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Chiamata diretta alla vaccinazione per i nati nell’anno 1936 della provincia di Treviso: domenica prossima saranno vaccinate le circa 4.800 persone che compiranno gli ottantacinque anni nel corso del 2021. Nei 4 centri vaccinali: Villorba, Riese Pio X, Godega di Sant’Urbano e Oderzo dalle ore 8 per i nati nel mese di gennaio e poi via via nelle ore successive per gli altri mesi. Una maratona non-stop dalle ore 8 alle 20 a….100 all’ora! Sì perché, se si dividono equamente le 4.800 persone per i 4 centri vaccinali (1200 cad.) e il risultato per i 12 mesi dell’anno, che corrispondono alle 12 ore di vaccinazione, il risultato è 100 l’ora! Numeri a parte, è un’iniziativa per velocizzare i tempi delle chiamate.

 

Il Presidente Luca Zaia l’ha presentata oggi durante la consueta conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera. È facile notare come i vecchi sistemi, come ad esempio “l’editto” si rivelino ancora efficaci.

 

Silvia Moscati

Saranno nuovamente chiuse, e proseguiranno la didattica a distanza, le scuole superiori e le classi seconda e terza media del Veneto Orientale, dell’Alta Padovana e del distretto di Asolo (VI).

 

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha lasciato che fosse la dottoressa Francesca Russo, Direttore Sanità e Prevenzione Veneto, a spiegare come stesse realmente la situazione epidemiologica. “Abbiamo visto che alcuni distretti hanno incidenza superiore a 250 contagi ogni 100.000 abitanti, questo comporta secondo l’ultimo DPCM, alcune misure restrittive. Tre realtà: l’Alta Padovana, il distretto di Asolo e il Veneto Orientale superano questa soglia dunque le scuole dalla seconda media compresa, fino alle superiori andranno in didattica a distanza, non da domani mattina. Daremo il tempo a scuole e famiglie per organizzarsi. Partiremo all’incirca giovedì. In questa fase le scuole dell’infanzia e le elementari non verranno toccate dal piano di chiusure”.

 

Intanto, secondo il bollettino di oggi, continua, anche se di poco, a salire la pressione sugli ospedali, sia in area non critica che in terapia intensiva.

 

Il Presidente Zaia ha confermato che l’unica soluzione saranno le vaccinazioni di massa.

“Se ci arrivano le dosi noi vacciniamo tutti i veneti entro l’estate” ha promesso il Governatore Zaia.

 

Silvia Moscati

“Stiamo attraversando una turbolenza ma vi assicuro che atterreremo” ha detto il Presidente Luca Zaia ieri, durante la consueta conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile. Alla fine, non ha specificato quando potrà accadere né quanti danni, a cose e persone procurerà questa turbolenza, perché nessuno lo può sapere.

 

Oggi, il Presidente Zaia, sempre durante la consueta conferenza stampa, ha dato per certo il passaggio del Veneto da zona gialla a zona arancione, in base al dato dell’RT ormai salito a 1,12. Inoltre, nelle ultime 24 ore ci sono stati 1.487 contagi, con un’incidenza pari al 3,62%.

 

“Ho sentito il ministro Speranza stamattina – ha detto Zaia – di certo ci sono regioni più in sofferenza di noi e a livello nazionale l’Italia si sta colorando sempre di più di arancione, arancione scuro e rosso. È innegabile che davanti a questa infezione la prima preoccupazione vada ai ragazzi e alle loro famiglie” ha sottolineato Zaia.

 

Silvia Moscati

“Abbiamo chiesto ufficialmente, con una lettera indirizzata all’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, il 4 febbraio scorso, di poter negoziare l’acquisto e l’importazione di 4 milioni di dosi vaccinali – ha rivelato oggi il direttore generale della Sanità veneta, Luciano Flor – ma dall’Aifa non è ancora arrivata alcuna risposta”. Il Presidente Zaia ha aggiunto poi che “è prevista una riunione del Consiglio Aifa per la prossima settimana”.

 

Il dottor Luciano Flor sta seguendo le trattative sull’acquisto di vaccini e ha spiegato oggi, durante la consueta conferenza stampa, tutta la questione.

“Tutto ha un’unica origine: i vaccini che stanno arrivando sono troppo pochi, la nostra capacità di vaccinare è 10 volte superiore alle dosi a disposizione oggi. In alcune giornate abbiamo vaccinato 10mila persone, in 24 ore. Quando ci hanno contattato, abbiamo verificato con chi stavamo parlando e l’effettiva disponibilità del vaccino, autorizzato Ema, ovviamente: condizioni di vendita, quantità e tempi di fornitura. Adesso abbiamo gli elementi per poter ricevere un contratto da sottoscrivere, abbiamo subordinato la possibilità di procedere all’autorizzazione necessaria per l’importazione dei vaccini, e lo abbiamo chiesto all’Aifa, finché non abbiamo questa autorizzazione non possiamo andare avanti. Ma siamo in uno stato delle cose abbastanza avanzato per poter chiudere. La richiesta di autorizzazione ad Aifa è del 4 febbraio e non è ancora arrivata la risposta. Stiamo aspettando più proposte di contratto che arriveranno nei prossimi giorni. La grande diminuzione delle forniture che si sono registrate hanno portato la Regione e Azienda Zero a valutare altre soluzioni che ci son state proposte”.

 

“Noi i progetti li facciamo tutti nella legalità – ha precisato il Presidente Zaia oggi, visibilmente stufo delle polemiche che si leggono ovunque, alimentate anche dal dott. Crisanti che non perde l’occasione per scagliarsi contro la Sanità veneta, definendola immorale”.

 

“Siamo davanti a un Governo che non si esprime e l’Europa che si è espressa ieri. Sembra che sia un problema occuparsi della salute dei cittadini. Questo è un paese talmente malato che si critica anche chi fa il proprio mestiere, cosa dovremmo fare? Aspettare che passi il Covid? Siamo sempre stati in trincea in questi mesi, siamo stati precursori con test, diagnostica, cure, abbiamo posto tante questioni e siamo stati contattati per i vaccini. Sul Covid quando c’è da testare qualcosa si chiama il Veneto. E bisogna vaccinare velocemente i cittadini veneti. Io davanti a questo dibattito sui vaccini davvero resto allibito – ha continuato il governatore – ma noi tiriamo dritti. Se non arrivano è perché non ce li vendono o qualcuno blocca il provvedimento, io voglio essere a posto con la mia coscienza, non voglio che domani qualcuno mi dica che un suo caro è morto perché nessuno si è preoccupato di vaccinarlo in tempo”.

 

 

Silvia Moscati

Il Presidente del Veneto Luca Zaia, nel consueto punto stampa presso la sede della protezione Civile a Marghera, oggi non ha escluso una nuova ordinanza per regolamentare alcuni orari di esercizi commerciali, ma nel contempo ha escluso chiusure di sapore “arancione” come quella del divieto di spostamento tra comuni. “Siamo gialli e va bene così – ha detto – non ricominciamo con il tiro al piccione”, riferendosi al fatto che sparare contro gli assembramenti nelle piazze per far chiudere i negozi può comportare serie conseguenze sull’economia dell’intera Regione. A tal proposito ha ricordato la recente situazione della Lombardia, ritrovatasi in fascia rossa per dati errate, che ora significano cause per danni a un intero comparto economico.

 

Poi, parlando di vaccini e dosi che disperatamente si cercano, il Presidente ha detto: “Non mi esprimo sulle dosi ma devo dire che sia innegabile che ci siano offerte sul mercato. Io avevo capito che l’Unione europea dovesse fare acquisti per tutti i Paesi ma adesso viene fuori che sul mercato ci sono disponibilità… La Regione vuole rispettare la legalità ma la domanda è: Che titoli abbiamo per dire di no ad un’offerta? Ovvero, se ce li offrono e in ballo c’è la salute dei nostri Cittadini, che diritto abbiamo a dire di no?”.

 

Silvia Moscati

Sono 629 positivi i nuovi positivi, nelle ultime 24 ore, in Veneto, con un’incidenza dell’1,61% sui tamponi fatti, mentre cala per il 33esimo giorno consecutivo il numero dei ricoveri che vede in terapia intensiva (211 persone) e 1.858 in area non critica.

 

“La nostra curva ha avuto un crollo drastico – ha commentato il Presidente Zaia questa mattina durante il consueto punto stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera – a partire dal primo gennaio, a soli 15 giorni dalle restrizioni più drastiche; è inverosimile che questo crollo derivi dalle restrizioni dei giorni prima, queste potrebbero aver agevolato ma il crollo è improbabile che dipenda da questo. Ricordo a me stesso che il tema della sfida da vincere tutti insieme è fondamentale, bisogna che questa sia una sfida da cittadini. Il passaggio di zona, il nostro Rt non lo prevede, possiamo annunciarlo, non ci sarà e immagino che venerdì sarà confermato il giallo”.

 

Il Presidente Zaia, sollecitato sui temi politici della crisi di Governo, si è domandato qualora il prof. Mario Draghi accettasse definitivamente l’incarico: “Sarà un limbo?”

 

 

Silvia Moscati

Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha ringraziato questa mattina gli studenti delle scuole superiori che ieri si sono recati a scuola in presenza dopo 3 mesi di didattica a distanza. “È stata una giornata positiva – ha detto – per il senso di responsabilità che hanno saputo dimostrare”.

 

Il bollettino di oggi segnala ancora 621 nuovi positivi nelle ultime 24 ore,  con un’incidenza dell’1,58% sui tamponi effettuati ma calano ancora, da 32 giorni consecutivi, i ricoveri nei reparti ospedalieri, critici e non.

 

Il Presidente Zaia ha poi parlato di un progetto “Covid free” per i settori produttivi nel Veneto che necessariamente ha bisogno di un costante approvvigionamento di vaccini.

 

“Questa è una devastazione come in una guerra mondiale ma dobbiamo ripartire. Questa pandemia ha devastato le imprese. Dobbiamo chiudere questo incubo sanitario, cominciare a ragionare sui comparti Covid-free è assolutamente innovativo; dobbiamo essere i primi. Ora stiamo cercando un canale per riuscire a recuperare vaccini nella legalità e nel rispetto delle leggi. In questa fase il Paese deve poter garantire a chi trova i vaccini di poterli comprare e non vi nego che più di qualcuno ci chiama dall’estero dicendo… guardate che ci potrebbe essere… E le nostre imprese hanno bisogno di quei vaccini” ha concluso il Presidente Zaia.

 

Silvia moscati

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza Coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Milano, oggi in un’intervista ha ribadito che serve un lockdown per un mese su tutto il territorio italiano, altro che riapertura della scuola!

 

Ricciardi non condivide la posizione del Comitato Tecnico Scientifico, che si è espresso positivamente ieri sul ritorno a scuola fino al 75% nelle regioni gialle e arancioni.

 

“In questo momento la circolazione” di Sars-CoV-2 “è talmente alta in tutta Italia che servirebbe un raffreddamento della curva epidemica e questo purtroppo lo si può ottenere solo con una chiusura molto energica, molto forte. Non per mesi, ma per 3-4 settimane”.

 

Oggi intanto sono tornati in classe gli studenti delle superiore in gran parte d’Italia ma non nel Veneto, dove il Presidente Zaia ha bloccato la didattica in presenza fino al 31 gennaio: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura”, ha detto oggi in conferenza stampa a Marghera presso la sede della Protezione Civile.

 

Dal canto suo, Ricciardi sostiene che: “Gli scienziati devono mettere a disposizione della politica le evidenze scientifiche come sono, senza commentarle, e le evidenze scientifiche oggi ci dicono che rimettere in moto milioni di persone, siano essi studenti od operatori scolastici, è estremamente pericoloso. Quindi non condivido questa decisione di lasciare in qualche modo alla responsabilità dei politici dei dati scientifici che invece sono per me assolutamente inoppugnabili“, conclude Ricciardi.

 

 

Silvia Moscati

Questa mattina, durante il consueto punto stampa presso la Protezione Civile di Marghera, dopo aver letto i dati del bollettino Covid delle ultime 24 ore che vede in sensibile calo il numero dei positivi, delle ospedalizzazioni, del rapporto tamponi/casi positivi ora al 5%, il Presidente Luca Zaia ha parlato del mancato invio di dosi di vaccino al Veneto, la regione d’Italia più penalizzata da questo strano “stop” fornitura.

 

“È vergognoso quello che sta accadendo. Non si può dare un piano vaccinale, che vuol dire appuntamenti e programmazione, e poi tagliare il 53% delle dosi. Se poi vado a vedere il taglio a livello nazionale, vedo regioni con tagli zero, altre con tagli moderati, e poi regioni, come la nostra, letteralmente azzoppate. Se venisse messa in discussione la fornitura della prossima settimana, anche solo di un vaccino, noi non riusciremo più a vaccinare. Questa settimana possiamo attutire il grave danno, ma la prossima no, la campagna vaccinale sarebbe sospesa, facendo la seconda dose solo a chi ha già ricevuto il vaccino. Anche i richiami sono a rischio. Noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa ma non controparte giuridica: spero che a livello nazionale ci siano ripercussioni legali. Siamo molto arrabbiati, non si può mettere in discussione un servizio vitale per i cittadini. Noi stiamo pensando di tutelarci, non so come ma lo faremo”.

 

E poi, riguardo alla riapertura delle scuole, il Presidente Zaia ha detto: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura. Mi hanno riferito che oggi hanno fatto un ricorso per la riapertura, mentre molte famiglie e molti studenti sono invece preoccupati e ci scrivono di tener chiuse le scuole. Vogliamo capire se riaprendo le scuole il rischio aumenta o se resta uguale, certo non diminuisce!”, ha concluso.

 

 

Silvia Moscati

Ospite, questa mattina alla conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile a Marghera (VE), il prof. Giorgio Palù, che ha parlato di vaccini e di cure con anticorpi monoclonali.

 

Alla fine il Presidente dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, si è espresso in una previsione circa i tempi di “uscita” dall’emergenza Covid: “Vedremo un calo dei contagi a marzo-aprile, poi c’è la vaccinazione; credo che potremo guardare al futuro con un certo ottimismo”.

 

Per quanto riguarda il bollettino giornaliero, ci sono stati dei problemi al sistema informatico e dunque sono stati  resi noti solo alcuni dati che hanno confermato, per il quindicesimo giorno consecutivo, un calo nei ricoveri sia in area non critica che nelle terapie intensive.

 

Silvia Moscati

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