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L’influenza stagionale in Veneto ha raggiunto il suo picco nella settimana a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio.

 

Lo indica l’ottavo rapporto epidemiologico della Regione Veneto, elaborato sui dati raccolti dai 116 medici di famiglia che costituiscono la rete “sentinella” sul territorio nella settimana dal 3 al 10 febbraio, e diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

 

L’incidenza regionale ha fatto registrare una prima, lieve discesa, con 12,36 casi per mille abitanti contro il 12,60 della settimana precedente il che significa che in questa settimana si sono messi a letto circa 60.600 veneti, numero che sale a 318.000 dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre).

 

Il virus, si legge nel Rapporto, ha provocato finora 59 casi gravi con complicanze, con 11 decessi, segnalati dall’Ulss Euganea (6), dalla Scaligera (2), Marca Trevigiana (2) e Serenissima (1). Le persone colpite sono state per l’81,4% maschi, con un’età media di 57,4 anni. Tutti sono stati ricoverati nelle Terapie Intensive degli ospedali.

 

Come ogni anno, la fascia di età più colpita è quella pediatrica tra 0 e 4 anni (43,75 casi per mille), seguita da quella tra 5 e 14 anni (19,68 per mille), dalla fascia centrale, tra 15 e 64 anni (10,90 per mille) e, da ultima, quella degli over 65 (4,56 per mille, unica in leggera salita rispetto alla settimana precedente).

 

“Secondo i nostri esperti – fa notare la Lanzarin – è iniziata anche in Veneto la fase di discesa, con il picco massimo che sarà, alla fine, tra i più alti degli ultimi anni, ma la situazione, a parte qualche inevitabile e momentanea situazione di stress in alcuni Pronto Soccorso legato anche alla carenza di medici per l’emergenza urgenza, è stata affrontata, e lo sarà fino al termine delle necessità, con efficacia e una buona organizzazione, sia ospedaliera che territoriale”.

Si celebrerà il 15 febbraio la XVIII Giornata mondiale contro il cancro infantile (International Childhood Cancer Day – ICCD), data scelta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per affrontare le problematiche dei bambini e degli adolescenti con tumore, della popolazione dei lungo sopravviventi e delle loro famiglie.

 

In tutto il mondo, le associazioni di familiari di bambini e adolescenti colpiti dal cancro, unite nel network globale Childhood Cancer International (CCI), daranno vita a iniziative scientifiche e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di sostegno e vicinanza ai bambini e agli adolescenti e alle loro famiglie.

 

Sul piano nazionale la Giornata vuole essere l’occasione per riaffermare l’impegno dei genitori italiani riuniti nella FIAGOPFederazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica, socio fondatore CCI, nella lotta contro i tumori infantili, nello sviluppo della cultura della prevenzione, nella tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti colpiti da questa malattia e della popolazione dei guariti. Due gli eventi di rilievo nel weekend in arrivo:

 

• Venerdì 15 febbraio, in molte città d’Italia, avrà luogo l’iniziativa di sensibilizzazione pubblica “Diamo radici alla speranza, piantiamo un melograno” a cura delle associazioni federate Fiagop e di quelle che ad essa si affiancano

 

• Sabato 16 febbraio, a Genova si terrà il convegno scientifico “UNITI PER GUARIRE. Ricerca, Cura, Futuro: parole chiave in oncoematologia pediatrica”, che al suo interno comprende il “Primo Convegno nazionale dei Guariti” con testimonianze dirette e la partecipazione di alcuni rappresentanti del Survivors Network di CCI Europa.

 

 

I numeri del cancro infantile in Italia e nel mondo

Il cancro nei bambini e negli adolescenti è una malattia curabile, ma continua ad essere la principale causa di morte nei pazienti pediatrici nel mondo dopo le malattie infettive. A livello mondiale ogni anno sono diagnosticati circa 300mila nuovi casi, tuttavia si tratta certamente di una stima in difetto, poiché in molti paesi non esiste ancora un registro.

 

Ogni tre minuti nel mondo un bambino muore di cancro. Circa l’80% dei malati pediatrici vive nei paesi a basso reddito, nei ‘sud’ del mondo, e l’80% di loro muore di cancro perché lì non avrà né una diagnosi corretta, né una possibilità di cura. Più di 100mila malati ogni anno potrebbero guarire se anche a loro fosse garantita una tempestiva diagnosi e l’accesso alle cure al pari dei loro coetanei dei paesi più sviluppati.

 

Quest’anno CCI, a livello mondiale, ha posto l’attenzione sul fatto che in molti paesi a basso reddito oltre alla difficoltà di accedere alle cure si aggiunge anche la quasi totale disattenzione sul dolore: secondo l’OMS, nel 65,6% delle nazioni – l’Italia non è fra queste! – non viene offerto alcun supporto palliativo e pertanto moltissimi bambini e adolescenti col cancro (e non solo loro, certamente) soffrono ingiustamente. #Nomorepain e #ICCD2019 sono gli hashtag con cui condividere questa preoccupazione sui social.

 

In Italia, ogni anno, si ammalano di tumore (linfomi e tumori solidi) o leucemia circa 1400 bambini e 800 teenager. Grazie agli straordinari progressi fatti negli ultimi decenni, circa l’80% degli ammalati guarirà; rimane però quel 20% per il quale ancora non sono state individuate terapie efficaci. Negli ultimi anni si sono infatti raggiunti eccellenti livelli di cura e di guarigione per leucemie e linfomi, rimangono ancora basse le percentuali di guarigione per tumori cerebrali, neuroblastomi e osteosarcomi.

 

Infine, almeno il 50% dei farmaci attualmente usati per combattere i tumori pediatrici, che si manifestano in oltre 60 tipi e sottotipi diversi, non è autorizzato per l’uso pediatrico, ed è usato off label (senza registrazione pediatrica), adattando ai bambini medicine per adulti, eppure i bambini non sono adulti in miniatura! Negli ultimi 10 anni in Europa, a fronte della sperimentazione di 90 nuovi farmaci anticancro per adulti, soltanto 2 sono stati quelli studiati per l’età pediatrica.

 

La guarigione potrebbe avere un “costo” in termini di effetti collaterali delle terapie ricevute: una parte dei guariti potrebbe essere soggetta a effetti collaterali a lungo termine causati dal trattamento subito. 

 

 

L’iniziativa “green” di sensibilizzazione pubblica: AAA giardinieri di cuore cercasi per piantare i melograni della speranza

Ogni anno FIAGOP è solita affiancare al confronto medico scientifico un momento di ampia sensibilizzazione pubblica il più possibile festoso e lieve, in quanto partecipano anche bambini e adolescenti in cura insieme alle loro famiglie. Dopo il consueto lancio di palloncini negli anni scorsi, venerdì 15 febbraio segnerà la svolta completamente green di FIAGOP, con la messa a dimora di piante di melograno.

 

“DIAMO RADICI ALLA SPERANZA, PIANTIAMO UN MELOGRANO” è il nome dell’iniziativa a cura delle associazioni federate FIAGOP, che avrà luogo venerdì 15 febbraio in molte città italiane, che metteranno a dimora le pianticelle di melograno presso ospedali e case d’accoglienza, giardini e spazi verdi eventualmente concessi da Comuni e privati che volessero sostenere l’iniziativa.

 

Saranno inoltre illustrate le caratteristiche del resistente melograno, simbolo di energia vitale, e particolare attenzione sarà posta ad avvicinare i bambini alla conoscenza del suo frutto salutare, formato dall’unione di piccoli chicchi, ognuno parte fondante del frutto stesso, come avviene nella fondamentale alleanza terapeutica che unisce medici, pazienti, famiglie.

 

Raccolti intorno ai piccoli melograni appena messi a dimora, a dire il vero un poco spogli adesso che è pieno inverno, tutti i presenti riceveranno un piccolo tatuaggio temporaneo dal grande significato. Si tratta del Nastrino dorato, o Gold Ribbon, simbolo universale della lotta al cancro infantile. FIAGOP invita a scattare un selfie con il tatuaggio da condividere sui canali social utilizzando l’hashtag #DiamoRadiciAllaSperanzainsieme a un messaggio di affetto dedicato a tutti i piccoli e giovani guerrieri che combattono il cancro, alle loro famiglie, alle associazioni che li sostengono.

 

Anche chi non sarà presente potrà comunque aderire all’iniziativa dotandosi di qualche melagrana, se non ha l’alberello. Con un pizzico di solidale fantasia potrà scattare un selfie creativo da condividere sui canali, sempre con l’hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza.

 

Questa attività sostituisce il consueto lancio di palloncini che molti ricorderanno. Una scelta che nasce dalla consapevolezza che il mondo è pesantemente inquinato dai rifiuti plastici, e anche gli allegri palloncini sebbene in lattice biodegradabile, contribuiscono ad appesantire il problema e possono diventare, insieme al loro cordino, trappole mortali per la fauna. Così Fiagop ha voluto dare il suo piccolo contributo alla risoluzione del problema con la messa al bando dei suoi palloncini.

 

 

 

Il convegno di sabato 16 febbraio a Genova

Sabato 16 febbraio, presso la sala convegni dell’acquario di Genova, si terrà il convegno nazionale “UNITI PER GUARIRE. Ricerca, Cura, Futuro: parole chiave in oncoematologia pediatrica”promosso da FIAGOP in collaborazione con AIEOP – Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica, e ABEO Liguria Onlus, col patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Liguria e del Comune di Genova.

Relatori di chiara fama daranno vita a ciò che potremmo definire come gli “Stati generali” dell’oncoematologia pediatrica italiana, con una panoramica europea.

Per garantire la migliore accoglienza ai partecipanti è richiesta l’iscrizione online.

 

L’intera mattinata sarà dedicata a fare il punto sulle nuove frontiere dei trattamenti antitumorali che mirano a individuare farmaci più efficaci e meno tossici. In particolare, si discuterà sullo sviluppo di nuovi farmaci e sulle problematiche legate alla regolamentazione e agli ostacoli che attualmente rendono ancora difficile o più complicato per i bambini l’accesso alle terapie innovative.  Si parlerà inoltre della cosiddetta medicina personalizzata, con particolare riguardo ai nuovi farmaci biologici “intelligenti”.

 

Nel pomeriggio il convegno si dividerà in due sessioni parallele: una affronterà il problema delle infezioni da germi resistenti. Questa problematica sta diventando molto importante per il sistema sanitario in genere ed in particolare per i soggetti immunodepressi, come in effetti sono i pazienti oncologici.

L’altra sessione ospiterà il Primo Convegno Nazionale dei guariti da tumore pediatrico (#iosonoguarito).

 

Si stima infatti che oggi in Italia ci sia una popolazione composta da oltre 44mila soggetti che hanno avuto un tumore da bambini e che la loro età media sia attualmente attorno ai 30 anni. La loro vita scorre per lo più come quella dei loro pari, ma per alcuni di essi esiste il rischio di problematiche di salute legate agli esiti a distanza delle terapie somministrate in un momento delicato della vita quale quello dell’età pediatrica.  

 

“È una categoria di persone che ha tutte le possibilità e i diritti di vivere come tutti, ma per i quali è giusto uno sguardo più attento”, ha dichiarato Angelo Ricci, Presidente FIAGOP.

 

Nel corso dell’incontro verrà anche illustrato ilPassaporto del Guarito”, uno strumento che intende mettere in grado ogni ex paziente pediatrico di avere un programma di screening e follow-up personalizzato e proiettato anche verso il momento di transizione dalle cure pediatriche a quelle del mondo degli adulti.  

 

“Grazie alla collaborazione tra AIEOP e Cineca e il supporto di molte associazioni locali affiliate a FIAGOP, il Passaporto è oggi disponibile sia in formato cartaceo che elettronico per ogni paziente trattato in centri AIEOP, che concluda il programma terapeutico previsto. Attualmente il passaporto è in fase di test in 8 centri italiani coordinati dal Gaslini”, ha dichiarato Riccardo Haupt, Responsabile U.O.S.I.D. Epidemiologia e Biostatistica della Direzione Scientifica IRCCS Istituto Gaslini, Genova.

 

Durante la giornata si affronteranno inoltre i temi dei lungo-sopravviventi, tra i quali alcuni lamentano discriminazioni di tipo lavorativo e/o assicurativo. Molte le testimonianze dirette. Interverranno alcuni rappresentanti dei “colleghi” europei che hanno già costituito il Survivors Network dell’organizzazione Childhood Cancer International. Il convegno sarà quindi un momento importante per individuare strategie comuni per salvaguardare gli interessi di questa popolazione.

 

“La proficua collaborazione tra AIEOP e FIAGOP è ormai più che decennale. La sinergia tra le società scientifiche e le associazioni genitori rappresenta per tutti un valore aggiunto, nell’ottica del prendersi carico dei nostri pazienti a 360 gradi: dall’eccellenza delle cure mediche, allo sviluppo di nuovi farmaci, all’accoglienza, all’umanizzazione, agli aspetti psico-sociali, al futuro dopo la guarigione”, ha dichiarato Marco Zecca, Presidente AIEOP, Direttore Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica, Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo, Pavia.

 

 

 

Qualche cenno su SU FIAGOP, AIEOP, ABEO LIGURIA

 

FIAGOP è la Federazione Italiana delle Associazioni di Genitori di bambini e adolescenti che hanno contratto tumori o leucemie. Fondata nel 1995 le aderiscono circa 30 associazioni di genitori su tutto il territorio nazionale, attive presso i reparti degli ospedali, con case d’accoglienza prossime ai luoghi di cura per i malati lontani da casa, progetti di ricerca. La sua missione: creare sinergie e network operativo tra associazioni confederate, assicurare una rappresentanza istituzionale sia a livello nazionale che internazionale, presso enti pubblici e privati, allo scopo di migliorare e potenziare i servizi sanitari nell’ambito dell’onco-ematologia pediatrica italiana. Partecipa attivamente alle campagne mondiali di sensibilizzazione pubblica, tra queste la Giornata mondiale contro il cancro infantile. Rappresenta i pazienti pediatrici nel Coordinamento Funzionale della Rete Nazionale dei Tumori Rari, presso l’AGENAS e nel Centro di Coordinamento Nazionale dei Comitati Etici Territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, istituito dal Ministero della Salute presso l’AIFA.

 

AIEOP è l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica. I suoi soci sono principalmente pediatri, ma anche ematologi, oncologi, chirurghi, biologi, infermieri, psicologi e tutti quegli operatori che si dedicano ai problemi dell’ematologia, dell’oncologia e dell’immunologia nel bambino e nell’adolescente. I soci si sono dati un’organizzazione per lavorare insieme ed i centri aderenti all’Associazione si sono riuniti in una Rete collaborativa nazionale che condivide protocolli di terapia e progetti di ricerca. Obiettivo principale dell’AIEOP è quello di migliorare le cure e l’assistenza al bambino affetto da tumore, disordini ematologici o immunodeficit e promuovere la ricerca in questo ambito. Un compito fondamentale dell’Associazione è quello di promuovere e favorire tutte le iniziative finalizzate a incrementare e valorizzare l’umanizzazione dell’assistenza al bambino ematologico-oncologico e alla sua famiglia. 

 

ABEO Liguria Onlus: ABEO è l’acronimo di Associazione Ligure del Bambino Emopatico e Oncologico, un’associazione di volontariato senza scopo di lucro fondata nel 1982 dai genitori di bambini e adolescenti in cura presso il reparto di onco-ematologia dell’Istituto Gaslini di Genova, affetti da tumori del sangue e leucemie. Per i residenti fuori Genova con limitate possibilità economiche l’affrontare lunghi periodi di cura è difficilissimo, se non addirittura impossibile. ABEO è nata proprio dall’esigenza di dare ai pazienti che abitano lontano da Genova, sia in Italia che all’estero, la possibilità di sottoporsi alle prolungate terapie onco-ematologiche, fornendo accoglienza nelle sue case, e garantendo ad ogni famiglia assistenza e sostegno personalizzati, per quanto riguarda gli aspetti sociali, sanitari e psicologici. Opera in stretto contatto con il Centro di Accoglienza Bambino e Famiglia del Gaslini. ABEO Liguria vive con donazioni, lasciti, memorial, eventi solidali, e grazie al prezioso contributo dei suoi volontari. 

Il servizio per over 65 anni, disabili con difficoltà motorie, persone senza aiuto di familiari

 

Medicinali a domicilio: sta per essere avviato anche a Mogliano un nuovo servizio che darà alle persone più fragili la possibilità di ricevere a casa propria le medicine di cui hanno bisogno.

 

Il servizio sarà organizzato dal Comune sulla base di una convenzione promossa dall’associazione Comuni della Marca trevigiana e Farmacieriunite, cui il Comune di Mogliano ha aderito.

 

“Sempre più si acuiscono le difficoltà per persone anziane, disabili, senza rete familiare di supporto, a far fronte alla quotidianità, specie se ci sono patologie che rendono indispensabili cure quotidiane. Per questo motivo abbiamo aderito a questo servizio che ha lo scopo di alleviare questo disagio e andare incontro alle esigenze di questa parte di popolazione. Anche questo progetto rientra nella rete di sostegno della popolazione più esposta alle difficoltà che il Comune ha attuato. In particolare l’attivazione di questo servizio è teso ad agevolare la popolazione fragile nell’accesso ai farmaci e, in generale, ai servizi che le farmacie sono in grado di fornire sul territorio”, hanno commentato il sindaco Carola Arena e l’assessore alle Politiche sociali Tiziana Baù.

 

Il protocollo tra il Comune e le farmacie che aderiranno al servizio, prevede che la consegna a domicilio debba essere richiesta dall’avente diritto o da un suo caregiver, telefonando tra le farmacie aderenti al protocollo.

 

Le richieste telefoniche vanno effettuate dal lunedì al venerdì nella fascia oraria di apertura delle farmacie e sulla base di ricetta medica (o dei riferimenti identificativi della ricetta elettronica), per i farmaci che ne hanno necessità. Al momento della richiesta la farmacia comunicherà gli eventuali costi dei medicinali a carico del cittadino, mentre il servizio di consegna a domicilio sarà totalmente gratuito.

 

Le richieste verranno evase, con la maggiore sollecitudine possibile, e nel rispetto rigoroso di tutte le norme sull’obbligo della ricetta, trasporto ottimale dei medicamenti e indicazioni adeguate su posologia e corretta conservazione, il tutto a garanzia dei cittadini.

 

L’unione di amministrazione comunale, farmacie aderenti ed eventuali associazioni di volontariato che daranno la loro disponibilità a essere coinvolte in questo progetto, permetterà ancora una volta di concretizzare sul territorio di Mogliano il principio di sussidiarietà, dando vita ad una rete capace di fornire un servizio fondamentale soprattutto per le fasce più deboli della popolazione.

L’influenza stagionale è pressoché arrivata al picco anche in Veneto e, secondo gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione, lo raggiungerà già in questa settimana, o al massimo la prossima.

 

Lo indica il Settimo rapporto epidemiologico della Regione Veneto, elaborato sui dati raccolti dai 116 medici di famiglia che costituiscono la rete “sentinella” sul territorio nella settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio, e diffuso dall’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

 

L’incidenza regionale, ancora in aumento, ha raggiunto 12,60 casi per mille residenti, leggermente inferiore a quella nazionale del 13,76 per mille, il che significa che in questa settimana si sono messi a letto circa 61.800 veneti, numero che sale a 255.500 dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre).

 

Il virus, si legge nel Rapporto, ha provocato finora 41 casi gravi con complicanze, con nove decessi, segnalati dall’Ulss Euganea (5), dalla Scaligera (2) e una ciascuno da Marca Trevigiana e Serenissima. Le persone colpite sono state per l’83% maschi, con un’età media di 56,4 anni. Tutti sono stati ricoverati nelle Terapie Intensive degli ospedali.

 

Come ogni anno, la fascia di età più colpita è quella pediatrica tra 0 e 4 anni (47,41 per mille), seguita da quella tra 5 e 14 anni (19,63 per mille), dalla fascia centrale, tra 15 e 64 anni (11,95 per mille) e, da ultima, quella degli over 65 (3,23 per mille).

 

“Secondo i nostri esperti – fa notare la Lanzarin – il picco massimo sarà, alla fine, tra i più alti degli ultimi anni, ma la situazione, a parte qualche inevitabile e momentanea situazione di stress in alcuni Pronto soccorso legato anche alla carenza di medici per l’emergenza urgenza, è stata affrontata, e lo sarà fino al termine delle necessità, con efficacia e una buona organizzazione, sia ospedaliera che territoriale”.

La prevenzione è fondamentale e si fa vaccinandosi. Purtroppo la propaganda No vax è stata affrontata con superficialità dalla Regione, che in più di un’occasione ha addirittura fatto da sponda a pericolosi ciarlatani e ai loro seguaci. Adesso raccogliamo i frutti di quella semina. L’allarme della Ulss 2 sul crollo delle vaccinazioni per il papilloma virus va preso molto seriamente”. Alessandra Moretti, consigliera regionale del Partito Democratico, commenta preoccupata i dati forniti dall’Azienda sociosanitaria della Marca Trevigiana, che mostrano un calo nella copertura di ben 17 punti in pochi anni, dal 76 al 59%.

 

 

È l’unica forma di prevenzione contro il tumore al collo dell’utero, trovo incredibile che le madri facciano le mammografie e poi non vaccinino le proprie figlie. Occorrono campagne informative a tappeto, far conoscere i rischi che si corrono. Sui vaccini però la Regione ha sempre mantenuto una linea colpevolmente ambigua, combattendo il Decreto Lorenzin e rivendicando la bontà della scelta veneta della non obbligatorietà per i bambini. Una scelta che ha provocato una drastica diminuzione, con i tassi di copertura che in alcune zone del Veneto sono scesi ben al di sotto della soglia di sicurezza. L’obbligo va mantenuto e rafforzato, portando contemporaneamente avanti una battaglia culturale, affinché si capisca anche l’importanza di vaccinazioni non obbligatorie come quella contro il papilloma virus”, conclude Moretti. 

Attivo il martedì e giovedì, con e senza appuntamento, il punto prelievi effettua tutti gli esami di routine che hanno un costo simile al ticket

 

Un servizio di prima necessità. Il punto prelievi che apre oggi, martedì 5 febbraio, a Spinea, per iniziativa del Poliambulatorio Bio, in via Roma 150 (a due passi dal Municipio e dal Distretto sanitario Azienda ULSS3 Serenissima), sarà di riferimento per Spinea ma anche per il bacino d’utenza limitrofo quale Mirano, Mira, Scorzè, Noale, Mestre e Marghera.

 

Il nuovo punto prelievi, oltre a offrire una serie di pacchetti di esami di alta specializzazione, effettua tutti quegli esami di routine che hanno un costo sovrapponibile al ticket. Il servizio sarà attivo con o senza appuntamento nei giorni di martedì e giovedì dalle 7.30 alle 9.30.

 

Con l’attivazione di questo servizio il Poliambulatorio Bio, direzione sanitaria della Dott.ssa Adriana Zanibellato, potenzia un poliambulatorio con oltre 30 specialisti, una struttura che eroga servizi di: cardiologia, chirurgia generale, chirurgia vascolare, dermatologia e allergologia, ecografia anche con agoaspirato ed ecocolordoppler, endocrinologia, medicina del lavoro, medicina generale, neurologia, oculistica, contattologia e optometria, oncologia medica, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, psichiatria, psicologia dell’età evolutiva, psicologia, reumatologia, scienze dell’alimentazione, posturologia-posturometria, fisioterapia e riabilitazione, osteopatia,  servizio infermieristico anche a domicilio, con annessi studi di odontoiatria ed otorinolaringoiatria.

 

 

Il laboratorio esegue esami chimico-clinici, ematologici, immunometrici, microbiologici, di biologia molecolare sul sangue e su altri liquidi biologici. Inoltre effettua test per le allergie, le intolleranze alimentari e patologie autoimmuni. Referente per tutta l’attività diagnostica è il dott. Ferruccio Mazzanti, medico chirurgo specializzato in Biologia Clinica, già direttore del laboratorio Analisi di Oderzo, con il quale collabora una equipe di biologi e di biologi clinici.

 

L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con il Gruppo Centro di Medicina, rete di strutture private e convenzionate tra le più importanti in Veneto, con 40 punti prelievo attivi in tutto il Veneto e una rete di Laboratori analisi che processa ogni anno oltre 1 milione 200 mila esami.

Informazioni utili

041.999335 (Segreteria) – aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.00.

I referti potranno anche essere scaricati da casa online dal sito.

Torna anche quest’anno, in Italia e in Veneto, la Giornata di raccolta del farmaco di banco  farmaceutico, un’iniziativa di solidarietà che punta a mettere a disposizione farmaci da banco (vendibili senza ricetta medica) alle persone e alle famiglie che non hanno la possibilità di acquistarli.

 

Come ogni anno, e siamo già alla 19^ edizione, il Veneto partecipa con grande impegno e punta, come nelle annate precedenti, a risultare tra le regioni più generose: in 450 farmacie aderenti chi lo desidererà potrà acquistare uno o più di questi medicinali che saranno consegnati a Enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico per essere distribuiti alle persone indigenti.

 

L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale a Venezia, martedì 5 febbraio alle ore 11.30, alla presenza dell’Assessore alla Sanità e Sociale Manuela Lanzarin e dei rappresentanti del Banco farmaceutico e dei farmacisti veneti.

Dal 5 al 26 febbraio una mostra nell’atrio del Municipio e un ciclo di serate informative con professionisti e testimonianze per parlare di alcune malattie invisibili che colpiscono prevalentemente, (ma non solo) l’universo femminile, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico G.Berto

 

Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (colite ulcerosa e Malattia di Crohn) sono patologie invalidanti che colpiscono con frequenza crescente le persone di tutte le età. Si ritiene che oggi in Italia ci siano circa 200.000 ammalati, ma sino a quando non saranno state individuate le cause e le conseguenti terapie risolutive di queste malattie, il loro numero è destinato ad aumentare. Il numero di esenti ticket con MICI in Veneto ha un dato, sottostimato relativo al 2017, di circa 17.000 pazienti, con una prevalenza di 350 casi ogni 100.000 abitanti. Il 20% dei pazienti risiede in provincia di Padova, il 19% in provincia di Venezia, il 17% a VeronaVicenza e Treviso, il 6% a Rovigo e il 4% a Belluno.

 

Quando si soffre di una malattia cronica “invisibile”, il dolore può sconvolgere la vita e aprire nuove ferite. Il progetto “La (R)esistenza” vuole dare luce a quattro malattie invisibili per promuovere e diffondere un’informazione concreta e importante. Con il patrocinio del Comune di Mogliano e dell’Ulss 2 Marca Trevigiana e il sostegno di A.M.I.C.I. – Associazione Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino e AISF Onlus Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, il progetto farà tappa a Mogliano a partire dal 5 febbraio e con incontri tutti i martedì del mese.

 

“Abbiamo scelto di ospitare questa iniziativa  – che ha l’obiettivo di sensibilizzare e fornire corretta informazione su queste malattie, definite “invisibili”, e dare voce ai grandi disagi subiti dalle persone che ne sono colpite e dalle loro famiglie – poiché rientra in un quadro più ampio di attività di sensibilizzazione che in questi anni stiamo portando avanti. Numerose infatti le rassegne e le iniziative messe in campo per promuovere la prevenzione e l’informazione in ambito della salute, convinti che tutto ciò contribuisca ad aumentare la qualità della vita dei nostri cittadini”, ha dichiarato il sindaco, Carola Arena.

 

Il ciclo di iniziative aprirà con l’inaugurazione della mostra Invisible Body Disabilities di Chiara De Marchi Photography martedì 5 febbraio alle ore 17.30 nell’atrio del Municipio, cui seguirà il primo incontro la sera. Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti, e si terranno presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Statale G. Berto ogni martedì di febbraio alle ore 20.30. La mostra fotografica sarà visibile tutto il mese, con orari di apertura degli uffici comunali.

 

“Le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino sono caratterizzate da una disabilità non visibile, che impatta fortemente sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. Oltre ai forti disagi per affrontare le cure, spesso le persone che ne sono colpite non sono supportate da una legislazione che li tuteli. Da qui l’importanza dell’informazione e la nostra scelta di dare visibilità e diffusione a questo progetto che veicola l’importante messaggio di forza  e di come il dolore si possa trasformare in energia positiva e resiliente”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali, Tiziana Baù.


L’associazione Amici nacque più di 30 anni fa su base regionale, dal 2010 diventa nazionale, AMICI ONLUS, con 15 sezioni regionali. E’ costituita da persone affette da Colite Ulcerosa o Malattia di Crohn e dai loro familiari. Comitati di medici specialisti affiancano l’associazione sulle tematiche medico sociali e coordinano le iniziative di studio e di ricerca a carattere più strettamente medico-scientifico. L’Associazione intende garantire un più sereno inserimento nell’ambito familiare e sociale ad ammalati cronici la cui condizione è poco conosciuta sia all’opinione pubblica che alla legislazione sociale.


Il progetto Invisible Body Disabilities (www.invisiblebodydisabilities.org), creato dalla fotografa Chiara De Marchi, affetta da rettocolite ulcerosa dall’età di 21 anni, ha la missione di essere una più ampia sorgente di voci di persone di tutto il mondo affette da disabilità invisibili, attraverso fotografie e testimonianze, storie raccontate e video. Il progetto IBD nasce dall’esperienza personale di Chiara, dal bisogno di esternare il suo dolore, aumentare la consapevolezza sulle M.I.C.I. ed altre malattie invisibili (come endometriosi, lupus, artrite, fibromialgia, ecc), connettere altre persone che vivono le stesse esperienze, diffondere forza, coraggio e speranza, sensibilizzare ed educare l’opinione pubblica e quella delle future generazioni. La mostra vuole essere strumento di educazione ed esempio di forza, speranza e rinascita, per coloro che si apprestano a vivere le difficili battaglie fisiche e morali dovute a queste patologie. Inoltre si vuole  aiutare le donne, e più in generale ogni essere umano, ad accettare un corpo spesso fuori controllo, a non vergognarsi, abbattendo le barriere del pregiudizio, dell’incomprensione e della superficialità attraverso l’arte della fotografia.

 

Chiara De Marchi, fotografa e amante dell’arte, vive a Selvazzano Dentro, Padova. Appassionata di fotografia, si è con il tempo specializzata in ritratti di maternità e del femminino. Prossimamente la mostra approderà a Cremona e nuovamente a Milano auspicando di raggiungere al più presto anche molte città del sud Italia. Una mostra permanente di  Invisible Body Disabilities si trova al Policlinico di Milano, reparto di chirurgia generale.

 

Programma


martedì 5 febbraio
Malattie croniche infiammatorie intestinali
in collaborazione con A.M.I.C.I. Onlus
interverranno la dott.ssa Marta Ascolani, UOC Gastroenterologia Ospedale Ca’ Foncello di Treviso
Franco Schiavon, referente A.M.I.C.I. Onlus
Chiara De Marchi, fotografa e ideatrice del progetto Invisible Body Disabilities

martedì 12 febbraio
Vulvodinia
interverranno la dott.ssa Silvia Lelli, psicologa – psicoterapeuta, sessuologa clinica (Albo Fiss), specializzata in terapia di coppia
dott.ssa Silvia Di Maria, fisioterapista del pavimento pelvico specializzata in disfunzioni pelviche dolorose

martedì 19 febbraio
Endometriosi
interverranno il dott. Francesco Pirrone, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone
dott.ssa Elisa Bernardi, biologa nutrizionista.

martedì 26 febbraio
Fibromialgia
in collaborazione con AISF – Belluno
interverranno il dott. Gianniantonio Cassisi, reumatologo
dott.ssa Gioia Zanatta, psicologa clinica
Carla Dalla Stella, referente dei malati Associazione AISF

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La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto ha pubblicato l’ultimo aggiornamento sull’andamento dell’influenza. Nell’ultima settimana monitorata ed elaborata (21-27 gennaio) si è registrato un altro forte incremento dell’incidenza raggiungendo un tasso di 11,01 casi per 1.000 residenti. Si possono stimare 54.000, per questa settimana, i soggetti colpiti da influenza e complessivamente 191.250 i veneti ammalati da inizio stagione.

 

“Nelle prossime settimane – dicono gli esperti della Regione – sarà possibile capire l’intensità complessiva di questa stagione influenzale: dalle informazioni attualmente disponibili e sulla base delle stagioni passate, si può ipotizzare che il massimo stagionale lo si registrerà verso l’inizio di febbraio, in ogni caso si può prevedere che il picco sarà tra i più alti degli ultimi anni”.

 

“Si tratta di una situazione che il sistema sanitario veneto fronteggia con un’organizzazione oramai collaudata – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – che è in grado di rispondere con efficacia a tutte le necessità delle persone, a cominciare dalla capacità di assorbire, con la professionalità dei sanitari e un’organizzazione il più elastica possibile, il pur forte aumento degli accessi ai Pronto Soccorso”.

 

Il Rapporto della Direzione Prevenzione, indica che l’età maggiormente colpita è la fascia di bambini tra 0 e 4 anni, che con un’incidenza di 44,47 casi per 1.000 residenti, registrano un valore superiore al massimo della stagione passato ed uno dei più elevati delle passate stagioni.

 

Continua la sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza. Ad oggi sono pervenute 26 segnalazioni di complicanze legate all’influenza conformi alla definizione delle circolare ministeriale. Tra queste, sono stati segnalati 5 decessi correlati con infezione da virus influenzale, in quattro soggetti anziani con patologie pregresse ed in un adolescente, per tre di questi la tipizzazione del virus ha portato all’identificazione del ceppo A H3N2 e per due l’A H1N1. I decessi sono stati notificati dalle Aziende Ulss Euganea (3), Marca Trevigiana (1) e Scaligera (1).

 

Complessivamente, i ventisei casi sono stati segnalati dall’Azienda Ulss Euganea (11), Marca Trevigiana (5) Serenissima (3), Scaligera (3), Polesana (2) e Dolomiti (2).

Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con proprio decreto, ha assegnato formalmente all’assessore Manuela Lanzarin la delega alla Sanità, lasciata da Luca Coletto il 17 dicembre 2018, a seguito della sua nomina a Sottosegretario di Stato alla Salute.

 

Il Governatore ne ha dato notizia nella giornata di ieri, nel corso di uno degli incontri periodici con i direttori generali per fare il punto sui principali temi della sanità regionale.

 

La Lanzarin, vicentina, classe 1971, con un’ampia esperienza amministrativa e parlamentare, mantiene anche le deleghe ricevute nel 2015, all’atto della nascita della seconda Giunta Zaia, e in particolare quella ai Servizi sociali.

 

Nel dettaglio, questo sono le deleghe complessive assegnate all’assessore Lanzarin:

Programmazione sanitaria e socio sanitaria, Tutela della salute, Programmazione edilizia a finalità collettive, Igiene pubblica, Attuazione art. 20 edilizia sanitaria, Sicurezza alimentare, Servizi veterinari, Programmazione e servizi sociali, Interventi a favore della famiglia, dei minori, dei giovani, degli anziani e portatori di handicap, Non autosufficienza, Nidi e servizi innovativi, No Profit e volontariato, Rapporti con istituzioni di assistenza, Flussi migratori e Veneti nel Mondo, Diritti umani, Minoranze linguistiche, Edilizia di culto, Edilizia residenziale pubblica, Attuazione programma, Rapporti con il Consiglio regionale.

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