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Dal 19 settembre, fino al 26, anche in Veneto si sta svolgendo l’edizione 2020 della campagna di sensibilizzazione alla donazione del midollo e delle cellule staminali in Veneto “MATCH IT NOW” che, a causa dell’emergenza Covid-19, non ha trovato posto nelle piazze ed è dunque stato rimodulata.

 

L’evento è promosso come ogni anno dal Centro Nazionale Trapianti, dal Centro Nazionale Sangue, dal Registro IBMDR e dalle Federazioni ADMO e ADOCES, e rientra nella più ampia cornice del World Marrow Donor Day (la giornata mondiale del donatore di midollo osseo).

 

Quest’anno niente tipizzazione in piazza dunque ma “open day” presso i centri donatori e i poli di reclutamento, in tutte le province, giornate nelle quali i possibili donatori possono iscriversi al registro IBMDR, previo appuntamento e/o preiscrizione, così da scaglionare gli accessi.

 

 

 

A Padova e provincia l’evento sarà il 10 ottobre, per raggiungere ancora più giovani, studenti, universitari e futuri donatori. Presso il Centro Raccolta Sangue dell’Ospedale ai Colli a Padova e presso i Centri Trasfusionali degli Ospedali di Piove di Sacco, Cittadella e Schiavonia sarà quindi possibile effettuare la tipizzazione, per i giovani dai 18 ai 35 anni a cui viene indirizzato l’appello, grazie alla presenza dei medici e degli infermieri dell’Azienda Ospedaliera, sotto il patrocinio dell’ULSS 6 Euganea.

 

 

I numeri

Questa edizione di “MATCH IT NOW” risulta ancora più strategica per promuovere tra i giovani l’iscrizione al Registro IBMDR: a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al COVID infatti, si è registrata una considerevole riduzione delle iscrizioni al Registro.

 

Se ad oggi, settembre 2020, il Veneto conta circa 1700 nuovi donatori, siamo ancora molto indietro rispetto agli anni scorsi. Per fare un esempio, nel 2018 sono stati reclutati 5500 donatori e 4200 nel 2017, 3144 nel 2019. Dall’altra parte ci sono le persone in attesa di trapianto e il numero non cambia molto: siamo in media a circa 2.000 all’anno dei quali 400 bambini e giovani.

 

Nel caso di Padova, anche per quest’anno l’obiettivo è superare le 1000 nuove iscrizioni in tutta città e la provincia.

 

Lo scorso anno sono stati 233 i potenziali donatori ad iscriversi grazie alla giornata in piazza di “MATCH IT NOW”, 103 durante tutta la settimana, per un totale di 326 alla fine della settimana.

 

 

Come iscriversi

Per tutte le province venete è stato aperto un canale dove è già possibile iscriversi, per richiedere informazioni e prenotare il proprio turno: www.admoveneto.it/iscriviti.

 

A riprova della bontà della sensibilizzazione alla donazione proprio nel mese di settembre Admo (Associazione donatori midollo osseo) registra e festeggia anche una donazione effettiva da parte di un ex calciatore, oggi allenatore, dal Calcio Padova C5, Luca Carraro, tipizzato assieme ad altri suoi compagni di squadra (attraverso un semplice esame del sangue) il 2 luglio 2016 dopo la sensibilizzazione nella palestra Gozzano di Padova, grazie alla collaborazione con il CSI Padova e la società sportiva di calcio a 5.

 

 

Una serata in cui i volontari Admo hanno parlato di donazione, tipizzazione e midollo prima degli allenamenti della squadra.

Non a caso da allora è stato firmato tra Admo Padova e il Calcio Padova C5 un protocollo d’intesa che prevede una sensibilizzazione della causa da parte della società e degli atleti che ha portato la tipizzazione di alcuni giocatori, qualche anno dopo, arrivati alla maggiore età. Sempre da allora il Calcio Padova C5 porta sulla maglia il logo Admo e il CSI ospita lo striscione Admo Padova nella palestra Gozzano da loro gestita.

 

L’atleta donatore sarà festeggiato per l’occasione sabato 26 settembre dalle 16 alle 19 alla presentazione delle squadre under 17 e under 19 della società nella palestra Vertigo, appuntamento dove non mancherà naturalmente Admo Padova.

 

 

Le altre novità Admo 2020

Come la nascita di Admo Veneto, che riunisce tutte le associazioni provinciali di Admo che ora potranno fare riferimento anche politico istituzionale ad Admo Veneto, rappresentato da Mara Rosolen, già fondatrice di Admo Veneto e vice presidente nazionale di Admo Italia. Ad aprile doveva esserci un evento di presentazione ufficiale di Admo Veneto che ovviamente, causa covid, è stato rimandato a data da destinarsi.

 

Altra novità di pochi giorni fa la convenzione stipulata con la Regione Veneto che ha l’obiettivo di aiutare l’associazione a promuovere la donazione volontaria e gratuita delle cellule staminali emopoietiche e l’iscrizione al Registro nazionale dei donatori di midollo osseo (IBMDR) tramite quello regionale.

Sono tutti negativi i 127 dipendenti della “Ondulati Nordest” e “IdealKart” di Meolo

 

L’esito dei test sierologici per Covid-19 effettuati direttamente nelle sedi di via delle Industrie dai sanitari della Casa di Cura “Giovanni XXIII” è arrivato in queste ore.

 

Le spese del test sono state sostenute dalle aziende con la collaborazione del Presidio Ospedaliero che si è proposto di effettuare l’esame durante le ore di lavoro direttamente in azienda, in una stanza appositamente adibita, agevolando tutti i dipendenti in termini di spostamenti e tempistiche.

 

“Ondulati Nordest” e “IdealKart” sono aziende leader nella produzione di cartone ondulato in fogli, modulo continuo e scatole per l’industria e il settore alimentare. Lavorano molto anche con l’estero e quindi la conferma della negatività è importante. Ma quello a cui i titolari tengono maggiormente è la salute dei propri dipendenti e dei loro familiari.

 

 “Dopo il rientro dalle vacanze estive e le notizie che arrivavano dai media di aumento dei contagi dovuti al periodo di ferie ci è sembrato doveroso ritornare a lavorare in sicurezza- fanno sapere Fabrizio e Augusto Tosatto titolari delle due aziende – La salute dei nostri dipendenti e delle loro famiglie che abitano tutti nel comprensorio dei comuni di Meolo e Monastier, viene prima di tutto”.

 

Dopo il prelievo, le analisi dei test sierologici sono state effettuate direttamente nel laboratorio di Microbiologia del “Giovanni XXIII” diretto dal dottor Luciano Pasini.

 

“Se avessimo rilevato dei test sierologici positivi avremmo sicuramente appurato lo stato del virus con il tampone attendendoci alle disposizioni di legge con la suddivisione del lavoro a turni e reparti. Così non è stato e siamo molto contenti” commentano con soddisfazione i titolari di “Ondulati Nordest” e “IdealKart”.

 

In questo periodo sono molte le aziende e società sportive che si rivolgono a Monastier per questo tipo di prestazione.

“Cerchiamo di andare incontro alle esigenze del nostro territorio e delle attività produttive già fortemente penalizzate dal periodo di lockdown fornendo loro un servizio a 360° – fa sapere Gabriele Geretto Amministratore Delegato del Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII. – È importante per tutti non rallentare il ciclo di lavoro. Per questo i nostri sanitari vanno direttamente in azienda o nelle società sportive ad effettuare il prelievo”.

 

“Conosciamo da molti anni le Famiglie Calvani/Geretto e la professionalità dei loro operatori sanitari – commentano i titolari Fabrizio e Augusto Tosatto. – Abbiamo piena fiducia nelle avanzate tecnologie e capacità diagnostiche della Casa di Cura di Monastier è per questo non ha abbiamo avuto esitazioni nella scelta del presidio ospedaliero a cui far riferimento”.

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“Abbiamo validato una terapia che ha dato risultati eccezionali nella lotta contro il Coronavirus”, ha detto oggi il Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’ateneo scaligero, con il Presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

“Questa ricerca – ha dichiarato Nocini – viene pubblicata proprio oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. In via sperimentale, questo farmaco ha già curato 80 pazienti e si è registrato un solo decesso. Invece, su 50 malati non trattati con questo cocktail ci sono stati 26 decessi”, ha spiegato il Rettore Nocini. “Nella sperimentazione – ha concluso – sono stati coinvolti l’Immunologia e la Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda”.

 

Il prof. Nocini ha anche annunciato che partirà il 7 settembre la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino su cui ha lavorato in questi mesi l’Università di Verona.

 

Dal canto suo il Presidente Zaia è tornato a ribadire il concetto, già espresso sin dallo scorso febbraio, che le linee guida del Governo hanno sempre conteggiato i decessi di pazienti Covid basandosi sulla positività, anche se poi negativizzata. “Il protocollo prevede di trattare il paziente che diventa positivo, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale, come paziente Covid – ha spiegato anche oggi Zaia – abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio” – ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

“È stato trovato un positivo che si era recato lo scorso 20 agosto al “Summer Festival” di Cortina D’Ampezzo. Ora ci sono ben 500 persone da controllare, pertanto è stato istituito per domani, 28 agosto, un drive-in test dalle 14.30 alle 18.30 presso lo Stadio del Giaccio di Cortina”. Lo ha annunciato stamani durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, sottolineando che è stata avviata la procedura di rintraccio di tutti i suoi altri contatti con il sistema di contact tracing ma “i numeri sono grandi e dunque c’è bisogno della collaborazione di tutti”.

 

Riguardo alla situazione attuale, Zaia ha ribadito: “Siamo la comunità che ha fatto più tamponi al mondo rispetto al numero degli abitanti. Il numero dei positivi, dal 21 febbraio a oggi, è di 22.469 e 132 sono quelli in più rispetto a ieri. I veneti ad oggi, 27 agosto, in isolamento sono 7.036, di cui solo il 32% è positivo e di questi solo il 7% ha qualche sintomo. Quello di trovare tanti positivi è un elemento di virtuosità”, conclude il Presidente Luca Zaia.

“Una svolta che costituisce un importante aiuto sul fronte dello screening. Era infatti impensabile fare solo i tamponi molecolari classici, perché hanno tempi di processazione impegnativi. Lo diciamo dall’alto dell’esperienza accumulata di 1,4 milioni di tamponi effettuati in Veneto”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta con soddisfazione la validazione, da parte del laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma, su richiesta del Ministero della Salute e della stessa Regione Veneto, dei test rapidi antigenici per il Covid-19, che si stanno effettuando negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e negli ospedali pubblici e drive in del Veneto.

 

La notizia è stata confermata in una nota congiunta a firma dei responsabili dei laboratori dello Spallanzani, Maria Rosaria Capobianchi, e dell’Ospedale di Treviso, Roberto Rigoli.

 

“Con queste modalità – aggiunge il Governatore del Veneto – possiamo muoverci come una falange macedone, procedendo con i testi rapidi per fare lo screening e poi con il metodo del tampone classico per la validazione dei positivi, e comunque mixando anche le due modalità”.

 

“Questa opportunità – ricorda il Presidente del Veneto – era stata posta all’attenzione nazionale proprio da noi. Ringrazio la dottoressa Capobianchi e il dottor Rigoli per il lavoro portato avanti. Non dimentichiamo che, quando siamo partiti, c’era a disposizione solo il test coreano, e oggi si trovano sul mercato una decina di aziende, alcune molto importanti, che ci permettono di avere certezza che, sul fronte degli investimenti, si sta muovendo il mondo intero”.

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

Su indicazione del Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, prima dell’avvio dell’anno scolastico le Regioni sono chiamate ad effettuare uno screening tra il personale docente e non docente di tutti gli istituti di istruzione, dalle scuole d’infanzia a tutto il ciclo di scuola superiore, compresi gli istituti professionali.

 

“Gli screening saranno eseguiti tramite test sierologico ‘pungi dito’, chiamato comunemente saponetta – spiega l’assessore regionale veneto alla Sanità -. La gara per l’acquisto dei test è stata fatta a livello nazionale dal commissario Arcuri. Dei 2 milioni di test acquistati per tutta l’Italia, 96.000 sono arrivati nel Veneto sulla base del fabbisogno individuato dal Miur nel numero di insegnanti e non docenti interessati”.

 

“I 96.000 test – prosegue l’Assessore – sono già stati distribuiti a tutte le aziende sanitarie della Regione e queste stanno predisponendo la distribuzione ai Medici di medicina generale. Tra il Ministero e le organizzazioni di rappresentanza degli MMG, infatti, è stato fatto un accordo affinché siano i medici di famiglia ad eseguire i test ai rispettivi assistiti. Siamo certi che non mancherà la preziosa collaborazione di questi professionisti che, più che mai in questa emergenza, non è mai venuta meno, dimostrando un attaccamento professionale e uno spirito di umanità encomiabili.
Nell’eventualità che alcuni professionisti non aderiscano all’invito di eseguire la prestazione, le singole Ulss predisporranno servizi alternativi con orari specifici”.

 

 

“Le Ulss stanno perfezionando insieme ai Medici di medicina generale i dettagli per dare tutti i riferimenti necessari per ogni singola azienda agli interessati. Il test è su base volontaria – aggiunge l’assessore alla Sanità – ma è chiaro che è un bene per tutta la società che tutto il personale compreso nell’invito si sottoponga. In caso di positività sarà necessaria la conferma con il tampone molecolare che sarà carico dell’Ulss di riferimento”.

 

“Le operazioni di screening inizieranno lunedì 24 prossimo perché il test deve essere eseguito prima dell’inizio dell’anno scolastico – conclude l’Assessore -. Nella settimana che precede il 1 settembre verranno eseguite interessando il personale di quegli istituti che avvieranno le lezioni in quella data (rientri delle superiori e scuole d’infanzia). Nei giorni successivi potrà continuare per il personale delle scuole che iniziano il 14 settembre”.

 

Ognuna delle Aziende sanitarie darà informazione con un proprio comunicato sui luoghi, le modalità e gli orari dei test.

Il vaccino creato nel più breve tempo è stato quello per proteggersi dall’ebola: ha impiegato almeno quattro anni. Non certo un pensiero confortante, se non fosse che per il Coronavirus l’impiego di risorse è mostruoso, e direttamente proporzionale al desiderio di rendere la popolazione immune. Sono più di 140 i gruppi di ricercatori che stanno lavorando freneticamente allo sviluppo di un vaccino per il Coronavirus. Dall’Inghilterra sono già arrivate buone notizie: quello sviluppato dall’Università di Oxford sembra sicuro e innesca una risposta dal sistema immunitario. Uno studio condotto su 1.077 persone ha dimostrato che l’iniezione ha portato le stesse a produrre anticorpi in grado di combattere il Coronavirus. Il Regno Unito ha già ordinato 100 milioni di dosi.

 

Il resto dell’Europa non se ne sta con le mani in mano: Germania, Francia, Paesi Bassi e Italia e altri enti privati hanno firmato un accordo con l’azienda farmaceutica AstraZeneca per garantire all’Unione europea fino a quattrocento milioni di dosi del vaccino. Lo stesso sviluppato dal consorzio anglo-svedese con la collaborazione dell’università di Oxford. Per gli Stati Uniti, che hanno stipulato un accordo simile, sembra l’unica via d’uscita da questo incubo. Incapaci di comportarsi come un sistema coordinato, e quindi di rispettare temporanee misure di sicurezza, li rende molto più vulnerabili dei più socialisti cugini europei.

 

I governi firmatari si impegnano a versare grosse somme all’azienda farmaceutica, che le userà per migliorare la capacità di produzione. In cambio ottengono la priorità nell’acquisto del vaccino.

 

La vicenda si contrappone in modo evidente alle richieste di diversi governi, del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e dell’Organizzazione mondiale della sanità, che avevano invitato a unire gli sforzi per creare un vaccino accessibile a tutti e distribuirlo in modo solidale. Il 24 aprile l’Oms aveva proposto un’alleanza per sviluppare e condividere gli strumenti sanitari nella lotta contro il virus. Il cambio di rotta è stato brusco: i firmatari hanno deciso di non seguire questa linea, basata non solo sull’etica, ma anche sul buon senso, data la necessità di affrontare la pandemia con una collaborazione globale. Così facendo hanno introdotto una nuova divisione tra ricchi e poveri. Se la ricerca della AstraZeneca avrà successo, il vaccino arriverà prima non nei luoghi in cui più necessario, ma ai paesi che hanno pagato in anticipo. Si potrebbe creare un nuovo motto sulla tendenza della sanità globale: la salute segue il portafoglio, non il buonsenso.

Venerdì 21 agosto il Lungomare delle Stelle 2020 dedicato a tutti gli uomini e le donne che lavorano nella sanità e che ogni giorno sono in prima linea per tutelare la salute del prossimo. L’intitolazione alla “Sanità d’Italia” diventa il modo per riconoscere l’impegno contro COVID-19

 

 

È arrivato il giorno del “grazie”. È quello che tutta Italia, attraverso Jesolo, rivolgerà a tutti coloro che operano nel mondo della sanità e che, durante il periodo della drammatica emergenza sanitaria, sono stati in prima linea, senza mai cedere il passo. A tutti loro Jesolo ha deciso di dedicare il Lungomare delle Stelle 2020. La manifestazione si terrà venerdì 21 agosto, alle 17.30, dal piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale di Jesolo. Location scelta anche come simbolo della lotta a COVID-19.

 

“Per l’intera città è una grande emozione poter dedicare agli operatori del mondo della sanità il giusto riconoscimento per lo sforzo profuso in questi mesi di emergenza e, più in generale, nel lavoro quotidiano al servizio degli altri – dichiara il sindaco di Jesolo. – La città è stata direttamente coinvolta nella lotta a COVID-19 con il nostro Ospedale e il suo personale che, ancora una volta, si sono dimostrati un punto di riferimento per il territorio regionale. La dedizione dimostrata da quanti, a vario titolo, sono stati coinvolti nella gestione dell’emergenza trova così il ringraziamento di Jesolo, di tutti i suoi cittadini e degli ospiti con un tratto del lungomare che porterà in eredità il ricordo di quanto fatto a servizio del prossimo”.

 

 

I PRECEDENTI

Il Lungomare delle Stelle è nato nel 2001, grazie ad una felice intuizione dell’allora presidente dell’Azienda di Promozione Turistica, Amorino De Zotti. Da allora ogni anno un grande personaggio viene invitato a Jesolo per l’intitolazione di un tratto di passeggiata a mare, cui segue anche il calco delle mani (tranne Alessandro Del Piero che lasciò le impronte dei Piedi). La prima “stella” fu Alberto Sordi. Gli altri: da Gina Lollobrigida ad Andrea Bocelli, Mike Bongiorno, Carla Fracci, Katia Ricciarelli, Sophia Loren, i Pooh, Federica Pellegrini e Bebe Vio. I calchi delle mani si trovano esposti al Kursaal di piazza Brescia. Per la prima volta sarà assegnato ad una intera categoria.

 

 

IL PROGRAMMA

Inizio alle 17.30 con l’esibizione, dalla terrazzina dell’ospedale della giovanissima violinista Eleonora Briasco. Alle 18 cerimonia formale di intitolazione del tratto che è stato individuato nella zona nelle vicinanze dell’ospedale. Brevi interventi delle autorità, quindi ricordi di quello che è stato fatto, anche attraverso l’uso di video e immagini. Il tutto intervallato dall’esibizione della nota pianista Gloria Campaner. Presenti, i vari rappresentanti degli ordini professionali e delle Ulss del Veneto. Sarà presente Claudio Chiappucci, uno dei più grandi ciclisti italiani. Quindi Maurizio Scalvini, presidente dell’associazione Nazionale Vip Sport. Ha inviato un suo saluto Katia Ricciarelli, grande soprano e attrice; lei stessa ha un tratto di Lungomare delle Stelle. A scoprire la targa sarà Alberto Battistel, guarito dal COVID-19. Al termine della cerimonia, l’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri.

“In autunno avremo quantomeno un’emergenza dettata dalla psicosi, per cui in ogni caso noi saremo in emergenza perché se uno avrà l’influenza penserà di avere il Coronavirus e noi dovremo essere comunque pronti anche alla peggiore delle ipotesi” – ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia oggi nel corso della conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia), per fare il punto della situazione dove, ha ribadito, “non tratto di argomenti politici, pertanto non fatemi domande in tal senso”.

 

“Avremo certamente una fase di convivenza con il virus o quantomeno della paura di questo. Io sono più positivo – ha dichiarato il governatore – noi al lockdown non ci vogliamo tornare, questo è poco ma sicuro. Oggi presentiamo il piano di Sanità Pubblica per rispondere ad una eventuale situazione critica”.

 

Prevenzione, capacità diagnostica (rete dei laboratori), assistenza territoriale, 118 e pronto soccorso, assistenza ospedaliera, i servizi informativi regionali: questi sono i pilastri del nuovo piano.

 

 

Ci sarà il rafforzamento dei 13 Covid Hospital, investimenti per 81milioni e 900mila euro, le terapie intensive passeranno da 494 (quelle di base, e 44 sono private convenzionate) a 840. Le semi intensive da 85 a 663, le infettive da 165 a 1085.

 

“Abbiamo acquistato attrezzatura per i laboratori di microbiologia. L’investimento è al fine di poter fare tamponi a regime – ha sottolineato Zaia -. Titolati sono 32mila tamponi al giorno che possiamo fare. Con la tecnica del pooling abbiamo aumentato moltissimo la quantità, perché abbiamo la preoccupazione di trovarci senza reagenti, come è accaduto in piena pandemia. Ci sono ora i test rapidi che funzionano. Nelle campagne di screening il test rapido avrà una forte importanza”, ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

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