Ricordare i 700 anni dalla morte di Marco Polo, oggi, può avere un messaggio positivo: si possono visitare tutti i Paesi del mondo, ma una città che ti accoglie e risponde alle tue esigenze sarà per sempre la tua città
Anche a 700 anni dalla sua morte, occorsa nel 1324, Marco Polo è una figura storica che porge una riflessione attualissima. Mercante per famiglia, viaggiatore colto e visionario, ambasciatore, plurilinguista, scrittore… Marco Polo ha viaggiato per anni in luoghi speciali, luoghi narrati ne “Il Milione”[1], incontrando persone e città particolari, così diverse dalla sua città natale, Venezia. Ma poi nella città lagunare vi ha fatto ritorno. Perché? Perché Venezia gli dava le risposte che non aveva trovato altrove. E qui un collegamento ad una frase del grande scrittore italiano di cui si sono recentemente celebrati i 100 anni dalla nascita – Italo Calvino – sorge spontanea. “D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”[2]. Perché le città sono un insieme di tante cose, sono luoghi di scambio, ma non soltanto di merci; anche scambio di parole, di desideri, di ricordi e di memoria.
Parallelamente, Parco della Cultura “Antonio Caregaro Negrin” è per me un luogo, una dimensione, dove lo spazio e il tempo possono rallentare e ci si può prendere un momento per pensare. Così è per me questo incantevole parco di Mogliano Veneto: la mia città, il mio posto nel mondo.
Paola Debei
[1] “Il Milione” di Marco Polo, Edizioni Nuages, Milano, 2005. Illustrazioni di Emanuele Luzzati, con introduzione di Giandomenico Romanelli. Volume in collaborazione con Musei Civici Veneziani.
[2] “Le città invisibili” di Italo Calvino, Garzanti Editore, Milano, 2012.
Le immagini presenti nel video sono tratte da:
Los viajes de Marco Polo. Marco Polo parte de Venecia. Roman d’Alexandre. Meritxell Álvarez Mongay via Flickr
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