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“L’iniziativa regionale che da molti anni porta con successo spettacoli ed eventi gioiosi nel nostro territorio, compresi i Comuni più piccoli, quest’anno entra anche in numerosi ospedali del Veneto, per regalare, attraverso la musica, momenti di serenità e di conforto a chi ne ha più bisogno. Insieme alla collega alla sanità, Manuela Lanzarin, abbiamo accolto con grande favore la proposta di Arteven di estendere alle strutture sanitarie il collaudato progetto di Natale con un sorriso, considerandolo un modo originale e rispettoso per esprimere vicinanza alle persone ricoverate e ai loro familiari, per dire grazie al personale medico e a quanti operano in queste strutture”.    

Così l’assessore alla cultura della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, ha presentato stamane a Venezia, l’edizione 2019 delle due rassegne di spettacoli dal vivo organizzate da Arteven, denominate Natale con un sorriso e Viaggio nella musica, la medicina dello spirito, che si terranno fino al prossimo 6 gennaio in 42 Comuni e in 21 strutture sanitarie del Veneto.

 

Gli spettacoli proposti spaziano dal teatro di prosa a tema natalizio all’operetta, dalle marionette alla danza e alla musica di vario genere, con concerti d’orchestra e di cori. 

 

“Lo spettacolo dal vivo è un momento di aggregazione culturale e sociale di grande valore – ha aggiunto l’assessore –, uno strumento prezioso di coesione e solidarietà, rafforzato in questo caso dallo spirito natalizio, che vogliamo diffondere negli spazi messi a disposizione da piccoli e grandi Comuni e dalle Aziende sanitarie del Veneto”. 

 

In una nota, l’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, sottolinea come “il primo compito del sistema sanitario è curare, nel migliore dei modi possibili, chi soffre. Ma tutti – aggiunge Lanzarin – sperimentiamo che la salute non è solo un dato meramente fisico, bensì coinvolge tutto il nostro essere. Porte aperte, quindi, nei nostri ospedali a quelle realtà associative e a quei volontari che offrono cuore, empatia e arte per regalare un sorriso a chi sta vivendo una fase difficile della propria vita e a chi lotta ogni giorno per vincere dolore e malattia”.

 

Corazzari ha ringraziato Massimo Zuin e Pierluca Donin, presidente e direttore di Arteven, che celebra quest’anno i 40 anni di attività, definendo l’associazione “l’insostituibile braccio operativo della Regione” nella promozione e organizzazione capillare in tutto il territorio delle diverse discipline dello spettacolo, dal teatro alla danza, dal circo alla musica. 

 

“La collaborazione con la Regione Veneto continua da molti anni a conferma dell’ottima sintonia che si è instaurata nel tempo – ha dichiarato Zuin –, e oggi siamo particolarmente orgogliosi di poterla testimoniare anche attraverso eventi che raccontano il valore sociale del nostro lavoro, portando spettacoli sia nelle corsie d’ospedale che nelle località più piccole del Veneto”.

 

Donin ha invece riportato i numeri che raccontano i quarant’anni di attività dell’associazione: “Abbiamo portato in scena oltre 30 mila spettacoli visti da oltre 7,5 milioni di spettatori. La rete di teatri di Arteven è la più grande d’Europa e il nostro circuito multidisciplinare è un organismo vivente del territorio, che si occupa anche della promozione e della creazione di nuovi spettatori e pubblici”.

 

Il coordinatore artistico, Giorgio Pavan, infine, ha parlato di “binomio virtuoso di cultura e sanità che solo la Regione del Veneto è in grado di offrire”. 

Arriva a Venezia centro storico il ciclo di incontri sulla prevenzione promossi dalla Amministrazione comunale, per la divulgazione delle buone prassi e dei corretti stili di vita per la tutela della salute. Gli incontri sono rivolti alla popolazione, ad ingresso libero e gratuito. I medici specialisti che vi partecipano intervengono su temi di particolare interesse in modo chiaro ed aperto alle domande dal pubblico. A moderare gli interventi Marco Ceotto, articolista del magazine Medicina Moderna.

 

Nell’incontro che si terrà venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 18 presso la Sala San Leonardo San Leonardo, Cannaregio 1584 · Venezia centro storico si svilupperà il tema “Dal dolore di stomaco al mal di schiena: quando la pancia si gonfia”.
All’incontro interverranno due specialisti del Centro di medicina Mestre: l’omeopata Alessandro Targhetta e l’ortopedico Agostino Bernabei, già conosciuto in provincia per aver fatto parte dell’unità operativa complessa di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di Dolo Ulss 13.

 

 

 

 

 

 

 

Dal “colpo della strega” alla lombalgia cronica, al centro dell’incontro è il mal di schiena, un fenomeno che colpisce l’80% della popolazione almeno una volta nella vita. L’incontro aiuta a capire come prevenirlo e come gestire il dolore nella cronicità. L’incontro affronta anche il tema del dolore intestinale, colite, colon irritabile e pancia gonfia. L’aumento dei disturbi dovuti a queste malattie dipendono dal cambiamento di reazione di stomaco e intestino dovuto ai nuovi fattori climatici, alla diversa alimentazione ma anche al fatto che si è più impegnati dal punto di vista lavorativo e si è più soggetti a situazioni caratterizzate da stress.

 

 

Gli incontri del 2020

GIOVEDÌ 30 GENNAIO 2020, ORE 18.00
Centro Culturale Candiani, sala conferenze
Piazzale Candiani, 7 · Mestre Venezia
I controlli del cuore: tra sport e tempo libero

 

GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020, ORE 18.00
Antica Scuola dei Battuti, sala Teatro Mabilia
Via Spalti, 1 · Mestre Venezia
Dalla pelle allo stomaco: come difendere le nostre barriere

 

GIOVEDÌ 5 MARZO 2020, ORE 18.00
Sala San Leonardo
San Leonardo, Cannaregio 1584 · 30121 Venezia
La menopausa: informarsi per non preoccuparsi

 

 

 

Il tour della prevenzione, che si inserisce nel Progetto Città Sane dell’Amministrazione comunale, vede la collaborazione scientifica e organizzativa del Centro di medicina Mestre, la partecipazione dell’Antica Scuola dei Battuti di Mestre, e il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Venezia.

Si è tenuta mercoledì 27 novembre all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che ha deciso di inserire Mogliano Veneto quale settimo componente dell’esecutivo.

 

In virtù delle decisioni assunte nel corso della conferenza, sono state nominate Paola Roma presidente (Sindaco di Ponte di Piave) e Lisa Tommasella vice presidente (Sindaco di Codogné), membri dell’esecutivo insieme ad Annalisa Rampin (Sindaco di Pieve del Grappa), Fabio Chies (Sindaco di Conegliano), Marco Turato (Sindaco di Pederobba), Rossella Cendron (Sindaco di Silea) e Davide Bortolato (Sindaco di Mogliano Veneto).

 

“Siamo stati attaccati dall’opposizione dopo la fuoriuscita di Mogliano dall’esecutivo del Distretto, ma ora Mogliano siede all’interno di un esecutivo ben più importante, che è l’esecutivo di tutta l’ULSS e non solo del Distretto”, ha commentato Davide Bortolato dopo l’elezione.

 

“Questo è un importante risultato – prosegue il primo cittadino – perché la conferenza dei Sindaci ha dato fiducia a questa amministrazione. Ringrazio la grande famiglia della Lega per la fiducia nei miei confronti e per aver dato a Mogliano l’importanza che merita. Questo esecutivo ha ora l’importante compito di garantire servizi sociosanitari di qualità nel territorio e di approvare i Piani di zona che definiscono la programmazione sociosanitaria locale”.

“La Regione ha assunto, assume e assumerà tutti i medici e il personale che ne abbia i titoli e voglia cimentarsi in un sistema sanitario di eccellenza. La battaglia contro la carenza di medici che attanaglia tutta Italia a causa di scelte nazionali storicamente sbagliate continua, con gli strumenti ordinari e anche con quelli straordinari. Alla prima categoria si aggiungono i concorsi che, entro fine anno, Azienda Zero espleterà per 356 nuovi posti per medici e 137 per il personale del comparto”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la nuova “raffica” di concorsi di cui ha dato notizia Azienda Zero.

 

“Mi auguro che nessuno si azzardi più a dire che la Regione non vuole assumere – prosegue Zaia – perché questa è la grande madre di tutte le fake news. So bene – aggiunge – che il personale in servizio sta schiacciando l’acceleratore fino al fondo, e di questo sono grato a tutti, ma mi auguro che quanto prima le tante azioni che abbiamo messo in moto abbiano effetto”.

 

 “A fianco delle procedure ordinarie come questa, con numeri assolutamente significativi – aggiunge Zaia – stiamo portando avanti quelle straordinarie, come i 500 giovani medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati che inseriremo formandoli in collaborazione con le Università; come l’inserimento negli ospedali degli specializzandi dal terzo anno di cui stiamo ragionando con gli Atenei; come il ritorno in servizio di medici pensionati che hanno lasciato il lavoro con dispiacere e ancora in piena efficienza e sono pronti a ridare un loro contributo”.

 

“Da ultimo, ma non ultimo – prosegue Zaia – ricordo che dal 26 settembre il Governo e il Ministero della Salute hanno sul tavolo una proposta organica per affrontare il problema, elaborata dal Veneto e approvata all’unanimità dalle Regioni italiane. Sono 16 punti concreti e realizzabili in fretta, tra i quali anche la possibilità per le Regioni con i conti in ordine, o che abbiano migliorato il loro conto economico negli ultimi tre anni e siano in regola con i Lea e con il DM 70, di erogare incentivi economici  mirati. Per ora senza risultato”.

 

“Oggi in Parlamento – conclude Zaia – ci sono depositati migliaia di emendamenti sulla finanziaria. Per affrontare e probabilmente risolvere il problema nazionale della carenza di medici ne basterebbero sedici, tanti quali le proposte delle Regioni al Governo”.

 

Il Documento a cui si riferisce Zaia, dal titolo “Proposte Riguardanti la Carenza di Medici Specialisti e la Valorizzazione delle Professioni Sanitarie non Dirigenziali” si compone di una premessa e di sedici punti, specifici e ampiamente argomentati, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento:

  • Interventi inerenti l’Accesso al Lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
  • Interventi per rendere la Formazione più Vicina alle Mutate Esigenze del SSN.
  • Interventi per Valorizzare e Rendere Maggiormente Attrattivo il lavoro all’Interno del SSN.
  • Interventi per Migliorare la Programmazione Futura dei Professionisti del SSN.
  • Interventi di Armonizzazione agli Standard e ai riferimenti Europei in Materia di Tempi e Funzioni.

Dal rapporto 2019 dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), emerge che il cancro alla prostata – che è quello più frequente nel maschio (19%) ma fortunatamente non per mortalità 8% – ha la stessa incidenza del tumore alla mammella per la donna: 1 su 9 si può ammalare.

Prostata e mammella rappresentano le sedi più frequenti di tumore rispettivamente nei maschi e nelle femmine, e la probabilità di ammalarsi nell’età 0-84 anni è la stessa ed è pari a 1 su 9.

 

Si stima inoltre che nel 2019 in Italia verranno diagnosticati complessivamente circa 371.000 nuovi casi di tumore maligno. Negli uomini prevale proprio il tumore della prostata, che con i 37.000 casi previsti rappresenta il 19% di tutti i tumori che verranno diagnosticati, in aumento dell’1% rispetto a quanto era stato previsto l’anno precedente.

 

Nonostante questo, in Italia, la mortalità di cancro alla prostata negli uomini, nel periodo 2010-2015, è pari all’8% contro il 27% del tumore al polmone che è al primo posto tra le cause di morte oncologiche maschili.

Nuove tecniche di diagnosi e cura consentono di guarire

Un ruolo importante ce l’ha la prevenzione con la diagnosi precoce e la cura.
Nelle sue fasi iniziali, il cancro alla prostata, non mostra alcun sintomo obiettivo che possa rappresentare un campanello d’allarme. Per questo motivo è importante la prevenzione effettuando, almeno una volta ogni 12 mesi, una visita urologica di controllo e un dosaggio del PSA a partire dall’età di 50 anni, anticipando lo screening all’età di 45 anni in caso di familiarità.

 

Importanti passi avanti si sono fatti per ciò che riguarda la diagnosi precoce e la chirurgia del carcinoma della prostata. Un punto di svolta viene con l’introduzione della Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata e la biopsia Fusion.
“Si tratta di una nuova tecnica, inserita nel 2018 nelle linee guida europee – ha detto il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” – che consente la visualizzazione del focolaio tumorale mettendo insieme le immagini ecografiche, in corso di esame bioptico, con quelle della risonanza magnetica garantendo così una diagnosi precisa. Una cosa è importante sapere – continua il dottor Morana – che di cancro della prostata si può guarire. In funzione dello stadio della malattia, l’età e lo stato di salute del paziente si possono effettuare diversi trattamenti che vanno dalla terapia medica ormonale, alla radioterapia, al trattamento chirurgico (prostatectomia radicale) attraverso il Robot Da Vinci che nella maggior parte dei casi riesce a salvaguardare le funzionalità maschili come l’erezione e le funzioni urinarie”.

 

Per questo motivo la casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier, anche quest’anno in occasione di novembre, mese della prevenzione urologica, ha messo in atto una serie di iniziative per sensibilizzare la sfera maschile, tingendosi di azzurro (in foto).

 

 

Incontro, aperto alla popolazione, il 23 novembre a Zenson di Piave

Un incontro rivolto alla popolazione si terrà sabato 23 novembre alle ore 17.00 presso l’auditorium della scuola media di Zenson di Piave. Durante l’evento, organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Avis di Zenson, il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier parlerà della “Prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla prostata”.

 

Un altro seminario informativo per illustrare l’evoluzione tecnologica sia nella diagnosi che nella cura delle malattie urologiche si terrà invece a fine novembre, sempre alla “Giovanni XXIII” ed è rivolto ai medici di base.

 

La colica renale, l’incontinenza urinaria, il deficit erettile, l’ematuria o disturbi del basso apparato urinario (urinare spesso e/o con urgenza, alzarsi di notte per urinare, getto urinario debole) sono campanelli d’allarme urologici che il maschio non può sottovalutare, soprattutto se compaiono al di sotto dei 50 anni. Se poi sono presenti fattori di rischio potenziali come ipertensione, diabete, colesterolo alto o si fa poca attività fisica, si fuma o si è sottoposti ad uno stile di vita stressante, è essenziale fare una visita di controllo già a 40 anni.

 

L’ipertrofia prostatica benigna è invece una delle patologie urologiche più diffuse. Può essere operata attraverso differenti tipi di laser che permettono, per via endoscopica (cioè introducendo gli strumenti attraverso il canale urinario), di affrontare volumi prostatici importanti riducendo di conseguenza il tempo del mantenimento del catetere, le infezioni e i sanguinamenti post-operatori.

 

L’ultimo decennio ha segnato un’evoluzione importante delle tecniche urologiche, garantendo al paziente una diagnosi più appropriata ed un trattamento, ove necessario, più mirato e con meno impatto sulla sua qualità di vita. Ciò che è importante fare, però, è non sottovalutare i sintomi e sottoporsi regolarmente ad esami di controllo.
Linee guida per una corretta prevenzione in ambito urologico vengono dalla Società Italiana di Urologia (SIU) che ha stilato delle semplici regole da adottare: bere con regolarità un’adeguata quantità di acqua, almeno un litro e mezzo ad intervalli regolari durante tutta la giornata e scegliere un’acqua oligominerale, leggera, a basso contenuto di sodio e diuretica, che possa facilitare la funzionalità renale. Seguire una corretta alimentazione limitando il consumo di grassi animali, birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, alcolici e superalcolici, caffè, privilegiando, al contrario, i cibi contenenti sostanze antiossidanti quali la vitamina A, C e E.

 

È importante inoltre prestare attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina senza trascurare il minimo episodio di incontinenza urinaria, sia sotto sforzo che a riposo.

 

Se si dovessero evidenziare delle sangue nelle urine è necessario un consulto con l’urologo perché anche un singolo episodio di ematuria può rappresentare un sintomo precoce di gravi patologie dell’apparato urogenitale.

 

È importante inoltre ricordare che, nella vita di coppia, l’infertilità dipende nel 50% dei casi dal maschio. Per questo è consigliabile, in previsione di una gravidanza desiderata, eseguire un esame del liquido seminale perché eventuali alterazioni possono mettere in evidenza patologie che, se trattate in tempo, sono risolvibili.
La prevenzione urologica deve iniziare fin dalla tenera età. Dopo la nascita è necessario che il pediatra controlli la normale conformazione dello sviluppo dell’apparato genitale del bambino e, successivamente, nelle varie fasi della vita pubertà, età adulta e terza età effettuare una visita urologica.

 

Dati: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

Chi è il primo responsabile della nostra salute se non noi stessi? Cosa dobbiamo fare per prevenire malattie che se non sono prese in tempo possono compromettere la nostra vita?

 

A queste domande risponderà domani, venerdì 15 novembre a Monastier, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza un team di senologi, chirurghi e radiologi, della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Anche se ottobre rosa è terminato l’attenzione ai cambiamenti del proprio seno non deve mai venire meno. Oggi più di ieri siamo informati che l’arma migliore per combattere questa malattia è la prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce.

 

Il dottor Pasquale Piazzolla chirurgo-senologo e il dottor Bernardino Spaliviero radiologo-senologo della Brest Unit della “Giovanni XXIII” illustreranno le corrette metodologie di autopalpazione ma anche gli esami e la cadenza con cui effettuarli per individuare più precocemente possibile eventuali patologie. L’iniziativa rientra nell’ambito di Progetto Monastier Donna dell’Associazione “Un giro in Piazza” ed è patrocinata dal Comune di Monastier.

 

“Ogni giorno perdiamo di media 10 minuti per truccarci, altrettanti per la pulizia del viso ma spesso non educhiamo le nostre figlie a controllare una volta al mese per 5 minuti sotto la doccia il proprio seno – ha detto Giuliana Menegaldo – referente di “Un giro In piazza ”. Questa come la “Seconda Edizione di Monastier in rosa” e la sfilata di modelle che hanno vissuto una malattia senologica che si terrà la prossima primavera sono iniziative che vogliono sensibilizzare la cittadinanza a promuovere la prevenzione come stile di vita e conoscere i mezzi diagnostici e i piani di cura circa il tumore del seno”.

 

L’incontro di domani alle ore 20.00 presso il Centro Polivalente di Monastier in Piazza Marconi, 1, vedrà la testimonianza diretta di Michela Bardi, donna che ha superato la malattia. “La prevenzione è un regalo importante che facciamo a noi stesse. Passa attraverso tante emozioni: la paura, la conoscenza e la consapevolezza. Se al momento della mia diagnosi avessi avuto la conoscenza che ho adesso… sicuramente avrei avuto paura, ma sarei stata più consapevole di potercela fare. Non è un percorso facile! Del resto come tante cose inaspettate che ci capitano nella vita. La grande forza viene dalla consapevolezza di poter avere prospettive di cura” conclude Michela.

Donne operate al seno incontrano le donne che si devono operare

 

Un salottino, dei biscotti intinti in un tè, un po’ di musica e l’opportunità di stare insieme per una chiacchierata in un luogo dove nulla ha a che vedere con la malattia, dove tutto lascia spazio alla speranza e al proponimento di iniziare una battaglia che già tante altre donne hanno vinto. È “Cafè Coraggio” l’iniziativa promossa dalla LILT di Treviso e dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che vedrà il suo primo incontro lunedì 11 novembre alle ore 18.00 al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier in via Giovanni XXIII, 9. Sarà aperto a tutte quelle donne alle quali è appena stata fatta la diagnosi di un tumore al seno e si terrà ogni primo lunedì del mese. Qui altre donne come loro, già operate, si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza, gli stati d’animo, le difficoltà avute e… superate.

 

“Il nostro non è un incontro medico, vuole essere un momento in cui, in punta di piedi, ci mettiamo a disposizione per offrire un supporto e, ci auguriamo, un sostegno valido nel momento in cui la donna è particolarmente fragile – ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di “Cafè Coraggio”. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne si possano fornire gli strumenti necessari per affrontare il periodo di cure con maggiore serenità”.

 

Il fine di “Cafè Coraggio” è quello di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale che inevitabilmente coinvolge da donna ma anche il compagno, i figli, l’intera famiglia.

 

“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta Michela Bardi Volontaria di “Cafè Coraggio” e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo che quel giorno il medico mi disse che da quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e le sensazioni iniziali di smarrimento e paura sono normali. Ma poi passano rimanendo solo un ricordo”, conclude Michela.

 

Chi volesse partecipare può telefonare allo 0422.896659 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure scrivendo a [email protected].

La sanità della Regione del Veneto è stata scelta dal Ministero della Salute, che ha proposto a Palazzo Balbi uno specifico Accordo di Programma, per collaborare alla riorganizzazione dell’attività chirurgica per setting assistenziali e complessità di cura del sistema sanitario della Regione Calabria, in piano di rientro.

 

Il Veneto è stato scelto dal Ministero “per aver sviluppato un processo di riorganizzazione della rete ospedaliera con risultati positivi di miglioramento dei processi assistenziali nel rispetto dell’equilibrio economico del servizio sanitario Regionale”.

 

L’Accordo, approvato dalla Giunta veneta nella sua seduta di ieri, ha come sottoscrittori il Ministero della Salute, la Regione Veneto e l’Azienda Ospedaliera di Padova, che sarà il soggetto attuatore e riceverà esclusivamente un rimborso spese documentate fino a un massimo di 200 mila euro. Si parte da subito. Il lavoro avrà una durata di 18 mesi, prorogabili di altri 6.

 

Il commento del governatore Zaia

“Abbiamo sempre detto – commenta il Presidente Luca Zaia – che le nostre buone pratiche sono a disposizione del Paese, e delle Regioni che necessitino di aiuto. Ringrazio il Ministero della Salute per aver accolto questa nostra offerta, proponendo un Accordo formale che sottoscriviamo con piacere, e con l’impegno di fare il meglio per il futuro della sanità della Regione Calabria e per i cittadini calabresi. Non a caso, il partner operativo sarà l’Azienda Ospedaliera di Padova, uno dei nostri fiori all’occhiello”. 

 

“Il significato di questo progetto – aggiunge Zaia – è enorme perché si sostanzia in solidarietà concreta tra Regioni, con i fatti, non a parole. Quella stessa solidarietà che non mancherà, anzi potrebbe anche ampliarsi, con l’autonomia. La nostra visione di autonomia, infatti, è quella di una riforma grazie alla quale tutti possano crescere, a cominciare da quelli più indietro, con buona volontà e con l’aiuto di chi è più avanti. Il resto sono chiacchiere, come l’Italia di serie A e serie B, la secessione dei ricchi e stupidaggini annesse e connesse. E se anche con il nostro aiuto la Calabria potrà migliorare le sue performance e i suoi cittadini potranno ricevere cure migliori, obbiettivo su cui non ho dubbi, sarà un gran giorno per tutta Italia”.

 

Lanzarin: “Saremo i primi a essere felici se vedremo diminuire il numero di pazienti calabresi che si rivolgono a noi per le cure”

“L’Azienda Ospedaliera di Padova è una garanzia – aggiunge l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – ma il mio assessorato e tutti i nostri bravi tecnici sono a disposizione per contribuire, se necessario, alla miglior riuscita di questa operazione. Dicono che siamo egoisti e che lucriamo sui viaggi della speranza dal sud verso il nord – aggiunge – e invece è il contrario. Non solo non lucriamo perché riceviamo esclusivamente i rimborsi delle drg in vigore in Veneto, ma saremo i primi a essere felici se, dopo questi 18 mesi, vedremo diminuire il numero di pazienti calabresi che si rivolgono a noi per le cure”.

 

L’Accordo prevede che la Regione Veneto svolga un’attività di indirizzo in coordinamento con il Ministero della Salute nell’ambito di specifici incontri.

 

L’AO di Padova, come soggetto attuatore, si impegna, tra l’altro, a svolgere attività di pianificazione e gestione; a mettere a disposizione materiali, competenze e professionalità per sperimentare il modello organizzativo per le attività di chirurgia per setting assistenziali e intensità di cura già attuato in veneto, in altre Aziende sanitarie calabresi, in particolare riferimento alle Aziende Hub e al coordinamento dei Centri Spoke; a svolgere formazione e supporto in loco al personale locale con incontri e seminari; a predisporre report che evidenzino distintamente l’andamento delle attività progettuali; a partecipare a incontri di coordinamento presso il Ministero e la Regione Calabria. Tutti i dati elaborati e raccolti saranno caratterizzati dal massimo riserbo.

Prenderà ufficialmente il via tra il 5 e l’11 novembre prossimo la campagna vaccinale della Regione Veneto contro l’influenza 2019-2020, accompagnata anche da una sensibilizzazione via web e social accompagnata dallo slogan “Proteggi chi Ami. Vaccinati contro l’influenza”.

 

“Gli esperti nazionali – dice l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – sono concordi nel definire aggressiva la nuova influenza. Per questo, pur nella soddisfazione per la crescita di adesioni registrata l’anno scorso, rivolgo un forte appello a tutti i cittadini, a cominciare dalle categorie a rischio, a vaccinarsi. I numeri delle complicanze testimoniano come si sia ogni anno di fronte a una malattia da non sottovalutare, e la vaccinazione può evitare molte sofferenze e il dolore di decine di decessi. Mi rivolgo anche a tutti gli operatori del sistema sanitario, perché siano i primi ad aderire, dando così il buon esempio”.

Categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente

La vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza a pazienti con maggior rischio di complicanze e che lavorano nei reparti a più elevato rischio di acquisizione e trasmissione dell’infezione, quali pronto soccorso, terapie intensive, oncologie, ematologie, cardiologie, chirurgie, pediatrie, neonatologie, residenze sanitarie assistenziali. Le persone non appartenenti a categorie a rischio che intendano vaccinarsi contro l’influenza stagionale, possono rivolgersi al proprio distretto sanitario di appartenenza per ricevere il vaccino ad un prezzo agevolato (pari a 10 euro). Il vaccino antinfluenzale è infatti indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.

 

Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono:

  1. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza.
  2. Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.
  3. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
  4. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
  6. Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).
  7. Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso la loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
  8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre categorie). 
  9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti).
  10. Donatori di sangue. È previsto, inoltre, che la vaccinazione antinfluenzale sia offerta attivamente e gratuitamente, da parte dei datori di lavoro, ai lavoratori particolarmente esposti per l’attività svolta, anche al fine di contenere ricadute negative sulla produttività. 

 

Il non facile obbiettivo da raggiungere, posto dal piano sanitario Nazionale, è di raggiungere il 75% di tutti i soggetti a rischio e della popolazione con più di 65 anni.

Tecnologia di ultima generazione per la precisione ed ergonomia dell’esame per comfort della donna, con l’obiettivo ridurre i tempi d’attesa

 

A un anno dall’installazione del nuovissimo mammografo digitale 3D con Tomosintesi smartcurve, il Centro di medicina Mestre raddoppia e si dota di un’altra apparecchiatura della stessa tecnologia con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi di attesa per le pazienti. Il Centro di medicina Mestre di viale Ancona 5, realtà convenzionata con il SSN, fa in questo modo un ulteriore passo in avanti nella diagnosi precoce del tumore al seno, grazie all’ultimo ritrovato della tecnologia oggi disponibile.

L’evento di oggi si inserisce tra le iniziative dell’Ottobre rosa, che prevedono anche una campagna di divulgazione delle buone prassi della diagnosi precoce attraverso un video che sta diventando virale dal titolo #giocadanticipo che ha coinvolto numerose squadre di calcio femminile, tra le quali il Venezia FC Femminile, con il patrocinio della Regione del Veneto, della FIGC, della Lega Nazionale Dilettanti e del Coni Veneto.

 

Tra le iniziative anche una partita di calcio che sarà giocata allo stadio comunale di Marcon domenica 3 novembre alle ore 17, tra Calcio Femminile FC Venezia e l’Accademia Calcio femminile Spal Ferrara.

L’incontro sarà aperto dai volontari Lilt e sarà occasione di raccolta fondi a diretto beneficio della Lilt Venezia.

 

 

Come funziona il mammografo “intelligente”

Un’apparecchiatura “intelligente” in grado di effettuare mammografie a risoluzione ancora più elevata rispetto al modello precedente e, grazie ad un particolare dispositivo, alleviare il dolore dell’esame e renderlo così più fruibile dalle donne.

 

Il nuovo sistema si qualifica sia per l’altissima risoluzione (dimensione del pixel di visualizzazione pari a 70 micron) e per la velocità (appena 3,7 secondi). Inoltre, presenta un set di piatti di compressione dedicati ed altamente ergonomici (smart curve), dal design unico, che favorisce la distribuzione uniforme della compressione sul seno e la riduzione della trazione cutanea alla parete toracica, con aumento comfort della paziente e riduzione dolore e ansia della paziente.

La nuova apparecchiatura e l’equipe di senologia

Un ulteriore passo in avanti nella diagnosi precoce del tumore al seno la Senologia diagnostica del Centro di medicina Mestre (viale Ancona 5 – realtà convenzionata con il SSN) lo fa dotandosi per prima in provincia di Venezia di due mammografi 3D con Tomosintesi smartcurve, l’ultimo ritrovato della tecnologia oggi disponibile.

 

Questa apparecchiatura, che ha richiesto per la dotazione un nuovo investimento da 250mila euro, arriva a potenziare un Servizio che nella sola sede di Mestre effettua ogni anno circa 10mila mammografie e che a livello di Gruppo oramai supera le 50mila.

La Senologia Diagnostica può fare affidamento su equipe qualificate di specialisti, con il supporto di 4 tecnici radiologi.

 

 

Il ruolo della prevenzione

“Investiamo nella convinzione di poter diventare un riferimento delle pazienti venete per la prevenzione del tumore al seno. Ogni anno si ammala 1 donna su 8 e grazie alla diagnosi precoce è migliorata non solo la sopravvivenza della donna ma anche la qualità e l’aspettativa di vita – spiega Vincenzo Papes, amministratore delegato del Centro di medicina – cerchiamo quindi anche noi di dare un contributo per elevare il dato delle donne venete che aderiscono ai test per la prevenzione del tumore alla mammella. Le apparecchiature tuttavia non basterebbero se non avessimo equipe specializzate e dedicate, ma soprattutto la collaborazione delle pazienti. Per questo il nostro grazie va a quelle associazioni come la LILT VENEZIA che si affiancano alle donne e le sostengono nel momento del bisogno. Un grazie sentito anche alla società del Calcio venezia Femminile e alle sue atlete che hanno deciso quest’anno di mettere la faccia al servizio di una causa importante che vale per tutte le donne”.

 

Tecnologia al servizio del medico

“La mammografia 3D con Tomosintesi è già un esame molto approfondito. Riducendo gli artefatti da sovrapposizione, infatti, consente un’analisi più accurata della struttura del seno con una dose di radiazione ampiamente entro i limiti di dose standard riconosciute come accettabili. La Tomosintesi migliora l’individuazione delle patologie (opacità sospette e distorsioni della struttura) riducendo accertamenti strumentali invasivi – spiega il dottor Sergio Premuda, referente dell’attività diagnostica del Centro di medicina Mestre – La nuova tecnologia migliora i benefici della Tomosintesi con una definizione che consente di visualizzare dettagliatamente lesioni e calcificazioni, anche le più tenui, migliorando la percezione della zona sottocutanea, senza compromettere i tempi di scansione e la quantità di dose erogata, migliorando l’accuratezza diagnostica per seni di qualunque dimensione e densità”.

Per una diagnosi precoce più efficace il Centro di medicina sposa e sottolinea l’importanza del protocollo gold standard, che prevede nell’unica seduta la mammografia e l’ecografia mammaria, con visita da parte dello specialista (esame clinico strumentale delle mammelle).

Questo è al momento il protocollo più efficace per una prevenzione completa.

 

 


Il Centro di medicina (nato nel 1982) è oggi una rete di strutture sanitarie private e convenzionate unite in un unico Gruppo, con un modello distintivo e una presenza capillare sul territorio: in Veneto, 7 province su 7, e ora anche a Pordenone e Ferrara. Una rete di sedi (27) e servizi che può contare su 500 dipendenti, 1.300 tra medici specialisti e professionisti tra infermieri, fisioterapisti, biologi e tecnici radiologi alla quale ogni anno si rivolgono oltre 1 milione di pazienti. Tra le eccellenze troviamo la Chirurgia ortopedica di alta complessità (Casa di cura Villa Maria di Padova), la Senologia Diagnostica (Conegliano, Treviso, Mestre, San Donà di Piave, Padova, Thiene, Ferrara), la Chirurgia oculistica e refrattiva (2 centri di eccellenza a Treviso e Padova), la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA, 4 centri autorizzati per omologa ed eterologa a Treviso, San Donà di Piave, Mestre e Vicenza) e il Welfare aziendale, partner di piccole e medie imprese per oltre 50mila prestazioni l’anno (sito web).

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