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Alloro, l’allestimento del Padiglione Venezia 2022

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Presentato questa mattina l’allestimento del Padiglione Venezia in occasione della 59^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. “Alloro” è il titolo dell’esposizione, illustrata alla Smart Control Room del Tronchetto alla presenza dell’assessore alla Promozione del territorio, Paola Mar, della curatrice Giovanna Zabotti e del commissario del Padiglione, Maurizio Carlin.

Tutte le produzioni esposte sono originali e create proprio per la mostra, come ha spiegato Giovanna Zabotti: “Il progetto espositivo del Padiglione Venezia, quest’anno intitolato Alloro, ha fondamentalmente tre temi di fondo: l’avvicinamento dell’uomo alla natura, la forza della donna e la metamorfosi spiegata dall’arte. L’alloro è, infatti, il simbolo per eccellenza della metamorfosi. Metamorfosi in tutte le accezioni del suo significato: nel suo senso di trasformazione di un essere in un altro di natura diversa e come elemento tipico di racconti mitologici, religiosi, magici. La novità di questo Padiglione sta nel fatto che il visitatore non vedrà le opere d’arte ma le vivrà: si muoverà al suo interno a un ritmo preciso scandito da una musica, che lo porterà inizialmente a indagare il proprio io, per poi vivere una sorta di percorso emozionale in tre dimensioni, fino ad assaporare lo sguardo dei giovani artisti verso il futuro”.

Giovanna Zabotti ha poi sottolineato come il sindaco Luigi Brugnaro abbia creduto fin da subito al progetto: “Lo voglio ringraziare perché ci ha sempre lasciati liberi, in piena autonomia, senza comunque far mai mancare il suo supporto”.

“In un periodo storico in cui il mondo è di fronte a scenari complicati e nel corso del quale le persone chiedono certezze, il Padiglione Venezia ha il coraggio di trasportare i visitatori in una dimensione di disorientamento – ha detto l’assessore alla Promozione del territorio Paola Mar rimarcando l’importanza del coinvolgimento tra enti, istituzioni e mondo dell’Università per la realizzazione della mostra – La risposta al disorientamento non si può che cercare nel cambiamento, attraverso nuove visioni che ci spingono a dare nuove risposte per andare oltre la crisi interiore e quindi verso una rinascita”. L’assessore si è poi soffermata sull’investimento nei giovani e nelle loro capacità nel percorso di creazione della mostra: “Venezia, grazie al Padiglione, si conferma trampolino di lancio per le nuove generazioni”.

L’Arte dei Sogni il tema centrale.

E poi la mano che regge l’alloro, il “messaggio” di Ottorino De Lucchi, da lui stesso definito “segno rivoluzionario di gentilezza“.

L’esposizione in movimento si apre con il duo di artiste Goldschmied & Chiari, che ha creato una sorta di tempio celebrativo della femminilità. Le due sale sono costruite come un gioco di luci e ombre e rappresentano la soglia di mondi enigmatici tra l’alchimia e la magia, denominati “Portali“. Il centro del percorso, introdotto da una introduzione al tema intitolata “Best Wishes” di Ottorino De Lucchi, è l’istallazione “Lympha”, il mito di Dafne e Apollo reso in chiave moderna dall’artista Paolo Fantin con il gruppo Ophicina e accompagnato dalla musica, intitolata “Gocce di Alloro”, del maestro Pino Donaggio.

Siamo in un tempo storico in cui ognuno di noi ha il diritto di rinascere, riportandoci ai principi base della vita, alla natura. Gli archetipi sono senza tempo, parlano all’anima anche oggi, nel 2022. Lo spettatore entra dentro l’opera d’arte, diventa protagonista della storia. Con Ophicina usciamo dal teatro, e abbiamo scelto di vivere l’arte proprio come una bottega”, ha spiegato Paolo Fantin, illustrando il gioco di stanze “riflesse” che il visitatore può vivere in prima persona, “dal disagio di questo momento storico nella prima stanza, al rifugio di un metaforico grembo materno, dove tutti ci rifugiamo quando siamo in stato di choc. E poi la rinascita, la sfida del tempo dell’alloro sospeso nel vuoto, da cui continua incessante a sgorgare linfa vitale“.

La mostra si conclude in un piccolo “bosco” di alloro, esterno alla struttura. La terza e ultima sala sarà dedicata all’esposizione delle opere vincitrici della terza edizione del concorso “Artefici del Nostro Tempo”, scelte da apposite giurie per le seguenti discipline artistiche: Design del vetro, Opere in vetro, Fotografia, Fumetto e illustrazione, Pittura, Poesia visiva, Video Arte, Street Art.

“Alloro è un viaggio a tappe che affronta il cambiamento, la metamorfosi, attraverso la natura e l’arte – ha aggiunto il commissario Carlin – e che nell’ultima sala vede riuniti i 9 vincitori del concorso “Artefici del nostro tempo”, fortemente voluto dal sindaco Luigi Brugnaro, nel 2019, affinché Venezia tornasse a produrre arte coinvolgendo i giovani artisti. All’iniziativa hanno partecipato 986 opere, di cui 71 provenienti dall’estero, con artisti che vengono dalla Cina, dall’Argentina, dalla Corea del Sud, dall’Ucraina e dalla Russia. Il concorso ha visto il coinvolgimento di 560 artiste e 426 artisti. L’opera selezionata nell’ambito della disciplina Street Art verrà realizzata su un grande muro della città”.

“La mostra di quest’anno in qualche modo ricalca la Città stessa di Venezia: le sue finestre come portali tra passato e futuro e la possibilità di muoversi all’interno di essa come un’esperienza di perenne mutamento e rinascita personale. Venezia che è donna, patrimonio di ogni singolo individuo – è il messaggio del sindaco Luigi Brugnaro in occasione della presentazione del Padiglione Venezia – L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, il rapporto tra individui e ciò che ci circonda è diventato di fondamentale importanza, e Venezia in questo senso sta lavorando per diventare “Capitale mondiale della Sostenibilità”. Il Padiglione rispecchia anche in questo la Città nel suo essere luogo di innovazione e d’avanguardia culturale e tecnologica. Un bagaglio di esperienza e sperimentazione che vogliamo mettere a disposizione del mondo intero”. Poi l’accento sul ruolo dei giovani, rimarcato dalla decisione di ospitare anche quest’anno all’interno del Padiglione Venezia le opere di Artefici del Nostro Tempo: “Poteva inizialmente sembrare una scelta coraggiosa – le parole del sindaco Brugnaro – ma per noi i giovani svolgono un ruolo fondamentale e difficilmente trovano uno spazio nelle grandi manifestazioni, pur rappresentando il futuro. Ci fa piacere vedere come la nostra iniziativa abbia suscitato interesse e sia stata seguita in forme diverse da altre istituzioni”.

Il Padiglione, aperto al pubblico dal 23 aprile al 27 novembre 2022, sarà accessibile a numero contingentato per poter vivere al meglio l’esperienza, su turni di una decina di minuti circa. I visitatori saranno accolti dagli studenti dell’Università di Ca’ Foscari e dello Iuav.

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