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Torna il festival FAI UN GIRO IN VILLA”, organizzato dalla Presidenza FAI Veneto e dai Gruppi FAI Giovani della regione.

Questa quarta edizione sarà interamente digitale e si svolgerà dal 20 al 28 febbraio con 9 diversi appuntamenti ospitati su piattaforme digitali di videoconferenza e sarà possibile partecipare accreditandosi nel portale.

 

I Gruppi FAI Giovani del Veneto sono otto e, all’interno delle Delegazioni FAI, coinvolgono ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni che mettono a disposizione il loro tempo, la loro formazione e la loro professionalità in modo volontario, per realizzare eventi e progetti che diventino momenti di convivialità e anche di riflessione sulla cultura e sull’ambiente in pieno stile FAI. Questi gruppi come dimostra il festival non sono fermi e sono pronti anche in questo momento ad accogliere nuovi volontari.

 

«Il difficile momento sanitario non ha fermato le urgenze legate alla memoria artistica del nostro paese e le emergenze legate al paesaggio e all’ambiente – racconta Ines Lanfranchi Thomas, presidente del FAI Veneto – Non si sono fermate neanche le idee, l’intraprendenza e la passione dei volontari FAI spingendoli a confrontarsi con le attuali restrizioni per realizzare una quarta edizione del Festival accattivante come sempre ma anche sicura. L’anima del festival sono i giovani. A loro va il mio grazie. Con impegno e fantasia, i Gruppi Giovani del FAI Veneto hanno reso possibile questo evento! Il loro sprint si sente: la visita in villa si fa racconto, incontro, storia, gioco. Un particolare ringraziamento va anche alla distilleria Luxardo e all’impresa di restauro Uni.S.Ve per aver contribuito a rendere possibile questo evento».

 

 

FAI UN GIRO IN VILLA” inizia oggi

L’edizione 2021 di “FAI UN GIRO IN VILLA” prende il via oggi, sabato 20 febbraio, dal Bene FAI Villa dei Vescovi (in foto principale) a Luvigliano di Torreglia (PD), con una presentazione della villa a cura di Alessandro Armani, responsabile della gestione operativa.

 

Villa Valmarana Bressan

 

Segue domani, domenica 21 febbraio, un tour virtuale di Villa Valmarana Bressan, a cura del FAI Giovani di Vicenza e un racconto di Villa Boldieri Trentini ora Biasi sita a Pesina di Caprino Veronese, a cura del FAI Giovani di Verona, che continuerà il 26 febbraio con l’illustrazione del suo giardino.

 

                                                             Villa Boldieri Trentini, ora Biasi, e giardino

 

Il 23 febbraio con il FAI Giovani di Belluno si ripercorreranno genesi e declino di Villa Malcolm; il  24 febbraio con il FAI Giovani Rovigo verrà raccontata Villa Vianelli di Loreo; il 25 febbraio sarà la volta di “Itinerando tra le ville”, un momento in cui i giovani del FAI di Venezia ci racconteranno le loro esperienze attraverso un itinerario virtuale tra le ville venete, protagoniste delle passate edizioni; il 27 febbraio avrà luogo  “Vivere in una villa oggi”, una tavola rotonda con i proprietari di villa Tiepolo Passi, villa Gera e Castello di Collalto, a cura del FAI Giovani di Treviso; gli appuntamenti si chiuderanno, il 28 febbraio, con l’evento gaming “L’investigaVilla”, a cura del FAI Giovani di Padova,  in cui i partecipanti, raccogliendo le testimonianze di personaggi misteriosi e altri indizi che darà il luogo stesso, dovranno capire in che villa si trovano.

 

                                                   Villa Malcolm                                                                   Villa Vianelli 

 

 

La partecipazione a questa edizione di FAI UN GIRO IN VILLA” è libera – previa prenotazione sul portale – e si confida nell’apprezzamento dell’impegno e nella condivisione della mission FAI da parte dei partecipanti per stimolare donazioni e iscrizioni.

 

I contributi raccolti saranno come sempre a favore di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt, un alpeggio con malga sul Massiccio del Monte Grappa a Quero (BL), donato al FAI – Fondo Ambiente Italiano nell’aprile 2015 dai fratelli Liliana e Bruno Collavo. che hanno così voluto onorare la memoria dei propri genitori.  L’impegno per Monte Fontana Secca rientra in un nuovo progetto del FAI che ha preso il via nel 2020, “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1000 metri”. Uno degli obiettivi dell’iniziativa è contribuire alla tutela e alla valorizzazione delle terre alte nelle aree interne dell’Italia, zone spesso spopolate e trascurate, che custodiscono un capitale eccezionale di natura e cultura e un grande potenziale per il futuro.

 

Sarà anche possibile iscriversi al FAI versando una quota di benvenuto FAI Giovani di 15 euro dai 18 ai 35 anni e possibilità di rinnovo alla stessa quota.                                                                                      

 

Per informazioni
[email protected]
www.fondoambiente.it

Riceviamo da un nostro affezionato lettore di Atene, il professor Apostolos Apostolou, docente di filosofia, il seguente articolo che illustra le meraviglie di un’isola greca ai più sconosciuta e la sua ricchezza di monumenti, castelli e torri veneziani, in un sorprendente incrocio di civiltà

 

C’è un’isola in Grecia piena di monumenti italiani, piena di castelli e torri veneziani. È l’Eubea.
Evia fu data al regno di Salonicco e Bonifacio la concesse a tre patrioti veronesi, chiamati Terzieri. Tra questi prevalse Rabano di Carceri, che nel 1209 cedette Evia ai Veneziani. Il dominio veneziano in Evia durò dal 1205 al 1470. Durante questo periodo furono costruite nuove fortificazioni in tutta l’isola o si formarono fortificazioni più antiche, così come la fryktoria (fryktos = torcia e tempo = cura). Le torrefazioni erano le installazioni in posizioni elevate, attraverso le quali venivano trasmessi segnali visivi con fiamme di notte e fumo durante il giorno su lunghe distanze. L’isola greca Eubea si chiama anche Negroponte (Ponte Nero). Il Capolugo della Eubea è la Calcida. La Palìrria (la marea) di Calcida era un fenomeno che suscita interesse e curiosità, perfino Aristotele. Le maree sono quindi determinate dall’attrazione gravitazionale esercitata dalla luna (e in piccola parte anche dal sole) sulla Terra. E come sosteneva Aristotele la forza di marea non è altro che un effetto del secondo ordine della forza gravitazionale. In altre parole, nasce la marea solo se vi è una forza gravitazionale che agisce tra due corpi celesti. Ne segue che la marea agisce su tutte le scale, dai grossi “sassi”, o poco più, fino alle galassie.

 

Dopo il 1204, era stato un accordo tra Crociati e l’imperatore bizantino Alessio IV. «Con un nuovo contratto l’impero latino d’Oriente: l’imperatore fu scelto da un consiglio di sei veneziani e sei baroni, poichè Bonifacio di Monferrato era un vecchio alleato dei genovesi,cloccarono i loro voti sul conte di Fiandra, Baldovino, che fu eletto. All’imperatore fu attribuito un quarto dell’impero, i restanti tre quarti erano da dividere, metà ai baroni e metà a Venezia, per cui il doge divenne “signore della quarta parte e mezzo dell’impero”. La divisione fu confusa; caduto l’impero, chiunque poteva cercò di prendere quel che gli riusciva; del resto i veneziani erano più interessati alle basi commerciali e marittime che ai territori. Comunque le loro prede principali furono, oltre aitre ottavi della città di Costantinopoli, Negroponte (Eubea), le basi di Modone (Peloponneso) e infine Candia (Creta) di cui si impadronì dapprima il pirata genovese Enrico il Pescatore, conte di Malta (1207), e che dovette essere conquistata (1207-1212).» (Una città, una repubblica, un impero. 697-1797. Di Alivse Zorzi veneziano).

 

La Signoria di Negroponte fu uno stato crociato stabilito tra il 1204 e il 1470 sull’isola di Eubea, nel mar Egeo, e inquadrato nell’ambito dei possedimenti della Repubblica di Venezia in Oriente (Stato da Màr). L’isola di Eubea era primo feudo dei Franchi, e poi feudo di Verona, Nel 1209 rese omaggio anche alla Repubblica di Venezia (la Serenissima continuava a mantenere notevoli interessi sull’isola), riconoscendo alla stessa il possesso di una chiesa e di un fondaco e concedendo privilegi commerciali. Negli anni seguenti s’insediarono a Negroponte cittadini veneti: rappresentati – primo fra tutti un bailo – mercanti e anche proprietari terrieri. Quando arrivano i veneti, l’’isola di Eubea conobbe uno sviluppo economico. L’isola ha cambiato l’organizzazione commerciale, e abbiamo cosi una ripresa della vita sociale nelle città principali.

Nell’isola di Eubea ci sono castelli e torri veneziani che indicano la civiltà veneziana.

 

La fortezza Karababa. La collina è stata fortificata in un primo periodo dai Romani, ma in seguito ha avuto influenze Veneziane e Ottomane. Il piano attuale della fortezza di Karababa fu costruito dai Turchi nel 1684 per proteggere Calcida dai veneziani. Con Venezianidopo il 1684, la fortezza di Karababa aveva una nuova fisiognomia, riorganizzava la vita, e la difesa della vita politica ed economia locale.

 

Edipsos: Castello Veneziano. Un altro castello troviamo a Edipsos. Veneziano castello costruito nell’ XIV-XV secolo. Aristotele, Plutarco e Stravone decantarono le proprietà curative delle acque e delle bellezze naturali della zona di Edips. Ad Edipsos le proprietà terapeutiche delle terme sono conosciute e frequentate a livello internazionale, molti personaggi famosi hanno soggiornato ad Edipsos tra i tanti ricordiamo Aristotele Onassis, Maria Callas, Winston Churchill, Greta Garbo ed altri ancora.

 

Il castello di Avlonari. Avlonari è una delle località più belle dell’Eubea. Il castello era creato da Veneziani tra IX e X secolo.

 

Castello di Vasilico secondo abitanti di Eubea era creato dai Veneziani tra la fine del IX e il X secolo. Qui vediamo un castello dell’incastellamento medievale. L’incastellamento medievale è il fenomeno riconducibile al processo della cosiddetta mutazione feudale avvenuta tra X e XII secolo e collocabile tra la fine del IX e il X secolo, a seguito della rinata insicurezza per la nuova ondata d’invasioni. In realtà è torre.

 

I due Torri sulla stessa collina di Liladio erano creato dai Veneziani nel 1.205. Le torri furono costruite spesso nei contesti urbani dell’ epoca per le esigenze abitative e difensive dei nobili.

Castello venetico (Calcida Vasilica) come dicono i cittadini dell’Eubea, era creato nel 1200.

 

Castello Rosso (Karistos meridionale delle isole di Eubea) era creato dai Veneziani tra 1209-1216.

 

Castello ad Aliveri Eubea. Fondato in epoca medievale dai Veneziani ed oggi non rimangono che alcuni ruderi. Fu costruito suull’ omonimo colle a poca distanza dal centro abitato d’Aliveri. I ruderi del castello dominano dall’altro il centro urbano d’Aliveri.

Nell’Eubea ci sono incroci di civiltà. Impronte di una civiltà viva ancora.

Castello di Coutoumoula. È un castello con alto circa 20 metri. Coutoumoula è un pittoresco villaggio nel sud di Eubea.

 

 

A cura di Apostolos Apostolou,
Docente di Filosofia

 

Photo Credits: grecia.info

Dall’apertura odierna dei Mondiali di Sci, fino al 21 febbraio, la mongolfiera “Veneto – The Land of Venice” nata per rilanciare il turismo del nostro territorio ha raggiunto Cortina e sorvolerà le spettacolari piste dei Mondiali di Sci 2021. Successivamente proseguirà il suo tour su tutto il Veneto, fino a varcare i confini del Paese per raggiungere le principali capitali del nord Europa.

 

Saranno le piste di Rumerlo, Olympia delle Tofane, Vertigine e Labirinti a ospitare a Cortina la mongolfiera brandizzata “Veneto, the Land of Venice” – una delle 100 presenti in Italia – che da oggi e nei prossimi anni sarà utilizzata per promuovere il territorio.

Completamente fatta a mano, per produrla sono serviti oltre due mesi di tempo. Alta 21 metri, con un diametro di 20, può trasportare fino a cinque passeggeri e il pilota.

 

Una mongolfiera in tour tra i Mondiali di Sci di Cortina

“Parte da Venezia, il cuore della Land of Venice, il cuore della nostra regione, per ribadire l’importanza di coltivare sempre di più il rapporto tra Venezia e il territorio circostante, e fare in modo che sempre di più da Venezia si irradi uno sviluppo economico che coinvolga tutto il Veneto”, ha dichiarato l’assessore al Turismo del Comune di Venezia, Simone Venturini. “È bello sottolineare anche il legame tra mare e montagna, perché la mongolfiera parte dal mare per poi salire sulle montagne della nostra regione”.

“Dal mare alla montagna, passando per i complessi termali vogliamo diffondere un messaggio importante di fiducia e speranza per la ripresa turistica che ci auguriamo possa avvenire al più presto”, ha aggiunto l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Federico Caner.

 

E tra le capitali del nord Europa per rilanciare il turismo

Dall’apertura odierna dei Mondiali di Sci, fino al 21 febbraio, la mongolfiera sorvolerà Cortina e le spettacolari piste della competizione iridata. Successivamente proseguirà il suo tour in tutto il Veneto per continuare la sua missione di promozione turistica della nostra regione, fino a varcare i confini del Paese per raggiungere le principali capitali del nord Europa.

 

È stato presentato ieri mattina il primo step del progetto “City Card” nell’ambito del piano strategico e operativo per la valorizzazione dei siti d’interesse turistico-culturale della città di Treviso, attraverso il quale l’Amministrazione intende avviare un processo condiviso di promozione dell’offerta culturale e turistica della città. Partendo dagli istituti culturali, il progetto coinvolge infatti i servizi e il tessuto economico e dell’accoglienza cittadina per affrontare come “sistema Treviso” le nuove sfide. A sviluppare il Piano con il Comune di Treviso sarà la società aggiudicataria del bando ad evidenza pubblica, la Sinloc Spa, con sede a Padova, specializzata in consulenza e investimento.

 

Il progetto verrà portato a compimento agendo su vari fronti fra i quali il rafforzamento del brand di Treviso come “destinazione”, attrattività per visitatori e turisti, la diffusione della storia e dell’arte, il miglioramento della fruibilità del patrimonio e l’integrazione dell’offerta culturale con l’intero sistema cittadino fra servizi turistici, enogastronomia e artigianato.

 

“Treviso City Card”

Servizio cardine del progetto sarà la predisposizione di una “Treviso City Card” potrà offrire l’accesso ai diversi Istituti della Cultura cittadini, unitamente ad agevolazioni sui servizi legati alla mobilità e ai parcheggi, alla ristorazione e alla vendita al dettaglio.

 

«Si tratta di un piano ambizioso che prende le mosse dagli Istituti della Cultura», le parole del sindaco Mario Conte. «Ma soprattutto, con questo piano vogliamo attuare il concetto di turismo esperienziale di qualità, sostenibile e rispettoso delle peculiarità cittadine. Solo attraverso la programmazione, ad un piano “sartoriale” e facendo rete con operatori culturali e commerciali, anche attraverso operazioni congiunte, sarà possibile dare uno slancio ulteriore al turismo e al tessuto economico. In questo senso andrà anche e soprattutto il ticket unico, un pass cittadino che permetterà di accedere a numerose facilitazioni».

 

«Con oggi parte la possibilità di avere un grande tavolo allargato alle categorie per condividere questo importante percorso relativo al ticket unico le cui potenzialità sono molteplici», afferma il vicesindaco Andrea De Checchi. «Avremmo modo di condividere con tutti i soggetti di settore per capire al meglio quali integrazioni potranno essere apportate per favorire lo sviluppo del tessuto economico della Città».

 

Così l’assessore ai Beni Culturali e Turismo Lavinia Colonna Preti: «Si tratta di un’enorme opportunità per la città che, insieme al nuovo portale dedicato al turismo esperienziale che stiamo programmando e che farà anche da vetrina anche alla city card e ad un coordinamento con la Regione e le altre istituzioni turistiche del territorio, rappresenta un’enorme opportunità di crescita produttiva. Basti pensare che le Città estere che hanno sviluppato progetti simili, hanno visto un incremento anche di oltre il 50% del giro d’affari complessivo generato. Ben vengano, dunque iniziative trasversali volte ad attuare un piano strutturale e concreto di promozione».

Tra anniversari, eventi e nuove aperture, quest’anno la capitale del Turia ha in serbo un’agenda fittissima, sotto il segno della sostenibilità ambientale e dell’inclusività

 

Valencia conferma il suo animo vivace e accogliente anche nel 2021 e annuncia tante novità, dagli eventi culturali agli anniversari imperdibili, senza tralasciare nuove aperture alberghiere e appuntamenti dedicati a sport, design e gastronomia. Un’agenda ricca che fa sognare di viaggiare nella città del Turia, non appena si potrà ricominciare a viaggiare in tutta libertà. Una condizione al momento complicata, se non addirittura impossibile; tuttavia non significa non poter fare progetti futuri o almeno sognare.

 

1. La città con la migliore qualità della vita

Valencia è la città in cui si vive meglio secondo l’Expat City Ranking 2020, che ha messo a confronto il Quality of Urban Living Index di 66 destinazioni in tutto il mondo. Gli aspetti più apprezzati sono la qualità della vita, il clima mediterraneo e la possibilità di sfruttare al meglio il tempo libero, insieme alla salute e al rispetto per l’ambiente, che hanno decretato Valencia come città preferita dagli expat. La città, accessibile e a misura d’uomo, conquista residenti e visitatori anche per l’investimento in piste ciclabili, uso di mezzi di trasporto alternativi e le numerose aree verdi. Questo equilibrio tra natura, vita urbana e infrastrutture rendono Valencia una meta perfetta per lo smart working, grazie a diverse soluzioni smart e flessibili che rendono ancora più facile lavorare da remoto godendosi tutti i vantaggi della città in sicurezza.

 

2. Tre nuove aperture alberghiere

Nel 2021, la città dà il benvenuto a tre nuove aperture alberghiere nel cuore del centro storico. La catena MYR Hotels, dopo l’inaugurazione dello splendido Palazzo Vallier nel 2020,

inizierà presto ad accogliere gli ospiti a Puerta Serranos; il quattro stelle superior si trova in Via Blanquerías, accanto alle Torres de Serranos e a pochi passi dai Giardini del Turia. Nel 2021 anche OnlyYou aprirà il suo primo hotel a Valencia, a pochi metri dalla centralissima Plaza del Ayuntamiento. La struttura avrà il tocco del prestigioso interior designer Lázaro Rosa-Violán, che si ispira al Mediterraneo per creare un concept contemporaneo, casual ed eclettico in tutti i suoi spazi, dalle sale per eventi al bar e al ristorante con una suggestiva vista sulla città. Infine, Axel Hotels aprirà le porte del suo primo hotel nella capitale del Turia, una villa signorile nel Barrio del Carmen dotata di spazi per la ristorazione e aree wellness, a pochi passi dal centro della movida valenciana.

 

3. Il 25° anniversario del riconoscimento della Lonja de la Seda Patrimonio UNESCO

Valencia vanta ben tre attrazioni culturali nella prestigiosa lista dell’UNESCO: la Borsa della Seta (Lonja de la Seda), il Tribunale delle Acque (Tribunal de las Aguas) e le Fallas, lo spettacolare festival annuale caratterizzato da costruzioni artistiche, spettacoli pirotecnici e fuochi d’artificio. Nel 2021, Valencia celebrerà il 25° anniversario del riconoscimento della Borsa della Seta come Patrimonio dell’Umanità, l’antico mercato storico di Valencia che un tempo ospitava i commercianti di seta. Questo capolavoro del gotico civile valenciano, situato nel centro storico della città di Valencia, è il simbolo dell’antico splendore della città e uno dei suoi monumenti architettonici più imponenti. Oggi, è possibile visitare gratuitamente i suoi spazi, tra cui il monumentale Cortile degli Aranci, la Torre dove si trovano la cappella dedicata all’Immacolata Concezione, l’antica prigione per i mercanti inadempienti e la spettacolare Sala delle Colonne.

 

 

4. La prima stella Michelin della Spagna per l’impegno verso l’ambiente

Oltre alla tradizione culinaria da cui è nato il più famoso dei piatti spagnoli, la paella, la città sta accogliendo una serie di progetti innovativi di rinomati chef e aspiranti imprenditori gastronomici, che posizionano Valencia come capitale culinaria della Spagna per il 2021.

Il 14 dicembre, la Guida Michelin ha confermato le 7 stelle Michelin per i ristoranti di Valencia, tra cui spicca la nuova stella verde assegnata al ristorante Ricard Camarena, attribuita per l’impegno verso la sostenibilità e l’ambiente. La prima stella Michelin della Spagna per il rispetto dell’ambiente ha riconosciuto gli sforzi del ristorante in termini di sostenibilità delle materie prime, grazie all’orto situato a soli 8 km dal ristorante e all’uso di processi tradizionali che non utilizzano prodotti chimici. Inoltre, Camarena ha ottenuto il riconoscimento per aver ridotto al minimo gli sprechi alimentari tramite la conservazione in scatola di pomodori e carciofi.

 

5. La sostenibilità in primo piano

Sempre in tema di sostenibilità, Valencia è diventata la prima città al mondo a verificare le sue emissioni di carbonio dall’attività turistica.

La città vanta cinque milioni di metri quadrati di giardini, tra cui gli amatissimi Giardini del Turia e Giardini Reali, che fungono da polmoni verdi della città assorbendo le emissioni di carbonio; a questi si aggiungono 20 km di spiagge che hanno ricevuto la bandiera blu europea. I viaggiatori possono esplorare la città in modo ecologico sfruttando i 160 chilometri di piste ciclabili e il 75% delle strade cittadine in cui vige un limite di velocità a 30 km/h.

 

6. La nomina di World Design Capital 2022

Come risultato della sua lunga tradizione legata al design, Valencia è stata nominata Capitale mondiale del design per il 2022 dalla World Design Organisation (WDO). La nomina di World Design Capital è biennale e celebra le città che applicano il design al miglioramento della vita economica, sociale e culturale. Nell’ambito del programma di eventi speciali, la città ospiterà gli European Design Awards a giugno 2021.

 

La posizione strategica di Valencia sulla costa spagnola, così come la sua consolidata esperienza nella progettazione, promette un programma che riflette le sue aspirazioni e il suo impegno a livello locale, regionale, nazionale e internazionale. Valencia offre spettacolari infrastrutture urbane pensate per coesistere con l’ambiente naturale e le costruzioni circostanti. La Città delle Arti e delle Scienze rappresenta un emblema della città e si è affermata come una delle più importanti destinazioni turistiche moderne della Spagna, offrendo ai visitatori una panoramica del design all’avanguardia di Valencia.

 

 

7. L’Anno giubilare del Santo Graal

A volte i grandi tesori sono custoditi in luoghi inaspettati e la Cappella del Santo Calice nella Cattedrale di Valencia è uno di questi. Dal 1916, la Cappella espone il Santo Graal, la coppa che ha ispirato molte leggende, opere artistiche e letterarie, oltre ad essere una delle reliquie più acclamate dalla Chiesa cattolica. L’ultimo giovedì di ottobre 2020 è iniziato il secondo Anno giubilare del Santo Calice e per un anno Valencia accoglierà i pellegrini che desiderano ottenere l’indulgenza plenaria nella sua Cattedrale. La città approfitterà di questa importante celebrazione religiosa per svelare le diverse sfaccettature di questo oggetto sacro, approfondendo il suo ruolo nella storia della città e del territorio. L’agenda di attività culturali durante tutto l’anno si aggiungerà a iniziative come il Percorso del Graal e dell’Arte Religiosa, che percorre i luoghi di interesse religioso, artistico e patrimoniale di Valencia legati alla reliquia, e l’itinerario che esplora gli spazi naturali della Comunità Valenciana legati alla storia del Santo Graal, da percorrere a piedi o in bicicletta.

 

8. Città aperta e inclusiva, Valencia è Gay-Friendly

Valencia è orgogliosa di essere una città aperta e accogliente per tutti i suoi visitatori, inclusa la comunità LGBT+. La città celebra la diversità e l’uguaglianza con una serie di eventi annuali che includono la Mostra La Ploma, un evento cinematografico e culturale annuale (date per il 2021 ancora da confermare) basato sulle diverse realtà di sessualità, genere e diversità familiare e il Valencia Gay Pride che si svolge ogni anno nel mese di giugno con un fitto calendario di eventi celebrativi.

Valencia ha anche presentato la sua candidatura come città ospitante per i Gay Games 2026, un evento sportivo che si basa sui valori dell’inclusione con la missione di promuovere l’uguaglianza tra tutti i partecipanti. Nonostante il nome dell’evento, i Gay Games non sono riservati esclusivamente alla comunità LGBTQ+, ma aperti a tutti indipendentemente da sesso, razza o origine etnica, disabilità, orientamento sessuale o religione. L’evento ha una durata di 12 giorni dal 27 maggio al 7 giugno 2026. Le città ospitanti selezionate saranno svelate a gennaio 2021.

 

9. Valencia è Capitale dell’Eurobasket femminile nel 2021

Grazie al suo clima, ai suoi paesaggi e alla sua posizione sulla costa, Valencia offre una delle agende sportive più complete della Spagna sia per gli spettatori che per i partecipanti. Da maratone e triathlon, Moto GP e ciclismo su strada a tornei di tennis come il BBVA Women’s Open, al calcio con Valencia FC e Levante UD, golf e regate come il Trofeo di Sua Maestà la Regina organizzato dal Royal Yacht Club di Valencia, c’è davvero qualcosa per tutti i gusti. Nel basket, il Valencia gioca nella ACB League, nella Spanish Women’s League e nell’Eurolega. Nel 2021, i visitatori potranno godersi l’entusiasmante semifinale e finale femminile di Eurobasket 2021 che si svolgerà nella cornice del Padiglione Fuente de San Luis tra il 17 e il 27 giugno.

 

10. Celebrare un anniversario verde

Il Parco Naturale dell’Albufera, una delle tre zone umide più importanti della Spagna, nel 2021 celebra il 35° anniversario del suo riconoscimento come Parco Naturale; una occasione perfetta per fare una deviazione dal centro città e concedersi una pausa nella natura. Si tratta di un ecosistema prezioso e di un esempio di sviluppo sostenibile in equilibrio con la natura. Le dune e la vegetazione, la placida laguna che irriga le risaie e la fauna locale e l’area dedicata alla coltivazione del riso creano un tessuto di spazi naturali unici e ricchi di angoli nascosti che possono essere esplorati a piedi o in bicicletta. Perdersi lungo questi sentieri permette di entrare in contatto con la natura mediterranea e riscoprire le arti della pesca, dell’agricoltura e della caccia, protagoniste della deliziosa gastronomia locale e dell’affascinante architettura della zona.

La pandemia ha rivoluzionato il concetto di soggiorno e ospitalità anche in una metropoli come Tokyo, dove le tradizioni di accoglienza sono da sempre il fiore all’occhiello nazionale. Il distanziamento, unito alle misure di prevenzione del contagio, hanno reso necessario ripensare in una nuova chiave anche l’esperienza di alloggio in hotel, dando vita, talvolta, ad esperienze totalmente innovative: è il caso dell’Hotel New Otani di Tokyo che, unendo tradizione e modernità, ha deciso di mettere a disposizione dei propri ospiti LOVOT, esempio di intelligenza artificiale prestata all’accoglienza.

 

LOVOT è un robot che, grazie alla tecnologia Emotional RoboticsTM, aumenta la capacità dell’uomo di affezionarsi a lui e sviluppare empatia.

 

Creare un legame speciale con il robot è lo scopo ultimo che i suoi inventori – dell’azienda GROOVE X – si sono imposti: il fine era creare un prodotto il cui solo tocco producesse felicità, relax e benessere. Obiettivi raggiunti in pieno, perché LOVOT è in grado di reagire allo stato d’animo di chi lo circonda e rispondere con gioia o conforto; sebbene non si tratti di un essere vivente è in grado di scaldare il cuore del suo compagno umano.

 

Affinità, vicinanza e affetto sono stati i motivi che hanno spinto l’Hotel New Otani a stringere una collaborazione con l’azienda nipponica di intelligenza artificiale e creare, insieme un pacchetto Family Stay Plan, che include la presenza di LOVOT in alcune camere per i clienti che ne faranno richiesta. Il pacchetto è disponibile in ben 10 alberghi su tutto il territorio giapponese e il robot è diventato il simbolo della dolce ospitalità della catena alberghiera. Nella struttura di Tokyo la proposta prevede soggiorni tra il 7 e il 21 febbraio 2021, include la colazione e la cena, e comprende la sistemazione in camera doppia di tipologia Premium Executive Semi-Suite Twin. Inoltre, fino al 31 marzo, sarà possibile aggiungere la presenza di LOVOT al proprio soggiorno anche svincolandosi dal pacchetto, per arricchire la propria permanenza già deliziata dal meraviglioso giardino dell’hotel che vanta 400 anni di storia e numerosi riconoscimenti tra cui la nomina da parte di TripAdvisor tra le “Best Free Attractions in Japan” nel 2019.

Il nostro affezionato lettore Mario Cimarosti, già narratore di uno straordinario viaggio nelle terre d’Oriente, ci regala uno splendido videoclip per far viaggiare una persona a noi cara e/o appassionata di cultura e di lettura, nonostante il periodo di confinamento in casa.

 

Cimarosti ci rende inoltre partecipi di una splendida e grandiosa soddisfazione: il suo libro “Ai confini dell’Asia” è stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, insieme al Ministero dell’Istruzione, per essere un volume da leggere nelle scuole italiane quale elemento di condivisione e abbattimento di ogni forma di pregiudizio tra i popoli del mondo, per me una grande soddisfazione che voglio condividere con voi.

Complimenti Mario, con le tue parole saprai sicuramente emozionare gli alunni d’Italia!

Se penso all’ultimo evento storico che ha modificato in modo permanente il nostro modo di viaggiare, mi viene subito in mente l’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono. Per quanto allora sembrasse che il terrorismo avesse radicalmente cambiato l’approccio al modo di viaggiare a livello globale, con un aumento della paranoia e la conseguente attenzione alla sicurezza negli aeroporti, sembra ora proprio poco di fronte ai cambiamenti conseguenti alla pandemia globale che stiamo vivendo.

 

Nell’episodio podcast della rubrica “Zero to Travel” di Jason Moore, l’autore cerca di indovinare cinque predizioni su come il modo di viaggiare potrebbe cambiare, o è già cambiato, a causa del Coronavirus.

 

Primo: l’aumento dei prezzi dei voli aerei. Se con l’attacco terroristico negli Stati Uniti c’è stata una conseguente riduzione dei costi, specialmente per quanto ha riguardato il prezzo dei voli, è meglio non sperarci troppo in questo caso. Considerando che tutte le compagnie aree hanno ricevuto un duro colpo alle loro finanze, è dura immaginare come potrebbero sostenersi con dei prezzi ridotti. In più, sono sottoposte a dei costi più elevati a causa della pandemia, come un’attenzione più adeguata alla pulizia per fermare la trasmissione del virus o mantenere l’equipaggio in quarantena.

 

Secondo: il ritorno dei viaggi domestici. Questa estate si è assistito a un ritorno dei viaggi domestici. Del resto, per lo più non si poteva fare altro, a meno che uno non volesse passare un mese in quarantena. Riscoprire la bellezza del proprio paese è probabilmente stata una delle poche conseguenze positive del virus. Dato che questa è la nostra nuova normalità, sembra una tendenza destinata a crescere nei prossimi anni. Per una paese come l’Italia, dove di cultura e bellezza s’abbonda, potrebbe essere l’occasione per riconoscere come eravamo seduti su un tesoro, e manco dobbiamo prendere un volo di venticinque ore per visitarlo. Non solo, l’ambiente ne sarà grato se per i prossimi anni si preferirà andare a Gallipoli o Torino invece che a Timbuktu.

 

Terzo: viaggiare piano. Dato che il terreno da esplorare si è ristretto considerabilmente, dall’intero globo al paese di provenienza, una nuova tendenza potrebbe essere quella di mettere da parte l’abitudine di visitare destinazioni in fretta e furia. Per esempio, invece di cercare di visitare le cinque più famose città spagnole in un unico viaggio, si potrebbe approcciare l’esplorazione con più calma, persino concentrarsi su un’unica destinazione. Se l’Italia, o anche solo l’Europa, dovesse essere la destinazione delle prossime cinquanta vacanze, meglio non sciupare l’occasione di tenersi qualcosa da parte.

 

Quarto: avventure generate a energia umana. Sembra il titolo di una film fantascientifico, ma si vuole solo suggerire come le persone potrebbero riscoprire la mobilità data dalla nostre gambe, o in altre parole, tornare a camminare. Dato che muoversi con i mezzi pubblici è molto più pericoloso per la trasmissione del virus, sono in molti ad avere riscoperto il piacere di muoversi grazie a una bicicletta, o semplicemente camminando da una tappa all’altra. È una tendenza inevitabile: più ci si avvicina al piacere di camminare, meno si ha la voglia di tornare indietro. Che sia a casa, o dove si è in vacanza.

 

Quinto: un tipo di connessione differente. La più sorprendente peculiarità di questa pandemia è che siamo tutti nella stessa barca, a differenza dei precedenti eventi storici. Un accadersi tanto impotente potrebbe avere la conseguenza positiva di provare più empatia verso gli altri, e con un po’ di speranza, portarci più vicini gli uni agli altri.

Dopo un’estate infuocata le temperature si sono finalmente abbassate e, con l’autunno alle porte, è il momento ideale per perdersi nei magnifici scorci che offrono le città del Bel paese, o visitare i suoi antichi borghi, regalandosi una rilassante passeggiata per i suggestivi centri storici. Vediamo quindi quali sono le città italiane che, per i loro colori, sono le più belle da scoprire in questo periodo.

 

 

Verona

La città più romantica che esista, resa tale grazie al fascino della storia di Romeo e Giulietta, non si può che visitarla nella cornice stagionale più magica. I malinconici colori autunnali saranno il riquadro perfetto per il centro storico e Piazza delle Erbe, così come per l’imponente Arena. Da non perdere anche una breve passeggiata sul Ponte Pietra, da cui potrete ammirare la città in tutto il suo splendore.

 

 

Perugia

La bellezza di questa città umbra vanta un enorme patrimonio storico-artistico. Considerata la patria italiana della cioccolata grazie all’Eurochocolate, confermato anche per questo 2020, l’odore di questo meraviglioso dolce misto a quello dell’autunno pervade tutte le strade del centro storico fino al 25 ottobre. Proprio per questo, si tratta di una meta da non lasciarsi scappare assolutamente in questa stagione così magica.

 

Roma

Se d’estate si incendia letteralmente, le dolci temperature autunnali rendono gli impedibili scenari capitolini, unici e ancora più suggestivi. La temperatura mite permetterà di gustare a pieno l’imperdibile centro storico e i suoi numerosissimi monumenti, regalandovi un tuffo nella storia e nell’arte che solo la città eterna ha la capacità di offrire. Un vero e proprio museo a cielo aperto.

 

 

Spoleto

Immersa nel verde, la città di Spoleto si colorerà ovunque delle variegate tinte autunnali, che renderanno unici i suoi scenari e le sue vedute, come le antiche vie centrali. Consigliatissime proprio in questo periodo fresco sono le escursioni nel Bosco Sacro del Monteluco, che per l’occasione sarà variopinto di ogni colore. Il 24 ottobre, inoltre, è solitamente il giorno di avvio per l’evento “Frantoi Aperti”, che porta i visitatori a scoprire i sapori e profumi autunnali del posto.

 

 

La valigia perfetta

Ma cosa portare in valigia con sé per un viaggio autunnale? Le temperature più fresche sono le più piacevoli per affrontare un viaggio, ma anche le più variabili. Sarà così facile ritrovarsi a dover indossare di punto in bianco una giacca più pesante. Quindi non bisogna dimenticare assolutamente di portare in valigia maglioni e giacche ma anche, d’altro canto, delle scarpe adatte, che siano comode ma anche abbastanza eleganti come ad esempio delle scarpe Hogan da uomo o degli stivaletti comodi per lei, in modo da consentire di fare in tutta tranquillità i propri giri nei centri storici delle città. Non sono banditi gli abiti, ma bisogna ricordarsi che devono essere necessariamente a manica lunga. Anche un paio di leggings sono più che consigliati grazie alla loro versatilità: potranno essere più che utili. Da non dimenticare poi dei jeans lunghi, che hanno la capacità di adattarsi perfettamente ai climi variabili. Sarà poi opportuno portarsi dietro anche più maglie a manca lunga, in modo da poterle anche stratificare in caso di giornate più fredde. Per quanto riguarda quelle a manica corta, invece, sono consigliate solo se si prevede di fare trekking. Il cappotto è d’obbligo, a patto che non sia eccessivamente pesante: aiuterà a far fronte soprattutto all’escursione termica serale.

 

L’autunno può essere un periodo magico per visitare il nostro paese, a patto però di organizzarsi al meglio!

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