Prosegue la rubrica “Arte, Cultura, Storia e Archeologia” curata da Carlo Franchini. Un viaggio alla scoperta delle bellezze, delle curiosità, del fascino dell’Italia e del mondo, di ieri e di oggi.
Testi di Ilaria Ferrari, archivista e operatrice museale presso la Fondazione Biblioteca Capitolare
Video di Carlo Franchini
La Biblioteca Capitolare di Verona, custode di una storia millenaria e di un inestimabile patrimonio, è la più antica biblioteca al mondo ad aver mantenuto una continuità di attività e di sede.
Per risalire alle sue origini è necessario tornare ad oltre millecinquecento anni fa ed addentrarsi nell’antico scriptorium della cattedrale cittadina. Qui, penna d’oca e pergamena alla mano, instancabili amanuensi ricopiavano libri per l’annessa scuola di sacerdoti della quale essi stessi erano parte. La Capitolare deve il suo nome al Capitolo dei canonici, il collegio di sacerdoti della cattedrale che ha promosso e preservato le sue attività nel corso dei secoli e che ancora oggi ne è proprietario.
Il primo segno tangibile della sua esistenza è rintracciabile in un piccolo manoscritto di contenuto cristiano, tuttora conservato in Capitolare. Il copista, dopo settimane chino sulle pergamene, pose fine al suo lavoro rivelando non solo la sua identità, ma anche il giorno, il mese e l’anno in cui si trovava: era il primo agosto dell’anno 517 ed il suo nome era Ursicino, lettore della chiesa di Verona.
La Capitolare si trasformò gradualmente nei secoli da centro di produzione libraria a luogo di conservazione e studio. Illustri intellettuali varcarono la sua soglia, tra cui Dante e Petrarca, e ancora oggi studiosi da tutto il mondo animano le sue sale.
Oggi in Capitolare sono conservati oltre 1200 manoscritti, unici al mondo.
Oltre al codice di Ursicino, vi è il più antico esemplare del De Civitate Dei di Agostino, realizzato all’inizio del V secolo, quando il Santo era ancora in vita; è conservato inoltre uno dei più antichi evangeliari purpurei integralmente conservati, risalente al V-VI secolo, nel quale i vangeli sono scritti con inchiostro d’argento e d’oro su pergamene tinte di porpora. Altro manoscritto di lusso è il cosiddetto Sacramentario di San Wolfgango, un libro liturgico impreziosito con porpora, oro e argento, prodotto alla fine del X secolo a Ratisbona quale dono per il vescovo di Verona. Sono inoltre custoditi importanti palinsesti, vale a dire manoscritti il cui testo è stato cancellato e le pergamene riutilizzate; tra questi le Istitutiones di Gaio, l’unico testo superstite della giurisprudenza romana classica pervenutoci senza rielaborazioni successive. Tra i tesori più preziosi si trova il cosiddetto Indovinello veronese, la più antica testimonianza scritta della lingua volgare italiana.
Manoscritti miniati popolano i suoi scaffali, tra colori brillanti e fulgide foglie d’oro, dando vita a vere e proprie opere d’arte: tra questi gli imponenti corali trecenteschi della cattedrale.
Oltre ai manoscritti sono conservati in Capitolare numerosi testi a stampa antichi e pubblicazioni contemporanee dei più vari settori. Vi è inoltre un ricco archivio di pergamene e documenti cartacei ed una collezione artistica con antichi dipinti, sculture e oggetti archeologici.
La Capitolare è sopravvissuta nei secoli ad epidemie, requisizioni, alluvioni ed anche bombardamenti, ma la sua attività non si è esaurita nel passato, continua nel presente. Nel 2019 è nata infatti la Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona con lo scopo di proteggere, rinnovare ed trasmettere questo straordinario patrimonio culturale.
Il percorso museale della Capitolare, alla scoperta della sua storia e dei suoi tesori, è accessibile ai visitatori in autonomia oppure tramite visite guidate ed eventi. Sono disponibili percorsi didattici per scuole di ogni ordine e grado.
Per tutte le informazioni e gli orari di apertura consultare il sito www.bibliotecacapitolare.it.
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