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“Un atto intimidatorio vile e ignobile da condannare senza se e senza ma”. Condanna così il presidente della Regione Veneto il gesto compiuto ieri ai danni del giornalista del Tgr Veneto Matteo Mohorovicich e al suo operatore: bersagli di un atto vandalico mentre stavano documentando l’inquinamento da idrocarburi e cromo esavalente in un ruscello a Rosà.

 

“Le mani che questa mattina hanno tagliato le ruote dell’auto della troupe della Rai del Veneto rispondono ad un codice di intimidazione malavitosa che infanga i principi basilari della nostra convivenza. A nome di tutti i veneti esprimo vicinanza ai giornalisti e agli operatori della Rai e pieno riconoscimento per il loro lavoro, volto a garantire a istituzioni e cittadini il diritto-dovere di informare e di essere informati”.

 

“Mi auguro che sia fatta luce al più presto sulla matrice e sui responsabili di questo atto inqualificabile – ha concluso il governatore del Veneto, Luca Zaia, – e che la giustizia faccia celermente il proprio corso”.

“Rispetto i sondaggisti, che fanno un lavoro difficile, ma un sondaggio resta un sondaggio, e un amministratore perderebbe la propulsione di governo se badasse solo a quelli. Se mi fossi preoccupato dei sondaggi certe scelte non le avrei mai fatte. Il riconoscimento che arriva oggi è alla squadra, Giunta, Consiglio, tecnici regionali. Immagino che il gradimento della gente derivi da questo, dalla percezione del lavoro di noi tutti per loro e i loro problemi. Possiamo dire che, in Veneto, il contratto sociale prende corpo”.

 

È questo il commento del Presidente della Regione del Veneto al sondaggio, pubblicato oggi dal Sole 24 Ore; sondaggio che lo indica come il governatore più amato dagli italiani.

 

“Lo dico sempre – prosegue il Presidente – che da soli magari si va più forte, ma in squadra si fa più strada, quindi grazie a tutti i componenti di questa squadra, e ai cittadini che hanno capito come ci muoviamo ed esprimono in questo modo il loro apprezzamento. A volte bisogna saper rischiare e buttare il cuore oltre l’ostacolo, perché la gente vuole che gli amministratori che ha eletto facciano le cose che dicono, magari anche incappando in qualche errore, perché nessuno è perfetto”.

 

“Il favore degli elettori fa piacere ma deve prima di tutto essere lo stimolo a fare di più, a lavorare pancia a terra. Abbiamo in corso la madre di tutte le battaglie, che è l’autonomia – prosegue – sulla quale i veneti si sono espressi compatti e con una straordinaria trasversalità rispetto ai partiti, da popolo maturo, condividendo una sfida che io ho proposto: quella di essere tutti per l’autonomia della nostra regione, aldilà degli schieramenti politici”. Conclude il governatore Zaia.

“Ci sono voluti 530 giorni (1 anno, cinque mesi e 14 giorni, tanto è passato dal fatidico referendum-truffa), ma alla fine il bluff presidente Zaia è crollato: addio residuo fiscale, addio al principio del 90% da trattenere per i Veneti, addio intesa “blindata” col governo e benvenuto iter parlamentare”. Questa l’accusa di Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bertelle (Italia in Comune) rivolta al governatore Luca Zaia e alla Lega; colpevoli secondo i due esponenti di aver beffato i veneti.
I due esponenti proseguono: “Ma ve la ricordate la proposta di legge per il Veneto regione a statuto speciale? Tutte balle, ieri a Roma il presidente ha confermato nei fatti quello che noi abbiamo sostenuto fin dall’inizio; ben prima della campagna elettorale-referendaria: prima di tutto che quella dei 9/10 del residuo fiscale è una fregnaccia bella e buona. Inoltre nessun progetto di autonomia può andare a compimento senza il necessario passaggio parlamentare”.
“Quando lo dicevamo, Zaia e i suoi ci davano dei disfattisti, dei gufi e chissà che altro. Hanno venduto fumo ai veneti per raccogliere consensi al referendum; poi hanno pure fatto una legge in cui all’articolo 2 si parla dei nove decimi di residuo fiscale”. Rincarano Ruzzante e Bertelle, che poi concludono.
“Il presidente ha cambiato idea? Chiediamo che Zaia venga subito a riferire in consiglio, ci deve spiegare perché ha presentato ieri al Parlamento una linea profondamente diversa da quella assunta nella campagna referendaria e nella proposta di legge votata dal Consiglio Regionale, perché ci ha fatto votare su un bluff? Ma soprattutto ha il dovere nei confronti dei veneti di confessare che li ha presi in giro e che da questa autonomia il Veneto non riceverà un euro in più, anche con il suo consenso!”

“È inaccettabile che chi difende se stesso e la propria famiglia nella propria casa dall’aggressione dei malviventi, rispetto a questi ultimi sia meno tutelato dalle norme e, addirittura, corra più rischi di essere punito. L’approvazione di questa legge sulla legittima difesa, fortemente voluta dal vicepremier Matteo Salvini, rappresenta essenzialmente un atto di giustizia”.

 

Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta l’approvazione definitiva, da parte del Senato, del disegno di legge sulla legittima difesa.

 

“Concordo con Salvini: è stata combattuta e vinta una battaglia di civiltà – conclude il Governatore –. Quello italiano non è un popolo di pistoleri. Per la stragrande maggioranza è fatto di persone perbene, che hanno a cuore la propria casa, i propri congiunti, le aziende per le quali hanno a lungo lavorato e sacrificato: non hanno forse il diritto di proteggere quello che hanno di più caro? La risposta non può che essere sì e ancora sì. E finalmente questa legge consentirà di farlo”.

“Quella dei Pfas è una tragedia di portata nazionale e chi inquina deve pagare. Ringrazio il professor Foresta perché con le sue parole, da una posizione scientifica di assoluto livello ed indiscutibile esperienza pone all’attenzione generale il dramma legato all’inquinamento delle sostanze perfluoroalchiliche.  Una tragedia ecologica che non riguarda solo le singole zone ma è di dimensione nazionale”.

 

 

Così il presidente della Regione del Veneto accoglie le dichiarazioni del professor Carlo Foresta, docente dell’Università di Padova; in quest’occasione Luca Zaia sottolinea la necessità di estendere l’emergenza sanitaria legata ai Pfas dal Veneto a tutta Italia.

 

La questione Pfas

 

“Quella dei Pfas è una vera emergenza ecologica nazionale, pari a quella legata alla diossina che colpì Seveso nel 1976, e da tempo ormai ci pone di fronte al fatto di non riguardare solo la nostra regione. Il Veneto, forse, ha un solo motivo per essere considerato l’unico protagonista di questa vicenda: quello di essersi attivato per primo, e per ora unico, creando un laboratorio che è diventato un riferimento per tutti gli altri territori colpiti dal problema; quello di aver imposto il limite zero ai Pfas, ancora in assenza di una legislazione nazionale o europea; di aver avviato presso la Procura un’azione di responsabilità nei confronti dell’azienda produttrice; ma soprattutto di aver organizzato quella che è forse la più massiccia azione di screening sanitario in Italia per un caso di inquinamento”. Queste le parole del Governatore.

 

I problemi da risolvere

 

“Di fronte a questa emergenza – conclude il Presidente – rimangono ancora dei nodi irrisolti. Oltre ai limiti posti dal Veneto non sappiamo ancora nulla di cosa accadrà a livello nazionale e internazionale. Soprattutto, rimane l’obbiettivo di perseguire i responsabili di questa vera tragedia ambientale per dare non solo una risposta sanitaria a migliaia di famiglie che temono per i loro figli ma soprattutto un risarcimento che la legge impone in capo a chi inquina”.

“I responsabili vanno presi e sbattuti in galera, l’unico posto adatto a loro. Rubare dove si lavora per ridare la vista alla gente è un gesto ripugnante”.

 

Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta “con indignazione” il grave furto messo a segno stanotte alla Banca degli Occhi di Mestre.

 

“Rubare è sempre e comunque un fatto grave, un reato – aggiunge Zaia – ma farlo a danno di strutture che si occupano della salute delle persone è il massimo dell’aberrazione”.

 

“Sono certo – conclude Zaia – che gli inquirenti e le forze dell’ordine faranno del loro meglio per individuare questi delinquenti. La loro destinazione finale non può che essere in carcere”.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha incontrato a palazzo Balbi l’ambasciatore in Italia della Repubblica federale tedesca Viktor Elbling e il console onorario per il Veneto Paola Nardini.

 

 

Al centro delle conversazioni i proficui rapporti tra il Veneto e la Germania. La regione veneta è infatti uno dei partner privilegiati nell’interscambio economico italo-tedesco, nonché storica interlocutrice di antiche relazioni culturali.

 

 

Governatore e ambasciatore hanno ribadito le ragioni di amicizia tra i due popoli e hanno approfondito le possibilità di sviluppare rapporti economici e relazioni di scambio sempre più strette tra i due paesi, con particolare riferimento alle infrastrutture e alla logistica.

Il Presidente della Regione Luca Zaia ha richiesto al Governo la proroga dello stato di emergenza riguardo la contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova.

 

 

Un anno fa il Palazzo Chigi decretò lo stato di emergenza, fissandone la scadenza al 21 marzo 2019; il 28 maggio 2018 il Capo della Protezione Civile ha nominato Nicola Dell’Acqua (Direttore Area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione del Veneto) come Commissario delegato.

 

 

Il piano approvato a dicembre 2018 dalla Protezione Civile ha dato il via alle infrastrutture acquedottistiche, con un costo pari a 56,8 milioni di euro, necessarie a bypassare gli acquedotti contaminati con fonti idropotabili di buona qualità presenti in altre aree del Veneto.

 

La richiesta di proroga permetterebbe di completare tutte le opere acquedottistiche, disponendo di un ulteriore tempo necessario per il completamento dei lavori. Inoltre la Regione si impegna a garantire un aggiornamento costante sullo stato dei lavori con la Protezione Civile.

Zaia: “Grazie a procuratori De Raho e Cherchi e a Forze dell’ordine. Giornata comincia nel migliore dei modi”

 

“In attesa che vengano resi noti i  dati salienti nel corso della conferenza stampa in mattinata, mi sento di ringraziare a nome di tutta la gente per bene il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho e il Procuratore Distrettuale di Venezia Bruno Cherchi per un successo nella lotta alla criminalità organizzata che contribuisce a portare sui nostri territori sicurezza, ordine e legalità”.

 

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in relazione all’operazione contro la camorra infiltrata in Veneto, nell’ambito della quale la Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Dda di Venezia, stanno eseguendo decine di misure cautelari, provvedimenti di obbligo di dimora e di altro tipo.

 

“Credo di interpretare il sentimento dei Veneti – aggiunge Zaia – nel rivolgere un ringraziamento riconoscente a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine che si sono impegnati per il successo del blitz. Oggi – conclude Zaia – la giornata comincia davvero nel migliore dei modi”.

Zanoni (PD): “Zaia fermi i finanziamenti a pioggia e si preoccupi della salute dei cittadini e dell’ambiente”

 

 

“Nel comune di Follina altri 17 ettari e mezzo destinati a vigneto, grazie anche ai generosi finanziamenti della Regione. Al di là delle frasi di circostanza, Zaia quando passerà finalmente all’azione per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini?”. A chiederlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che attacca duramente questa proliferazione indiscriminata: “La biodiversità del territorio rischia di essere distrutta dalla monocoltura vitivinicola che ha già modificato in maniera pesante il paesaggio. I vigneti ormai spuntano ovunque, nei pressi di case, campi sportivi e scuole: si tratta di una coltura impattante, che fa abbondante uso di pesticidi, con pericoli sia per la salute che per l’inquinamento delle acque. A ciò aggiungiamo la sovrapproduzione dell’ultima vendemmia con tonnellate di uva gettate, uno spreco alimentare inaccettabile. Eppure la folle corsa al Prosecco non si arresta, anche perché la Regione continua a dare contributi a pioggia”.

 

 

Tornando al caso specifico di Follina, su cui Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione, sono due le richieste per la piantumazione di nuovi vigneti, “uno dei quali – spiega il consigliere democratico – in un’area gravata da vincolo paesaggistico e considerata come esondabile o a periodico ristagno idrico dal Piano degli interventi. In una zona simile, in caso di esondazioni, i pesticidi andrebbero a finire nei fiumi e poi in falda, da dove i consorzi acquedottistici attingono le acque che scorrono nei rubinetti di casa. Il Comune, sulla base del Regolamento di Polizia rurale ha in un primo tempo respinto questa richiesta, che è stata poi riproposta. A sostegno del ‘no’, invece, si sono schierati i residenti e il Comitato ‘Per i nostri Bambini’ che hanno a loro volta acquisito un parere giuridico-amministrativo, trasmesso a Zaia. Proprio il governatore – evidenzia il consigliere democratico trevigiano – ha dichiarato in più di un’occasione la necessità di sospendere nuove autorizzazioni di vigneti di Prosecco. Peccato però che i fatti raccontino una storia ben diversa: il 15 gennaio è stato pubblicato un bando con finanziamento complessivo di 9 milioni rivolto alle imprese agricole e agroindustriali del settore vitivinicolo, lo scorso settembre ne erano stati destinati 12,5 milioni per la promozione all’estero della viticoltura veneta, a maggio 2018 ulteriori 16,2 per la ‘ristrutturazione e riconversione dei vigneti’, integrati da altri 2,4 a fine ottobre Tutti soldi dei contribuenti. È un modo davvero singolare per disincentivare un settore ormai saturo e molto problematico. I numeri, in realtà, dicono che la Regione sta ancora spingendo al massimo su questo settore”.

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