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Accordo della Cisl con Rbm e Previsalute per garantire cure e assistenza

 

Sottoscritto dopo una lunga trattativa con una delle più grandi compagnie specializzate nell’assicurazione sanitaria un accordo che garantisce a pensionati e lavoratori in partita Iva una fetta di welfare a costi accessibili per i redditi medio-bassi. Primo sindacato in Italia, la Cisl Belluno Treviso ha siglato un piano sanitario con RBM e Previsalute per permettere una copertura sanitaria integrativa a 360 gradi e a tariffe agevolate ai pensionati, con particolare riferimento all’assistenza in caso di non autosufficienza, e ad alcuni fra i lavoratori meno tutelati del mercato, ossia i freelance e le piccole Partite Iva. Gli iscritti della Cisl potranno finalmente accedere a costi accessibili ad una assicurazione sanitaria che offrirà loro una integrazione reale ai livelli di assistenza garantiti dal sistema sanitario regionale, proprio come avviene normalmente per i lavoratori dipendenti attraverso i loro contratti collettivi.

 

“La soddisfazione è enorme – afferma Cinzia Bonan, segretario generale della Cisl Belluno Treviso – perché abbiamo contrattato un accordo innovativo che dà una risposta concreta alla domanda crescente di welfare nella popolazione anziana e in quella più giovane. Per i pensionati da un lato ci sono i lavoratori che, andando in pensione, perdono i benefici contrattuali garantiti dai contratti collettivi di lavoro, dall’altro i pensionati che hanno la necessità di avere maggiori tutele per l’accesso a visite specialistiche e soprattutto una protezione in caso di non-autosufficienza con una indennità specifica per la Long Term Care, mentre per i giovani lavoratori autonomi abbiamo pensato ad un modello come nei fondi sanitari dei lavoratori subordinati a costi assolutamente accessibili per i nostri associati”.

 

Grazie all’ampio numero di assistiti e alla natura no profit del Fondo PreviSalute, il ramo di RBM che eroga i Piani sanitari, la contribuzione presenta tariffe agevolate per i soci Cisl, a partire dai 200 euro all’anno per i lavoratori autonomi e da 100 euro per i pensionati, ed è detraibile fiscalmente fino a 1.300 euro. Si può pagare mensilmente senza interessi, non è prevista alcuna selezione all’ingresso e il fondo garantisce copertura per interventi chirurgici, degenze, terapie, visite specialistiche, ticket, prestazioni odontoiatriche, esami per la prevenzione e invalidità. In particolare, per i pensionati offre un supporto importante in caso di non autosufficienza e – caso unico in Italia – garantisce la copertura assicurativa fino agli 85 anni di età.

 

I piani sanitari integrativi, oltre a comprendere la copertura di patologie rare, puntano anche a garantire un sostengo effettivo alla spesa sanitaria individuale per la cura e la prevenzione. Integrando la rete di strutture sanitarie pubbliche, Rbm Assicurazione Salute mette infatti a disposizione dei lavoratori autonomi e dei pensionati iscritti alla Cisl Belluno Treviso un network qualificato di operatori pubblici e privati presenti in maniera capillare nelle province di Treviso e Belluno. In provincia di Treviso sono 151 le strutture convenzionate fra case di cura, centri medici, diagnostici, di riabilitazione e studi odontoiatrici, per un totale di 536 medici.

 

“Le esigenze della terza età aumentano – commenta Rino Dal Ben, segretario generale della Cisl Fnp Belluno Treviso -, si vive sempre di più ma crescono le cronicità e i bisogni assistenziali di anziani sempre più soli ad affrontare queste problematiche, e dalla Regione Veneto tardano ad arrivare risposte concrete sulla non-autosufficienza, a partire dall’assegnazione di ulteriori quote per i posti letto nelle case di riposo. L’indennità prevista dal Piano Sanitario integrativo in favore degli assicurati con riconosciuta non autosufficienza potrà dare un sostegno fondamentale per il pagamento della retta della casa di riposo o dell’assistenza”.

 

“L’obiettivo – aggiunge Mario Piovesan, componente dello staff tecnico della Cisl Fnp Belluno Treviso – è stato quello di rafforzare il welfare privato per non far venire meno la qualità della vita. Non bisogna dimenticare che quando il lavoratore va in pensione perde completamente la copertura offerta dai fondi contrattuali”.

 

“Con questo accordo la Cisl permette ai freelance di accedere per 50 centesimi al giorno ad una copertura sanitaria integrativa che altrimenti dovrebbero pagare a caro prezzo – sottolinea Hristo Todorov, responsabile di Cisl Partita Iva -. I lavoratori in Partita Iva, più di 45mila nella Marca, sono in costante aumento nelle due province. Nel primo trimestre di quest’anno sono state aperte il 20% in più di partite Iva rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dai 190 lavoratori autonomi che seguiamo a Treviso abbiamo già avuto dei riscontri positivi”.

 

“Il progetto – dichiara l’amministratore delegato e direttore generale di Rbm assicurazione salute Marco Vecchietti – è innovativo sia per le coperture assicurative proposte che a livello sociale. È significativo che si sia sviluppato in una regione con un alto livello di assistenza sanitaria, a conferma che la spesa sanitaria privata va a completare alcuni bisogni più personalizzati di cure e di tutela soprattutto in caso di non autosufficienza”.

Zanoni (PD): “Incredibile, era seguito dai servizi sociali. Servono più risorse a sostegno di queste persone e dei loro familiari”

 

“In una Regione che non perde occasione per sbandierare l’eccellenza del proprio settore sociosanitario è incredibile che possano accadere episodi del genere, con un disabile seguito dall’Ulss che scompare dai radar e la sua morte viene scoperta solo otto mesi dopo grazie all’odore nauseabondo proveniente dall’appartamento dove viveva con l’anziana madre, anch’essa con evidenti problemi mentali. Cosa ha intenzione di fare l’assessore Manuela Lanzarin per evitare il ripetersi di casi così drammatici?”. La richiesta è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha anche presentato un’interrogazione.

 

“Indipendentemente dai doverosi accertamenti della Procura per capire le cause del decesso, è la situazione in sé a essere inaccettabile. Com’è possibile lasciare un disabile grave solo con la madre ottantenne con problemi di salute mentale? Comune e Ulss erano a conoscenza della vicenda, visto che per un breve periodo aveva frequentato il Centro educativo occupazionale diurno (Ceod) Peter Pan. Limitarsi a dire che ne avevano perso le tracce poiché la madre aveva annunciato il trasferimento in un’altra città è una sconfitta per tutto il sistema. La realtà, come denunciato dal presidente del Coordinamento provinciale associazioni handicap di Treviso, è che anche sul versante della disabilità sono stati fatti passi indietro: mancano programmazione e risorse. Non viene aperto un Ceod da 15 anni e non sono previste novità almeno per i prossimi cinque, ma solo nel Trevigiano oltre 100 persone sono in lista di attesa. Zaia continua a rivendicare con orgoglio la sua ‘Regione Tax Free’, ma è la difesa di un Veneto non solidale il cui conto ricade sulle spalle degli ultimi, dei più deboli. Voglio vedere come replicherà l’assessore Lanzarin, ma soprattutto quali interventi e risorse metterà in campo per evitare episodi di estremo degrado sociale e indegni di un Paese civile”.

Tre anni di collaborazione tra Rotary Treviso e ISRAA e la donazione di una nuova attrezzatura per favorire il movimento dei residenti

 

 Ieri, lunedì 10 giugno, con la donazione di un sistema di barre parallele per l’esercizio di attività fisica o riabilitativa, il Rotary Club Treviso ha concluso “Ben-essere a qualunque età”, progetto triennale rivolto ai residenti nella Casa Albergo Salce ISRAA (Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani) di Treviso.

 

Con questa iniziativa, il primo Rotary Club della città – fondato nel 1949 – ha proposto alcuni momenti ricreativi, dedicando agli ospiti della Casa Albergo e ai loro familiari appuntamenti musicali e culturali di qualità e ha donato alcuni attrezzi necessari per l’allestimento di una palestra interna alla struttura, al fine di favorire il movimento degli anziani. Le parallele (lunghe 3 metri) donate in questa occasione si aggiungono, infatti, allo stabilizzatore elettrico per assumere e mantenere la postura eretta donato due anni fa e al lettino professionale per la riabilitazione regalato lo scorso anno “Agli ospiti della casa albergo Salce per il loro benessere presente e futuro”, come recita la targa che il Rotary Club Treviso ha posto all’ingresso della palestra stessa.

 

Il Presidente Luigi Caldato, a nome personale e da parte di tutto l’ISRAA, ha espresso stima e gratitudine nei confronti del Rotary Club Treviso, poiché ha permesso di offrire agli anziani residenti servizi di alto valore riabilitativo all’interno delle strutture dell’Ente.

 

Marina Grasso, presidente Rotary Club Treviso, afferma: «La collaborazione triennale con ISRAA, col suo presidente Luigi Caldato, con la direttrice Laura Lionetti e con tutto il personale della Casa Albergo Salce, è stata una costante molto significativa per il nostro Club, e particolarmente intensi sono stati molti momenti in cui la musica proposta è diventata un formidabile aggregatore e scambiatore di emozioni e ricordi con i residenti della Casa Albergo. Nel ringraziare la nostra socia e responsabile dei progetti di servizio Caterina Passarelli che si è generosamente adoperata sia per organizzare tutti gli spettacoli sia per scegliere in accordo con gli operatori ISRAA le attrezzature per la piccola palestra, sono anche felice annunciare che il mio successore, Aldo Baruffi – che come da tradizione rotariana entrerà in carica il 1° luglio prossimo – continuerà ad impegnarsi per il benessere degli anziani trevigiani con nuovi progetti».

AAA cercasi con urgenza direttori di struttura, personale amministrativo, medici geriatri, infermieri, fisioterapisti, operatori sociosanitari, assistenti sociali, psicologi, educatori, podologi, cuochi e personale ausiliario da impiegare subito nelle strutture del gruppo “Sereni Orizzonti”, l’azienda leader in Italia nella costruzione e gestione di residenze sanitarie assistenziali per anziani non autosufficienti.

La richiesta pressante non riguarda soltanto 350 nuove assunzioni a tempo pieno ma anche ben 1.200 posizioni da sostituire durante le ferie estive (giugno-settembre).

In un contesto economico contrassegnato dalla stagnazione degli investimenti e da un basso indice di occupazione, il settore labour intensive dell’assistenza socio-sanitaria alle persone anziane gode viceversa di ottima salute. Il gruppo friulano guidato da Massimo Blasoni vive in particolare un processo di grande espansione, nazionale e non (lo scorso mese ha acquisito due RSA in Baviera, ad Augusta e a Schliersee). “Sereni Orizzonti” è primo in assoluto per tasso di crescita nel settore in Italia: da ormai cinque anni il fatturato registra infatti un incremento annuo del 30% e quest’anno supererà i 200 milioni di euro.

Le città di interesse

Oltre a quelle di prossima apertura a Macomer (Nuoro) e a Genova Sestri Ponente, le RSA per le quali è più urgente la richiesta di personale – soprattutto per quanto riguarda infermieri, fisioterapisti e operatori sociosanitari – sono quelle in provincia di Udine (nello stesso capoluogo oltre che ad Aiello del Friuli, Gemona del Friuli, Pasian di Prato, Percoto, Risano e San Giovanni al Natisone), di Gorizia (a Pieris-San Canzian d’Isonzo), di Venezia (a Cinto Caomaggiore), di Firenze (a Firenzuola, Dicomano e Pelago), di Roma (a Riofreddo), di Torino (a Frossasco, Carmagnola, Piobesi Torinese, Piverone, San Mauro Torinese, Settimo Vittone, Vinovo e Volvera), di Alessandria (a Litta Parodi, Spinetta Marengo e Terzo), di Asti (a Rocchetta Tanaro), di Biella (a Viverone e a Ronco Biellese), di Cuneo (a Bra, Dogliani, Lequio Tanaro, Manta e Rocchetta Belbo), di Novara (a Momo) e di Vercelli (ad Albano Vercellese, Crescentino e Borgo d’Ale).

Come candidarsi

Grazie alle ultime acquisizioni e alle prossime inaugurazioni, il gruppo “Sereni Orizzonti” supererà nelle prossime settimane le 80 RSA in Italia, per complessivi 5.600 posti letto. Le occasioni di lavoro per persone capaci e motivate davvero non mancano: i curricula possono essere inviati a [email protected] oppure compilando il form al seguente all’indirizzo.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di considerazione di Daniele Giordano, Segretario confederale CGIL Venezia, sulla situazione del

 

“Apprendiamo dalla stampa delle elevate temperature percepite all’interno dell’Ospedale dell’Angelo con l’arrivo dei primi caldi. Ancora una volta, il principale presidio della Ulss sale agli onori della cronaca non per esempi virtuosi di assistenza ma per le sue gravi difficoltà e carenze strutturali – dichiara Daniele Giordano, Segretario confederale della Cgil veneziana. – Assistiamo a un continuo correre ai ripari per correggere il progetto fallimentare della costruzione di questo ospedale, accompagnato dagli annunci di nuovi progetti per pensare a come ricondurre questa struttura a misura del cittadino/paziente, non ultimo quello di un sistema di climatizzazione diffusa fermo per via dei costi elevatissimi di realizzazione per via della conformazione dell’Ospedale.
Tutto questo dimostra il fallimento del progetto di finanza e ancora una volta dimostra come l’affare l’hanno fatto i costruttori e i progettatori, che stanno beneficiando di una rendita trentennale senza rischi e senza ripercussioni negative sul piano delle responsabilità. Perché, ovviamente tutte queste misure tampone, vengono scaricate sulle casse pubbliche.
È inoltre preoccupante l’assenza di Azienda Zero che, a detta dei suoi ispiratori, avrebbe vigilato sulle inefficienze dei progetti di finanza e posto un argine all’utilizzo delle risorse pubbliche. Come CGIL ci chiediamo come sia possibile che dopo tutte le numerose denunce del Direttore Generale Dal Ben l’Azienda Zero, non abbia ancora aperto un vero e proprio
contenzioso nei confronti dei responsabili di questa situazione.
Continuano a spendere risorse per adeguare una struttura che ha solo 10 anni – conclude – e non si pensa a provvedimenti definitivi che potrebbero mettere fine a questa emorragia di risorse che potrebbero essere spese meglio”.

L’associazione Il Pesco di Mogliano, guidata da Giuliana Tochet, è sempre più attiva e attenta alle esigenze dei malati di Alzheimer.

La Tochet, che con la sua associazione assiste tutte le mattine ed anche per due pomeriggi a settimana i colpiti dal morbo di Alzheimer e da demenza senile a lei affidati, ha voluto fare ora un regalo ai parenti degli ammalati che frequentano il Centro Sollievo per le Demenze Degenerative.

Ha quindi portato i suoi assistiti a Monguelfo in Val Pusteria in una casa per ferie che possiede tutti i confort necessari a questo tipo di ammalati.

“È una esperienza fantastica – afferma la Tochet – che ripeterò volentieri anche in futuro. Il posto è stupendo ed è perfettamente adeguato alle esigenze dei miei assistiti”.

Magnifica iniziativa della sempre presente e attivissima Presidente dell’associazione Il Pesco.

 

Sono 53 le nuove auto di servizio destinate agli operatori socio sanitari di assistenza domiciliare tutelare della Fondazione Venezia Servizi alla Persona, per migliorare il servizio a favore delle persone anziane fragili e disabili assistite.

 

Si tratta di 53 autovetture di servizio, modello Panda in GPL a basso impatto ambientale, che consentiranno di rendere autonomi ed efficaci i servizi di assistenza degli operatori socio sanitari di Fondazione Venezia Servizi alla Persona nel territorio della terraferma del Comune di Venezia. Grazie a queste nuove macchine, il personale durante l’attività di assistenza domiciliare alle persone anziane e disabili non sarà più costretto a utilizzare il mezzo privato per spostarsi.

 

La cerimonia di consegna ufficiale si svolgerà oggi, martedì 4 giugno, alle 15.00, nella sede di Lease Car Broker srl (in via Orlanda 219) a Tessera.

 

Alla cerimonia interverranno: Simone Venturini, assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia; Claudio Beltrame, presidente di Fondazione; Luigi Polesel, presidente di IRE; Laura Besio, presidente dell’Antica Scuola dei Battuti; Don Fausto Bonini per la benedizione delle autovetture.

 

“Pensiamo che dotare il personale di nuove auto sia un gesto di attenzione nei confronti dei dipendenti – afferma Gianangelo Favaretto, Direttore di Fondazione – scelta orientata sia a migliorare le condizioni lavorative degli operatori socio sanitari, che non useranno più i propri mezzi, sia a migliorare il servizio garantito ai cittadini assistiti”.

 

 

Chi è la Fondazione Venezia Servizi alla Persona

La Fondazione Venezia Servizi alla Persona è stata fondata nel 2014, il collegio dei fondatori è composto da due fondatori: IPAB “Antica Scuola dei Battuti” – Ente per la gestione di Servizi alla Persona – e IPAB “Istituzione di Ricovero e di Educazione” – IRE .

 

La Fondazione è iscritta all’Albo di soggetti accreditati nel Comune di Venezia presso i quali i cittadini possono richiedere l’erogazione degli interventi di Assistenza Tutelare, cioè le prestazioni socio assistenziali previste dal “Regolamento dei servizi di Assistenza Tutelare e Cure Familiari”.

Oggi la Chirurgia Laparoscopica si è ampiamente diffusa e trova applicazione in sempre maggiori patologie rappresentando il gold-standard nelle nostre sale operatorie. Caring & Technology  è il tema dell’evento organizzato da A.I.C.O. (Associazione Italiana Infermieri di Camera Operatoria) Società Scientifica che si tiene domani 25 Maggio 2019 presso Park Hotel Villa Fiorita, a Monastier di Treviso.

Convegno

Un convegno al quale parteciperanno esperti del settore e durante il quale verrà approfondito l’aspetto assistenziale riferito al percorso di preparazione all’intervento. Verrà posta l’ attenzione alle problematiche che affrontano i pazienti nel percorso chirurgico; evidenziando il buon Caring nella pratica infermieristica unito all’aspetto tecnologico in continua evoluzione sia di materiali che tecniche chirurgiche sempre meno invasive.

Cos’è laparoscopia

La tecnica chirurgica laparoscopia permette di risolvere problematiche rilevanti; facendo questo con un impatto estetico importante in termini di incisioni cutanee e di risultato fisico come nella chirurgia bariatrica. L’intervento chirurgico (come ad esempio il By-pass gastrico) è molto efficace nel determinare una perdita di peso significativa nel lungo termine in caso di obesità.

La situazione in italia

 

In Italia l’eccesso di peso ha dei contorni preoccupanti, come indicato dall’ultimo rapporto Osservasalute, nel 2018 un terzo della popolazione italiana di età pari o superiore ai 18 anni era in sovrappeso e una persona su dieci soffriva di obesità (10,5%). Tra i bambini la quota di eccesso ponderale era del 24,2%. I due terzi dei soggetti obesi patologici che hanno scelto un intervento bariatrico riescono a non recuperare almeno il 50% del peso in eccesso nell’arco di 10 anni.

Temi

Nel corso della giornata verranno approfonditi rilevanti interventi specialistici; gestiti con tecnica laparoscopia a livello urologico, ginecologico ed addominale (fegato ed intestino-colon) documentati da Professionisti che lavorano in centri di eccellenza  e condivideranno le loro conoscenze ed esperienze. Queste tecniche chirurgiche permettono una rapida ripresa dell’autonomia unito ad un elevato controllo del possibile dolore post-operatorio.

Organizzazione

Nell’organizzare questo evento, il Comitato Scientifico di AICO Triveneto, intende mantenere fede alla mission di AICO; ovvero promuovere la formazione, migliorare le conoscenze degli Infermieri di Area Chirurgica e di Sala Operatoria, la nostra evoluzione professionale, che si traduce nell’agire quotidiano di noi Infermieri di Camera Operatoria.

Il vastissimo mondo di sofferenza e di impegno sanitario e sociale che ruota attorno a una serie di gravi patologie riassunte con il termine “demenze” ha per la prima volta in Italia una “Mappa delle Demenze” che, cliccando sul sito http://demenze.regione.veneto.it, mette in contatto, raccorda e condivide informazioni utili, sia per il cittadino che per i sanitari e i professionisti del sociale, creando una condivisione immediata tra i diversi protagonisti del settore e guidando malati e famiglie nel difficile percorso per curare al meglio e accompagnare con tutti i mezzi chi soffre di queste patologie.

 

 

La Mappa, operativa da oggi e già utilizzabile da tutti

 

È stata presentata oggi nella sala convegni dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre gremita da 450 persone. Alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore regionale alla Sanità, dei Dg dell’Azienda Zero, Patrizia Simionato, e dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, della dottoressa Cristina Basso, dell’Unità Operativa Complessa Servizio Epidemiologico Regionale e Registri di Azienda Zero, della Presidente del Gruppo di Lavoro Europeo per le Demenze Helen Rochford-Brennan, scienziata malata di Alzheimer il cui intervento è stato particolarmente toccante e applaudito.

 

L’occasione per questa “prima nazionale” è stato il convegno “Un nuovo Approccio alla Demenza, una Mappa a Supporto del PDTA” (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale nelle demenze).

 

Il sito

Il sito è composto da un’ampia serie di sezioni, di facile riconoscibilità e accesso, dedicate a Medici di Medicina Generale, Pazienti, Famiglie e Caregiver, Assistenti Sociali, Infermieri, Specialisti dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, Medici Ospedalieri, Psicologi, Operatori Sociosanitari.

 

Le parole dell’Assessore Lanzarin

“E’ una svolta nella cultura rivolta alle demenze; un grande mondo dove trova applicazione il nostro ‘credo’ dell’integrazione tra sanitario e sociale con la quale affrontiamo patologie gravi, spesso devastanti, che richiedono l’attività di una vera e propria rete che si occupa dell’intero percorso assistenziale e terapeutico; dalla prima diagnosi alle cure palliative. E mette assieme i sanitari, gli operatori sociali, i malati e le famiglie, che nella Mappa trovano un mezzo di dialogo, di condivisione e di reperimento delle informazioni necessarie. Siamo di fronte a patologie in espansione che dobbiamo e vogliamo affrontare con l’inclusione, la condivisione, la rete, di cui questa Mappa è un esempio innovativo nel quale crediamo molto”.

 

Impostazione condivisa da Helen Rochford-Brennan che si è detta “entusiasta dell’approccio inclusivo dato dal Veneto alle demenze. L’approccio giusto, che dovrebbe essere universale in tutto il mondo, mentre ancora assistiamo, in alcuni casi, a una sorta di ghettizzazione del malato, come in Svezia, dove è stato realizzato un ‘demenza village’ da dove la persona, una volta entrata, non esce più, avendo perso la casa, i rapporti sociali con l’esterno, il contatto con la realtà. Abbiamo bisogno di aiuto come state facendo in Veneto, non di recinti”.

 

La realtà delle demenze in Veneto parla 66.147 malati calcolati con il censimento Istat del 2017, dei quali 63.458 con più di 65 anni e 2.689 con meno di 65 anni. In Italia, il numero sale a un milione 241 mila persone colpite, il 50-60% delle quali dall’Alzheimer.

 

Lo scenario veneto

 

La rete del Veneto mette assieme tutti gli operatori del settore; dai medici di medicina generale agli specialisti, i reparti ospedalieri, i servizi territoriali (141 Centri per il Sollievo con 272 Comuni coinvolti, 125 Centri Diurni con 1.769 posti disponibili, 31 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze – CDCD con 109 specialisti a disposizione), e le famiglie dei malati.

 

Nell’ottica di una presa in carico integrata, continuativa e multidisciplinare, centrata sui bisogni della persona, il nuovo PDTA del Veneto riconosce alle persone con demenza diritti; ovvero accesso a interventi integrati: dal diritto all’inclusione sociale al diritto alla vita indipendente, alla riabilitazione, al lavoro, all’assistenza domiciliare, e così via. Tutti questi riconoscimenti sono stati introdotti dal Piano Globale di Azione approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 e per la prima volta sono stati integrati in un documento istituzionale che si allinea ai Piani demenza più all’avanguardia in ambito internazionale.

 

 

La Mappa web

Creata a supporto di questo importante documento, è in realtà una vera e propria biblioteca vivente di riferimento. Progettata con il duplice obiettivo di far conoscere agli operatori sociali e sociosanitari i propri ambiti di azione e i punti di accesso diagnostici, terapeutici e assistenziali; allo stesso tempo mette le famiglie nelle condizioni di potersi informare e accedere tempestivamente ai servizi disponibili sul territorio, attraverso percorsi chiari e definiti e informazioni autorevoli e facilmente accessibili.

L’associazione Il Pesco di Mogliano, di cui ne è fondatrice e Presidente Giuliana Tochet, ha ormai raggiunto notorietà e apprezzamento extracomunali. La sua meritevole attività consiste principalmente nel Progetto Sollievo Alzheimer, che si riferisce in particolare a chi è affetto dalle malattie di Alzheimer, Parkinson, demenza senile, depressione cronica e alle espressioni morbose di non autosufficienza.

 

Il Presidente de Il Pesco, Giuliana Tochet, da noi raggiunta in occasione di un importante riconoscimento, ha dichiarato: “Il 26 marzo scorso l’UNUCI sezione di Treviso, mi ha comunicato con una lettera che il Consiglio direttivo aveva deliberato di concedere il prestigioso “Premio Bontà città di Treviso” all’associazione il Pesco di cui sono fondatrice e Presidente. Questo prestigioso premio viene dato dall’UNUCI ogni anno alle associazioni più meritevoli della provincia di Treviso.

 

Quest’anno è stato assegnato al Pesco, e ne sono molto fiera. Ho portato quasi tutti i volontari alla premiazione, sono 23 persone formate con corsi specifici per malati di mente. Ora si può veramente parlare di una squadra che risponde alle esigenze del territorio per qualsiasi forma di demenza degenerativa. Ad oggi gli assistiti sono 37″.

 

La Tochet informa anche che “di diritto”, ai sensi della nuova legge regionale, possono essere inseriti  malati provenienti anche da altri comuni del trevigiano.

 

“Per tre anni Il Pesco è rimasto senza un assistente comunale di supporto come prevedeva la legge e, ora che c’è, devo constatare che dal Comune di Mogliano non arriva più nessuno. Voglio ricordare che abbiamo offerto cinque anni di lavoro a favore della comunità e Il Pesco opera volontariamente e con un servizio gratuito. Oltre al Centro Sollievo aperto tutte le mattine, apriamo tre pomeriggi alla  settimana e assistiamo anche persone in età molto avanzata. Due assistiti hanno ben 95 anni. Riteniamo di essere un grande supporto perché gli anziani escono dalla solitudine della loro casa e amorevolmente seguiti da persone esperte”, conclude Giuliana.

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