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Dopo un’estate infuocata le temperature si sono finalmente abbassate e, con l’autunno alle porte, è il momento ideale per perdersi nei magnifici scorci che offrono le città del Bel paese, o visitare i suoi antichi borghi, regalandosi una rilassante passeggiata per i suggestivi centri storici. Vediamo quindi quali sono le città italiane che, per i loro colori, sono le più belle da scoprire in questo periodo.

 

 

Verona

La città più romantica che esista, resa tale grazie al fascino della storia di Romeo e Giulietta, non si può che visitarla nella cornice stagionale più magica. I malinconici colori autunnali saranno il riquadro perfetto per il centro storico e Piazza delle Erbe, così come per l’imponente Arena. Da non perdere anche una breve passeggiata sul Ponte Pietra, da cui potrete ammirare la città in tutto il suo splendore.

 

 

Perugia

La bellezza di questa città umbra vanta un enorme patrimonio storico-artistico. Considerata la patria italiana della cioccolata grazie all’Eurochocolate, confermato anche per questo 2020, l’odore di questo meraviglioso dolce misto a quello dell’autunno pervade tutte le strade del centro storico fino al 25 ottobre. Proprio per questo, si tratta di una meta da non lasciarsi scappare assolutamente in questa stagione così magica.

 

Roma

Se d’estate si incendia letteralmente, le dolci temperature autunnali rendono gli impedibili scenari capitolini, unici e ancora più suggestivi. La temperatura mite permetterà di gustare a pieno l’imperdibile centro storico e i suoi numerosissimi monumenti, regalandovi un tuffo nella storia e nell’arte che solo la città eterna ha la capacità di offrire. Un vero e proprio museo a cielo aperto.

 

 

Spoleto

Immersa nel verde, la città di Spoleto si colorerà ovunque delle variegate tinte autunnali, che renderanno unici i suoi scenari e le sue vedute, come le antiche vie centrali. Consigliatissime proprio in questo periodo fresco sono le escursioni nel Bosco Sacro del Monteluco, che per l’occasione sarà variopinto di ogni colore. Il 24 ottobre, inoltre, è solitamente il giorno di avvio per l’evento “Frantoi Aperti”, che porta i visitatori a scoprire i sapori e profumi autunnali del posto.

 

 

La valigia perfetta

Ma cosa portare in valigia con sé per un viaggio autunnale? Le temperature più fresche sono le più piacevoli per affrontare un viaggio, ma anche le più variabili. Sarà così facile ritrovarsi a dover indossare di punto in bianco una giacca più pesante. Quindi non bisogna dimenticare assolutamente di portare in valigia maglioni e giacche ma anche, d’altro canto, delle scarpe adatte, che siano comode ma anche abbastanza eleganti come ad esempio delle scarpe Hogan da uomo o degli stivaletti comodi per lei, in modo da consentire di fare in tutta tranquillità i propri giri nei centri storici delle città. Non sono banditi gli abiti, ma bisogna ricordarsi che devono essere necessariamente a manica lunga. Anche un paio di leggings sono più che consigliati grazie alla loro versatilità: potranno essere più che utili. Da non dimenticare poi dei jeans lunghi, che hanno la capacità di adattarsi perfettamente ai climi variabili. Sarà poi opportuno portarsi dietro anche più maglie a manca lunga, in modo da poterle anche stratificare in caso di giornate più fredde. Per quanto riguarda quelle a manica corta, invece, sono consigliate solo se si prevede di fare trekking. Il cappotto è d’obbligo, a patto che non sia eccessivamente pesante: aiuterà a far fronte soprattutto all’escursione termica serale.

 

L’autunno può essere un periodo magico per visitare il nostro paese, a patto però di organizzarsi al meglio!

Per la prima volta i fine settimana delle Giornate FAI d’Autunno saranno due: in Veneto sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020

 

A Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, è dedicata l’edizione 2020 delle Giornate FAI d’Autunno: mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre.

 

Anche quest’anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano: l’inesauribile curiosità, la voglia di cambiare il mondo e l’instancabile operosità per un futuro migliore per tutti. Ispirandosi a lei, i giovani del FAI – con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione – scenderanno in piazza per “seminare” conoscenza e consapevolezza del  patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor più energia e impegno, positività ed entusiasmo al periodo difficile che l’Italia sta attraversando

 

Attenzione: i posti sono limitati. Al fine di garantire la sicurezza di tutti è consigliata la prenotazione; alcune aperture richiedono la prenotazione obbligatoria. Sul sito giornatefai.it sono indicate tutte le informazioni e le modalità di partecipazione. Inoltre, nei due fine settimana apriranno luoghi diversi: consultare il sito per controllare il programma.

 

Storiche dimore signorili, castelli, giardini, sedi istituzionali, chiese, complessi conventuali e tante altre “chicche” come borghi, collezioni private, parchi, luoghi della produzione e del commercio solitamente riservati agli addetti ai lavori si sveleranno attraverso punti di vista insoliti e racconti che meraviglieranno i visitatori, soddisfacendo e, insieme, accrescendo il loro desiderio di sapere, la loro curiosità. Prendere parte alle Giornate FAI d’Autunno 2020 vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e “toccare con mano” ciò che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; vuol dire soprattutto sostenere la missione del FAI in un momento particolarmente delicato. Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI con una donazione libera – del valore minimo di 3 € – e potranno anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati.

 

In occasione delle Giornate d’Autunno anche i Beni del FAI si mostreranno da prospettive inconsuete. Saranno proposte al pubblico visite speciali dedicate in particolare agli interventi per la sostenibilità ambientale dei Beni e, più in generale, al patrimonio di natura, ambiente e paesaggio curato e valorizzato dalla Fondazione.

 

L’edizione 2020 delle Giornate FAI d’Autunno è resa possibile grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate, con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di Regione del Veneto, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.

 

 

Le aperture più interessanti in Veneto

 

Venezia

Palazzo Corner Mocenigo

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre – Ingresso riservato agli iscritti FAI

Il Palazzo, oggi sede della caserma “Piave” della Guardia di Finanza, è una delle residenze patrizie più monumentali e sfarzose della Venezia del Rinascimento, un capolavoro ancora non sufficientemente noto. Acquistata nel 1530 dalla famiglia Cornaro di “San Polo in Campo” e riedificata dopo un grave incendio dal 1550-51 su progetto dell’architetto veronese Michele Sanmicheli, la dimora ha ospitato una collezione straordinaria – tra gli artisti maggiori, Antonello da Messina, Bellini e Pietro da Cortona – e nel Settecento è stata decorata da Gianbattista Tiepolo. Le collezioni sono state disperse soprattutto dal XIX secolo: la dispersione della ricca quadreria, avviata nel 1799 con la divisione dell’asse ereditario fra le sorelle Elisabetta Corner Grimani e Laura Corner Mocenigo, è ripresa dopo la morte di quest’ultima nel 1827 ed è proseguita fino al1842, quando è stata documentata l’avvenuta spoliazione. Durante le Giornate FAI d’Autunno il personale della Guardia di Finanza racconterà le proprie attività per la prevenzione e la repressione dei reati contro il patrimonio nel contesto del mercato dell’arte; si potrà visitare, inoltre, la mostra temporanea, da poco aperta, incentrata sulle opere sequestrate dalla Guardia di Finanza perché oggetto di vendita illegale, in attesa di essere restituite ai legittimi proprietari.

 

 

Casa Bortoli, una cartolina sul Canal Grande

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre – Ingresso riservato agli iscritti FAI

Apertura dedicata agli iscritti FAI e a coloro che si iscrivono al FAI, a cura di Beni del FAI. Casa Bortoli vi accoglie nel suo salotto pieno di luce affacciato al Canal Grande con una meravigliosa vista sulla Basilica di Santa Maria della Salute. Casa Bortoli è un «museo particolare», come nei desideri dei donatori, i coniugi Bortoli, ricco di oggetti d’arte: dalle collezioni di argenti ai dipinti, dagli arredi ai tessili, fino ai tappeti, agli affreschi e alle sculture. Le sue stanze richiamano il caratteristico gusto del settecento veneziano e sono ancora piene di memorie private. Visitarla permette di conoscere e vivere l’esperienza dell’abitare a Venezia nel XX secolo e di scoprire la città attraverso luoghi originali e itinerari inediti ideati dal FAI. La visita a Casa Bortoli in questa occasione consentirà anche di riflettere sulla difficile situazione di Venezia e della sua laguna, un sito iscritto nelle liste del Patrimonio Mondiale UNESCO.

 

 

Negozio Olivetti

Visite sabato 17 e domenica 18

A cura di Beni del FAI. Il FAI vi aspetta in Piazza San Marco per aprirvi le porte di uno dei più importanti capolavori dell’architettura del Novecento. Vi accoglieremo per raccontarvi la storia del Negozio e farvi scoprire tutti i dettagli di questo particolare showroom. Nel 1957 Adriano Olivetti individuò questo spazio come sede di rappresentanza per trasmettere i valori culturali dell’azienda, un contesto unico dove modernità e innovazione potessero convivere nel rispetto dell’ambiente storico. L’impresa fu affidata al veneziano Carlo Scarpa, che riorganizzò completamente l’originario spazio buio e angusto secondo un disegno d’insieme unitario e una geniale articolazione degli spazi, capace di recuperare i volumi, valorizzare le potenziali trasparenze e mettere in dialogare funzionalità ed elementi decorativi. Sono previste visite in lingua inglese solo per gruppi precostituiti.

 

 

Palazzo Pisani, sede del Conservatorio di musica

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre – Ingresso riservato agli iscritti FAI

Il Palazzo – tipica architettura influenzata dal classicismo romano, un linguaggio introdotto a Venezia da Sansovino e ispirato dalle lezioni di Giuliano da Sangallo, Bramante e Raffaello – è una delle costruzioni più grandiose della città, eretto nel Seicento per una delle più antiche famiglie di Venezia: i Pisani “dal banco”, chiamati così per avere fondato nel XV secolo una “banca di cambio” a Rialto. Ampliato e innalzato nel 1728 dall’architetto Girolamo Frigimelica (1653-1732), alla fine del XVIII secolo era il palazzo più grande di Venezia, con oltre duecento stanze. La rapida decadenza della famiglia, dall’inizio dell’Ottocento, ha portato alla lottizzazione dell’edificio. Acquisito tra 1897 e 1921 dal Comune di Venezia, il palazzo ha ospitato il Liceo Società Musicale “Benedetto Marcello” e nel 1940, in seguito all’acquisizione del Demanio e a una convenzione tra Stato e Comune, è diventato la sede del Conservatorio. Tra gli spazi in cui si potrà accedere durante le Giornate FAI d’Autunno, la sala da ballo, ora sala dei concerti, e il Museo della Musica, che esporrà una settantina di strumenti e cimeli delle glorie veneziane, come la bacchetta con cui Wagner diresse l’orchestra del Liceo musicale.

 

 

Villa Priuli Grimani Morosini – Ca’ Della Nave a Martellago 

Visite sabato 17 e domenica 18

A cura del gruppo FAI Giovani di Venezia. Sulla via Castellana, in centro a Martellago sorge Villa Priuli Grimani Morosini, meglio conosciuta come Ca’ della Nave. Nel Cinquecento molte famiglie patrizie veneziane che fondavano la loro ricchezza sui commerci estesero i loro interessi anche alle attività agricole costruendo dimore che potessero ospitarli per controllare le nuove attività ma senza per questo rinunciare agli agi dei palazzi di città e ai divertimenti. Il corpo padronale della villa risale infatti al 1547 con i Priuli detti della Nave, nel corso degli anni seguenti fu oggetto di vari ampliamenti, con la costruzione di altri manufatti ma che non modificarono i caratteri cinquecenteschi. L’articolato insieme si inserisce nel pittoresco scenario dell’esteso parco e costituisce un interessante esempio di residenza nobile di campagna. Attualmente è sede di un bellissimo golf club.

 

 

Noale città fortificata e il fiume Marzenego: un connubio indissolubile. Torre delle campane Chiesa dell’Assunta

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura del gruppo FAI di Mirano, Il Medioevo nel Veneto è il tempo delle città murate. Noale risponde all’esigenza della Signoria dei Tempesta di colonizzare nuove terre e controllare economicamente e politicamente la popolazione rurale, difendendola, anche dalle incursioni delle soldataglie dei confinanti. Documento dell’urbanistica medioevale, Noale conserva leggibile il sistema difensivo e la tipologia a isola che associa il castello e il borgo, caratterizzato da strutture difensive di forza diversa basate sullo sfruttamento delle acque del fiume Marzenego. Sono evidenti le cerchie, prime rudimentali difese e il castello, protetto da fossati e spalti doppi, con due possenti torri, dell’orologio e delle campane, poste a protezione delle due porte d’accesso, l’una sulla strada per Camposampiero e l’altra verso Mestre. Isolata un tempo da ponti levatoi, la possente e inespugnabile macchina da guerra, sorge con le mura protette da alte torri esterne alla rocca.

 

 

Chiesa di S. Martino e Villa Querini Calzavara Pinton a Pianiga

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura del gruppo FAI di Mirano. La Chiesa Parrocchiale è dedicata al Santo Vescovo Martino di Tours. I più antichi documenti che ne fanno menzione risalgono al XII secolo, ma si ritiene che l’edificio preesistesse almeno fin dall’Alto Medioevo e la struttura originaria fosse paleocristiana. La chiesa attuale è romanica, pur con notevoli influssi gotici, e conserva nelle sue linee fondamentali l’aspetto risalente al XIII secolo, pur dopo le numerose ristrutturazioni e ampliamenti condotti nel corso dei secoli. La facciata è molto semplice ed elegante, rivestita di mattonelle in cotto di Treviso e abbellita da un portico esterno sostenuto da due colonne di pietra; sotto il portico, la lunetta sovrastante il portale è ornata da un affresco rappresentante San Martino nell’atto di dividere il proprio mantello con il povero. All’interno, sulle pareti, si notano ancora lacerti di un affresco cinquecentesco che un tempo le decorava completamente; oggi ne rimane leggibile solo un’immagine di Santa Lucia.

 

 

Villa Soranzo a Concordia Sagittaria

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Portogruaro La Delegazione FAI di Portogruaro con il Gruppo Giovani ha scelto di candidare Ca’ Soranzo Luogo del Cuore 2020, un’antica villa del secolo XVII, che con orgogliosa e rustica baldanza ha attraversato il tempo, le mode, le trasformazioni sociali e politiche, ha conosciuto la cura e il rispetto di proprietari attenti e l’offesa di chi voleva “modernizzarla”. Passandole davanti, è impossibile ignorarla sia per la sua imponenza sia per il fascino agèe che appare diverso secondo la luce del giorno e delle stagioni; innumerevoli gli sguardi che ha raccolto, le fotografie a cui non ha potuto sottrarsi, i sogni di romantiche ragazze che hanno immaginato storie d’amore segrete dentro quelle stanze. Villa Soranzo ci appartiene, dobbiamo sostenerla, farla diventare un luogo di incontro, di studio, di ricreazione intellettuale, insomma un centro di vita vitale!

 

 

Parco della Pace a Portogruaro 

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Portogruaro. La Villa comunale di Portogruaro, già Villa Marzotto è un maestoso palazzo cinquecentesco affacciato ad una delle due vie centrali del comune di Portogruaro. Sul retro della Villa Comunale si apre un vasto parco, di circa tre ettari, che è in collegamento diretto con la stazione degli autobus e un ampio parcheggio. L’ingresso ufficiale del parco e da Via Seminario. Nel parco sono presenti 66 specie di piante, tra arboree, arbustive e rampicanti. Oggi il parco, denominato “Parco della pace”, è di uso pubblico. Per le giornate FAI d’Autunno, la delegazione di Portogruaro propone una apertura straordinaria collegata ad una virtuale caccia al tesoro in quanto nel parco saranno distribuiti i disegni dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Portogruaro che hanno partecipato al progetto “giardini di “marzo”. Abbiamo pensato inoltre di accompagnarvi in un percorso storico-artistico all’interno delle mura cittadine.

 

 

 

Treviso


Cappella dei SS. Cirillo e Metodio ai margini del roseto

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre

Di solito chiusa per mancanza di guardiania, la cappella progettata dall’architetto Mario Botta (1943) si colloca all’interno di un vasto complesso commerciale, direzionale e residenziale interamente progettato dall’architetto fra il 1994 e il 2012: una cittadella contemporanea ispirata ai borghi medievali. L’entrata è protetta da un ampio portico sorretto da un possente pilastro sull’asse, la copertura è piana e ribassata, secondo un effetto di compressione dello spazio che segnala il passaggio dalla dimensione urbana a quella del raccoglimento dell’ambiente sacro. L’unica porta centrale è arretrata come all’interno di un profondo portale strombato. Oltre la soglia, il tetto sale con inclinazione costante fino al lucernario che convoglia la luce zenitale sulla terminazione curvilinea dell’abside. Vi è una manifesta dicotomia tra il nitore del rivestimento lucido di grassello di calce e il tono scurissimo della pavimentazione di resina nera, su cui si stagliano gli arredi liturgici in legno massello di rovere.

 

 

Fondazione Feder Piazza – Casa studio del pittore Francesco Piazza

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre

Visite a cura della delegazione FAI di Treviso. La Fondazione nasce con lo scopo di mantenere vivo il ricordo di Anna e Francesco Piazza per le loro qualità intellettuali, morali e per gli interventi e le azioni concrete messe in atto nella loro vita nei campi nei quali hanno operato con la loro viva e fattiva presenza. In questa ottica, la casa di Anna e Francesco acquisisce il valore di un patrimonio autentico di memoria, nel quale si sono intessuti rapporti di arti e scienze educative che hanno caratterizzato il luogo e le presenze umane attratte dal fascino di un certo tipo di casa aperta. È di Francesco, ma anche di Anna, la scelta di un equilibrio tra la conservazione del luogo e il senso del futuro quando nominò la Fondazione sua erede universale con il fine, non celato, di fare della sua casa e del suo giardino un posto sempre vivo e non statico e immoto. La casa rimane vitale e dinamica, infatti in essa si animano contatti tra persone con attività culturali, artistiche e mantenendo un legame educante con i giovani. Questa era la caratteristica basilare dell’accoglienza di Anna e Checco, che la Fondazione intende continuare ospitando attività che si estrinsecano principalmente in incontri con gli amici sostenitori della Fondazione stessa, con manifestazioni di altre istituzioni culturali e benefiche e accogliendo iniziative educative nell’ambito dello scautismo e della gioventù in fase scolastica. La casa contiene gli strumenti e le testimonianze dell’attività di pittore e incisore di Francesco e si inserisce in un giardino che ne è il naturale corollario.

 

 

Azienda Agricola Biodinamica San Michele a Conegliano 

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

Visita guidata alla scoperta del mondo delle Api all’Azienda Agricola Biodinamica San Michele, a cura del gruppo FAI Giovani di Treviso. Viaggio alla scoperta delle Api e delle piante presenti in loco, con racconti sull’apicoltura e il processo di mielificazione. Un percorso verde, accessibile a tutti e ideale anche per i bambini.

 

 

Giardino botanico biodinamico dell’Azienda Agricola biodinamica San Michele

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura del gruppo FAI Giovani di Treviso, visita speciale al giardino botanico biodinamico dell’Azienda Agricola Biodinamica San Michele con l’eccezionale guida dell’agrotecnico biodinamico Paolo Pistis, ideatore del giardino.

 

 

 

Vicenza


Ex Chiesa di San Bovo

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

Della chiesa di San Bovo, oggi sede Studio dentistico Serblin, abbiamo testimonianza a partire dal XIII secolo, quando era in mano alla Fraglia dei Marangoni o dei Carpentieri. Faceva parte dell’Ospedale di San Bovo fino al 1772, anno della soppressione di tutti gli ospedali cittadini. Della vecchia costruzione rimane ben poco, ma sono notevoli dodici lunette affrescate, sei a destra, sei a sinistra, che raffigurano santi e apostoli, alcune attribuibili a Marcello Fogolino, pittore nato a Vicenza nel 1485, e che qualificano l’ex chiesa di San Bovo come una gemma della pittura cinquecentesca vicentina.

 

 

 

Paesaggi dell’alto vicentino a Santorso 

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura della delegazione FAI di Vicenza. Sito-percorso ad anello partendo dalla visita dell’ex “Casa del custode” di Villa Rossi, attraversando le contrade storiche di Via Lesina, percorrendo in salita la strada dell’ex Convento dei Girolimini, attraversando l’antico arco gotico, inoltrandosi nel bosco fino al capitello di Santa Eurosia, ammirando il paesaggio raggiungendo il piazzale panoramico di Antonio Caregaro Negrin, vistando il prospiciente e imponete Santuario di Sant’Orso, scendendo sostando e visitando la Chiesa di San Dionigi, attraversando gli spazi prospicienti la Chiesa di Santa Maria Immacolata, di Villa Donà, di Villa Gibin-Gori, del Parco Rossi, di Villa Rossi e l’antico podere Rossi. In collaborazione con il “Gruppo di Lavoro” Alto vicentino dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Vicenza – progetto “Architetti.Paesaggio.Turismo”, Comune di Santorso.

 

 

Parco storico di Villa Zileri a Monteviale

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura del gruppo FAI Giovani di Vicenza. Il parco monumentale che circonda la villa, definito a metà Ottocento sulla base di un progetto dell’architetto milanese Balzaretti, rispecchia i canoni del gusto romantico del giardino all’inglese. L’intervento ottocentesco si è spinto oltre le mura della villa andando ad interessare vaste porzioni di campagna con la piantumazione di alberi monumentali, per creare gradevoli coni ottici di visuale e per dare l’idea di una prosecuzione in lontananza del parco sino al fondale dei colli Berici. Il sistema costituito dal parco e dalla campagna circostante mantenutasi pressoché integra sino ad oggi, presenta condizioni particolarmente favorevoli per il costituirsi di un’oasi di eccezionale ricchezza botanico naturalistica e faunistica, ancora di maggior interesse se consideriamo la vicinanza al centro abitato della città di Vicenza.

 

 

Campese e Villa Damiani a Bassano del Grappa

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A  cura della delegazione FAI di Bassano del Grappa. Campese in cimbro ‘Kan wisen’ o in latino ‘campus’ vuol dire ‘ai prati’. La sua caratteristica è di essere un luogo racchiuso, isolato e nello stesso tempo di facile accesso, un luogo ideale di sosta per chi vuole iniziare o finire il cammino verso i monti o lungo il fiume Brenta. La sua storia è indelebilmente legata al Brenta, alla valle, ai monti che lo circondano, all’essere lungo quella importante via di transito che collega la pianura con i paesi del Nord. Dal 1878 è una storica contrada di Bassano del Grappa mentre prima apparteneva al Comune di Campolongo sul Brenta e quindi facente parte della Federazione dei 7 Comuni come ‘contrada unita’ e godette dei privilegi concessi agli abitanti dell’Altopiano di Asiago. Uno di questi era il permesso di coltivare il tabacco. Nel mezzo di questo territorio c’è Villa Damiani: La Filanda. Costruita nel 1711 era un importante edificio dell’archeologia industriale del Canal di Brenta. Una affascinante storia tutta da scoprire!

 

 

 

Padova


Villa da Ponte di Cadoneghe

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

Salvata dalla rovina alla quale sembrava destinata dopo anni di incuria e di abbandono, villa Da Ponte (oggi Vergerio) si presenta ai nostri occhi come un piccolo scrigno affrescato. Commissionata nel Settecento dal nobile veneziano Nicolò da Ponte come casa in cui ospitare la famiglia durante la villeggiatura estiva, la villa non si allontana dall’idea palladiana di edificio che mantiene uno stretto rapporto con il territorio circostante anche in virtù del fatto che venne edificata ampliando alcune costruzioni preesistenti situate alla fine di un ampio parco. Visibile dalla strada è la facciata principale a due piani dietro la quale si nasconde la sala della musica, una sala a doppia altezza decorata con affreschi attribuiti al pittore veneziano Giovanni Battista Crosato che celebra la nobile famiglia veneziana ponendo al centro del soffitto la Fama e ai suoi piedi Nicolò da Ponte vestito come un guerriero antico. Del complesso fa parte anche un piccolo oratorio.

 

 

Piazza Antenore 

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura della delegazione FAI di Padova Piazza Antenore, Piazza Antenore prende il nome dalla tomba di Antenore, mitico fondatore della città di Padova, è ubicata tra palazzo Santo Stefano, sede della provincia di Padova, e altri edifici di età seicentesca e settecentesca. Si trova all’angolo di due arterie viarie, San Francesco e la Riviera dei Ponti Romani e Riviera Tito Livio. Entrambe queste vie fanno parte della memoria storica e hanno un valore topografico per la forma urbis di Padova. Durante il primo secolo Dopo Cristo, la città romana viene ad essere definita opulentissima per le opere di ristrutturazione e monumentalizzazione. Una grande città della decima regio Venetia et Istria con capitale in Aquileia. Al posto della Riviera dei Ponti Romani e Riviera Tito Livio passava un fiume che in età storica era chiamato medoacus, via d’acqua dolce navigabile e approdabile per motivi commerciali. La via era collegata da un ponte che porta il nome di San Lorenzo, come l’omonima chiesa.

 

 

Camposampiero

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

La presenza di Antonio, tracce medievali e corsi d’acqua a cura della delegazione FAI di Padova. Da Villa Campello vi accompagneremo in un itinerario alla scoperta delle tracce nascoste ma ancora leggibili della ricca storia del territorio di Camposampiero, una racconto che ci porterà indietro sino al Medioevo. Un percorso tra angoli di verde e scorci suggestivi, torri ed edifici storici testimoni silenziosi di epoche lontane, alla scoperta di particolari inediti, nascosti tra le pietre di antiche dimore. Vi faremo conoscere l’interessante sistema di corsi d’acqua e la complessa e antica opera idraulica di Porta Antonella. Concluderemo la visita al Santuario del Noce, luogo d’arte e di raccoglimento, eretto nel lontano 1432 dove cresceva il noce dal quale Sant’Antonio predicava. Al suo interno gli affreschi di Girolamo Dal Santo (1535), illustrano alcuni miracoli del Santo. Camposampiero affonda le sue origini nella romanità, per approfondire questo aspetto vi suggeriamo di visitare il vicino Museo della Centuriazione di Borgoricco, visitabile durante le Giornate FAI d’Autunno.

 

 

Vigonza

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura della delegazione FAI di Padova, il percorso prevede un approfondimento multidisciplinare che parte dalla visita agli edifici ideati e progettati dall’arch. Quirino De Giorgio del Borgo rurale recentemente restaurato al funzionamento di un impianto di fitodepurazione, alla visita dei recenti scavi archeologici. Vicino al Borgo rurale recentemente riqualificato esiste un impianto di fitodepurazione, esemplare caso studio che ha aspetti particolari nella sua funzione di trattamento e mantenimento della qualità dell’acqua. L’impianto sarà descritto da esperti del settore che hanno contribuito alla sua realizzazione. Recenti scavi, condotti dalla Soprintendenza Archeologia, hanno portato in evidenza i resti di un sacello, di un edificio sacro, e di un pozzo relativo alla ritualità di cui non c’è evidenza in alzato. Una Vigonza che non si vede, ma determinante per i percorsi di collegamento tra Patavium e territorio verso est, anticamente Altino e la laguna, prossima ai fiumi Tergola e Brenta.

 

 

Borgo Pontemanco a Due Carrare

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura della delegazione FAI di Padova. Il borgo di Pontemanco rappresenta forse, nel territorio padovano, l’unico esempio integro di un centro cinque-settecentesco di cui si conserva l’impianto urbanistico e la quasi totalità dell’edificato. Posto in posizione strategica nel sistema di navigazione interna tra Venezia e Padova, deve la sua lunghissima vita alle attività molitorie (presenti da prima del 1338) che sfruttavano il canale Biancolino, fonte di vita e di lavoro. Il suo nome ricorda (probabilmente) l’originaria mancanza di un ponte che ne collegasse le rive. L’Oratorio della Beata Vergine Annunciata, fulcro del borgo e piccolo scrigno barocco (già presente nella prima metà del XVI sec.) conserva nel suo interno affreschi, decorazioni, opere d’arte, arredi fissi e mobili, tutti originali e risalenti alla fine del Seicento.

 

 

 

Rovigo


Villa Valente Crocco – Casa della Cultura e della Legalità a Badia Polesine

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre

Già esistente nel XVIII secolo, Villa Valente Crocco si presenta con un’architettura caratterizzata da un gusto lineare, raffinato e nel contempo razionale. La sagoma è perfettamente simmetrica, guidata dai due elementi verticali dei camini, e dal frontone superiore triangolare. Annessi alla villa ci sono una barchessa e un terreno agricolo di circa 3.000 metri quadrati. Dal 2016 l’edificio ospita la Casa della Cultura e della Legalità: dopo essere stata confiscata alla mafia, Villa Valente Crocco è oggi un centro di aggregazione sociale aperto alla cittadinanza. Tra le sue attività laboratori didattici sull’agricoltura sostenibile e incontri tematici sulla legalità organizzati da un’aggregazione di sette associazioni, con capofila il Centro di Documentazione Polesano che ne detengono anche la gestione.

 

 

Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre

Le origini dell’Abbazia della Vangadizza a Badia Polesine risalgono al periodo in cui i monaci benedettini – IX secolo – si stabilirono sull’ansa della sponda destra dell’Adige, ricca di boschi e canneti. Fin da subito la Vangadizza e le parrocchie ad essa soggetta godettero del privilegio “nullius diocesis” e l’abate che la governava rispondeva direttamente al Papa. Con le soppressioni napoleoniche degli ordini monastici l’Abbazia venne demolita, e oggi, del grande complesso monastico, restano il chiostro, a pianta trapezoidale, che risale al 1200 e il portico, coperto a vele sostenute da pilastri in cotto. Nel 1400 il chiostro venne restaurato e la loggia superiore abbellita con colonnette in marmo di Verona. Dal chiostro, attraverso un elegante portale in marmo rosso si accede al refettorio e attraversata la porta frontale ci si immerge nel giardino dell’Abate, così definito nella vecchia cartografia, dal quale si giunge nella piazza della Vangadizza, un ampio spazio davanti all’ex chiesa dell’Abbazia della Vangadizza.

 

 

Villa Pellegrini Lorenzoni e Chiesa di Sant’Antonio Martire a Badia Polesine

Visite sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Rovigo, Villa Pellegrini Lorenzoni sarà eccezionalmente aperta per i soli iscritti FAI in questa speciale occasione, sarà possibile ammirare alcuni dei preziosi affreschi custoditi al suo interno, conoscerete la storia delle famiglie che hanno abitato e fatto edificare la villa e l’adiacente Chiesa di Sant’Antonino dove noterete le molte “presenze” del Lorenzoni in vari luoghi della chiesa e dove sono di notevole importanza gli affreschi di Anselmo Baldissara. Collezione Balzan a cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Rovigo Le opere della Collezione Balzan vennero esposte, per la prima volta, a Zurigo nel 1944 in una mostra curata dall’amico di Eugenio Balzan e storico dell’arte, prof. Giuseppe De Logu. Dopo l’improvvisa scomparsa di Eugenio, il 15 luglio 1953, la pregevole Collezione passa in proprietà alla figlia Angela Lina. Con l’importante istituzione della Fondazione Internazionale Balzan, voluta dall’unica erede del cospicuo patrimonio del padre, anche la Collezione diventa proprietà della stessa Fondazione. Nel gennaio 2007 le opere vengono portate presso il Centro Culturale Svizzero di Milano dove il 25 gennaio viene inaugurata la mostra “Una collezione d’arte tra Ottocento e Novecento”. Nei primi mesi del 2014 il Comune di Badia Polesine ottiene, in comodato d’uso a tempo indeterminato, l’intera collezione che viene esposta presso il Ridotto del prezioso Teatro Sociale, anch’esso intitolato a Eugenio Balzan.

 

 

Teatro Sociale Eugenio Balzan a Badia Polesine

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Rovigo, fu costruito nel 1812 per volontà e a spese del badiese Bartolomeo Dente; recenti ricerche storiche hanno portato alla luce un atto notarile datato 17 dicembre 1812 nel quale si fa riferimento al disegno del teatro realizzato dall’architetto Sante Baseggio (1749-1822) di Rovigo. Nel 1836 passa in proprietà di una Società di Palchisti o Palchettisti e assume il nome di Teatro Sociale. Nel 1855 il teatro viene restaurato e ampliato: si aggiungono i palchi di proscenio e il paliotto con le Muse. Per la profusione di fregi in rilievo e a foglia d’oro, da sempre è definito “scatola d’oro” o “la piccola Fenice” per la somiglianza con il grande teatro veneziano. La decorazione pittorica è del ferrarese Francesco Saraceni e del veneto Giovanni Abriani; i fregi intagliati sono del lendinarese Luigi Voltolini. Nel maggio 2011 viene inaugurato dopo i restauri e intitolato al concittadino Eugenio Balzan.

 

 

 

Belluno


Palazzo Comunale, detto “Palazzo Rosso”

Visite sabato 17 e domenica 18 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Belluno Palazzo Rosso è uno dei simboli della storia di Belluno e caratterizza il prospetto della piazza in cui sorge. Passato e presente si incontrano: l’eredità della storia rinascimentale veneziana, il gusto neomedievale dell’epoca romantica, l’indipendenza dall’Austria e poi le vicissitudine storiche del Novecento fino all’attuale amministrazione locale. Il revival neogotico veneziano si riflette sugli esterni, mentre all’interno il ciclo pittorico di uomini bellunesi illustri, le immagini delle virtù comunali e le gloriose gesta della storia bellunese medievale (come la lotta contro il tiranno Ezzelino) sono eloquente testimonianza della vita di una piccola comunità di montagna immersa nelle dinamiche di una storia più grande.

 

 

Palazzo Piloni

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

A cura della delegazione e gruppo FAI Giovani di Belluno Il palazzo cittadino della famiglia Piloni, costruito nel Cinquecento in pieno centro per celebrare il prestigio del casato, permetterà ai visitatori di riscoprire le personalità di Odorico e Giorgio Piloni, raffinati uomini di cultura del Rinascimento e collezionisti di arte e antichità; e ammirare le opere d’arte commissionate al pennello di Cesare Vecellio, cugino di Tiziano. Il pittore ha affrescato nel salone al piano terra le Quattro stagioni, che ci proiettano in un mondo ideale e reale insieme; ciascuna è tradotta in immagini personificandola o riproducendo le attività che la caratterizzano: preziosa testimonianza della cultura figurativa e materiale e della vita quotidiana dell’epoca. Nel salone al primo piano fanno bella mostra di sé i nobili Piloni con le loro mogli: una straordinaria galleria di ritratti, uno sfoggio di buone maniere, come si addiceva all’uomo di corte, nonché di grazia ed eleganza, tramite la puntuale descrizione degli abiti e degli accessori di moda.

 

 

 

Verona

Villa Mosconi Bertani a Negrar

Visite sabato 24 e domenica 25 ottobre

Visita a cura del gruppo FAI Giovani di Verona. Villa Mosconi Bertani è un luogo straordinario immerso in un ambiente verde, il visitatore sarà accompagnato a nelle stanze principali della villa, lungo il suo splendido parco e nelle cantine. La costruzione di tutto l’impianto, ossia il corpo centrale della villa, la cappella e le cantine, avvenne nella prima metà del Settecento. All’interno il salone delle Muse, splendidamente affrescato, un tempo anche dedicato a piccole rappresentazioni dell’Opera Buffa e successivamente dell’Opera Seria, dove si notano i due stemmi dei Mosconi, comprende in altezza i tre piani della villa, divisi dalla balaustra in legno dipinto. Il Giardino ha presente il laghetto, alimentato dalle sorgenti presenti nella proprietà, l’isoletta al centro è, raggiungibile mediante un ponticello di legno e la casa per il caffè ispirata a simili costruzioni nord europee. Non meno importante la cantina che vanta oltre mille anni di storia agricola ed è fortemente collegata alla storia della villa.

 

 

Elenco completo dei beni aperti in Veneto disponibile qui.

Per ulteriori informazioni: www.giornatefai.itwww.fondoambiente.it – 02/467615399

IMPORTANTE: verificare sul sito i luoghi aperti nei due fine settimana, modalità di partecipazione, eventuali sold-out e variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse.

 

 


Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 12 al 18 ottobre, infatti, la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del FAI, per sensibilizzare sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva.

Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2020 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

Mestre rappresenta l’espansione della bellissima Venezia nella terraferma. Benché la bellissima città lagunare faccia sempre da protagonista, anche Mestre presenta scorci, parchi, vecchie osterie e luoghi di attrazione storico-artistica che meritano di essere scoperti

 

“Una piccola Versailles”: proprio così fu definita la città di Mestre da Carlo Goldoni sul finire del Settecento: oggi non rimane molto di quelle maestose ville, giardini e corsi d’acqua, tuttavia alcuni di questi ultimi valgono la pena di essere visitati, sia a piedi che in bicicletta!

 

Tutto ciò che più conta risiede oggi in Piazza Ferretto, un grazioso e tranquillo centro storico pedonale dove trascorrere piacevolmente un paio d’ore ad ammirare il settecentesco Duomo di San Lorenzo, in stile neoclassico, l’antica Scuola dei Battuti, il Palazzo da Re, il Teatro (oggi cinema) Toniolo e l’adiacente galleria in stile liberty, la fontana di Alberto Viani (uno dei più importanti scultori del Novecento, mestrino di nascita) e la Torre dell’Orologio risalente al 1108, l’unica rimasta delle 11 che un tempo si ergevano lungo le fortificazioni del castello, finendo per guardare le vetrine dei negozi e sedersi ad uno dei tanti localini per un aperitivo.

 

A pochi passi dal centro sorge inoltre l’M9, il primo museo esclusivamente multimediale in Italia, nonché un esempio quasi unico in Europa, che racconta in modo avvincente il Novecento italiano.

 

In direzione opposta si incontrano i siti verdi della città, a partire dai giardini delle Mura, risalenti al Medioevo, con ingresso da via Torre Belfredo. Con un’altra manciata di minuti si arriva al parco di Villa Querini, primo giardino pubblico della città, attraversabile anche in bicicletta, che conserva sculture di pregio nascoste tra il verde.

 

A due chilometri ancora, lungo il Terraglio, sorge inoltre il giardino di villa Tivan, che offre la cappella settecentesca della Santissima Trinità.

 

Un’ultima tappa è parco Piraghetto, sito nelle vicinanze della ferrovia, dove gli spazi alberati si alternano a prati, offrendo anche un laghetto, attrezzi per esercizi a corpo libero, una zona con giochi per bambini, un campo per le bocce e uno per la pallacanestro.

 

Spostandosi ulteriormente dal salotto cittadino in direzione Venezia – meglio se in sella ad una bicicletta – è possibile raggiungere i due grandi parchi di Mestre: Parco San Giuliano e Parco Albanese-Bissuola.

 

Il primo, che affaccia sulla laguna, è il polmone verde della città di Mestre ed è situato nel punto di contatto con Venezia, in prossimità del ponte della Libertà. Palcoscenico di moltissime manifestazioni nazionali, è il più grande parco d’Europa.

 

Il secondo rappresenta invece il luogo ideale per trascorrere una domenica in famiglia, soprattutto d’estate. Al suo interno vi è anche una piscina coperta e un grande impianto sportivo dove è possibile praticare tennis, basket, pallavolo e calcio.

 

Percorrere il tragitto poc’anzi descritto in tutta sicurezza dal traffico urbano non sarebbe possibile senza il tessuto ciclabile oggi presente in città. A Mestre, infatti, la bici è un mezzo di trasporto molto usato, certamente parecchio al di sopra della media italiana (benché ancora al di sotto di quella delle città mitteleuropee).

 

Di conseguenza le rastrelliere per il posteggio delle biciclette sono presenti ormai in abbondanza e non manca nemmeno un grande bici-park, situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria.

 

Il BiciPlan portato avanti con impegno dalle varie Amministrazioni comunali che si sono susseguite nel corso degli anni ha infatti portato a compimento un’ottima rete di piste ciclabili. Da segnalare è sicuramente la ciclabile di via Dante, in quanto la più antica di Mestre, nonché la più importante ancora oggi per l’intenso traffico ciclistico cittadino di cui è oggetto.

 

E dopo tutto questo spostarsi, unire il piacere di una pedalata a quello più classico di una buona mangiata in una tipica osteria mestrina è quasi d’obbligo!

 

Proprio in via Dante sorge una delle più storiche, l’Antica Hostaria Dante Alighieri, dove è possibile assaggiare gustosissimi piatti della tradizione veneziana rivisitati in chiave moderna. Un posto che piacerà in particolar modo agli amanti della bicicletta!

 

Questo locale dispone infatti di un parcheggio esclusivo dedicato a chi arriva in sella alle due ruote, attrezzato anche di una presa elettrica per la ricarica e di un kit di prima emergenza.

 

Vicino al ristorante, ai civici 33-35, è stata inoltre da poco inaugurata “L’officina & Bike-Café”, specializzata in manutenzione e riparazione di biciclette.

 

Fonti: https://www.improntenelmondo.it/https://www.venetoinside.com/https://www.anticahostariadantealighieri.it

“Una svolta che costituisce un importante aiuto sul fronte dello screening. Era infatti impensabile fare solo i tamponi molecolari classici, perché hanno tempi di processazione impegnativi. Lo diciamo dall’alto dell’esperienza accumulata di 1,4 milioni di tamponi effettuati in Veneto”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta con soddisfazione la validazione, da parte del laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma, su richiesta del Ministero della Salute e della stessa Regione Veneto, dei test rapidi antigenici per il Covid-19, che si stanno effettuando negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e negli ospedali pubblici e drive in del Veneto.

 

La notizia è stata confermata in una nota congiunta a firma dei responsabili dei laboratori dello Spallanzani, Maria Rosaria Capobianchi, e dell’Ospedale di Treviso, Roberto Rigoli.

 

“Con queste modalità – aggiunge il Governatore del Veneto – possiamo muoverci come una falange macedone, procedendo con i testi rapidi per fare lo screening e poi con il metodo del tampone classico per la validazione dei positivi, e comunque mixando anche le due modalità”.

 

“Questa opportunità – ricorda il Presidente del Veneto – era stata posta all’attenzione nazionale proprio da noi. Ringrazio la dottoressa Capobianchi e il dottor Rigoli per il lavoro portato avanti. Non dimentichiamo che, quando siamo partiti, c’era a disposizione solo il test coreano, e oggi si trovano sul mercato una decina di aziende, alcune molto importanti, che ci permettono di avere certezza che, sul fronte degli investimenti, si sta muovendo il mondo intero”.

Scoprire il Veneto in bicicletta è unesperienza allinsegna della leggerezza e del benessere

 

Sono poche le regioni italiane che possono vantare una concentrazione di ambienti turistici come il Veneto: vette alpine, spiagge sull’Adriatico, laguna veneziana, colline del Prosecco, luoghi della Grande Guerra… da questo punto di vista il Veneto è una terra ricca di scenari mozzafiato.

 

Tra le numerose opportunità turistiche che offre, non mancano certamente gli itinerari ciclo-turistici, che regalano occasioni uniche per ammirare paesaggi emozionanti e scorci magici.

 

Portata a compimento di recente è la Greenway del Sile, la pista ciclabile che collega il cuore di Treviso al lungomare di Jesolo, e che ho percorso in compagnia di due amici un sabato di agosto.

 

Partiti da casa con le nostre biciclette caricate in macchina*, lasciamo gratuitamente le auto al parcheggio dello stadio trevigiano “Omobono Tenni”. Dopo aver imboccato via Ugo Foscolo, sbuchiamo in viale Nino Bixio e lo percorriamo in direzione contraria al traffico fino all’incrocio con via Alzaia, punto di partenza della nostra pedalata con destinazione Jesolo, il cui tratto iniziale coincide con la famosa Restera del Sile.

 

Seguendo il corso del fiume, che si snoda alla nostra destra, abbiamo così dato il via al nostro primo di 52 chilometri, in uno dei percorsi più affascinanti di tutto il Veneto.

 

L’incanto della Restera ci ha subito catturato lo sguardo con le sue lagerstroemie in fiore, i cigni a pelo d’acqua, i canoisti che risalgono il Sile, le anatre, i pesci, le farfalle e le ninfee.

 

La Greenway unisce infatti il piacere di andare in bicicletta a quello di ammirare le bellezze della natura che ci circonda.

 

All’altezza della centrale elettrica siamo costretti ad attraversare il ponte e proseguire la ciclabile sulla sponda destra. Quello che segue, a mio avviso, è il tratto più suggestivo dell’intero percorso. Lasciata la centrale alle spalle, ci lasciamo infatti accogliere da un lungo sentiero che ci conduce a una passerella in legno che sovrasta il fiume. Attenzione che qui, in diversi punti, c’è l’obbligo di condurre la propria bici a mano.

 

 

 

Proseguendo sulla passerella, si arriva al Cimitero dei Burci, un sito archeologico di alto valore storico, dove giacciono mezzo affondati i relitti delle imbarcazioni un tempo impiegate per il trasporto commerciale di mercanzie.

 

Ci fermiamo a fare foto e scopriamo una lunga fila di tartarughe distese al sole, in compagnia di germani reali, folaghe e farfalle, per poi proseguire la nostra pedalata e raggiungere il pittoresco porticciolo di Casier, col suo alto campanile che svetta su un’ampia ansa del Sile.

 

Seguendo le indicazioni dei cartelli della E4 a sfondo marrone, non c’è modo di sbagliare strada, e così attraversiamo anche Casale sul Sile, Quarto D’Altino e Portegrandi.

 

 

Probabilmente c’è chi si aspetterebbe di percorrere questa cinquantina di chilometri su una strada bianca, sotto al sole, che semplicemente costeggia il Sile. In realtà il percorso presenta tratti di strada asfaltata alternati a tratti di strada bianca (ben mantenuta), per la gran parte all’ombra dei grandi alberi e di altra vegetazione, con moltissimi arbusti di more con cui addolcire la fatica!

 

Per un breve ristoro, il percorso è disseminato anche di angoli per pic-nic, con cestini e panchine all’ombra di maestosi salici piangenti, dove sedersi a consumare il pranzo al sacco. In alternativa, c’è la possibilità di fermarsi in uno dei suggestivi agriturismi lungo le rive del Sile che si incontrano per strada.

 

Questo tratto di tragitto ci fa immergere completamente nella pianura: qui i campi coltivati lasciano pian piano posto ai centri urbani e finalmente, dopo aver attraversato un fitto corridoio di bosco, il percorso pianeggiante offre una bellissima vista sulla laguna veneziana.

 

Qui incontriamo gruppi di fenicotteri, serenamente immersi nelle acque dell’Adriatico su una sola zampa. Scattiamo qualche altra foto e ripartiamo in sella alle nostre biciclette.

 

 

 

 

 

A Jesolo non manca molto, e a Caposile ancora meno, così decidiamo di concederci una sosta. Dopo una birra fresca e un po’ di chiacchiere, ripartiamo alla volta di Jesolo Paese, dove la nostra pista si interrompe e proseguiamo lungo la ciclabile urbana fino a raggiungere Jesolo Lido, poi Piazza Drago, e infine la spiaggia per un tuffo in mare.

Qui decidiamo di mettere fine alla nostra pedalata, che conta la bellezza di 59,5 km documentati, durante i quali abbiamo collezionato ricordi ed emozioni indescrivibili.

Chi lo desidera può continuare sulla pista ciclabile urbana o imboccare stradine secondarie poco frequentate, fino a raggiungere Cavallino e Punta Sabbioni, attraversando lo splendido borgo rurale di Lio Piccolo.

 

 

 

 

Il rientro a Treviso: transfer di ritorno con Trenitalia, MOM o ATVO

Una volta arrivato il momento di fare rientro a “casa”, torniamo in sella alla nostra bici e qui valutiamo le diverse opzioni che l’offerta turistica del Veneto ci propone:

• JESOLO-TREVISO con JesoloBus di MOM
Il servizio di carico bici, disponibile solo previa prenotazione telefonica o nel sito di MOM, è operato dalla linea 108 che collega direttamente Jesolo a Treviso.

• JESOLO-TREVISO via MESTRE con treno+bus Jesolo Link
Frutto dell’accordo con Trenitalia, il nuovo servizio treno+bus di ATVO in vigore dall’11 luglio al 30 agosto 2020, garantisce 65 collegamenti quotidiani fra la stazione ferroviaria di Mestree le spiagge del Lido di Jesolo, viaggiando con un solo biglietto.


• JESOLO-TREVISO via SAN DONÀ DI PIAVE con Trenitalia o ATVO
Una volta percorsi altri 20 km da Jesolo Lido in direzione San Donà di Piave, si fanno strada due alternative: è possibile infatti recarsi alla stazione degli autobus o dei treni.
– Scegliendo ATVO, si carica nel vano autobus la propria bicicletta, e il collegamento diretto con Treviso (Linea 11 via Monastier o Linea 27A via Roncade) ci permette di scendere alla stazione dei bus;
– Scegliendo Trenitalia, si carica in treno la propria bicicletta e ci si sposta a Mestre, dove bisogna attendere la coincidenza per raggiungere Treviso.


• JESOLO-TREVISO by bike
Naturalmente se le energie rimaste lo consentono, è possibile fare rientro a Treviso ripercorrendo a ritroso la Greenway del Sile.

 

  

 

Photo Credits: @Andrea Peruzzetto

 


* Chi non volesse o non avesse la possibilità di portarsi la propria bicicletta da casa, può facilmente noleggiarne una presso i numerosi punti noleggio situati a Treviso.

“È sicuramente una bella idea, da collocare nel mondo del favole. Peccato che arrivi da un candidato Governatore e non da un libro di Andersen: e questo è, sotto ogni punto di vista, assai preoccupante. Certi senatori della Repubblica, prima di fare certe proposte, dovrebbero rendere noto anche come intendono pagarle, perché il bilancio della Regione del Veneto – grazie ai taglia nazionali indiscriminati e orizzontali e senza autonomia – è già abbastanza tirato per garantire i servizi minimi essenziali, peraltro, unica regione italiana con zero tasse come l’addizionale locale Irpef, che ogni anno lascia nelle tasche dei territori più di un miliardo di euro”.
È il commento dell’assessore ai Trasporti Pubblici della Regione del Veneto alle affermazioni di una senatrice sulla possibilità di rendere i treni gratuiti per i turisti che scelgono il Veneto.

 

“Secondo la proposta della senatrice – spiega l’Assessore –, chi sceglie di trascorrere le vacanze in Veneto viaggerebbe gratis in treno e questo ‘bonus’ verrebbe compensato o da un taglio dei servizi, e sarebbe interessante capire quali, oppure con un aumento delle tasse per i Veneti perché, altrimenti, offrire tale benefit sarebbe totalmente insostenibile economicamente”.

 

“Appare come una proposta idilliaca, ma assolutamente lontana dalla realtà perché impraticabile – continua l’Assessore regionale. – Per fare certe proposte bisogna anche conoscere e prevedere le ripercussioni di una tale offerta sul bilancio regionale.
Ricordo solo che nel 2020 le aziende di trasporto stanno attraversando una grave crisi e secondo le previsioni perderanno circa la metà dei ricavi, parliamo di un buco di 150-160 milioni di euro. In più a settembre riapriranno le scuole e si renderà necessario un potenziamento del servizio di trasporto, ma ancora non è chiaro chi dovrà sostenerne il costo, perché il Governo, attualmente, non dà garanzie in merito”.

L’associazione Amici della Musica “Toti Dal Monte” di Mogliano Veneto sta organizzando il viaggio musicale di autunno, in programma dal 23 al 26 settembre p.v.

 

La destinazione individuata è Roma. L’intenzione è quella di visitare la capitale e ascoltare un concerto sinfonico dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, nella “Cavea” del celebre Parco della Musica, uno spazio ideato da Renzo Piano.
L’associazione prega tutti coloro che già hanno comunicato la propria adesione in via preventiva – insieme a chiunque altro avesse piacere di aggiungersi – di dare al più presto la conferma definitiva, inviando una mail in cui specificare le preferenze riguardanti:
  1. biglietto per il concerto, sì o no
  2. camera, doppia o singola
  3. assicurazione annullamento viaggio, sì o no

 

 

Dettagli del viaggio

Si partirà in treno da Mestre.
Ogni giornata prevede spostamenti in pullman e lunghi percorsi a piedi (si raccomandano pertanto scarpe comode).
Si prega di inviare una mail entro il 10 agosto a conferma di aver effettuato il pagamento in acconto con bonifico bancario all’IBAN indicato nel programma.
Coloro iscritti al viaggio a San Pietroburgo potranno usufruire del voucher rilasciato dall’agenzia.

Visit The Usa di Brand USA, l’organizzazione per la promozione turistica degli Stati Uniti, ha selezionato otto proposte molto originali per immergersi completamente nella natura e nella maestosità dei grandi spazi aperti americani.

 

Se non sarà quest’anno, causa Covid, sarà il prossimo e non è mai troppo presto per iniziare a pianificare un viaggio all’insegna dell’avventura nelle aree selvagge degli Stati Uniti.

Grazie al crescente desiderio di contatto con la natura, paesaggi incontaminati e vacanze attive, gli itinerari meno battuti e le proposte di alloggi alternativi sono destinati a diventare sempre più popolari.

 

Una delle tendenze più in voga del momento è il glamping, che si sta affermando come soluzione di fascia alta dove non mancano una buona dose di avventura e il contatto con la natura. Aziende del settore come Aman e Under Canvas, tra il 2020 e il 2021 si espanderanno sempre di più per offrire aree campeggio ancora più chic. Autocamp, che offre lussuosi rifugi negli iconici caravan Airstreams, aprirà il suo primo sito al di fuori della California con l’Autocamp Cape Cod, a partire dalla primavera 2021. Nel frattempo, l’offerta di alloggi eccentrici di Airbnb negli Stati Uniti continua a crescere, dalle case sull’albero all’aperto fino alle “Gully Huts” dallo stile più underground.

 

 

Per chi è alla ricerca di alternative ai classici alberghi, gli Stati Uniti offrono un grande ventaglio di opzioni: Visit The USA ha selezionato otto proposte molto originali per immergersi completamente nella natura e nella maestosità dei paesaggi americani.

 

Camp Sarika by Aman, Utah (apertura nell’estate 2020)

A poca distanza da Amangiri, raggiungibile sia in macchina che con una escursione, Camp Sarika è separato dal resto del mondo. Un luogo remoto contraddistinto da un profondo legame con la natura che lo circonda, per concedersi una fuga dalla vita frenetica della città. La struttura offre un ristorante, una piscina principale, una lounge e un paio di spa suite, tutti elementi che rendono Camp Sarika un rifugio completamente indipendente. Il campo è immerso in un paesaggio ultraterreno, circondato da 600 acri di imponenti mesa, canyon e sabbia color ruggine. Il campo tendato regala un’esperienza intima e selvaggia nel cuore del deserto, a poca distanza da cinque parchi nazionali e dalla riserva nazionale Navajo. Un luogo unico, che rappresenta un punto di ingresso alternativo nelle terre selvagge del Vecchio West.

 

 

Under Canvas, Tuolumne County, California (apertura 2020, TBC)

Under Canvas, società specializzata in lussuosi alloggi in stile safari nei parchi nazionali americani, nel 2020 si prepara ad inaugurare la prima località di glamping nella zona di Yosemite. Situato a sole due ore e mezzo di macchina a est della baia di San Francisco e a 20 minuti dall’ingresso del Parco Nazionale di Yosemite, il sito di glamping si erge su un’area di 85 acri tra alberi di sequoia e prati sconfinati. La location nella Contea di Tuolumne offrirà 90 tende in stile safari e aree lounge tendate, rappresentando la scelta perfetta per i viaggiatori avventurosi che desiderano esplorare i luoghi imperdibili di Glacier Point, Half Dome ed El Capitan.

 

 

Airbnb Treehouse Canopy Room, Permaculture Farm, Miami, Florida

Grazie alla luce delicata e alle fronde degli alberi che offrono l’ombra perfetta per rinfrescarsi dal caldo di Miami, questa casa sull’albero offre agli ospiti un’esperienza di autentico relax in un ambiente che ricorda quello di un’isola lontana, senza muoversi dal quartiere di Little Haiti. Circondati da capre, maiali, emù, galli e gatti, gli ospiti si sentiranno come trasportati in campagna. Per raggiungere l’alloggio all’interno di questa oasi urbana è necessario arrampicarsi lungo la stretta scala fino al terzo piano della casa, costruita tra i rami di un albero di Pithecellobium, dove si trova anche un bagno all’aperto in stile Bahamas.

 

 

Autocamp, Cape Cod, Massachusetts (apertura primavera 2021)

AutoCamp è il luogo in cui il design si combina con i grandi spazi aperti. All’inizio della primavera 2021 aprirà “Autocamp, Cape Cod”, un alloggio di lusso situato sulla magnifica spiaggia di Cape Cod. Gli ospiti potranno trascorrere le vacanze sulla penisola e riscoprire il contatto con la natura negli alloggi Airstreams personalizzati con bagni ispirati alle spa, suite moderne dagli interni eleganti oppure tende di lusso in tela. Ogni alloggio Airstreams sarà completo di patio e area falò privati, oltre che di una moderna club house, il tutto immerso in un bosco rigoglioso. L’Autocamp Cape Cod si trova a cinque minuti dal centro di Falmouth e Woods Hole, che offre traghetti giornalieri per le isole di Martha’s Vineyard e di Nantucket.

 

 

Dixie Daisy Airstream, Hill Country, Texas

Tende a tema cowgirl, piastrelle luminose e pareti giallo brillante fanno da cornice a questo Airstream dallo stile retrò, immerso tra centinaia di olmi a Smith Creek, nel cuore del Texas Hill Country. È il luogo perfetto per fare una doccia all’aperto, brindare in gruppo intorno ad un falò o rilassarsi nelle vasche idromassaggio sotto le scintillanti lucine della sera. Inoltre, il segnale telefonico non è sempre garantito, quindi gli ospiti possono davvero sfruttare la posizione remota per andare “offline” e godersi il panorama stupendo fatto di colline, insenature, bagni e percorsi naturalistici che offrono un detox perfetto dalla vita frenetica. Il vicino Pedernales Falls State Park è ideale per una nuotata o un’escursione all’aperto.

 

 

Firelight Camps, Ithaca, New York

Immerso in un bosco di 70 acri nell’Upstate di New York, Firelight Camps è un must per gli amanti della natura in cerca di una vacanza cool e confortevole, che in questo piccolo paradiso terrestre giorno dopo giorno si perderanno ad ascoltare il fruscio dei rami degli alberi e il canto degli uccelli. Gli alloggi sono composti da tende in stile safari arredate con pavimenti in legno, letti singoli o matrimoniali, uno scrittoio, verande coperte con comode sedie e lanterne. La giornata inizia con dolci artigianali e granola homemade, mentre per la cena è possibile sbizzarrirsi a cucinare con le griglie a carbone del campo e gustare i migliori vini artigianali della zona (soprannominata ‘Napa East’ per i suoi prodotti vitivinicoli). Non mancano anche oltre birre, sidri e liquori di alcuni dei migliori piccoli produttori del paese. La regione circostante è ricca di laghi, cascate, gole e parchi, mentre i sentieri escursionistici delle Upper Buttermilk Falls sono ad un passo dagli alloggi.

 

 

Forest Gully Farms, Santa Fe, Tennessee

La Forest Gully Farms, una fattoria a conduzione familiare, offre la possibilità unica di alloggiare nelle Gully Huts, affascinanti capanne sotterranee situate nelle zone rurali di Santa Fe, nel Tennessee. La fattoria nasce da un esperimento di vita sostenibile e di permacultura, che mira a vivere con i frutti della terra creando un ecosistema di alberi da frutto e piante benefiche. Forest Gully Farms invita a connettersi alla terra, dando la possibilità agli ospiti di trasformarsi in uomini di fattoria per un fine settimana, o semplicemente immergersi nell’atmosfera campestre con diverse attività, tra cui le escursioni lungo il torrente vicino e fino alle cascate. Gli ospiti possono anche prendere le uova fresche direttamente dalle galline o raccogliere mirtilli e more per la colazione. L’esperienza continua alla sera, quando ci si rilassa intorno al fuoco per guardare le stelle e condividere racconti.

 

 

The Resort at Paws Up, Blackfoot Valley, Montana

I viaggiatori possono sperimentare la vita dei cowboy nelle pianure del Montana, negli Stati Uniti nord-occidentali, al Resort at Paws Up. Gli ospiti possono prenotare una delle capanne di legno di questa tenuta di ben 37.000 acri, con ranch in attività, ma sono le tende spaziose e appartate i posti più speciali in cui soggiornare. La scelta è tra quelle arroccate sul bordo di una scogliera, con vista sul turbinoso fiume Blackfoot (che per dieci miglia scorre attraverso la proprietà) ed Elk Creek, circondato da alberi imponenti. Gli interni sono in stile western-chic, con giroletti in legno, stampe vivaci e vasche da bagno in rame, che donano quel tocco di lusso anche alla vacanza in campeggio. Nella sezione privata del ranch, sono presenti delle tende di glamping con vista su prati e montagne. Il luogo ospita inoltre numerosi workshop sulla natura selvaggia che spaziano da lezioni di pittura e sessioni di fotografia del cielo, a pesca con la mosca, escursioni e passeggiate a cavallo. Da qui è possibile esplorare la regione del fiume Blackfoot, passeggiando tra le foreste di conifere e lungo pianure vuote, ammirando gli splendidi paesaggi della natura selvaggia del Montana.

SOStariffe.it pubblica la lista delle 5 cose da sapere prima di mettersi in viaggio in quest’estate caratterizzata dalla diffusione del Coronavirus ancora in atto

 

La crisi epidemiologica da Coronavirus che ha colpito il mondo intero ha rivoluzionato poco alla volta ogni nostra abitudine: anche viaggiare non sarà più esattamente come lo ricordavamo. Le vacanze e gli spostamenti nell’estate 2020 dovranno essere accompagnati da qualche precauzione in più.

 

Estate è sinonimo di viaggi. Dopo il lungo lockdown e la lenta ripresa, tra attenzione più alta all’igiene e allerte per i nuovi focolai, gli italiani si preparano alle prime partenze dopo aver affrontato l’emergenza Coronavirus.

 

Con l’apertura di un numero sempre maggiore di confini fra gli Stati, in particolare dello spazio europeo, partire nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, sarà di certo una possibilità: quest’anno, però, bisognerà mettere in valigia qualcosa di diverso.

 

Oltre alle mascherine e all’immancabile gel per le mani, il buonsenso da solo non basta per garantire a tutti una vacanza serena. Ecco allora 5 informazioni essenziali da conoscere prima di partire e da portare con sé quando si viaggia, fornite da SOStariffe.it.

 

 

1. Gli indispensabili: mascherine, gel e attenti alla temperatura corporea

Se un tempo andare in vacanza significava semplicemente staccare i pensieri e dimenticarsi di tutto, viaggiare rimarrà un’esperienza piacevole, ma che non potrà essere affrontata con totale leggerezza. Le norme igienico-sanitarie, che sono diventate la normalità in questi mesi, dovranno diventare il mantra di tutta la vacanza.

 

Ecco perché è importantissimo tenere sempre a portata di mano un paio di mascherine e del gel igienizzante, da utilizzare nel caso in cui non si avesse la possibilità di lavarsi le mani. Oltre ai classici farmaci generici e a quello che è di solito contenuto in una cassetta del pronto soccorso, sarebbe molto utile dotarsi di un termometro.

 

Si ricorda, infatti, che nel caso in cui si avesse la temperatura corporea superiore ai 37,5° si dovrebbe evitare di viaggiare ed eventualmente fare un tampone per verificare di non aver contratto il Coronavirus. In caso di positività, scatterebbe l’obbligo di quarantena e il divieto assoluto di spostarsi fino al momento in cui si risulterà negativi al virus.

 

 

2. Organizzare un viaggio in macchina: attenzione ai divieti per i non congiunti

Considerata l’eccezionalità della situazione che caratterizzerà molto probabilmente tutto il 2020, gli italiani che stanno pianificando una partenza in macchina sono in numero maggiore rispetto agli standard degli anni precedenti, quando per ampie distanze il mezzo di trasporto preferito dai più era, senza dubbio, l’aereo.

 

La fase 3 ha rappresentato la fine delle ultime restrizioni relative agli spostamenti tra una Regione e l’altra e il turismo di prossimità sarà di certo un trend dell’estate 2020. Quali sono dunque le regole da rispettare durante gli spostamenti in macchina?

 

Se i soggetti che viaggiano insieme in macchina sono tutti conviventi, allora non ci saranno limiti o posti da rispettare, ma ci si potrà sedere liberamente l’uno accanto all’altro e la mascherina non sarà obbligatoria. Il discorso cambia nel caso in cui si viaggiasse con soggetti non conviventi, come per esempio con i propri amici.

 

In tale ipotesi, si dovrebbe indossare obbligatoriamente la mascherina, bisognerebbe stare a un metro di distanza l’uno dall’altro e ci si dovrebbe sedere nei sedili posteriori, lasciando libero quello centrale. Il conducente non dovrà avere nessuno accanto: ciò significa che in una macchina da 5 potranno viaggiare soltanto 3 passeggeri.

 

Nel caso in cui si viaggiasse su una vettura a 7 posti, sarebbe ovviamente possibile partire con un numero maggiore di soggetti non conviventi. Da notare, inoltre, che alcune regioni (Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Puglia) hanno fissato delle misure meno restrittive, permettendo l’occupazione di tutti i posti della vettura anche tra persone conviventi. Resta l’obbligo di indossare la mascherina in presenza di queste eccezioni.

 

 

3. Viaggiare in treno o in aereo: attenzione alle regole

Cosa cambia per chi decide di spostarsi in treno o in aereo? La misurazione della temperatura è obbligatoria in entrambi i casi: qualora fosse superiore ai 37,5°, non sarebbe possibile prendere né il treno né l’aereo.

 

Sui viaggi in treno a lunga percorrenza sarà disponibile anche il servizio di ristorazione: la consegna avverrà sul posto, in confezioni sigillate e monodose. A bordo dei treni saranno presenti dispenser di disinfettanti e si dovrà indossare la mascherina.

 

L’obbligo di mantenere la distanza di un metro, lasciando un posto libero accanto ad un posto occupato, decade in presenza di alcune condizioni ben precise. Tutti i posti saranno occupabili nel caso in cui le sedute non presentino una distribuzione “faccia a faccia”. È, inoltre, necessaria la presenza ricambio costante dell’aria, sia tramite un sistema di climatizzazione che tramite l’apertura periodica delle porte.

 

Su alcuni treni regionali, in base alle disposizioni locali, è possibile occupare tutti i posti a sedere e, in alcuni casi, anche viaggiare in piedi. Resta sempre l’obbligo della mascherina. Mascherine obbligatorie per tutta la durata del viaggio anche in aereo, dove dovranno essere cambiate ogni 4 ore. È nuovamente possibile portare il trolley in cabina, come bagaglio a mano, rispettando le condizioni fissate dalla compagnia aerea.

 

Sarà necessario compilare un’autocertificazione prima di salire sul volo nella quale vengono messe nero su bianco le proprie condizioni di salute e si indica l’indirizzo nel quale ci si sta recando, per poter essere ricontattati in caso di necessità.

 

 

4. Viaggiare all’estero: si può fare?

Se il turismo di prossimità sembra facilmente praticabile, che ne sarà per i viaggi all’estero? Fondamentalmente, le regole rimangono più o meno le stesse, in particolar modo per chi si sposta in aereo.

 

Dal 15 giugno sono possibili gli spostamenti per tutti i Paesi europei dell’area Schengen, mentre per il resto dei Paesi del mondo è stata momentaneamente stilata una lista verde di Paesi verso i quali si può viaggiare, ovvero Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

 

Ad ogni modo, si consiglia di consultare il portale Re-open EU, per essere sempre aggiornati sulle informazioni riguardanti l’Unione europea, e il portale Viaggiare sicuri, per ricevere notizie in tempo reale sulla situazione riguardante il resto dei Paesi del mondo. L’elenco dei Paesi in cui è consentito viaggiare o per cui sono previste misure restrittive può essere aggiornato su base quotidiana.

 

 

5. L’assicurazione viaggi

Infine, un elemento che non può assolutamente mancare prima di partire consiste nella ricerca e nella sottoscrizione di un’assicurazione viaggi, possibilmente una che includa una copertura Covid: non si tratta di una tradizionale polizza assicurativa con mera copertura per malattie improvvise e infortuni.

 

Si tratta di un’assicurazione che comprende l’assistenza medica illimitata, la consulenza medica online disponibile h24, il rimpatrio sanitario e il rientro anticipato se necessario, la quale non prevede limiti di età e che si consiglia di attivare sia per i viaggi brevi sia per quelli più lunghi e a maggiore distanza dall’Italia.

 

In tal senso, il compratore di assicurazioni online di SOStariffe.it, disponibile anche in versione mobile grazie all’applicazione scaricabile gratis da iOS e Android store, è lo strumento ideale per trovare la polizza assicurativa con copertura covid più conveniente tra le tante.

 

 

Fonte: SOStariffe.it

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano), in collaborazione con Intesa Sanpaolo, presenta i risultati parziali della 10ª edizione de “I luoghi del cuore”. Il termine per votare è il 15 dicembre 2020

 

Si tratta di una classifica provvisoria, che per ora in Veneto vede in testa:
• il Tempio internazionale del Donatore a Valdobbiadene (TV)
• la Val Visdende (BL)
• l’Oratorio della Beata Vergine di Pontemanco (PD)
• Parco e Villa Albrizzi Franchetti a Preganziol (TV).

 

A oggi il luogo in Veneto al primo posto della classifica provvisoria è il Tempio internazionale del Donatore che, nella spianata di Pianezze a 1.061 metri di altezza, è raggiungibile salendo dal paese di Valdobbiadene (TV) lungo le pendici del Monte Cesen, nelle Prealpi venete, dopo un suggestivo alternarsi di boschi, pascoli e malghe. Il tempio fu costruito nel 1962 per volontà di alcuni donatori di sangue che volevano cancellare lo sdegno del sangue inutilmente versato nel territorio durante le guerre. Da dicembre 2017, però, è chiuso per inagibilità, a causa di ingenti danni causati dalle intemperie e dal passare del tempo. La raccolta voti portata avanti dal comitato “Insieme per il Tempio” (costituito dalle quattro associazioni del dono più significative in Italia: Avis, Fidas, Fratres e Aido) ha come obiettivo la riapertura del bene, affinché sia maggiormente sentita e tramandata la sacralità del dono del sangue, dei tessuti e degli organi. Il luogo rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

 

 

Segue la Val Visdende (BL), incontaminata vallata delle Dolomiti nell’alto Veneto e oasi naturalistica preservata dal turismo di massa. La rete delle mulattiere e dei sentieri che la percorrono offre la possibilità di fare passeggiate più o meno impegnative, sia estive, sia invernali, escursioni in mountain bike e di ammirare la vista sul Monte Peralba e sulle sorgenti del Piave. Il 29 ottobre 2018 la tempesta Vaia ha purtroppo spezzato e sradicato migliaia di alberi secolari, modificando per sempre la morfologia della zona. Incalcolabili sono stati i danni all’economia locale, basata anche sulla “filiera del legno”. Si auspica, attraverso l’attivazione al censimento del FAI una maggiore attenzione alla tutela e al rilancio del luogo. Il sito rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

 

 

Molti voti anche per l’Oratorio della Beata Vergine Annunciata di Pontemanco, Due Carrare (PD) – altrimenti detto di Santa Maria Annunziata – piccolo edificio sacro aperto al pubblico, situato nel pittoresco borgo di Pontemanco, lungo le rive del canale Biancolino. Eretto in origine (la prima testimonianza è del 1548) come oratorio privato dell’adiacente Villa Pasqualigo – poi Grimani, ora Fortini – assunse dal Seicento funzione di oratorio pubblico. Un piccolo scrigno di epoca barocca – vincolato come bene culturale dal 1993 – che conserva affreschi, decorazioni, opere d’arte, arredi, tutti databili all’ultimo quarto del Seicento. Oggetto di venerazione nel corso dei secoli, ha vissuto negli ultimi decenni una fase di prolungato degrado, stante l’impossibilità dei contradaioli e della parrocchia di far fronte alle spese necessarie per il restauro. Oggi il dissesto igienico-statico del fabbricato e il deperimento di quanto contiene ne minacciano l’integrità storica e artistica. Il comitato “Amici dell’Oratorio di Pontemanco” sta attuando già da tempo i primi interventi e grazie al censimento 2020 spera che il bene possa essere posto all’attenzione pubblica, aiutandone il recupero.

 

 

E ancora, Parco e Villa Albrizzi Franchetti a Preganziol (TV), già votati al censimento 2018. La Villa fu costruita tra il 1680 e il 1700 lungo il Terraglio, in uno dei luoghi di villeggiatura favoriti dai patrizi veneti. Suoi primi proprietari furono i nobili Albrizzi che eressero come primo nucleo abitativo il solo corpo centrale. Negli anni successivi fu abbellita e completata dalle due barchesse in stile palladiano progettate da Andrea Pagnossin; gli undici ettari di terreno circostante divennero un grande parco in stile inglese, ricco di alberi ad alto fusto e rare essenze arboree. Fu nobile dimora di Isabella Teotochi Albrizzi che qui stabilì il suo salotto letterario, in cui trovò posto anche Ugo Foscolo, per il quale il parco della villa fu di ispirazione nella composizione dell’opera letteraria I Sepolcri. Passò in seguito alla contessa Ida Zeno Accurti per essere quindi acquistata dal barone Raimondo Franchetti. Tra gli eredi, da ricordare l’omonimo nipote, noto esploratore, che arricchì ulteriormente il parco, trasformato nell’Ottocento secondo la moda in giardino all’inglese, con rare specie di piante che offrono tutt’oggi al visitatore un suggestivo scenario del mondo vegetale. Danneggiata gravemente durante la Grande Guerra, nel 1973 Raimondo Nanuk Franchetti, ultimo proprietario, la vendette alla Provincia di Treviso. Il complesso è stato di recente recuperato ed è oggi ufficio di rappresentanza della Provincia. Il parco, chiuso al pubblico, richiede urgenti interventi di salvaguardia e tutela della flora pregiata, fra cui alcuni cedri monumentali oltre a numerose opere di recupero delle architetture presenti.

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