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L’area Sicet è parte della centuriazione altinate

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La Sovrintendenza ai Beni Archeologici prescrive delle indagini

MOGLIANO VENETO (TV) – Impianto fotovoltaico a Mogliano. Martedì 9 luglio la Conferenza dei Servizi regionale ha definitivamente approvato, con delle prescrizioni, il progetto della SICET di Bolzano di un impianto fotovoltaico tra via Cavalleggeri e via Bianchi, contro il parere contrario del Consiglio comunale e dei comitati dei cittadini.

Tra le prescrizioni accolte, la più importante è quella della Sovrintendenza ai Beni Archeologici. Poiché ci sono stati dei rinvenimenti nella parte a nord della tangenziale che interessa la realizzazione dell’impianto, è stato accolto dalla Conferenza dei Servizi l’obbligo, da parte della ditta, di fare delle analisi approfondite prima dell’inizio dei lavori, con lo scavo di alcune trincee per indagare in maniera approfondita sulla presenza di possibili reperti archeologici.


La centuriazione altinate

Non va infatti dimenticato che Mogliano, come tutta la vasta area circostante, era parte fondamentale della centuriazione altinate. Via Bianchi, come altre strade della città, aveva la sua importanza essendo l’ asse est-ovest di un tratto stradale fondamentale di un decumano romano.

Gli storici locali, Giuseppe Venturini e Don Giuseppe Polo, in diversi lavori relativi alla storia moglianese, hanno evidenziato i tratti ancora oggi esistenti della centuriazione romana del territorio anche in base allo studio del prof. Fraccaro, basato su foto fatte dai ricognitori inglesi nel corso della seconda guerra mondiale. È stata così ricostruita una mappa in cui emergono segmenti ed avanzi degli antichi cardini e decumani, anche nella zona in oggetto.

Nel corso degli anni sono stati numerosi i reperti, molti dei quali frammentati, ritrovati nelle campagne moglianesi durante le arature, classificati dai due storici Venturini e Don Polo, ed ora raccolti in una mostra visitabile al Collegio Salesiano Astori.


La legge regionale del 2022

Intanto non si placano in città le polemiche sul parere positivo dato dalla Regione. La legge regionale 17/2022 “Norme per la disciplina per la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra” è stata approvata per preservare il suolo agricolo quale risorsa limitata e non rinnovabile, individuando aree non idonee per la realizzazione di impianti fotovoltaici. I quasi 9 ettari di terreno scelti dalla SICET dovrebbero rientrare nelle aree agricole di pregio (presenza delle ville, del Terraglio e del fiume Zero) e caratterizzate da paesaggi agrari identitari.

Ma la beffa per la città è che la legge regionale ha previsto una norma transitoria per gestire le istanze, come quella della SICET, depositate prima dell’entrata in vigore della stessa. Per questo il progetto è stato approvato.

I cittadini sono contrari perché l’installazione di 13.500 pannelli fotovoltaici tra via Cavalleggeri e via Bianchi, all’altezza dell’ingresso nord della città, comporterebbe danni permanenti al suolo e al paesaggio identitario del territorio. La stessa Sovrintendenza e la Provincia avevano espresso parere negativo.

Ora, mentre bisogna fare le necessarie indagini di verifica prescritte dalla Sovrintendenza, il Comune e i comitati si preparano a fare ricorso al Tar. Continuerà anche la mobilitazione che ha visto lunedì scorso 200 cittadini presenti in un sit-in, decisi a non demordere nella difesa del territorio.

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