Oggi Venezia patisce l’ennesima acqua alta di questo autunno che ha visto l’acqua grande drammatica del 12 novembre, con gravissimi danni nel centro storico e nelle isole, soprattutto a Pellestrina, e poi una sequenza di inondazioni mai così frequenti in laguna.
In attesa del MOSE, che non si sa se e quando si alzerà veramente nel suo insieme, considerati i gravi problemi tecnici emersi anche recentemente, WWF chiede di investire da subito risorse per ripristinare una laguna a misura di Venezia, con barene e velme e fondali soprattutto alle bocche di porto che possano mitigare l’impatto sempre più frequente delle alte maree.
Oggi infatti l’acqua entra dal mare sempre più velocemente anche per effetto dei profondi canali portuali. Assolutamente non ne vanno scavato di nuovi.
Posto che ormai è pacifico che la situazione dei livelli marini peggiorerà per effetto del cambiamento climatico è urgente mettere in atto misure di adattamento, che significa proteggere con interventi diffusi dagli effetti dannosi Venezia, l’ambiente e i centri abitati lagunari, le isole e anche i litorali. Su questo si è fatto molto poco ed è necessario fare molto di più.
“Come WWF chiediamo che le amministrazioni locali, a partire dal Comune di Venezia, ma anche la Regione dichiarino l’emergenza climatica. E che affrontino con un programma strategico le misure necessarie per abbattere i consumi di CO2, che significa rivedere il sistema dei trasporti, rendere efficienti le abitazioni sotto il profilo energetico, ridurre il consumo di suolo, rinaturalizzare, riforestare e gestire bene le aree naturali esistenti, i migliori serbatoi di carbonio che abbiamo.
A livello nazionale bisogna inoltre mettere fine ad una politica energetica che punta ancora sui combustibili fossili, togliendo fin da subito qualsiasi tipo di sussidio economico all’estrazione di carbone, petrolio e gas, investendo quegli stessi sussidi sulle fonti rinnovabili”.
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