Al via la seconda edizione dell’iniziativa promossa da Gruppo Vega e Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, che quest’anno si allarga a Udine e Trieste. Consegnato alla LILT di Treviso un assegno da 2.000 euro per la riabilitazione dei pazienti oncologici.
Fare la spesa può diventare l’occasione per prendersi cura di sé. È questa l’idea alla base di “Vega in Rosa”, il progetto che unisce grande distribuzione ed eccellenza sanitaria per promuovere la prevenzione del tumore al seno. Dopo il successo della prima edizione, l’iniziativa torna per tutto il mese di ottobre 2026 ed è stata presentata oggi a Mogliano Veneto.
Perché la prevenzione è decisiva
Il tumore al seno è ancora oggi la prima causa di morte per tumore nella donna e circa il 20% dei casi si manifesta prima dei 50 anni. L’arma più efficace resta la diagnosi precoce: individuare la malattia quando è ancora microscopica porta la sopravvivenza a cinque anni oltre il 90%. Prendersi cura di sé, quindi, non è un gesto egoistico ma una scelta che protegge il benessere dell’intera famiglia.
Come funziona l’iniziativa
Il progetto coinvolge le 20 insegne del Gruppo Vega, tra cui Maxi, Eurospesa, Il Tulipano, Spak e Super W, per un totale di 240 punti vendita tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
Nei negozi sono disponibili materiali informativi con le indicazioni per prenotare un check-up senologico completo, che comprende mammografia, ecografia e visita senologica, a tariffa agevolata e con canali di accesso dedicati.
Novità di quest’anno è l’estensione della rete sanitaria a tutto il Triveneto. Oltre al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, aderiscono infatti il Centro Medico San Leone di Udine e lo Studio Radiologico Bazzocchi, De Morpurgo, Poillucci di Trieste.
2.000 euro alla LILT di Treviso
Al termine della conferenza stampa, Vega e il Presidio Ospedaliero di Monastier hanno consegnato alla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Treviso un maxi assegno da 2.000 euro. La somma sosterrà l’associazione e i suoi oltre 900 volontari nelle attività di prevenzione e di assistenza ai malati oncologici.
All’incontro erano presenti la presidente LILT Treviso Nelly Raisi Mantovani e il consigliere Fedele De Cristofaro, insieme a Francesco Barbon, Direttore Generale di Vega, Roberto Barbon, fondatore e Amministratore Delegato dell’azienda, Massimo Calvani, Presidente del Gruppo Sogedin, e Matteo Geretto, Responsabile Sviluppo e Comunicazione del “Giovanni XXIII”.
«LILT Treviso è grata per l’attenzione del Gruppo Vega e per la concreta solidarietà della Casa di cura Giovanni XXIII», ha dichiarato la presidente Nelly Raisi Mantovani. «Il contributo sarà destinato alla riabilitazione fisioterapica e alla ginnastica riabilitativa per i pazienti oncologici, servizi che migliorano la qualità di vita e riducono sintomi e disabilità legati alle terapie. Il nostro impegno è dotare le nostre sedi di attrezzature sempre più efficaci e di professionisti preparati.»
Le voci dei protagonisti
«L’esperienza positiva dello scorso anno ci ha convinti a confermare l’iniziativa, che coinvolge oltre 240 punti vendita del nostro Gruppo», ha spiegato Francesco Barbon, Direttore Generale di Gruppo Vega. «La donna è il cuore pulsante della famiglia ed è, nei nostri negozi, la principale responsabile degli acquisti. Con il supporto del nostro personale vogliamo sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione.»
Sulla stessa linea Matteo Geretto, Responsabile Sviluppo e Comunicazione del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”: «Il benessere delle persone non è mai il risultato di un’azione isolata, ma di una squadra che lavora ogni giorno con competenza, visione e umanità. Nel nostro Presidio uniamo una tecnologia diagnostica di altissimo livello, dai mammografi con tomosintesi 3D agli ecografi ad alta risoluzione fino alle risonanze con intelligenza artificiale, alla dedizione dei nostri medici. Vedere una donna tornare a sorridere dopo una diagnosi tempestiva è il traguardo più alto, un successo condiviso con partner come il Gruppo Vega e la LILT.»
Dal Friuli Venezia Giulia è intervenuto il dottor Massimo Bazzocchi dello Studio Radiologico Bazzocchi, De Morpurgo, Poillucci di Trieste, che si occupa di prevenzione da quando, nel 1992, ha diretto e organizzato il servizio di Radiologia Universitario di Udine. «Oggi, come libero professionista, garantisco la stessa attenzione alla salute femminile», ha detto. «In caso di sospetta positività accompagniamo la paziente nel percorso presso le Breast Unit accreditate del Friuli Venezia Giulia, grazie a una rete consolidata con i chirurghi. E restiamo sempre raggiungibili anche tramite WhatsApp.»
Infine la dottoressa Elena Morandini, Presidente del Centro Medico “San Leone” di Udine, ha paragonato la prevenzione ai controlli di sicurezza che precedono un volo: «Significa intercettare un rischio prima che diventi un problema. Invitiamo le donne a fare controlli regolari senza aspettare i sintomi e a “pilotare il proprio aereo”. Agire per tempo può fare la differenza e, in molti casi, salvare la vita.»
Dove trovare le informazioni
Tutti i dettagli e le modalità per prenotare i check-up sono disponibili alle casse di tutti i punti vendita del Gruppo Vega.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
