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Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura

Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di Stefani: 10 borse di studio per coinvolgere i giovani 

VENEZIA – Il Veneto celebra i nove anni dal referendum consultivo sull’autonomia che il 22 ottobre 2017 portò alle urne oltre 2 milioni e 328 mila cittadini, con il 98,1% dei votanti favorevole alla richiesta di maggiori competenze per la Regione. L’anniversario coincide con una nuova tappa istituzionale: l’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri avvenuta il 14 ottobre 2026.

L’iniziativa di Stefani: dieci borse di studio per gli universitari

In occasione della Giornata dell’Autonomia il presidente della Regione Alberto Stefani annuncia un’iniziativa rivolta alle nuove generazioni: un investimento complessivo di 40 mila euro per l’istituzione di dieci borse di studio da 4 mila euro ciascuna per premiare tesi di laurea ed elaborati scientifici dedicati all’autonomia regionale, al regionalismo differenziato e alle modalità della sua attuazione.

Dichiara Stefani: «L’autonomia differenziata è oggi più che mai vicina e per questo dobbiamo guardare con attenzione alle idee dei nostri giovani che ne saranno i protagonisti. Il via libera alle intese dato dal Consiglio dei ministri dei giorni scorsi ha le sue radici nella via indicata dai veneti con il referendum consultivo di nove anni fa. Il 22 ottobre è una data che unisce storia e futuro della nostra Regione. Per questa ricorrenza, ho proposto al Consiglio regionale di destinare a specifiche borse di studio i fondi che erano previsti per l’organizzazione di convegni».

La partecipazione al concorso è gratuita e rivolta a studenti e studentesse iscritti a un’università italiana, nati in Veneto o residenti nella regione da almeno cinque anni, che non abbiano ancora compiuto 26 anni. L’obiettivo è coinvolgere le nuove generazioni, definite dal presidente Stefani non come il futuro, ma come il “presente” e i depositari del progetto di riforma.

«Sono certo che è una grande occasione per i giovani che potranno misurarsi su un tema così importante, ma anche per le istituzioni regionali che hanno l’occasione di raccogliere idee e proposte nuove, formulate da chi è cresciuto come studente negli anni dell’impegno veneto verso l’autonomia».

Le tappe del percorso

A ricordare il significato di quella giornata è anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale ed ex governatore del Veneto, che ha definito il voto del 22 ottobre 2017 la «madre di tutte le battaglie» e una pagina fondamentale della storia del Veneto. 

Il cammino dell’autonomia ha una storia complessa:

Le radici del percorso risalgono alla Legge regionale del 2014, approvata dal Consiglio regionale per promuovere la consultazione popolare, poi legittimata dalla sentenza n. 118 della Corte costituzionale nel 2015. La consultazione si svolse il 22 ottobre 2017 e riuscì a fornire alla Regione un mandato politico per avviare il negoziato con lo Stato. La prima fase della trattativa si concentrò su cinque ambiti: tutela del lavoro, istruzione, tutela della salute, tutela e valorizzazione dell’ambiente e dell’ecosistema. Questo confronto portò ad una prima pre-intesa tra il Governo e il Veneto nel febbraio 2018. L’accordo rappresentò il primo passaggio formale verso il riconoscimento di maggiori competenze alla Regione, stabilendo le modalità per proseguire le trattative dopo il rinnovo degli organi istituzionali nazionali.

La questione è tornata in primo piano con il Governo guidato da Giorgia Meloni e con l’iniziativa del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli. L’iter parlamentare si è concluso il 19 giugno 2024 con l’approvazione della legge numero 86, che ha disciplinato le modalità con cui una Regione può ottenere ulteriori forme di autonomia. Nel novembre 2024, tuttavia, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime specifiche disposizioni della legge, imponendo il pieno rispetto dei principi costituzionali, dell’unità della Repubblica e della solidarietà territoriale. La pronuncia non ha cancellato il percorso verso l’autonomia, ma ha imposto di proseguire nel rispetto dei principi e dei limiti indicati dalla Consulta.

La trattativa tra il Governo e la Regione Veneto ha portato, il 18 novembre 2025, alla sottoscrizione di un nuovo accordo preliminare per l’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione, focalizzato su protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Nel febbraio 2026 il Consiglio regionale ha rinnovato il mandato al presidente Alberto Stefani per portare avanti il negoziato. Il 18 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi preliminari d’intesa tra il Governo e le Regioni interessate, tra cui il Veneto. L’ultimo capitolo si è chiuso il 14 ottobre 2026 quando il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive sull’autonomia differenziata. Adesso il procedimento deve proseguire in Parlamento, dove spetterà alle Camere esaminare e deliberare sui provvedimenti secondo quanto previsto dalla Costituzione.

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