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Il Museo nazionale Collezione Salce (via Carlo Alberto 31 – Treviso) giovedì 15 agosto, giorno di Ferragosto, sarà regolarmente aperto dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Il pubblico potrà visitare la mostra “Leopoldo Metlicovitz. L’arte del desiderio” dedicata a uno dei pionieri del cartellonismo italiano.

 

Si ricorda inoltre che domani, mercoledì 14 agosto, alle ore 15, il Museo propone una visita guidata dal titolo “Una vita da collezionista. A tu per tu con Nando Salce”.

 

La visita guidata, destinata a un pubblico adulto, intende ripercorrere le tappe principali della vita del collezionista trevigiano Nando Salce, dialogando con le opere esposte nella mostra temporanea allestita all’interno del museo.

Info utili

Prenotazione obbligatoria a: [email protected]

Costo: attività gratuita + biglietto ingresso (8 euro intero, 4 euro ridotto)

Museo Nazionale Collezione Salce, via Carlo Alberto 31, Treviso
+39 0422 591936
Sito
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La Biblioteca Nazionale Marciana aderisce all’iniziativa ministeriale “Io vado al Museo” in applicazione del nuovo piano di gratuità voluto dal Ministro Alberto Bonisoli, con l’obiettivo di aumentare le giornate gratuite d’ingresso ai musei, siti archeologici e monumenti italiani modulandoli però secondo le necessità di ogni diversa realtà.

 

Domenica 4 agosto 2019 tutti potranno accedere gratuitamente alle sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana dall’ingresso di Piazzetta San Marco n. 13/A (orario: 10.00 – 19.00, ultimo accesso alle ore 18.00).

 

Sarà l’occasione anche per visitare la mostra “Portfolio. The Road Guide To Interesting Times.” di Chen Shuzhong / Hu Yongqi / Jiao Xingtao / Liu Haichen / Pang Maokun / Wei Jia / Zhang Jie, in concomitanza con la 58. esposizione internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia.

 

Si precisa che, per motivi di sicurezza, non saranno ammessi visitatori con zaini, trolley e borse ingombranti. Non sarà permesso l’accesso di persone con il volto coperto, per precisa indicazione della Prefettura.

Dopo l’apertura straordinaria dello scorso aprile, in occasione del lungo ponte pasquale, il Museo del Manicomio di San Servolo è pronto ad offrire opportunità speciali ai numerosi turisti e ai veneziani, per farli avvicinare alla storia dell’isola lagunare.

 

 

Il Museo è aperto al pubblico ogni giorno. Dal lunedì al giovedì con le due consuete aperture giornaliere delle ore 10.45 e delle ore 14.00; ogni fine settimana (fino a domenica 22 settembre) con il seguente orario: venerdì dalle ore 15.30 alle ore 17.15, sabato e domenica dalle ore 11.30 alle ore 17.15.

 

Il Museo del Manicomio, di proprietà della Città metropolitana di Venezia e gestito dalla società San Servolo srl, raccoglie documenti (riproduzioni di cartelle cliniche, registri, stampe, fotografie) che introducono brevemente alla storia dell’Isola di San Servolo. Dai primi insediamenti dei frati benedettini alla chiusura dell’ospedale il 13 agosto 1978 per effetto della “legge Basaglia”, l’esposizione mette in mostra strumenti di contenzione (manette, blocca caviglie, manicotti), docce per l’idroterapia, manufatti dei pazienti (ergoterapia), varia strumentazione scientifica e clinica (dai microtomi ai microscopi, dai craniometri lombrosiani agli strumenti per elettroshock).

 

Nel museo sono esposte anche varie foto che riproducono la vita quotidiana del manicomio e una sezione, unica nel suo genere, di fotografie comparative dei pazienti prima e dopo il ricovero a San Servolo. Completa l’originale esposizione museale una ricostruzione della sala anatomica contenente una raccolta di crani e cervelli, tutti patologici; questi sono conservati col metodo della plastinazione, il tavolo anatomico originale e la strumentazione di fine ‘800.

 

I visitatori possono inoltre visionare l’archivio storico di San Servolo. Uno schedario che raccoglie una ricca e interessante documentazione che racconta l’attività manicomiale iniziata in isola nel 1725 con il ricovero del primo ‘pazzo’. Un patrimonio storico unico (cartelle cliniche, documentazione amministrativa, registri, ecc.), fonte di memoria storica non solo per l’isola di San Servolo; ma anche per la Città metropolitana di Venezia e per la storia della medicina psichiatrica dagli albori fino ai giorni nostri.

 

 

L’archivio è aperto per consultazioni e informazioni il martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,30 alle ore 13,00. È possibile comunque accedere all’archivio anche su appuntamento telefonando al numero 041.2765452/7 o scrivendo a [email protected].

 

È sempre possibile chiedere una visita guidata plurilingue (prenotazione obbligatoria) chiamando lo 041.8627167 dalle 9.00 alle 16.00 tutti i giorni (sabato e domenica incluso) oppure inviando una mail a [email protected]La guida comprende la visita, oltre che del Museo, anche della Chiesa, dell’antica farmacia e della sala anatomica.

 

I visitatori del complesso museale e artistico di San Servolo hanno a disposizione una comoda caffetteria e un servizio di ristorazione aperti ogni giorno dell’anno.

 

Per raggiungere l’isola di San Servolo è a disposizione la comoda e veloce linea 20 di Actv che parte ogni mezz’ora da San Zaccaria.

 

Info sulle visite e biglietteria: 041.2765001 – www.servizimetropolitani.ve.it

Fino al 1° maggio, M9 – Museo del ’900 ospita l’installazione di realtà virtuale Torino, 12 giugno 1940, attraverso cui rivivere l’esperienza dei bombardamenti aerei di quel giorno.

 

Prosegue in questo modo la collaborazione con il Polo del ’900 di Torino, già tra gli archivi partner di M9.

 

Rivivere l’accaduto in realtà virtuale

A Mestre viene riproposta nella sua parte dell’esperienza maggiormente immersiva: due visori per la realtà virtuale fanno rivivere al visitatore una scena di vita quotidiana improvvisamente interrotta dalla deflagrazione di un bombardamento. L’obiettivo del progetto è infatti quello di sensibilizzare il pubblico sugli effetti e sulle drammatiche conseguenze che i bombardamenti hanno avuto sulle città e sulla popolazione di tutta Europa. Anche al secondo piano del Museo M9, un’intera installazione è dedicata all’esperienza del rifugio antiaereo.

 

Il 12 giugno 1940, all’una di notte, poche ore dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Italia a Francia e Inghilterra, Torino è colpita dal primo di una serie di bombardamenti che, fino all’aprile 1945, provano duramente la città e i suoi abitanti, fisicamente e moralmente. In quella prima notte di guerra, a bombardare è l’aviazione inglese in un attacco che dura 45 minuti, causando 17 morti e 40 feriti. Il giorno seguente cadono bombe anche sulla zona industriale di Marghera: l’area degli stabilimenti della Liquigas viene colpita il 13 giugno 1940.

 

A poche ore dall’inizio del conflitto risulta evidente l’impreparazione con la quale il regime fascista ha portato l’Italia in guerra, tanto che, due anni più tardi, è l’Italia intera ad essere oggetto di una massiccia campagna di bombardamenti angloamericani: la crisi del regime, a quel punto, è conclamata su tutti i fronti nei quali si combatte. Tutte le grandi città del Nord ma anche Roma, Napoli, Taranto e Brindisi vengono colpite duramente, ma non sono le sole. Treviso, ad esempio, il 7 aprile del 1944, subisce un bombardamento che provoca circa 1.500 vittime. Lo stesso è accaduto anche a Mestre e Marghera, come quando il 28 marzo 1944 morirono quasi 200 persone. Lo scontento continua a crescere e, nonostante la forte repressione messa in atto dal regime, i movimenti di Resistenza sono sempre più forti.

 

In seguito all’8 settembre 1943 e al crollo del regime fascista, l’Italia diviene teatro di una guerra civile in cui a scontrarsi sono i militari della Repubblica Sociale Italiana (collaborazionisti delle truppe naziste occupanti) e i partigiani italiani (sostenuti dagli alleati) che combattono per la liberazione dell’Italia, mentre le rappresaglie nazifasciste contro i civili aumentano e i bombardamenti alleati diventano sempre più intensi. Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclama l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti: in pochi giorni, anche grazie alle forze partigiane, tutta l’Italia settentrionale viene liberata. A Mestre, ad esempio, le truppe britanniche, per lo più di nazionalità neozelandese, entrano il 29 aprile e trovano la città sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale cittadino.

Torino, 12 giugno 1940

Presentata lo scorso anno al Rifugio Antiaereo del Museo Diffuso della Resistenza di Torino, l’installazione è stata realizzata da Manitoba e ManaManà, Iconomia/The Virtual Lab, Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario Onlus, Museo Diffuso della Resistenza e Polo del ’900, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Polo del ’900.

Una domenica da trascorrere ripercorrendo la storia di uno dei luoghi più suggestivi della laguna di Venezia, approfittando dell’arrivo delle gradevoli temperature primaverili e di giornate più luminose: momento migliore per godere dello spettacolo dei fiori, degli ampi cieli e dei riflessi nell’acqua.

 

L’iniziativa

La Città metropolitana di Venezia, in accordo con San Servolo Srl, offre per domenica 7 aprile una visita guidata al Museo di Torcello; un’occasione per ripercorre la storia di uno dei più antichi insediamenti lagunari, punto di intermediazione tra il mare, la laguna e l’entroterra, ma anche antico emporio e centro produttivo, sede vescovile, di monasteri e cenobi. Un centro importante che ebbe un governo autonomo con Podestà e Consiglio con Magistrature e nobiltà proprie.

 

Il museo

Gestito dalla Città metropolitana di Venezia, il Museo di Torcello si pone a testimonianza della grandiosa storia dell’isola; il complesso si trova nella Piazzetta dell’isola, uno spazio erboso attorniato dalla Chiesa di Santa Fosca, dalla Basilica di Santa Maria Assunta e dal Palazzetto gotico del XIV secolo, un tempo sede del Consiglio dell’isola e dalla piccola costruzione del Palazzo dell’Archivio, entrambi sede attuale del Museo.

 

I partecipanti potranno anche approfondire i molteplici aspetti dell’iconografia botanica, in particolare floreale, presente sia nei numerosi esempi di decorazione architettonica – dove si snodano, tra realismo e fantasia, tralci, fiori, foglie di vite e grappoli d’uva – sia nei dipinti, dove affiancano le figure dei Santi e le vicende delle storia sacra, ed infine negli oggetti d’uso dove fiori e natura offrono le loro forme e i loro colori alla decorazione e alla bellezza. Questo grazie all’illustrazione delle varie testimonianze conservate all’interno del Museo.

 

 

La visita guidata è offerta dalla Città metropolitana di Venezia.

Il biglietto di ingresso al Museo di Torcello ha un costo di 3 euro.

Le visite si terranno alle ore 15.10 e alle ore 16.10. L’appuntamento è davanti al Museo.

 

Per la prenotazione

(fino a un massimo di 25 persone per visita)

[email protected] o telefonando in ufficio: 041.2765001

Arrivo e rientro dall’isola con il trasporto pubblico locale ACTV (Linea 12: partenza Venezia F.te Nove ore 14.10 e ore 15.10 – arrivo Torcello ore 14.51 e ore 15.51)

 

Per Informazioni sul museo e sulle attività che vi si svolgono

http://www.museoditorcello.cittametropolitana.ve.it

https://museotorcello.servizimetropolitani.ve.it/

[email protected]

Tel. 041.2501780/3/4

Il Museo Salce di Treviso raddoppia l’appuntamento culturale per il primo weekend di aprile; venerdì 5 aprile l’ingresso sarà gratuito per tutti; sabato 6 aprile alle ore 15 sarà la volta della visita guidata alla mostra “Illustri persuasioni. Verso il boom 1950-1962”.

 

 

Il Museo nazionale Collezione Salce si trova a Treviso in Via Carlo Alberto 31. Questi gli appuntamenti in programma per il weekend:

 

  • venerdì 5 aprile:  ingresso gratuito per tutti dalle 10 alle 18 nell’ambito dell’iniziativa MIBAC #iovadoalmuseo (20 giorni gratis nei musei statali italiani a scelta dei singoli istituti)

 

 

Per info e prenotazioni: [email protected], oppure 340 2814124 (anche tramite whatsapp o sms). Costi: Euro 4 + biglietto d’ingresso al museo (Euro 8 intero; Euro 4 ridotto; Euro 2 agevolato)

Con la proroga della mostra Illustri persuasioni. Verso il boom 1950-1962″ fino al 28 aprile 2019, il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso (via Carlo Alberto, 31) in collaborazione con l’associazione culturale Heritage Italy, propone nuove date per le visite guidate.

 

 

Questo il calendario:

Marzo

• domenica 24 ore 15.00

• sabato 30 ore 15.00

 

Aprile

• sabato 6 ore 15.00

• domenica 14 ore 15.00

• sabato 20 ore 15.00

• giovedì 25 ore 15.00

• sabato 27 ore 15.00

 

Sarà un’occasione per singole persone, famiglie, coppie o piccoli gruppi di amici, di assaporare il percorso espositivo accompagnati da guide esperte.

 

 

Per info e prenotazioni: 

Le visite si effettueranno con un numero minimo di 5 partecipanti

Prenotazioni a [email protected] oppure al 340.2814124 (anche tramite Whatsapp o SMS)

+39 0422 591936
https://www.facebook.com/museocollezionesalce/

 

Costi:

Euro 4 + biglietto d’ingresso al museo (Euro 8 intero; Euro 4 ridotto; Euro 2 agevolato)

 

 

Luogo di incontro:

biglietteria del museo (via Carlo Alberto 31, Treviso)

 

 

Camminata Nordic Walking con al termine visita guidata ai resti romani, al museo e alla pinacoteca

 

Domenica 24 febbraio, dalle 13.30 alle 18, l’associazione sportiva Strada Facendo – Nordic Walking di Treviso organizza una camminata Nordic Walking a Colfrancui di Oderzo.

 

Il percorso ad anello partirà dal parcheggio vicino alla chiesa di San Vincenzo ad Oderzo; verrà percorso un tratto di strada asfaltata fino al centro di Colfrancui, dove si potrà ammirare la chiesa di San Giacomo Apostolo del 1185 e la splendida villa Galvagna Giol.

 

Poi, camminando lungo l’argine sinistro del canale Lia, si proseguirà verso il centro di Oderzo e subito dopo verso la Mutera di Colfrancui, una piccola collina artificiale di epoca Paleoveneta, che fungeva da punto di osservazione astronomico, da tomba o da avamposto militare. Nel 1982 gli archeologi Ammerman, Bonardi e Tonon effettuarono una campagna di scavo: furono trovati lo scheletro di un cavallo in buono stato e frammenti di un vaso decorato. Nello stesso anno il geofisico Sandro Veronese realizzò un’indagine magnetica sulla Mutera, che portò all’individuazione di una fornace romana.

 

Dopo questa sosta, il cammino proseguirà per tornare al punto di partenza. Terminata la camminata, si farà visita al museo archeologico e alla pinacoteca di Oderzo.

 

Info utili

Lunghezza: 11 km
Durata: ore 2,30
Difficoltà: facile

Prenotazioni entro venerdì 22 febbraio!

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