Per lo “Speciale Elezioni regionali 2025”, l’intervista a Valentina Noce, avvocata e candidata al Consiglio regionale del Veneto a sostegno di Alberto Stefani presidente
ROVIGO. Dalla sua Rovigo, dove è nata e ha le sue radici, all’esperienza romana accanto al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ora Valentina Noce, avvocato e consigliera comunale, si candida al Consiglio regionale del Veneto nella lista a sostegno di Alberto Stefani presidente
«La mia candidatura nasce da un profondo legame con il territorio – racconta –. Amo il mio Polesine e sento il dovere di restituire quanto ho ricevuto, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nella professione forense e nei ruoli istituzionali».
«Il Veneto è la regione più bella d’Italia»
Per Noce, il punto di partenza è la comunità. «Serve restituire al Veneto la sua dimensione umana e sociale. I temi centrali del nostro programma – sociale e sanità – sono quelli più sentiti dai cittadini. Penso alla sicurezza nei luoghi di lavoro: non possiamo più accettare tragedie come quella di San Martino di Venezze. Il lavoro deve essere dignità, non rischio».
Da avvocata e amministratrice, Noce insiste anche sull’importanza della rete di comunità. «La solitudine degli anziani è una piaga silenziosa. Dobbiamo ricostruire relazioni di prossimità: anche un gesto semplice, come suonare al vicino per chiedere se sta bene durante l’estate, è politica sociale. Ma le istituzioni devono fare la loro parte, creando spazi di aggregazione e assistenza, in particolare nelle aree più fragili del Polesine».
Sanità e sburocratizzazione
«La sanità deve essere di prossimità e personalizzata – spiega Noce –. In un territorio vasto e complesso come il nostro, la medicina deve arrivare nelle case, non costringere le persone a viaggi interminabili per una visita. Servono più assistenza domiciliare, meno burocrazia e un contatto diretto tra medici e cittadini».
«Da mamma, voglio politiche concrete per le donne»
Madre da dieci mesi, Noce porta nella sua esperienza personale nuove proposte per le donne. «Ho vissuto in prima persona le difficoltà dei primi mesi di maternità, lontano dalla mia città. È necessario garantire supporto concreto: ostetriche a domicilio, analisi gratuite, servizi di prossimità. La maternità non può essere un ostacolo, ma un diritto da tutelare».
Da anni impegnata nel Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati, Noce ribadisce l’urgenza di un’azione culturale contro la violenza di genere. «Non basta intervenire dopo, nella fase patologica. Serve prevenzione, educazione al rispetto e sostegno reale alle donne. Martedì 11 novembre parteciperò a un convegno a Rovigo, Women and Welfare, per discutere proprio di come conciliare vita e lavoro. È un tema che tocca tutte noi».
«Voglio far crescere mio figlio in un Veneto che dà opportunità»
Guardando al futuro, Noce ha un’idea chiara del Veneto dei prossimi dieci anni. «Sarà ancora la regione più bella del mondo, ma dovrà essere anche quella in cui vivere bene, con servizi, lavoro e sport. Voglio che mio figlio cresca in una terra che offre opportunità di sviluppo, professione e libertà di scelta. Tra pochi mesi ospiteremo le Olimpiadi invernali: un’occasione per dimostrare che il Veneto può essere protagonista, sostenibile e inclusivo».
P.E.
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