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Gusto e viaggi: da sempre un binomio in grado di far vivere esperienze indimenticabili… anche stando seduti sul proprio divano!

 

Paese che vai, tè che trovi. Ogni destinazione custodisce non solo preziose gemme culturali, artistiche e paesaggistiche ma anche una tradizione enogastronomica di cui, spesso, il tè la fa da padrona. Perché quindi non trasformare il rituale del tè in una nuova occasione per attraversare con la mente i confini nazionali e abbandonarsi a momenti in cui gusto e scoperta viaggiano all’unisono? Musement, consapevole del fatto che in un momento come questo non ci sia modo migliore per scoprire nuovi luoghi se non attraverso i sapori e i profumi di un luogo, ha stilato un elenco di 6 destinazioni verso cui viaggiare semplicemente mettendo l’acqua nel bollitore. Da Londra a Taiwan, passando per India, Africa, Cina e Giappone: come un abbraccio, aromatico, caldo ma leggero, il tè immergerà tutti gli appassionati nelle storiche tradizioni di alcuni dei Paesi più affascinanti del mondo.

 

Tè nero, Inghilterra

L’afternoon tea trova la sua più completa declinazione a Londra, dove le 17 hanno un solo significato: tè nero con latte e un tripudio di stuzzichini, sia dolci che salati. Impossibile non concedersi un peccato di gola nella capitale d’Inghilterra dove questo momento affonda le proprie origini nella storia. Un’esperienza imperdibile che profuma di tradizioni e che, tra eleganti porcellane bianche, si conferma come l’appuntamento più atteso della giornata da vecchie e nuove generazioni. Proprio come faceva la 7° Duchessa di Bedford, Anna, nel 1800, ancora oggi grandi e piccini si ritrovano con amici e parenti per un light break nelle tea room più blasonate della città… dove la prenotazione è d’obbligo!

 

Bubble Tea, Taiwan

Pochi sanno che gli inglesi considerano la produzione di tè taiwanese tra le più prestigiose in circolazione. Perché? A Taipei e in tutto il resto del Paese il tè è molto più di una semplice bevanda: è un’autentica forma d’arte, oggetto di un rituale preciso che scandisce ogni pasto. Una vera e propria devozione che nel corso del tempo, tra bacchette d’incenso e decorazioni floreali, ha assunto forme e gusti differenti… fino a trasformare il Bubble Tea in un foodtrend internazionale. Un tè freddo dolcissimo, con caramelle gommose da aspirare con la cannuccia. Colorata, divertente e assai poco gourmand, la bevanda è l’esempio di come il Paese sappia rivisitare tradizioni antiche combinando sapientemente storia e innovazione.

 

Masala Chai, India

Nato come la versione economica del tè nero, il Masala Chai è entrato a far parte della cultura indiana agli inizi del ‘900. Le sue origini risalgono infatti al periodo coloniale inglese, durante il quale il consumo di tè tra le popolazioni locali veniva incentivato dai coloni. Con la bevanda si è dato origine anche a un rituale in cui i sapori audaci e i colori accesi sono ancora elementi immancabili. Tè nero, preferibilmente di Assan, il latte e le spezie come zenzero, chiodi di garofano e pepe sono tutti ingredienti che riflettono il DNA del Paese. Un lembo di terra dove i forti contrasti caratterizzano ogni esperienza di viaggio.

 

Rooibos, Sud Africa

Dolce e dal gusto raffinato, il Rooibos arriva dal lontano Sud Africa e con il solo profumo porta alla memoria tutti gli elementi naturali che caratterizzano una delle terre più affascinanti del mondo. L’infuso, ricchissimo di sali minerali e vitamina C, possiede la particolare proprietà di ridurre la sensazione di sete e riserva piaceri autentici al palato. Usato da sempre dai nativi della zona attorno ai monti Cedar, la bevanda si ricava da un piccolo cespuglio la cui fibra viene spezzata, macinata e posta a fermentare per circa 8 ore. Al termine del procedimento il prodotto viene essiccato al sole e all’aria, elementi unici che fanno dell’Africa lo scenario perfetto per momenti memorabili, per poi essere setacciato, pulito e pronto all’uso. Con il Rooibos il continente nero non è mai stato così vicino e pronto a raccontarci storie.

 

Tè verde, Cina

Forse non tutti sanno che la Cina è il luogo dove è stata scoperta la prima foglia di tè. Nata nel III secolo nella zona meridionale del Paese, la bevanda veniva originariamente preparata con foglie cotte a vapore, pestate in un mortaio e ridotte a un panetto poi bollito con riso, zenzero, sale, buccia di arancia, spezie, latte e a volte cipolle. Qui la cerimonia, che prende il nome di Gongfu Cha, assume una ritualità senza paragoni e segue regole rigide – soprattutto se si serve il Long Jing, conosciuto come il miglior tè verde del mondo grazie al suo carattere tostato ed il sapore fruttato. Un’esperienza che, se vissuta ad occhi chiusi, fa emergere le peculiarità di un Paese ricco di tradizioni millenarie.

 

Matcha, Giappone

Giappone fa rima con tè. In un Paese in cui le tradizioni legate alla bevanda ebbero origine nel XII secolo, imprescindibile un viaggio attraverso il gusto alla scoperta del rituale locale in questa parte di mondo. Una cerimonia che affonda le proprie radici nel buddismo, dove la ricerca della bellezza e la contemplazione sono le colonne portanti della filosofia di pensiero. Un’esperienza memorabile necessita però anche di ottime materie prime. Uji, vicino a Kyoto, nasconde alcuni dei più antichi produttori di Matcha del Paese, il tè verde in polvere che sembra abbia incredibili proprietà benefiche e che ormai ha conquistato anche gli appassionati bevitori di tè in occidente. Le piantagioni di matcha di Uji sono aperte al pubblico e riforniscono alcune tra le migliori sale da tè dell’intero Paese, pronte a far rivivere momenti dal tocco senza tempo.

Tutti possono segnalare luoghi belli per far ripartire l’economia del turismo

 

Il comparto del turismo teme il collasso e la ripartenza prevede distanziamento sociale e problemi di reddito per molti. In questo senso SharryLand è uno strumento utile, perché indica mete in mezzo alla natura e in luoghi rurali, esperienze per tutte le tasche e meraviglie poco note.

 

Ripensare alla rinascita del turismo, creando insieme la grande Mappa delle Meraviglie dell’Italia da scoprire

SharryLand è nata in tempi non sospetti per creare la grande Mappa delle Meraviglie dell’Italia da scoprire. Ora lancia una “Chiamata all’Italia” per coinvolgere tutti nella spinta verso la ripartenza, puntando sul bene più prezioso del nostro Paese: il patrimonio culturale diffuso, le nostre innumerevoli Meraviglie artistiche, paesaggistiche e culturali.

 

Tutti possono partecipare

Con la “Chiamata all’Italia” SharryLand invita tutti a segnalare, da casa, i  tesori dell’Italia fuori dalle classiche rotte turistiche, da vivere e gustare dopo il lockdown: bellezze naturali e artistiche, specialità eno-gastronomiche, musei insoliti, borghi antichi…
L’appello è rivolto a tutti coloro che amano l’Italia: appassionati del turismo lento e delle arti, curiosi alla ricerca di ispirazioni per il tempo libero e tutti coloro che con la loro professionalità ci fanno vivere appieno un territorio: guide,  cuochi, artigiani, enti, associazioni… E c’è spazio anche per le aziende che ci tengono a restituire valore al loro territorio.

 

Come partecipare: in 3 azioni

1. “Mappiamo l’Italia”. Tutti possono partecipare. Con la registrazione si aderisce alla “chiamata”, da casa. L’invito è raccontare meraviglie nascoste o raccontare se stessi nel profilo. Lo scopo è innescare un passaparola all’insegna dello stupore.
2. “Diventiamo Paladini”. Questa azione è dedicata alle aziende che desiderano attivarsi per il loro territorio: diventando paladini della Mappa delle Meraviglie, cioè sostenendo economicamente la creazione della Mappa, non solo si porta beneficio al territorio scelto, ma si diventa ambasciatori dell’Italia nel mondo.
3. “Scopriamo la Mappa”. Un grande evento a risonanza nazionale che racconterà meraviglie e progetti territoriali avviati grazie ai paladini e darà voce a chi fa la differenza: persone resilienti, istituzioni, comuni “Amici di SharryLand”,
esperti e testimonial d’eccezione.

 

 

Photo Credits: sharry.land

Roberto Maschietto deve interrompere per alcuni mesi il suo giro del mondo a causa della pandemia: appena possibile lascerà l’Australia e farà ritorno a casa, a Mogliano, dove lo attenderà l’ennesima quarantena.

 

Il viaggio attraverso il mondo in solitaria, sul Land Rover Defender 110 soprannominato “Camietto” era iniziato il 14 aprile dello scorso anno da piazza Caduti.

 

“In questo momento non posso muovermi, né tanto meno continuare verso la meta naturale di quello che era il mio progetto, il sud America, zona categoricamente chiusa e che per ora comunque non garantisce misure e situazioni sufficienti a garantirmi la salute e una minima sicurezza…non potrei godere di quello che è la linfa della mia esperienza in tali condizioni” scriveva qualche giorno fa, in occasione del primo anniversario di viaggio.

 

“Qui sono in quarantena: ogni volta che passi un confine di regione devi fare 14 giorni di isolamento, non puoi nemmeno fare la spesa, la polizia vorrebbe  che quei pochi che non hanno casa come me prendessero un albergo e si facessero portare da mangiare per 2 settimane. Se invece stai tornando a casa in Australia e arrivi con l’aereo non puoi andare a casa, portano tutti i passeggeri dell’aereo in un albergo e ci stai 2 settimane piantonato.

A me hanno concesso di stare in un campo e degli amici di amici di qui (zona Perth ) si sono presi formalmente l’impegno di portarmi da mangiare. Ogni giorno passa la polizia a controllarmi”.

 

Trascorrere tutti quei giorni in un’auto, seppur ben attrezzata, fermo in un parcheggio, non deve esser stato facile per Roberto, abituato alla libertà degli spazi del mondo intero. Poi è arrivata la notizia che sarebbe dovuto rimanere lì fermo per 6 mesi e così la decisione di ritornare in Italia è apparsa la più adeguata.

 

“Mi sto organizzando per rientrare; qui le autorità lo consigliano ma sembra più un obbligo. Non ci si muove e anche l’ambasciatore preme perché io vada a casa. Devo parcheggiare l’auto in un container dentro la dogana, così risulta fuori dall’Australia ma potrò poi decidere  di mandarla da qualche altra parte, basta imbarcarla. Ora sto cercando i voli. Questa settimana alcune compagnie come Lufthansa, AirSingapore e Quantas hanno smesso di volare per l’Italia da Perth;  ora rimane solo Qatar Airways che ogni settimana riduce la grandezza degli aerei.  Se non mi sbrigo mi mandano a casa con un turboelica!”.

#RobertoTiAspettiamo.

 

Silvia Moscati

In occasione della 50° Giornata Mondiale della Terra, la più grande catena alberghiera italiana invita a (ri)scoprire il territorio con un tour immaginario tra le bellezze naturali meno conosciute del Belpaese, perfette per quando torneremo a viaggiare

 

Ogni giorno Gruppo UNA – la più grande catena alberghiera italiana – celebra la passione per il territorio italiano nei suoi hotel e resort. In occasione della 50esima Giornata della Terra porta i suoi ospiti alla scoperta delle perle naturali meno conosciute del Belpaese, raggiungibili con una gita fuori porta da uno dei suoi alberghi lungo tutto lo Stivale. Questi luoghi ricchi di fascino sono stati inseriti nella “mappa della Bellezza” stilata dal Touring Club Italiano e meritano un posto nella bucket list di destinazioni da (ri)scoprire durante un long weekend sotto il segno dell’italianità.

 

Toscana, oltre ai borghi c’è di più: un polmone verde di eccezionale valore

Oltre ai borghi e ai capolavori dell’arte italiana, il litorale della Toscana custodisce un gioiello naturalistico da esplorare durante un fine settimane in Versilia. Il Parco dei Monti Livornesi, che si estende per 1.300 ettari tra i comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo, è un vero e proprio polmone verde nel cuore della regione. Le sue colline rappresentano un patrimonio naturalistico, storico ed ambientale di eccezionale valore, da scoprire grazie a suggestivi itinerari immersi nel verde della macchia mediterranea. La visita del parco può essere fatta con trekking a piedi, in mountain bike e a cavallo, durante i quali è possibile avvistare tracce delle civiltà del passato, come mulini, ghiacciaie, fornaci e le splendide strutture dell’Acquedotto settecentesco di Colognole.

 

L’indirizzo da appuntare in agenda:
Versilia Lido | Lido di Camaiore, Lucca
Un paradiso di eleganza e benessere sul mare.
Info: www.unaesperienze.it/versilia-lido

 

 

La Puglia che non ti aspetti, tra steppa mediterranea e orizzonti sconfinati

Anche se è il secondo parco nazionale della Puglia, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, situato a meno di un’ora da Bari, è molto meno conosciuto del Gargano. Questo territorio straordinario custodisce l’ultimo esempio di steppa mediterranea in Italia e conserva un alone di fascino e unicità, grazie ai suoi spazi immensi che si alternano a sinuose colline. Qui l’ambiente spoglio e suggestivo, costituito prevalentemente da rocce calcaree, tufi e depositi di argille, accoglie una fauna tra le più variegate di tutta la Puglia. Fiore all’occhiello del parco è il misterioso Castel del Monte, un maniero ottagonale voluto da Federico II, a cui si uniscono importanti siti di interesse storico e archeologico. Per scoprire il parco sono disponibili tanti itinerari a piedi o su due ruote, adatti a tutti i livelli.

 

L’indirizzo da appuntare in agenda:
UNAHOTELS Regina Bari, Bari
Tutto il fascino dell’atmosfera pugliese, a pochi passi dal mare e dalle ricchezze culturali della Puglia.
Info: www.unahotels.it/unahotels-regina-bari

 

 

Un gioiello sotterraneo in Campania, immerso in un silenzio magico

Situate all’interno del massiccio dei Monti Alburni, con un’estensione di circa tremila metri, le Grotte di Pertosa-Auletta sono una delle perle naturali dell’area del Cilento, da esplorare con una breve gita da Napoli. Le grotte sono le uniche in Italia in cui è possibile navigare un fiume sotterraneo – il Negro – e le sole in Europa a conservare i resti di un villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C. Mentre ci si addentra verso il cuore della montagna, il fiume offre un inconsueto viaggio in barca tra stalattiti e stalagmiti con forme, colori e dimensioni diverse. La visita guidata promette una piccola avventura immersi in un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore degli scrosci della cascata sotterranea.

 

L’indirizzo da appuntare in agenda:
UNAHOTELS Napoli, Napoli
Un palazzo storico a pochi passi dalle location più preziose della città.
Info: www.unahotels.it/unahotels-napoli

 

 

Sicilia, un’oasi di mare cristallino e fauna avicola

Architettura barocca, mare cristallino, ricca tradizione gastronomica, ma non solo: pochi sanno che in provincia di Catania si trova anche una straordinaria riserva naturale che si estende per circa 2.000 ettari. L’“Oasi del Simeto” rappresenta una delle aree più singolari dell’isola per la sua ricchissima fauna avicola, che trova qui un territorio ideale grazie all’unione del mare agli ambienti umidi: durante le escursioni guidate con guide esperte, è possibile avvistare piccoli mammiferi come donnole e volpi o volatili come germani e aironi. Dopo una sessione di birdwatching, si raggiunge a piedi la lunga spiaggia fluviale bianca Foce del Simeto, altro luogo di alto valore naturalistico racchiuso all’interno dell’oasi.

L’indirizzo da appuntare in agenda:
Palace Catania | UNA Esperienze, Catania
Un idillio siciliano nel cuore di Catania, con vista mozzafiato sull’Etna.
Info: www.unaesperienze.it/palace-catania

 

 

Trekking con vista sulle Isole Eolie, circondati dai profumi della macchia mediterranea

Tra una distesa di fichi d’india, alberi di ulivo e filari di viti, sulle pendici della Fossa delle Felci e il Monte Rivi si diffondono i profumi inebrianti delle ginestre, dei corbezzoli e dei capperi: l’isola di Salina offre scenari degni di un film, che diventano ancora più suggestivi percorrendo uno dei tanti percorsi escursionistici disponibili. Un indirizzo da appuntare per una domenica all’aria aperta è Valdichiesa sul Monte Fossa delle Felci, definito anche il tetto delle Eolie (in foto), un antico vulcano spento da secoli ricoperto da una folta macchia mediterranea. Con una passeggiata poco impegnativa di circa due ore dal santuario della Madonna del Terzito si raggiunge la vetta, dove il panorama sulle Eolie e sul cratere ripaga la fatica. Oltre alle escursioni, Salina è rinomata per il suo mare cristallino, che nel 2019 si è guadagnato il terzo posto nella Top 5 delle Piccole Isole della Sicilia secondo la guida Il mare più bello 2019 del Touring Club Italiano e Legambiente.

 

L’indirizzo da appuntare in agenda:
L’Ariana Isole Eolie | UNA Esperienze, Borgo di Rinella, Isola di Salina
Una storica villa dei primi del ‘900 affacciata sul mare della Sicilia.
Info: www.unaesperienze.it/lariana-isole-eolie

Dal 20 al 28 aprile, il viaggio esplorerà la regione del Midwest, mettendo in luce l’incredibile ricchezza di luoghi e attività fuori dagli schemi

 

Visit The USA lancia il più completo road trip virtuale interattivo di sei settimane per scoprire gli Stati Uniti come mai fatto prima sui Social, lungo cinque itinerari regionali tra i 50 Stati, 5 territori e il Distretto di Columbia.

 

Collegandosi ai profili Instagram e Facebook di Visit The USA, è possibile partecipare ogni giorno a quiz, sondaggi e attività interattive, per decidere le successive tappe del road trip, testare la propria conoscenza delle destinazioni statunitensi e condividere i propri racconti di viaggio più belli con l’#UNITEDstories; in questo modo le proprie foto di viaggio dedicate agli USA avranno la possibilità di essere pubblicate. Durante il road trip, i follower incontreranno virtualmente personaggi locali che daranno consigli di viaggio da veri insider.

 

Da oggi, 20 aprile, fino al 28, è live sulle pagine social l’itinerario fotografico dedicato alla regione del Midwest, l’“Heartland” degli USA, attraverso cui scoprire una raccolta di luoghi e attività fuori dagli schemi. Grazie alle tante attività virtuali disponibili, è possibile vivere le esperienze anche da casa e scoprire la destinazione coinvolgendo tutti i cinque sensi. Per esempio, ci sarà un interessante Instagram Takeover con Mikah Meyer durante la tappa in Minnesota. Dopo aver viaggiato per il mondo visitando tutti i 419 Parchi Nazionali degli Stati Uniti, Mikah ha scelto questo Stato come casa e racconterà i motivi per cui ha scelto di vivere in Minnesota, mostrando i suoi luoghi preferiti e le tante attività da provare.

 

 

Olfatto: South Dakota, road trip immerso tra paesaggi e profumi sorprendenti

Il South Dakota, visitato solitamente insieme al suo fratello maggiore North Dakota, stupisce subito i viaggiatori con un paesaggio variegato e differente da quello che solitamente viene associato agli Stati Uniti. Immerso nella storia e attraversato dalle orme dei leggendari pionieri, offre lo scenario perfetto per un avventuroso road trip immerso nei profumi della natura e delle montagne. Oltre al memoriale del Mount Rushmore National, con le enormi sculture alte 18 metri dei quattro presidenti americani scolpite nel granito, ci sono tante altre avventure da scoprire in questo gioiello del Midwest: Deadwood è l’emblema del selvaggio west, che verso sud lascia il posto alle distese montuose del Badlands National Park, all’intenso verde della Black Hills National Forest, poi all’aspra bellezza di guglie e pinnacoli del Badlands National Park fino ad arrivare alla ricca fauna del Custer State Park. Grazie ai tour virtuali dei Parchi Nazionali degli Stati Uniti messi a disposizione da Google Earth, è possibile esplorare le perle naturali del South Dakota anche da casa.

 

Gusto: Missouri, alla scoperta degli autentici sapori del Midwest

Giunti in Missouri, il viaggio potrebbe dirigersi verso una delle sue due principali città: Kansas City e Saint Louis. Qualunque sia la scelta, è il posto giusto per provare una delle eccellenze food americane: il barbecue. Per i veri food lover, è impossibile resistere al gusto unico della carne affumicata in tipico stile Kansas City, condita con una varietà di salse capaci di accontentare tutti i gusti; da non perdere una sosta nei ristoranti di Jack Stack Barbecue, la cui punta di diamante è la famosissima costoletta d’agnello, cucinata nei forni a legna in mattoni. Spostandosi sulle rive del fiume Mississippi, da provare anche i celebri ravioli fritti di St. Louis, da abbinare con una delle tante varietà di birra dello storico Birrificio Anheuser-Busch. Per gli amanti della birra, il siti web offre ottimi suggerimenti per organizzare un happy hour virtuale!

 

 

Vista: Illinois, in viaggio tra storia e musei

Se si parla di Illinois, tanti viaggiatori hanno sicuramente visitato Chicago, la più grande metropoli della regione. Per rivivere anche dal proprio divano l’esperienza cosmopolita della città, che include una offerta museale pari a quella di New York, il The Art Institute of Chicago offre un tour virtuale tra alcune delle opere più importanti del mondo, di artisti del calibro di Monet, Picasso e Warhol. Ma l’Illinois offre molto di più di Chicago: a Springfield, capitale dello stato ricca di storia politica, ha dimorato il 16° Presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln: la casa in cui ha vissuto per 17 anni è oggi un sito storico nazionale e grazie alla collaborazione con Google Arts and Culture, ora è possibile fare un tour virtuale della Lincoln Home. Alla sua affascinante figura sono stati dedicati tanti film nel corso degli anni, che possono essere rivisti in queste lunghe giornate a casa, come “Lincoln” di Steven Spielberg, candidato a 12 Oscar e disponibile sulle piattaforme streaming come Chili e InfinityTV. Non tutti sanno che ispirandosi alla sua morte e in onore del presidente, il poeta Walter Whitman compose la poesia “O capitano! Mio capitano!”, che rappresenta uno dei riferimenti principali sui cui si basa il film di Peter Weir “L’attimo fuggente“.

 

 

Udito: Michigan, una ricarica di energia musicale

In un viaggio in Michigan non può mancare una tappa a Detroit, già definita da Forbes come “una delle città più cool degli Stati Uniti”. La sua storia si intreccia con la musica, poiché ospita la mitica casa discografica Motown Records ed è un punto di riferimento per la musica techno. Se la situazione attuale ha momentaneamente obbligato a cancellare i concerti dal vivo, la musica della città non si è fermata, grazie alle tante playlist che sono state create in queste settimane, ispirate ai tanti locali di musica e ai festival musicali più in voga della destinazione. L’offerta accontenta tutti i generi musicali, dalla playlist del Movement Electronic Music Festival 2020, rimandato a settembre, alla selezione di musica alternativa e indie creata settimanalmente dagli alunni del Majestic Theatre di Midtown, fino alle performance di altissimo livello della Detroit Opera House, da ascoltare almeno una volta nella vita.

 

 

Tatto: Ohio, scienza e natura per tutta la famiglia

Giunti in Ohio, nel cuore degli Stati Uniti, si trova un perfetto mix tra i vivaci centri urbani di Cleveland, Columbus e Cincinnati e gli scenografici parchi naturali come il Mohican State Park, situato proprio nel centro dello Stato. Questa destinazione offre tante attrazioni family friendly, capaci di intrattenere i più piccoli anche da casa. Per esempio, il Cincinnati Zoo & Botanical Garden ha una pagina Facebook molto attiva, con tante informazioni sugli animali che ospita. Ogni pomeriggio alle 15 è previsto un appuntamento in diretta live in cui vengono mostrati gli animali dello zoo, per imparare sempre qualcosa di più sulle meraviglie del mondo animale. Per i più grandi, anche il Glenn Research Center della NASA offre emozionanti tour virtuali per curiosare con video e immagini tra le attività del Centro e assistere alla fase dei test in azione.

  

Per immergersi in un tour alla scoperta delle sconfinate esperienze di viaggio che la regione del Midwest ha da offrire, è possibile seguire gli episodi della serie “Ask a Local” disponibili sull’app di GoUSA TV – il canale di intrattenimento di Visit The USA con tanti contenuti di intrattenimento dedicati agli Stati Uniti.

Jamaica Tourism Board (JTB) lancia un’iniziativa Social per ravvivare le giornate dei propri follower, regalando una serie di momenti di puro intrattenimento attraverso la propria piattaforma digitale (@visitjamaica)

 

“Escape to Jamaica” sarà un appuntamento settimanale sul canale Instagram di Jamaica Tourism Board. Perfettamente in linea con lo spirito dell’”Irie” – termine giamaicano che descrive la capacità di raggiungere la pace interiore nonostante le avversità – la serie di dirette porterà una ventata fresca nelle case degli spettatori, con tutorial di cucina e sessioni dedicate al benessere.

 

“Sappiamo che in questi momenti difficili in tutto il mondo le persone hanno bisogno di un momento di svago. Con questa serie di dirette, la Giamaica regala una piccola fuga virtuale dalla realtà, all’insegna di musica, cucina, tradizione, del calore umano ma soprattutto dell’inconfondibile spirito della Giamaica” racconta Donovan White, Direttore di JTB. “Visto che i viaggiatori al momento non possono raggiungerci, vogliamo portare un po’ del nostro Heartbeat tra le mura domestiche di chi ci segue. La Giamaica è pronta a dare il benvenuto a tutti i turisti futuri non appena i tempi lo permetteranno. È importante stare uniti in questo momento difficile”.

 

 

Photo Credits: IG @visitjamaica

“Pronto Mogliano, anche qui abbiamo un problema”. Una telefonata da una parte del mondo all’altra, con 8 ore e due stagioni climatiche di differenza, è sempre un’emozione anche se ora siamo abituati a qualsiasi collegamento, anche extraterrestre. Ma, da una quarantena all’altra, questa è la differenza che stranamente unisce più di qualsiasi video in diretta.

 

“Oggi è un anno – scrive Roberto – 365 giorni sono passati da quando ho lasciato la piazza del mio paese in Italia… e voglio cominciare quest’articolo con un gesto, un abbraccio a distanza… perché ad oggi mi trovo in Australia, ho finito la quarantena e ora posso muovermi un po’, sempre con accortezza, all’interno della provincia in cui già mi trovavo quando anche l’Australia ha deciso di impedire gli spostamenti delle persone, prima tra stati, poi tra regioni e ora anche tra province, per arrestare il diffondersi del virus.

In questo momento, quindi, non posso muovermi, né tanto meno continuare verso la meta naturale di quello che era il mio progetto, il Sudamerica, zona categoricamente chiusa e che per ora comunque non assicura misure e situazioni sufficienti a garantirmi la salute e una minima sicurezza.

In questo momento ripenso a tutti i gesti e non solo di aiuto, condivisione e supporto, che ho avuto il piacere, e per certi versi l’onore, di ricevere in questo anno. Anno in cui ho attraversato l’est e il nord Europa fino a toccare Capo Nord, imparando quanto questa regione sia piena di singole realtà, modi di vedere e di vivere, apparenti incongruenze e diversità che, mi piace pensare, possano in ogni piccola sfaccettatura diventare un ricchezza comune. Ho poi affrontato i confini e gli sguardi rigidi delle regioni russe, venendo perentoriamente sconfessato e felicemente sorpreso da quanto di umano ci sia sotto, anche solo apprezzando la volontà nello sforzandosi di parlare un inglese improbabile, ma segno del desiderio di aprirsi al mondo intero che tanto diverso non è (non so se sia male o bene).

Ho condiviso e incontrato viaggiatori con i quali ho trovato subito sintonia, ho incontrato viaggiatori con i quali ho faticato a trovare una linea di pensiero comune, ma non ho mai smesso di ascoltare cosa avessero da raccontare. In un attimo mi sono ritrovato nel fantastico mondo degli “stan”, Kazakistan, Tajkistan, ecc… dove le strade diventano lingue di terra e rocce immerse in paesaggi quali gli interminabili deserti che dalla Russia del sud attraversano impudenti i confini di Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan fino all’Iran, senza permesso alcuno, sempre immerso tra profumi di spezie e la polvere negli occhi… e ancora guidare e provare la sensazione di farlo tra le nuvole degli altopiani Tagichi, respirando atmosfere e vivendo genti che mi hanno riportato alla mente stralci di libri scritti da chi ha saputo sognare e far sognare i profumi, le emozioni e le sensazioni di leggerezza che questi angoli d’Asia regalano ogni giorno.

Mai mi sono fatto mancare il piacere di condividere il mio tempo con le persone di questi luoghi, facendole mie… imparando lezioni di umanità che sento hanno caratterizzato, e continueranno a farlo, tutto il mio percorso. I mesi passano veloci, troppo a volte, mi domando, oltre alle solite semplicistiche frasi fatte, che significato possa avere… non lo so, ma questo mi stimola ancor più a pensare che non esista un momento più o meno importante nella vita come nell’esperienza che oggi ho la caparbietà di vivere e che devo impegnarmi a dare il massimo valore ad ogni singolo di questi momenti… non fermerà il tempo, ma darà un senso a questo.

 

 

Con questo spirito risalgo a nord fino al leggendario lago Baikal, attraverso il confine mongolo e mi perdo nel deserto dei Gobi, provo la sensazione di stare (mai essere) solo… in una terra impregnata di odori forti, un misto di capra, legno, sterco essiccato e pelli scolpite dal sole, dal vento freddo che trasuda di usanze e necessità ancestrali. Ne esco quasi scioccato, un pugno in pieno stomaco sferratomi da persone che vedono la vita come una continua sfida agli elementi e che hanno, e te lo fanno capire forte, l’umiltà di ringraziare per questo ogni giorno. Non riesco più a capire se il mondo sotto i miei pneumatici stia cambiando o no, vedo differenze ovunque, ma appena chiudo gli occhi quasi inconsciamente sento un filo che unisce, nelle gesta a volte e nelle intenzioni altre, sicuramente nello spirito, tutto quello che mi sta fuori e che spinge per entrare a far parte di me.

Così è la parte che segue nella rigida Siberia, dove le temperature crollano e mi ritrovo a guidare per quasi 5000 chilometri su ghiaccio e neve, dove trovo colonne di camion intenti a portare merci da e verso l’est della Russia… sfrecciando sul ghiaccio nelle discese e spesso impiegando intere giornate a spalare ghiaia sotto le ruote per riuscire ad avanzare sulle salite. Mi sono trovato spesso la sera nelle radure immerse nelle foreste, tutti attorno ad un fuoco, senza capirci con la lingua ma vicini, col respiro che ti si ghiaccia sulla bocca, una bottiglia di vodka senza etichetta… e rifletto sul fatto che per queste persone, quella serata non sarà una serata da raccontare come sto facendo io, sarà un’altra serata come molte altre …chi ha dato cosa… un attimo del proprio tempo…

Non ci si ferma, Vladivostok, imbarco la macchina per conquistare il mito fatto di terre rosse che nella mia immaginazione è l’Australia, sfruttando i lunghi tempi di trasporto per visitare il Giappone. In Australia mi scontro con una burocrazia e tempi di sdoganamento e quarantena per il camietto, che hanno messo a dura prova la mia sanità mentale, ma dopo Natale e Capodanno passati in un ostello finalmente mi riconsegnano l’auto, riparo subito alcuni danni dovuti penso al trasporto e sono pronto per affrontare le terre d’Australia”.

 

In realtà l’Australia ha rappresentato per Roberto Maschietto subito i problemi della quarantena per la sua Land Rover, il camietto, mentre le foreste bruciavano. Ma mentre il fuoco delle foreste in estate è una situazione conosciuta che si ripete spesso, la pandemia ha sconvolto, come in tutto il mondo, la vita della gente.

 

“Oggi sono bloccato in una regione del sud-est Australia per la pandemia da COVID-19 scoppiata durante il mio viaggio. Ho dovuto isolarmi in quarantena vivendo per 14 giorni nel camietto, con controlli giornalieri della Polizia e senza aver la possibilità di lasciare il campo dove mi hanno parcheggiato, neanche per procurarmi il cibo. Ma anche qui, come spesso mi è capitato in questo anno, la sorte mi ha fatto incontrare persone stupende che, seppur anch’esse in una situazione di difficoltà, mi hanno aiuto portandomi da mangiare, trovando il modo ogni giorno di alleviare questa situazione comune a molte persone in Italia e regalandomi sempre un sorriso… potrebbe sembrare poco, ma quando sei dall’altra parte del mondo, con un nemico invisibile che non conosce frontiere, un sorriso è un gesto che ti regala quel poco di serenità di cui hai bisogno per saltare l’ostacolo. Sono sicuro che tutto questo avrà una fine e ho la presunzione di pensare che avrà un senso o per lo meno sta a tutti noi far sì che lo abbia. È vero, la pazienza di aspettare non è una prerogativa dei tempi nostri, ma cercare di capire gli sforzi che ci vengono chiesti senza cercare sempre una scusa per far prevalere l’io sul noi penso sia un dovere, smetterla di pensare che la via giusta sia sempre l’altra. Questo è il significato di Roads on the Way, letteralmente Strade sulla via, qualsiasi sia la strada che decidiamo di percorrere (decidere è scegliere e scegliere ha un prezzo, sia solo la rinuncia all’altra strada) sarà sempre una strada che alla fine ci porterà sulla via della nostra vita, oggi più che mai scopriamo che le libertà, o se vogliamo “la libertà” non è un qualcosa di dovuto, penso sia una mera illusione credere questo. Perseguire questo stato di libertà costa impegno e scelte, tutto il resto è l’illusione della stessa. Dopo questo sproloquio metafisico dovuto a mancanza di ossigeno da reclusione in ambiente fortemente claustrofobico, posso salutarvi con l’augurio che tutto si risolva presto e con la speranza che alla fine il durissimo prezzo che stiamo pagando non venga dimenticato, nascosto dal muro di inutili accuse, banalità e falsità che perentoriamente nasceranno ad impegnarci la ragione”, conclude Roberto.

 

Silvia Moscati

Adesso è importante restare a casa e restarci finché le istituzioni ci diranno di farlo. Il nostro comunicare le proposte en plein air dei mesi a venire – annuncia il Presidente dei Castelli del Ducato Orazio Zanardi Landi – è da prendere come un segno di fiducia nel futuro e gesto di speranza, nel pieno di rispetto dei decreti che il nostro circuito turistico-culturale sta rispettando al 100%, e nel pieno rispetto di chi oggi sta lavorando strenuamente per garantirci quel futuro, negli ospedali, nel mondo della sanità, nella protezione civile e nelle istituzioni.

 

“Per il Ponte del 25-26 aprile, a maggio e per l’estate proviamo a tenere vivi sogni, desideri e propositività: puntiamo a rafforzare ancora di più il legame tra manieri e outdoor, rocche e giardini, borghi storici e monumenti in particolare. Per famiglie con bambini che hanno bisogno di ritrovare, nella realtà e nell’immaginario di un Castello che protegge, difende e custodisce, serenità, forza e coraggio. Per giovani e adulti che scoprendo o riscoprendo straordinari luoghi d’arte, tengono vivi i sogni e l’orgoglio della grande bellezza in Italia. Pensiamo che possa fare bene allo spirito delle persone leggere e sognare alcune idee – per adesso solo da segnare in agenda – per vedere poi se saranno realizzabili e trascorrere gite in zone bellissime dove la tipica cucina con prodotti DOP, paste ripiene, salumi sopraffini e vini ottimi ritempra lo spirito. Per venire da noi, se e quando si potrà, basterà una telefonata o una e-mail come avete sempre fatto!”.

 

 

Idee per il Ponte del 25-26 aprile

 

 

Sabato 25 e domenica 26 aprile, il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino (PR) sulle colline in fiore di Salsomaggiore Terme propone Ricordi di Famiglia, una straordinaria esposizione di preziosi oggetti, antichi documenti e fotografie appartenuti alla famiglia della Marchesa Maria Luisa Pallavicino, con l’apertura straordinaria di alcune sale.

 

 

 

 

 

Alla Rocca dei Rossi di San Secondo (PR) sabato 25 aprile alle 21.30, c’è “Ambasciatori del Territorio” – Arte e suggestioni, visita-spettacolo notturna per ammirare la superba arte rinascimentale e per conoscere la grande storia di San Secondo. L’Ambasciatore del Territorio per San Secondo Parmense è lo storico Pier Luigi Poldi Allaj. L’ospite sei tu in un territorio autentico. L’iniziativa fa parte del progetto dell’associazione Castelli del Ducato: format con il patrocinio di Parma 2020 Capitale della Cultura Italiana ed il contributo di Fondazione Cariparma e Destinazione Turistica Emilia PTPL.

 

 

 

 

Al Castello di Gropparello (PC) sabato 25 e domenica 26 aprile c’è l’Assalto al Castello, fuori dalle mura del maniero negli ampi prati verdeggianti un esercito nemico si è accampato! Dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 14).

 

 

Tende da Cavalieri, macchine da guerra, scudieri, braceri e armaioli. Un via vai di soldati in fermento per la grande battaglia, con chi ti schiererai? La giornata comprende anche la visita al castello e il Parco delle Fiabe. La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.

 

 

 

 

Al Castello di Rivalta (PC) sabato 25 aprile, Bianchina e l’Incantesimo: quale segreto cela una bellissima dama in abito blu, con un velo sul capo da cui si intravede uno sguardo misterioso? Dai suoi racconti riemergeranno verità recondite e leggende di questo castello magico e ricco di mistero, situato in un borgo medievale da favola, nella prima val Trebbia, la valle che Hemingway definì la valle più bella del mondo. È visibile anche la mostra di vedute ottiche e “Attorno a Goya in Italia. Paolo Borroni e gli altri. Gli anni del cambiamento”, che consentiranno di ammirare stanze solitamente non visitabili: queste le idee da prendere al volo per trascorrere una gita in aree naturali in cui godere dei primi caldi primaverili e dintorni ricchi di fascino.

 

 

 

 

 

Attorno alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR) domenica 26 aprile, Rocca e Natura, mostra mercato con hobbisti, maestri dell’ingegno, espositori di handmade e artigianato artistico, prodotti naturali e bio.

 

 

Prenotazioni, info e costi per tutti gli eventi: [email protected]

 

 

 

 

 

Idee per il mese di maggio

La straordinaria esposizione di preziosi oggetti, antichi documenti e fotografie appartenuti alla famiglia della Marchesa Maria Luisa Pallavicino Ricordi di Famiglia, con l’apertura straordinaria di alcune sale, resterà aperta fino al 3 maggio. E sempre sulle colline in fiore di Salsomaggiore Terme, il Conte René von Holstein figlio della Marchesa Maria Luisa Pallavicino aprirà personalmente le porte della dimora fondata dai suoi avi – il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino (PR) – per una visita speciale, domenica 24 maggio alle 11.30, nel progetto “Ambasciatori del Territorio”. È previsto un aperitivo finale.

 

 

 

Al Castello di Rivalta (PC) in un borgo incantato, in un castello magico, venerdì 1° maggio Forchetta la maghetta ha bisogno dell’aiuto di tutti i bimbi per rimediare ai suoi pasticci in Magie e Peripezie!

Fino a fine maggio per gli adulti mostra di vedute ottiche e “Attorno a Goya in Italia. Paolo Borroni e gli altri. Gli anni del cambiamento”, che consentiranno di ammirare stanze solitamente non visitabili.

Domenica 17 maggio, alle 16, il Castello di Rivalta (PC) aderisce ad “Ambasciatori del Territorio” e propone una visita guidata con il Conte Orazio Zanardi Landi, Presidente dei Castelli del Ducato e proprietario del maniero. L’ospite sei tu in un territorio autentico.

 

 

 

Al Castello di Gropparello (PC) domenica 10 maggio tutti al Mercato Medievale, si rivivono ere esperienze di artigianato storico e i bambini potranno essere arruolato dal Re per difendere il Regno in un grande gioco.

 

 

La giornata comprende anche la visita al castello e il Parco delle Fiabe. Ogni domenica di maggio, sarà attivo dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 14.00) lo straordinario Parco delle Fiabe.

 

 

 

 

La Rocca Viscontea di Castell’Arquato (PC) organizza Kid Pass Day domenica 10 maggio, con giochi di abilità e di intelletto per perfetti cavalieri della Rocca Viscontea. Solo chi supererà tutte le prove e dimostrerà di avere ampie conoscenze degli usi e costumi medievali verrà insignito del titolo feudale. Sempre a Castell’Arquato sabato 16 maggio alle 21 per la Notte dei Musei tour notturno nel borgo e nei musei alla ricerca di anomalie e eventi paranormali con gli esperti di E.P.A.S (European Paranormal Activity Society). Una serata insolita, alla ricerca di anomalie elettromagnetiche e di strani campi di forza, nei vicoli del Borgo, nella Rocca Viscontea e nel Museo Geologico. Durata complessiva: 1 ora e 30 minuti circa.

 

 

 

Attorno alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR), domenica 17 maggio, torna il Mercatino dell’Antiquariato, dalle 8 alle 18.30 circa, in un contesto storico e artistico di rara e suggestiva bellezza. Maggio è un mese in cui è tradizione visitare Fontanellato, in provincia di Parma: non solo per ammirare i meravigliosi arredi nelle sale della Rocca Sanvitale e l’Affresco del Parmigianino ma anche per vedere lo Stendardo della Beata Vergine del Rosario esposto nel castello, stupirsi all’interno della Camera Ottica nel maniero e entrare nel Santuario della Beata Vergine del Rosario.

 

Domenica 24 maggio, spazio invece a Rocca e Natura, mostra mercato con hobbisti, maestri dell’ingegno, espositori di handmade e artigianato artistico, prodotti naturali e bio.

 

 

 

Al Castello di Bianello (RE) il castello si racconta: visite speciali con figuranti in costume Matilde di Canossa, le dame, i cavalieri, gli artigiani del borgo raccontano chi ha abitato questo castello con aneddoti, ricordi e scene di vita vissuta, sabato 30 maggio e domenica 31 maggio.

 

L’iniziativa fa parte del progetto “Ambasciatori del Territorio”.

 

 

 

 

Alla Rocca dei Rossi di San Secondo (PR) sabato 30 maggio, alle 21.30, viene riproposta “Ambasciatori del Territorio” – Arte e suggestioni in Rocca, la visita-spettacolo notturna per ammirare la superba arte rinascimentale e per conoscere la grande storia di San Secondo. L’Ambasciatore del Territorio per San Secondo Parmense è lo storico Pier Luigi Poldi Allaj. L’ospite sei tu in un territorio autentico.

 

 

Prenotazioni, info e costi per tutti gli eventi: [email protected]

 

 

 

 

Bambini e speranza: il regalo di Irene e Laura ai Castelli del Ducato

I più piccoli ci insegnano: il castello nel loro immaginario ti protegge e ti difende, uniti si vince! Vi raccontiamo una storia…

 

Sono giorni sospesi nei giardini e nelle corti antiche dei Castelli del Ducato. Ma è accaduta una cosa speciale: ci ha scritto una mamma, Lucia da Milano, che a dicembre 2019 era venuta in visita con le sue bambine a due manieri del nostro circuito. Una gita in giornata.

 

In uno dei due castelli le sue bimbe hanno partecipato a una fiaba animata con personaggi e hanno vissuto una storia magica interpretata nelle stanze della dimora. Nell’altro hanno seguito, uniche piccole nel gruppo di turisti, la spiegazione della guida che, accorgendosi di loro, con intelligenza ha focalizzato la narrazione anche su oggetti e storie che potessero appassionare e incuriosire le ragazzine. Otto e cinque anni.

 

In questo lungo periodo dal 21 febbraio, la vita quotidiana di Irene e Laura è cambiata all’improvviso: non si va a scuola né all’asilo, sul volto del papà c’è tanta tensione e, nonostante mamma Lucia cerchi di stemperare con sorrisi, ciambellone casalingo e fantasia il tempo domestico – tutti a casa – le preoccupazioni sono tante. Come vi capiamo!

 

Le bambine però si sono ricordate della gita nei Castelli del Ducato, di quelle due roccaforti che hanno visitato. Si sono ricordate della fiaba che hanno vissuto dove, dopo molti ostacoli, in un castello che protegge e ti difende, uniti si vince. Sono andate a prendere le loro bacchette magiche comprate nel bookshop e le penne a forma di piuma. Si sono vestite – nei pensieri – dell’energia coraggiosa di principesse guerriere, eroine senza paura per il bene. E sono state loro a dire con bacchetta magica in mano a mamma e papà: “Sì, ma poi alla fine vinciamo noi”.

 

Ringraziamo Irene e Laura e mamma Lucia per aver condiviso questo pezzetto di vita quotidiana. I Castelli nell’immaginario dei bambini possono fare tanto… e anche nell’animo degli adulti. Resistiamo nelle nostre comunità proprio come per millenni hanno resistito i nostri manieri. Un castello ti protegge e ti difende, è un archetipo, un simbolo, sta nel tuo cuore.

 

 

1.168 euro donati all’ospedale Maggiore di Parma

Vi diamo un’ultima notizia: alcuni commercianti di Fontanellato (Parma) hanno raccolto 1.168 euro che hanno destinato all’ospedale Maggiore di Parma! Con loro anche amministratori e persone che lavorano in Comune.

Sono commercianti, ristoratori, proprietari di negozi in un paese che vive (anche e molto) di turismo culturale ed enogastronomico, dove oggi tutto è fermo. Ma come nei borghi storici, nei luoghi d’arte, nei musei e nei Castelli di tutta Italia tutto tornerà alla normalità… e rivedremo tutto con nuovi occhi, con una emozione indescrivibile! E pensiamo davvero che stavolta l’arte, la bellezza di un paesaggio o di un opera d’arte, ci possa aiutare a ricominciare, perché ci danno messaggi importantissimi! Mettiamoci in ascolto.

Riproponiamo una recente intervista al fotografo friulano che racconta la sua passione per la montagna, in particolare per le Dolomiti

 

• Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di Lei e le Sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

 

• Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

 

• In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

 

• La Sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

Nel Medio Friuli, guardando da Nord-Ovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

 

• Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

 

• Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

Nel 2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del COVID-19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

 

• Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

 

 

Photo Credits: Massimo Procopio

Un nostro affezionato lettore di Marcon dona alla nostra Redazione una straordinaria storia da condividere con tutti voi, per viaggiare nelle terre d’Oriente, pur restando comodamente seduti sul divano di casa

 

Mario Cimarosti, 46enne di Marcon, ha scritto da poche settimane il suo primo libro AI CONFINI DELL’ASIA. AVVENTURE E INCONTRI TRA ZAR SULTANI E MAIOLICHE, edito da Ediciclio editore (disponibile e acquistabile anche in formato EBOOK).

Corrediamo il presente articolo di alcune incantevoli fotografie scattate durante questo lungo viaggio lungo le terre della Via della Seta, in cui sono stati attraversato ben 14 fuso orari.

 

“Due anni fa”, ci racconta, “esattamente a settembre del 2018, ho pensato fosse giunto il momento di raccogliere in un libro le mie esperienze vissute tra questa gente, per far conoscere a più lettori possibili le meraviglie all’ombra di Zar, Sultani e maioliche. Un viaggio inteso, ricco di emozioni e di incontri, un percorso straordinario di 24.441 km”.

 

Continua: “Mi sono seduto, ho chiuso gli occhi e ho cominciato un altro viaggio personale, riportando alla luce i ricordi dei volti, le gesta, la vita emozionale tra popoli ricchi di storia, cultura, paesaggi incantevoli attraversati dai più grandi conquistatori di tutti i tempi: da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Tamerlano. Ho trascorso due settimane nel mitico treno lungo la Transiberiana superando i paesaggi bucolici della Siberia, solcando le dune del deserto del Gobi in Mongolia, e ancora dalla muraglia cinese all’esercito di terracotta, attraversando tutta l’Asia Centrale fino a Samarcanda, continuando il mio viaggio nel Caucaso nelle terre dei guerrieri del fuoco in Azerbaijan, in Georgia e in Armenia, dove ho condiviso il dolore di questo popolo e del suo genocidio e ho scoperto il grande orgoglio di questa gente che si è saputa rialzare”.

 

Il viaggio di Mario è continuato ancora fino al Mar Mediterraneo, sfociando nelle acque tra il Mar di Marmara e il Mar Nero lungo il corno d’oro sul Bosforo, visitando i Palazzi dei Sultani nella storica Costantinopoli, l’attuale Istanbul.

 

   

 

“Sono partito dalle mie origini, dall’isola di Murano dove è nato e ha vissuto mio padre Ernesto (era artista vetraio). Ispirandomi al mitico mio conterraneo Marco Polo, ho viaggiato per tanti anni nelle Terre d’Oriente.
Tutte le emozioni vissute in queste terre lontane sono fortemente legate alla mia città di mare, Venezia: in Russia, dove San Pietroburgo è chiamata la “Venezia del Nord”, in Cina a Suzhou, villaggio di pescatori oggi soprannominato la “Venezia D’Oriente”, in Azerbaijan dove nella città della seta (Sheki) ho ritrovato il vetro di Murano nel Palazzo del Gran Khan, e poi in Armenia, terra legata ancora oggi a Venezia anche con il Monastero Mechitarista Armeno nell’isola di San Lazzaro e infine in Turchia, a Istanbul, dove il quartiere Pera si affaccia al Ponte Galata sul Bosforo, un tempo colonia veneziana”.

 

“Questo percorso immenso – continua a raccontare – attraverso mezzo pianeta ha riempito la mia anima di viaggiatore, mi ha avvicinato alla meditazione scoperta e osservata in Oriente, diventando il viaggio stesso una insperata cura dell’anima, incentivando la mia sete di conoscenza, riempiendo la mia valigia di innumerevoli altri punti di vista”.

 

Mario è anche collaboratore delle Nazioni Unite, poiché nel 1994 ha partecipato alla missione Albatros con i Caschi Blu dell’ONU per portare la pace in Mozambico.

 

 

 

Prendendo appunti di viaggio, emozioni quotidiane, incontrando persone di popoli lontani e genti accoglienti e ospitali, il libro di Mario Cimarosti raccoglie oltre 20 anni di esperienze straordinarie che gli hanno insegnato ad abbattere le barriere dei pregiudizi.

 

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