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Oro, argento e bronzo

6 minuti di lettura

Serata leggendaria per lo sport italiano. Argento che vale oro nella ginnastica artistica, Paltrinieri bronzo negli 800, a fine giornata arriva l’oro nella spada femminile

PARIGI – Una serata che rimarrà impressa nella storia dello sport italiano. Tre medaglie, tre imprese leggendarie che portano in bacheca un oro, un argento e un bronzo storici.

La ginnastica femminile non andava a medaglia da Amsterdam 1928, Paltrinieri è il primo italiano a conquistare la quarta medaglia in tre Olimpiadi consecutive. Infine le ragazze della spada che in una finale tiratissima con le padroni di casa francesi riescono al minuto supplementare a vincere il loro primo meritatissimo oro.

Ma andiamo con ordine.

Fate d’argento

Dopo l’eliminazione di Jasmine Paolini nel torneo individuale di tennis e l’ennesimo quinto posto nel judo con Antonio Esposito, gli occhi sono tutti puntati sulla finale All around di ginnastica artistica. Le Fate nella giornata precedente si sono qualificate al secondo posto (166.861) dietro alle inarrivabili statunitensi guidate da sua Maestà Simone Biles, tornata a gareggiare dopo il ritiro di Tokyo.

Caso vuole (o il fato, visto che il loro soprannome deriva proprio da quello), che Manila EspositoAlice D’AmatoAngela AndreoliGiorgia Villa ed Elisa Iorio siano in rotazione proprio con le fortissime americane.

Potrebbe essere uno stimolo in più, ma, allo stesso tempo un punto a sfavore non poter tener d’occhio le altre avversarie. Ma le azzurre hanno gli occhi della tigre, sanno che è arrivato finalmente il loro momento. E non importa se prima la squadra ha dovuto rinunciare ad Asia D’Amato e poi all’argento di Tokyo Vanessa Ferrari. Non conta nemmeno che Elisa Iorio gareggi con una caviglia malandata.

Le italiane partono subito bene al volteggio con 41.665 punti, piazzandosi al terzo posto. Sono le parallele asimmetriche a far la differenza però, con la Iorio spettacolare anche se letteralmente su una gamba sola e Alice D’Amato che supera nel punteggio Simone Biles portando a casa 42.655 punti e il secondo posto provvisorio in classifica.

Intanto crolla la Cina, si avvicina la Gran Bretagna. Tocca alla trave e si aggiungono altri 41.199 punti. Ultima prova è il corpo libero. Manila Esposito prende una penalità, il Brasile si fa sotto. Ci pensano D’Amato e Andreoli a rimettere a posto tutto e i 39.965 punti raccolti portano il totale a 165.494. È uno storico argento, dietro solo agli Stati Uniti (171.296) e davanti al Brasile (164.497) guidate da una strepitosa Andrade al volteggio.

Post gara il direttore tecnico della Nazionale Enrico Casella: “C’è tanto lavoro alle spalle e tanto stare insieme, siamo una famiglia. Abbiamo lavorato molto, con principi sani, abbiamo anche saputo perdere e quando una ginnasta entra dà sempre il suo contributo, è questo il nostro punto di forza. Abbiamo cercato di dare uno spirito di gruppo e le ragazze lo hanno percepito in pieno, sapendo reagire. C’è sempre stata la capacità di non abbattersi, di non piangersi addosso, nemmeno quando Elisa si è fatta male“.

Le parole di Angela Andreoli, ultima in gara al corpo libero: “Avevo ansia, sapevo che dal mio esercizio passava il podio, ma le mie compagne sono venute da me a dirmi di rilassarmi e divertirmi. È l’emozione più grande che abbia mai provato, che mi ripaga di tutti i sacrifici fatti: rinunci alla tua vita da adolescente per inseguire il sogno delle Olimpiadi e coronarlo con l’argento dietro gli Stati Uniti. Simone Biles mi ha fatto i complimenti“.

Giorgia Villa: “Il più grande obiettivo per me e penso per tutte noi sono le Olimpiadi. Questa medaglia ci ripaga degli infortuni e dei momenti difficili che abbiamo vissuto nel corso degli anni“.

Alice D’Amato: “Abbiamo cercato di pensare esercizio dopo esercizio senza pensare al risultato finale. Lo abbiamo guardato solo all’ultimo ma eravamo consapevoli che avremmo potuto conquistare un gradino del podio. Se pensavamo all’argento? Prima delle qualifiche no, poi dopo che abbiamo chiuso le qualifiche da seconde abbiamo cominciato a crederci“.

Bronzo Paltrinieri

Non c’è due senza tre deve aver pensato Gregorio Paltrinieri. Alla sua terza Olimpiade, Super Greg, riesce nella storica impresa di conquistare almeno una medaglia in tre edizioni consecutive. Dopo l’argento a Tokyo ecco un bellissimo bronzo negli 800 stile libero. Che si va ad aggiungere all’oro nei 1500 di Rio 2016 e al bronzo nei 10km sempre in Giappone.

L’azzurro, arrivato dal terzo posto in batteria (7:42.48), è rimasto attaccato ai primi fin dall’inizio per poi sferrare l’attacco dopo i 600 metri. Fatale l’ultima vasca dove è stato sorpassato dell’irlandese Daniel Wiffen (7:38.19) e dello statunitense Bobby Finke (+0.56).

Gli impegni per l’azzurro però non sono ancora finiti e sia mai che queste Olimpiadi gli possano regalare un’altra gioia. Il capitano della squadra di nuoto infatti, gareggerà ancora nei 1500 e nella 10 chilometri in acque libere (Senna permettendo).

Queste le sue commosse parole:

Ero abituato ad essere quello che apriva più veloce, ma non lo sono più e quindi devo accettare che qualcuno mi stia davanti. Devo placare quest’istinto che ho di voler partire subito perché altrimenti lo pago alla distanza. Ho affinato altre carte. Nel corso di questi 3 anni, da Tokyo, ci sono state tante volte in cui ho pensato di non farcela più e di non potermela più giocare. E ce ne sono stati tanti di quei momenti lì. Quindi sono contentissimo che alla fine è prevalsa la convinzione di poter vincere.

Con Fabrizio avevo anche pensato di non nuotare gli 800 e di dedicarmi solo alla 10 chilometri e ai 1500 perché sembrava una programmazione migliore. Poi all’ultimo secondo ho detto ‘no, ci provo. Sono anni che lavoro per questo’. Il risultato è incredibile. Questa medaglia è per me e per tantissime persone: per la mia ragazza, per la mia famiglia, per Fabrizio, per tutta la squadra dei ragazzi con cui mi alleno. È stupendo poter lavorare e vedere i risultati: certo anche senza risultati il lavoro fa parte di tutto il complesso e me lo sono gustato lo stesso. Però arrivare qua e prendere la medaglia è meraviglioso. Una medaglia allucinante“.

Spada d’oro

Dulcis in fundo, poco dopo l’urlo liberatorio per Paltrinieri si torna al Grand Palais (completamente sold out)per la tiratissima finale tra le padroni di casa francesi e il quartetto composto da Rossella FiamingoAlberta SantuccioGiulia Rizzi e Mara Navarria. Due catanesi e due Udinesi, per uno splendido mix italiano.

Percorso netto per le azzurre che battono facilmente nei quarti l’Egitto (39-26) e poi la Cina (45-24). L’appuntamento è storico, mai le spadiste italiane sono arrivate oltre all’argento di Atlanta 1996, il tutto nella bolgia dei tifosi avversari che incitano le loro beniamine.

Inizia meglio l’Italia con Alberta Santuccio che si porta sul 3-2, da lì le francesi, incoraggiate dal pubblico in maggioranza transalpino, si portano avanti fino alla penultima frazione. Da lì è punto a punto fino all’overtime. Un ultimo minuto di passione che porta Alberta Santuccio a mettere a segno l’ultima stoccata per il 30-29 finale e la gioia estrema di tutti gli italiani.

Cinquantesima Medaglia d’Oro italiana alle Olimpiadi, terza in questa edizione dopo quelle di Martinenghi e Ceccon nel nuoto.

Una medaglia che premia lo stupendo lavoro fatto in questo triennio dal CT Dario Chiadò che ha portato la squadra ad essere sempre sul podio dal 2022 al 2024 a tutti i grandi eventi internazionali tra Mondiali (Cairo 2022 e Milano 2023), Europei (Antalya 2022, Cracovia 2023, Basilea 2024) e ora anche Giochi Olimpici.

Le parole a caldo del CT Dario Chiadò: 

Sono felicissimo per le ragazze perché se lo meritavano. Una gara individuale dove avevamo aspettative diverse ma succede. Oggi abbiamo raccolto quanto meritavamo. L’Italia deve sempre stare con noi e con chi fa sport. I cambi durante l’Olimpiade vanno gestiti in modo particolare dato che si può fare una sola volta. Andava fatto nel momento giusto perché Mara poteva essere fondamentale e così è stato. Tutte hanno fatto il loro come Giulia e Rossella che in semifinale ha portato su un parziale ultra positivo. Contento di vedere tutte e quattro con la medaglia al collo. Non era semplice con 8000 francesi ma ci abbiamo lavorato anche negli allenamenti. Hanno pensato solo alla pedana e all’avversario, delle campionesse, veramente!”

Al termine del match ha parlato anche Alberta Santuccio: Ho cercato solo di continuare il trend positivo delle mie compagne che mi hanno fatto salire una botta in vantaggio. Sono contenta di aver vinto alla priorità e siamo Campionesse Olimpiche”.

Grande gioia per Rossella Fiamingo alla sua terza medaglia olimpica, la prima d’oro: “Prendere questo oro con le mie compagne era l’obiettivo. Abbiamo chiuso il cerchio insieme alle mie compagne, io l’aspettavo dal 2016. Bello vincerla alla priorità, sono veramente felice. Avevamo preparato tutte le situazioni e come gestirle. Avevamo anche allenato il tifo francese grazie a degli audio. Oggi è stato stupendo”.

Prima Olimpiade e prima medaglia per Giulia Rizzi: Ho 35 anni ma mi sto iniziando a divertire ora e quindi voglio continuare. Ho vissuto a Parigi per cinque anni e vincere in casa dei francesi è qualcosa di unico”.

Chiude la capitana Mara Navarria: Qua io 14 anni fa ho fatto il mio primo mondiale anche con Natalie Moelhausen che voglio abbracciare dato che sta poco bene. Chiudere con un oro mi rende felicissima soprattutto da capitana di questa squadra. Siamo arrivate come testa di serie numero 1 e ci siamo guadagnati nel tempo questo risultato”.

Il medagliere dell’Italia Team

Photo Credits: Simone Ferraro/Roberto Di Tondo/Luca Pagliaricci/CONI

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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