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La Carta, inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e ai Ministri della Giustizia, dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, della Salute, dei Trasporti e Infrastrutture, nonché al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, diventerà ora una petizione per una raccolta di firme via web
Sei premesse che vanno dal rispetto dei diritti dell’uomo e dei valori universali al rispetto dei Principi di leale cooperazione e della proprietà privata. Sono questi gli obiettivi  della Carta di Chioggia 2019. Il documento, presentato nell’incontro “Chioggia e la laguna: rinascita economica e impianto Gpl”, sarà inviato presto al Governo per ottenere risposte concrete e riforme  in merito alla salute e alla giustizia ambientale attraverso l’istituzione della Corte Penale Europea della Salute e dell’Ambiente, la creazione di un Dipartimento nazionale ed Europeo di Giustizia Ambientale e della Procura Nazionale per l’Ambiente e la Salute.
“Abbiamo chiesto al Governo un atto formale – spiega il Professor Antonino Abrami, ex magistrato della Corte d’Appello e della Cassazione- e ogni azione che chiuda definitivamente la possibilità di deposito di Gpl in Chioggia per le ragioni emerse da questa importante assemblea”.
La Dichiarazione di Chioggia 2019, già’ inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e ai Ministri della Giustizia, dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, dei Beni Culturali, della Salute, dei Trasporti e Infrastrutture, nonché al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, diventerà ora una petizione per una raccolta di firme via web.
Il documento è supportato da studi scientifici condotti dal Prof. Massimo Guarascio sui pericoli di natura biochimica per la popolazione e per l’ambiente che spiega come “L’Italia detiene il primato mondiale degli eventi e di vittime di disastri. Chioggia, con il deposito Gpl  non è esente a questo tipo di pericolo. Visti i disastri antropici antecedenti al 2000 e gli eventi disastrosi recenti, che sembrano confermare il livello di non adeguatezza delle misure di prevenzione, si chiede al Governo di riconsiderare la localizzazione del deposito Gpl di Chioggia”.
La Carta rileva come i danni siano anche di ordine economico. Infatti l’impianto determinerebbe, secondo lo studio realizzato dal commercialista Carlo Albertini, tra i relatori del documento,   un danno di 700 milioni di euro in termini di svalutazione del sistema integrato della città. Questo senza contare il danno all’ambiente, sociale e storico-artistico”.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (AIDAA), in merito alla caccia al cinghiale

 

Secondo le notizie riportate dalle agenzie stampa, il Governo – o meglio la componente leghista del Governo – ha presentato un emendamento al decreto legge semplificazione, con il quale si chiede di dare alle Regioni la possibilità di: “individuare operatori qualificati ed abilitati per affiancare dopo un corso le guardie forestali, comunali ed i proprietari e gestori dei fondi ora coinvolti nei piani di abbattimenti e contenimenti dei cinghiali”.

 

In poche parole, la Lega, partito legato a triplo filo ai cacciatori, starebbe facendo passare la possibilità per i cacciatori di partecipare alle battute al cinghiale dopo un breve corso, in base alle richieste delle Regioni.

 

Questo con la complicità del Movimento Cinque Stelle – altra componente di Governo che si vantava di tutelare gli animali – e forse anche di altre componenti politiche della minoranza.

 

“Si tratta di una scelta precisa che apre la strada alla liberalizzazione della caccia al cinghiale – sostiene Lorenzo Croce, Presidente di AIDAA – e questo nel silenzio innanzitutto dei parlamentari, che si definiscono animalisti, e della componente Cinque Stelle del Parlamento che, in nome della reciproca non interferenza, si presta a questo orribile gioco di morte, che ovviamente noi condanniamo sia nella forma che nella sostanza dei fatti”.

“Nei prossimi giorni dovrebbe vedere la luce il decreto relativo al reddito di cittadinanza: per questo rinnovo l’appello in questi giorni cruciali, affinché tra le spese possibili vengano inserite anche l’acquisto del cibo e dei prodotti per i pet e anche le visite veterinarie e le vaccinazioni obbligatorie per gli animali di affezione, in quanto sarebbe un aiuto importante alle famiglie più povere, la cui presenza in casa di amici pelosi è a rischio ogni giorno proprio per la difficoltà di poterli cibare e curare”.

 

Questo l’appello del presidente di AIDAA, Lorenzo Croce, per chiedere al Governo che nel paniere delle spese ammissibili con il reddito di cittadinanza (che dovrebbe interessare fino a 6 milioni e mezzo di italiani) rientrino anche le spese per l’acquisto del cibo, ma anche quelle per le vaccinazioni e le spese veterinarie per tutti gli animali di affezione che vivono nelle case di oltre 15 milioni di famiglie italiane.

 

Purtroppo secondo i dati riportati dai cento canili monitorati da AIDAA, in questi ultimi anni sono aumentati del 17% gli ingressi in canile di cani che non possono essere più gestiti dalle famiglie e, in particolare, dagli anziani in difficoltà economica. Certo sono numeri esigui rispetto al fenomeno generale degli abbandoni di animali domestici – che riguarda complessivamente 120.000 tra cani e gatti ogni anno – ma anche il ritorno in canile di cani anziani che non possono più essere sfamati dai loro proprietari è un fenomeno reale.

“Un fenomeno che potrebbe essere azzerato – conclude Croce – se le spese per l’acquisto dei loro beni e per le spese veterinarie e di vaccinazioni obbligatorie rientreranno nelle spese ammissibili del reddito di cittadinanza, che questo Governo del cambiamento si appresta a varare”.

Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma dell’ex parlamentare Pd, Simonetta Rubinato, che porta alla luce le proprie considerazione in merito al progetto di autonomia della nostra Regione

 

Sul quotidiano Il Mattino di Napoli si ripetono da settimane interventi delle élite meridionali per allarmare i cittadini del Sud. Sono mesi che il prof. Gianfranco Viesti sostiene che l’autonomia del Veneto “è una vera e propria secessione dei ricchi” e che con la sua attuazione “i principi costituzionali di uguaglianza possono essere, a breve, stravolti”, promuovendo anche una petizione contro il riconoscimento dell’autonomia differenziata alla nostra Regione. Forse il prof. Viesti confonde il Veneto con una delle Regioni a statuto speciale confinanti. Ecco allora qualche dato di realtà.

 

Il primato drammatico del numero di suicidi in Veneto a causa della crisi economica dal 2012 ad oggi, che lo vede precedere in classifica la stessa Campania, conferma che la ricchezza dei Veneti non è quella derivante dalle grandi imprese pubbliche, assicurative e della finanza, ma quella prodotta da tantissimi piccoli e medi imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi, che devono reggere alla sfida della competitività nonostante un fisco e una burocrazia oppressivi. Anche l’incidenza della povertà relativa delle famiglie, passata tra il 2007 e il 2017, in Veneto, per gli effetti della crisi, da un quarto a metà di quella nazionale (dal 2,5% al 6,1%), risulta nell’ultimo anno anche se di poco più elevata di quella registrata al Nord (5,9%). Certo, si tratta di un dato molto inferiore a quello delle regioni del Sud, ma conferma l’aumento dell’impoverimento relativo delle famiglie venete, colpite da ultimo anche dal fallimento delle due banche popolari.

 

Quanto alla violazione del principio di uguaglianza, i numeri della Ragioneria dello Stato dicono che a dolersene dovrebbero essere proprio i Veneti. Anche dall’ultimo Report sulla Spesa pubblica regionalizzata risulta infatti che la spesa finale statale per abitante nel 2016 è stata di euro 2.802 in Veneto contro i 3.737 euro in Campania. In particolare la spesa per abitante in istruzione scolastica è stata di 636 euro in Campania, contro i 477 euro in Veneto. Il che conferma che la spesa statale attuale è molto variabile fra le diverse regioni ed è più alta proprio dove si produce meno ricchezza e i servizi sono peggiori. Il che significa che la redistribuzione statale delle risorse fiscali include sprechi, inefficienze e clientele che non favoriscono i cittadini del Sud mentre stanno impoverendo i cittadini di alcune regioni del Nord.

 

C’è da stupirsi che i Veneti chiedano di cambiare questo sistema? No, c’è da stupirsi che certa intellighenzia del Sud lo difenda.

 

 

Simonetta Rubinato

Presidente “Veneto Vivo”

Il M5S, da sempre schierato a difesa delle aree agricole e boschive e soprattutto dell’enorme consumo di suolo a fini commerciali del territorio comunale, appoggia la richiesta promossa dal comitato dei cittadini di Tessera C.R.I.A.A.Ve, che chiede di trovare degna dimora a quegli alberi che saranno strappati alla terra dove dimorano da decenni, per fare spazio a ulteriori aree a parcheggio. È proprio questo, infatti, uno degli obiettivi descritti nel Masterplan 2021 per l’espansione dell’aeroporto Marco Polo di Tessera, che sarà realizzato da SAVE.

 

Secondo quanto riportato dai criteri in nome dei quali SAVE dichiara di operare per la sostenibilità ambientale della nuova aerostazione, si legge che “dal punto di vista di strutture e infrastrutture, l’impegno delle ricerche e degli studi progettuali è stato rivolto alla minima occupazione di suolo rispetto alla capacità necessaria per i flussi di passeggeri e merci dello scalo”.

Tuttavia il M5S non ci sta e ha depositato una mozione rivolta al Sindaco, affinché si faccia portavoce del disagio dei cittadini di Tessera e ricordi a SAVE la responsabilità che nutre verso il territorio che la ospita.

 

La preoccupazione del M5S riguarda il patrimonio verde di circa 1.200 esemplari, costituito in gran parte da alberi di pregio, per fare posto (molto probabilmente) a una riga di pioppi, come già fatto in un intervento precedente.

 

Nell’area dell’ex vivaio, sono presenti pini, cedri, faggi, querce, ippocastani, frassini, cipressi e molte altre essenze, che attualmente creano uno scudo naturale al continuo innalzamento dell’inquinamento atmosferico e acustico per tutti i cittadini che abitano nelle adiacenze dell’aerostazione.

Il M5S insiste che il Sindaco – quale responsabile della salute dei cittadini veneziani – possa e debba intervenire per la salvaguardia di tutto ciò che contribuisce a preservare un habitat salubre e gradevole.

 

La difesa di questo patrimonio arboreo rappresenta pertanto un punto focale della questione. “Se così non fosse, il patrimonio arboreo non sarebbe riconosciuto come fondamentale e difeso attraverso leggi specifiche a tutti i livelli amministrativi, da quelli locali a quelli internazionali”, commenta la consigliera comunale Sara Visman.

Ruzzante (Liberi e Uguali): «Metodi mafiosi in Veneto, Salvini intervenga»

 

«Solidarietà e vicinanza all’ex assessore di Cittadella Filippo De Rossi, dopo le minacce ricevute via posta che tirano in ballo anche i suoi affetti familiari. Una gravissima lettera intimidatoria, come ha detto il sindaco di Cittadella, da malavita organizzata: la sua preoccupazione è la nostra preoccupazione». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella giornata di ieri ha presentato un’interrogazione regionale per chiedere al Presidente Zaia di intervenire presso il Ministero dell’Interno al fine di promuovere e stimolare le necessarie verifiche.

 

«Cosa sta succedendo in Veneto – si domanda Ruzzante – se a Cittadella si arriva a questo? Quello di De Rossi, purtroppo, non è un caso isolato: l’associazione “Avviso Pubblico” ha registrato 19 episodi di intimidazione e minaccia nei confronti degli amministratori locali veneti nel 2017, quasi il doppio dell’anno precedente». «Il ministro dell’Interno – conclude Ruzzante – invece di occuparsi sempre e solo dei migranti, si occupi della sicurezza nei nostri territori, lasci il mare alle leggi internazionali e si prenda cura della nostra terra. Mentre si tiene in ostaggio il dibattito pubblico paventando il rischio che donne e bambini in fuga dalla guerra e dalla miseria seminino il panico, un amministratore pubblico in uno dei luoghi più ricchi del Nordest si trova a denunciare ai Carabinieri una lettera anonima che prende di mira la sua bambina di neanche due anni e che ora dovrà convivere con il terrore quando verrà accompagnata al parco. Quando avremo un Ministro che si occupi delle vere sicurezze in questo Paese e nei nostri paesi?».

Il tesoriere del Pd moglianese, Lorenzo Berizzi, ha presentato i conti del partito agli iscritti e alla segreteria provinciale.

Al partito sono venute a mancare alcune migliaia di euro. Parte di esse sono dovute al mancato versamento della dovuta quota di indennità da parte di alcuni esponenti del PD cittadino che ricoprono incarichi di governo.

 

Tra questi spiccano i nomi del Sindaco Carola Arena, che non versa più la sua quota dal 2016, dell’Assessore Filippo Catuzzato, in morosità da aprile 2017 (mese della sua nomina) e del Vicesindaco Daniele Ceschin, non ancora perfettamente in regola.

Gli eletti del PD, secondo regolamento, dovrebbero versare il 6% dei loro emolumenti al partito.

 

Per gli altri esponenti del partito che ricoprono incarichi di governo a Mogliano la situazione versamenti è in regola.

 

Fonte: La Tribuna

“Il 2019 sarà l’anno dell’Autonomia, delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, del grande lavoro per la rinascita della montagna travolta dal tornado di fine ottobre, del rilancio della candidatura delle Colline del Prosecco a Patrimonio Universale dell’Unesco, dell’avanzamento della Superstrada Pedemontana Veneta e di altre opere pubbliche necessarie al Veneto e ai Veneti, dell’inizio del cammino della nuova riforma della sanità delineata con l’approvazione del Piano Socio Sanitario 2019-2023”.

 

Sono questi i principali temi sui quali si è intrattenuto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel tradizionale incontro di fine anno con il mondo dell’informazione, tenutosi venerdì 21 dicembre a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia.

 

“Il referendum sull’Autonomia dell’ottobre 2017 – ha sottolineato il Governatore – ha segnato tutto il 2018 con un grande lavoro istruttorio e segnerà ancor di più il 2019, perché siamo riusciti a smuovere lo stagno nazionale delle riforme e ora il nostro progetto è sul tavolo del Governo. Per noi, pacificamente parlando, è la madre di tutte le battaglie, ma anche per il Governo nazionale è una grande opportunità, perché passerà alla storia come l’Esecutivo che ha riscritto la storia della Nazione, con l’autonomia resa fattore di sviluppo non solo per questa o quella Regione, ma per tutta Italia”.

 

“Il 2018 – ha aggiunto Zaia – si è concluso con la tragedia dei danni del maltempo, che abbiamo già quantificato in un miliardo 769 milioni di euro, ma l’anno che sta per arrivare dovrà essere quello della rinascita della nostra montagna. In questa partita il Governo c’è, e i finanziamenti hanno cominciato ad arrivare e continueranno a farlo nel prossimo biennio. Poi c’è la grande gara di solidarietà di cittadini e imprese, non ancora finita, che ha già portato altri aiuti per quasi 3 milioni di euro. Anche grazie all’attenzione che ci hanno dedicato i media regionali, capaci di portare all’attenzione nazionale una tragedia che rischiava di rimanere relegata ai margini, tutti si sono resi conto di cosa sia successo nelle vallate, al punto che le Regioni che avrebbero potuto beneficiare dei proventi dell’sms solidale, hanno deciso con grande sensibilità di lasciare tutto al Veneto”.

 

“Della rinascita della Montagna – ha proseguito Zaia – fa parte anche la grande partita della candidatura di Milano-Cortina a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Dobbiamo continuare a fare squadra con la stessa convinzione e intensità che ci ha portato avanti fino al successo della presentazione al Cio a Tokio, perché l’avversaria, Stoccolma, è molto forte. Se riusciremo a vincere questo insidioso slalom speciale, potremo davvero parlare di rinascita della montagna veneta”.

 

Ottimismo e convinzione, da parte del Governatore del Veneto, anche sulla partita delle opere pubbliche: “La Superstrada Pedemontana – ha detto – è già realizzata per il 56% e, quando sarà terminata, cambierà l’intero modo di pensare la mobilità del Veneto, con un impatto positivo su una realtà che produce il Pil più forte d’Italia, e sulla vita quotidiana e gli spostamenti anche delle popolazioni che risiedono lungo l’itinerario. Sono anche in arrivo importanti novità sul fronte ferroviario. In generale – ha aggiunto – siamo assolutamente favorevoli a proseguire nella realizzazione di opere pubbliche progettate per il bene del territorio, dell’economia e dei cittadini, che ci hanno votato anche per vederle realizzate”.

 

“Il 2019 – secondo Zaia – può segnare una svolta anche per la candidatura Unesco delle Colline del Prosecco. Abbiamo un Comitato scientifico di elevata caratura internazionale; il dossier è stato ricalibrato al meglio negli ultimi mesi e sta per essere stampato e ufficializzato. Sia chiaro – ha precisato – che non stiamo parlando di vino, ma di un paesaggio unico e di una straordinaria cultura che merita la valorizzazione Unesco”.

 

Ringraziando il Presidente Roberto Ciambetti, tutti i gruppi e i consiglieri della maggioranza, ma anche quelli dell’opposizione, definita “sempre propositiva”, Zaia ha posto l’accento sulla “straordinaria produttività” del Consiglio Regionale e sulla concretezza del lavoro di tutti gli assessori della sua Giunta: “Abbiamo varato, discusso e approvato – ha detto – tanti provvedimenti di grande importanza in tempi tanto brevi da poter essere considerati un simbolo di buona amministrazione. Basti pensare – ha detto facendo un paio di esempi – al bilancio 2019, approvato con largo anticipo sulla fine del 2018, e alla nuova riforma della sanità veneta con l’ok al Piano Socio Sanitario 2019-2023, una vera e propria road map che guiderà il Veneto verso nuovi traguardi di modernizzazione e di cure sempre più diffuse e incisive”.

 

Zaia ha infine citato alcuni “record” della sua amministrazione come auspicio per il futuro da rendere ancora migliore: “Non dimentichiamo – ha detto – che abbiamo saputo utilizzare il 100% dei fondi europei a nostra disposizione, che l’agricoltura del Veneto è risultata il settore miglior pagatore d’Italia, che la nostra sanità è stata promossa dal ministero della Salute per aver saputo erogare al 100% i Livelli Essenziali di Assistenza, tutte quelle cure che dovrebbero essere garantite in tutta Italia sulla base della Costituzione”.

Mai regalo di Natale più bello i Veneti avrebbero potuto trovare sotto l’albero. E anche per me sarà probabilmente il Natale più bello della mia vita. Finalmente quella che qualcuno definiva un’utopia, una folle idea, una cosa irrealizzabile sta diventando realtà”. Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando l’annuncio del Presidente, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei Ministri sul percorso per arrivare alla bozza di intesa sull’autonomia differenziata in base all’articolo 116 della Costituzione.

 

Per la prima volta nella storia della Repubblica entra nel Consiglio dei Ministri il progetto per l’autonomia del Veneto, viene analizzato e addirittura viene annunciata dal premier, dal vicepremier Salvini e dal ministro degli affari regionali Stefani una road map per l’intesa sull’autonomia da qui al 15 febbraio, indicata come data ultima per la firma. E’ una giornata stupenda, sorridente”.

 

“Ringrazio il Presidente del Consiglio, tutti i ministri della coalizione per questo ulteriore slancio nei confronti del popolo veneto. C’è davvero da giubilare – aggiunge il presidente veneto – pensando che da qui ai prossimi due mesi la partita sarà chiusa e l’autonomia sarà realtà. Ciò su cui tanti hanno chiacchierato, discusso diventerà nelle nostre mani una certezza di buone pratiche amministrative e di autodeterminazione delle scelte dei cittadini. A questo punto siamo pronti al confronto, abbiamo già un progetto definito, discusso col ministro Stefani. Siamo pronti ad assumerci ogni responsabilità perché, come non mi sono mai stancato di dire in tanti anni, autonomia significa precisa assunzione di responsabilità, fatte salve la solidarietà e la sussidiarietà nazionali”.

 

“Il percorso avviato da questo governo – conclude Zaia – consente a un esecutivo che ha soltanto sei mesi di vita di scrivere già una vera epocale pagina di storia per aver abbandonato l’idea borbonica di Stato centralista e aver scelto la modernità di uno Stato federalista. Trovano finalmente compiuta realizzazione le parole e gli atti dei padri costituenti che nel ’48 scrissero la Carta fondamentale della Repubblica, con parole autenticamente federaliste, che furono poi sbugiardati e travisati dai successori. Col risultato che lo Stato centralista non è riuscito a produrre altro che mala gestio, cattive pratiche, sprechi. Si apre un percorso verso la virtuosità. Mi ripeto con le parole di Einaudi che mi sono care: ad ognuno sia data l’autonomia che gli spetta. Un sogno finalmente si realizza”.

Il prossimo Consiglio comunale di Mogliano Veneto si terrà giovedì 27 dicembre alle ore 19 presso la sala consiliare del palazzo municipale (Piazza Caduti), con il seguente ordine del giorno:

1. Comunicazioni.

2. Razionalizzazione periodica delle partecipazioni possedute ai sensi dell’art. 20, Decreto Legislativo 19 agosto 2016 n. 175 Testo Unico in materia di Società a Partecipazione pubblica (T.U.S.P.) e s.m.i.

3. Approvazione del Piano Economico Finanziario 2019 predisposto da Veritas S.p.A. per la gestione integrata dei servizi ambientali.

4. Imposta Unica Comunale I.U.C. – Approvazione tariffe per l’anno 2019 per la componente TARI.

5. Imposta Unica Comunale I.U.C. – individuazione servizi indivisibili, conferma aliquote, agevolazioni e detrazioni IMU e TASI per l’anno 2019.

6. Addizionale comunale IRPEF – Conferma delle aliquote per l’anno 2019 e introduzione soglia di esenzione. Modifica al regolamento per l’applicazione dell’addizionale comunale IRPEF.

7. L.R. 20 agosto 1987, n. 44 – Disciplina di ripartizione delle quote dei proventi dagli oneri di urbanizzazione 2019.

8. Verifica quantità e qualità aree PEEP che possono essere cedute in diritto di proprietà o concesse in diritto di superficie. Determinazione prezzo di cessione.

9. Approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni e adozione di Variante parziale al PRG, ai sensi dell’art. 58 del D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008 e s.m. e i. e della L.R. 11/2010.

10. Approvazione Programma triennale 2019/2021 ed annuale 2019 dei lavori pubblici.

11. Approvazione programma biennale 2019-2020 degli acquisti di beni e servizi ai sensi dell’art. 21 del d.lgs. 50/2016.

12. Approvazione programma relativo agli incarichi di collaborazione autonoma a soggetti esterni all’Amministrazione (L. 244/2007 e successive modificazioni). Anno 2019.

13. Presentazione Nota di Aggiornamento al Documento Unico di Programmazione 2019-2021 (DUP) – Approvazione.

14. Approvazione del Bilancio di Previsione 2019/2021.

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