Home / Posts Tagged "Treviso"

Già più di 400 iscritti per il debutto della mezza maratona che domenica 24 novembre percorrerà il territorio comunale di San Biagio di Callalta, toccando anche le frazioni di Rovarè, Sant’Andrea di Barbarana, Fagarè e Cavriè.

 

Arriva dal Kenya l’atleta che promette di tenere a battesimo l’albo d’oro della Maratonina di San Biagio, presentata ufficialmente ieri sera nella sala consiliare di Piazza Walter Tobagi.

 

Si chiama Samuel Ndungu Mwangi, ha 24 anni e un record personale di 1h00’42”, stabilito ad agosto del 2018 nella mezza maratona austriaca di Krems. Sarà lui, con ogni probabilità, l’uomo da battere nell’edizione inaugurale di una gara che promette spettacolo.

 

La Maratonina di San Biagio debutterà domenica 24 novembre, con partenza e arrivo a San Biagio di Callalta. Lo start avverrà in via Olimpia, nei pressi della rinnovata pista di atletica, mentre il traguardo sarà di fronte al municipio. Il percorso, sulla classica distanza dei 21,097 chilometri, si svilupperà su una sorta di anello, da percorrere in senso antiorario, che toccherà anche le frazioni di Rovarè, Sant’Andrea di Barbarana, Fagarè e Cavriè.

 

 

L’itinerario

Sarà una lunga e scorrevole passerella che toccherà i borghi rurali disseminati nella campagna trevigiana, non lontano dal Piave. Un momento particolarmente significativo sarà rappresentato dal transito degli atleti davanti al Sacrario Militare di Fagarè, monumento funebre in cui riposano i resti di oltre 10.000 soldati morti nel corso delle sanguinose battaglie che si combatterono lungo le sponde del Piave tra il 1917 e il 1918.

 

Il passaggio davanti al Sacrario Militare, la cui immagine sarà anche riprodotta nella medaglia che gli atleti riceveranno al traguardo, avverrà nel corso dell’ottavo chilometro di gara, poco prima di una sorta di giro di boa che porterà gli atleti a percorrere la strada regionale Postumia in entrambi i sensi di marcia.

 

Oltre a Samuel Ndungu Mwangi, il cast dei protagonisti comprenderà l’etiope Dereje Tola Megersa (1h04’30” di record personale, stabilito a fine 2018 a Crema) e gli italiani Paolo Zanatta, Giacomo Esposito ed Enrico Spinazzè. Da seguire anche l’intramontabile Said Boudalia, italiano d’origine marocchina che all’ultima Venicemarathon ha stabilito il primato nazionale over 50 di maratona e dallo scorso anno detiene anche il record italiano di categoria sulla mezza distanza (1h06’55” a Foligno).

 

L’organizzazione sarà curata dall’Atletica San Biagio, società che ha 230 tesserati e che nelle ultime stagioni, dopo il rifacimento della pista di via Olimpia, ha intensificato l’attività organizzativa, diventando un punto di riferimento importante, grazie al costante supporto dell’amministrazione comunale, nel panorama dell’atletica veneta, e non solo.

 

 

I commenti

“Stiamo presentando la Maratonina di San Biagio – ha detto il sindaco Alberto Cappelletto, affiancato dall’assessore allo Sport, Marco Mion –, ma a me piace guardare indietro e vedere quanta strada ha percorso l’Atletica San Biagio che ancora sei anni fa si allenava su una specie di campo di patate e oggi si appresta a lanciare un evento che diventerà un motivo d’orgoglio per tutto il territorio”.

 

“La Maratonina di San Biagio – ha aggiunto il presidente dell’Atletica San Biagio, Silvano Tomasi, applaudito anche dal presidente del Comitato provinciale della Fidal, Oddone Tubia, e dal consigliere regionale Diego Avon, atteso anche in gara domenica – coinvolgerà oltre cento volontari. E’ la 14^ manifestazione che organizziamo quest’anno tra pista e strada, la seconda a carattere nazionale dopo il Trofeo delle Regioni Master su pista. Abbiamo coinvolto complessivamente almeno 10.000 persone. La mezza maratona è un grande impegno, ma sono sicuro che andrà tutto per il meglio”.

 

Oltre 400 per ora gli iscritti, ma il numero è destinato a crescere sino a pochi minuti dal via: le iscrizioni proseguiranno infatti sino a sabato 23 novembre al costo di 25 euro (23 euro per le società con un minimo di 10 atleti), ma saranno possibili anche il giorno stesso della gara. Il conto alla rovescia può iniziare.

L’Italia, insieme a Francia e Giappone, rappresenta un’eccezione nel mondo del rugby perché, nonostante la comune tendenza degli sport moderni a globalizzarsi, la diffusione geografica di questa disciplina sportiva resta oggi strettamente legata a quello che fu l’impero britannico. Tra le regioni italiane, il Veneto è senz’altro la terra dove questo sport ha radici più forti, ramificate in una fitta rete di club, piccoli, medi e grandi.

 

Come mai in Italia, e nel Veneto in particolare, “l’ecosistema rugby” ha trovato un ambiente così fertile?

Di questo e di molto altro si parlerà sabato 23 novembre nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, città in cui il rugby vanta una lunghissima e gloriosa tradizione, legata soprattutto alla squadra del Benetton Rugby.

 

La Fondazione Benetton Studi Ricerche, nell’ambito delle sue attività di studio e ricerca sulla storia del gioco e sulla complessità del sistema ludico, dedica infatti un’intera giornata alla Storia e attualità del rugby nel contesto veneto e internazionale, attraverso due momenti pubblici: in mattinata, dalle ore 9.30 alle 13, un convegno di studi con storici, filosofi, giornalisti, esperti della disciplina, e nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, un incontro pubblico, in collaborazione con il Benetton Rugby, che coinvolgerà protagonisti del rugby trevigiano e nazionale, organizzato dopo la partita di esordio allo stadio Monigo di Treviso, nella Heineken Champions Cup, tra il Benetton Rugby e i Northampton Saints.

 

«Per la prima volta» afferma Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, «si mescolerà l’anima “ludica” e insieme culturale della Fondazione con l’attività sportiva del mondo Benetton, e da questa combinazione potremo ricavare stimoli per il nostro lavoro di ricerca sulla generale storia del gioco».

 

«Ci rende senza dubbio orgogliosi essere parte dell’inizio di questa interessante ricerca volta a scoprire le ragioni della relazione straordinaria venutasi a creare tra rugby e Veneto» ha dichiarato Amerino Zatta, presidente del Benetton Rugby. «Un amore nato tantissimi anni fa e che oggi è sempre più saldo».

 

 

Convegno

Molti i temi che saranno al centro del convegno di studi del mattino, che analizzerà il “mondo del rugby”, attraverso vari sguardi, quali quello della storia, dell’economia, della sociologia, della psicologia, delle neuroscienze.
Gherardo Ortalli, storico, professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, responsabile scientifico del settore di studi e ricerche che la Fondazione dedica alla storia del gioco, metterà in evidenza “la lunga storia del rugby”, strettamente connessa ai Giochi di battaglia e ai processi di civilizzazione: «Per solida convenzione da sempre si tende a far partire la storia del rugby da quando nel 1823 in una partita giocata alla scuola di Rugby, città nel Warwickshire inglese, il giovane William Webb Ellis per la prima volta, dopo aver preso la palla con le mani, invece di lanciarla indietro o retrocedere (come allora era norma), corse in avanti a fare il punto» racconta Ortalli. «La vicenda è sempre ricordata e assunta come il primo passo decisivo nella storia del rugby moderno. In realtà l’evento fa parte della leggenda più che della storia, e avere individuato un momento di partenza per il moderno gioco/sport della palla ovale non deve far dimenticare come quell’evento sia in realtà solo un passaggio in una storia molto più lunga e risalente: quella dei giochi di forza, di coraggio, nei quali si consente un margine di durezza che è escluso in quasi tutti gli altri sport contemporanei. Il gioco attuale con le sue regole è l’esito di un lento percorso che ha accompagnato da sempre il continuo progresso delle civiltà».
Nicola Sbetti, storico, Università di Bologna, ricostruirà la storia e l’evoluzione del rugby nel quadro internazionale, cercando di rispondere al contempo a un quesito: come mai il Mondiale si disputa solamente dal 1987 e alle Olimpiadi il rugby è entrato in maniera regolare nel programma solo a partire dal 2016 e nella sua formula a 7? Il tutto senza tralasciare le tensioni fra dilettantismo e professionismo, l’emergere della pratica femminile e gli intrecci che si ebbero nel corso della storia fra il rugby e la politica.
Umberto Curi, filosofo, Università di Padova, nel suo intervento Tra forza e violenza: il rugby racconterà, a partire da alcuni esempi di combattimenti virtuali del mondo antico, di come il rugby rappresenti il punto d’arrivo dell’approccio culturale greco-latino alla problematica della guerra. «Ciò a cui si assiste seguendo lo svolgimento di un match», spiega Curi «non è affatto manifestazione di violenza – come tale, intrinsecamente e irrimediabilmente irrazionale – quanto piuttosto l’esibizione della forza combinata con la razionalità. Il principale fattore discriminante fra l’una e l’altra è dato dall’esistenza di regole ben definite, alle quali i giocatori coinvolti si sottomettono senza eccezioni né contestazioni».
Luciano Ravagnani, giornalista e storico del rugby, e Gianluca Barca, direttore della rivista «Allrugby», rifletteranno sull’evoluzione del rugby veneto, italiano e globale, a partire da una constatazione: «Il Veneto è la regione trainante, la più vincente e la più rugbistica d’Italia. La Lombardia compete sul piano del numero dei praticanti, non dei risultati. La domanda è la stessa che ci si può porre per la piccola porzione del Galles (nel sud) piena di rugby o per la Francia tagliata a metà, soprattutto calcio al nord industriale e soprattutto rugby al sud agricolo. Non è facile spiegare perché, ma nel Veneto sicuramente è (è stato) il cosiddetto “campanile” a fare da lievito per questa genesi sportiva: le distanze chilometriche contenute, la rivalità fra le città di estrazione culturale diversa e altre specificità».
Infine Andrea Rinaldo dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, nonché nazionale di rugby, tre volte campione d’Italia con il Petrarca Padova, dirigente della Federazione Italiana Rugby, cercherà di rispondere a una serie di domande: Quali sono le condizioni necessarie per la sopravvivenza degli ecosistemi del rugby? Come opera la selezione naturale nel determinare la dominanza di alcune organizzazioni sportive e l’estinzione di altre? Esiste una legge economica che determini precisamente il successo sportivo? Rinaldo, a partire dalla sua esperienza diretta, entrerà poi negli aspetti più psicologici del gioco: i meccanismi di funzionamento della nostra mente nell’apprendere un gesto atletico, l’evoluzione della memoria e il suo ruolo nell’allenamento sportivo, la soggettività delle reazioni impermeabili a fatti che la ragione giudica incontestabili.
Il convegno si concluderà con la consegna agli studiosi Andrea Baldan e Naomi Lebens del Premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco 2019, assegnato dalla Fondazione Benetton. I lavori premiati, Alla Cuccagna: percezioni del denaro e dell’attività lavorativa nella letteratura cuccagnesca italiana e francese tra i secoli XIII e XVI (Andrea Baldan) e A world of play: Pierre Duval and printed games on a marketplace for maps in seventeenth-century Paris (Naomi Lebens), saranno presentati in un incontro pubblico in programma il giorno prima, venerdì 22 novembre, alle ore 17 nella biblioteca della Fondazione.

 

 

Incontro pubblico

L’appuntamento pomeridiano, aperto da un intervento di Andrea Rinaldo, vedrà la partecipazione di diversi protagonisti del mondo del rugby, che, sollecitati dal giornalista Andrea Passerini, racconteranno la loro esperienza: Luciano Benetton; Amerino Zatta, presidente del Benetton Rugby; Carlo Checchinato, ex rugbista, direttore dell’area commerciale della Federazione Italiana Rugby; Fabrizio Gaetaniello, ex rugbista e Board Member di EPCR e Pro14; Marzio Innocenti, ex rugbista, presidente del Comitato Regionale Veneto della Federazione Italiana Rugby; Antonio Pavanello, ex rugbista, direttore sportivo del Benetton Rugby; Giorgio Troncon, ex giocatore e allenatore di rugby. Sarà presente anche una rappresentanza della squadra del Benetton Rugby.
Nel corso dell’incontro saranno proiettati alcuni brani del documentario di Marco Paolini Chi ga vinto? Un viaggio nel rugby (regia di Enrico Lando, prodotto da Francesco Bonsembiante e Michela Signori per Jolefilm, in collaborazione con Neonetwork, 2008).

 

 

Per maggiori informazioni

Gli incontri si svolgeranno nell’auditorium spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso libero.
Tel. 0422.5121
www.fbsr.it

Standing ovation al Concerto del Coro Stella Alpina, Coro Ana di Oderzo e Francesca Gallo

 

Una standing ovation per il “Signore delle cime” cantato dal coro Stella Alpina di Treviso, dal Coro ANA di Oderzo e da Francesca Gallo. Il brano di Bepi De Marzi ha concluso la serata benefica che si è tenuta sabato scorso in Chiesa Votiva a Treviso per raccogliere fondi per realizzare il secondo punto nascite a Waterloo, paese della Sierra Leone martoriato prima dalla guerra civile e poi dall’ebola.

 

In Sierra Leone la sanità è a pagamento e ci sono pochi ospedali. Mancano anche le forze mediche che con l’ebola sono state ridotte del 20%. Per questo motivo la Onlus trevigiana dal 2012 fornisce l’assistenza sanitaria con le missioni mediche. Quattro ogni anno durante le quali medici di molti ospedali del Veneto, a titolo completamente gratuito e durante le loro ferie, vanno nell’ospedale di Lunsar ad operare, a curare e ad aiutare le mamme a partorire in sicurezza. “In Sierra Leone muoiono di parto circa 1500 donne ogni 100.000; in Italia 11 ogni 100.000 – ha dichiarato il dottor Massimo dal Bianco primario di Urologia del Sant’Antonio di Padova e Presidente di Around Us. – È stato proprio un medico della nostra equipe, che in quel momento si trovava in Sierra Leone, a visitare per primo le gemelline siamesi che dovrebbero arrivare in Italia per l’operazione che consentirà loro ti dare una speranza di vita, indirizzando la famiglia ai medici del CUAMM con i quali collaboriamo”, ha concluso il dottor Dal Bianco.

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il concerto della Chiesa Votiva è stato una grande dimostrazione di solidarietà espressa sia dai due cori e da Francesca Gallo, che si sono esibiti gratuitamente, ma anche dalle tante persone che partecipando all’evento contribuiscono a dare un futuro a tanti bambini.

 

 

 


Around us opera in Sierra Leone dal 2012 e supporta Padre Maurizio Boa di Badoere, Padre Mario Zarantonello e Padre Gianni Zanni dei Giuseppini del Murialdo soprattutto nella formazione professionale. Sono state create tre scuole primarie, una scuola superiore con 1500 studenti. Ragazzi che sono sostenuti nello studio attraverso le tante donazioni che arrivano dall’Italia. Molti di loro sono riusciti ad imparare un mestiere come l’idraulico, l’elettricista, il meccanico. Altri addirittura sono arrivati alla laurea e ora, a loro volta, aiutano chi sta ancora studiano. Un altro obiettivo di Around è quello di sostenere i molti orfani di ebola, un’epidemia che ha provocato migliaia di vittime. Con quello che si riesce a raccogliere, anche attraverso iniziative che quella che si è svolta sabato in Chiesa Votiva a Treviso, si fornisce loro almeno un pasto al giorno e l’istruzione necessaria per arrivare ad una professione ed essere autosufficienti. Tutto il denaro raccolto viene portato direttamente in Sierra Leone per questo chi volesse contribuire può continuare a farlo in qualsiasi momento attraverso il conto corrente IT73S0707461810000000111369 Progetto “Adotta un Orfano di Ebola”.

Si stanno verificando danni per maltempo un po’ in tutto il Veneto.
A Conegliano, sulla rotonda con via San Giuseppe, una luminaria di Natale è appesa solo per il cavo all’altezza di 5/6 Metri.
A Treviso in via San Bartolomeo le transenne di un cantiere sono finite in strada, a 50mt dalle scuole.
Sempre a Treviso è stata segnalata una pianta che occupa parte della sede stradale di via Zermanese e un’altra che occupa una carreggiata di dia Gaspare Ghirlanda.

 

 

Alle 2 di notte, i Vigili del fuoco hanno informato di aver effettuato circa 60 interventi quasi tutti per piante, insegne, impalcature, pali Telecom ed Enel anche con auto coinvolte, dovuti al grande vento.
Non si segnalano persone coinvolte.

 

Alle 8 di questa mattina, gli interventi erano oltre 80. Al momento restano ancora una ventina di chiamate da soddisfare da fare in tutta la Provincia.
Tutti i mezzi e uomini del Comando sono impegnati e insieme ai Vigili del fuoco stanno lavorando la Protezione civile di Treviso, Montebelluna, Conegliano e l’associazione Alpini.

 

Sostenibilità, fede e artigianato: tre concetti fortemente connessi che devono orientare oggi l’operato dei diversi attori sociali.

 

Per avviare una riflessione su questa tematica, l’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, promotrice del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, con Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, in stretta collaborazione con la Diocesi di Vittorio Veneto, organizza l’incontro dal titolo Per la cura della Casa Comune. La “Laudato sì” e le sfide della sostenibilità.

 

L’appuntamento è questa sera alle 18.00 al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso).

 

Inserito nel ricco programma delle iniziative collaterali al XXXVII Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, si aprirà con i saluti di Roberto De Martin, presidente del prestigioso riconoscimento, Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Veneto, e con il saluto di Monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto; quindi la parola passerà ai due relatori, Simone Morandini, teologo ed esperto di etica ambientale, e Ermete Realacci, fondatore di Symbola, network che riunisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale che promuovono azioni concrete, per aumentare la coesione sociale, il benessere e la competitività del Paese. Modererà l’incontro Don Alessio Magoga, direttore de L’Azione.

 

La Laudato sì e le sfide della sostenibilità. Conversazione al Parco Gambrinus di san Polo di Piave

La riflessione si svilupperà a partire dai contenuti fondamentali dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco (2015), un’analisi attenta dei legami fra clima e sviluppo, che esprime la profetica e attenta consapevolezza di un papa che accetta il consenso degli scienziati sui cambiamenti climatici, che dichiara la necessità di un’alleanza tra scienze e religioni per la cura dell’ambiente in cui siamo chiamati a vivere. 

 

Con questo appuntamento prosegue l’attenzione e la riflessione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” verso l’ambiente e i cambiamenti climatici, dopo che lo scorso settembre ad Asiago (Vicenza) ha inaugurato un nuovo percorso, il progetto Mazzotti contemporaneo, volto a individuare personalità contemporanee che si spendono per invertire la marcia promuovendo comportamenti sostenibili.  

 

Per informazioni

Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”
Tel. 0422.855609
[email protected]
www.premiomazzotti.it

Lui è Fabio Peyla, addetto marketing di 40 anni di Uggiate Trevano (Como), ed è Campione del Mondo con la sua ricetta originale del Tiramisù. Lei è Sara Arrigoni, insegnante di Paladina (Bergamo) di 27 anni ed è Campionessa del Mondo con la sua ricetta creativa al mojito (ma rigorosamente non alcolica). Sono loro a trionfare nella terza edizione della Tiramisù World Cup, la competizione che premia “chi fa davvero il Tiramisù più buono del mondo”.

 

Oltre ai Campioni del Mondo, erano arrivati in finale anche Eleonora Andronico di Gemona e Beatrice Castellan di Valdobbbiadene. Per la ricetta creativa, al tavolo delle finali, condotte da Filippo Ferraro di RDS 100% Grandi Successi, anche Rossella Favaretto di Mestre (pepe e pere), Camilla Paludetto di Feltre (amaretti, formaggio e lamponi).

Il commento dei vincitori

Ora voleranno in Brasile, ospiti dell’Ambasciata italiana a Curitiba per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, bandiere del Belpaese del dolce al cucchiaio più popolare e amato da tutti. «Ancora non ci posso credere – ha dichiarato emozionata Sara Arrigoni -. Ho provato tante ricette e alla fine questa è quella che i miei amici e famigliari hanno giudicato essere la migliore. È stato il terzo anno di partecipazione e finalmente ho vinto!».

 

Fabio Peyla aveva prenotato per restare una sola notte a Treviso, ma alla fine è dovuto rimanere per le semifinali e anche per la finalissima della “sfida più golosa dell’anno”: «Ho avuto il supporto e il calore della mia famiglia che mi ha sostenuto e che ringrazio immensamente. Sono riuscito a vincere, dopo tanti, tantissimi Tiramisù preparati in tutte le ultime settimane per migliorare sempre più».

 

Il commento degli organizzatori

La tre-giorni in quello che è stato ribattezzato “Palazzo dei Tiramisù”, nel cuore di Treviso, ha avuto un grandissimo successo di pubblico, con il coinvolgimento di centinaia di concorrenti e giudici provenienti da ogni dove: «Siamo orgogliosi di questa edizione, che è andata oltre le migliori aspettative – dice Francesco Redi, ideatore e organizzatore della Tiramisù World Cup. Il mio ringraziamento va ai partecipanti, ai sostenitori, ai nostri partner, al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per la sensibilità dimostrata nel credere da subito alla nostra manifestazione; un grazie a Treviso e alla sua Amministrazione comunale per averci dato la possibilità di ospitare le gare in piazza dei Signori».

Dopo Bibione, Udine e Bruxelles, inizia ora la fase finale dell’edizione di quest’anno. Presidente di Giuria, Roberto Lestani. E chi vince vola in Brasile

 

Dopo “Bibione e Venezia Orientale – Summer Selections”, le “Friuli Venezia Giulia Selections” a Villa Manin di Passariano (21 e 22 settembre) e le “European Selections” a Bruxelles (dall’11 al 14 ottobre), arriva ora il Grand Final della Tiramisù World Cup 2019.

Da oggi, venerdì 1° novembre, a domenica 3 novembre, inizia il lungo week-end della “sfida più golosa dell’anno” in piazza dei Signori, nella “green-house” allestita per l’occasione nel cuore di Treviso.

 

Oggi e domani sono gli ultimi due giorni di selezione. Poi, nella mattinata di domenica 3 novembre, si terranno le semifinali e quindi la finalissima dalle ore 15.00.

 

La tre-giorni chiude l’edizione 2019 della TWC, per la prima volta itinerante in Italia e in Europa.

Centinaia di chef amatoriali (rigorosamente non professionisti) si sono già dati battaglia a suon di mascarpone e savoiardi, e in questo week-end c’è l’ultima possibilità per accaparrasi un posto nelle semifinali, chi nella ricetta originale (uova, mascarpone, zucchero, savoiardi, caffè e cacao) e chi in quella creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e sostituire il biscotto).

 

L’appuntamento con la sfida più golosa dell’anno, che quest’anno vedrà Roberto Lestani, presidente della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria, in qualità di presidente della giuria della finale, si rinnova: «Abbiamo voluto rendere omaggio a Treviso e al Tiramisù con una installazione che richiama le caffetterie dell’Ottocento, che ospita le gare nel cuore della città – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . D’altronde, già spontaneamente nei social network era nato l’hashtag #civediamoaTreviso durante le selezioni a cui hanno partecipato concorrenti da ogni dove: siamo felici di essere riusciti a portare l’evento ad di fuori dei confini della Marca e dell’Italia. Ai partecipanti va il nostro ringraziamento, che verrà sancito nell’intervallo della partita Benetton Rugby – Edimburgo Rugby di sabato 2 novembre a Monigo, dove i semifinalisti verranno presentati e acclamati dal pubblico presente. Ma il “week-end da leoni” vedrà la Benetton Rugby essere al nostro fianco durante tutta la rassegna».

 

Come annunciato, coloro che diventeranno Campioni avranno l’occasione di essere ospitati dall’Ambasciata italiana a Curitiba (Paranà, Brasile) nel corso della Settimana Italiana della Cucina nel Mondo.

 

«Poche settimane fa due turisti hawaiani hanno fatto visita al Municipio – racconta Mario Conte, sindaco di Treviso -. Parlando con loro, è emerso che fra le parole italiane conosciute c’era proprio “tiramisù“. Questo dolce, che parte dalle cucine delle nostre nonne e arriva fino all’altro capo del mondo, trova nella sua World Cup una competizione bella, avvincente e golosa. Nella scorsa dizione abbiamo avuto modo di assaggiare le migliori espressioni tradizionali e creative e siamo certi che anche quest’anno, nella magnifica cornice di Piazza dei Signori, gusto e divertimento saranno protagonisti. Non vedo l’ora di premiare il miglior “Tiramisù-maker” del mondo!»

 

«Il tiramisù rappresenta non solo un’eccellenza della cucina trevigiana ma una vera e propria attrazione turistica – dice Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni culturali e al Turismo di Treviso – . Sono tantissimi, infatti, i visitatori italiani e stranieri che all’arrivo in città chiedono di assaggiare il nostro dolce, reso ancor più mitico dalle leggende e dagli aneddoti sulle sue origini e dalle centinaia di varianti possibili. La fama del tiramisù ha raggiunto dimensioni planetarie, ecco perché possiamo parlare di una vera e propria coppa del mondo dedicata. Francesco Redi è stato bravissimo a credere in questo progetto, riuscendo a coniugare spettacolo e tradizione, professionalità e folclore».

 

Secondo Federico Caner, assessore al Turismo della Regione Veneto: «Creatività, genuinità ed eccellente qualità dei prodotti sono alla base di quello che è probabilmente il dolce più conosciuto al mondo e a ben guardare questi ingredienti sono anche quelli che caratterizzano l’offerta turistica veneta. E se l’enogastronomia é di fatto uno dei motori trainanti dell’ospitalità della nostra regione, probabilmente nessun prodotto può meglio del Tiramisù rappresentare il Veneto a livello planetario».

 

Anche Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto e della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha ribadito come: «La Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha da subito creduto nel grande progetto della Tiramisù World Cup incoronando il primo vincitore bellunese nella sede camerale a Treviso e poi ancora per la grande festa del dolce creativo della seconda edizione. Abbiamo pertanto pensato che il sistema camerale, incaricato della promozione dei territori, fosse il giusto partner e sponsor istituzionale anche con la propria sede di Bruxelles di Unioncamere Veneto dove si è svolta la prima presentazione 2019 della tappa europea e poi a livello internazionale nella sede della Camera di Commercio Italo-Brasiliana di Curitiba. Oggi a livello locale sosteniamo questo importante evento di promozione del nostro territorio  con l’accordo strategico con Ascom Confcommercio. Quindi Buona competizione e vinca il migliore realizzatore del dolce più amato al mondo.

 

L’intero sistema Confcommercio – con l’appoggio diretto di Fipe e Federalberghi – si pone a sostegno del progetto TWC, «perché da sempre le categorie di Confcommercio sono impegnate nella valorizzazione delle eccellenze territoriali quali principali veicoli di diffusione della nostra identità culturale», afferma Federico Capraro, presidente di Ascom-Confcommercio Treviso.

Nell’insieme, Confcommercio garantisce a TWC non solo collaborazione e sostegno, ma la necessaria cornice che rende questo evento un vero progetto identitario del territorio, vissuto e promosso a pieno dalle imprese, per assicurarne non solo il successo turistico e di pubblico, ma la continuità e la crescita nel tempo. «Il tiramisù è un grande investimento sulla storia e sulla nostra identità che ci sta restituendo notevoli soddisfazioni. Con questa edizione si sta consolidando un grande progetto di marketing turistico per il nostro territorio», ha concluso Capraro.

Dal 1° al 3 novembre, è possibile partecipare a una “caccia al tesoro culturale” che conduce ai tesori artistici e culturali della città, all’insegna del tiramisù.

 

Un modo divertente e originale per scoprire Treviso, proprio nei giorni della Tiramisù World Cup. X City Tours organizza una “caccia al tesoro culturale” fatta di quiz che invogliano a indagare su storia, arte e curiosità del capoluogo della Marca Trevigiana.

 

È un’attività aperta a tutti, e per assicurarsi il proprio posto al “Tiramisù Tour Quiz” è sufficiente iscriversi al sito www.xcitytours.com.

 

Nei giorni della Tiramisù World Cup, quest’anno all’insegna dello “spritz-time”, la X CityTours organizza nel cuore della Marca una caccia al tesoro culturale, a squadre.

 

«È un’attività adatta a tutti, svolta in italiano oppure in inglese – racconta Alisa Nesterova, ideatrice e titolare di X City Tours -. Può partecipare chi arriva in città per la prima volta, ma anche chi già la conosce e anche chi a Treviso ci abita, ma non si stanca mai di scoprire qualcosa di nuovo dei luoghi in cui vive».

 

Come funziona

Di ogni città, i “Tour Quiz” amano svelare i segreti e raccontare la storia, per sorprendere e coinvolgere gli adulti e i bambini. Il meccanismo è molto semplice: ad ogni squadra (composta al massimo da 6 persone) viene consegnata una mappa con un percorso da seguire, insieme ad un libretto che contiene le domande a cui i partecipanti sono chiamati a dare una risposta. «Se non si conosce nulla della città non ci si deve preoccupare – dice ancora Alisa Nesterova -. Per risolvere i nostri quiz, infatti, è sufficiente aguzzare la vista e osservare tutto ciò che ci circonda».

 

«Siamo felici di poter far scoprire la nostra città e di offrire un nuovo contenuto ai partecipanti e al pubblico della TWC – spiega Francesco Redi di Twissen, organizzatore dell’evento -. Con il Tour Quiz si possono scoprire le bellezze di Treviso in maniera divertente e anti-convenzionale: il centro storico con i suoi palazzi eleganti, gli angoli caratteristici e gli scorci più belli. Il tutto in giornate legate dallo “spritz-time”, uno dei momenti caratteristici e conviviali che fanno parte della nostra quotidianità».

 

Dal cuore della città si potrà quindi esplorare tutto il centro storico: un viaggio nel tempo che porterà dalle mura medievali ai palazzi Rinascimentali fino alle zone più moderne.
Per tutti i partecipanti dei simpatici omaggi e un premio speciale per i vincitori.

RDS 100% Grandi Successi è radio ufficiale della Tiramisù World Cup 2019.

 

Per tutte le info, è possibile consultare il sito www.tiramisuworldcup.com.

All’iniziativa hanno partecipato anche il sindaco Conte e i componenti della Giunta

 

Ieri pomeriggio, in Piazza Indipendenza, i consiglieri di maggioranza del Comune di Treviso hanno organizzato un flash mob per dimostrare solidarietà nei confronti del popolo curdo per la grave tragedia umanitaria che si sta consumando in Medio Oriente per l’invasione della Turchia. All’iniziativa, che ha visto l’esposizione di uno striscione con la scritta “Mai la Turchia in Europa”, hanno partecipato anche il sindaco Mario Conte e i componenti della Giunta.

 

 

«Non possiamo restare silenti di fronte a migliaia di vittime, sfollati e vite messe in pericolo», afferma Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega ai Trecento. «La Turchia ha posto in atto un massacro inaccettabile ai danni di un popolo che da anni combatte il terrorismo e il fondamentalismo islamico e che a nord della Siria esercita una forma di governo di ispirazione democratica, partecipativa e pluralista».

 

Da qui il “No” alla Turchia in Europa: «La Turchia è caratterizzata da differenze antropologiche e culturali rispetto ai Paesi dell’Unione Europea che ne rendono impossibile l’ingresso», sottolinea Barbisan. «Per questo motivo, con gli altri Capigruppo di maggioranza Massimo Zanon, Davide Acampora e Giuseppe Basso ho depositato una mozione attraverso la quale chiediamo al sindaco e alla sua giunta di farsi portavoce con il Governo italiano per l’attuazione di politiche volte a spingere le autorità turche a un’immediata cessazione delle ostilità nel nord della Siria, condannare l’azione militare della Turchia, sostenere in sede ONU e UE l’obbiettivo di un embargo sulla fornitura di armamenti ad Ankara e, nondimeno, prevedere l’immediata messa in campo di strumenti di aiuto umanitario e di supporto alla popolazione civile, in sinergia con le Nazioni Unite e gli operatori umanitari presenti sul terreno».

Sabato 26 ottobre test di gradimento a Villorba

 

L’estate ci ha da poco salutato, portandosi dietro il successo di Gelato Fondente, il “gelato che scioglie il cuore”. Un progetto che ha visto coinvolti ragazzi con autismo e persone con altre patologie, nella realizzazione di un ottimo gelato di qualità, prodotto negli spazi di Cooperativa Alternativa, e distribuito nell’originale Fiat 500 pop up.

 

Molto stimolante è anche l’autunno di Fondazione Oltre il Labirinto, che da anni ha sviluppato numerosi percorsi di inclusione lavorativa legati all’ambito food (ricordiamo l’etichettatura delle bottiglie di prosecco, la realizzazione di cesti di Natale, i famosi “biscoti zaeti”, la pasta fresca) e che sta per lanciare un nuovo progetto che vede coinvolta un’altra eccellenza del territorio trevigiano.

“Cuore Fondente di Nonno Andrea” è pronto a stupire

Nasce con il marchio “Cuore Fondente di Nonno Andrea” una nuova linea di creme spalmabili alle nocciole e cacao. Il progetto vede coinvolti nello studio della ricetta l’esperto Giancarlo Tonolo che da anni supporta la formazione nei nostri laboratori, Sonia Salvadori l’anima dello sviluppo prodotti della azienda agricola Nonno Andrea e la Fondazione Oltre il Labirinto che con Carlo Giustini ne coordinerà gli aspetti logistici.

 

Il progetto si basa sull’idea di creare una linea di prodotti di altissima qualità che possa aggiungersi all’attuale portfolio di Nonno Andrea, che sta già conquistando il mondo. Il processo di etichettatura e imballo sarà affidato ai ragazzi con autismo della Fondazione e con la vendita del prodotto saranno sostenuti i percorsi di autonomia avviati dalla Fondazione, come il laboratorio polifunzionale a Vascon.

Degustazione gratuita in anteprima

Sabato 26 ottobre, durante la festa per la “giornata della zucca” nel punto vendita di Nonno Andrea a Villorba verranno fatte assaggiare gratuitamente 2 creme selezionate per ricevere un primo ritorno di gradimento. Dopo il test di gradimento da parte dei consumatori, la produzione vera e propria è poi prevista entro metà novembre.

 

La crema sarà realizzata con ingredienti di alta qualità, utilizzando nocciole del Piemonte IGP che compongono il 40% della ricetta, una quantità che renderà la crema tra le più ricche e genuine sul mercato. Sarà realizzata, inoltre, una versione completamente vegana senza l’utilizzo di conservanti e olio di palma.

 

 

“È un progetto che sposa in pieno la nostra missione, che da dieci anni si basa nel realizzare progetti di vita per i ragazzi, superare l’ottica emergenziale e assistenzialistica e valorizzarne le risorse, le abilità e le potenzialità, costruendo per loro un percorso abilitativo e inclusivo – spiega Mario Paganessi direttore di Fondazione Oltre il Labirinto. – È solo preparando per tempo la loro formazione alla vita, la loro inclusione sociale e lavorativa e il loro futuro con e senza genitori, che possiamo davvero superare il muro del “genitori per sempre”. Nello staff di “Nonno Andrea” abbiamo trovato dei partner eccezionali, sensibili e competenti, e di questo siamo molto grati”.

 

“Per noi da sempre è una emozione veder nascere un prodotto nuovo e ci ripaga di tanti sacrifici, qui oltre allo sviluppo c’è anche la grande emozione di poter allargare il perimetro di produzione e distribuzione includendo ragazzi svantaggiati e poter ricavare degli utili da reinvestire nel sociale” chiude Sonia Salvadori Responsabile “ricerca e sviluppo” Nonno Andrea.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni