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Ieri mattina, verso le 9.30, quattro giovani italiani di origine cilena si sono introdotti nei magazzini Coin di Corso del Popolo a Treviso.
I quattro, dopo esseri aggirati con fare sospetto, si sono attaccati nel reparto profumeria e hanno rubato alcuni profumi.
Sorpresi dal personale, sono fuggiti danneggiando la porta d’ingresso.

 

Le forze dell’ordine accorse, dopo aver visionato i filmati delle telecamere interne, sono partiti alla caccia dei quattro.
I giovani sono stati rintracciati alla stazione delle corriere. Perquisiti, due di loro sono stati trovati in possesso della refurtiva del valore di 500 euro e di coltelli e arnesi atti a eliminare i dispositivi antitaccheggio.
Uno dei quattro è stato arrestato, mentre gli altri tre sono stati denunciati a piede libero.

 

Fonte: Treviso Today

Da gennaio a maggio, ogni quarto mercoledì del mese, Roberta Marzola (facilitatrice e giornalista) tiene un incontro di meditazione presso l’associazione culturale Sign On Art di Treviso (Viale della Repubblica, 142).

Mercoledì 23 gennaio, pertanto, puoi provare questa esperienza (dalle 20.30 alle 23)!

Per info e prenotazioni, puoi scrivere a: [email protected] o al numero 320.4103952.

 

Scopri di più al seguente link!

 

L’associazione sportiva Strada Facendo Nordic Walking di Treviso organizza per il giorno 10 febbraio (dalle 7.30 alle 18.30) una passeggiata Urban Nordic Walking e visita guidata nella straordinaria città di Ferrara, dove il fascino e l’atmosfera del suo glorioso passato si sono conservati nel tempo in armonia con la vivacità culturale del presente. Le prenotazioni saranno accettate entro il 30 gennaio.

 

Ferrara è stata un importante centro medioevale e con i duchi d’Este, una delle corti più sfarzose del Rinascimento, proprio tra queste due epoche storiche risale la costruzione delle mura estensi, oggi parco circolare, con il suo ampio sentiero ciclo-pedonale tra viali alberati e ricca vegetazione, ideale per praticare attività sportive quali il Nordic Walking. Nel 1999 è terminato l’imponente restauro delle mura che ha dato vita a un nuovo spazio verde, il vallo esterno fra le aree verdi urbane di Ferrara, quella con la flora più importante e diversificata.

 

A nord delle mura si estende il parco urbano-agricolo dedicato a Bassani che si sviluppa per circa 1200 ettari, che vedremo in parte percorrendo il vallo, mentre dentro la cinta muraria, lungo Corso Porta Mare visiteremo il Parco Massari, un giardino pubblico di 4 ettari che ospita alberi di pregio come i secolari Cedri del Libano, il Bagolaro, il Tasso comune, il Ginkgo Biloba e l’Abete d’acqua. I tre cedri del Libano e il Bagolaro al centro del parco per le loro caratteristiche sono stati inseriti nel primo Elenco degli alberi monumentali d’Italia.

 

Dal 1100 circa e per otto secoli Ferrara ha intrecciato la propria storia con quella della sua comunità ebraica, dove nei secoli sono confluite le tre correnti migratorie ebraiche: da Roma, dalla Spagna e dalla Germania. Da prima accolti e poi segregati nel ghetto, la Ferrara ebraica è un itinerario ricco di storia che ci affascinerà e coinvolgerà accompagnati da una guida turistica locale.

 

 

PROGRAMMA

Ritrovo a Treviso: ore 7.30 parcheggio ex CineCity (Silea) – Sosta a Castelfranco (McDonald’s su circonvallazione)
Ritrovo a Ferrara ore 9.20 parcheggio supermercato Eurospin via Porta Catena, 52

Ore 9.20: arrivo e inizio camminata Urban Nordic Walking lungo le mura e nei parchi ferraresi; a seguire visita guidata della Ferrara ebraica

Lunghezza percorso: km 15 circa

Soffri di pressione alta? Glicemia alta? Trigliceridi e colesterolo fuori range? Eccesso di grasso addominale? Sovrappeso?

 

L’associazione Strada Facendo Indoor organizza una conferenza con la Dott.ssa Maddalena Matturro, biologa nutrizionista, per il 15 febbraio (dalle 20.30 alle 21.30), presso la palestra Strada Facendo (via T. Salsa 2/a, Treviso).

 

Durante l’incontro saranno dispensati consigli e guide su come ridurre il rischio di manifestare la sindrome metabolica, considerata la malattia del secolo. L’alimentazione corretta gioca un ruolo importante per contrastare il rischio.

 

L’ingresso è libero ma è gradita la prenotazione.

 

Ancora una volta la rassegna rossiniana ci ha regalato uno spettacolo ricco di talenti ed emozioni. Stiamo parlando del Gala lirico a scopo benefico “Gioachino Rossini e il Belcanto”, andato in scena giovedì 10 gennaio al Teatro Comunale Mario del Monaco di Treviso.

 

 

 

L’Associazione Lirica Trevigiana è riuscita a portare nel cuore della Marca questa serata intrisa della direzione artistica di Giuseppe Aiello, proponendo i più grandi interpreti del momento del repertorio rossiniano. Tra questi, l’Oscar mondiale della lirica quale miglior soprano al mondo del repertorio belcantistico, Jessica Pratt, che – protagonista indiscussa della scena – ha portato sul palco una collezione di performance magistralmente confezionate, e a tratti ironiche, complici anche il suo portamento e la sua interpretazione.

 

Le sue esibizioni hanno entusiasmato il gremito pubblico di spettatori, che l’ha seguita dal primo all’ultimo minuto con grande passione e meraviglia, impressionato dalla sua impareggiabile estensione vocale.

 

 

I lunghi applausi che hanno riempito il Teatro hanno acclamato anche il brillante repertorio musicale a cui hanno dato vita gli artisti dell’Orchestra Filarmonica Opera Italiana “Bruno Bartoletti” di Parma, diretti da un energico Francesco Ciluffo.

 

La serata ha collezionato molte altre esibizioni eccezionali. Per esempio quelle portate sul palco dalle tre coppie di giovani ballerini dell’Accademia della Scala di Milano, che hanno volteggiato con grazia sulle coreografie ideate da Massimo Volpini, colui che firma le coreografie di Roberto Bolle.

 

 

 

Al loro fianco, anche i cantanti dell’Accademia della Scala di Milano, del Rossini Opera Festival di Pesaro e dell’Accademia di Renato Bruson, con la partecipazione dei soprani Giulia Bolcato, Angela Gandolfo e Giorgia Paci, il mezzo soprano Chiara Tirotta, i tenori Alfonso Zambuto e Marco Miglietta, il baritono Paolo Ingrasciotta e i bassi Lorenzo Barbieri e Andrea Pellegrini, che si sono esibiti in un variopinto repertorio di arie rossiniane.

 

 

 

Molto apprezzato infine il tableau vivant a cura della compagnia Teatri35 di Napoli, realizzato sul dipinto di François Gérard che ritrae l’Incoronazione di Carlo X di Francia – trama dell’opera lirica Il Viaggio a Reims di Rossini -, testimoniato dal lunghissimo applauso scoppiato in sala a composizione ultimata. Il quadro vivente, che ha scolpito uno dei momenti più emozionanti dell’evento, ha visto anche il coinvolgimento di 36 allievi della scuola di danza ASD Danzainsieme di Treviso, diretta da Manuela Giacomini Pagot.

 

  

 

Composta di nove differenti momenti, la serata è stata abilmente presentata da una elegantissima Elena Filini, che ha intrattenuto il pubblico in sala sia con brevi introduzioni agli atti, sia curando la piacevole intervista di intermezzo rivolta a due personaggi del panorama belcantistico: Cecilia Gasdia, soprintendente della Fondazione Arena di Verona, ed Ernesto Palacio, soprintendente del Rossini Opera Festival di Pesaro, città natale di Gioachino Rossini.

 

 

L’applauso maggiore va comunque all’Associazione Lirica Trevigiana, che ha dato prova di saper lavorare nell’eccellenza, portando nella splendida città di Treviso un evento così ricco di pathos, che difficilmente sarà dimenticato.

Quando le associazioni, le istituzioni, le aziende e i privati cittadini fanno squadra insieme, si possono ottenere dei bei risultati per la città, per la cultura e per fare del bene.

 

Sui recenti fatti accaduti nella scuola media di Morgano, dove un genitore ha interrotto una lezione irrompendo in classe per chiedere agli alunni la loro opinione su un voto dato al proprio figlio, interviene l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan: “La cronaca troppo stesso ci restituisce episodi incresciosi a danno degli insegnanti. Violenze verbali e fisiche, ingerenze inaccettabili come quella accaduta nel comune trevigiano, minano il rapporto pedagogico alunno-insegnante, mettendo in dubbio l’autorevolezza di chi è chiamato al ruolo di educatore delle future generazioni. Tutto questo è inaccettabile”.

 

“Trovo corretto denunciare questi episodi all’autorità giudiziaria, come appunto ha fatto Daniela Bettini, preside dell’Istituto comprensivo di Quinto e Morgano, e come giustamente chiesto da Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio scolastico di Treviso -continua Donazzan – Le istituzioni scolastiche devono tutelare il loro personale, evitando intromissioni e ingerenze da parte di genitori violenti che, con la loro condotta, di certo non rappresentano un esempio da seguire per i propri figli”.

 

“Purtroppo, non è un fatto isolato, né l’unico problema in merito all’autorevolezza delle istituzioni educative. Avevo già denunciato questa degenerazione – ricorda Donazzan – che, meglio di me, il filosofo Ernesto Galli della Loggia aveva portato all’attenzione della pubblica opinione”.

 

“Non serve una legge – conclude l’assessore – servirebbe piuttosto ricostruire i “fondamentali” di riferimento: dal rivolgersi con il “Lei” ai docenti, all’alzarsi in piedi alla sua entrata, al corretto abbigliamento, magari con il ripristino del grembiule o di una divisa scolastica segno di decoro e di appartenenza, fino ad arrivare ad una lotta unanime contro l’uso di ogni droga tra i più giovani”.

L’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole, cresce ma meno di un anno fa. È quanto rileva l’Osservatorio del mercato del lavoro della CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione su un campione di quasi 20mila imprese associate con circa 140 mila dipendenti. Un dato nazionale, certo, ma che prende in considerazione anche un campione di aziende venete e trevigiane.

 

A novembre, l’aumento di occupati in questa categoria di imprese è stato dello 0,3% rispetto a ottobre e del 2,9% su base annua. Dati positivi, dunque, anche se inferiori alla crescita registrata a novembre 2017 quando si registrava un +0,4% sul mese precedente e un +3,4% rispetto a novembre 2016.

 

Stessa tendenza anche nel confronto per variazione cumulata: +3,2% nei primi undici mesi del 2018, +3,3% nello stesso arco di tempo del 2017.

 

«È una crescita della posizioni che però avviene a una velocità più modesta rispetto al recente passato – spiega Giuliano Rosolen, direttore provinciale della CNA di Treviso -. A pesare sull’andamento occupazionale nelle imprese artigiane, micro e piccole, è stato molto probabilmente il calo del prodotto interno lordo nel terzo trimestre del 2018 (-0,1%) dopo quattordici trimestri consecutivi di crescita ininterrotta».

 

Le assunzioni, infatti, a novembre sono calate del 5,5% rispetto allo stesso mese del 2017: per trovare un decremento superiore registrato dall’Osservatorio CNA bisogna tornare indietro a dicembre 2017 (-6%). Anche le cessazioni hanno segnato un -5,5% su base annua, una diminuzione record, senza eguali nell’intero 2017.

 

Il calo delle assunzioni, però, non ha riguardato in maniera omogenea tutte le tipologie contrattuali. Le assunzioni a tempo indeterminato hanno rimarcato il più alto incremento mensile a partire dal 2015: +29,7%. In crescita è risultato anche il lavoro intermittente, mentre scendono in picchiata le assunzioni di apprendisti (-18,9%) e a tempo determinato (-13,7%).

 

Andamento altalenante anche per le cessazioni. A fronte dei cali nelle tipologie di contratto più impiegate (-21,4% per il tempo indeterminato, -0,5% per il tempo determinato), l’apprendistato (+30,8%) e il lavoro intermittente (+26,9%) sono risultati in evidente crescita.

 

Disaggregando i dati relativi all’occupazione per tipologia di orario, l’Osservatorio CNA registra una predominanza dell’inquadramento a tempo pieno (67,9% degli occupati) sul part time (18,8%) e sulle altre forme contrattuali (10,2% l’apprendistato e 3,2% il lavoro intermittente). Con scostamenti non particolarmente rilevanti rispetto al dicembre 2014, vale a dire alla vigilia dell’entrata in vigore delle riforme del mercato del lavoro italiano. All’epoca i contratti a tempo pieno riguardavano il 73,9% del totale, il part time era al 18% e le altre tipologie contrattuali all’8,1%.

 

Il rallentamento della crescita delle posizioni nel 2018, non oscura il recupero di occupati dopo la caduta registrata con la lunga crisi economica: per la provincia di Treviso il saldo dei primi 9 mesi del 2018 è positivo per 6 mila unità rispetto a giugno 2008. È però una crescita che avviene appunto con una velocità più modesta rispetto al recente passato: se il trimestre luglio-agosto-settembre del 2018 aveva segnato un saldo positivo di poco più di 2 mila unità, l’analogo periodo del 2017 aveva segnato un +3 mila 600 posizioni.

 

Entrando del dettaglio dei diversi settori. Il manifatturiero recupera posizioni lavorative ma il saldo positivo rispetto al 2008 è tutto merito ancora del terziario. Si registra inoltre un lento recupero occupazionale, dopo la lunga fase di declino, sia per il settore delle costruzioni sia per quello del legno-mobilio. L’industria alimentare dalla fine del 2014 ha continuato a incrementare la propria base occupazionale, segnando a settembre 2018 +1700 posizioni lavorative e il settore metalmeccanico ha quasi completato la fase di recupero dei livelli occupazionali del periodo pre-crisi.

“Adesso anche Save ammette che la situazione dei voli dal Canova ha raggiunto il limite, 11 anni prima del previsto. Peccato che a fronte di decolli e atterraggi da record, ben oltre quanto stabilito dalla legge, manchi ancora la Valutazione di impatto ambientale”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, commentando i numeri dello scalo trevigiano e l’annuncio della società che lo gestisce sul raggiunto limite massimo di passeggeri.

 

“Da tempo sindaci, cittadini e comitati ribadiscono che la situazione del Canova è insostenibile oltre che fuorilegge perché manca la Valutazione di impatto ambientale. Il ministero per l’Ambiente fissa un numero massimo di 16.300 voli annui, tetto che non è mai stato rispettato. Anzi. Nel 2017 per esempio sono stati 21.251 e quest’anno c’è stato un ulteriore incremento di quasi il 10%. Ho più volte denunciato la mancanza della Via, lo scorso 22 novembre ho anche presentato una nuova interrogazione evidenziando come ci fosse un conflitto d’interesse per l’assessore all’Ambiente di Treviso, che è anche componente della Commissione Via. La Giunta però non ha ancora risposto.  Nel frattempo aumentano voli e passeggeri, alla faccia della tutela del territorio e, soprattutto, della salute dei cittadini”.

 

“Un ente pubblico dovrebbe metterla al primo posto – insiste Zanoni – invece il silenzio regionale su questa vicenda non mi pare sia un buon segnale. Un traffico così elevato ha effetti sicuramente molto impattanti, possibile che la regione non abbia nulla da dire? Possibile che non riesca a trovare un punto di equilibrio tra l’interesse economico che genera il turismo con quello dei residenti al diritto alla salute? Resto a fianco degli abitanti, dei comitati e delle amministrazioni comunali, dando il mio sostegno in questa importante battaglia per il rispetto delle leggi e per la tutela della salute dei cittadini”.

Quota 100, la corsa alla pensione è già iniziata: alla riapertura dopo le festività natalizie gli accessi agli uffici dei patronati Inas Cisl della provincia di Treviso sono aumentati del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La richiesta rivolta agli operatori è sempre la stessa: la verifica della posizione contributiva per capire se, sulla base dei nuovi parametri previsti dalla legge di Stabilità, si sono raggiunti i requisiti per andare in pensione. E, stando ai dati diffusi oggi dalla Cisl Belluno Treviso, sulle base della riforma voluta dal Governo giallo-verde, il numero di domande di pensione potrebbe raddoppiare rispetto al 2018.

 

“La legge di stabilità prevede la possibilità di andare in pensione con Quota 100, cioè sommando 62 anni di età e 38 di contributi. È fondamentale valutare tutti gli aspetti del proprio percorso lavorativo e previdenziale per effettuare la scelta migliore – spiega Michela Fuser, responsabile dell’Inas Cisl di Treviso -. Per accedere, però, saper fare la somma non sarà sufficiente”.

 

In questi giorni sono moltissimi i cittadini che si stanno rivolgendo al patronato della Cisl per capire se possono andare in pensione con il nuovo meccanismo. Dall’inizio dell’anno, gli accessi delle persone che chiedono la verifica della posizione contributiva sono già aumentati del 20%. “Siamo a disposizione di tutti coloro che vogliono saperne di più di Quota 100 – prosegue Fuser -. Per tutte le persone che si rivolgono a noi confezioniamo uno studio personalizzato della posizione contributiva, per verificare la soluzione pensionistica più conveniente e per inoltrare la domanda di pensione”.

 

Gli uffici dell’Inas hanno già operato un monitoraggio degli estratti contributivi dei lavoratori che si sono rivolti all’Inas negli ultimi mesi per capire l’effettiva portata della riforma: in provincia di Treviso sono più di 800 i lavoratori già inseriti nei database dell’Inas Cisl che potranno ritirarsi dal lavoro con le nuove regole. Un numero molto alto, se si pensa che nel 2018 le domande di pensione presentate complessivamente dal patronato Cisl di Treviso sono state 1065.

 

“La riforma delle pensioni in approvazione – sottolinea il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan – è per molti lavoratori e lavoratrici sicuramente un’opportunità di veder riconosciuta una vita di lavoro iniziata con parametri di accesso alla pensione completamente diversi. In particolar modo nelle situazioni più usuranti e faticose è una risposta alle nostre richieste di una maggiore flessibilità in uscita. Ricordiamo però che stiamo rivendicando da anni questi temi e che anche con questo governo continueremo a perseguire con determinazione i nostri obiettivi per quanto riguarda le pensioni: il riconoscimento dei 41 anni di contributi, delle discontinuità lavorative come il lavoro di cura delle donne e i periodi non lavorati dai giovani e un maggior sostegno alla previdenza integrativa. Richieste volte alla valorizzazione dei lavoratori e all’impegno solidale della previdenza collettiva nazionale”.

A poco meno di un mese dal giorno del ricordo (10 febbraio), al cosiddetto centro sociale Django viene organizzata, per sabato 19 gennaio, una serata con ospite il “collettivo Nicoletta Bourbaki”: un sedicente gruppo di lavoro che si autoproclama di lavorare al fine di contrastare riscritture e falsità storiche e che ha scritto un’utile guida che aiuta a riconoscere le bufale storiche e come difendersi da esse.

 

Il tema centrale della serata, infatti, saranno le foibe.

 

“Chissà con quali argomentazioni dirà che le foibe sono falsità o bufale storiche. Ma ancora, questo collettivo sta lavorando per ricostruire il caso di Giuseppina Ghersi, la 13enne stuprata, seviziata e uccisa da un gruppo di partigiani comunisti savonesi nel 1945. Anche qui, a suo dire, si tratterebbe di una bufala. Nonostante sia ormai appurato come andarono le cose, questi revisionisti provano a negare o a far vedere in un altro modo anche questo”, sostiene Davide Visentin, consigliere comunale gruppo Mario Conte sindaco.

 

In un momento in cui in Italia si parla di foibe e ne viene celebrato il Giorno del ricordo, c’è ancora chi nega l’esistenza della tragedia o, peggio ancora, la giustifica.

 

“Da italiano sono inorridito al solo pensiero che serate di questo tipo possano essere organizzate e seguite. Da amministratore spero che si possa fermare questa conferenza, che mi auguro sia solo una provocazione di cattivo gusto, nei confronti soprattutto di chi è stato vittima di quei momenti atroci. Le foibe sono una bruttissima pagina di storia del nostro Paese che va ricordata, proprio per non dimenticare le migliaia di martiri che morirono in maniera brutale con la sola colpa di essere italiani“, conclude il consigliere.

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