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“Mario Conte vince e diventa Sindaco di Treviso. Giovanni Manildo consegna ai trevigiani una città migliore di come l’aveva ereditata cinque anni fa. Ora alla Lega spetta la grande responsabilità di non disperdere questo patrimonio costruito con il coraggio e la passione di Giovanni e della sua squadra”.

 

 

Così Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico riconosce la vittoria a Mario Conte, senza risparmiare l’invito a non disperdere quanto di buono e di costruttivo è stato fatto in questi cinque anni dall’amministrazione Manildo.
Il segretario del PD, pur non sottovalutando la negatività del risultato, sottolinea come le dinamiche politiche nazionali abbiano influito pesantemente anche sulle amministrative a Treviso e, nonostante il grande lavoro di Giovanni Manildo, fosse oggettivamente difficile contrastare la spinta populista del centrodestra.

 

“Continueremo a lavorare con le persone sulle idee e le proposte condivise, in questa importante fase ricostituente del PD che abbiamo già avviato a Treviso, perché credo fortemente che sia la strada giusta per creare coesione ed entusiasmo e ritrovare sintonia con la gente, con i bisogni dei cittadini e i problemi concreti delle famiglie – prosegue Zorzi – Mi permetto anche di ricordare alla Lega che non è più in campagna elettorale, ma ora rappresenta le istituzioni a Treviso. Sentire, ancora, Gentilini esclamare che il nemico va ucciso al primo colpo o il Presidente del Veneto Zaia che dichiara che la bandiera di San Marco vale di più della fascia tricolore da Sindaco mi sembra non solo fuori luogo ma molto grave.”

 

Grazie a Giovanni e a tutte le persone che in questi anni, e durante la campagna elettorale, hanno messo a disposizione competenze, energie e tempo per il bene di Treviso e dei trevigiani. Il Partito Democratico –conclude Zorzi – farà la sua parte per difendere con forza la Treviso accogliente, sicura e aperta al futuro che i cittadini hanno avuto l’orgoglio di vivere in questi anni.”

Il centro destra riconquista Treviso dopo cinque anni di governo del Centro Sinistra.

 

Mario Conte vince al primo colpo con il 54,3%, contro il 37,9% di Manildo. Il Consiglio Comunale è composto da 32 seggi, 20 dei quali andranno al centro destra e 12 all’opposizione.

 

L’affluenza è in calo rispetto alle precedenti elezioni comunali e si attesta al 59,15%.

 

Qui di seguito i voti, lista per lista:

LEGA ha ottenuto 7.158 voti pari al 19,45%

LISTA CIVICA MANILDO ha ottenuto 5.535 voti pari al 11,47%

FORZA ITALIA ha ottenuto 1.350 voti pari al 3,66%

LISTA CIVICA GRANDE TREVISO ha ottenuto 8,270 voti pari al 22,4%

FRATELLI D’ITALIA ha ottenuto 567 voti pari al 1,54%

UNIONE DI CENTRO ha ottenuto 441 voti pari al 1,19%

PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 6,066 voti pari al 16,48%

LISTA CIVICA CON MANILDO ha ottenuto 3.731 voti pari al 10,13%

LISTA CIVICA TREVISO VIVA ha ottenuto 2.333 voti pari al 6,35%

LISTA CIVICA IMPEGNO CIVILE ha ottenuto 951 voti pari al 2,58%

LISTA CIVICA TREVISO E CAMOLEI ha ottenuto 798 voti pari al 2,16%.

La lista civica Mogliano 20 24 esprime piena soddisfazione sul fatto che Carola Arena abbia sciolto la riserva sulla sua candidatura e già da subito si impegna in prima linea a sostenerla, invitando i cittadini interessati a mettersi in contatto con loro, anche attraverso la relativa pagina Facebook.

 

 

Il lavoro fin qui svolto è stato molto, considerando anche il deserto lasciato dalla precedente amministrazione: i lavori pubblici, l’ambiente e lo sport, il rilancio delle attività produttive e culturali, i molti progetti che riguardano il sociale e la scuola…

 

In cantiere ci sono ora tutti quei punti che porteranno a completare il programma elaborato nel 2014 e che troverà tempo con il prossimo mandato tra cui la biblioteca in Villa Longobardi, la ristrutturazione del Centro Sociale, il maggiore sostegno delle fasce deboli e in difficoltà della popolazione.

 

Crediamo quindi nell’importanza della ricandidatura di Carola Arena perché la riteniamo in questo momento la figura in grado di portare a compimento il molto lavoro di cui abbisogna la realizzazione del programma.

Mogliano 2024 esprime inoltre la sua compiacenza che altre forze del territorio intendano sostenere la candidatura di Carola Arena soprattutto perché è un riconoscimento sia della validità dell’intero progetto sia dell’ottimo lavoro fin qui svolto da tutta la giunta sotto la regia del sindaco.

Ecco “Il Ponte”: una nuova lista civica promossa da Sandro Del Todesco e Lucio Carraro

 

 

La città di Mogliano Veneto sta vivendo una stagione di grandi fermenti. Dopo un’attesa durata oltre cinquant’anni, l’attuale Amministrazione pubblica, guidata da Carola Arena, ha dato finalmente il via ai lavori di completamento del Centro Storico, intervento fondamentale per l’identità della città e il rilancio delle attività commerciali; oltre ai lavori in corso per la realizzazione di varie opere pubbliche, è a buon punto anche l’innovativo progetto della nuova Biblioteca comunale nel cuore del parco di Villa Longobardi, gioiello della città; in forte crescita la qualità delle iniziative culturali e artistiche con l’affermazione di numerose Associazioni e nuovi talenti; in espansione il sostegno di tanti volontari nei confronti delle fasce più deboli e bisognose, dalle famiglie colpite dalla crisi ai bambini e anziani; molte le iniziative per la salvaguardia ambientale e la diffusione di buone pratiche per il risparmio idrico ed energetico e lo sviluppo di un’agricoltura vocata alla biodiversità.

 

È la straordinarietà di questo momento, che prefigura il futuro stesso della città, che ha sollecitato Sandro Del Todesco e Lucio Carraro, due personalità molto note a Mogliano sotto il profilo culturale e amministrativo, a scendere in campo promuovendo la nascita di una nuova lista civica.

 

“Pensiamo” hanno affermato Carraro e Del Todesco, “che la città meriti di vivere questo momento con la massima partecipazione, favorendo l’intreccio fra preziose esperienze e nuove intelligenze. Vogliamo costruire un ponte fra le generazioni, fra chi ha contribuito alla storia di Mogliano, chi la sta facendo e chi si appresta a ereditarla e proseguirla, un ponte che rafforzi il dialogo fra le diverse espressioni della città: giovani, anziani, bambini, agricoltori commercianti e imprenditori, artisti e poeti, amministratori e cittadini. Per queste ragioni rinnoviamo il nostro impegno nei confronti di Mogliano e invitiamo quanti fossero interessati a mettersi in contatto direttamente con noi nelle prossime settimane: saremo felici di condividere questo comune cammino.”

 

L’iniziativa, dopo un’estate dedicata a precisarne le potenzialità e opportunità, verrà presentata nel prossimo mese di settembre.

 

 

SANDRO DEL TODESCO
Attività professionali
Docente di materie letterarie, storia e filosofia presso istituti scolastici superiori delle province di Treviso e Venezia nel periodo 1976-1978.
Dipendente del Comune di Venezia dal 1978 al 2015. Dirigente dal 1992 al 2015, in particolare nei settori delle politiche di welfare e del decentramento. In pensione dal 1 luglio 2015.

 

Esperienze politiche
È stato Assessore alla Sicurezza sociale del Comune di Mogliano dal 1977 al 1981 (Consigliere comunale dal 1975 al 1985 e dal 1996 al 2001).
Nel periodo 1980–1986 componente del Comitato di gestione delle Ulss di Venezia e della Terraferma veneziana.

 

Altre esperienze
Nel periodo 1969-1975 collaborazioni giornalistiche in particolare con Il Gazzettino di Treviso.
Dal 1992 al 2003 componente del collegio sindacale della Cooperativa sociale “Libertà” di Mestre.
Attualmente è componente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa sociale “Realtà” di Marghera.
È lettore volontario nelle biblioteche decentrate del Comune di Venezia.
Arbitro di calcio dal 1972 al 2017.

 

Pubblicazioni

Nel 2017 ha pubblicato il libro Buongiorno! Sono l’arbitro (Arcari Editore) e nel febbraio 2018 Vita con mio padre (Ritratto di famiglia), Arcari Editore.

 

 

LUCIO CARRARO
Attività professionali
Ha insegnato per quarant’anni a Treviso, presso la scuola a tempo pieno “Carducci”.
Ha svolto un’intensa attività di comunicatore, che coltiva ancora come copywriter.

Esperienze politiche
È stato consigliere comunale a Mogliano dal 1985 al 2001.
Assessore alla cultura e pubblica istruzione dal 1990 al 1992; dal 1992 al 1996 assessore alla pubblica istruzione e attività produttive.

Altre esperienze
Sostenitore e attivista di Slow Food.
Collabora con la cooperativa Solidarietà di Treviso

 

Pubblicazioni
È coautore di un libro per ragazzi La verde collina, Petrini editore, e delle miscellanee del M.C.E Tra il dire e il fare e I luoghi della parola, La Nuova Italia.
In quest’ultimo decennio ha pubblicato:
Sentimenti elementari, c’era una volta il libro di lettura, Aurelia edizioni
Agosto, Arcari editore
Il senso della lumaca e altre storie, Slow Food editore
Volare, la straordinaria storia del pistard olimpionico Franco Testa
Cuoche, le radici della cucina, Antiga edizioni
In corso di pubblicazione:
APACHE, storie di attimi, Arcari editore

Il nuovo governo frutto di un contratto stilato tra Movimento 5 Stelle e la Lega si sta avviando verso la sua approvazione.

 

L’esperimento, accompagnato dai nostri migliori auguri, presenta degli aspetti interessanti e innovativi e, nonostante lo scetticismo manifestato dall’Europa, è sperabile per gli italiani che presenti un momento di stabilità politica.

 

Il prossimo anno Mogliano affronterà il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco. Sarebbe interessante che le locali forze politiche, dimenticando vecchie alleanze, affrontassero la tenzone promuovendo un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, per conquistare la maggioranza in comune.

 

Lo scontro con l’uscente Amministrazione sarebbe interessante e certamente darebbe una bella ventata di novità.

Capisco che la cosa potrebbe urtare i rappresentanti di Forza Italia, che si vedrebbero così esclusi dalla battaglia.

 

L’ex assessore F.I. della Giunta Azzolini, Lucia Tronchin, interrogata sull’argomento ha così risposto: “Il recente voto politico ha dimostrato che i cittadini si allontanano sempre più dalle ideologie e dai partiti. Per quanto riguarda le elezioni comunali da molto tempo i cittadini scelgono le civiche premiando i programmi al posto delle sigle”.

“Credo che per Mogliano – cha oncluso la Tronchin – sia venuto il tempo di un accordo di governo su cui i candidati si esprimano, oltre la politica, su poche cose, ma fattibili senza ipocrisie”.

In tutta Italia, nei gazebi della Lega, messi nelle piazze di tutte le città italiane e sulla piattaforma Rousseau per i 5 Stelle, si è votato il gradimento degli iscritti al Contratto per il Governo del Cambiamento.

 

Grande partecipazione sulla piattaforma Rousseau, dove 44.796 persone, pari al 94% degli iscritti, hanno votato come segue: 42.274 per il SÌ e 2.522 per il NO. Il Movimento 5 Stelle approva il contratto per il governo del cambiamento.

 

I gazebi della Lega, aperti in tutte le piazze d’Italia, hanno visto una forte affluenza di votanti e i risultati, per il momento ancora parziali, vedono una forte prevalenza dei SÌ, che al momento sono circa il 95%.

 

Questo trend sembra confermato anche in tutti i comuni della Marca trevigiana e nella Provincia di Venezia.

 

I dati, non verificati, della piattaforma Rousseau dei 5 Stelle per la Provincia di Venezia danno 1.836 votanti, di cui 1.720 SÌ, 115 NO e 1 scheda nulla.

 

Questo trend sembra confermato anche nel comune di Mogliano e nei capoluoghi Venezia e Treviso.

Il sentiero per un governo M5s-Lega è stretto, com’era prevedibile, sia per le contraddizioni programmatiche delle due forze politiche, sia per i vincoli finanziari e normativi esterni con cui anche loro devono fare i conti per non caricare ulteriore debito sulle future generazioni.

 

Anche se non è questo il governo che vorrei per l’Italia, non sono tuttavia tra coloro che tifano per l’insuccesso di questo tentativo. Perché il relativo fallimento costituirebbe comunque un danno per la nostra democrazia rappresentativa. Invece, se il consenso che hanno ricevuto dalla maggioranza degli elettori, in nome del cambiamento, fosse ben indirizzato potrebbe dare una spallata a quel centralismo burocratico e fiscale che frena da sempre lo sviluppo dell’Italia.

 

Qui sono però destinate a emergere due contraddizioni: può la Lega propugnare il sovranismo nazionale contro l’Europa e insieme realizzare il federalismo tanto atteso dal Nord? Può il M5s conciliare lo statalismo assistenzialista/dirigista delle sue proposte con la battaglia per l’autonomia di territori come il Veneto, che pure ha sostenuto? Contraddizioni che spiegano perché è del tutto assente nel contratto di governo sia ogni riferimento al completamento della riforma federale dello Stato, sostituita da un generico “regionalismo”, sia all’attuazione del federalismo fiscale.

 

Certo, considerato gli oltre 2 milioni e mezzo di Veneti che hanno votato per l’autonomia il 22 ottobre scorso e il cappotto di parlamentari fatto dalla Lega sul nostro territorio, è il minimo sindacale che al punto 19 sia presente l’impegno di portare “a conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte”, con il “trasferimento delle risorse necessarie” alle ulteriori competenze. Ma è cosa ben diversa dal riconoscere anche al Veneto l’autonomia tributaria necessaria alla competitività del territorio. Come per le Regioni speciali confinanti.

 

Spero di sbagliarmi, ma temo che le posizioni sovraniste/stataliste delle due forze politiche tendano verso politiche fiscali centraliste piuttosto che di decentramento fiscale ispirato ai principi di sussidiarietà e responsabilità, con il rischio di un ulteriore sforamento dei conti pubblici per accontentare le opposte istanze dei rispettivi elettorati, al Nord e al Sud.

 

Solo il federalismo infatti “chiama a giudizio la burocrazia” (efficace espressione del prof. Bertolissi), costringendola all’efficienza e responsabilizzando ogni livello di governo, dai Comuni ai Ministeri. Perché impone a chi ha il potere di decidere la spesa di chiedere le relative risorse ai contribuenti, fornendo un potente strumento di controllo democratico agli elettori.

 

Spero che il Partito Democratico, riflettendo sulle ragioni della propria sconfitta e rammentando che tra gli impegni del decalogo scritto da Veltroni nel 2007 vi era anche quello di“completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali”, incalzi in questo senso l’eventuale nuovo Governo.

 

on. Simonetta Rubinato

Abbiamo incontrato Matteo Marin, candidato al consiglio Comunale a Treviso, anni 37, titolare di una nota agenzia assicurativa del centro, trevigiano doc nato e cresciuto a Treviso da genitori trevigiani, in procinto di convolare a nozze con la compagna Valentina, che ci ha raccontato la sua visione di città.

 

 

Candidato Marin, per lei sarebbe la prima esperienza in Consiglio Comunale a Treviso: come nasce la sua candidatura nella Lega?

 

La mia è una scommessa che parte più di due anni fa, quando mi sono avvicinato alla Lega era un partito che aveva appena il 4% a livello nazionale, che aveva perso le elezioni a Treviso, consegnando la città al PD e alla Amministrazione Manildo. Ho trovato fin da subito un movimento ricco di energia, di idee e coraggio. Mi ricordo che la prima riunione a cui presi parte fu la presentazione del libro di Antonio Selvatici “Il Sistema Prato”, un saggio su come la microimpresa cinese si insinua sommessamente nella nostra economia, in modo sleale e lesivo del nostro tessuto economico e imprenditoriale. Quindi una Lega nuova, più preparata, più ricca di contenuti ed idee. In questi anni ho avuto l’onore di contribuire da militante al raggiungimento dei risultati sul Referendum dell’Autonomia del Veneto e sull’affermazione alle elezioni politiche e da buon Trevigiano, ritengo sia giunto il momento di mettersi a disposizione della mia Città per ridarle un’amministrazione capace, vicina ai cittadini, aperta al dialogo.

 

 

Aspetti positivi e negativi dell’amministrazione uscente: quali elencherebbe e perché?

 

Preferirei approfondire quali sono i nostri programmi per la Città più che denigrare l’avversario: abbiamo deciso di impostare tutta la nostra Campagna Elettorale sul desiderio di proporre idee, di far conoscere ai Cittadini la nostra visione della Treviso presente e futura, guardando avanti. Sicuramente il Sindaco Manildo è stata una delusione per molti, non ha scelto persone competenti nei rispettivi referati, tanto è vero che, ad esempio, ha dovuto assumere in corsa (e di corsa) l’Assessore Marina Tazzer per raddrizzare le scelte fatte in tema di lavori pubblici ed urbanistica. Direi che un merito dell’Amministrazione uscente è quello, visti i deludenti risultati, di aver fatto riavvicinare e riappassionare molti trevigiani alla politica comunale, considerato il numero dei candidati concorrenti al Consiglio Comunale.

 

 

Quali sono i punti salienti del vostro programma e quali sono i contributi che pensa di portare al rinnovato Consiglio Comunale?

 

I trevigiani ci chiedono più sicurezza, più decoro, più pulizia. La Città è stata sporca per 4 anni e 11 mesi di governo Manildo, oggi come per incanto a 28 giorni dalle elezioni vediamo lavorare Contarina a ritmi serrati. Noi vogliamo una Città pulita sempre, faremo partire un progetto pilota per aree ecologiche interrate come già avviene in tutta Europa, installeremo più telecamere collegate alle forze dell’ordine soprattutto nei quartieri, sia per la prevenzione del crimine, sia per la lotta agli ecovandali. I quartieri sono la grande sfida che ci attende: sono stati dimenticati e necessitiamo di recuperare gli anni perduti. Se vogliamo che la Città cresca e torni bella e pulita, dobbiamo partire dai quartieri. Ripristineremo la figura dei Vigili di Quartiere, faremo un patto sociale con gli extracomunitari e gli stranieri che abitano in Città: favoriremo progetti di integrazione per coloro che accettano di vivere secondo le nostre leggi e le nostre tradizioni e culture viceversa non avremo nessuna tolleranza nei confronti di chi non rispetta la legalità, la Città ed i Trevigiani abbandonandosi all’accattonaggio organizzato, allo spaccio e all’ubriachezza molesta.

 

 

Quale è la sua personale interpretazione dell’ormai famoso hashtag lanciato da Mario Conte #siamotuttitrevigiani?

 

Dobbiamo essere vicini agli ultimi. Abbiamo presentato nei giorni scorsi il nostro progetto di abbattimento delle barriere architettoniche sulle Mura Cittadine. Pensiamo alla figura di un Disability Manager, un funzionario del Comune che si attiva ogni qualvolta ci sia qualche evento, festa di piazza, manifestazione al fine di rendere accessibile a tutti la Città. Come dice Mario Conte: “o si fa festa tutti o non festeggi nessuno”. Nell’ambito del sociale, vogliamo essere vicini prima di tutto ai nostri anziani, ai trevigiani, rivedendo profondamente i meccanismi di assegnazione delle case popolari e delle graduatorie, in asse con i nuovi regolamenti regionali.

 

 

Ha qualche personalissimo progetto nel cassetto da portare all’attenzione delle istituzioni Comunali?

 

Vi posso rivelare in anteprima che se verrò eletto al Consiglio Comunale cercherò di portare avanti, assieme alle questioni più urgenti ed importanti del sociale, decoro, sicurezza, le istanze dei trevigiani… a quattro zampe! Mi piacerebbe in particolare creare Aree di sgambatura per cani in ogni quartiere, intervento questo che potremmo realizzare a costo zero per le casse del Comune, mediante il coinvolgimento delle aziende di pet food e dei privati. Ovviamente, di pari passo, dovremo riscrivere completamente il Regolamento Comunale di tali spazi, che attualmente sono abbandonati a sé stessi, normarne correttamente gli accessi. Serve fare molta educazione: non per i cani, ma per qualche padrone. Sono già in contatto con qualche associazione che si è detta disponibile ad aiutarci. Sul fronte opposto, vorrei intensificare i controlli con multe più salate e mediante l’utilizzo dei vigili urbani in borghese nei confronti degli incivili che non raccolgono le deiezioni. Mi piacerebbe che fra qualche anno le Aree di Sgambatura diventino un’eccellenza della Città per mostre cinofile, eventi, pet terapy e associazioni in difesa degli animali.

 

 

Lei è simpatico, come si fa a non votarla?

 

La ringrazio, anche lei! Vi posso dire come si fa a votarmi: si traccia una croce sul simbolo della Lega e si scrive MARIN affianco al simbolo. In questo modo si esprime la preferenza a me come consigliere comunale e a Mario Conte Sindaco di Treviso. W Treviso, W la Lega!

 

 

 

Valentina Nespolo

 

Secondo un sondaggio pubblicato dalla Tribuna, alle prossime elezioni comunali di Treviso al primo turno si dovrebbe verificare un leggero vantaggio per il Centro Destra (dato al 42%) contro il Centro Sinistra (dato al 41,5%).

Al ballottaggio però, sempre secondo questo sondaggio, la situazione dovrebbe ribaltarsi, il Centro Sinistra andrebbe al 51,5% mentre il Centro Destra si collocherebbe sul 48,5%.

Arbitro della situazione sarebbe il Movimento 5 Stelle. Infatti bisognerà vedere al ballottaggio a chi darà i suoi voti o se invece non li darà a nessuno.

Ieri si è tenuta la direzione nazionale del Partito democratico, per definire la linea da tenere su possibili accordi con le altre forze politiche per dare un Governo al Paese, a due mesi dal voto del 4 marzo. Sul tema interviene l’on. Simonetta Rubinato.

 

“Chi ha perso non può governare”, ha detto Renzi domenica sera nello studio di Fabio Fazio. Così come chi si è dimesso da segretario – aggiungo io – non dovrebbe dare, in diretta tivù, la linea al partito. Certo, non si può negare che quanto detto da Renzi domenica 29 aprile appare ragionevole e fondato: “Come possiamo fare un governo con chi ha un’altra visione del Paese, un programma alternativo al nostro e ci ha coperto d’insulti in Parlamento e in campagna elettorale?”

Tanto più che la maggioranza della base del Pd probabilmente è anche d’accordo con lui. Del resto Renzi è stato confermato come segretario a grande maggioranza con le primarie di appena un anno fa ed è forte del fatto di essersi blindato nei gruppi parlamentari con liste fatte di fedelissimi, oltre che della debolezza di una classe dirigente che ha assecondato ogni sua decisione senza avere mai il coraggio di contraddirlo in alcuno dei passaggi che hanno portato il Pd alla sconfitta del 4 marzo.

 

L’unica leadership che quindi oggi ha la forza – nel bene e nel male – di controllare organismi del partito e gruppi parlamentari è ancora quella di Renzi. Ma allora sia coerente: ritiri le sue dimissioni e si prenda apertamente la responsabilità delle scelte di questa fase. E delle relative conseguenze.

 

Tatticamente la sua chiusura da Fazio, prima ancora di sedersi al tavolo di confronto con il M5s per vederne la proposta, è stata infatti, a mio avviso, un errore: oltre a delegittimare reggente e direzione del partito, con la conseguenza di una possibile spaccatura, ha dato a Di Maio la stura per dire agli italiani che si deve tornare a votare subito per responsabilità del Pd. Il cui ex segretario non ha ancora metabolizzato la bocciatura del referendum costituzionale da parte degli elettori e nel salotto di Fazio è sembrato sottintendere: “Ecco, vedete: avete votato No alla mia riforma e ora ne state pagando le conseguenze”.

 

Ma gli elettori non amano ammettere di aver sbagliato e tanto meno apprezzano le ripicche di coloro a cui hanno comunque già dato una chance per governare il Paese. Tanto più che imputano al Pd ha la responsabilità principale di aver approvato l’attuale legge elettorale proporzionale, che senza un accordo tra le forze politiche entrate in Parlamento si sapeva già non avrebbe consentito di fare un nuovo governo.

 

Per questo le elezioni anticipate rischiano di essere un ballottaggio tra Di Maio e Salvini, all’insegna dell’invito al “voto utile al cambiamento”. Con il nuovo leader del centrodestra che non ha sbagliato ad oggi una mossa e che, a differenza dei vertici del Pd, sa che bisogna presidiare il territorio.

 

Uno scenario questo che dovrebbe essere la preoccupazione prima per la dirigenza del Pd. Invece allo stallo in Parlamento fa da specchio lo stallo nel Pd, che rischia di dividersi ulteriormente, sia ai vertici che alla base, perché ogni opzione ha costi rilevanti. E ciò rende impossibile, al momento, ogni possibilità di analisi oggettiva delle ragioni della sconfitta del 4 marzo per consentire una ripartenza del centrosinistra.

 

On. Simonetta Rubinato

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