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La burocrazia del viaggio a fine pandemia

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Attraverso un estenuante biennio di restrizioni pandemiche, i turisti di respiro internazionale hanno visto scorrere sotto i propri occhi scoraggianti elenchi continuamente mutevoli di tutte le possibili opzioni di viaggio che richiedano l’uso del passaporto. L’unica certezza degli ultimi due anni è stata quella dell’instabilità delle regole.

Malgrado il persistere di comprensibili sentimenti di stanchezza e sfiducia, occorre affermare che l’attuale capacità di programmare viaggi può avvalersi – in vista dell’imminente ciclo primavera-estate – di un ventaglio di scelte ben più definite rispetto a quanto si è potuto osservare negli analoghi periodi del 2020 e del 2021.

Il mondo è senz’altro ancora alle prese con l’attenuata variante omicron dell’ormai popolarissimo coronavirus, ma i rischi sostanziali legati alla salute vanno decisamente appiattendosi verso le tipiche conseguenze di un malanno stagionale.

Soprattutto per quei cittadini che abbiano esercitato il diritto di non aderire ai protocolli vaccinali, resta più significativa la valutazione dei rischi di viaggio in funzione dei vari gradi di difficoltà burocratico-sanitarie vigenti attualmente nel mondo, a seconda delle diverse sensibilità di valutazione del problema.

Oltre alle valutazioni sulle pratiche doganali di accesso, si dovrebbe anche controllare lo stato attuale dell’organizzazione di particolari eventi o delle regole di accesso a determinati siti di proprio interesse nel Paese di destinazione.

Alla ricerca della destinazione di viaggio più desiderabile – senza dover patire l’assenza della prevenzione vaccinale alla stregua di un pesante ostacolo – sarà quindi cruciale l’individuazione di quei Paesi più orientati a una politica sanitaria fondata su cure tempestive in favore di cittadini e turisti, piuttosto che al mantenimento a oltranza di persistenti misure securitarie a carico della società civile.

CROAZIA (modalità di accesso: moderate – 1 test) Il Paese balcanico ha mantenuto restrizioni di viaggio relativamente basse, per cui l’ingresso ai viaggiatori non vaccinati è consentito fornendo la prova di un test negativo su tampone molecolare (PCR) al massimo 72 ore prima dell’arrivo.

Si tratta del famigerato “tampone molecolare” rino-faringeo (il più invasivo) utilizzato per rilevare la presenza del virus nell’organismo intercettando e quantificando i suoi acidi nucleici attraverso l’analisi del materiale biologico prelevato. L’esito di questo test è disponibile dopo circa 36 ore dal prelievo.

In alternativa, i viaggiatori non vaccinati possono anche fornire prova di un test antigenico negativo, eseguito al massimo 24 ore prima dell’arrivo. Questo diverso esame si esegue sempre mediante lo stesso tipo di tampone ma, a differenza del test PCR, va alla ricerca di particolari proteine specifiche del virus presenti sul suo involucro esterno. Ha il vantaggio di brevi tempi di risposta – circa 15 minuti – ma con una sensibilità e specificità nettamente inferiori a quelle del test molecolare.

MESSICO (modalità di accesso: estremamente facili)
Questo Paese è assolutamente aperto ai turisti in ingresso che non forniscano prova alcuna dell’avvenuta vaccinazione, con formalità doganali che sono rimaste invariate dal 2019.

NORVEGIA (modalità di accesso: estremamente facili)
Anche per il Paese scandinavo si possono dichiarare esclusi – a partire dal 12 febbraio 2022 – tutti i requisiti anti-Covid richiesti all’ingresso prima di quella data a beneficio di tutti i turisti, vaccinati e non vaccinati.

EL SALVADOR (modalità di accesso: estremamente facili)
Il Paese Centro-americano ha rimosso qualunque requisito di ingresso dalla fine del 2021, e anche i turisti non vaccinati possono entrare senza test, senza quarantene e senza obbligo di compilare moduli sanitari.
Occorre, tuttavia, non trascurare la presenza sul territorio di obblighi in vigore sull’uso della mascherina.

REGNO UNITO (modalità di accesso: rigorose – 2 test)
Per i turisti non vaccinati, occorre a) presentare all’ingresso il risultato negativo di un tampone COVID-19 effettuato 48 ore prima della partenza e che soddisfi i parametri specificati dal governo britannico, b) compilare un formulario online nei due giorni precedenti il giorno della partenza e c) eseguire un secondo tampone PCR entro due giorni dall’ingresso, già prenotato e pagato prima di entrare nel Paese, al cui esito positivo conseguirebbe l’isolamento cautelare.

Non sono però previste ipotesi di quarantena di default.

CIPRO (modalità di accesso: rigorose – fino a 2 test)
I turisti non vaccinati devono presentare all’arrivo il risultato negativo di un tampone molecolare effettuato non oltre le 72 ore, oppure un test antigenico effettuato non oltre le 24 ore precedenti.

Si aggiunge a ciò la complicazione che Cipro suddivide i Paesi di provenienza in base al rischio epidemiologico al momento dell’ingresso dei viaggiatori.

Solo per i turisti non vaccinati provenienti da Paesi inclusi nella cosiddetta “categoria rossa” è di conseguenza previsto un secondo test molecolare PCR da effettuare all’aeroporto di arrivo a loro spese.

EMIRATI ARABI UNITI (modalità di accesso: moderate – 1 test)Per l’ingresso in questo Paese i viaggiatori non vaccinati sono tenuti a presentare un certificato medico valido, provvisto di QR Code, attestante che nel mese precedente l’arrivo negli Emirati il viaggiatore è guarito dal Covid-19.

Occorre, in alternativa, dimostrare l’esito negativo di un tampone molecolare (PCR) effettuato entro 48 ore dalla partenza, con documentazione idonea ad esporre un QR Code.

Dal 26 febbraio 2022 non è più prevista quarantena all’arrivo.

Si consideri che sul territorio di uno stato federale come questo, possono esserci lievi differenze di restrizioni fra un Emirato e l’altro.

Si tenga anche conto delle regole particolari legate ad eventi speciali, dove l’esito di certi controlli potrebbe avere ricadute sulle sorti dell’intero viaggio. Proprio in questo stato è attualmente in corso l’evento forse più rinomato del mondo: Expo Dubai 2020, la corrente edizione dell’Esposizione Universale ancora aperta al pubblico fino al prossimo 31 marzo 2022.

I visitatori non vaccinati dovranno dimostrare l’esito negativo di un test molecolare PCR effettuato nelle 72 ore precedenti e, una volta acquistato il biglietto di ingresso, saranno inoltre sottoposti a tampone presso il centro adiacente ad EXPO con un test gratuito il cui risultato sarà fornito in circa quattro ore.

In ogni caso, l’accesso ai padiglioni è precluso alle persone che presentano sintomi riconducibili ad un’infezione da Covid-19, che abbiano avuto un contatto stretto con persone contagiate o che in quel momento si trovino in uno stato di quarantena.

TURCHIA (modalità di accesso: moderate – 1 test)Per i viaggiatori non vaccinati occorrerà dimostrare di aver già contratto il Covid negli ultimi 6 mesi ed essere guariti. In assenza di questa prova, i turisti non vaccinati dovranno presentare il risultato negativo del test PCR effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo o di un test antigenico rapido effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese.

La compilazione di un apposito modulo 72 ore prima della partenza determinerà, secondo le previste procedure, la generazione automatica di un codice personale, denominato HES, indispensabile per svolgere una serie di attività durante il soggiorno su suolo turco – come ad esempio accedere a centri commerciali, usufruire del trasporto pubblico etc…

Sulla falsariga della precedente disamina, si può facilmente costruire un più generico ventaglio degli atteggiamenti securitari che si riproducono anche in altri Paesi, che vanno così ad aggiungersi a quelli già esaminati nel dettaglio.

MODALITÀ DI ACCESSO RIGOROSE
Romania, Bahamas, Portogallo, Georgia, Israele.

MODALITÀ DI ACCESSO MODERATE
Giamaica, Tanzania, Egitto, Sud Africa, Belize, Irlanda, Albania, Nicaragua, Aruba, Perù.

MODALITÀ DI ACCESSO ESTREMAMENTE FACILI
Repubblica Dominicana, Slovenia, Islanda.

Per chi non dispone del requisito vaccinale sarà senz’altro più facile orientarsi verso quelle destinazioni in cui si stia già attualmente manifestando una più netta tendenza all’abbandono delle misure emergenziali, anche con riferimento all’uso obbligatorio di mascherine e a restrizioni all’accesso a specifiche infrastrutture sul territorio.

L’ingresso dei viaggiatori non vaccinati nei Paesi appartenenti alla fascia “rigorosa” non risulta dopotutto drasticamente sbarrato alle condizioni attuali: è semmai appesantito da qualche ostacolo doganale in più che si traduce tipicamente (anche se non esclusivamente) nella pratica del doppio test – preliminare e successivo all’ingresso nel Paese – che va ad aggiungere qualche rischio in più a carico dell’intera vicenda del viaggio.

Occorre in definitiva confermare un quadro generale di de-escalation emergenziale orientato senz’altro al progressivo smantellamento delle misure restrittive, ma che non rende ancora superfluo lo sforzo di continui e precisi aggiornamenti.

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