteche e Cultura -Turismo del Comune di Treviso, che ha portato i saluti del Sindaco Mario conte e dell’Amministrazione Comunale, ha ricordato come l’anno scorso, proprio nella sede museale di santa Caterina si è svolta una mostra dedicata ad una donna della Bibbia, la Maddalena, che ha ha avuto molto successo e riscontro del pubblico.

E’ seguito poi il saluto della Dirigente delle banche cooperative Venete, Daniela Galante, la prima donna a ricoprire questo incarico dopo 140 di questa istituzione. Ricordando la mission di questo tipo di istituti di credito, dove nell’articolo 2 dello statuto si istituisce lo scopo di provvedere al bene della comunità, sostenendo progetti culturali e sociali. Questa rassegna però vuol dare valore anche alle donne che operano sia nella banca, ma anche di quelle donne che si occupano dell’economia domestica, facendo tornare i conti di bilanci familiari che sono sempre più in difficoltà.

Poi è iniziata la conversazione tra la giornalista Federica Morello, curatrice della rassegna e Don Marco Pozza. E’ stata molto interessante l’impostazione dell’intervista, basata su delle parole chiave che evocano dei modelli di donna contenuti nella Bibbia. E Don Marco, con questo libro sacro in mano, che ha più volte consultato e letto durante l’incontro, ha iniziato con una figura di donna ribelle, Sara, la moglie di Abramo, che noi abbiamo sempre considerato una perdente, perché sterile ed incapace di dare un figlio a suo marito per garantirgli la successione, e che realizzerà il suo sogno solo con l’intervento di Dio per cui nulla è impossibile. Lei però, incredula alla profezia a causa dell’avanzata età sua e di suo marito, ha sorriso quando ha sentito la promessa del Signore, origliando dietro la tenda dove si svolgeva il colloquio tra Abramo e Dio ed ha osato. Ma la sua impertinenza è stata punita con il nome di suo figlio, Isacco, che significa colui che ride, in modo da ricordargli in tutta la sua vita questo suo momento di mancato rispetto.

La seconda donna presentata da Don Pozza, emblema della fiducia, è Anna, una moglie sterile, che è costretta a subire il confronto con l’amante del marito, che invece gli ha dato due figli. Ma nessuna delle due donne è felice, perché anche l’amante è gelosa delle troppe attenzioni che il marito dà alla moglie, conscio del suo stato di inadeguatezza. Come reagisce Anna? Non con la rabbia, ma con la fiducia. Va la tempio e prega il Signore offrendogli la sua sofferenza e promettendogli che se avrà un figlio maschio, lei glielo offrirà in dono. Questo figlio arriverà e sarà Samuele, il profeta.

La terza donna citata come esempio di coloro che vanno contro i pregiudizi e gli ostacoli, è Ester, di cui Don Marco si è occupato anche nella sua tesi di Laurea. E’ la storia di una donna ebrea che si trova nel posto al momento giusto per salvare il suo popolo dall’ennesima insensata persecuzione:dal suo privilegio di essere diventata regina a quello di indirizzare il marito, il re Assuero a riconoscere i veri impostori ed a punirli.

Un’altra donna poco conosciuta della Bibbia è Anna di Decò, un villaggio a poca distanza di Gerusalemme. Questa donna rappresenta la saggezza, perché entra nella vita di Re Davide, quando due dei suoi figli naturali vanno a duello ed uno dei due muore. Lui sarebbe costretto a punire quello sopravvissuto con la morte, ma questa donna, fingendosi una vedova in lutto anche per la morte di un figlio durante una situazione simile a quelle che era successa al re, va da lui per avere consiglio. E lui la libera dalla vendetta, liberando anche se stesso senza saperlo.

Ancora una donna della Bibbia, Ruth , viene presa come esempio di chi si prende cura e rispetto. Infatti rimasta vedova, viene liberata dalla suocera Noemi dagli obblighi della parentela. Ma lei si rifiuta di abbandonarla e provvede a lei come può, spigolando nei campi dopo la mietitura. Questo le fa conoscere un uomo che si innamorerà perdutamente di lei, la sposerà e dalla loro unione nascerà un figlio che poi genererà Jesse, che sarà il padre di Davide. Da lui deriverà la genealogia di Gesù.

Una donna senza nome, di cui si sa solo la provenienza (sirio- fenicia) metterà alla prova Gesù con la sua perseveranza nel chiedere la salvezza della figlia malata. Gesù sembra indifferente alle sue richieste. Anzi sembra provocarla. Ma lei non molla: dà una riposta a Gesù che lo convince a intervenire finalmente a suo favore.

Come emblema dell’ascolto non poteva mancare Maria, sorella di Marta che si lagna di lei perché non contribuisce all’accoglienza materiale di Gesù, ma lo sta “solo” ascoltando. La risposta di Gesù la conosciamo. Ma Don Marco ha citato anche una frase di Stephen King : Il problema non è quello di confidare un segreto, ma trovare qualcuno che ti ascolti.

L’ultima parola proposta da Federica Morello è accoglienza. Don Pozza non ha avuto nessun problema ad identificare Maria in questa definizione, aggiungendo che tutte le donne presenti nella Bibbia(circa 200) non sono altro che nelle loro peculiarità gli aspetti che fanno parte della figura di Maria. Ma Don Marco ancora parla di Dante ed in particolare di quel 33° canto della Divina Commedia, dove Bernardo di Chiaravalle recita il celebre ossimoro Vergine Madre, figlia del tuo figlio, in cui si sottolinea come il Creatore abbia creato questo essere meraviglioso per accogliere suo Figlio.

Dopo questa carrellata di donne della bibbia, Federica Morello gli ha chiesto quali tipo di donne incontra dove lavora, in carcere. Lui ha sottolineato che il suo è un mondo prevalentemente maschile, ma che le donne stanno fuori nei giorni di visita: madri, mogli, amanti e figlie. E su quest’ultima figura si è concentrato, raccontando storie di donne coraggiose e resilienti, che nonostante il male che hanno fatto loro, non abbandonano i loro padri.

Durante la conversazione ha fatto anche molti riferimenti a Papa Francesco, a cui lui è stato molto vicino durante il suo ministero, tanto da ideare insieme ai suoi carcerati quell’immagine che tutti ci portiamo nel cuore di Papa Francesco che attraversava da solo Piazza San Pietro durante il Covid.

Una serata che ha toccato la mente e il cuore, grazie al contributo di questa manifestazione RossodiSera, un percorso che mette al centro la cultura, le esperienze e le storie come strumenti per raccontare il valore della cooperazione, in chiave giornalistica e partecipativa.

L’iniziativa nasce dalla volontà di dare voce alle donne che, all’interno del sistema del Credito Cooperativo, contribuiscono ogni giorno alla crescita delle comunità locali, favorendo relazioni, partecipazione e sviluppo sociale.

Più che una riflessione sul mondo bancario, il progetto si propone perciò come un percorso culturale aperto al territorio, capace di affrontare temi universali attraverso il contributo di autorevoli protagonisti del panorama italiano, mediato dalla rappresentanza istituzionale veneta della Cooperazione di Credito, che da sempre è attenta a valorizzare comunità, territorio, valori.

Ecco perché è importante partecipare ai prossimi appuntamenti:

9 novembre, Vicenza – Le donne del Medio Oriente
All’Odeon del Teatro Olimpico, Lucia Goracci, giornalista e inviata della Rai, porterà le testimonianze delle donne che vivono nei teatri di crisi internazionali.

17 novembre, Mestre – Le donne di Ulisse
All’Auditorium M9 District, il professor Andrea Maggi proporrà una rilettura delle figure femminili dell’Odissea, oltre l’ombra dell’eroe.

24 novembre, Verona – Le donne della scienza
Nella Sala Maffeiana, la fisica e divulgatrice scientifica Gabriella Greison racconterà storie di intuizioni e di meriti dimenticati.

11 dicembre, Padova – Voci. Vite. Veneto
Alla Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, l’evento conclusivo darà voce alle trenta partecipanti del progetto, insieme a ospiti e testimonial, per trasformare le storie individuali in un racconto corale della cooperazione veneta.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
Città Metropolitana di VeneziaCulturaSlide-mainVenezia

Il Festival delle Idee continua con 4 spin-off a novembre

2 minuti di lettura
Il Festival delle idee torna a novembre tra Mestre e Venezia con quattro spin-off dedicati a Desiderio e Dovere: gli appuntamenti dell’ottava edizione in Veneto.
CulturaMondoreligioneSlide-main

Armenia: un paese dalle profonde radici cristiane

4 minuti di lettura
Armenia, prima nazione a adottare il cristianesimo come religione di Stato nel 301 d.C.: storia e radici di un paese di fede, raccontate dal Nuovo Terraglio.
CulturaPrima FilaSlide-mainSpettacolo

Addio a Tinto Brass, maestro del linguaggio erotico ma non solo

1 minuti di lettura
Addio a Tinto Brass, maestro del cinema e del linguaggio erotico: il ricordo del regista veneziano che ha segnato la cultura italiana, dal Veneto al grande schermo.