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Di seguito trasmettiamo il comunicato stampa del consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e di Michele Seno e Renato Zanivan di Liberi e Uguali – Treviso

 

RUZZANTE (LIBERI E UGUALI): «Monitoraggi ambientali, documenti mai trasmessi al Ministero?»

SENO E ZANIVAN (LIBERI E UGUALI): «La responsabilità è del commissario nominato dalla Regione»

 

«Nella giornata di oggi ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per conoscere lo stato dei monitoraggi ambientali sulla Superstrada Pedemontana Veneta, considerato che al ministero dell’Ambiente dicono di non aver mai ricevuto la relativa documentazione». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), che oggi ha depositato l’interrogazione a risposta scritta “Qual è lo stato dei monitoraggi ambientali sulla Superstrada Pedemontana Veneta”.

 

«Nei giorni scorsi – dichiarano Michele Seno e Renato Zanivan di Liberi e Uguali Treviso – circa quaranta associazioni hanno recentemente trasmesso al ministero delle Infrastrutture e al ministero dell’Ambiente un documento di denuncia di alcune rilevanti problematiche connesse alla realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta». «Tra i vari interventi richiesti dalle associazioni e dai comitati – concludono gli esponenti di Liberi e Uguali – c’è anche la verifica della corretta realizzazione dell’opera e i previsti monitoraggi: un aspetto che riguarda direttamente la Giunta Zaia, visto che la Regione è rientrata nella gestione ordinaria dell’opera a fine 2016 e spettava al commissario, nominato dalla Giunta, trasmettere i dati per i monitoraggi ambientali al ministero».

Riceviamo e pubblichiamo un pensiero di Elisabetta Gardini, Capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo, in merito al decreto dignità voluto da Di Maio

 

Di Maio e i suoi esaltano e plaudono al decreto dignità approdato in aula alla Camera, mentre molte persone in ogni parte del paese perdono il lavoro o lo perderanno. Questo è ciò che accade quando per uno strano scherzo del destino, un trentenne che non ha mai lavorato nella sua vita, si siede sulla poltrona di ministro del Lavoro e dello Sviluppo e pretende di indicare le politiche su economia e occupazione.

 

Forza Italia farà un’opposizione durissima all’azione di un governo che sta riportando l’Italia indietro di anni con provvedimenti che irrigidiscono il mercato del lavoro, con la volontà miope di bloccare le grandi opere, senza un progetto valido, un’idea per rilanciare le infrastrutture, la crescita. Solo un obiettivo è chiaro, il reddito di cittadinanza, assistenzialismo puro per il quale non essendoci coperture, sono disposti anche a far saltare i conti pubblici.

 

Elisabetta Gardini

Di seguito pubblichiamo un pensiero di Simonetta Rubinato, Presidente dell’ass. “Veneto Vivo”, in merito all’autonomia della Regione del Veneto.

 

Bene le dichiarazioni espresse il 13 giugno scorso dal Ministro Stefani e dal Governatore Zaia di voler accelerare i tempi per l’autonomia del Veneto, ma perché escludere a priori che il Veneto possa diventare come Trento? La volontà popolare sancita dal referendum del 22 ottobre scorso, unita alla grande maggioranza di voti espressi dagli elettori veneti nelle elezioni del 4 marzo a favore di Lega e M5S, esige una risposta all’altezza delle aspettative, ovvero il riconoscimento alla nostra Regione della specialità, come io stessa avevo chiesto nel 2015 alla Camera, con un emendamento alla riforma costituzionale. Restando inascoltata, perché allora non c’era ancora stato il voto di 2,3 milioni di Veneti.

 

Veneti che ora attendono i primi risultati concreti di questa battaglia. Li attendono dal Governo Conte, il premier che su questi temi non ha ancora manifestato pubblicamente il suo pensiero. Durante il primo discorso fatto alle Camere, infatti, da lui nessun riferimento a riforme per migliorare l’assetto delle nostre Istituzioni: nessun accenno agli Enti locali (eppure sono i più vicini ai bisogni dei cittadini), né al federalismo. L’unico riferimento all’autonomia è riservato alle Regioni speciali (peraltro unito al tema ‘sistema di voto all’estero’: un lapsus freudiano?).

Cito dal suo discorso: “Ci adopereremo per salvaguardare le Regioni ad autonomia speciale, del Nord e del Sud del Paese, nella convinzione che la prossimità, la sussidiarietà e la responsabilità, ove localmente concentrate, possano contribuire a migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini”. Nessun accenno invece all’autonomia delle Regioni ordinarie.
Accortisi evidentemente di questa grave omissione, su input dei parlamentari leghisti, il Premier ha dovuto correggere il tiro con una rassicurazione nel suo intervento di replica. Per il resto una relazione con solo principi e obiettivi generalissimi, molti ovviamente condivisibili, ma nessuna indicazione programmatica operativa. Se il premier Conte fosse stato il Sindaco di un qualsiasi Comune avrebbe avuto l’obbligo di presentare al Consiglio Comunale le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato, tenendo conto anche della sostenibilità finanziaria all’interno del sistema di bilancio dell’ente locale. Ma il primo cambiamento del ‘Governo del cambiamento’ non avrebbe potuto essere proprio questo?

 

Segnali incoraggianti per la battaglia dei Veneti arrivano invece dalla Corte dei Conti. “La ripartizione dei flussi finanziari dallo Stato alle Regioni deve tenere conto del principio per cui le entrate tributarie maturate in un territorio debbono in una parte sostanziale essere destinate ai bisogni di quel territorio. Il collegamento fra prelievo fiscale e territorio può ritenersi utile a recuperare il rapporto fra cittadini ed istituzioni. La restante quota si definisce di coesione, in quanto volta a consentire la copertura dei servizi generali e degli oneri di solidarietà nazionali”. A dirlo è stato martedì 26 giugno scorso il Presidente dell’organo di magistratura contabile, citando proprio i referendum per l’autonomia di Veneto e Lombardia. Un anno fa esprimevo il medesimo concetto nel mio libro La Spallata: “Il nodo politico da affrontare è stabilire un rapporto più equo tra quello che i Veneti versano all’erario e ciò che rimane sul territorio, non solo per rispondere ai loro bisogni, ma anche come stimolo di una maggiore crescita”. È alquanto sintomatico che la Corte dei Conti abbia compreso la questione più di tanti esponenti politici. La dice lunga su quanto sia in salita la strada per ottenere l’agognata autonomia.

Il referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre, previsto per il 30 settembre prossimo, è in pericolo.

 

Infatti la Presidenza del Consiglio si è costituita al TAR, schierandosi a favore del ricorso promosso da Brugnaro contro lo svolgimento del referendum.

 

In definitiva ci troviamo Salvini contro Zaia, che invece si è espresso a favore dello svolgimento regolare del referendum.

 

A questo punto la parola definitiva spetta al TAR. Si farà o no questo ennesimo referendum, che potrebbe sancire la separazione di Mestre da Venezia, creando così due comuni autonomi?

Meneghetti informa che correrà con il centro destra. Nilandi mette in dubbio la propria candidatura

 

Manca ancora un anno alle elezioni comunali a Mogliano, ma le acque cominciano già ad agitarsi.

 

Il sindaco Carola Arena ha fatto già sapere che si ripresenterà per essere rieletta e sta presenziando ad inaugurazioni di rotonde e piste ciclabili, segno di imminente campagna elettorale.

 

Il Centro Destra sonnecchia sornione, ma le prime mosse stanno arrivando e le fa Paolo Meneghetti, che con un comunicato stampa dichiara che si metterà di nuovo in gioco con il gruppo di centro destra.

Meneghetti precisa: “In vista delle ormai prossime elezioni amministrative, negli ultimi mesi ho più volte cercato di lanciare una fune a Nilandi con l’obbiettivo di creare una lista di ragazzi che si facessero spazio nella prossima campagna elettorale, ma davanti a me ho trovato un muro”.

 

“Dopo un primo rifiuto ricevuto alla mia proposta di presentare e cercare finanziamenti per il progetto skate park in una delle tante iniziative che organizzo in città, ne è seguito un altro a una mia proposta di uscire dagli schemi e correre da soli”.

 

“Che le nostre idee siano per certi versi distanti è noto ai molti, ma sono certo che si sarebbe potuto costruire qualcosa di interessante in quella che è da sempre l’arte del compromesso”.

 

“Detto ciò sono felice di annunciare che mi metterò di nuovo in gioco col gruppo di centro destra che si sta andando a formare e con cui ho già piacevolmente lavorato 5 anni fa candidandomi con la Lista Giovani”.

 

Giacomo Nilandi, Consigliere di maggioranza e con delega alle Politiche Giovanili, in merito a quanto detto da Meneghetti ha precisato: “È vero, ne abbiamo parlato, ma credo che fare una lista giovani al di fuori degli schemi politici basandoci solo su una questione anagrafica sia fuori luogo”.

 

“Ci vuole un programma condiviso e noi due siamo su posizioni politiche diverse. Tra noi c’è una grande amicizia ed una grande stima reciproca ed in alcuni casi abbiamo collaborato. Per me sarebbe fuori dai miei schemi abbandonare una posizione politica che mi vede impegnato da cinque anni”.

 

“Io voglio finire quello per il quale sono stato eletto – conclude Nilandi – cioè il Centro giovani e lo skate park, poi farò le valutazioni del caso. Tutti danno per scontato che mi ripresenterò, ma non è ancora una cosa definita, potrei anche non ripresentarmi”.

“Mario Conte vince e diventa Sindaco di Treviso. Giovanni Manildo consegna ai trevigiani una città migliore di come l’aveva ereditata cinque anni fa. Ora alla Lega spetta la grande responsabilità di non disperdere questo patrimonio costruito con il coraggio e la passione di Giovanni e della sua squadra”.

 

 

Così Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico riconosce la vittoria a Mario Conte, senza risparmiare l’invito a non disperdere quanto di buono e di costruttivo è stato fatto in questi cinque anni dall’amministrazione Manildo.
Il segretario del PD, pur non sottovalutando la negatività del risultato, sottolinea come le dinamiche politiche nazionali abbiano influito pesantemente anche sulle amministrative a Treviso e, nonostante il grande lavoro di Giovanni Manildo, fosse oggettivamente difficile contrastare la spinta populista del centrodestra.

 

“Continueremo a lavorare con le persone sulle idee e le proposte condivise, in questa importante fase ricostituente del PD che abbiamo già avviato a Treviso, perché credo fortemente che sia la strada giusta per creare coesione ed entusiasmo e ritrovare sintonia con la gente, con i bisogni dei cittadini e i problemi concreti delle famiglie – prosegue Zorzi – Mi permetto anche di ricordare alla Lega che non è più in campagna elettorale, ma ora rappresenta le istituzioni a Treviso. Sentire, ancora, Gentilini esclamare che il nemico va ucciso al primo colpo o il Presidente del Veneto Zaia che dichiara che la bandiera di San Marco vale di più della fascia tricolore da Sindaco mi sembra non solo fuori luogo ma molto grave.”

 

Grazie a Giovanni e a tutte le persone che in questi anni, e durante la campagna elettorale, hanno messo a disposizione competenze, energie e tempo per il bene di Treviso e dei trevigiani. Il Partito Democratico –conclude Zorzi – farà la sua parte per difendere con forza la Treviso accogliente, sicura e aperta al futuro che i cittadini hanno avuto l’orgoglio di vivere in questi anni.”

Il centro destra riconquista Treviso dopo cinque anni di governo del Centro Sinistra.

 

Mario Conte vince al primo colpo con il 54,3%, contro il 37,9% di Manildo. Il Consiglio Comunale è composto da 32 seggi, 20 dei quali andranno al centro destra e 12 all’opposizione.

 

L’affluenza è in calo rispetto alle precedenti elezioni comunali e si attesta al 59,15%.

 

Qui di seguito i voti, lista per lista:

LEGA ha ottenuto 7.158 voti pari al 19,45%

LISTA CIVICA MANILDO ha ottenuto 5.535 voti pari al 11,47%

FORZA ITALIA ha ottenuto 1.350 voti pari al 3,66%

LISTA CIVICA GRANDE TREVISO ha ottenuto 8,270 voti pari al 22,4%

FRATELLI D’ITALIA ha ottenuto 567 voti pari al 1,54%

UNIONE DI CENTRO ha ottenuto 441 voti pari al 1,19%

PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 6,066 voti pari al 16,48%

LISTA CIVICA CON MANILDO ha ottenuto 3.731 voti pari al 10,13%

LISTA CIVICA TREVISO VIVA ha ottenuto 2.333 voti pari al 6,35%

LISTA CIVICA IMPEGNO CIVILE ha ottenuto 951 voti pari al 2,58%

LISTA CIVICA TREVISO E CAMOLEI ha ottenuto 798 voti pari al 2,16%.

La lista civica Mogliano 20 24 esprime piena soddisfazione sul fatto che Carola Arena abbia sciolto la riserva sulla sua candidatura e già da subito si impegna in prima linea a sostenerla, invitando i cittadini interessati a mettersi in contatto con loro, anche attraverso la relativa pagina Facebook.

 

 

Il lavoro fin qui svolto è stato molto, considerando anche il deserto lasciato dalla precedente amministrazione: i lavori pubblici, l’ambiente e lo sport, il rilancio delle attività produttive e culturali, i molti progetti che riguardano il sociale e la scuola…

 

In cantiere ci sono ora tutti quei punti che porteranno a completare il programma elaborato nel 2014 e che troverà tempo con il prossimo mandato tra cui la biblioteca in Villa Longobardi, la ristrutturazione del Centro Sociale, il maggiore sostegno delle fasce deboli e in difficoltà della popolazione.

 

Crediamo quindi nell’importanza della ricandidatura di Carola Arena perché la riteniamo in questo momento la figura in grado di portare a compimento il molto lavoro di cui abbisogna la realizzazione del programma.

Mogliano 2024 esprime inoltre la sua compiacenza che altre forze del territorio intendano sostenere la candidatura di Carola Arena soprattutto perché è un riconoscimento sia della validità dell’intero progetto sia dell’ottimo lavoro fin qui svolto da tutta la giunta sotto la regia del sindaco.

Ecco “Il Ponte”: una nuova lista civica promossa da Sandro Del Todesco e Lucio Carraro

 

 

La città di Mogliano Veneto sta vivendo una stagione di grandi fermenti. Dopo un’attesa durata oltre cinquant’anni, l’attuale Amministrazione pubblica, guidata da Carola Arena, ha dato finalmente il via ai lavori di completamento del Centro Storico, intervento fondamentale per l’identità della città e il rilancio delle attività commerciali; oltre ai lavori in corso per la realizzazione di varie opere pubbliche, è a buon punto anche l’innovativo progetto della nuova Biblioteca comunale nel cuore del parco di Villa Longobardi, gioiello della città; in forte crescita la qualità delle iniziative culturali e artistiche con l’affermazione di numerose Associazioni e nuovi talenti; in espansione il sostegno di tanti volontari nei confronti delle fasce più deboli e bisognose, dalle famiglie colpite dalla crisi ai bambini e anziani; molte le iniziative per la salvaguardia ambientale e la diffusione di buone pratiche per il risparmio idrico ed energetico e lo sviluppo di un’agricoltura vocata alla biodiversità.

 

È la straordinarietà di questo momento, che prefigura il futuro stesso della città, che ha sollecitato Sandro Del Todesco e Lucio Carraro, due personalità molto note a Mogliano sotto il profilo culturale e amministrativo, a scendere in campo promuovendo la nascita di una nuova lista civica.

 

“Pensiamo” hanno affermato Carraro e Del Todesco, “che la città meriti di vivere questo momento con la massima partecipazione, favorendo l’intreccio fra preziose esperienze e nuove intelligenze. Vogliamo costruire un ponte fra le generazioni, fra chi ha contribuito alla storia di Mogliano, chi la sta facendo e chi si appresta a ereditarla e proseguirla, un ponte che rafforzi il dialogo fra le diverse espressioni della città: giovani, anziani, bambini, agricoltori commercianti e imprenditori, artisti e poeti, amministratori e cittadini. Per queste ragioni rinnoviamo il nostro impegno nei confronti di Mogliano e invitiamo quanti fossero interessati a mettersi in contatto direttamente con noi nelle prossime settimane: saremo felici di condividere questo comune cammino.”

 

L’iniziativa, dopo un’estate dedicata a precisarne le potenzialità e opportunità, verrà presentata nel prossimo mese di settembre.

 

 

SANDRO DEL TODESCO
Attività professionali
Docente di materie letterarie, storia e filosofia presso istituti scolastici superiori delle province di Treviso e Venezia nel periodo 1976-1978.
Dipendente del Comune di Venezia dal 1978 al 2015. Dirigente dal 1992 al 2015, in particolare nei settori delle politiche di welfare e del decentramento. In pensione dal 1 luglio 2015.

 

Esperienze politiche
È stato Assessore alla Sicurezza sociale del Comune di Mogliano dal 1977 al 1981 (Consigliere comunale dal 1975 al 1985 e dal 1996 al 2001).
Nel periodo 1980–1986 componente del Comitato di gestione delle Ulss di Venezia e della Terraferma veneziana.

 

Altre esperienze
Nel periodo 1969-1975 collaborazioni giornalistiche in particolare con Il Gazzettino di Treviso.
Dal 1992 al 2003 componente del collegio sindacale della Cooperativa sociale “Libertà” di Mestre.
Attualmente è componente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa sociale “Realtà” di Marghera.
È lettore volontario nelle biblioteche decentrate del Comune di Venezia.
Arbitro di calcio dal 1972 al 2017.

 

Pubblicazioni

Nel 2017 ha pubblicato il libro Buongiorno! Sono l’arbitro (Arcari Editore) e nel febbraio 2018 Vita con mio padre (Ritratto di famiglia), Arcari Editore.

 

 

LUCIO CARRARO
Attività professionali
Ha insegnato per quarant’anni a Treviso, presso la scuola a tempo pieno “Carducci”.
Ha svolto un’intensa attività di comunicatore, che coltiva ancora come copywriter.

Esperienze politiche
È stato consigliere comunale a Mogliano dal 1985 al 2001.
Assessore alla cultura e pubblica istruzione dal 1990 al 1992; dal 1992 al 1996 assessore alla pubblica istruzione e attività produttive.

Altre esperienze
Sostenitore e attivista di Slow Food.
Collabora con la cooperativa Solidarietà di Treviso

 

Pubblicazioni
È coautore di un libro per ragazzi La verde collina, Petrini editore, e delle miscellanee del M.C.E Tra il dire e il fare e I luoghi della parola, La Nuova Italia.
In quest’ultimo decennio ha pubblicato:
Sentimenti elementari, c’era una volta il libro di lettura, Aurelia edizioni
Agosto, Arcari editore
Il senso della lumaca e altre storie, Slow Food editore
Volare, la straordinaria storia del pistard olimpionico Franco Testa
Cuoche, le radici della cucina, Antiga edizioni
In corso di pubblicazione:
APACHE, storie di attimi, Arcari editore

Il nuovo governo frutto di un contratto stilato tra Movimento 5 Stelle e la Lega si sta avviando verso la sua approvazione.

 

L’esperimento, accompagnato dai nostri migliori auguri, presenta degli aspetti interessanti e innovativi e, nonostante lo scetticismo manifestato dall’Europa, è sperabile per gli italiani che presenti un momento di stabilità politica.

 

Il prossimo anno Mogliano affronterà il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco. Sarebbe interessante che le locali forze politiche, dimenticando vecchie alleanze, affrontassero la tenzone promuovendo un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, per conquistare la maggioranza in comune.

 

Lo scontro con l’uscente Amministrazione sarebbe interessante e certamente darebbe una bella ventata di novità.

Capisco che la cosa potrebbe urtare i rappresentanti di Forza Italia, che si vedrebbero così esclusi dalla battaglia.

 

L’ex assessore F.I. della Giunta Azzolini, Lucia Tronchin, interrogata sull’argomento ha così risposto: “Il recente voto politico ha dimostrato che i cittadini si allontanano sempre più dalle ideologie e dai partiti. Per quanto riguarda le elezioni comunali da molto tempo i cittadini scelgono le civiche premiando i programmi al posto delle sigle”.

“Credo che per Mogliano – cha oncluso la Tronchin – sia venuto il tempo di un accordo di governo su cui i candidati si esprimano, oltre la politica, su poche cose, ma fattibili senza ipocrisie”.

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