Sara Gama, il capitano che ha cambiato il calcio femminile, ha annunciato l’addio alla maglia azzurra.
COVERCIANO – Ricordo un giorno d’estate di tanti anni fa, inizi anni 2000. Come ogni estate partecipavo a un torneo in provincia di Udine.
All’epoca il calcio femminile era uno sconosciuto per i più. Nessuno ne parlava, nessuno ne scriveva. Quando dicevi che giocavi a calcio le persone ti guardavano malissimo o non capivano. “Le donne possono giocare a calcio? Ma avete dei campionati o fate partite tra di voi?” Non c’era ancora stato l’ingresso delle Società maschili, non c’erano le partite mostrate in televisione.
C’erano atlete da tutto il triveneto, di vari livelli. Spesso partecipavano anche le calciatrici del Chiasellis e del Tavagnacco, squadre locali, certo, ma entrambe in Serie A. Tra una partita e l’altra, ci si fermava sempre a guardare quando giocavano loro. E non si sapeva mai se si era fortunate o sfortunate a giocarci contro. Tra loro ce n’era una più giovane, con una capigliatura davvero caratteristica. Era davvero difficile non rimanerne colpiti.
Eleganza, tocco di palla, grinta. Una predestinata, si capiva fin dal primo sguardo. Era già nel giro della Nazionale con cui vinse, da capitano ovviamente, l’Europeo Under 19 nel 2008. L’anno dopo era titolare nella Nazionale maggiore per il loro Europeo.
Da lì un rapporto indissolubile con i colori azzurri: quasi diciotto anni e 139 presenze (quarta nella storia italiana), condite da 7 gol. L’ultima, per fare conto tondo, sarà venerdì sera al Viola Park nell’amichevole con l’Irlanda. Una scelta che ha lasciato tutti un po’ basiti, comunicata ieri dai suoi profili Social e subito ripresa dalla FIGC.
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Una scelta condivisa con l’attuale CT Andrea Soncin ma che, nonostante l’arrivo il mese prossimo dei 35 anni, segna un vero e proprio passaggio di consegne. A meno di due mesi dall’inizio delle qualificazioni per Euro 2025, torneo a cui lei ha partecipato per ben quattro volte di fila.
Ma Sara Gama non è stata solo una colonna della Nazionale oltre che del calcio italiano con il suo palmares fatto di 6 scudetti, 4 coppe Italia e 5 Supercoppe. Sara Gama è stata il capitano che ha cambiato il calcio femminile italiano. È una donna che lotta da sempre per la parità di genere e contro il razzismo. È la voce di un movimento sempre rimasto nell’ombra.
Vicepresidente AIC ed ex consigliera federale. È stata l’unica italiana a cui la Mattel si è ispirata per una delle sue celeberrime “Barbie” in edizione speciale per la Giornata Internazionale della donna. Diciassette donne da tutto il mondo scelte perché sono di ispirazione per le generazioni future. E lei di certo lo è per tutte le calciatrici italiane.
È una donna che ci ha sempre messo la faccia, combattendo dentro e fuori dal campo. Ha spinto tutto il movimento a una maggior visibilità fino a raggiungere, due anni fa, quell’agognato professionismo anche per le calciatrici. È quella che quando il Presidente Mattarella ha ricevuto tutta la Nazionale femminile dopo lo stupefacente Mondiale del 2019 ha detto: “Porto il numero 3 sulla maglia, è il numero tre della nostra bellissima Costituzione, quello che sancisce che siamo tutti uguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna”.
Numero 3, che è anche il titolo del documentario a lei dedicato dalla Rai. Il ritratto di una ragazza come tante, partita dai campetti di periferia del triestino per poi calcare i palcoscenici più importanti giocando con le maglie di Tavagnacco, Chiasiellis, Brescia e Juventus. Senza contare le avventure all’estero con Pali Blues negli Stati Uniti e Psg in Francia.
Venerdì 23 febbraio alle 18.15 sarà dunque l’ora dell’ultimo atto di una storia d’amore iniziata nel lontano 2006. 140esima presenza, giusto contro l’Irlanda, a cui aveva segnato il suo primo gol in azzurro. La chiusura perfetta di un cerchio azzurro sempre più grande e amato. Soprattutto anche grazie a lei.
Grazie, col cuore, di tutto Sara Gama.

L’addio alla Nazionale
“Oggi annuncio la decisione di lasciare ufficialmente la Nazionale Italiana.
È stato un viaggio straordinario che, iniziato quasi vent’anni fa dalle nazionali giovanili, è passato attraverso incredibili emozioni e grandi cambiamenti.
Ho dato tutto e deciso di lasciare d’accordo con il CT che fin da subito, con grande rispetto, ha condiviso con me ogni passaggio di questo momento.
Ho deciso di lasciare adesso, all’inizio di un nuovo ciclo nel quale ho dato il mio contributo per gettare solide fondamenta per il futuro e trasmettere i giusti valori a un gruppo che ha nuovamente dimostrato le sue grandi potenzialità.
Lascio qui, dove tutto è iniziato, passando dalla nostra Coverciano e da una città che gli appassionati sanno esser stata testimone d’importanti passi della nostra Nazionale.
Qui, nella culla del nostro calcio, dove sono cresciuta e ho imparato molto dalle persone che ho incontrato sul mio cammino.
E allora grazie a tutti coloro che hanno condiviso la nostra storia.
Alla mia famiglia, alle mie compagne, agli staff, agli addetti ai lavori, ai tifosi.
A tutte e tutti noi che, insieme, siamo l’azzurro.
Ho usato il mio corpo e la mia mente per giocare. Li ho usati anche per parlare e cercare di ispirare, dentro e fuori dal campo. Oggi posso dire che alcune di queste parole e gesti sono serviti. Questa consapevolezza e l’amore per questo gioco e questa maglia sarà quanto porterò con me. Grazie a chi mi ha voluto bene e si è sentito rappresentato con me in questa maglia Azzurra. Di certo, io mi sono sentita espressa in essa.
Grazie alle persone, perché sono le persone che fanno la differenza e noi ne abbiamo fatta tanta.”
Photo Credits: Figc.it
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