A Mogliano primo Consiglio comunale incandescente
MOGLIANO VENETO (TV) – “Se il buongiorno si vede dal mattino…” recita il noto proverbio il cui motto potrebbe essere applicato al primo Consiglio comunale tenutosi a Mogliano Veneto venerdì 28 giugno. Un evento con un programma istituzionale, fissato per legge, per l’insediamento del sindaco eletto e del Consiglio così come uscito dalle urne.
Alle 18 in piazza c’è stata la cerimonia dell’alzabandiera con tutti i consiglieri e l’inno di Mameli per sottolineare l’importante momento dell’insediamento della nuova consiliatura. Un evento breve e partecipato anche da parte dei cittadini che, poi, si sono spostati in municipio per seguire i lavori previsti dall’Ordine del Giorno. Ha presieduto la consigliera di minoranza Irene Favaro fino all’elezione del nuovo Presidente dell’assemblea Enrico Cerello.

Purtroppo è stata una seduta caratterizzata, fin dall’inizio, da forti contrapposizioni dai banchi della minoranza del candidato sindaco Giacomo Nilandi relativamente alle dimissioni di due consiglieri di maggioranza. Si chiedeva la “motivazione politica” di tale scelta, sottintendendo tensioni al momento di formare la Giunta. La sua richiesta non ha avuto la risposta da lui sollecitata.

Un clima surriscaldato sembrava voler far passare in secondo piano l’atto solenne del giuramento del sindaco Davide Bortolato, eletto al primo turno con quasi il 59% dei voti.
Un altro punto di forte contrapposizione è stata l’elezione del consigliere di maggioranza Enrico Cerello come Presidente del Consiglio comunale.
“Una proposta irricevibile” ha commentato Nilandi, in quanto il candidato non sarebbe garante della terziarietà. L’ alternativa, a suo avviso, avrebbe dovuto essere la rotazione dei presidenti del Consiglio. Una richiesta avanzata e respinta già 5 anni fa. E così la seduta è andata avanti per quasi 2 ore in un clima di campagna elettorale permanente e di scarso savoir-faire istituzionale. Alla fine la minoranza si è astenuta sul nome di Cerello, eletto con il voto dalla maggioranza.
Il clima da “Sfida all’ok Corral” respirato nel primo Consiglio comunale uscito dalle urne l’8 e il 9 giungo, fa temere che si apra un periodo in cui la sala consiliare potrebbe trasformarsi in una palestra dove mostrare i muscoli, il luogo in cui serve alzare il tono dello scontro. Al contrario dovrebbe avvenire un “corretto confronto” tra maggioranza e opposizione, lasciando i Savonarola fuori dal dibattito su tematiche fondamentali per la città.
Venerdì sera, con il giuramento del sindaco e l’insediamento dei consiglieri eletti, è stato sancito il risultato delle urne con la democrazia dei numeri e dei voti. C’è chi ha vinto e chi ha perso. Ad ognuno il proprio ruolo.
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