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Cultura

“Scusi, un’informazione: esiste ancora l’Italia?…”

1 minuti di lettura

Un amico e collega pubblica sulla sua pagina facebook un bel video che circola su youtube: The Royal Family attend a State Banquet at Buckingham Palace of the Spanish State Visit.

Nel video, dopo quello di benvenuto di Queen Elizabeth II, si può ascoltare il discorso di S.M. Felipe VI che, prima nella sua lingua madre, poi in perfetto accento britannico, sottolinea il legame profondo e secolare che accomuna le due nazioni, i loro popoli e le loro civiltà.

La vastità intellettuale del sovrano è pari alla sua maestà, quando, dopo gli aspetti economici, pone l’accento sull’importanza della LETTERATURA, citando Shakespeare e Cervantes, e della CULTURA, con le città di Oxford e Cambridge, Salamanca e Santiago de Compostela, per sottolineare come esse siano state i pilastri su cui queste due nazioni hanno fondato la loro grandezza.

Ricordo una vacanza a Mallorca, d’estate, e la visita al castello di Bellver, senza nessuna particolare attrattiva e, a parte la vista panoramica sul mare, per nulla suggestivo. Eppure ricordo anche come il prezzo del biglietto d’ingresso fosse piuttosto elevato e con quanta dedizione quel poco fosse particolarmente gestito e curato.
E allora è inevitabile pensare all’unicità e all’eccellenza della cultura italiana sempre più ignorata…Inglesi e Spagnoli avranno Shakespeare e Cervantes, ma noi, uno su tutti, abbiamo Dante, il più grande di tutti i tempi.
Eppure alcuni nostri politici quasi non sanno che sia esistito; altri lo sanno e non se ne curano; i più credono che non serva a nulla averlo studiato o sia servito solo per il voto dell’interrogazione a scuola.
Eppure, nella sua sintesi perfetta di uomo del Medioevo, egli resta attualissimo nella sua visione politica: il primo a teorizzare una separazione del potere laico e politico da quello religioso; acceso accusatore degli abusi, della corruzione, dell’avidità nell’occupare e gestire le cariche pubbliche.

Per non parlare del nostro patrimonio artistico, che non ha eguali al mondo. Eppure giace sotto gli occhi di increduli stranieri, studiosi o turisti che siano, sempre più abbandonato e trascurato: per la cultura non ci sono fondi o, se ci sono, sono i fondi del barile..

E mentre Roma, la Città Eterna, la capitale della cultura occidentale, erede del mondo greco, si guarda attonita ed impotente perdere i pezzi della propria civiltà, nelle stanze del potere si discute dello IUS SOLI, ammesso che chi ne discute sappia che sta parlando in latino…



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