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I sondaggi delle scorse settimane davano un vincitore annunciato (Joe Biden) e un presidente sconfitto (Donald Trump), ma la partita è ancora aperta

 

Basta scrivere “trump biden” nella query di Google per conoscere live lo spoglio dei voti delle presidenziali americane, il cui risultato sembra sarà annunciato definitivamente entro fine giornata di venerdì. Il motivo di questa tempistica è che le schede elettorali – causa Covid – arrivano per posta. Intanto l’affluenza dei votanti registra un buon 67%, una vera percentuale record, mai così alta negli States negli ultimi cent’anni.

Al momento attuale l’America è ancora con il fiato sospeso; Donald Trump sembra però avere buone possibilità di ricostruire quel red wall che lo ha portato alla vittoria quattro anni fa. Staremo a vedere…

Per il presidente del Veneto Luca Zaia l’apice della curva dei contagi, della nuova fase pandemica Covid-19, potrebbe esserci già intorno la metà di questo mese. Questo è quanto emerso oggi durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile, a Marghera. La previsione sul virus nel Veneto, dettata dai numeri a disposizione, calcola il picco del Covid in Veneto intorno al 15/20 novembre; “ma è un dato statistico – ha precisato Zaia – soggetto ad innumerevoli variabili”.

 

Intanto in Veneto si registrano 1.544 nuovi contagi Covid nelle ultime 24 ore. Questo dato sembrerebbe mostrare una discesa della curva, peraltro consueta nei report del lunedì, che risentono del minor numero di tamponi processati nei giorni festivi. Vi sono anche 9 vittime; le persone in isolamento domiciliare scendono a 15.743 (-1.525), delle quali 7.807 sono positive. I ricoveri: sono 981: i pazienti in area non critica aumentano di 108, e 141 quelli nelle terapie intensive (+9). In ospedale 981 pazienti sono in area non critica, 108 sono negativi, in terapia intensiva attualmente ci sono 141 pazienti (+5).

 

“In questo momento non vedo soluzioni con lockdown stile marzo, non ci sono i presupposti. Le misure nazionali devono riguardare temi nazionali, ci sembra di capire che a Roma aspettino la discussione in Parlamento, dopodiché ci sarà una nuova riunioni con Regioni, Comuni e Province per una proposta. Noi siamo pronti a dar corso ad eventuali restrizioni ma non di sicuro sul fronte delle attività produttive”.

 

 

Silvia Moscati

Riceviamo e pubblichiamo una analisi a firma di Luigi Giovannini sull’attuale panorama politico-sanitario italiano

 

Mi sembra difficile capire chi deve fare cosa e perché. Se l’Italia avesse un territorio immenso, il problema del contagio sarebbe estremamente ridotto, ma nella situazione data ci è stato giustamente ricordato che noi cittadini siamo il virus e i nostri comportamenti soffocano o alimentano la pandemia.

 

Questa tesi è stata sostenuta e divulgata sia da scienziati governativi, che da esperti di recente notorietà televisiva e mi riferisco ai vari Ricciardi, Locatelli, Ippolito, Capua, Galli, Crisanti e Viola che ci hanno frequentemente intrattenuto e informato sulla natura e l’aggressività di quanto ci sta dannando.

 

Certo, prima della scorsa estate abbiamo anche sentito dire che il virus clinicamente non esisteva più e che le notizie sul suo dilagare erano irresponsabilmente terrorizzanti e queste tesi ottimistiche furono abbracciate sia da alcuni politici, che dai promotori di un convegno negazionista anche troppo declamato, creando molte incertezze e confusioni.

L’esperienza ha purtroppo evidenziato la correttezza delle indicazioni più allarmanti, e se nella prima fase il governo, conscio dell’inesperienza dei cittadini, si adoperò giustamente per promuovere un dovuto e, per quanto possibile, risolutivo lockdown, successivamente lo stesso, sapendo la forzatura economica e sociale insita nel rimedio, all’inizio dell’estate aprì le porte ad una ripresa lavorativa e ludica assolutamente necessaria.

 

Naturalmente questa apertura fu accompagnata da precise indicazioni di comportamento, indicazioni decisamente complesse e costose per le gestioni aziendali, ma più che elementari per tutti gli altri cittadini che dovevano evitare assembramenti, usare la mascherina, stare per lo più in famiglia e lavarsi le mani: insomma, dovevamo comportarci con una certa accortezza.

Tutto ciò però non è evidentemente avvenuto e già al rientro in città si sono segnalati motivi di preoccupazione sempre più allarmanti, dovuti a una pluralità di fattori che hanno visto molti cittadini, aziende e studi professionali comportarsi in maniera profondamente inadeguata rispetto alle attese.

 

E così ora siamo ricaduti nel problema, ma per fortuna il settore medico ha nel frattempo acquisito maggiore esperienza, per cui le probabilità di guarigione dei malati sono fortemente aumentate non solo nelle persone giovani, ma anche negli anziani o in chi soffre di altre gravi patologie.

 

C’è un persistente conflitto istituzionale, ma le Regioni hanno la responsabilità del funzionamento del servizio medico nazionale e questa incombenza è stata da loro a suo tempo fortemente voluta: Conte veniva anche incolpato di applicare con i Dpcm un dirigismo democraticamente borderline e quindi oggi, con le deleghe ai poteri territoriali, le polemiche su questo argomento dovrebbero rientrare.

 

Alcune Regioni però, nel periodo trascorso non hanno assolutamente risolto i problemi sanitari evidenziati dalla prima ondata, per cui ancora oggi non tutte offrono ai cittadini un’adeguata organizzazione medica territoriale e conseguentemente gli ospedali sono presi d’assalto dai nuovi ammalati covid, a scapito – purtroppo – di qualsiasi altra esigenza curativa; le mascherine sono insufficienti e non si capisce perché l’Emilia Romagna e il Veneto le stiano comprando al costo unitario di 5 euro e la Lombardia a 26; i test rapidi sono già stati autorizzati da mesi dal ministro Speranza e sono disponibili, ma scarsamente utilizzati; i mezzi pubblici sono inadeguati e così alle fermate gli assembramenti si moltiplicano, nonostante che il governo abbia già stanziato specifiche risorse per il noleggio di altre vetture. Governo che però è incerto e 3 Dpcm in poco tempo ne costituiscono una prova evidente: non va dimenticato che la recrudescenza infettiva a cui stiamo assistendo non è esclusivamente italiana, ma la speranza che le linee guida a suo tempo indicate fossero maggiormente seguite e potessero fornire un risultato duraturo era molto concreta.

 

Con l’obiettivo di evitare un nuovo lockdown generalizzato, il Presidente del Consiglio – dopo un confronto con il responsabile dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro – ha fatto scelte che provocheranno molti scontenti e, comunque deve prendere una nuova spinta propositiva perché, ad esempio, le procedure di tracciamento non completate sono essenziali anche per Immuni, che però – a detta di molti cittadini – viene poco utilizzata per grossi problemi di privacy, problemi che, invece e miracolosamente, non ostacolano l’utilizzo intensivo di Amazon, Apple o Google. Non c’è niente da fare siamo fatti così, Immuni è pericolosa, gli assembramenti per una giornata di sci o per una bicchierata tra amici sono del tutto trascurabili e gli effetti negativi sono responsabilità governative. Nel frattempo l’opposizione scalpita, ma l’unico suggerimento innovativo riportato dalle pagine dei giornali si è concretizzato nell’ipotesi di una bicamerale, a conduzione Brunetta, per la gestione delle risorse del next generation eu.

 

 

Luigi Giovannini

Il prossimo 3 novembre, oltre alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America, si terranno anche le elezioni dei governatori di 11 stati. Tra questi c’è lo Utah, governato dal repubblicano Gary Herbert dal 2009, che però ha deciso di non ricandidarsi.

 

I due candidati a governatore saranno pertanto Spencer Cox per i Repubblicani e Chris Peterson per i Democratici.

 

Il 20 ottobre i due politici hanno pubblicato uno spot elettorale decisamente insolito per chiedere il voto agli elettori. Il video infatti li ritrae insieme. “Possiamo non essere d’accordo senza odiarci a vicenda”, sostengono.

 

 

A prescindere da chi vincerà, i due si dicono pronti a collaborare in futuro, dicendo di voler mostrare al loro Paese che esiste un modo migliore di fare politica. Un chiaro riferimento al clima di tensione americano attuale, in vista delle presidenziali, che ha visto Donald Trump insultare ripetutamente il suo avversario Joe Biden.

 

 

Fonte: ilpost.it

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?

 

È questo il quesito presente sulla scheda elettorale che gli italiani si sono ritrovati di fronte nelle giornate di ieri e di oggi, fino alle 15.00. I cittadini hanno così manifestato la loro preferenza sulla conferma o meno della riforma del taglio dei parlamentari, che prevederà 230 deputati e 115 senatori in meno dalla prossima legislatura.

 

Alle ore 15.00, a urne chiuse, è iniziato lo spoglio, ora in pieno svolgimento, in attesa dei risultati nazionali ufficiali in arrivo nelle prossime ore.

 

Stando a quanto emerso dai primi exit poll, si direbbe che il Sì abbia ottenuto una netta vittoria rispetto al No.

 

In ogni caso, non essendo previsto un quorum dal momento che si tratta di un referendum confermativo, sarebbe bastato anche un solo Sì superiore ai No per approvare la riforma.

 

I risultati ufficiali possono essere seguiti in diretta live sul sito del Governo.

 

 

Fonte: money.it

Il candidato consigliere alle elezioni regionali Cristian Rossetto di Fratelli d’Italia ha indotto ieri 16 settembre una conferenza presso Signore & Signori a Treviso dal tema “Il mondo degli eventi e dello spettacolo: prospettive e soluzioni” a cui hanno partecipato diversi esponenti di questo mondo tra cui il Dj internazionale, speacker radiofonico Mistericky e il tenore del Teatro La Fenice di Venezia Domenico Altobelli.

Alla conferenza presente anche Giuseppe Montuori, Coordinatore Provinciale per Fratelli d’Italia Treviso.

 

“Ho deciso di indire questa conferenza dopo una polemica scatenata sui social in merito a un post dove esprimevo la mia solidarietà e supporto per tutti i lavoratori e professionisti del settore. Questo mondo è troppo spesso tenuto in scarsa considerazione. Dimenticato dalle voci degli aiuti pubblici e adesso messo in ginocchio: il mondo dello spettacolo visto come forma di divertimento e quindi giudicato non essenziale.” Queste le parole di Rossetto che ha continuato: “Non  solo il danno economico dei gestori, anche quello dell’indotto: camerieri, p.r., baristi, Dj, vocalist, musicisti, molti dei quali a partita Iva che si trovano a cercare lavoro in un settore bloccato da restrizioni e obblighi.

6000 attività chiuse in tutta Italia, il cui giro d’affari in gioco a causa della chiusura è di 4 miliardi. 25.000 famiglie di persone che lavorano nel settore il cui futuro ora è incerto.”

 

La riunione ha voluto operare un confronto costruttivo al fine portare all’attenzione questo tema sia al Governo ma anche al pubblico per far capire che è un mondo dove operano persone serie che si trovano in difficoltà come in altre attività imprenditoriali colpite dall’attuale situazione socio-sanitaria dovuta al Covid.

 

Le parole di Mistericky: “La gestione e l’applicazione delle misure limitative, le regole imposte non erano facili da rispettare e probabilmente c’è stata un po’ di negligenza da parte della clientela. C’è stato anche un mancato controllo delle forze dell’ordine che è stato più un multare i gestori che il cercare di far rispettare le regole in modo collaborativo. Probabilmente nella testa di molte persone significava che tutto era concesso. L’unico sostentamento sono stati i 600 euro per chi era iscritto alla cassa previdenziale, per quei pochi a cui sono arrivati”.

 

 

Il tenore del Teatro La Fenice di Venezia Domenico Altobelli: “Anche per noi non è stato facile ma abbiamo cercato di riorganizzarci. Abbiamo disposto l’orchestra dove normalmente era disposta la platea portando la capienza da 1200 a 350 persone. Sono state prese ora diverse misure di sicurezza che permettono di tenere aperto con un pubblico più ristretto.”

 

 

 

Il coordinatore Montuori: “Noi avevamo segnalato che il mondo dello spettacolo avrebbe avuto problemi per la chiusura, la cosa odiosa è stato dire che era un settore non essenziale. Tutti i settori che portano indotto o dove vivono famiglie sono essenziali.”

 

La riunione è continuata con diversi esponenti del settore che hanno espresso il loro parere in merito alla situazione tra cui vogliamo ricordare Barbara Abiti – cantante, Samuel Valeri – Dj Produttore e speacker radiofonico, Antonio Giglio – Organizzatore di eventi, Roby Canzian – Dj.

«Grazie all’impegno dell’amico Onorevole europarlamentare Pietro Fiocchi, la delegazione di Fratelli d’Italia ha assunto una società di consulenza per aiutare imprenditori ed enti locali interessati a presentare progetti per l’erogazione di fondi europei». L’annuncio arriva in occasione del convegno tenutosi sabato pomeriggio all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso e che ha visto fra i relatori lo stesso Fiocchi, il commercialista veronese Massimo Venturato e l’avvocato Fabio Crea, capolista trevigiano alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre per Fratelli d’Italia, quest’ultimo in veste di moderatore della tavola rotonda.

 

«L’ondata di bonus e sussidi a pioggia regalati da un Governo incapace, pagata con i soldi dei nostri figli, finirà presto e prima o poi inizieremo a pagarne il conto restituendoli con più tasse per tutti», ha premesso Crea, individuando nell’utilizzo dei fondi europei la via maestra per la crescita dell’economia nazionale.

 

«Pochi sanno che l’Italia è tra i maggiori contribuenti dell’Unione Europea e versa ogni anno al bilancio comunitario miliardi di euro che tornano indietro solo in minima parte. Paesi come la Polonia assistono i cittadini perché presentino progetti completi e credibili per l’erogazione dei fondi UE a differenza dell’Italia, dove molte Pubbliche Amministrazioni contano su tecnici spesso incapaci di redigere progetti o consigliare nella gestione delle risorse economiche necessarie per consentire investimenti e nuove opportunità di crescita».

 

«Le statistiche ci dicono che il Veneto non fa eccezione in un’Italia fra gli ultimi Paesi per sfruttamento di risorse stanziate, non utilizzate per mancanza di validi progetti e restituite all’Europa. Per queste ragioni», riporta il candidato. «Io mi impegno ad essere il collegamento tra le nostre imprese, le Amministrazioni e l’Europa, lì dove ci sono le risorse: un aiuto concreto per ripartire e non la promessa di un ennesimo bonus».

Conto alla rovescia iniziato per la mattanza dei volatili. Anche quest’anno in Veneto il calendario venatorio prevede la possibilità di cacciare in pre-apertura dal 2 settembre.

 

Potranno essere uccisi le specie Merlo, Cornacchie, Ghiandaia e Gazza, mentre la Tortora selvatica e il Colombaccio potranno essere cacciati solamente nei giorni 2 e 3 settembre.

 

“Ma tranquilli – dice Elisa Casonato, capolista Europa Verde -Treviso (in foto) – il vero divertimento inizierà domenica 20 e i colpi si sentiranno fin nelle cabine elettorali.

Se lo ricordino bene tutti gli elettori di Zaia, la loro coalizione è finanziata e sostenuta dalla lobby dei cacciatori che votano principalmente Lega e Fratelli d’Italia.

Nel 1990, in Veneto, al referendum per l’abolizione della caccia, il quorum era stato raggiunto e aveva vinto il sì”.

 

E continua: “In virtù dell’autonomia richiesta, si dovrebbe confermare la volontà dei Veneti, dando seguito all’abolizione della Caccia.

Noi di Europa Verde-Treviso, in tempi pre Covid avevamo già promosso una raccolta firme contro la caccia, rilevando che i tempi sono nuovamente maturi per promuovere un referendum per l’abolizione della pratica obsoleta e crudele della caccia.”

 

“In piena quarantena, quando nessuno poteva stare a non più di 200 metri da casa, i cacciatori sono stati autorizzati a spostarsi dove volevano” conclude. – “Dati dell’associazione di vittime della caccia (stagione 2019/2020) parlano di 13 morti e 43 feriti, senza contare gli animali.

Noi confermiamo il nostro impegno per l’abolizione della caccia, e il benessere degli animali”.

“È sicuramente una bella idea, da collocare nel mondo del favole. Peccato che arrivi da un candidato Governatore e non da un libro di Andersen: e questo è, sotto ogni punto di vista, assai preoccupante. Certi senatori della Repubblica, prima di fare certe proposte, dovrebbero rendere noto anche come intendono pagarle, perché il bilancio della Regione del Veneto – grazie ai taglia nazionali indiscriminati e orizzontali e senza autonomia – è già abbastanza tirato per garantire i servizi minimi essenziali, peraltro, unica regione italiana con zero tasse come l’addizionale locale Irpef, che ogni anno lascia nelle tasche dei territori più di un miliardo di euro”.
È il commento dell’assessore ai Trasporti Pubblici della Regione del Veneto alle affermazioni di una senatrice sulla possibilità di rendere i treni gratuiti per i turisti che scelgono il Veneto.

 

“Secondo la proposta della senatrice – spiega l’Assessore –, chi sceglie di trascorrere le vacanze in Veneto viaggerebbe gratis in treno e questo ‘bonus’ verrebbe compensato o da un taglio dei servizi, e sarebbe interessante capire quali, oppure con un aumento delle tasse per i Veneti perché, altrimenti, offrire tale benefit sarebbe totalmente insostenibile economicamente”.

 

“Appare come una proposta idilliaca, ma assolutamente lontana dalla realtà perché impraticabile – continua l’Assessore regionale. – Per fare certe proposte bisogna anche conoscere e prevedere le ripercussioni di una tale offerta sul bilancio regionale.
Ricordo solo che nel 2020 le aziende di trasporto stanno attraversando una grave crisi e secondo le previsioni perderanno circa la metà dei ricavi, parliamo di un buco di 150-160 milioni di euro. In più a settembre riapriranno le scuole e si renderà necessario un potenziamento del servizio di trasporto, ma ancora non è chiaro chi dovrà sostenerne il costo, perché il Governo, attualmente, non dà garanzie in merito”.

“Per quest’anno non cambiare, niente vacanze se vuoi mangiare”: è questo il titolo provocatorio della protesta di CasaPound Italia. In oltre 100 città, anche a Treviso, i militanti della tartaruga frecciata hanno allestito nelle zone più degradate delle “spiagge” con ombrelloni e lettini, le uniche mete che molti italiani potranno permettersi quest’estate.
“In una delle crisi economiche e sociali più gravi della storia italiana – afferma CasaPound Italia in nota – i dati ci dicono che circa 6 italiani su 10 non andranno in vacanza per problemi economici e circa un terzo di loro già entro agosto finirà i risparmi.
In molti aspettano ancora la cassa integrazione, gli aiuti, i finanziamenti a fondo perduto ma il Governo continua a fare annunci, a promettere soluzioni, a scaricare le proprie responsabilità.
Come nel caso del “bonus vacanze”, l’ennesima presa in giro ai danni degli italiani che costringerà, in questo drammatico momento, albergatori e operatori del turismo a sostenere costi senza ricevere soldi in cambio se non un eventuale e successivo credito d’imposta.
Una misura inutile che non porterà benefici nemmeno a chi vorrà partire. Troppe, infatti, le famiglie che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese e che decideranno di rinunciare alla complicata procedura del bonus per poter fare la spesa.
Ancora una volta – conclude la nota – l’incapacità e i proclami del Governo rischiano di mettere in ginocchio settori già in difficoltà come quello del turismo e dell’ospitalità con migliaia di bar, ristoranti e attività che rischiano la chiusura”.

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