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Brutale atto di bracconaggio a Zero Branco

2 minuti di lettura

Un gatto vagava da giorni con l’addome lacerato da un cappio di metallo. Il gatto è vivo e si trova alla clinica veterinaria San Martino a Crocetta del Montello 

 

Ennesimo criminale atto di bracconaggio che vede coinvolto un povero gatto stretto all’addome da un laccio metallico che rischiava di tagliarlo letteralmente in due.

 

Il 24 marzo attorno alle 11.00 la signora F. Z., di Sant’Alberto di Zero Branco, ha telefonato all’ENPA dicendo che la figlia aveva notato nel campo di fronte casa un gatto bianco e rosso con una rete o simile avvolta al corpo, che si muoveva ma molto lentamente. Una volontaria si è recata immediatamente sul posto per capire se si riusciva a liberare il gatto, che si è rivelato essere selvatico e non si faceva avvicinare, benché avesse un fil di ferro stretto attorno al bacino. A quel punto è intervenuta un’ altra volontaria con una gabbia-trappola e assieme sono riuscite a recuperarlo.

 

Viste le condizioni disperate, è stato immediatamente portato alla clinica veterinaria San Martino a Crocetta del Montello dove, da una visita sommaria, il veterinario ha constatato che il gatto fosse rimasto vittima di un cappio utilizzato dai bracconieri per catturare lepri, volpi ecc….

 

Viste le profonde lacerazioni subite, la fortuna ha voluto che il laccio si sia staccato, altrimenti il povero micio sarebbe morto di stenti sul posto.

Il referto medico non lascia dubbi sulla gravità della condizione del felino.

 

“Il gatto, poco visitabile da sveglio perché non collaborativo, presentava uno stato di nutrizione scadente e dolorabilità evidente, causata da un laccio di fil di ferro che lo costringeva a livello lombare. Dopo sedazione dell’animale è stato possibile rimuovere il laccio, che ne stringeva notevolmente l’addome, e che presentava un’estremità ripiegata a formare un cappio entro cui scorreva l’estremità libera fino a potersi stringere completamente. Il laccio ha causato un’estesa lesione cutanea e sottocutanea a livello lombare nella porzione laterale e ventrale dell’addome, che richiederà terapie prolungate e probabilmente interventi di ricostruzione cutanea.

Viste le condizioni generali del gatto e le caratteristiche del danno tissutale è probabile che il gatto sia rimasto intrappolato nel laccio per diversi giorni”.

 

L’animale – “battezzato” Salvo – è stato sottoposto alle terapie del caso ed è ora ricoverato presso la Clinica con la speranza che la fortuna lo aiuti ulteriormente e possa cavarsela.

Il ritrovamento fortuito del micio conferma purtroppo come il bracconaggio sia ancora un fenomeno ben radicato in provincia e contro il quale non si fa ancora abbastanza per debellarlo.

 

Del fatto è stata fatta denuncia alla Magistrature e data notizia al Sindaco e ai Carabinieri Forestali per le indagini del caso. Oltre alle sanzioni previste dalla Legge 157/92 (caccia) il colpevole rischia la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro e, qualora ne derivasse la morte dell’animale, la pena è ulteriormente maggiorata della metà.

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