Home / Posts Tagged "Sanità"

Il gruppo friulano “Sereni Orizzonti”, azienda leader in Italia nel settore della costruzione e gestione di residenze sanitarie per anziani, cerca altro personale da impiegare nella sua nuova struttura di Marcon (VE). Sono infatti circa 40 gli addetti (in particolare infermieri e operatori socio-sanitari) che andranno ad aggiungersi a quelli attualmente già in organico. Gli interessati possono presentare la loro candidatura direttamente presso la reception della RSA, che ha aperto i suoi battenti a inizio mese.

 

 

Realizzato in poco più di un anno, il complesso – che adotta i più moderni standard in termini di domotica ed efficienza energetica – dispone di 120 posti letto per ospiti non autosufficienti, con particolare attenzione alle disabilità psichiche (un nucleo al piano terra per 30 posti letto è stato attrezzato in particolare per pazienti affetti da Alzheimer). Le sue camere sono quasi tutte doppie, ampie e luminose, arredate in modo confortevole e dotate del proprio bagno per venire incontro alle limitate capacità motorie dell’ospite.

 

 

 

Un’équipe multidisciplinare altamente qualificata assicura agli ospiti un’adeguata assistenza medico-infermieristica e riabilitativa, anche grazie all’utilizzo di strumentazioni tecnologiche all’avanguardia in ambito sanitario e assistenziale. Tra i servizi disponibili vi è anche la possibilità di diete personalizzate.

 

Con l’apertura di questa struttura, “Sereni Orizzonti” consolida ulteriormente la sua storica presenza in Veneto. Altre sue quattro RSA operano infatti da tempo nelle province di Venezia (a Torre di Mosto), Treviso (a Follina) e Padova (a Conselve e Bovolenta) mentre una sesta, già costruita, è in avanzata fase di allestimento a Cinto Caomaggiore (VE).

Marco Mazzariol, 8 anni, di Carbonera, è il nuovo testimonial della campagna nazionale per il 5×1000 di Parent Project Onlus. Una associazione formata dalle famiglie che convivono con le distrofie muscolari di Duchenne e di Becker, che da oltre 20 anni si occupa di finanziare la ricerca scientifica, sostenere le famiglie e fare (in)formazione su queste patologie genetiche rare.

 

Cos’è la distrofia di Duchenne

La distrofia di Duchenne si manifesta in età prescolare. Via via i muscoli di indeboliscono e i ragazzi perdono cosi l’uso delle braccia prima dei venti anni. La Duchenne colpisce tutti i muscoli scheletrici, i muscoli respiratori (diaframma e muscoli intercostali) e il cuore, che con il tempo si indeboliscono. Fino a qualche anno fa era molto frequente che la morte sopraggiungesse entro i venti anni di età. Ad oggi non esiste ancora una cura risolutiva per la distrofia di Duchenne, ma la messa a punto di un approccio multidisciplinare ha permesso di limitare gli effetti della malattia e di migliorare le condizioni di vita. In un decennio, le aspettative di vita sono raddoppiate.

Lo spot: il nuovo volto del 2019

Marco, che nello spot impersona un simpatico giornalista televisivo, è realmente uno dei tanti bambini affetti dalla distrofia di Duchenne. Questa malattia genetica rara e degenerativa colpisce un bambino maschio su 5.000 nuovi nati.
Proprio questa combinazione sulle cifre è alla base dell’idea che ha portato alla realizzazione del nuovo spot dell’associazione a sostegno della campagna, pensato come una breaking news lanciata da un TG di fantasia, che richiama due temi chiave. Il primo è dato dall’importanza delle firme per il 5×1000 che per Parent Project “valgono come un tesoro”, da cui il tema grafico della campagna con due giovani pirati a caccia di “firme preziose”. Il secondo, ben descritto dal “giornalista” Marco, mostra come l’incidenza della patologia, 1/5000 maschi, possa richiamare alla mente il 5×1000 semplicemente scambiando le prime due cifre, sottolineando quanto questa modalità di sostegno rappresenti una delle modalità “facili facili” per aiutare i progetti di ricerca sostenuti da Parent Project.

 

Una firma che vale un tesoro: la campagna 2018

L’idea alla base dello spot dello scorso anno vedeva al centro due giovanissimi pirati alla ricerca di “una firma che vale un tesoro”: un tesoro rappresentato dalle donazioni di chi sceglie di devolvere all’associazione il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi.

Quest’anno un nuovo volto si aggiunge per potenziare il messaggio ed è il volto di Marco.

 

 

 

Come donare il 5×1000 all’associazione Parent Project Onlus

La modalità per devolvere il 5×1000 è semplice: nei modelli 730, Redditi, Certificazione Unica basta inserire la propria firma e il codice fiscale di Parent Project Onlus (05203531008) nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) del D.Lgs n. 460/1997”.

 

Grazie alle migliaia di persone che hanno scelto di sostenere l’associazione, negli anni scorsi è stato possibile finanziare progetti di ricerca scientifica e l’assistenza alle famiglie su tutto il territorio nazionale.

«Siamo di fronte alla possibilità di scambi di favore avvenuti all’interno della Medicina legale di Padova al fine di permettere a soggetti con problemi di tossicodipendenza di riacquisire la patente di guida. Com’è possibile che a fronte di un’inchiesta giudiziaria sui referti medici alterati, che coinvolge anche il direttore della Medicina legale, la Giunta Zaia non sia intervenuta in alcun modo?».

 

Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) a margine della seduta odierna; durante la quale la Giunta regionale ha risposto alla sua interrogazione “Presunti scambi di favori presso l’istituto di medicina legale di Padova? Quali interventi da parte della Giunta regionale?” presentata il 2 agosto 2018.

«La falsificazione avrebbe permesso ad alcuni soggetti di rimettersi alla guida, nonostante il test ancora positivo all’alcaloide della cocaina. Questa indagine – sottolinea Ruzzante – getta ombre sulla struttura del servizio sanitario regionale che dovrebbe garantire il corretto iter per riottenere la patente di guida. Non mi spiego perché a fronte dell’inchiesta non sia stata prevista una sospensione cautelare del direttore della Medicina legale. La Giunta Zaia è avvisata: su questo punto non mollo e presenterò un’altra interrogazione».

“Da un mese migliaia di persone affette dal morbo di Parkinson sono rimaste senza un farmaco indispensabile. Cosa sta facendo la Regione per affrontare questa emergenza e garantire ai pazienti di potersi curare?”. È quanto chiedono il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni insieme al capogruppo Stefano Fracasso, primi firmatari di un’interrogazione depositata oggi.

 

 

Al centro il caso del Sinemet, farmaco di vitale importanza e diventato praticamente introvabile da metà marzo. Una carenza dovuta a problemi produttivi, come ha sottolineato l’Agenzia italiana del farmaco. “Sono evidenti i disagi per queste persone e le loro famiglie, costrette a un’improbabile ‘caccia al tesoro’. Non esistono ‘generici’ che possano sostituirlo, al momento l’unica alternativa è acquistare un medicinale analogo dall’estero, dove costa di più, rivolgendosi alla propria Ulss di riferimento.

 

 

È inaccettabile che si arrivi a situazioni del genere, il ministero della Salute dovrebbe impegnarsi per assicurare la fruizione di medicinali fondamentali, come nel caso del Sinemet per i pazienti affetti dal Parkinson. Auspichiamo che la situazione possa normalizzarsi a breve, ma non ci sono certezze. Nel frattempo, viste le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto, quali procedure ha messo in atto la Regione, tramite le proprie Ulss, per fronteggiare l’emergenza?”.

La presidente del consiglio comunale, Ermelinda Damiano, è intervenuta venerdì mattina all’ospedale dell’Angelo di Mestre alla cerimonia di consegna di un nuovo ecografo portatile al reparto di geriatria.

 

Il macchinario, donato al nosocomio mestrino dalla Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin, può essere utilizzato nelle diverse stanze di degenza per agevolare le analisi senza richiedere lo spostamento del paziente e permette di effettuare i prelievi rendendoli meno traumatici per gli anziani.

 

“Un grande grazie alla Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin – ha esordito la Damiano nel portare i saluti del sindaco Brugnaro e dell’assessore Venturini – non solo per la generosa donazione, ma anche per tutte le attività che promuove a favore degli anziani bisognosi. Il nostro territorio si è sempre dimostrato molto attento e sensibile sui temi sociali e i risultati si vedono. La sinergia tra pubblico e privato, tra mondo del volontariato e istituzioni è sempre preziosa perché permette di migliorare i servizi ai cittadini”.

 

La Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin

La Fondazione, nata nel 2011, si occupa della tutela dei soggetti svantaggiati nei settori dell’assistenza sociale, sanitaria e socio sanitaria, dell’istruzione, della formazione e della ricerca scientifica. Promuove e finanzia iniziative di vario genere come ricerche, incontri, seminari, corsi di formazione, manifestazioni e convegni per la prevenzione e la riduzione del disagio di persone sole o anziane in situazione di difficoltà. Tra le attività promosse dalla Fondazione anche un progetto di pet therapy, in collaborazione con l’associazione “La Terra di Hope”, attivo al Centro Nazaret di Mestre e, nel 2019, una borsa di studio di 25mila euro per l’attività di ricerca sul tema “Nutrizione e malattie croniche dell’anziano” nel Dipartimento di Medicina dell’Università degli studi di Padova.

 

“Camminare per prevenire – Il Nordic Walking, un’opportunità in più” è il titolo del convegno che si terrà domani, domenica 14 aprile, dalle ore 8.45 alle 13.30 a Treviso presso il Cinema Teatro Aurora (in via Venier 32, a Treviso). Rivolto a tutti, l’evento radunerà alcuni esperti da tutt’Italia, che illustreranno i benefici di questa disciplina secondo la ricerca scientifica.

 

Fra i medici relatori, ci saranno anche il dott. Agostino Paccagnella (Direttore U.0. Complessa di Endocrinologia, Malattie del Ricambio e della Nutrizione AULSS), con l’intervento “Stile di vita e rischio di malattia nel paziente obeso e/o con diabete mellito tipo 2” e il dott. Stefano Lamon (Direttore U. O. S. D. Oncologia Medica, Ospedale di Oderzo), che tratterà “L’attività fisica nella prevenzione e terapia dei tumori”. La dott.ssa Manuela Mazzetto (Dirigente medico UOS Promozione della Salute AULSS2) interverrà con la relazione “Sedentarietà e movimento nella nostra popolazione”. Fra i ricercatori, sarà presente con un video intervento il dott. Andrea Di Blasio (Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento, Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara; INWA International Trainer), sul tema “Nordic Walking: alleato contro il cancro alla mammella in tutti i gradi di prevenzione”.

 

Fra i ricercatori ci sarà anche la rappresentante italiana dell’unica organizzazione internazionale di Nordic Walking INWA, la dott.ssa Raffaela Rosa (Tecnico Nazionale di Nordic Walking Anwi, Education and Research manager Inwa, Docente esterno Univr), con l’intervento “Il Nordic Walking nella visione di ANWI/INWA”.

 

La ricerca scientifica evidenzia i benefici della camminata e soprattutto del Nordic Walking

È vero che da sempre camminiamo, ma nessuno mai ci ha aiutati a farlo in modo consapevole. Il Nordic Walking amplifica i gesti della camminata naturale e prevede quindi una correzione e una precisazione della stessa.

Fra i pregi riscontrati in quasi quindici anni di osservazione di questa disciplina in Italia, spicca la capacità di attrarre e stimolare un’attività fisica regolare in moltissime persone, smuovendole dalla sedentarietà. Conoscere e applicare correttamente la tecnica significa sfruttare al massimo le potenzialità di questa disciplina in apparenza semplice e scontata.

Grazie all’intervento di esperti di diversa estrazione, il convegno “Camminare per Prevenire” chiarirà quali sono i presupposti biomeccanici, fisiologici, coordinativi, ecc. di questa disciplina che, se seguiti in modo preciso, aiutano a superare limiti personali o a rendere più efficiente il proprio organismo, per uno stile di vita più sano e più sereno.

 

Il Nordic Walking

Il Nordic Walking è arrivato a Treviso nel 2006 grazie all’A.S.D. Strada Facendo, organizzatrice del Convegno, associazione divenuta un punto di riferimento in tutta Italia, per aver reso noti i benefici del Nordic Walking coinvolgendo migliaia di persone e aiutandole a migliorare lo stato di salute generale. A.S.D. Strada Facendo collabora anche con l’AULSS2, con l’incarico di gestire diversi gruppi di cammino nella Marca Trevigiana.

Il Convegno è organizzato con il patrocinio del Comune di Treviso e del CONI di Treviso, e il sostegno della Rete trevigiana Lasciamo il segno, con la collaborazione di ASD Strada Facendo Indoor e con il sostegno di ANWI (Associazione Nordic Walking Italia), INWA (International Nordic Walking Association), Università di Verona, CSA Nazionale, ENDAS, Associazione Diabetici Treviso, LILT Treviso. Sponsor: Formaggi Tomasoni.

 

Info utili

Il Convegno si aprirà alle ore 8.45 e si concluderà alle 13.30 dopo gli interventi del pubblico. Il Cinema Teatro Aurora si trova in via Venier 32 a Treviso. Il parcheggio è quello dell’oratorio della Chiesa Votiva (a 200 metri dalla sede). L’ingresso è gratuito, previa iscrizione dal sito.

Evento Facebook (curiosità, approfondimenti e aggiornamenti giornalieri).

L’Ospedale Civile di Venezia, grazie a un disegno di legge della Giunta regionale, portato all’approvazione dallo stesso Presidente nell’ultima seduta, tornerà a fregiarsi della qualifica di Presidio Ospedaliero di primo livello.

 

Il documento approvato costituisce una modifica del piano sociosanitario 2019-2023. Si tratta di un comma 3bis dell’articolo 7, che recita: “L’ospedale del Centro Storico di Venezia è classificato come presidio di Primo Livello, tenuto conto che il bacino d’utenza di afferenza dell’ospedale è comprensivo, oltre che della popolazione del territorio insulare, anche della forte presenza turistica e della mobilità urbana giornaliera, e considerate le peculiari e disagiate condizioni geomorfologiche e insulari, in conformità all’articolo 15, comma 3, dello Statuto del Veneto”.

 

“Appena è apparso il problema, legato alla normativa nazionale sulle caratteristiche che determinano le qualificazioni degli ospedali, il DM 70/2015, meglio noto come decreto ‘Balduzzi’ – dice il Governatore – ho chiesto un lavoro tecnico giuridico urgente, ma approfondito, per individuare una norma che risolvesse la questione, e consentisse di dare al Civile di Venezia il rango che merita. Era un impegno che avevamo preso da subito e che siamo riusciti a mantenere in fretta, trovando la chiave giuridica che supportasse il ritorno del nosocomio a Presidio ospedaliero di primo livello”.

 

Ed è proprio al rispetto di quanto previsto dal DM 70, che si riferiscono le motivazioni del DDL della Giunta Regionale, la cui relazione specifica una serie di caratteristiche, previste dallo stesso decreto Balduzzi, che portano a classificare di primo livello l’Ospedale di Venezia.

 

In particolare, nella relazione si evidenzia come, oltre agli 80.726 residenti, va conteggiata anche la presenza turistica giornaliera media (che arriva a 44.900 presenze in agosto) e la popolazione che si reca a Venezia per studio o lavoro (tra le 10.000 e le 20.000 persone). La sola popolazione universitaria è di circa 25.000 studenti, ai quali vanno aggiunte migliaia di lavoratori.

 

Nella relazione si specifica inoltre che il Civile, nella scheda ospedaliera proposta nella delibera 22/2019 trasmessa al Consiglio, è dotato di tutte le specialità previste dal DM 70 per delineare una struttura di primo livello, tra le quali il Pronto Soccorso, l’Emergenza-Urgenza per le maggiori complessità e Osservazione Breve Intensiva. L’Ospedale è inoltre inserito nella reti delle patologie tempo dipendenti dell’Ictus (ospedale di primo livello in collegamento con la stroke unit di secondo livello); dell’infarto acuto del miocardio (con presenza dell’emodinamica); e del trauma (Centro Trauma di Zona).

 

A queste ottime motivazioni tecniche, sia aggiungono le condizioni geomorfologiche del territorio di riferimento e della popolazione all’interno dello stesso, con criticità nella mobilità urbana, tali da rendere complessa la gestione dell’urgenza-emergenza, tenuto conto delle difficoltà e dei tempi dei collegamenti con la terraferma.

 

Qualche settimana fa anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle di Venezia, Elena la Rocca, si era espressa in merito al declassamento del nosocomio veneziano.

In costante aumento è la percentuale di ultra 65enni in Veneto, soprattutto nel veneziano. Secondo i dati del sindacato dei pensionati SPI CGIL, le zone con la maggior concentrazione di anziani sarebbero Venezia, Lido e Pellestrina, con una percentuale rispetto al totale della popolazione che si aggira intorno al 31,13%. Ma a far preoccupare di più è l’11,2% di questi ultra 65enni che non è autosufficiente. Circa 1,5 milioni di anziani nel veneziano, infatti, non sono in grado di svolgere azioni quotidiane in autonomia ed altri 4 milioni hanno comunque bisogno di assistenza.

 

Come rendere più semplice e sicura la vita di coloro che vivono da soli?

Sicuramente tramite l’installazione all’interno della propria abitazione di macchine o servizi in grado di rendere più semplici le azioni di tutti i giorni, permettendo di spostarsi all’interno di casa propria in tutta sicurezza ed autonomia. Per aiutare i propri pensionati il comune di Venezia, grazie alla legge regionale 16/2007, prevede inoltre dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche come per l’installazione in edifici privati di montascale in tutto il comune di Venezia.

 

Cosa sono i montascale e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di istallarne uno in casa?

I montascale sono sicuramente la soluzione più comoda ed utilizzata per abbattere barriere architettoniche come rampe di scale, sia in edifici privati che pubblici. È possibile trovare sul mercato due tipologie di montascale: quello a poltroncina pensato per tutti coloro che hanno difficoltà nel camminare e soprattutto nel salire le scale; e quello a piattaforma che è studiato per tutti coloro invece che si muovono su sedia a rotelle.

 

Uno dei tanti vantaggi di questo strumento è che può essere installato sia su scale interne che su scale esterne, siano esse dritte o curve, offrendo così la possibilità a chiunque di muoversi in tutta tranquillità dentro casa ma anche di uscire all’aperto a prescindere dalle caratteristiche fisiche dell’abitazione.

 

Ciò che rende il montascale fondamentale per chi ha problemi motori più o meno gravi, però, è sicuramente la capacità di prevenire le cadute dalle scale e di permettere alle persone su sedie a rotelle di spostarsi liberamente in casa propria.

 

L’utilità dei servoscala, inoltre, è anche quella di spostare e trasportare oggetti da un piano e l’altro della casa al posto nostro. Qualità molto utile non solo per quanto riguarda oggetti pesanti, ma anche oggetti ingombranti che limitano la visuale rischiando di far cadere la persona dalle scale, sia in salita che in discesa.

 

Bisogna considerare, inoltre, che gli ultimi modelli di montascale, sono anche salva-spazio, lasciando così la superficie necessaria per l’utilizzo regolare della scala e non hanno bisogno di lavori né di muratura né all’impianto elettrico in quanto vengono installati direttamente sulla ringhiera della scala e sono alimentati tramite batteria interna che permette il suo funzionamento anche in caso di assenza di corrente.

 

L’unico svantaggio, se così si può chiamare, di questo strumento è che, se installato senza una vera necessità, come per esempio per persone anziane che riescono ancora a muoversi in autonomia, può causare una sorta di “impigrimento” causando così problemi a livello psico-emotivo.

 

Ma quanto costa installare un montascale?

Il costo di un montascale varia in base alla tipologia e alla sua destinazione, quindi se deve essere installato su scala dritta (dai 4.000 ai 7.000 ), su scala curva (dai 9.000 ai 15.000 ) o su scale esterne (dai 5.000 ai 6.000 ).

 

Anche se il costo può sembrare piuttosto elevato, esistono delle norme che prevedono delle agevolazioni fiscali per persone con disabilità fisica o per chi ne ha a carico una, per l’abbattimento di barriere architettoniche e per le ristrutturazioni abitative.

 

Infatti è possibile detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dell’intera spesa sostenuta per tutti i contribuenti che fanno parte della categoria delle persone disabili, con una minorazione fisica, psichica o sensoriale, con difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, e anche per tutti coloro che hanno fiscalmente a carico la persona portatore di handicap.

 

Anche il Bonus Ristrutturazioni 2019 permette di detrarre un importo pari al 50% su una spesa massima di 96.000 € per singola unità immobiliare per la realizzazione di opere volte ad abbattere le barriere architettoniche, sia in edifici privati (inclusi i condomini) sia in edifici pubblici.

 

Inoltre, come già accennato poc’anzi, anche il comune di Venezia prevede dei contributi per l’abbattimento di barriere architettoniche che possono essere richiesti per:

• la realizzazione di opere intese a rendere fruibili gli edifici pubblici e privati e gli spazi aperti al pubblico;

• la realizzazione di opere intese a rendere fruibili gli edifici privati di civile abitazione;

• l’acquisto di facilitatori della vita di relazione;

• l’adeguamento dei servizi di trasporto pubblico locale;

• l’adattamento dei mezzi di locomozione privati.

 

Tali contributi, tra l’altro, possono essere cumulati con altri contributi erogati per gli stessi motivi ma solo fino a totale copertura della spesa sostenuta.

 

I contributi, che possono essere richiesti da enti pubblici, aziende di servizi di trasporto pubblico locale, soggetti privati proprietari di servizi pubblici e persone con disabilità (o chi li hanno fiscalmente a carico) devono essere richiesti tramite domanda di contributo che, in caso di soggetti pubblici deve essere inviata alla provincia di appartenenza mentre, in caso di soggetti privati, al comune di residenza.

Mercoledì mattina, a palazzo Balbi, gli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, insieme ai tecnici delle due aree, hanno incontrato i rappresentanti del Comitato “Mamme No PFAS” per fare il punto della situazione rispetto alle azioni messe in atto per affrontare le problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) relativo ad alcune aree delle province di Vicenza, Verona e Padova.

 


Il comitato è stato rassicurato sul fatto che la bonifica del sito Miteni sarà eseguita dalla Regione, considerato che il curatore fallimentare ha comunicato che non dispone di fondi e che il Comune di Trissino, a cui spetterebbe, non può farsene carico da solo. Venetoacque è stato già incaricato di procedere alla progettazione del potenziamento della barriera idraulica. Allo stato attuale non è possibile però intervenire perché il sito è sotto sequestro, anche se risulta che la barriera è funzionante. Va ricordato che nella zona si beve acqua filtrata a PFAS zero e che la Regione ha posto i limiti più restrittivi in Europa, sia nell’acqua potabile che negli scarichi.

 

È stato ribadito ai rappresentanti del Comitato che la Regione è a loro disposizione per i dati di campionamento e, soprattutto, è al loro fianco nella lotta ai PFAS. Il Veneto è peraltro l’unica Regione a essersi mossa dopo la segnalazione del CNR nel 2013, come emerso anche ieri in Parlamento nella risposta a un’interrogazione parlamentare in materia.

 

Sul piano sanitario, l’attività di screening sta procedendo come programmato, così come sta proseguendo la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il ministero della Salute. I dati raccolti nel corso delle attività di screening sulla popolazione delle aree interessate dall’inquinamento saranno condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità, presso il quale è stato attivato un tavolo di lavoro nazionale sul tema dei PFAS. Il report di sintesi con le attività svolte dall’area sanitaria fino al 31 dicembre 2018 sarà diffuso a breve, mentre il bollettino periodico con i dati relativi al piano di sorveglianza, aggiornati a marzo 2019, sarà pubblicato nei prossimi giorni. Sono iniziati i controlli sui bambini di 9-10 anni che sono stati convocati dalle aziende sanitarie; nel frattempo, sono in corso approfondimenti specifici che hanno prodotto azioni concrete come, ad esempio, l’offerta del controllo ecografico tiroideo alle donne fra i 20 ed i 30 anni che hanno aderito al Piano di sorveglianza.

 

Per quanto riguarda le matrici alimentari, è stato spiegato che, dopo la pubblicazione della nuova opinione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che ha ridotto drasticamente la dose settimanale tollerabile di PFOA e PFOS, è stato immediatamente attivato un confronto con l’Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultimo ente, con il supporto della stessa EFSA, sta aggiornando la valutazione del rischio sulla base dei dati di contaminazione degli alimenti raccolti nella campagna di monitoraggio del 2017. I risultati di tale rivalutazione, secondo quanto dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità, dovrebbero essere pronti entro qualche settimana e saranno resi disponibili secondo il principio di massima trasparenza e collaborazione sempre adottato.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle di Venezia in merito al declassamento dell’ospedale Civile di Venezia, un argomento di cui il nostro giornale si è occupato la scorsa settimana. La Regione, sostiene il Movimento, deve rispettare la specificità di Venezia e delle isole della laguna.

 

 

Il comunicato stampa del M5S

Il Piano Socio Sanitario della Regione Veneto 2019-2013 approvato con LR n. 48 del 28.12.2018 all’art 4 prevede che “la Regione garantisce e cura assistenza e servizi socio sanitari in modo uniforme, appropriato e responsabile su tutto il territorio regionale in conformità a quanto previsto dall’art 15 della Legge statutaria regionale L.R. n1/2012, le specificità del territorio bellunese, del Polesine e lagunari”.

 

In una mozione presentata al Sindaco dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle veneziano mette in evidenza come la Regione Veneto nella redazione delle schede ospedaliere allegate al PSSR Veneto non abbia tenuto in nessun conto la specificità di Venezia riconosciuta invece per gli ospedali degli ambiti montani e per il polesine.

 

“Questa mancata considerazione della specificità del territorio lagunare veneziano ha di fatto portato al declassamento dell’Ospedale Civile di Venezia da ospedale di rete a ospedale di base, laddove nei fatti l’Ospedale Civile è chiamato a fornire servizi di rete a una comunità insediata su un territorio ad alta specificità dovuta alla sua morfologia, alla complessità dei trasporti, ai tempi di percorrenza ed alla massiccia presenza di turisti durante tutto l’anno”.

 

“La causa del declassamento dell’Ospedale – dichiara la capogruppo del M5S Elena la Rocca – non può essere certo attribuita ai cittadini che denunciano il calo dei residenti nel centro storico e nelle isole, come invece ha dichiarato il Sindaco Brugnaro in Consiglio Comunale, il quale sostiene che siano proprio i cittadini con il loro gridare al lupo, al lupo la causa dei tagli della Regione in materia di sanità”.

 

Questo declassamento comporta una perdita di operatori sanitari, la conseguente chiusura di reparti ospedalieri e in genere lo scadere drammatico del livello degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture sanitarie pubbliche dedicate all’assistenza per l’assistenza ospedaliera nel centro storico e nelle isole lagunari.

 

I cittadini veneziano stanno soffrendo di questa decisione, tanto da essersi mobilitati massicciamente in varie forme che i consiglieri del Movimento 5 Stelle sosterranno, chiedendo alla amministrazione comunale e in particolare al Sindaco – quali tutori della qualità del servizio reso ai cittadini a difesa della salute – di riconoscere la gravità della decisione presa dalla Regione. Chiederanno altresì a quest’ultima di rivedere subito le schede ospedaliere, partendo dal riconoscimento e dalla salvaguardia delle specificità territoriale di Venezia e delle isole della Laguna, allo scopo di garantire servizi socio sanitari appropriati alle necessità di cura e salute della comunità veneziana, del centro storico e delle isole.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni