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Greenway del Sile: il piacere di una pedalata in mezzo al verde

Scoprire il Veneto in bicicletta è un’esperienza all’insegna della leggerezza e del benessere   Sono poche le regioni italiane che possono vantare una concentrazione di ambienti turistici come il Veneto: vette alpine, spiagge sull’Adriatico, laguna veneziana, colline del

Scoprire il Veneto in bicicletta è unesperienza allinsegna della leggerezza e del benessere

 

Sono poche le regioni italiane che possono vantare una concentrazione di ambienti turistici come il Veneto: vette alpine, spiagge sull’Adriatico, laguna veneziana, colline del Prosecco, luoghi della Grande Guerra… da questo punto di vista il Veneto è una terra ricca di scenari mozzafiato.

 

Tra le numerose opportunità turistiche che offre, non mancano certamente gli itinerari ciclo-turistici, che regalano occasioni uniche per ammirare paesaggi emozionanti e scorci magici.

 

Portata a compimento di recente è la Greenway del Sile, la pista ciclabile che collega il cuore di Treviso al lungomare di Jesolo, e che ho percorso in compagnia di due amici un sabato di agosto.

 

Partiti da casa con le nostre biciclette caricate in macchina*, lasciamo gratuitamente le auto al parcheggio dello stadio trevigiano “Omobono Tenni”. Dopo aver imboccato via Ugo Foscolo, sbuchiamo in viale Nino Bixio e lo percorriamo in direzione contraria al traffico fino all’incrocio con via Alzaia, punto di partenza della nostra pedalata con destinazione Jesolo, il cui tratto iniziale coincide con la famosa Restera del Sile.

 

Seguendo il corso del fiume, che si snoda alla nostra destra, abbiamo così dato il via al nostro primo di 52 chilometri, in uno dei percorsi più affascinanti di tutto il Veneto.

 

L’incanto della Restera ci ha subito catturato lo sguardo con le sue lagerstroemie in fiore, i cigni a pelo d’acqua, i canoisti che risalgono il Sile, le anatre, i pesci, le farfalle e le ninfee.

 

La Greenway unisce infatti il piacere di andare in bicicletta a quello di ammirare le bellezze della natura che ci circonda.

 

All’altezza della centrale elettrica siamo costretti ad attraversare il ponte e proseguire la ciclabile sulla sponda destra. Quello che segue, a mio avviso, è il tratto più suggestivo dell’intero percorso. Lasciata la centrale alle spalle, ci lasciamo infatti accogliere da un lungo sentiero che ci conduce a una passerella in legno che sovrasta il fiume. Attenzione che qui, in diversi punti, c’è l’obbligo di condurre la propria bici a mano.

 

 

 

Proseguendo sulla passerella, si arriva al Cimitero dei Burci, un sito archeologico di alto valore storico, dove giacciono mezzo affondati i relitti delle imbarcazioni un tempo impiegate per il trasporto commerciale di mercanzie.

 

Ci fermiamo a fare foto e scopriamo una lunga fila di tartarughe distese al sole, in compagnia di germani reali, folaghe e farfalle, per poi proseguire la nostra pedalata e raggiungere il pittoresco porticciolo di Casier, col suo alto campanile che svetta su un’ampia ansa del Sile.

 

Seguendo le indicazioni dei cartelli della E4 a sfondo marrone, non c’è modo di sbagliare strada, e così attraversiamo anche Casale sul Sile, Quarto D’Altino e Portegrandi.

 

 

Probabilmente c’è chi si aspetterebbe di percorrere questa cinquantina di chilometri su una strada bianca, sotto al sole, che semplicemente costeggia il Sile. In realtà il percorso presenta tratti di strada asfaltata alternati a tratti di strada bianca (ben mantenuta), per la gran parte all’ombra dei grandi alberi e di altra vegetazione, con moltissimi arbusti di more con cui addolcire la fatica!

 

Per un breve ristoro, il percorso è disseminato anche di angoli per pic-nic, con cestini e panchine all’ombra di maestosi salici piangenti, dove sedersi a consumare il pranzo al sacco. In alternativa, c’è la possibilità di fermarsi in uno dei suggestivi agriturismi lungo le rive del Sile che si incontrano per strada.

 

Questo tratto di tragitto ci fa immergere completamente nella pianura: qui i campi coltivati lasciano pian piano posto ai centri urbani e finalmente, dopo aver attraversato un fitto corridoio di bosco, il percorso pianeggiante offre una bellissima vista sulla laguna veneziana.

 

Qui incontriamo gruppi di fenicotteri, serenamente immersi nelle acque dell’Adriatico su una sola zampa. Scattiamo qualche altra foto e ripartiamo in sella alle nostre biciclette.

 

 

 

 

 

A Jesolo non manca molto, e a Caposile ancora meno, così decidiamo di concederci una sosta. Dopo una birra fresca e un po’ di chiacchiere, ripartiamo alla volta di Jesolo Paese, dove la nostra pista si interrompe e proseguiamo lungo la ciclabile urbana fino a raggiungere Jesolo Lido, poi Piazza Drago, e infine la spiaggia per un tuffo in mare.

Qui decidiamo di mettere fine alla nostra pedalata, che conta la bellezza di 59,5 km documentati, durante i quali abbiamo collezionato ricordi ed emozioni indescrivibili.

Chi lo desidera può continuare sulla pista ciclabile urbana o imboccare stradine secondarie poco frequentate, fino a raggiungere Cavallino e Punta Sabbioni, attraversando lo splendido borgo rurale di Lio Piccolo.

 

 

 

 

Il rientro a Treviso: transfer di ritorno con Trenitalia, MOM o ATVO

Una volta arrivato il momento di fare rientro a “casa”, torniamo in sella alla nostra bici e qui valutiamo le diverse opzioni che l’offerta turistica del Veneto ci propone:

• JESOLO-TREVISO con JesoloBus di MOM
Il servizio di carico bici, disponibile solo previa prenotazione telefonica o nel sito di MOM, è operato dalla linea 108 che collega direttamente Jesolo a Treviso.

• JESOLO-TREVISO via MESTRE con treno+bus Jesolo Link
Frutto dell’accordo con Trenitalia, il nuovo servizio treno+bus di ATVO in vigore dall’11 luglio al 30 agosto 2020, garantisce 65 collegamenti quotidiani fra la stazione ferroviaria di Mestree le spiagge del Lido di Jesolo, viaggiando con un solo biglietto.


• JESOLO-TREVISO via SAN DONÀ DI PIAVE con Trenitalia o ATVO
Una volta percorsi altri 20 km da Jesolo Lido in direzione San Donà di Piave, si fanno strada due alternative: è possibile infatti recarsi alla stazione degli autobus o dei treni.
– Scegliendo ATVO, si carica nel vano autobus la propria bicicletta, e il collegamento diretto con Treviso (Linea 11 via Monastier o Linea 27A via Roncade) ci permette di scendere alla stazione dei bus;
– Scegliendo Trenitalia, si carica in treno la propria bicicletta e ci si sposta a Mestre, dove bisogna attendere la coincidenza per raggiungere Treviso.


• JESOLO-TREVISO by bike
Naturalmente se le energie rimaste lo consentono, è possibile fare rientro a Treviso ripercorrendo a ritroso la Greenway del Sile.

 

  

 

Photo Credits: @Andrea Peruzzetto

 


* Chi non volesse o non avesse la possibilità di portarsi la propria bicicletta da casa, può facilmente noleggiarne una presso i numerosi punti noleggio situati a Treviso.

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