Domenica di Pasqua del 2020, sei anni fa, eravamo in pieno lockdown. Quel giorno, il 12 aprile, all’ora di pranzo, ero testimone solitaria di una Venezia deserta, surreale, forse irripetibile

Percorrere il Ponte della Libertà deserto in una giornata, la Pasqua, normalmente presa d’assalto dai turisti, assolata e calda oltre la norma del periodo, è stato come viaggiare in un film dal copione catastrofico, tipo “the day after“.

Una Venezia magnifica
Godere di tanta bellezza, da soli, ti crea disagio. Non è possibile che tanta meraviglia, fuori e dentro l’acqua cristallina nella quale si specchiano palazzi settecenteschi, intatti nei secoli, sia vista solo dai tuoi occhi. E nessuno sia affacciato ad una finestra, nessuno che emetta un rumore, un suono, come se la musica sia proibita, anche lei potenzialmente contagiosa.

E allora non ti resta che nasconderti dietro l’obiettivo e scattare, scattare, scattare.






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