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Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di una nostra lettrice, che ci segnala il caso della madre, sottoposta a vaccinazione, e la mancanza di trasparenza riscontrata

 

Segnalo il caso avvenuto a mia madre, D. D. classe 1942, che è stata vaccinata con prima dose lo scorso marzo.

La convocazione è avvenuta tramite sms due giorni prima, con l’invito a presentarsi presso il centro vaccinale della Marca Trevigiana.
All’epoca mio padre, suo marito e convivente, classe 1941 (quindi rientrante nella coorte degli 80 anni) era già stato convocato e vaccinato con Pfizer. Ci siamo chiesti come mai venisse convocata direttamente anche mia madre e abbiamo pensato fosse stato sia in quanto convivente sua, sia per far fronte alla cancellazione di molte adesioni che avevano lasciato posti vuoti da rimpiazzare (era il periodo delle molte rinunce dovute alla notizia del ritiro dei lotti Astrazeneca).

 

Quel giorno mia madre si è presentata ed è stata vaccinata, ma complice forse la molta confusione e l’affollamento (ha dovuto aspettare per due ore il suo turno, in fila con una moltitudine di persone), le cose non sono proprio andate nel migliore dei modi.

 

Al momento dell’anamnesi ha richiesto al medico quale vaccino le sarebbe stato inoculato e le è stato risposto in modo evasivo che non si doveva preoccupare, in quanto tutti uguali. La sua domanda mi pare fosse più che lecita e trovo poco corretta la risposta data. Forse si temeva una rinuncia e si è voluto evitare il problema, ma soprattutto dopo tanta attesa, di certo mia madre non si sarebbe rifiutata, era semplicemente suo diritto sapere.

Successivamente è passata alla postazione dell’iniezione e qui le è semplicemente stato detto che sarebbe stata contattata per il richiamo entro 3/4 settimane.

 

Basandoci quindi sul tempo d’attesa comunicato e non avendo ricevuto altre informazioni o certificazione, abbiamo ipotizzato le fosse stato somministrato Pfizer.
Abbiamo atteso la nuova convocazione e poi, essendo ormai passate le 4 settimane, ho chiamato il servizio telefonico del centro vaccinazioni.

 

Dopo innumerevoli tentativi, oggi [ieri per chi legge, ndr] finalmente sono riuscita a parlare con un’operatrice che, gentilmente, è andata a controllare i dati a loro disposizione, dai quali risulta mia madre abbia ricevuto Astrazeneca e sarà convocata per il richiamo a giugno. Devo dire che la persona che mi ha risposto al telefono è stata molto collaborativa e si è anche scusata per la confusione avvenuta il giorno della vaccinazione.

 

Mia madre ormai si era convinta di essere stata vaccinata con Pfizer e, alla luce anche delle notizie che si sono susseguite in questi ultimi giorni riguardo Astrazeneca, quando le ho confermato che aveva ricevuto quel vaccino si è molto agitata e anche molto arrabbiata per il trattamento subito e ora non ne vuole sapere di andare a fare il richiamo quando sarà il momento. Visto che le era stato detto sarebbe stata richiamata entro poche settimane, sta persino dubitando abbiano inoculato la fiala giusta o abbiano registrato correttamente il vaccino utilizzato nella sua scheda. Si sente presa in giro e ha perso fiducia nel sistema. La fiducia invece è fondamentale in questo momento. Capisco la concitazione di questa fase, ma mia madre non intendeva tirarsi indietro il giorno della vaccinazione quando ha chiesto il tipo di vaccino, voleva solo essere informata. E ora questa mancanza di trasparenza la fa dubitare di tutto.

 

Spero si ponga più attenzione su questo aspetto, soprattutto nei confronti delle persone anziane che magari hanno meno strumenti a disposizione per affrontare queste situazioni.

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Da oggi, la Asl Roma 6 entra a far parte delle 13 strutture identificate dalla Regione Lazio per operare la somministrazione degli anticorpi monoclonali (Mabs) anti Covid-19 a pazienti risultati positivi all’esordio della malattia, con sintomi lievi-moderati e specifici fattori di rischio.

 

Cosa sono i monoclonali?

Si tratta di anticorpi prodotti grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica, specifici contro un solo antigene (in questo caso la proteina spike del virus Sars-CoV-2).

 

“Nell’ultimo anno – afferma il direttore generale di Asl Roma 6, Narciso Mostarda – la pandemia ha messo a dura prova la tenuta delle strutture ospedaliere” e ha determinato “la creazione di posti letto dedicati che hanno inevitabilmente ridotto le risorse per le altre patologie, con squilibri nella gestione di malattie croniche, acute e nella diagnosi precoce di malattie severe”.

 

Come riposta il quotidiano SIR, la situazione di emergenza che si è venuta a creare ha spinto la ricerca scientifica a concentrarsi su due fronti: la prevenzione, con lo sviluppo dei vaccini, e la terapia, con farmaci utili a evitare la progressione della malattia verso una forma più severa e a rischio vita.

 

Gli studi effettuati finora suggeriscono che l’utilizzo dei Mabs anti-Sars-CoV-2 in contesti precoci risulti associato al calo delle ospedalizzazioni, delle visite e degli accessi in Pronto soccorso.

 

“Con l’attivazione del Centro per la somministrazione degli anticorpi monoclonali – conclude Mostarda – l’Ospedale dei Castelli entra a far parte di un network di Istituti di ricerca e di Università che partecipano alla fase iniziale della somministrazione di cure innovative per la popolazione”.

 

Fonte: www.agensir.it

Chiamata diretta alla vaccinazione per i nati nell’anno 1936 della provincia di Treviso: domenica prossima saranno vaccinate le circa 4.800 persone che compiranno gli ottantacinque anni nel corso del 2021. Nei 4 centri vaccinali: Villorba, Riese Pio X, Godega di Sant’Urbano e Oderzo dalle ore 8 per i nati nel mese di gennaio e poi via via nelle ore successive per gli altri mesi. Una maratona non-stop dalle ore 8 alle 20 a….100 all’ora! Sì perché, se si dividono equamente le 4.800 persone per i 4 centri vaccinali (1200 cad.) e il risultato per i 12 mesi dell’anno, che corrispondono alle 12 ore di vaccinazione, il risultato è 100 l’ora! Numeri a parte, è un’iniziativa per velocizzare i tempi delle chiamate.

 

Il Presidente Luca Zaia l’ha presentata oggi durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera. È facile notare come i vecchi sistemi, come ad esempio “l’editto” si rivelino ancora efficaci.

 

Silvia Moscati

Saranno nuovamente chiuse, e proseguiranno la didattica a distanza, le scuole superiori e le classi seconda e terza media del Veneto Orientale, dell’Alta Padovana e del distretto di Asolo (VI).

 

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha lasciato che fosse la dottoressa Francesca Russo, Direttore Sanità e Prevenzione Veneto, a spiegare come stesse realmente la situazione epidemiologica. “Abbiamo visto che alcuni distretti hanno incidenza superiore a 250 contagi ogni 100.000 abitanti, questo comporta secondo l’ultimo DPCM, alcune misure restrittive. Tre realtà: l’Alta Padovana, il distretto di Asolo e il Veneto Orientale superano questa soglia dunque le scuole dalla seconda media compresa, fino alle superiori andranno in didattica a distanza, non da domani mattina. Daremo il tempo a scuole e famiglie per organizzarsi. Partiremo all’incirca giovedì. In questa fase le scuole dell’infanzia e le elementari non verranno toccate dal piano di chiusure”.

 

Intanto, secondo il bollettino di oggi, continua, anche se di poco, a salire la pressione sugli ospedali, sia in area non critica che in terapia intensiva.

 

Il Presidente Zaia ha confermato che l’unica soluzione saranno le vaccinazioni di massa.

“Se ci arrivano le dosi noi vacciniamo tutti i veneti entro l’estate” ha promesso il Governatore Zaia.

 

Silvia Moscati

“Stiamo attraversando una turbolenza ma vi assicuro che atterreremo” ha detto il Presidente Luca Zaia ieri, durante la consueta conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile. Alla fine, non ha specificato quando potrà accadere né quanti danni, a cose e persone procurerà questa turbolenza, perché nessuno lo può sapere.

 

Oggi, il Presidente Zaia, sempre durante la consueta conferenza stampa, ha dato per certo il passaggio del Veneto da zona gialla a zona arancione, in base al dato dell’RT ormai salito a 1,12. Inoltre, nelle ultime 24 ore ci sono stati 1.487 contagi, con un’incidenza pari al 3,62%.

 

“Ho sentito il ministro Speranza stamattina – ha detto Zaia – di certo ci sono regioni più in sofferenza di noi e a livello nazionale l’Italia si sta colorando sempre di più di arancione, arancione scuro e rosso. È innegabile che davanti a questa infezione la prima preoccupazione vada ai ragazzi e alle loro famiglie” ha sottolineato Zaia.

 

Silvia Moscati

Questa mattina il Presidente della Regione Luca Zaia durante il consueto punto stampa dalla sede della Protezione Civile a Marghera, ha confermato che i dati dell’andamento dell’emergenza Covid sono da “zona gialla”.

 

Continua il trend in discesa negli ospedali con – 49 pazienti nell’area non critica e – 2 nelle terapie intensive mentre sono  657 i nuovi positivi con un incidenza del 2,40 sui tamponi eseguiti.

 

Il Presidente Zaia ha poi evidenziato come altre regioni si trovino in difficoltà dando anche una lettura di questo fatto, valutando il fatto della chiusura delle scuole, come da sua ordinanza, per tutto il mese di gennaio. “Siamo ampiamente sotto le soglie di rischio (40% area non critica e 30% di terapie intensive) quindi rimaniamo in zona gialla – ha poi continuato Zaia. – Il danno economico per il Veneto è enorme, abbiamo i mondiali a Cortina ed è come non averli, abbiamo avuto il Carnevale ed è stato come non averlo, il settore del turismo è colpito gravemente. Per fortuna avremo le Olimpiadi quando tutto questo sarà finito”.

 

Silvia Moscati

Questa mattina, durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, insieme al Presidente Luca Zaia e all’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, c’erano la dottoressa Francesca Russo, responsabile Prevenzione della Regione Veneto, e la dottoressa Antonia Ricci, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Quest’ultima ha parlato delle varianti presenti nella nostra regione, presentando uno studio sulla sorveglianza genetica di Sars-Cov2 nella nostra Regione.

 

I risultati parlano di ben 17 gruppi genetici diversi, di cui 4 varianti sono definite dal Centro Europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) come varianti “che destano preoccupazione da monitorare con attenzione”, o più precisamente “variants of current concern”.

 

“Tra queste – si legge nel documento – si segnala in particolare l’identificazione già dalla seconda metà di dicembre 2020 della variante VOC-202012/01 (B.1.1.7) anche detta variante inglese, che si caratterizza per una maggiore trasmissibilità ed una possibile maggiore virulenza. Si evidenzia inoltre la recente (12 febbraio) identificazione della variante P.1 detta “brasiliana”. Tale variante presenta mutazioni che aumentano la trasmissibilità e riducono l’efficacia di neutralizzazione da parte di alcuni anticorpi”.

 

La dott.ssa Ricci ha spiegato in maniera chiara come i virus, tutti i virus, mutino naturalmente per sopravvivere alle azioni di contrasto messe in atto dall’uomo. Il virus, sotto pressione per l’arrivo di vaccini o farmaci, elude gli ostacoli mutando e mette in difficoltà la difesa anticorpale.

 

La variante inglese era presente nei primi giorni di febbraio (3 e 4 febbraio: data prelievo campioni per la sorveglianza) con una prevalenza del 17,7%. L’indagine è stata effettuata sottoponendo a sequenziamento 182 campioni ricevuti da 10 diversi laboratori di microbiologia sul territorio regionale.

 

 

Silvia Moscati

“Abbiamo chiesto ufficialmente, con una lettera indirizzata all’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, il 4 febbraio scorso, di poter negoziare l’acquisto e l’importazione di 4 milioni di dosi vaccinali – ha rivelato oggi il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor – ma dall’Aifa non è ancora arrivata alcuna risposta”. Il Presidente Zaia ha aggiunto poi che “è prevista una riunione del Consiglio Aifa per la prossima settimana”.

 

Il dottor Luciano Flor sta seguendo le trattative sull’acquisto di vaccini e ha spiegato oggi, durante la consueta conferenza stampa, tutta la questione.

“Tutto ha un’unica origine: i vaccini che stanno arrivando sono troppo pochi, la nostra capacità di vaccinare è 10 volte superiore alle dosi a disposizione oggi. In alcune giornate abbiamo vaccinato 10mila persone, in 24 ore. Quando ci hanno contattato, abbiamo verificato con chi stavamo parlando e l’effettiva disponibilità del vaccino, autorizzato Ema, ovviamente: condizioni di vendita, quantità e tempi di fornitura. Adesso abbiamo gli elementi per poter ricevere un contratto da sottoscrivere, abbiamo subordinato la possibilità di procedere all’autorizzazione necessaria per l’importazione dei vaccini, e lo abbiamo chiesto all’Aifa, finché non abbiamo questa autorizzazione non possiamo andare avanti. Ma siamo in uno stato delle cose abbastanza avanzato per poter chiudere. La richiesta di autorizzazione ad Aifa è del 4 febbraio e non è ancora arrivata la risposta. Stiamo aspettando più proposte di contratto che arriveranno nei prossimi giorni. La grande diminuzione delle forniture che si sono registrate hanno portato la Regione e Azienda Zero a valutare altre soluzioni che ci son state proposte”.

 

“Noi i progetti li facciamo tutti nella legalità – ha precisato il Presidente Zaia oggi, visibilmente stufo delle polemiche che si leggono ovunque, alimentate anche dal dott. Crisanti che non perde l’occasione per scagliarsi contro la Sanità veneta, definendola immorale”.

 

“Siamo davanti a un Governo che non si esprime e l’Europa che si è espressa ieri. Sembra che sia un problema occuparsi della salute dei cittadini. Questo è un paese talmente malato che si critica anche chi fa il proprio mestiere, cosa dovremmo fare? Aspettare che passi il Covid? Siamo sempre stati in trincea in questi mesi, siamo stati precursori con test, diagnostica, cure, abbiamo posto tante questioni e siamo stati contattati per i vaccini. Sul Covid quando c’è da testare qualcosa si chiama il Veneto. E bisogna vaccinare velocemente i cittadini veneti. Io davanti a questo dibattito sui vaccini davvero resto allibito – ha continuato il governatore – ma noi tiriamo dritti. Se non arrivano è perché non ce li vendono o qualcuno blocca il provvedimento, io voglio essere a posto con la mia coscienza, non voglio che domani qualcuno mi dica che un suo caro è morto perché nessuno si è preoccupato di vaccinarlo in tempo”.

 

 

Silvia Moscati

Oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia si è presentato da solo, alla consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera, a causa dell’impegno dei dirigenti con la conferenza delle Regioni. “Stiamo parlando di vaccini” ha detto e, riferendosi al probabile acquisto di vaccini in totale autonomia da parte delle regioni, ha ribadito che: “Per ora non ci sono sul tavolo contratti già elaborati, staremo a vedere; intravedo comunque un mercato sempre più libero”.

Per quanto riguarda il bollettino di oggi, continua la graduale discesa delle presenze ospedaliere e il costante valore RT sotto l’1 (0,72). “Non abbassiamo la guardia” è l’invito del Presidente Zaia.

Silvia Moscati

Sono 629 positivi i nuovi positivi, nelle ultime 24 ore, in Veneto, con un’incidenza dell’1,61% sui tamponi fatti, mentre cala per il 33esimo giorno consecutivo il numero dei ricoveri che vede in terapia intensiva (211 persone) e 1.858 in area non critica.

 

“La nostra curva ha avuto un crollo drastico – ha commentato il Presidente Zaia questa mattina durante il consueto punto stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera – a partire dal primo gennaio, a soli 15 giorni dalle restrizioni più drastiche; è inverosimile che questo crollo derivi dalle restrizioni dei giorni prima, queste potrebbero aver agevolato ma il crollo è improbabile che dipenda da questo. Ricordo a me stesso che il tema della sfida da vincere tutti insieme è fondamentale, bisogna che questa sia una sfida da cittadini. Il passaggio di zona, il nostro Rt non lo prevede, possiamo annunciarlo, non ci sarà e immagino che venerdì sarà confermato il giallo”.

 

Il Presidente Zaia, sollecitato sui temi politici della crisi di Governo, si è domandato qualora il prof. Mario Draghi accettasse definitivamente l’incarico: “Sarà un limbo?”

 

 

Silvia Moscati

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