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“Numero 3, Sara Gama” ecco il documentario sulla capitana delle Azzurre

2 minuti di lettura

Ieri mattina nella sede RAI di Viale Mazzini, a Roma, è stato presentato “Numero 3, Sara Gama“, il documentario sulla vita della capitana della Juventus e della Nazionale Italiana in onda in prima visione il 13 gennaio alle 16:00 su Rai 3.

ROMA – Sara Gama non è una persona qualunque, Sara Gama è una donna che lotta da molti anni per la parità di genere nel calcio e contro il razzismo. È vicepresidente AIC ed ex consigliera federale. È la capitana della plurivincente Juventus e della Nazionale Italiana. È stata l’unica italiana a cui la Mattel si è ispirata per una delle sue celeberrime “Barbie” in edizione speciale per la Giornata Internazionale della donna. Diciassette donne da tutto il mondo scelte perché sono di ispirazione per le generazioni future. È una donna che ci ha sempre messo la faccia, combattendo dentro e fuori dal campo spingendo tutto il movimento a una maggior visibilità fino a raggiungere, dallo scorso luglio, quell’agognato professionismo anche per le calciatrici. È quella che quando il Presidente Mattarella ha ricevuto tutta la Nazionale femminile dopo lo stupefacente Mondiale del 2019 ha detto: “Porto il numero 3 sulla maglia, è il numero tre della nostra bellissima Costituzione, quello che sancisce che siamo tutti uguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna”.

È da questa frase che nasce il titolo del documentario a lei dedicato presentato ieri mattina nella sede Rai di Roma. Perché la sua storia merita di essere raccontata. “Numero 3, Sara Gama“ prodotto da Rai Documentari per la regia di Fedora Sasso, in onda in prima visione il 13 gennaio alle 16:00 su Rai 3, narra proprio le gesta della donna prima che della calciatrice.

Alla presentazione del documentario, hanno partecipato il presidente federale Gabriele Gravina, il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi, il capo gabinetto del ministero dello Sport Massimiliano Atelli, il presidente dell’AIC Umberto Calcagno e il presidente della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani. Presenti anche Stefano Braghin, head of Juventus Women, ed Evelina Christillin, componente del consiglio della FIFA.

La Gama nel suo intervento ha voluto innanzitutto dedicare un pensiero a Gianluca Vialli: “In questo momento di grande dolore posso solo essere onorata di dare un piccolo tributo alla sua figura. È stato un grande esempio, non ho potuto conoscerlo bene però mi ha trasmesso grandi cose anche da lontano, e non capita sempre.” Per poi proseguire ringraziando tutte le persone che le sono state vicine in questi anni: “Sono contenta di essere qui, grazie a tutti. Il calcio è lo sport più bello del mondo e insieme alle mie compagne siamo orgogliose di rappresentarlo. Non va però mai dimenticato che è anche un gioco, ed è quindi fondamentale conservare quella componente di divertimento che ci accompagna da quando eravamo piccoli”.

“Numero 3, Sara Gama” è il ritratto inedito di una campionessa che ha lottato per anni partendo dai campetti di periferia del Friuli Venezia Giulia e arrivando a calcare i palchi internazionali più importanti. La sua storia, il suo percorso personale e di squadra, è intrecciato ai ricordi e commenti di chi ha sempre creduto in lei. Dai suoi primi allenatori, alle amiche d’infanzia, le colleghe di sempre come Martina Rosucci, Barbara Bonansea e Cristiana Girelli, ma anche personalità del mondo del calcio come l’ex giocatore della Juventus Claudio Marchisio, la Ct della nazionale femminile Milena Bertolini, Lapo Elkann e i giornalisti sportivi Donatella Scarnati e Pierluigi Pardo.

Accanto a Sara, la figura di Agata, la bimba di cinque anni che ha iniziato a giocare a calcio nello stesso campo e alla quale può rivolgersi con orgoglio: “Oggi le ragazzine possono pensare di giocare a calcio e farne la propria professione con le tutele garantite come tutti i lavoratori. Questo è il lascito della mia generazione a quelle successive”.

Photo Credits: Figc.it

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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