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Affitti Brevi: Treviso Cerca Soluzioni tra Referendum Veneziano e Direttive UE

3 minuti di lettura

Il dibattito sugli affitti brevi si intensifica in Italia e in Europa, e Treviso non fa eccezione. Mentre Venezia si prepara a un referendum per limitare le locazioni turistiche e l’Unione Europea spinge per una regolamentazione, la Coalizione Civica per Treviso lancia una proposta concreta per la città, mirata a salvaguardare la residenzialità e l’equilibrio urbano.

TREVISO. La questione degli affitti brevi, o locazioni turistiche, è ormai al centro dell’attenzione in molte città d’arte e centri storici, dove il fenomeno della “turistificazione” sta alterando profondamente il tessuto sociale ed economico. A Venezia, la situazione ha raggiunto un punto critico, tanto da spingere all’organizzazione di un’iniziativa referendaria volta a imporre limiti stringenti a questa tipologia di locazioni. Parallelamente, anche a livello europeo, si sta muovendo qualcosa: l’Unione Europea, infatti, si prepara a concedere alle amministrazioni cittadine maggiori poteri per intervenire in materia, riconoscendo la necessità di proteggere la capacità delle città “turistiche” di rispondere al crescente bisogno di locazioni “ordinarie” per i residenti.

E a Treviso? La situazione, seppur con dimensioni diverse, segue una traiettoria preoccupante. Gli aggiornamenti riportati regolarmente dalla stampa locale confermano un continuo e inarrestabile aumento del numero delle locazioni turistiche. Attualmente, si stima che circa 600 alloggi nella città siano destinati a questo scopo. Questo dato non è marginale, anzi, aggrava significativamente il problema della “sottrazione” di appartamenti che, altrimenti, potrebbero essere disponibili per le locazioni ordinarie, essenziali per la vita dei residenti e per il mantenimento di un tessuto sociale equilibrato. Le 600 unità in questione rappresentano circa il 12% dei circa 5.000 alloggi inutilizzati presenti in città e potenzialmente disponibili per la locazione. È importante sottolineare che il dato ISTAT del 2023 indica 5.976 abitazioni non utilizzate in città, da cui vanno sottratti gli alloggi ERP vuoti e quelli privati in condizioni di inabitabilità, rendendo la percentuale del 12% ancora più significativa nel contesto degli alloggi effettivamente disponibili.

La domanda che sorge spontanea è: l’amministrazione comunale di Treviso può intervenire efficacemente per regolare e limitare le locazioni brevi prima che il fenomeno della “turistificazione” assuma contorni difficilmente reversibili? La complessità della questione è accentuata dalla mancanza, in Veneto, di una normativa regionale specifica che disciplini il settore oltre gli ambiti meramente tecnici. Questa assenza impedisce alle amministrazioni comunali di agire con piena autonomia, basandosi sulle peculiarità locali e sulle esigenze specifiche della propria comunità.

Di fronte a questa lacuna normativa regionale, la Coalizione Civica per Treviso, attraverso il portavoce Gigi Calesso, propone un percorso d’azione concreto. L’idea è che un’amministrazione comunale possa comunque intervenire sul settore delle locazioni turistiche attraverso l’approvazione di due strumenti complementari: un Regolamento Comunale e una Variante al Piano degli Interventi. Questa è la direzione in cui si sta già muovendo, ad esempio, l’amministrazione comunale di Padova, offrendo un modello replicabile e già testato.

Il primo strumento, il Regolamento Comunale, interviene sugli aspetti di competenza diretta del Comune. Questo include la verifica della conformità urbanistica ed edilizia degli immobili, il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza, la prevenzione del sovraffollamento e il rispetto delle destinazioni d’uso. L’obiettivo primario è rafforzare i controlli e impedire che l’utilizzo turistico diventi un espediente per aggirare le norme urbanistiche esistenti. Inoltre, il Regolamento prevede l’istituzione di un monitoraggio permanente sulla diffusione delle locazioni brevi e sui loro effetti sulla disponibilità di abitazioni e sulla residenzialità complessiva della città. Questo permetterebbe di avere un quadro sempre aggiornato del fenomeno e di agire di conseguenza.

Il secondo strumento, la Variante al Piano degli Interventi, agisce su un piano più propriamente territoriale e urbanistico. Il suo obiettivo è la costruzione di un modello di città in cui lo sviluppo turistico non si traduca nella progressiva espulsione della residenza stabile e nella trasformazione del patrimonio abitativo in patrimonio prevalentemente destinato all’ospitalità temporanea. In altre parole, si vuole evitare che la crescita degli alloggi dedicati al turismo riduca progressivamente le case disponibili per i residenti, in particolare nelle zone sottoposte a maggiore pressione turistica, come il centro storico. Sulla base di dati oggettivi e analisi approfondite, la Variante individuerà gli ambiti più vulnerabili della città e introdurrà discipline differenziate e proporzionate. Potrà inoltre chiarire quando un utilizzo turistico stabile assume rilevanza urbanistica, disciplinare i mutamenti di destinazione d’uso e tutelare gli edifici prevalentemente residenziali. È fondamentale sottolineare che “Non si tratta quindi di un divieto generalizzato delle locazioni turistiche, ma della costruzione di regole capaci di mantenere un equilibrio tra turismo e diritto alla casa,” come evidenziato dalla Coalizione Civica.

Insieme, il Regolamento Comunale e la Variante al Piano degli Interventi rappresentano un pacchetto di misure che consentirebbe al Comune di Treviso di controllare il fenomeno degli affitti brevi, conoscerne l’evoluzione e intervenire in modo mirato laddove la pressione turistica rischi di compromettere la funzione abitativa della città. La Coalizione Civica per Treviso ha già predisposto lo schema di delibera, la proposta di Regolamento e l’atto di indirizzo per la Variante, dimostrando la serietà e la concretezza della sua iniziativa. L’obiettivo finale è garantire che Treviso rimanga una città vivibile per i suoi residenti, mantenendo un sano equilibrio tra le esigenze del turismo e il fondamentale diritto alla casa.

Come afferma Gigi Calesso, portavoce della Coalizione Civica per Treviso, “Questa città non è un albergo!” un monito che riassume la necessità di agire per preservare l’identità e la funzionalità urbana di Treviso.

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